updated 12:59 PM UTC, Apr 5, 2020

Coronavirus, Zaia: "Se l'Europa è la madre di tutti si è dimenticata di qualche suo figlio. La Germania stanzia 550 miliardi per le imprese" (VIDEO)

Come al solito incalzante il presidente della Regione Veneto nel corso del suo consueto punto stampa sull'emergenza Covid-19. Il suo sguardo sulla fase durissima che attende la nostra economia in rapporto a quanto sta succedendo negli altri Paesi - (VIDEO)


Coronavirus, l'affondo di Zaia: "Ue latitante come per i migranti ...

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, durante il punto stampa di oggi è ritornato sul più che bollente argomento degli aiuti di Stato e sulle sproporzioni tra gli interventi che le nazioni europee stanno mettendo in campo per aiutare le imprese nell’emergenza Coronavirus.

In questa prima delicatissima fase, le autorità statali e regionali italiane sono impegnate in prima linea per il problema sanitario ma, appena si potrà tornare ad una parvenza di quotidianità, con tutte le limitazioni che potrebbero durare per molto tempo, la vera partita sarà quella economica, con l’obiettivo di far ripartire le aziende italiane in ginocchio da settimane.

Tornare nei mercati europei e mondiali non sarà facile, soprattutto se, come ricordato dal governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, le nazioni europee non partiranno tutte dalla stessa griglia di partenza.

Se l’Europa è la madre di tutti - ha spiegato Zaia -, si è dimenticata di qualche suo figlio. Noi non possiamo pensare di tornare alla riapertura delle imprese sapendo che c’è un Paese europeo che stanzia 550 miliardi, il Paese al mondo che ha stanziato più soldi ad abitante, perché gli Stati Uniti hanno stanziato 1100 miliardi, se li rapportassimo agli abitanti della Germania gli Stati Uniti dovrebbero stanziare 1500 miliardi. Tra l’altro sono anche dollari e, quindi, dovrebbero versarne molti di più”.

“Allora voi capite che - prosegue il presidente della Regione Veneto - quando si apriranno di nuovo i mercati e le attività, l’Europa deve garantire che tutti siano nelle griglie di partenza in egual misura, con le stesse potenzialità. Perché è inutile che ci siamo fatti le “seghe mentali” per anni, sentendoci dire dall’Europa che bisogna evitare gli aiuti di Stato, bisogna stare attenti ai trust e tutte ste robe e poi ci ritroviamo che usciamo dall’emergenza sanitaria con le nostre aziende diroccate e distrutte, che dovrebbero andare sul mercato, e quelle tedesche che sono tenute in vita alla grande con un investimento come questo”.

“Qualcuno potrebbe dire sono soldi dei tedeschi - conclude -, sì ma siamo in Europa. Ripeto, a noi dei grandi messaggi dei leader europei che dicono “Italia forza, avanti, ce la farete, vogliamo vedervi come prima” non ce ne facciamo nulla. Bene, è un atto di cortesia, giriamo pagina, vogliamo vedere i soldi. L’Europa è latitante e sta legittimando una rendita di posizione, che avrà la Germania, che sarà paurosa. Io non ce l’ho con la Germania, è impensabile dar per perse realtà come l’Italia, la Spagna e anche la Francia perché ancora non si è ben capito cosa faranno. Stiamo veramente assistendo ad un atteggiamento che è inconcepibile e insostenibile”.

 

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it)

Coronavirus, caos per il bonus di 600 euro: sito dell'Inps in tilt e i dati degli utenti diventano pubblici. Lite Conte-Salvini, insorge la Meloni

Sito Inps in tilt per le domande relative al bonus da 600 euro. L'enorme mole di richieste per accedere alle indennità, infatti, ha generato quasi un 'crash' informatico: secondo quanto denunciato da più utenti, infatti, entrando con i propri dati nella pagina dedicata del sito per presentare la domanda di bonus, si viene rinviati a una pagina in cui figurano nominativi privati, insieme a una serie di informazioni strettamente personali di cui è in possesso l'Inps ponendo quindi evidenti problemi di tutela della privacy. Sarebbero centinaia le schede di cittadini con dati sensibili che escono. Non solo: l'operazione a questo punto si blocca e la domanda di richiesta del bonus non riesce più a procedere. L'allarme sta circolando con un tam tam sui social, tra ironia e preoccupazione


Botta e risposta tra Conte e Salvini. Insorge anche Giorgia Meloni

Scintille tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini al vertice a palazzo Chigi sull'emergenza coronavirus. Oggetto del contendere, riferiscono fonti del centrodestra, un post 'in tempo reale' del leader della Lega sul sito Inps in tilt. Questo è soffiare sul malcontento, una cosa diversa dal confronto che stiamo facendo qui, sarebbe sbottato il capo del governo. Pronta la replica di Salvini: se il sito è in tilt, è in tilt...

"Avete ragione, l’ho appena fatto presente al governo ora in riunione a Palazzo Chigi, speriamo si muovano o finisce male", ha scritto Salvini in un tweet.

"Stiamo ricevendo da tutta Italia migliaia di segnalazioni sul pessimo funzionamento del sito dell'Inps. Il portale è in tilt: da stanotte i lavoratori autonomi e le partite Iva stanno riscontrando problemi enormi per presentare la domanda per il bonus di 600 euro. Preoccupante la situazione in termini di sicurezza dei dati e di privacy degli utenti", ha scritto Giorgia Meloni, su Facebook.

"Oltre al danno di ricevere poco più di un'elemosina, ora migliaia di lavoratori rimasti senza reddito sono costretti a subire un vero e proprio calvario digitale per avere dallo Stato i pochi euro che il governo ha stanziato. Purtroppo non è un pesce d'aprile, ma una drammatica verità", ha aggiunto la leader di Fdi.

 

(Fonte: adnkronos)

Coronavirus, Salvini avverte Conte: "A fine corsa sarà giudicato dagli italiani, in modo severo". E sulle misure economiche: "C'è da mettere subito in campo 200 miliardi. Pace fiscale ed edilizia"

Matteo Salvini boccia la gestione italiana dell'emergenza coronavirus. Senza appello: "A Bergamo c’è il mercato nero delle bombole di ossigeno. Ma non di quelle piene, di quelle vuote, introvabili altrimenti. E al Politecnico di Milano sono ferme due milioni di mascherine perché manca il bollino di biodegradabilità. Mi chiedo: dove è lo Stato? Ma questo sarà un problema da affrontare dopo, quando la gente smetterà di morire soffocata. Adesso concentriamoci tutti sull'emergenza, su questo il centrodestra non ha dubbi", spiega intervistato da Alessandro Sallusti su Il Giornale. Nel mirino, poi ci finisce Giuseppe Conte, il premier che però sale nei sondaggi: "Nell'emergenza chi è a bordo di un bus si deve affidare al guidatore, non ha alternative. Ma quando si arriva a destinazione – e presto ci arriveremo – i passeggeri giudicano se l’autista si è comportato bene, se è stato all'altezza. E quando torneremo alla normalità bisogna subito mettere in campo almeno duecento miliardi e poi pace fiscale e pace edilizia. Un nuovo patto sociale, altro che sospendere due cartelle fiscali. Dobbiamo ricominciare tutto daccapo o non ne usciremo"


Forse vediamo la luce in tondo al tunnel ma il leader della Lega, Matteo Salvini, in una intervista a Il Giornale resta prudente. "Così dicono i grandi numeri, ma non illudiamoci. Ho appena appeso il telefono con un medico di famiglia di Brescia che non sa dove recuperare l'ossigeno per i suoi pazienti. Senza ossigeno, mascherine e saturimetri l'uscita dal picco non sarà una passeggiata". "A Bergamo - racconta il senatore - c'è il mercato nero delle bombole di ossigeno. Ma non di quelle piene, di quelle vuote, introvabili altrimenti. E al Politecnico di Milano sono ferme due milioni di mascherine perché manca il bollino di biodegradabilità. Mi chiedo: dove è lo Stato? A saperlo, - si risponde - ma questo sarà un problema da affrontare dopo, quando la gente smetterà di morire soffocata. Adesso concentriamoci tutti sull'emergenza, su questo il centrodestra non ha dubbi".

Quindi al lavoro con Conte... "Il mio riferimento oggi è lui e io voglio lavorare con lui. Certo che... Da lui solo qualche telefonata di cortesia e un paio di garbate riunioni. Non mi sembra interessato al nostro contributo". I sondaggi dicono che gli italiani apprezzano il suo lavoro. "I sondaggi... Nell'emergenza chi è a bordo di un bus si deve affidare al guidatore, non ha alternative. Ma quando si arriva a destinazione - e presto ci arriveremo - i passeggeri giudicano se l'autista si è comportato bene, se è stato all'altezza". E i passeggeri sono "i medici mandati allo sbaraglio, i poliziotti in campo senza guanti e mascherine, gli imprenditori lasciati senza certezze, i lavoratori senza i soldi, gli italiani che hanno visto i loro cari morire come mosche nelle case di riposo abbandonate dallo Stato. A fine corsa il loro giudizio sarà giusto, cioè severo, non ne dubito".

Per quanto riguarda invece la fine del coprifuoco: "Dopo Pasqua, - spiega l'ex ministro dell'Interno - si può non andare oltre se mettiamo in sicurezza la ripartenza. Ma questo non dovrà avvenire solo grazie alla genialità dei nostri imprenditori che si stanno già reinventando produttori di mascherine, macchinari sanitari, riorganizzando le loro aziende alle nuove esigenze. Tutelare la società è un dovere, direi un obbligo dello Stato". E quello politico "lo decideranno gli italiani. E' il buonsenso". C'è da "mettere in campo subito almeno duecento miliardi. Qualche idea io e gli amici del centrodestra l'abbiamo. Reset totale. Tipo: pace fiscale e pace edilizia". Un mega condono. "L'unica via è un nuovo patto sociale, altro che sospendere due cartelle fiscali. Dobbiamo ricominciare tutto daccapo o non ne usciremo. Voltare pagina sarà nelle cose. Se si vuole ripartire dovranno essere azzerati i debiti privati e lasciare fare le imprese: via tutta la burocrazia, tu fai e poi io controllo, non l'inverso come è oggi. O si farà così o non ci salveremo. Una rivoluzione così non può farla chi non ci crede, e neppure chi è minoranza del Paese".

Quindi... "l'ultimo sondaggio è di ieri sera: centrodestra oltre il 50 per cento. E per di più ci crediamo e siamo pronti. Oggi comanda Conte, domani verrà tutto più naturale di quanto si immagini". Nella sua sfera di cristallo forse vede Draghi. "Draghi, Tremonti, Sapelli, a noi le persone intelligenti, responsabili e capaci piacciono tutte". A proposito di persone che piacciono al leader leghista. Orban da ieri ha i pieni poteri. Strano per un Paese, l'Ungheria, che è nella Comunità europea... "A me dell'Unione europea preoccupa quello che sta succedendo a Berlino e a Bruxelles, non a Budapest. Orban è un premier democraticamente eletto e i poteri straordinari glieli ha dati un libero Parlamento che rappresenta i cittadini. Non vedo nulla di preoccupante". E invece l'Europa la preoccupa... "Vorrei vedere. Abbiamo detto che ci sta bruciando la casa e loro ci hanno risposto: tra quindici giorni decideremo se e come mandarvi i pompieri, vi sembrano amici affidabili?", ha concluso Salvini. 

Palazzi storici, aeroporti e spiagge, i tesori d'Italia in pegno all'Ue: la proposta del Pd fa esplodere il centrodestra. Salvini: "Delirante". FdI: "Vogliono svenderci agli amici"

Dopo la fine della pandemia, secondo il senatore dem, serviranno idee e "tanti tanti soldi" per ricostruire. "Ma siccome nessun prestito ci verrà mai concesso senza garanzie - dice - per far fronte al nostro fabbisogno straordinario senza far esplodere il debito pubblico potremmo dare in garanzia il patrimonio immobiliare di proprietà statale". Lo ha dichiarato il senatore dem, Luigi Zanda in un'intervista a Repubblica. Insorge l'opposizione


Per fronteggiare l'emergenza coronavirus il Pd è disposto a dare in pegno i tesori italiani come palazzi storici, aeroporti e spiagge. L'idea del senatore del Pd, Luigi Zanda, fa esplodere il centrodestra con Matteo Salvini che bolla la proposta come delirante. 

"Se l'Europa non ci aiuta il premier Conte ha detto che faremo da soli", ha detto Zanda in un'intervista a Repubblica - Ma siccome nessun prestito ci verrà mai concesso senza garanzie, per far fronte al nostro fabbisogno straordinario senza far esplodere il debito pubblico potremmo dare in garanzia il patrimonio immobiliare di proprietà statale, almeno per la parte costituita dagli edifici che ospitano uffici, sedi delle grandi istituzioni, ministeri, teatri, musei... È una vecchia tesi che può tornare attuale", dichiara il senatore dem mettendo nel novero degli ipotecabili anche i palazzi del Parlamento come Montecitorio e Palazzo Chigi, ma anche le spiagge, porti e aeroporti. 

"Delirante! Il Pd vuole svendere i gioielli dello Stato per ricevere aiuti dall'Europa, tra cui porti, aeroporti e spiagge. Non è uno scherzo, purtroppo. Ma vi rendete conto in che mani siamo. Altro che interviste demenziali, datevi una mossa", scrive su twitter il leader della Lega, Matteo Salvini.

Matteo Salvini azzanna il Pd: vogliono svendere palazzi, spiagge e ...Regionalismo differenziato, Rampelli (Vicepresidente della Camera ...

Una bordata alla forza di governo arriva anche da Fratelli d'Italia. "Ci auguriamo davvero che l'intervista rilasciata dal sen. Zanda sia un colossale equivoco, magari un fraintendimento con Repubblica da chiarire presto. Avvisiamo il sen. Zanda, e casomai il Pd se avallasse la sua stravaganza, che i beni d'Italia non devono essere disponibili, men che meno i beni culturali, che hanno anche un enorme valore simbolico o i palazzi delle istituzioni repubblicane", dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. "Tuttavia questo scivolone ci fa capire tante cose, ci ricorda che gli errori clamorosi fatti dalla sinistra post comunista e neo liberista in questi decenni sono frutto di scelte precise: vendere, vendere tutto, possibilmente svendere agli amici. Invece che ristrutturare, ottimizzare, innovare e mettere a frutto, aumentando produzione e ricchezza. Direi che da parte del tesoriere di un partito che ha dichiarato più volte fallimento nella sua storia, per fortuna questi consigli sono destinati a non essere calcolati", è la bordata di Rampelli al senatore Zanda. 

(Fonte: iltempo.it)

Scambio di lettere tra Feltri e Salvini: "Caro Matteo, se ci sei batti un colpo". "Caro direttore, sono amareggiato e preoccupato, ma ce la faremo"

Il giornalista ha scritto sul quotidiano Libero una lunga missiva indirizzata al leader leghista, che, a detta sua, avrebbe perso la forza dialettica e politica dimostrata fino a pochi mesi fa. Tutta colpa del coronavirus, che avrebbe "ammosciato tutti" ad eccezione di Giuseppe Conte. La replica dell'ex ministro dell'Interno è sofferta e intensa: "Non ci hanno voluto ascoltare. Dopo aver sconfitto il virus, dovremo essere in grado di rialzarci"


La lettera di Vittorio Feltri

Caro Matteo Salvini, ti è noto che ho sempre apprezzato la tua attività di politico instancabile. In pochi anni hai portato la Lega dal 4 per cento (cioè dal coma) ai fasti del 30 e rotti per cento. Basterebbe questo a consacrarti quale grande leader e credo che nessuno abbia la faccia di tolla per negare questa evidenza. Poi ti sei trovato immischiato nella brutta storia della crisi di governo, che molti attribuiscono alla tua responsabilità.

Non sono d' accordo. Penso che guidare il Paese in società con Luigi Di Maio fosse difficile come andare a letto con la suocera ultra settantenne. Per cui sorvolo su tale incidente che già ha alimentato troppe discussioni vane. Piuttosto mi focalizzerei sul presente, denso di problemi.
Mi soffermo un attimo su Giuseppe Conte, il quale non ti risulta simpatico. Sapessi a me... Se costui se ne sta in panciolle a Palazzo Chigi, un pizzico di colpevolezza è pure tua. Allorché lo incoronaste premier, tu dove eri? Sapevi chi fosse? Io e circa 60 milioni di italiani non lo conoscevamo, e ce lo siamo beccati lo stesso, per giunta affiancato da tale Rocco Casalino che solo a vederlo alle spalle (e sottolineo alle spalle) i miei nervi si attorcigliavano.

Peggio di così non poteva andare, teoricamente. Poi alcuni scemi ti hanno attaccato e irriso perché non hai vinto le elezioni in Emilia Romagna, come fosse facile trionfare in una regione comunista dai tempi di Stalin, adorato dall' Unità, tanto è vero che, quando il dittatore morì, l' organo del PCI vergò questo titolo: "Morto una grande statista". 'Sti cazzi. Tu persino nella patria dei rossi hai compiuto un miracolo. L' ultimo, poiché dopo ti sei depresso e ora non ravviso in te segni di risveglio.
Ti seguo in tv e rimango perplesso. Hai perso verve, affermi cose di cui non sei convinto. Che ti succede? È indubbio che il Coronavirus abbia ammosciato tutti. Proprio tutti tranne Giuseppi, per il quale il morbo è stato un ricostituente. Costui sul piccolo schermo appare ogni tre minuti, felice come una Pasqua, pimpante, la malattia lo ha ringalluzzito sebbene ciò non gli impedisca di dire bischerate sesquipedali. Tu non puoi lasciargli delle praterie di consenso, devi frenarlo, abbatterlo, almeno zittirlo. Cavalca la paura delle gente come sai fare tu, non permettere di essere accantonato quasi fossi diventato una comparsa. Reagisci da par tuo come se ti trovassi al cospetto di una nave piena di africani clandestini. In tal modo riconquisterai la tua posizione apicale.

E poi se mi consenti, un ultimo suggerimento riguardante i detenuti, i quali non sono carne da macello, tra di essi (60 mila) almeno 10 mila sono innocenti e verranno assolti. Più o meno altrettanti sono in attesa di giudizio, pertanto non colpevoli fino a sentenza definitiva. È gente disperata che in parte merita di essere privata della libertà, ma non della dignità. Si dà il caso che essa sia costretta a campare in una situazione che comprende la tortura: cinque o sei uomini ammassati in una cella in cui rischiano di infettarsi gli uni con gli altri. Bisogna sfoltire le galere, caro Matteo, mandando fuori coloro che si sono macchiati di delitti minori in maniera che le colonie penali risultino civili, non più macelli quanto ora. Cessa di proclamare che l' amnistia sarebbe una iattura: delinquenti a spasso e pronti a tornare schiavi della criminalità. Un Paese che punta sulla carcerazione come forma di giustizia estrema deve dotarsi di stabilimenti penali adeguati, altrimenti non ha alternative: spedire a casa i detenuti meno pericolosi. Dammi retta, Matteo. Essere rigidi come te va bene, essere crudeli come vuoi essere è un orrore.

Coronavirus, Fontana: "Dati in linea con quelli di ieri. Chiarire i conflitti tra la nostra ordinanza e il decreto del governo. E ci lascino sperimentare il farmaco"

I dati di oggi "sono abbastanza in linea con quelli di ieri". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in conferenza stampa, precisando di non avere ancora i numeri definitivi. Ieri, l'assessore al Welfare, Giulio Gallera, aveva parlato di "dati in chiaroscuro", in cui il chiaro prevaleva dopo un sabato tremendo: 27.206 i lombardi positivi al virus, in aumento di 1.691 cioè della metà rispetto al giorno prima. Sono aumentati molti invece i ricoverati per Covid19: altri 49 portano le terapie intensive a 1.142 posti occupati su 1.300 disponibili, e in reparto sono entrati in un giorno in 1.181, arrivando a 9.439. Un totale di 10.581 pazienti in ospedale a fronte di 5.800 dimessi e guariti


Sul farmaco giapponese Avigan "la sperimentazione non può più essere effettuata a livello regionale, ma solo dall'Aifa, quindi non possiamo fare eventuali sperimentazioni sul territorio. Manderò una richiesta al ministro Speranza per chiedere che possa accelerare il più possibile questa sperimentazione per capire se questo farmaco possa essere utilizzato". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in conferenza stampa.

Il governatore lombardo ha inoltre reso noto di avere "inviato una nota formale al ministro dell'Interno Lamorgese, con la quale ho avuto anche una telefonata prima dell'invio, nella quale chiedo che il ministero esprima il suo parere se si debba applicare l'ordinanza della Regione Lombardia o il Dpcm. Abbiamo chiesto al ministro perché in questo momento non si deve creare alcun conflitto".

Fra il Dcpm e l'ordinanza della Regione Lombardia "ci sono alcuni conflitti" e "ci sono dei dubbi su quale delle due debba prevalere. Ho chiesto il parere all'ufficio legale e ad alcuni giuristi e la risposta è stata che deve prevalere l'ordinanza regionale", ha evidenziato Fontana.

Quanto ai dati sulla diffusione del coronavirus in Lombardia, il governatore lombardo ha anticipato che "sono abbastanza in linea con quelli di ieri", precisando di non avere ancora i dati definitivi di oggi.

Coronavirus, il mantra di Salvini: "Chiudere tutto". La mancata risposta di Conte, il colloquio con Mattarella, la linea leghista in 5 punti (VIDEO)

Il leader leghista da giorni ribadisce la sua ferma posizione che pare non ricevere ascolto da parte del governo e del premier Conte. Il filo diretto con governatori e sindaci, l'appello a Mattarella e l'attacco all'Europa "che dorme". Infine la richiesta di tenere aperto il Parlamento: "Abbiamo voglia di portare a Roma idee, proposte, soluzioni e contributi". Il suo appello - (VIDEO)


Risultato immagini per matteo salvini

"Presidente ci rivolgiamo a lei perché altri non ci ascoltano, per chiedere a nome di milioni di italiani cinque interventi immediati". Lo dice il segretario della Lega Matteo Salvini rivolgendosi al capo dello Stato in un video pubblicato sui social. "Presidente Mattarella ci affidiamo a lei, visto che altri non sembra che abbiano voglia e tempo di ascoltarci", sottolinea il leader del Carroccio, prima di illustrare i cinque punti legati all'emergenza Coronavirus.

"Primo: chiudere tutte le attività che non sono vitali per il paese. E' il momento di chiudere tutto e mettere in sicurezza la vita dei nostri figli. Due: obbligare il governo a fornire mascherine, dispositivi di protezione e tutto il materiale sanitario necessario ai nostri operatori, medici in trincea e forze dell'ordine. Non è possibile morire come servitori di uno Stato che ti dimentica. Tre: tranquillizzare tutti gli imprenditori e lavoratori garantendo un anno di pace fiscale, moratoria fiscale e sospensione di tutte le tasse locali e statali per tutto il 2020".

E ancora: "Quattro: svegliare un'Europa che dorme e che si ricorda dell'Italia e dei cittadini europei solo quando si tratta di incassare. Cinque: riaprire il parlamento. Abbiamo voglia di portare a Roma idee, proposte, soluzioni e contributi".

Ieri in una nota della Lega si leggeva: "Matteo Salvini ha chiamato oggi pomeriggio il presidente del Consiglio, nello spirito di una costruttiva collaborazione per superare la crisi e migliorare i decreti che saranno presto all’esame del Parlamento". "Non avendo ricevuta risposta, fatto più che comprensibile visti i momenti di impegno da parte di tutti, riproverà ancora". Salvini aveva annunciato nel corso di un collegamento dalla Regione Lombardia con SkyTg24, l'intenzione di chiamare Conte: "Chiameremo noi, non stiamo qui a fare i bambini, abbiamo dei problemi da risolvere" - aveva affermato. "Ho detto ieri a Mattarella che nel decreto ci sono 127 articoli, vogliamo fare il nostro mestiere, risolvere e emendare". "Abbiamo tante proposte da fare"".

Tra le prime richieste avanzate dalla Lega c'è una stretta ulteriore sulle limitazioni. "Ci sono ancora troppe persone in giro, alcuni uffici aperti, imprese non strategiche aperte. La prima cosa da fare è chiudere tutto, non ci sono più posti letto negli ospedali", aveva ribadito Salvini. "Bisogna fare di più, è l'appello che i nostri governatori stanno lanciando al governo, altrimenti quando c'è di mezzo la salute bisogna anche rischiare e chiudere di propria iniziativa", aveva sottolineato Salvini.

"Io sono qua nella sede di Regione Lombardia, chiederò alla stesso governatore Fontana, se non arrivassero risposte dal governo, di prendere l'iniativa di chiudere per tutelare la salute pubblica. Intanto agiamo noi".

Tutto va chiuso ma non il Parlamento. "La prima richiesta che facciamo a Conte e Mattarella - aveva detto il leader leghista - è che i parlamentari possano lavorare, che siano messi in condizioni di lavorare. I medici sono in ospedale, le cassiere al supermercato, i postini consegnano la posta", ricorda Salvini. "Noi siamo pagati per fare i deputati e senatori, chi è malato sta a casa, ma - insite - non si capisce perché Camera e Senato debbano restare chiuse".

Sul fronte economico Salvini boccia il fondo salva stati visto come una sorta di commissariamento del Paese. "Il Mes? No, Dio ce ne scampi, ci infileremmo in un tunnel in cui qualcuno - aveva affermato - ci obbligherebbe a fare su pensioni così, su ospedali così...".

Coronavirus e "Cura Italia", Salvini: "Decreto insufficiente, i parlamentari vengano a lavorare". E su Mes e "svuotacarceri" dice... (VIDEO)

"La Lega chiede la convocazione immediata del Parlamento: deputati e senatori, come tanti altri lavoratori italiani, che sono al lavoro, anche in queste ore difficili, devono andare al lavoro". Così Matteo Salvini, parlando alla stampa di fronte a Palazzo Madama. "Il decreto che è uscito dal governo, a cui abbiamo dato tanti suggerimenti, è solo un primo passo - continua - e non basta. È impensabile far pagare le tasse a tanti italiani già questo venerdì, aggiunge il leader della Lega - è impensabile che 600 euro per i lavoratori autonomi, precari, stagionali, interinali, siano sufficienti, è impensabile che tanto personale scolastico sia costretto ad andare a scuola". "E' inaccettabile - continua Salvini - lo svuotacarceri" perché "mentre si arrestano gli italiani che escono di casa, ci pensa di far uscire 5.000 carcerati tra cui spacciatori, rapinatori, ladri e truffatori". E sull'Ue, "non vorremmo che qualcuno stesse prendendo accordi a Bruxelles - e parlo del Mes, della Troika, del fondo salva stati - senza che i parlamentari che rappresentano gli italiani siano coinvolti e ascoltati", continua il leghista sottolineando come "è urgente migliorare, cambiare questo decreto, anche perché la borsa ha perso 300 miliardi nell'ultimo mese". Poi, in un post su Facebook, la domanda: "Chiudere i confini? Oggi tutti i Paesi in Europa lo stanno facendo, ma quando lo sosteneva la Lega dicevano che era 'razzismo'. Loro sì e noi no: è questa l'Unione Europea?".

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

-2°C

Milano

Clear

Humidity: 39%

Wind: 9.66 km/h

  • 03 Jan 2019 3°C -3°C
  • 04 Jan 2019 2°C -6°C