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updated 4:52 PM UTC, Jul 6, 2020

Coronavirus, la comunicazione di Conte non convince più. Mentana: "Che bisogno c'era di un discorso a reti unificate prima di conoscere i termini del decreto?" L'Ordine dei giornalisti: "Ci consenta di fare domande" (VIDEO)

Enrico Mentana ilComizio.it Enrico Mentana

Prima o poi doveva succedere. Fino a ieri le perplessità sembravano appannaggio solo di qualche oscuro scribacchino di testate on line come la nostra, ma evidentemente adesso il problema comincia a essere percepito anche da colleghi assai autorevoli e dalle alte sfere della professione. La comunicazione unilaterale, quanto lacunosa e dalle tempistiche discutibili, adottata dal governo e dal premier in prima persona, ad esempio, non è piaciuta a Enrico Mentana. Il direttore del Tg La7 ha criticato le modalità con cui il numero uno di Palazzo Chigi ha annunciato le nuove misure per il contenimento dell'epidemia in atto. Il presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, ha raccolto le richieste dell'Associazione Stampa Parlamentare di tenere conferenze stampa da remoto per consentire di fare domande. "La formula della diretta Facebook non ha funzionato pienamente", ha detto Verna con un garbato eufemismo. Non è un gran conforto, ma fa piacere non essere proprio soli nell'era del Grande Fratello. Parliamo di quello orwelliano eh, mica l'altro, che fa tristezza ma non spaventa quanto le profezie di "1984", in fase di avveramento al tempo del micidiale Covid-19 e del Conte-bis


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"Che bisogno c'era di questa comunicazione emozionale a reti unificate?". E' la domanda che Enrico Mentana si pone su Facebook dopo il messaggio con cui, nella tarda serata di ieri, il premier Giuseppe Conte ha annunciato ulteriori misure restrittive. Il nuovo giro di vite, però, sarà in vigore da lunedì.

"Non può essere tutto comunicazione. Se un governo decide di bloccare la gran parte delle attività produttive, prima stende il provvedimento, poi dirama un comunicato stampa con gli elementi essenziali, da quando è in vigore lo stop e fino a quando, quali settori riguarda e quali invece no e perché", afferma Mentana. "Poi, e solo dopo, arriva il discorso del premier, che spiega perché si assumono decisioni così gravi, cosa c'entrano con la lotta contro il contagio, e tutte le belle frasi che abbiamo ascoltato, per poi essere bersagliati (noi, perché il premier non ha voluto domande) dai quesiti di chi chiedeva se la sua attività sia essenziale o no... Aggiungo: ora si viene a sapere che le misure entreranno in vigore solo lunedì. E allora che bisogno c'era di questa comunicazione emozionale a reti unificate?", prosegue.

Giuseppe Conte in diretta Facebook dalla propria pagina per parlare al popolo italiano. La conferenza stampa del Presidente del Consiglio dei ministri ha lasciato qualche strascico polemico soprattutto da parte dei giornalisti. La richiesta di una conferenza stampa da remoto arriva dal Consiglio nazionale Ordine dei giornalisti, attraverso le parole del presidente Carlo Verna:

“La formula della diretta Facebook non ha funzionato pienamente. L’Ordine dei Giornalisti rilancia la richiesta dell’Associazione Stampa Parlamentare di tenere conferenze stampa da remoto per consentire le domande mentre si garantisce la sicurezza sanitaria. Tutta la democrazia possibile in questi giorni va valorizzata. Il pluralismo informativo non solo ne è un ‘espressione decisiva ma, per di più,  giova  a capire.
Dopo la conferenza di ieri sera del presidente Conte era chiara a tutti la stretta, le attività che rimanevano aperte ma non quelle che erano obbligate a chiudere, con quali modalità e interazioni con le autorità competenti. Ma anche comprendere meglio l’uniformità fra le varie Regioni che avevano anticipato provvedimenti avrebbe aiutato. Siamo rispettosi dell’impegno strenuo di chi governa in questi giorni, chiediamo solo di aiutarci ad aiutare con le nostre funzioni che lo stesso presidente Conte, e per questo lo ringraziamo, ha sottolineato essere essenziali.”

Video

Ultima modifica ilDomenica, 22 Marzo 2020 16:55

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