updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

Pd-M5S, incontro tra Letta e Crimi: si rafforza l'asse giallorosso per le comunali. "Proseguire il percorso comune e stop a cambi di casacca". Aspettando Conte...

Faccia a faccia questa mattina a Roma tra il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, e il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta. Tra i temi toccati l'emergenza Covid, le riaperture e le prossime elezioni amministrative


Un ballista d'acciaio": così i 5S insultavano Letta - IlGiornale.it

Il segretario del Pd Enrico Letta ha incontrato il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi. E quello tra i due, spiegano fonti del M5S, è stato un "confronto positivo e cordiale, nel corso del quale è stata ribadita da entrambe le parti la volontà di proseguire nel percorso comune avviato già a partire dal governo Conte II".

L'avvocato Borrè contro Crimi: "Espulsioni dei senatori M5S illegittime" -  IlGiornale.it

Nell'incontro si è parlato anche delle prossime elezioni amministrative, rispetto alle quali "da parte del Movimento è stata ribadita la volontà di collaborare sui territori e nelle amministrazioni locali, come dimostrato anche recentemente dall'ingresso di un portavoce M5s nelle giunte di Lazio e Puglia, laddove dovessero crearsi le condizioni. Qualora ciò non dovesse avvenire - viene aggiunto - ciò non inciderebbe sul percorso comune già avviato".

 Secondo quanto si apprende, durante il colloquio, avvenuto presso la sede di Arel e durato oltre un'ora, la principale questione affrontata sarebbe stata anche quella relativa all'emergenza Covid e in particolare, fanno sapere fonti del M5S, "sulle risposte sanitarie ed economiche in atto e quelle da adottare, e il tema delle riaperture. È stato fatto il punto su come sostenere nelle prossime settimane il governo nel proseguo della campagna vaccinale e rispetto a imprese e famiglie". Altro argomento toccato, spiegano le stesse fonti, è stato quello dei meccanismi parlamentari e di alcune correzioni che vengono ritenute opportune, al fine di porre fine a storture, come quella del dilagante fenomeno dei cambi di casacca.

 

(Fonte Ansa)

Polveriera 5Stelle: se ne va un altro senatore. Buffagni: "Gestione disastrosa". Critico anche Spadafora. Rivolta contro di Maio che parla di linea moderata

Emanuele Dessì annuncia l'addio: "Non è più casa mia". Bugani (staff Raggi) si sfoga: "15 anni di battaglie per diventare costola di Berlusconi". Montano rabbia e sconcerto per le scelte dei vertici e l'ingresso nel governo Draghi che non sta regalando grandi soddisfazioni in termini di nomine e allo stesso tempo costringe a compagnie imbarazzanti


La mappa della scomparsa del Movimento 5 Stelle - Panorama

Un altro addio nelle file del M5S. Lascia il senatore Emanuele Dessì. "Questa non è più casa mia", si sfoga su Facebook, e scrive: "Ho sperato fino a ieri che qualcosa potesse cambiare, inutilmente. Non sono mai stato d'accordo nel dare la fiducia a questo governo ma ho voluto, con l'assenza il giorno del voto, dare un ulteriore possibilità di ripensamento, soprattutto a me stesso. Lasciare compagni di viaggio a cui voglio un mondo di bene non è facile, 15 anni di storia comune non si cancellano facilmente". "Forse un giorno ci ritroveremo in qualche battaglia insieme, lo spero, oggi però devo andare via. Questa non è più casa mia. Esco dal Movimento 5 stelle con un enorme tristezza nel cuore ma anche con tanta rabbia. Nei prossimi giorni ci sarà modo per parlare e per vederci con chiunque abbia voglia di confrontarsi e di continuare a lottare", conclude.

Stefano Buffagni: "Voglio vedere le dimissioni di Claudia Bugno" |  L'HuffPost

Duro anche l'ex viceministro M5S allo Sviluppo economico Stefano Buffagni, tra i big del M5S a non essere riconfermato nella squadra di sottogoverno. "Dopo questi mesi di gestione disastrosa del Movimento - scrive - dobbiamo lavorare per risollevarlo per non distruggere un sogno che condividiamo da anni! Non molliamo, il paese soffre causa Covid e la priorità sono i nostri concittadini!". "La meritocrazia e competenza va applicata, non annunciata! Facciamolo per i nostri figli!", scrive Buffagni rispondendo ad un post del consigliere lombardo Gregorio Mammì, che su Facebook ha pubblicato una foto dell'ex viceministro al fianco di Beppe Grillo, lamentando di provare "imbarazzo" per le scelte fatte per quello che "doveva essere il 'governo dei migliori'".

E intanto Max Bugani, volto storico del Movimento e capo staff della sindaca di Roma Virginia Raggi, postando su Facebook il titolo dell'intervista in cui il ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio 'apre' all'ingresso di Giuseppe Conte nel M5S, definendolo un Movimento 'moderato e liberale', attacca: "15 anni di battaglie per diventare una costola di Berlusconi? Un trionfo. Gianroberto Casaleggio in piazza ci fece scandire il nome di BERLINGUER, non quello di Luigi De Mita". Nello stesso post, Bugani pubblica la foto della descrizione che Wikipedia dà del partito di Forza Italia, definendone l'orientamento politico 'moderato-liberale', definizione che Bugani sottolinea in rosso accostandolo così alle parole del responsabile della Farnesina.

"Il Movimento 5 Stelle non è una forza moderata e liberale, non lo è mai stata e non lo diventerà. Punto". Così su Facebook il senatore M5S Andrea Cioffi, in aperto contrasto con quanto dichiarato oggi da Di Maio.

Spadafora: «Giusto il Pride per ricordare la necessità di pari diritti. Ciò  che a me non piace sono gli eccessi» - GAYNEWS

La meritocrazia e competenza va applicata, non annunciata". Anche Vincenzo Spadafora va all'attacco: 'Sulla situazione politica parlerò nei prossimi giorni. Intanto, lo Sport non è stato delegato a nessuno, tra tre giorni scade la Riforma tanto attesa e dei ristori neppure l'ombra! E nessuno dei grandi competenti di sport che dica una parola...', ma smentisce le indiscrezioni che lo darebbero in uscita dal movimento.

M5S, è l'ora delle purghe: espulsi i senatori che hanno votato contro Draghi. Ci sono Morra, Lezzi e Lannutti: "Adiremo le vie legali". Scissione inevitabile

"I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia saranno espulsi". Lo annuncia su Facebook il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, che aggiunge: "si collocano, nei fatti, all'opposizione. Per tale motivo non potranno più far parte del gruppo parlamentare del Movimento al Senato. Ho dunque invitato il capogruppo a comunicare il loro allontanamento, ai sensi dello Statuto e del regolamento del gruppo"


"I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia" al governo Draghi "saranno espulsi". Ad annunciarlo, con un post su Facebook, il capo politico del M5S, Vito Crimi. "Ieri al Senato il MoVimento 5 Stelle ha votato sì. Non lo ha fatto a cuor leggero, è evidente. Ma lo ha fatto - scrive -. Lo ha fatto con coerenza, nel rispetto dell'orientamento emerso in seguito all'ultima consultazione, dove la maggioranza dei nostri iscritti si è espressa a favore. E lo ha fatto con coraggio, assumendosi la responsabilità di una scelta che non guarda all'interesse esclusivo del MoVimento o al facile consenso, bensì agli interessi di tutti i cittadini italiani e della nostra comunità nazionale. Quello di chi ha votato sì è un voto unitario, una responsabilità collettiva, non del singolo".

"I compromessi con sé stessi, con i propri credo, convinzioni e valori, sono quelli più difficili. Riuscire ad affrontarli e sostenerli per il bene di un Paese che sta vivendo il momento più difficile della sua storia recente non è una sconfitta, è un valore aggiunto in termini di etica e dignità. I 15 senatori che hanno votato no sono venuti meno all'impegno del portavoce del MoVimento che deve rispettare le indicazioni di voto provenienti dagli iscritti. Tra l'altro, il voto sul nascente Governo non è un voto come un altro. È il voto dal quale prendono forma la maggioranza che sostiene l'esecutivo e l'opposizione. Ed ora i 15 senatori che hanno votato no si collocano, nei fatti, all'opposizione".

"Per tale motivo - conclude Crimi durissimo - non potranno più far parte del gruppo parlamentare del MoVimento al Senato. Ho dunque invitato il capogruppo a comunicare il loro allontanamento, ai sensi dello Statuto e del regolamento del gruppo. Sono consapevole che questa decisione non piacerà a qualcuno, ma se si pretende rispetto per chi la pensa diversamente, lo stesso rispetto si deve a chi mette da parte le proprie posizioni personali e contribuisce al lavoro di un gruppo che non ha altro obiettivo che quello di servire i cittadini e il Paese".

Espulsi M5S valutano di adire le vie legali

La divisione sulla nascita del governo Draghi potrebbe finire in tribunale. A quanto apprende l'Adnkronos, diversi tra coloro che hanno avuto il 'cartellino rosso' stanno valutando di adire le vie legali, ricorrere al giudice contro quella che reputano un'ingiustizia. Che potrebbe indurli, tra le altre cose, a chiedere un risarcimento per danno di immagine. "C'è il quesito 'truffaldino' che è stato sottoposto alla base -dice uno dei senatori all'Adnkronos-ma anche una serie di altre questioni. Per dirne una: il nostro Statuto mette nero su bianco che il voto di fiducia va dato a un premier espressione del Movimento, vi sembra che Draghi lo sia?".

"Non rilascio dichiarazioni, ma le dico con chiarezza che faremo ricorso". Così all'Adnkronos Elio Lannutti, tra i 15 senatori espulsi per il voto contrario al governo Draghi.

"Apprendo che è stata avviata la procedura di espulsione nei miei confronti. Sono molto scosso da questa decisione, ora voglio riflettere. Mi sento M5S nel sangue". Lo scrive su Facebook Nicola Morra, anche lui tra i 15 senatori M5S che hanno votato no.

"Ad oggi il Covid-19 ha prodotto qualcosa come 2,72 milioni di casi, quasi 95.000 decessi solo in Italia. Dal punto di vista economico si contano 662mila posti di lavoro persi (fonte INPS) e 4,3 miliardi di euro cassa integrazione erogati. Stime di Banca Italia parlano di redditi calati del 8,8%. Il nostro rapporto debito pil in pandemia è passato da 130% al 160%. Circa 121 miliardi di incremento del debito sono risultati necessari per affrontare le conseguenze dell’emergenza. Sono numeri da bollettino di guerra". Lo scrive Carlo Sibilia su Fb che sottolinea: "Acuire divisioni, giocare a spaccare, pensare alla politica senza tenere conto di questi numeri e di questa situazione significa aver perso un giro di giostra. Significa essere fuori dalla storia. Significa non aver capito le parole e le scelte del Presidente della Repubblica. Ovvero che il governo 'non debba identificarsi con alcuna formula politica'". "Ora la scelta sta a noi su che ruolo giocare: quello di consentire al Paese di ripartire al più presto guardando al futuro o quello di sbraitare, litigare, dividerci e spaccarci osservando gli altri, quelli dei quali ci siamo sempre detti migliori, spendere i 220 miliardi del recovery plan e smantellare quanto di buono fatto con il Presidente Giuseppe Conte. Anche i nostri iscritti hanno indicato la via e dobbiamo rispettarla", conclude..

M5S senza pace: gli attivisti chiedono un nuovo voto su Rousseau per la fiducia a Draghi

Attraverso una petizione i sottoscrittori, tra cui alcuni parlamentari, lamentano che ormai da troppi mesi assistono "impotenti alle conseguenze di decisioni politiche e di scelte calate dall'alto, che stanno causando danni irreversibili all'immagine del Movimento, alla coesione interna ed al suo radicamento". Denuncia anche sulla perdita di voti dei grillini: "E' ormai sotto gli occhi di tutti il dato allarmante del crollo dei consensi che dal 2018 vede una drastica diminuzione nei sondaggi di almeno il 50%"


Risultato immagini per piattaforma rousseau

Appello degli attivisti M5S per un nuovo voto su Rousseau. "Si chiede al Capo Politico pro tempore o in sua vece al Garante, l'immediata apertura di una discussione su Rousseau al fine di poter valutare nelle prossime ore in merito: all'immediata nuova consultazione, che ponga gli scritti nella possibilità di esprimersi sulla base di un quesito onesto, sincero, veritiero e reale sul ruolo del Movimento 5 Stelle nel Governo Draghi, e quindi una chiara espressione di voto degli iscritti, tale da consentire ai Portavoce nazionali di non avere dubbi sull'indirizzo politico dell'Assemblea al quale uniformarsi", si legge in una petizione online che circola in queste ore tra gli attivisti M5S, sottoscritta, tra gli altri, anche da 'portavoce' come le senatrici Barbara Lezzi, Luisa Angrisani e Bianca Laura Granato e le consigliere regionali di Lazio e Campania, Francesca De Vito e Marì Muscarà.

I militanti chiedono anche di valutare le "responsabilità personali dell'attuale Capo Politico pro tempore e del Comitato di Garanzia per l'avallo di una consultazione ingannevole, che rischia di incidere in modo importante sulla nostra azione politica e sulla nostra compattezza, basato su un accadimento ad oggi rimasto irrealizzato", e l'"immediato sollevamento dagli incarichi per i menzionati responsabili con l'applicazione della sospensione preventiva, in attesa degli esiti delle procedure disciplinari a loro carico, per tutte le gravi conseguenze causate dal loro comportamento e contrarie allo Statuto".

"Pretendere infine dai nostri portavoce nazionali il voto di fiducia al governo Draghi e di punirli con l'espulsione, sulla base dell'art. 11 dello Statuto del M5S, in caso di dissenso, è da ritenere profondamente illegittima e ingiustificata, vista la confusione creata dalla totale incoerenza e tendenziosità del quesito sottoposto, con quanto si deve andare a votare in Parlamento", rimarcano inoltre i firmatari della petizione, i quali osservano come "la perdita di credibilità oltre che di compattezza, per non aver dato seguito ad una votazione reale e concreta sul Governo Draghi" abbia "portato il gravissimo volontario allontanamento di Alessandro Di Battista", che "si traduce in una incommensurabile perdita di un esponente che ha incarnato la forza propulsiva del MoVimento, concorrendo alla sua creazione e formazione identitaria, sin dalle origini".

Di Battista, il triste addio al Movimento 5 Stelle: "Non parla a nome mio, mi faccio da parte" (VIDEO)

L'annuncio del divorzio durante una diretta Facebook: "E' stata una bellissima storia d'amore, ma con diverse delusioni e qualche battaglia disattesa o persa. Il governo Draghi? Non posso proprio andare contro la mia coscienza" - (VIDEO)


"Zero polemiche, le decisioni si devono rispettare ma si possono anche accettare. Però la mia coscienza politica non ce la fa a digerirle. Da ora in poi non parlerò più a nome del Movimento 5 Stelle, perché in questo momento il M5s non parla a nome mio. E dunque non posso fare altro che farmi da parte". Lo dice Alessandro Di Battista in una diretta Facebook.

 "Se poi un domani la mia strada dovesse incrociarsi di nuovo con quella del M5S, vedremo. Dipenderà esclusivamente da idee politiche, atteggiamenti e prese di posizioni. Non da candidature e possibili ruoli".

"È stata una bellissima storia d'amore, con gioie e battaglie vinte, ma anche diverse delusioni e qualche battaglia disattesa o persa. Io, con tutto l'impegno del mondo, non possono non considerare determinate mie convinzioni politiche. Poi magari mi sbaglierò su questo governo, ma non posso proprio andare contro la mia coscienza", aggiunge.

"Grazie a Beppe Grillo, è lui che mi ha insegnato a prendere posizione, anche controcorrente. E io oggi non ce la faccio proprio ad accettare un Movimento che governa con questi partiti, anche - per l'amor di Dio - con le migliori intenzioni del mondo", conclude.

 

Crisi di governo, che succede? Oggi Renzi "comunicherà la sua decisione". Intanto il Consiglio dei ministri approva il Recovery Plan, astenute le ministre di Italia Viva

La conferenza stampa convocata da Renzi nel pomeriggio alla Camera potrebbe certificare l'addio di Iv al governo. Per Conte impossibile un nuovo esecutivo con loro; ira dei 5Stelle: "Meschini politicanti"


Renzi mette una pietra sul Conte bis: "È finito, ora parliamo del dopo" -  IlGiornale.it

Il governo Conte II è a un passo dalla crisi. Il via libera nella notte al Recovery Plan da parte del Consiglio dei ministri, con l'astensione sul testo delle ministre di Italia Viva, non è servito a ricucire lo strappo all'interno della maggioranza. Al contrario, un ministro presente al confronto ha parlato all'Adnkronos di un clima "da requiem" in Cdm. Oggi Matteo Renzi comunicherà la sua decisione, se uscire o meno dal governo. La conferenza stampa del leader di Italia Viva con le ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto avrà luogo alle 17.30.

PALAZZO CHIGI E L'IRA DEL M5S

Secondo quanto trapelato ieri da Palazzo Chigi, se Renzi si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia, per Conte sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Italia Viva. Un concetto ribadito ieri con forza dagli esponenti del Movimento 5 Stelle. "Se Iv ritira le sue ministre le nostre strade si dividono" ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intercettato dall’Adnkronos. "Se aprono una crisi di governo, mai più a un tavolo con questi meschini politicanti", ha detto senza giri di parole Alessandro Di Battista in un post su Facebook nel quale ha definito Renzi e i renziani un "manipolo di anti-italiani".

"E' già pronto un esecutivo Conte-Mastella", ha detto ieri sera Renzi a Cartabianca. Per il leader di Italia Viva, infatti, il premier avrebbe "già l'accordo, i numeri per il nuovo esecutivo". Per Renzi il rimpasto " è un racconto fatto dai media ma è falso. Quando dicono che Renzi fa tutto per un ministro in più, io rispondo con la verità ma veline di palazzo Chigi sapientemente imbeccate" dicono il falso "tanto che stiamo ragionando di dimissioni e non di rimpasto". "Se si apre una crisi, il Parlamento troverà una soluzione, non si va a votare", ha detto Maria Elena Boschi a Porta a Porta, precisando che "l'ipotesi di un governo di centrodestra con Italia Viva non esiste".

RENZI: "PRONTO PER L'OPPOSIZIONE"

Anche per Renzi, in ogni caso, la strada sembra tracciata. "Evidentemente Conte ha trovato i 'Responsabili'. Vorrà dire che sarò all'opposizione e che farò un'opposizione diversa da Salvini e Meloni - è stato il commento di Renzi - Non volevo far fuori Conte, sono io che mi sono fatto fuori da questo governo, sullo spreco di denaro pubblico non ci metto la faccia. Penso che Conte sostituirà le ministre di Italia Viva che si dimetteranno e poi andrà alle Camere per chiedere la fiducia. Non so se prima si recherà al Quirinale, comunque quando avrà dei nuovi ministri farà il passaggio parlamentare".

 

(Fonte: Adnkronos)

Stati generali M5S, dal capo politico alle candidature, dalla piattaforma alle candidature, dalle alleanze alla gestione dei fondi: ecco cosa dice il documento presentato da Crimi

"Organizzazione e regole all'altezza". E' l'auspicio che il capo politico grillino Vito Crimi lancia sul blog delle Stelle, presentando il documento frutto dei Stati generali del movimento che ora dovrà essere votato dalla base.

"Gli Stati Generali hanno rappresentato l’inizio di un percorso fatto di partecipazione ed entusiasmo che ha raccolto idee e proposte. I contributi che hanno consentito di tracciare la parte tematica, come già reso noto, verranno ulteriormente arricchiti grazie al supporto e al coordinamento del Team del Futuro e al coinvolgimento del maggior numero possibile di iscritti al MoVimento. Il percorso tematico dell’Agenda per il Paese ripartirà nelle prossime settimane", promette Crimi.

"Oggi intanto sottoponiamo a tutti voi il documento di sintesi relativo all’organizzazione, le regole e i principi del MoVimento 5 Stelle, frutto del mese di lavori ai quali avete partecipato in tantissimi. Un MoVimento che in questi anni è cresciuto, ha realizzato tanti degli obiettivi per il Paese che si era prefisso, e che ha confermato la volontà di proporsi come forza di governo in grado di costruire e dare risposte concrete ai cittadini. Per realizzare questi obiettivi e rispondere alle nuove sfide che ci attendono, il MoVimento ha la necessità di dotarsi di un’organizzazione e di regole all’altezza di questo ruolo", rimarca il capo politico.

"I contenuti del documento di sintesi sono il frutto del lavoro svolto nel corso degli Stati Generali a partire dalle riunioni territoriali fino all’evento nazionale - chiarisce Crimi - e saranno sottoposti, per parti separate, al voto dell’assemblea degli iscritti sulla piattaforma Rousseau. Voto il cui esito costituirà l’atto di indirizzo a cui gli organi del MoVimento preposti, attuali e futuri, e i suoi portavoce, dovranno attenersi. Per le parti in cui si renderà necessario apportare modifiche allo Statuto, al Codice Etico, ai regolamenti esistenti, gli organi preposti formuleranno le relative proposte che saranno di volta in volta sottoposte al voto dell’assemblea degli iscritti. Per alcuni temi che richiedono un ulteriore lavoro di approfondimento, saranno costituiti appositi tavoli di lavoro".

Il testo, si legge nella premessa del documento, "contiene affermazioni che sono il frutto del lavoro svolto nel corso degli Stati generali a partire dalle riunioni territoriali fino all'evento nazionale, e saranno sottoposte, per parti separate, al voto dell'assemblea degli iscritti". Le parti approvate "costituiranno un atto di indirizzo a cui gli organi del Movimento preposti, attuali e futuri, dovranno attenersi". Invece, "per le parti in cui è necessario apportare modifiche allo Statuto, al Codice etico, ai regolamenti esistenti, gli organi preposti formuleranno le relative proposte che saranno di volta in volta sottoposte al voto dell'assemblea degli iscritti. Per alcuni temi che richiedono un ulteriore lavoro di approfondimento - si legge ancora - saranno costituiti appositi tavoli di lavoro".

Accordi con altre forze politiche - "Il Movimento 5 Stelle nasce come forza alternativa alle altre forze politiche esistenti. In via eccezionale, in relazione ai singoli sistemi elettorali, possono essere autorizzate, prima o dopo le votazioni, specifici accordi con altre forze politiche, prioritariamente con liste civiche". "Ciò può avvenire solo sulla base di accordi chiari e percorsi stabiliti di condivisione di programmi, idee e obiettivi, che tenga conto prioritariamente dei livelli territoriali coinvolti ma con un'autorizzazione che avvenga a livello nazionale che tenga conto degli interlocutori e del contenuto degli accordi", viene spiegato. Nei comuni sotto i 15mila abitanti è inoltre prevista "la possibilità di consentire di avere una rappresentanza del MoVimento 5 Stelle all'interno di liste civiche comuni".

Funzioni capo politico - "Le funzioni oggi attribuite al Capo politico" saranno trasferite "ad un organo collegiale, che combini rapidità ed efficienza nell'azione politica". E' quanto prevede il documento di sintesi degli Stati generali M5S, dove si chiede di "attribuire alcune funzioni di indirizzo politico, nonché di convocazione dell'assemblea degli iscritti, ad un organo collegiale ad ampia rappresentatività dei livelli istituzionali, territoriali, anagrafici e di genere". L'elezione dei componenti degli organi "deve essere effettuata in via prioritaria individualmente individuando eventuali incompatibilità", si legge ancora.

Gestione fondi - "Prevedere una gestione centralizzata dei fondi, superando il modello dei comitati di scopo, potenziando le forme di finanziamento già esistenti e individuandone di nuove, garantendo un sistema di controllo e trasparenza delle attività economico-finanziarie e della gestione amministrativa del Movimento", si legge ancora nel documento in cui si chiede, tra le altre cose, l'individuazione di "criteri oggettivi e trasparenti per la destinazione ai livelli locali di risorse necessarie alla realizzazione di specifici progetti o attività".

Piattaforma - "La piattaforma tecnologica è uno strumento di servizio a supporto dell'azione politica decisa dagli organi del Movimento e per l'esercizio della democrazia diretta nelle forme e nei modi previsti dallo Statuto. I rapporti con il gestore della piattaforma devono essere regolati da apposito contratto di servizio o accordo di partnership che definisca i servizi delegati, ruoli, doveri reciproci. Tutti i processi relativi a votazioni, bilanci, comunicazione, supporto ai territori devono essere improntati a massima trasparenza e imparzialità".

Candidature - "Fatto salvo il limite dei due mandati come vigente, si propone di valorizzare, all'atto della prima candidatura alle istituzioni regionali, nazionali o europee, chi ha effettuato uno o più mandati da consigliere comunale". Lo prevede il documento di sintesi degli Stati generali M5S. "In attesa di una revisione del sistema delle province" si chiede inoltre di "prevedere modalità di presentazione di candidature alle elezioni provinciali". Nel testo si parla anche di una "revisione dei meccanismi di merito nella selezione dei candidati". Per quanto riguarda la formazione, viene evidenziata la necessità di "garantire strumenti di formazione politica permanente, rivolti agli iscritti, ai portavoce e a componenti dei vari organi del Movimento. La formazione - si legge ancora - deve diventare elemento rilevante ai fini delle candidature e utile a creare un network di competenze per la crescita culturale e politica del Movimento".

Organi garanzia - "Al fine di rendere più veloce ed efficace l'azione disciplinare o di verifica della sussistenza dei requisiti di iscrizione, nonché per le questioni relative alla eventuale regolamentazione dei gruppi locali" è prevista la possibilità di: "aumentare il numero di componenti degli organi di garanzia"; "individuare collegi dei probiviri a livello regionale che svolgano funzioni di 'primo grado' per alcune tipologie di decisioni, sulle quali il collegio nazionale abbia funzioni di grado di appello"; "prevedere specifiche situazioni di incompatibilità con i ruoli negli organi di garanzia".

Strutture locali - "Formalizzazione e potenziamento della attuale struttura dei referenti territoriali a livello regionale, individuando le relative funzioni sulla base delle specifiche esigenze anche temporanee (organizzazione, campagne elettorali, formazione, realizzazione di eventi, ecc.)"; possibilità di "riconoscere il ruolo di attivista e gruppo locale, indipendentemente dalla presenza di un portavoce eletto, e di eventuali gruppi di interesse (ad esempio giovani), individuandone caratteristiche e l'eventuale loro regolamentazione, anche prevedendo luoghi di incontro sia fisici che on line". Sono alcuni dei punti contenuti nel documento di sintesi degli Stati generali M5S, che prevede, tra le altre cose, l'introduzione di "meccanismi di recall in relazione alle varie figure facenti parte della struttura organizzativa o per alcune di esse". Nel testo si parla anche della possibilità di organizzare "incontri plenari con cadenza regolare, sia a livello locale che a livello nazionale, di carattere tematico o organizzativo".

Meccanismo recall - "Formalizzazione e potenziamento della attuale struttura dei referenti territoriali a livello regionale, individuando le relative funzioni sulla base delle specifiche esigenze anche temporanee (organizzazione, campagne elettorali, formazione, realizzazione di eventi, ecc.)"; possibilità di "riconoscere il ruolo di attivista e gruppo locale, indipendentemente dalla presenza di un portavoce eletto, e di eventuali gruppi di interesse (ad esempio giovani), individuandone caratteristiche e l'eventuale loro regolamentazione, anche prevedendo luoghi di incontro sia fisici che on line". Sono alcuni dei punti contenuti nel documento di sintesi degli Stati generali M5S, che prevede, tra le altre cose, l'introduzione di "meccanismi di recall in relazione alle varie figure facenti parte della struttura organizzativa o per alcune di esse". Nel testo si parla anche della possibilità di organizzare "incontri plenari con cadenza regolare, sia a livello locale che a livello nazionale, di carattere tematico o organizzativo".

 

(Fonte: adnkronos)

 

Movimento 5 Stelle nella bufera dopo il voto: alta tensione interna sulla "sconfitta storica" e rischio scissione. Grillo shock: "Non credo nella rappresentanza parlamentare"

La vittoria referendaria non basta a fronte della batosta rimediata nel voto amministrativo. "E' la più grande sconfitta del M5s". Queste erano state le dichiarazioni Alessandro Di Battista a commento delle Regionali, parlando di una "innegabile crisi identitaria" e della "fine di un sogno in cui in tanti hanno creduto". Di Battista non aveva esultato nemmeno per la vittoria del "Sì" che porta al taglio dei parlamentari: "E' un risultato bellissimo ma viene da chi il Movimento lo odia, questo eccesso di esultanza è fuorviante". Fico e Di Maio provano a rimettere insieme i cocci, ma c'è chi non esclude una scissione. E scattano le purghe per i ribelli del No al referendum: i otto rischiano l'espulsione. Intanto Beppe Grillo parla di "parlamentari estratti a sorte" e attacca la democrazia rappresentativa


Ilcomizio.it - M5S, Di Battista torna e spacca il Movimento: "Serve un  congresso il prima possibile". Grillo lo boccia: "Pensavo di averle viste  tutte...". E il governo ha un problema in più

Alta tensione nel M5s dopo le Regionali e in vista della riunione congiunta dei gruppi parlamentari. Fico replica a Di Battista: "Non è stata una sconfitta storica". Bonafede spinge per gli stati generali, Di Maio chiede "il contributo di tutti". Grillo, in collegamento con Bruxelles, parla del referendum come del 'massimo dell'espressione democratica': 'Non credo più in una forma di rappresentanza parlamentare, ma nella democrazia diretta', aggiunge. 

"Quando usiamo un referendum usiamo il massimo della espressione democratica, e per me la domanda andare a votare si o no alla riduzione dei parlamentari - per me che non credo più in una forma di rappresentanza parlamentare ma credo nella democrazia diretta fatta dai cittadini attraverso i referendum -, è come fare una domanda ad un pacifista di essere a favore o meno della guerra". Così Beppe Grillo intervenendo in collegamento con il parlamento europeo ad un incontro con Sassoli. 

"State costruendo una società del debito, questa è la società del debito", ha detto Grillo nel suo intervento facendo riferimento al Recovery fund.

Dal "reddito universale", alle "visione del futuro", al ruolo dello stato" fino alla semantica. Sono i temi toccati nel suo intervento da Beppe Grillo al secondo incontro virtuale del ciclo di dialoghi pubblici - Idee per un nuovo mondo - promossi dal presidente del Parlamento europeo David Sassoli e dal titolo "Sarà l'Europa il motore della trasformazione verde e socialmente giusta?". "Ursula ha detto cose straordinarie, finalmente dopo 20 anni ha parlato energia rinnovabile", ha esordito così il comico genovese, collegato in video con il Parlamento europeo chiedendo all'Europa di avere una "visione" del futuro.

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