updated 3:00 PM UTC, Jan 19, 2021

Sicurezza informatica, sito fake dell'app Immuni fa scaricare un virus: a rischio anche i conti correnti

L'allarme lanciato da Cert-Agid a seguito di una segnalazione via Twitter da parte di un gruppo di ricercatori "cacciatori di malware" 


Il tema 'Covid-19' è da tempo un'arma per il cybercrime, questa volta ad essere sfruttata è l'app Immuni. Secondo un allarme lanciato da Cert-Agid, la struttura del Governo che si occupa di cybersicurezza, "i criminali informatici stanno diffondendo una versione fake della stessa app attraverso domini creati ad hoc". Lo scopo è quello di veicolare un virus che si chiama Alien: può prendere il controllo dello smartphone e anche svuotare il conto corrente dell'utente malcapitato.

"A segnalare la presenza della fake app Immuni - spiega Cert-Agid - è stato il gruppo di ricercatori di Malware Hunter Team (MHT) attraverso un tweet", poi grazie anche "al contributo di D3Lab, sono stati individuati i domini che ospitavano la fake app". L'applicazione di contact tracing Immuni approvata dal Governo ha superato di poco i 10 milioni di utenti. Non è la prima volta che Cert-Agid lancia un allarme in questo senso. A giugno ha allertato di una campagna di virus informatici, diffusa via mail, con il pretesto di far scaricare un file denominato Immuni che invitava a cliccare su un sito fasullo che imitava quello della Federazione Ordini dei farmacisti italiani.

 

(Fonte Ansa)

Da Monti a Casini, dalla moglie di Mastella a Nencini: al Senato forze fresche in soccorso di Conte. Chi sono i nuovi alleati di chi voleva spazzare via la vecchia politica

Senatori e senatrici a vita, ex democristiani, socialisti, sedicenti liberali, eterni transfughi, antiche e recenti conoscenze, anziani e aspiranti professionisti della politica. Si va componendo il fronte dei "Responsabili" o "Costruttori" che voteranno la fiducia al governo di Giuseppe Conte. Tutti dichiarano ragioni nobilissime per correre in aiuto dell'esecutivo rimasto senza il sostegno renziano. Responsabilità, amore per la patria ferita, europeismo: tutto questo li muove, mica altro come pensano i più maliziosi


  Fatebenefratelli, Sandra Lonardo e Mastella donano 150 mascherine -  SannioPAGE

"Annuncio il mio voto di fiducia, non porto voti se non il mio. E il mio è un voto di fiducia, come sempre, libero e condizionato a quelli che saranno i provvedimenti e se corrisponderanno a quelle che sono le mie convinzioni. Se così sarà in futuro, non solo appoggerò ma mi adopererò presso l'opinione pubblica, inclusa quella internazionale, per sostenere ciò che verrà fatto" dal governo. Lo ha annunciato, intervenendo in Aula, l'ex presidente del Consiglio e senatore a vita Mario Monti.

Oms, scegliere Monti mi sembra uno schiaffo a chi ha dedicato la vita alla  salute pubblica - Il Fatto Quotidiano

Da parte sua Riccardo Nencini, nel suo intervento in aula, ha ricordato che "oggi non servono 161 voti per la fiducia, basta leggere la Costituzione". "Dal '44 a oggi ci sono stati una decina di governi che non hanno goduto in origine della maggioranza assoluta. Tutti, con eccezione dell'Andreotti ter del 1976, il governo della non sfiducia, balneari o ponte verso soluzioni che si andavano delineando".

"Serve un progetto politico, non si governa con un voto in più, figuriamoci con un voto in meno", ha sottolineato il senatore socialista aggiungendo tra l'altro: "Noi socialisti abbiamo detto riparta questo presidente del Consiglio dalla coalizione esistente, allargandola alle forze europeiste, l'inclusione deve essere la bussola. Un governo costruito con la pesca miracolosa è inutile".

Casini a Conte: «L'opposizione va coinvolta». E Alessandro Gassmann  applaude: «Bravo» - Secolo d'Italia

Pierferdinando Casini, intervenendo a Palazzo Madama dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, ha annunciato il suo voto favorevole esprimendo anche il suo rispetto per il governo e per gli sforzi onesti e leali che ha messo in campo nell'affrontare la pandemia.

Inoltre, Casini ha anche aggiunto che le parole da lui udite "sono state parole di verità, ammettendo che ci sono state cose che potevano essere fatte in modo migliore e diverso. Ma credo che nessuno possa avere il pregio della infallibilità davanti a questo dramma". Si è però detto preoccupato per il trionfalismo di coloro che si accontentano della conta dei voti ma dimenticano le ragioni della politica.

Sul fatto che Italia viva abbia aperto la crisi, ha sottolineato che, seppur condotta in modo sbagliato e frettoloso, non era comunque inaspettata perché da mesi si sapeva che vi era dissenso all’interno della maggioranza. Casini ha precisato che “ci si è dilungati su una crisi che andava affrontata con risolutezza. Oggi tutto è coperto dalla soddisfazione di fondo di un anti renzismo che diventa una specie di auto compiacimento. Dobbiamo capire invece se il governo ne esce più forte o più debole. Non so se prenderemo 161 voti, 158 o 150. Il problema sono i sentimenti del Paese e la necessità che questo governo allarghi la base di condivisione".

Razzismo, la proposta di Liliana Segre: "Commissione contro odio. Serve  lottare contro fascistizzazione del senso comune" - Il Fatto Quotidiano

Dalla parte del sì, come annunciato già ieri, anche la senatrice a vita Liliana Segre e la senatrice a vita, Elena Cattaneo. La Segre aveva infatti detto che nonostante l'età e il parere dei medici, avrebbe comunque raggiunto Roma per dare un sostegno a un governo che ritiene in questo momento importante per il futuro del Paese.

“Voglio dire, ancora una volta, rispetto alle malelingue mediatiche, ai bugiardi di mestiere, ai ventriloqui della malafede, che non ho aperto alcuna trattativa per avere qualcosa, nessun Ministero, niente di niente. Voterò la fiducia perchè ritengo, in coscienza, che l’apertura della crisi sia un atto ingeneroso verso le sofferenze che la nostra gente vive”. Lo dichiara, in una nota, la Senatrice del Gruppo Misto, Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, sindaco di Benevento.

Sandra Lonardo: "Mentre Pd e M5S locali sono contro il sindaco di  Benevento, io voterò la fiducia a Conte" - la Repubblica
“Lo faccio - insiste - perché è giusto farlo, quasi per istinto, lo faccio, mentre, senza stile ed in modo provocatorio, le sezioni locali del PD e di 5 Stelle hanno fatto ieri una intesa per le prossime amministrative contro il Sindaco della città di Benevento. Sono in tanti, quelli che, in questi anni, hanno voluto, a tutti i costi, creare una caricatura del nostro modo di essere, che, da qualche giorno, continuano, con insistenza e noia, a ritenere che io aspiri a qualcosa o abbia chiesto qualcosa. A loro andrebbe applicata la briglia della comare, quello strano strumento di cui parlava Gramsci, da mettere sulla bocca delle persone ‘malevoli’ e ‘mettimale’. Non mi asterrò, per poi trattare e chiedere, voterò e basta. La mia gente desidera così ed io, mai come oggi, me ne sento orgogliosamente interprete. Nella mia famiglia, per senso delle istituzioni, vige il principio della rinuncia e delle dimissioni, anche da Ministro, nessun Ministero della famiglia, sono già Ministro della mia famiglia e ne vado fiera”, chiosa la Lonardo.

Ultime Notizie:" Senato, maggioranza in bilico per cinque parlamentari  positivi. Fantetti lascia Forza Italia e passa al Maie (che sostiene il  governo) - Rassegna Stampa "

Anche il senatore Raffaele Fantetti (nella foto qui sopra) ha annunciato che il gruppo Maie-Italia23 voterà la fiducia al governo. Decisione presa in quanto, come ha sottolineato, "l'efficacia dell'azione parlamentare è importante, non siamo qui per sedere e spingere un bottone, così come è importante la coerenza. Non si può stare in una coalizione senza essere coerente con i propri principi, non si può stare con alleati di coalizione che mirano a l'Italexit e a contrastare l'Europa quando ci si professa europeisti, per questo abbiamo creato Italia 23". Concludendo, Fantetti ha spiegato di essere grato per l’apertura politica che viene data di creare anche nel Parlamento italiano ed eventualmente nella maggioranza del governo uno sbocco per liberali, socialisti e convinti europeisti.

“Voglio dire, ancora una volta, rispetto alle malelingue mediatiche, ai bugiardi di mestiere, ai ventriloqui della malafede, che non ho aperto alcuna trattativa per avere qualcosa, nessun Ministero, niente di niente. Voterò la fiducia perchè ritengo, in coscienza, che l’apertura della crisi sia un atto ingeneroso verso le sofferenze che la nostra gente vive”. Lo dichiara, in una nota, la Senatrice del Gruppo Misto, Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, sindaco di Benevento.

Vaccini alle Regioni in base al Pil: tra bufale e attacchi politici, ecco cosa ha detto davvero Letizia Moratti. E perché ha ragione

Non ci interessa parteggiare per nessuno, ma siamo piuttosto stanchi delle (false) notizie faziose a senso unico. Allora facciamo chiarezza


Innanzitutto si tratta di una "non notizia", in quanto (prima della precisazione odierna dell'interessata, che riportiamo sotto) sulla questione non esisteva alcuna dichiarazione pubblica del nuovo assessore al Welfare della Regione Lombardia. Secondo un articolo dell'Ansa, la Moratti avrebbe chiesto al commissario Arcuri di prendere in considerazione, per quanto riguarda la ripartizione delle dosi vaccinali anti-Covid, 4 parametri: il contributo che le Regioni danno al Pil, la mobilità, la densità abitativa e le zone più colpite dal virus. Quindi non si parla affatto di "ricchezza", bensì di variabili che rendono una Regione più sensibile di un'altra all'impatto pandemico. D'altronde se la Lombardia viene considerata zona rossa (cosa che la Regione contesta) significa che per le sue caratteristiche, specie il tessuto economico e produttivo che comporta maggiori contatti tra le persone, è maggiormente esposta all'espandersi del contagio.

Dall'Assessorato al Welfare lombardo hanno infatti precisato che il riferimento al Pil è legato alla richiesta di una "accelerazione nella distribuzione dei vaccini in una Regione densamente popolata di cittadini e anche di imprese, che costituisce una dei principali motori economici del Paese". In sostanza: il concetto non è quello di dare più dosi alle Regioni ricche, ma "se si aiuta la ripresa della Lombardia, si contribuisce in automatico alla ripresa dell'intero Paese". L'esigenza è dunque molto chiara: garantire la maggiore sicurezza possibile alle attività produttive e questo si può fare solo dando la giusta proporzione alla fornitura dei vaccini. Non sembra difficile comprenderlo, ma il riflesso condizionato, spesso accompagnato da triste malafede, della strumentalizzazione e della mistificazione politica ha prodotto ancora una volta un attacco alle istituzioni lombarde. Da Beppe Sala a Vincenzo De Luca, dalla stampa di parte agli agitatori dei social (quelli buoni, democratici...) si è levato un coro di indignazione perché "la ricca Moratti vuole più vaccini per la ricca Lombardia". Un bufala oscena, un fake news di quelle che purtroppo restano impunite perché diffusa dagli stessi fustigatori delle fake news. Nausea. 


Cosa ha detto oggi Letizia Moratti

"Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito, il Pil è un indicatore economico-finanziario che attesta l'attività in una Regione che, ho detto, è il motore dell'Italia. In questo senso questa Regione ha la necessità di essere tenuta in considerazione". Letizia Moratti,torna a parlare della proposta e lo fa durante il consiglio regionale.  "Per quanto riguarda il piano vaccinale - ha rimarcato Moratti - io ho fatto una riflessione, che ho voluto condividere coi capigruppo del consiglio, per proporre al commissario Arcuri una riflessione da sviluppare poi in sede di conferenza Stato-Regioni per il miglioramento del piano vaccinale, tenendo conto che la salute è naturalmente e indiscutibilmente diritto prioritario, costituzionale, di tutti i cittadini, senza differenza alcuna e solennemente sancito dall'articolo 32 della Costituzione".  Quindi ha spiegato: "Gli spunti che intendo suggerire al commissario Arcuri partono dal tema delle zone più colpite e che potrebbe riguardare mobilità e densità abitativa, perché sono fattori di accelerazione della trasmissione e del contagio". Quanto alla zona rossa, "indubbiamente il rischio per la regione è di fermarsi - ha ricordato Moratti - di fermare il lavoro, le attività e la vita sociale. Per questo con il presidente Fontana abbiamo ritenuto di voler presentare un ricorso, per uscire dalla zona rossa. La Lombardia, secondo i criteri che è giusto utilizzare, non merita la zona rossa".

 

Meteo, il tempo cambia ancora: temperature in rialzo, ma poi pioggia e neve. Ecco dove

Prossimi giorni con deciso cambio di circolazione. Saranno i venti più miti dell'Atlantico a condizionare il tempo sull'Italia. Una prima conseguenza sarà il cielo via via più coperto e grigio al Nord e sulle regioni tirreniche, poi giungerà un'intensa perturbazione che riporterà tanta pioggia e la neve che tornerà a cadere copiosamente su Alpi e Appennini


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Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che il tempo sta per mutare. I venti umidi e più miti provenienti dall’Atlantico non solo saranno i responsabili di un graduale aumento termico su tutte le regioni, ma anche dell’arrivo delle piogge. A partire da mercoledì cielo più coperto al Centro-Nord con precipitazioni sparse e ancora occasionali, poi l’intensificazione dei venti meridionali causerà un ulteriore peggioramento del tempo con precipitazioni via via più diffuse finché giungerà un’intensa perturbazione che provocherà rovesci e temporali non solo al Nord, ma anche su Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna.

Il fronte perturbato, alimentato da aria fresca in quota e sospinto da forti venti di Libeccio e Scirocco, impatterà sulle suddette regioni con precipitazioni anche abbondanti e che sulle Alpi saranno nevose sopra gli 800-1000 metri e sugli Appennini a partire dai 1400 metri circa.

Nel dettaglio:

Martedì 19 - Al nord: bel tempo. Al centro: sole prevalente. Al sud: lieve instabilità mattutina in Puglia, sole altrove.

Mercoledì 20 - Al nord: cielo spesso coperto, qualche pioggia al Nordovest. Al centro: molte nubi su Tirreniche, piogge sul basso Lazio. Al sud: qualche pioggia in Campania

Giovedì 21 - Al nord: coperto con precipitazioni sparse, nevose a 800m. Al centro: instabile su Tirreniche. Al sud: molto nuvoloso.

Da venerdì maltempo al Centro-Nord.

Mobilità a due ruote, passi avanti nelle città italiane ma sicurezza ancora carente. Resta divario Nord-Sud. Lombardia ed Emilia Romagna più attente ai ciclisti

E' la fotografia che emerge da Focus2R, il quinto rapporto dell'Osservatorio promosso da Confindustria ANCMA e Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia, sulle politiche comunali in favore di ciclisti e motociclisti - (LEGGI TUTTO)


A Milano il primo Baby Bike Sharing d'Italia

La mobilità su due ruote ha visto una "graduale ascesa nell'agenda politica delle città italiane, seppure ancora troppo lenta e accompagnata da due ricorrenti campanelli d'allarme: la sicurezza degli utenti della strada e il profondo divario tra nord e sud del Paese nelle misure messe in campo". Sono i risultati del quinto rapporto dell'Osservatorio Focus2R, la ricerca promossa da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) con Legambiente, elaborata dalla società di consulenza Ambiente Italia e presentata stamane in un webinar.

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Il questionario rivolto a 104 municipi, a cui quest'anno hanno risposto 79 amministrazioni, mostra nel 2019 l'aumento di piste ciclabili, ciclopedonali, zone 20 e 30 km/h (+6% rispetto al 2018 e +20% dal 2015), la crescita della possibilità di accesso delle biciclette alle corsie riservate ai mezzi pubblici e il numero di Comuni con postazioni di interscambio bici nelle stazioni ferroviarie, mentre sono in calo le città in cui è consentito il trasporto di biciclette sui mezzi pubblici e quelle dotate di un servizio di bike sharing, che passano dal 57% del 2018 al 53% del 2019.
Triumph America LT Prezzo, Scheda tecnica e Foto - Dueruote  

Desta preoccupazione che "253 delle 3.173 vittime della strada del 2019 siano stati ciclisti (in aumento del 15% rispetto al 2018). Un tema che, secondo il rapporto Focus2R, sta progressivamente entrando nei programmi dei municipi: il 48% dei Comuni intervistati considera il miglioramento della sicurezza stradale una priorità molto alta o alta. Mentre sembra che i Comuni stiano 'abbassando la guardia' sui motociclisti con i due principali strumenti di pianificazione della mobilità urbana (PUM e PGTU) che nel 59% dei casi non considera la loro sicurezza una priorità". "Appare evidente che ci sia ancora molto da fare, in particolare per la sicurezza degli utenti. Dalle città arriva una nuova domanda di mobilità individuale, resa viva anche dalle conseguenze della pandemia, che hanno esaltato alcune peculiarità delle due ruote come la fruibilità, la sostenibilità ambientale, il distanziamento e la velocità negli spostamenti. Questo rende i centri urbani il terreno ideale per consolidare con più coraggio quello che di buono è già stato fatto e per sperimentare nuove misure in favore della mobilità su due ruote e della sua integrazione con le altre soluzioni di trasporto" ha commentato il presidente di ANCMA Paolo Magri. "L'industria delle due ruote è pronta ad affrontare questo percorso e la sfida della mobilità elettrica, pur nella consapevolezza delle difficoltà che questo percorso comporta: sarà infatti necessario tempo, investimenti e il sostegno delle istituzioni per supportarli in maniera sussidiaria" ha aggiunto.

"E' in atto un vero e proprio cambiamento delle abitudini ma restano evidenti le solite emergenze - sottolinea Stefano Ciafani, presidente di Legambiente - Tra collisioni stradali e inquinamento urbano nel 2019 sono morte più di 83.000 persone, per un costo sociale che l'Istat stima in 16,9 miliardi di euro, l'1% del pil nazionale. Si può e si deve cambiare. Un primo passo potrebbe essere il rifinanziamento del Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale per progetti di mobilità dolce cofinanziati dagli enti locali e potenziare il trasporto ferroviario regionale, il trasporto pubblico locale e la sharing mobility".

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Focus2R, Emilia Romagna e Lombardia più vicine ai ciclisti


I Comuni più attenti a ciclisti e motociclisti sono quelli di Emilia Romagna e Lombardia. E' la fotografia che emerge da Focus2R, il quinto rapporto dell'Osservatorio promosso da Confindustria ANCMA e Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia, sulle politiche comunali in favore di ciclisti e motociclisti. Tra i Top 5 per infrastrutture ciclabili (metri equivalenti per abitante) ci sono Reggio Emilia, che stacca tutti con più di 40 metri equivalenti per abitante, e poi Cremona, Mantova, Lodi e Ravenna. A Bologna, Venezia, Firenze, Ferrara e Treviso c'è il maggior numero di stalli nelle stazioni ferroviarie. La sharing mobility cresce, con una flotta concentrata per il 75% a Milano (con 13mila unità), Firenze (4mila), Torino (2500) e Bologna (2500). La vendita di biciclette ed eBike nel 2019 (ultimo dato disponibile) è stata di 1,71 milioni di unità, il 7% in più rispetto l'anno precedente, mentre l'universo delle bici a pedalata assistita è cresciuto da solo del 13%, passando da 173mila a 195mila unità. Secondo le prime stime di ANCMA nel 2020 il mercato farebbe segnare un ulteriore aumento compreso tra 20 e 25% sul 2019, superando il tetto dei 2 milioni di pezzi venduti.

Whatsapp, aumentano i furti di account. La Polizia postale avverte gli utenti: non fate questo

Truffe online e pirateria multimediale, occhio alle nuove minacce. Ignorare le richieste di codici via sms, anche da "contatti amici". Per maggiore sicurezza attivare sempre la "verifica a due passaggi"


Come evitare i furti di account Whatsapp. E' l'indicazione data dalla Polizia postale che evidenzia "un numero sempre crescente di cittadini sta segnalando la ricezione sul proprio smartphone di messaggi sms del tipo 'Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?', che appaiono inviati da utenti presenti all'interno della propria rubrica.

Molto spesso gli utenti, tratti in inganno dalla presunta conoscenza del mittente, non esitano ad assecondare la richiesta, rispondendo al messaggio, ignari di essere vittime di una truffa. Il codice inviato, infatti, consente ai cybercriminali di impadronirsi dell'account WhatsApp e di sfruttare il servizio di messaggistica istantanea per compiere ulteriori frodi utilizzando il numero di telefono della vittima, nonché di avere accesso ai contatti salvati nella rubrica, innescando una sorta di catena di Sant'Antonio - il profilo WhatsApp dell'utente che ci richiede di inviargli il codice è effettivamente un nostro contatto che a sua volta ha avuto la violazione del suo account, attraverso la stessa condotta fraudolenta -, che sta ormai colpendo migliaia di cittadini in tutta Italia".

La Polizia Postale e delle Comunicazioni ricorda che i codici che arrivano per sms sono strettamente personali e non vanno mai condivisi, anche se richiesti da un nostro contatto o da amici e/o familiari; non bisogna mai cliccare su eventuali link presenti negli SMS; è consigliabile attivare la "verifica in due passaggi" disponibile nell'area "impostazioni-account dell'App" che ci permette di inserire un codice personale a sei cifre, che il sistema ci richiede al primo accesso e per tutte le operazioni di modifica che andremo a effettuare sul nostro profilo; se siamo caduti nella frode è necessario avvisare subito i nostri contatti di quanto ci è capitato in modo che non diventino potenziali vittime della catena. Come recuperare il tuo account: "accedi a WhatsApp con il tuo numero di telefono e verifica il numero inserendo il codice a 6 cifre che ricevi tramite SMS; una volta inserito il codice SMS a 6 cifre, chiunque stia usando il tuo account verrà automaticamente disconnesso. Ti potrebbe anche essere richiesto di fornire il codice della verifica in due passaggi. Se non conosci il codice, la persona che sta usando il tuo account potrebbe aver attivato la verifica in due passaggi", conclude la nota.

Covid. l'immunità durerà almeno e sei mesi. Cosa succede a chi si era ammalato e torna in contatto col virus

Lo studio, pubblicato online su Nature, condotto su oltre 80 persone precedentemente contagiate dal coronavirus ha dato risultati incoraggianti: "In caso di reinfezione anticorpi rapidi ed efficaci, forse anche contro mutazioni"


Covid, Gismondo: “Rischio no immunità di gregge fino al 2024” -  IlGiornale.it

L'immunità a Sars-CoV-2 nei guariti da Covid-19 può durare almeno 6 mesi, secondo un lavoro pubblicato online su 'Nature' dal gruppo di Michel Nussenzweig della Rockefeller University di New York. Un'analisi condotta su oltre 80 persone precedentemente contagiate dal coronavirus indica che i livelli di cellule B della memoria specifiche - quelle che restano nell'organismo dopo la malattia, e che in caso di nuova esposizione allo stesso patogeno possono proliferare rapidamente e produrre anticorpi - sono rimasti costanti durante il periodo di studio. I risultati confermano che i guariti da Covid, qualora incontrassero nuovamente il virus, possono potenzialmente 'montare' una risposta immunitaria rapida ed efficace.

Nussenzweig e colleghi hanno valutato 87 persone con diagnosi confermata di Covid-19 a distanza di 1,3 e 6,2 mesi dall'infezione. I ricercatori hanno così osservato che, "sebbene l'attività degli anticorpi neutralizzanti diminuisca nel tempo, il numero di cellule B della memoria rimane invariato". Inoltre, notizia ancora più positiva mentre cresce la preoccupazioni per le nuove varianti di Sars-CoV-2, si è visto che "gli anticorpi prodotti da queste cellule memoria sono più potenti rispetto agli anticorpi originali, e possono essere più resistenti alle mutazioni nella proteina Spike" che media l'ingresso del virus nelle cellule bersaglio.

Queste osservazioni, spiegano gli autori, indicano che "le cellule B della memoria hanno la capacità di evolversi in presenza di piccole quantità di antigene virale persistente (piccole proteine del virus che possono essere rilevate dal sistema immunitario)".

"La continua presenza ed evoluzione delle cellule B della memoria - concludono - suggerisce che le persone potrebbero essere in grado di produrre rapidamente potenti anticorpi neutralizzanti dopo una reinfezione da Sars-CoV-2".

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Salute

Tokyo 2021, la sfida possibile del governo giapponese. Il premier Suga: "I Giochi olimpici si faranno, daremo coraggio al mondo"

Il primo ministro nipponico conferma l'appuntamento che dovrebbe prendere il via prossimo 23 luglio: "Andremo avanti con i preparativi, determinati a mettere su delle misure anti-contagio". Un sondaggio dell'emittente nazionale NHK ha rivelato che la maggior parte del pubblico giapponese si oppone allo svolgimento dei Giochi, essendo favorevole a un ulteriore ritardo o all'annullamento definitivo dell'evento, due ipotesi che non sono in discussione neanche per il Cio


10 Things To Know about Japan's Prime Minister-elect Yoshihide Suga | Tokyo  Weekender

I Giochi di Tokyo “saranno la prova del fatto che l’umanità ha sconfitto il coronavirus”. Il premier giapponese Yoshihide Suga prova a dissolvere i dubbi sulla prossima Olimpiade, già slittata di un anno a causa della pandemia e sulla quale nei giorni scorsi il ministro per le Riforme amministrative, Taro Kono, non se l’è sentita di offrire certezze.

SONDAGGI - Le parole del primo ministro arrivano anche come risposta ai recenti sondaggi che vedono gran parte della popolazione contraria all’evento: per Suga Tokyo 2021 è l’opportunità per dimostrare come il Giappone abbia saputo rialzarsi dopo il Covid, un po’ come accaduto nel 2011, fra tsunami e incidente alla centrale nucleare di Fukushima. “Andremo avanti con i preparativi, determinati a mettere su delle misure anti-contagio e organizzando un evento che può portare speranza e coraggio nel mondo”, ha aggiunto Suga nel discorso tenuto oggi davanti al Parlamento giapponese.

BOLLA OLIMPICA? - Intanto, a poco più di sei mesi dal via si pensa di creare una bolla, come già nel tennis, per evitare i contagi e nello stesso tempo c’è l’ipotesi di una cerimonia d’apertura con pochissimi atleti in rappresentanza delle delegazioni: “Per assicurare la sicurezza e la salute degli atleti e per semplificare le operazioni, crediamo sia necessario riconsiderare il numero di partecipanti alle cerimonie di apertura e chiusura e rivedere le modalità per il loro ingresso allo stadio“. Stando ai media giapponesi, non saranno più di 6.000 gli atleti presenti nella cerimonia d’apertura.

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