updated 11:08 AM UTC, Jan 22, 2021

Renzi ritira la delegazione dal governo: aperta la crisi. "Conte-bis fatto nascere da noi contro Salvini". Rimpasto, nuova maggioranza. elezioni: cosa succederà? (VIDEO)

"Abbiamo convocato la conferenza per annunciare dimissioni di Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto". Lo annuncia Matteo Renzi, leader di Italia Viva, per il quale "la crisi è aperta da mesi, e non da noi". "Abbiamo fatto nascere questo governo contro il senatore Salvini che chiedeva i pieni poteri. Non consentiremo a nessuno di avere i pieni poteri", ha aggiunto - (VIDEO)


Il leader di Italia Viva Matteo Renzi annuncia, in conferenza stampa alla Camera, le dimissioni della 'sua' delegazione dal governo: le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto. "E' molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo - afferma - noi viviamo una grande crisi poltica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia.

Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello d risolvere i problemi, non nasconderli".  "La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi", aggiunge. "Nell'affermare fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica e nel ruolo istituzionale che ricopre - osserva Renzi -  pensiamo che si debbano affrontare tre punti cardine". "Il re è nudo. Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su instagram è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c'è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche", incalza. "Questo è il punto fondamentale: non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. Questo prevede la nostra costituzione che non è una storia su instagram".

"Abbiamo chiesto tre questioni al premier. Il primo è di metodo: non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri, abbiamo fatto un governo per non darli a Salvini". Lo dice Matteo Renzi in conferenza stampa alla Camera attaccando "l'utilizzo in modo ridondante delle dirette tv, quello discutibile della delega ai servizi". "C'è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l'unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali", prosegue. "Ci sarà un motivo se l'Italia è il Paese ha il maggior numero di morti e il Pil che crolla".

Crisi di governo, che succede? Oggi Renzi "comunicherà la sua decisione". Intanto il Consiglio dei ministri approva il Recovery Plan, astenute le ministre di Italia Viva

La conferenza stampa convocata da Renzi nel pomeriggio alla Camera potrebbe certificare l'addio di Iv al governo. Per Conte impossibile un nuovo esecutivo con loro; ira dei 5Stelle: "Meschini politicanti"


Renzi mette una pietra sul Conte bis: "È finito, ora parliamo del dopo" -  IlGiornale.it

Il governo Conte II è a un passo dalla crisi. Il via libera nella notte al Recovery Plan da parte del Consiglio dei ministri, con l'astensione sul testo delle ministre di Italia Viva, non è servito a ricucire lo strappo all'interno della maggioranza. Al contrario, un ministro presente al confronto ha parlato all'Adnkronos di un clima "da requiem" in Cdm. Oggi Matteo Renzi comunicherà la sua decisione, se uscire o meno dal governo. La conferenza stampa del leader di Italia Viva con le ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto avrà luogo alle 17.30.

PALAZZO CHIGI E L'IRA DEL M5S

Secondo quanto trapelato ieri da Palazzo Chigi, se Renzi si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia, per Conte sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Italia Viva. Un concetto ribadito ieri con forza dagli esponenti del Movimento 5 Stelle. "Se Iv ritira le sue ministre le nostre strade si dividono" ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intercettato dall’Adnkronos. "Se aprono una crisi di governo, mai più a un tavolo con questi meschini politicanti", ha detto senza giri di parole Alessandro Di Battista in un post su Facebook nel quale ha definito Renzi e i renziani un "manipolo di anti-italiani".

"E' già pronto un esecutivo Conte-Mastella", ha detto ieri sera Renzi a Cartabianca. Per il leader di Italia Viva, infatti, il premier avrebbe "già l'accordo, i numeri per il nuovo esecutivo". Per Renzi il rimpasto " è un racconto fatto dai media ma è falso. Quando dicono che Renzi fa tutto per un ministro in più, io rispondo con la verità ma veline di palazzo Chigi sapientemente imbeccate" dicono il falso "tanto che stiamo ragionando di dimissioni e non di rimpasto". "Se si apre una crisi, il Parlamento troverà una soluzione, non si va a votare", ha detto Maria Elena Boschi a Porta a Porta, precisando che "l'ipotesi di un governo di centrodestra con Italia Viva non esiste".

RENZI: "PRONTO PER L'OPPOSIZIONE"

Anche per Renzi, in ogni caso, la strada sembra tracciata. "Evidentemente Conte ha trovato i 'Responsabili'. Vorrà dire che sarò all'opposizione e che farò un'opposizione diversa da Salvini e Meloni - è stato il commento di Renzi - Non volevo far fuori Conte, sono io che mi sono fatto fuori da questo governo, sullo spreco di denaro pubblico non ci metto la faccia. Penso che Conte sostituirà le ministre di Italia Viva che si dimetteranno e poi andrà alle Camere per chiedere la fiducia. Non so se prima si recherà al Quirinale, comunque quando avrà dei nuovi ministri farà il passaggio parlamentare".

 

(Fonte: Adnkronos)

Renzi non molla e rilancia la sfida a Conte: "Se non ha i numeri si fa un altro governo"

Il nuovo, ennesimo, ultimatum del leader di Italia Viva arriva alla vigilia di una delicata riunione di maggioranza, convocata dal presidente del Consiglio per domani alle 18 con l'intento di discutere la bozza del Recovery plan da portare in Consiglio dei ministri nelle ore successive


Le disgrazie non vengono mai sole | Salto.bz

Matteo Renzi torna a lanciare la "palla nel campo" di Giuseppe Conte e sfidarlo sui tre piani di scontro dei giorni scorsi: Mes, conta in Aula e delega sui servizi. "Presenteremo un nostro documento che chiederà: sì o no al Mes?", annuncia il leader di Italia viva. "Non saremo complici di uno sperpero, siamo pronti a dimetterci e andare all'opposizione. Se Conte, come sembra, vuole cercare i voti dei responsabili in Aula lo aspettiamo lì". "Iv non si spacchera' - assicura l'ex premier - e se Conte non avrà i numeri, si fa un altro governo, non le elezioni". "Io non sono un inciucione ma sul Recovery bisogna parlare con l'opposizione", aggiunge. E ancora: "Si faccia presto il Cdm. A chi chiede se il Mes è la conditio sine qua non per andare avanti, rispondo: perchè no al Mes?".

Il nuovo, ennesimo, ultimatum di Renzi arriva alla vigilia di una delicata riunione di maggioranza, convocata dal presidente del Consiglio per domani alle 18 con l'intento di discutere la bozza del Recovery plan da portare in Consiglio dei ministri nelle ore successive.  

Crisi di governo, la sfida tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il  premier Giuseppe Conte: il vincitore senza vittoria | Rep

Altro tema che Renzi pone è quello della delega sui servizi segreti.  "E' assurdo che il presidente del Consiglio non voglia cederla", insiste, "come hanno fatto tutti i suoi predecessori", Ma, aggiunge poi, per rispetto agli agenti che rischiano la vita ogni giorno e che agiscono sotto copertura o quando c'è da pagare un riscatto o da difendere le istituzioni, non ne parlerò più. Da qualche mese i servizi sono oggetto di una polemica assurda, sono sconvolto".

Infine, il leader di Italia viva si associa alla sua ministra Teresa Bellanova nel definire "timida" la condanna di Conte all'assalto di Capitol Hill da parte dei sostenitori di Donald Trump.  "E' stato importante che anche Boris Johnson, altro uomo di destra, abbia detto parole durissime come Angela Merkel. Ha ragione Bellanova, lo ha detto Veltroni - sostiene -: quando c'è una ferita alla democrazia, si sta tutti dalla parte della democrazia, non è che se uno è amico di Trump non dice parole chiare". "Il rispetto delle forme è parte della democrazia", sottolinea. 

 

(Fonte: Agi)

Governo, la sfida di Renzi: "Non vogliamo poltrone, pronti a lasciarle. Con Conte abbiamo un problema politico"

"Quali poltrone da ministro vuoi / volete? Risposta. Nessuna!". Lo scrive Matteo Renzi nella e-news "Le veline del Palazzo riempiono i giornali di totoministri. Chiacchiere buone solo per far passare il messaggio che si risolve tutto con un rimpastone", ha detto tra le altre cose l'ex premier e leader di Italia Viva che continua a tenere in bilico l'esecutivo di Giuseppe Conte


Governo, Renzi: Non vogliamo poltrone, pronti a lasciarle

"Nessuna! Siamo infatti gli unici disponibili a lasciare le poltrone. Se le nostre idee servono, ci siamo. Se le nostre idee non servono, tenetevi anche le poltrone". Così Matteo Renzi nell'e-news sulla richieste di 'poltrone' da Iv. "Le veline del Palazzo riempiono i giornali di totoministri. Chiacchiere buone solo per far passare il messaggio che si risolve tutto con un rimpastone. Noi invece abbiamo messo nero su bianco i contenuti: spese sanitarie, alta velocità, vaccini, scuola, cultura, posti di lavoro".  

"Magari avessimo un problema personale: noi abbiamo un problema politico con Conte", ha scritto ancora nell'e-news. "Sul Recovery, sul Mes, sull'intelligence, sulla scuola, sull'alta velocità, sul garantismo, sul ruolo internazionale dell'Italia e sulla presenza nel Mediterraneo, sul rapporto con gli Stati Uniti, sul lavoro e il reddito di cittadinanza, sulla crescita, sullo stile istituzionale ho argomentato idee diverse. Non è un fatto personale, si chiama politica. E ho messo nero su bianco le nostre riflessioni per evitare che fossero sostituite dalla "narrazione" dei portavoce".

"Italia Viva è sempre rappresentato come il partito che crea problemi al governo ma ieri sera e' andato in onda un teatrino imbarazzante non con Iv ma tra il Pd e il M5S", ha detto il ministro dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. "Una discussione infinita - ha proseguito Bellanova - e un consiglio dei ministri che è iniziato alle 21 ed è finito quasi all'una di notte per discutere se aprire le scuole il 7 o l'11 gennaio. Il problema però è molto più serio: cioè se in questi mesi si è lavorato per permettere alla scuola di aprire in sicurezza".

 

(Fonte: Ansa)

Governo, la tensione rimane alta. Slitta l'incontro Conte-Italia Viva. Renzi: "Battaglia per le idee, non per le poltrone"

Bellanova a Bruxelles: disguido sulle agende e mossa per prendere tempo? Probabile vertice entro venerdì. Il leader di Italia Viva, Renzi, aveva duramente criticato l'esecutivo per la task force per il Recovery Plan


Italia Viva ha chiesto al presidente Conte di spostare l'incontro fissato per le 13 a Palazzo Chigi. Le ragioni dell'annullamento dell'appuntamento sono da ricercare nell'assenza della ministra Bellanova, impegnata a Bruxelles. L'incontro, fanno sapere fonti di Italia Viva, verrà dunque spostato ai prossimi giorni, probabilmente entro venerdì.

Il premier Conte, in questi giorni, è impegnato in incontri con le diverse forze politiche. "Ci sono state chiare note critiche da parte di una forza politica, in particolare Italia Viva, ed è giusto che ci sia questo confronto. Ma i cittadini devono stare tranquilli: non vogliamo, o almeno io non voglio disperdere energie rispetto all'azione di governo che in questo momento di emergenza è ovviamente ancora più intensa", ha spiegato in un'intervista a La Stampa.

Renzi: "A Conte darò documento, Iv pronta a lasciare le poltrone" "Sui temi del salto di qualità del governo diremo la nostra al premier Conte con un documento scritto, appena ci sarà occasione di incontrarci (non oggi perché la Bellanova è a Bruxelles)". Sono le parole del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha aggiunto che "stiamo facendo una battaglia per le idee, non per le poltrone. Noi siamo l'unico partito che è pronto a rinunciare alle poltrone, non a chiederle".

Un video emozionante per le Fiere Zootecniche di Cremona, quest'anno in digital edition: "Siamo quelli che si svegliano prima del sole" (VIDEO)

Ha l'hashtag #lazootecnianonsiferma il video dedicato a Cremona, al suo territorio e alle sue eccellenze, realizzato in vista dell'edizione speciale delle Fiere Zootecniche 2020 (vedi nostro servizio) che si svolgeranno dal 3 al 5 dicembre. Eccolo, insieme alla presentazione con gli ospiti istituzionali collegati

Fase 2, Zaia: "Linee guida inapplicabili. Così spiagge e ristoranti non riaprono". E sulla sanatoria per i migranti: "Non l'avrei fatta. Nei campi tanti italiani. Chiediamo prima a loro se davvero non vogliono lavorare nell'agricoltura"

"Oggettivamente stanno calando i ricoveri e le terapie intensive in maniera vistosa, e abbiamo anche negativizzazioni in ricovero. Sono passati 10 giorni dal 4 maggio, e se c'era la preoccupazione della reinfezione dopo la 'liberazione' di un milione e 200 mila veneti, ad oggi non abbiamo contezza o segnale di focolai", ha detto in conferenza stampa ai giornalisti il presidente del Veneto Luca Zaia


Zaia: «Il 18 riapro tutto, la mia linea è vincente. E non si ...

"Abbiamo il massimo rispetto del lavoro fatto dall'Inail, ma le loro guida sono inapplicabili: così non si apre, un esempio per tutti, le spiagge e i ristoranti. Certo, Sono prudenziali ma non funzionano". Lo ha ribadito oggi il presidente del Veneto, Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa. "E poi, se dovessimo guardare ai parametri dell'Iss, il Veneto può affrontare qualsiasi apertura", ha tenuto a sottolineare Zaia che ha quindi ricordato che "il Veneto chiede di aprire molte attività: il settore del commercio, bar, ristoranti, parrucchieri, barbieri e centri per l'estetica, centri sportivi, palestre e piscine. Abbiamo già concordato le nostre linee guida con gli operatori". "Chiediamo che nel Dpcm ci sia la delega alle Regioni di applicare linee guida alternative a quelle dell'Inail. Perché se così con fosse, nessuno può derogare e non si può aprire. Deve essere il Dpcm che ce lo permette", ha spiegato.

E ancora: "Le linee dell'Inail sono discrezionali, i famosi 4 metri sono frutto di un lavoro al tavolino da parte dei tecnici, i nostri dicono altre misure", ha sottolineato ancora aggiungendo: "Non è una norma automatica, ma deve essere mediata dell'umanità di quelli che ci lavorano. abbiamo un'intesa verbale con il presidente del Consiglio su linee guida generali e poi la delega alle linee di apertura delle Regioni. Per certi settori economici sono impossibili da mettere in pratica, basti pensare all'Harry' Bar di Cipriani: con quelle norme potrebbe avere un solo tavolo al piano terra ed uno al primo piano. Perché non avere un approccio mitteleuropeo? In Germania o in Austria danno solo indicazioni di massima con delle icone", ha spiegato.

"Non abbiamo ancora pronto il documento con le linee guida - ha detto ancora - vogliamo vedere cosa esce anche dalle altre regioni per uniformare i parametri. Sono convinto che tra governatori ci debba essere uniformità, stiamo attendendo per evitare che escano dati che vadano male interpretati. Le nostre linee guida vogliono dare la massima sicurezza cittadini, lavoratori e clienti. E l'uso della mascherina è fondamentale".

"Come governatori lavoriamo per macroaree perché ci siano orientamenti uniformi - ha spiegato Zaia - ci stiamo scambiando bozze delle linee guida e delle ordinanze, non so cosa faranno le regioni che non hanno linee guida, se poi il Dpcm dice che sono facoltative e allora cambia tutto".

Poi l'annuncio: "E' la tragedia nella tragedia quella dell'accudimento dei minori. Noi inseriremo nell'ordinanza del Veneto, l'apertura di tutti i servizi dagli 0 ai 14 anni: dalla fattoria didattica, all'asilo, ai giochi gonfiabili, ai centri estivi, ai grest. Se passa questa linea noi la settimana prossima apriamo tutto, anche tutti i centri estivi, i grest e le scuole paritarie".

"No alla regolarizzazione dei migranti. Io non l'avrei fatta", ha quindi affermato commentando la decisione presa ieri dal governo. "Se c'è bisogno di manodopera per le nostre campagne bisognerebbe chiedere anche ai nostri concittadini se davvero non vogliono andare a lavorare in campagna. Io ho visto tanti frutteti e campagne in Veneto dove a lavorare sono tutti italiani e quindi io non avrei fatto una sanatoria per i migranti", ha detto ancora.

Per quanto riguarda il bollettino del giorno, in Veneto "stanno calando i ricoveri e le terapie intensive in maniera vistosa e abbiamo anche pazienti negativizzati in ricovero negli ospedali. Sono passati 10 giorni dal 4 maggio quando si è aperto con i codici Ateco, e se c'era la preoccupazione della reinfezione dopo la 'liberazione' di un milione e 200 mila veneti, ad oggi non abbiamo contezza o segnali di focolai".

"Stiamo procedendo - ha aggiunto il governatore - con gli accordi per gli spostamenti tra Regioni; abbiamo chiuso con il Friuli Venezia Giulia, lo abbiamo fatto con il Trentino, stiamo procedendo con le altre regioni".

Regolarizzazione per mezzo milione di immigrati: verso l'accordo tra Pd, M5S. Iv e LeU. I grillini provano a inserire dei paletti

BELLANOVA, BUONA NUOVA... Sarebbe stata raggiunta un'intesa sulle regolarizzazioni dei migranti che lavorano nel settore agricolo. A quanto si apprende da fonti di tutti i partiti di governo, nel vertice di questa notte si sarebbe siglato un compromesso sulla norma di cui si discute da giorni: accanto all'istanza del datore di lavoro ci sarà anche l'istanza del lavoratore, che otterrà un permesso temporaneo di sei mesi, convertibile in permesso di lavoro alla sottoscrizione del contratto, ma con verifiche più stringenti che provino di aver svolto in passato attività lavorativa nel settore agricolo


Il clandestino che si dice gay viene salvato dai magistrati ...

"Sul tema dei lavoratori stagionali, rimaniamo fortemente contrari rispetto a qualunque intervento che si configuri come una regolarizzazione indiscriminata - scrive in una nota il Movimento 5 Stelle -. Non riteniamo questa una soluzione che possa rispondere alle reali esigenze nostre aziende del settore agroalimentare. Confermiamo il nostro principio di partenza: il permesso di soggiorno deve essere legato ad un contratto di lavoro, non viceversa". "Resta poi confermato il nostro fermo 'no' rispetto a qualunque ipotesi di sanatoria sui reati commessi. Non possiamo immaginare che possa farla franca chi si è macchiato di caporalato, di sfruttamento delle persone. Questo significherebbe, tra l'altro, anche prendersi gioco di tutte quelle aziende oneste che invece hanno sempre rispettato le leggi e rispettato i diritti dei lavoratori. Se vogliamo dare un segnale forte e chiaro, dovremmo inasprire le pene e aumentare i controlli".


Rassegna stampa

da Repubblica

L'accordo sulla regolarizzazione dei migranti che lavorano nei campi e come badanti e colf "in nero" è stato raggiunto. Nella maratona notturna tra il premier Giuseppe Conte e i capi  delegazione dei partiti della maggioranza giallo-rossa, in cui ogni punto del decreto Rilancio è stato oggetto di lunghe discussioni e mediazioni, all'una e mezza di notte, è stato tratto il dado anche sulla sanatoria.

"Un buon compromesso"

In vista del pre consiglio dei ministri (fissato oggi per le 14) e del cdm in serata, Teresa Bellanova, la ministra dell'Agricoltura che, insieme con il dem Peppe Provenzano, responsabile del dicastero del Sud, più hanno spinto per la regolarizzazione, erano ottimisti. Salvo ultimi colpi di coda dei 5Stelle, che di regolarizzazione non volevano sentire parlare, soprattutto non da inserire nel decreto Rilancio, il provvedimento per ora c'è. 

"Rifiniture sono in corso", commenta ancora prudente Bellanova che è stata anche oggetto di pesanti attacchi e insulti sul web per la sua battaglia. Comunque per il Viminale il testo è un buon compromesso. La ministra Luciana Lamorgese non aveva mai dubitato che si sarebbe raggiunta l'intesa. Manca un ultimo miglio, ma se i nodi politici non si aggrovigliano, nel decreto si varerà anche la regolarizzazione.

Il Pd ha spinto perché oltre a braccianti e raccoglitori, fosse inserito anche il lavoro domestico. I 5Stelle hanno ottenuto che i permessi temporanei, che sono comunque di sei mesi e per ricerca di lavoro, siano subordinati a un controllo dell'Ispettorato del lavoro. Solo infatti se l'Ispettorato certificherà che gli immigrati, che ne fanno richiesta, hanno già lavorato in quei settori in passato, potranno ottenere il permesso di ricerca di lavoro per sei mesi in attesa di trasformarlo poi in permesso di lavoro vero e proprio.

"Regolarizzabili" mezzo milione di stranieri

Non si fanno numeri al Viminale. Ma i "regolarizzabili" potrebbero essere 500 mila stranieri. Infatti le leve di regolarizzazione sono due: quella dei permessi di ricerca di lavoro (con il vaglio dell'Ispettorato del lavoro) e alla fine per sei mesi, ma soprattutto quella che affida al datore di lavoro l'emersione del lavoro "in nero". Vale ovviamente per italiani e stranieri. Il ministro del Sud, collegato questa notte con la video riunione, si è battuto perché l'emersione fosse da intendersi il più ampia possibile. Ai lavoratori stranieri a cui il datore di lavoro garantisce il contratto, sarà dato un permesso di soggiorno della durata del contratto di lavoro. I datori di lavoro che dichiarano le pregresse irregolarità avranno uno scudo penale e amministrativo.

La ministra del Lavoro, la grillina Nunzia Catalfo, avrebbe dato un sostanziale via libera, benché dal Blog delle Stelle al capo politico del Movimento, Vito Crimi, ci sia un "no" ripetuto. L'ultimo braccio di ferro dei 5Stelle è stato per evitare che la regolarizzazione fosse inserita nel decreto Rilancio.

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