updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

Auto, ritorna l'Ecobonus per l'acquisto di ibride ed elettriche. Stretta sui monopattini: divieto di parcheggio sui marciapiedi e velocità ridotta

Rifinanziamento da 100 milioni per i veicoli meno inquinanti, nuovi e usati, anche commerciali. "Un altro segnale concreto dell'attenzione che mettiamo per favorire la transizione verso il green agevolando i consumatori", ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti


Flotte auto elettriche? Alle aziende piace l'ibrido (e il Diesel)

Torna l'ecobonus per l'acquisto di autovetture a basse emissioni: da domani alle 10 sarà attivala piattaforma del Mise e scatterà di nuovo la corsa all'incentivo per le auto elettriche o ibride che questa volta può contare su 100 milioni di rifinanziamento: riguarderà auto nuove ed usate, ma anche veicoli commerciali.

"Un altro segnale concreto dell'attenzione che mettiamo per favorire la transizione verso il green agevolando i consumatori", ha spiegato il ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti.

Ma non è l'unica novità in arrivo. Alla Camera è alle ultime battute il decreto infrastrutture - il provvedimento presentato dal ministro Enrico Giovannini - molte norme sui trasporti di impatto generale. E' stata approvata una stretta sull'utilizzo dei monopattini: Sul tavolo è in arrivo, con l'approvazione prevista a sera inoltrata, una stretta pro-sicurezza sull'utilizzo dei monopattini con il divieto di parcheggio sui marciapiedi e la previsione di apposite aree di sosta, la riduzione della velocità massima da 25 a 20 chimometri e confisca del mezzo nel caso di modifiche che aumentino le prestazioni. Non passa invece l'estensione dell'uso del casco che rimane limitato a 14 anni come prevedono ora le norme sperimentali.

Previste poi novità su nuovi monopattini che dovranno avere le frecce e la luce di stop posteriore. Sul tavolo della commissione - tra le norme che potrebbero ottenere il via - anche una limitazione alla circolazione di veicoli inquinanti del trasporto pubblico locale. Non solo bus, ma anche pulmini con una decina di posti, che se sono Euro1 o 2 dovranno fermarsi in base ad una specifica tabella. Hanno già invece ottenuto il via libera le norme - proposte da Italia Viva - che aiutano nella spesa per prendere la patente di autotrasporto chi percepisce il reddito di cittadinanza o un ammortizzatore sociale. L'incentivo può arrivare fino a 1.000 euro e coprire fino a metà della spesa, ma sarà necessario che nei tre mesi successivi si stipuli un contratto di autotrasporto per conto terzi. Altre novità approvate - proposte da M5s - riguardano la possibilità di fare servizio taxi non solo con le autovetture, ma anche con motocicli e velocipedi. In pratica servizi come i risciò o i tuk-tuk.

Sono di Forza Italia, invece, due emendamenti che richiedono trasparenza da parte degli enti locali sui proventi delle multe (dovranno pubblicare gli incassi anche degli autovelox) e la possibilità di evitare una multa se si viene trovati alla guida senza documenti ma questi possono essere verificati on line. Previsto poi l'arrivo di una commissione per la concessione autostradale dell'Autobrennero, per esplorare ipotesi alternative alla gara. Importanti anche le misure in favore dei disabili, che potranno non pagare le strisce blu (come già avviene in alcune città) ma che avranno anche semplificazioni per ottenere le agevolazioni fiscali previste. Della Lega un emendamento che estende anche ai trattori la possibilità di essere considerati veicoli storici o da collezionisti.

 

(Fonte: Ansa)

Auto usate, si sbloccano i fondi per l'ecobonus (solo con rottamazione). Che macchine si possono comprare

Si potranno  richiedere al ministero dello Sviluppo economico per vetture a basse emissioni inquinanti, non inferiori alla classe Euro 6


Si sbloccano gli incentivi per la rottamazione di vecchie auto in cambio dell'acquisto di una vettura usata a basse emissioni, non inferiore alla classe "euro 6". Lo spiega una nota del ministero dello Sviluppo economico. Dalle ore 10 di martedì 28 settembre i concessionari potranno accedere alla piattaforma del Mise per inserire le prenotazioni degli incentivi per l'acquisto di veicoli di categoria M1 usati a basse emissioni.

Fondi per 40 milioni di euro - Per il nuovo incentivo, che varia da 750 a 2mila euro in base alle emissioni del veicolo usato acquistato, sono stati messi a disposizione fondi per 40 milioni di euro. 

Emissioni non sopra i 160 g/km di CO2 - Per ottenere l'Ecobonus bisognerà tener conto di alcuni paletti. Oltre alla classe euro non inferiore a  6, l'acquisto dovrà avere un prezzo risultante dalle quotazioni medie di mercato non sopra i 25mila euro e il mezzo dovrà avere emissioni non superiori ai 160 grammi per km di CO2.

Contributo solo con rottamazione - Il contributo viene riconosciuto solo con rottamazione e si differenzia a seconda della fascia di emissioni del veicolo usato acquistato: 2mila euro per 0-60; mille euro per 61-90; 750 euro per 91-160. Il veicolo rottamato dovrà essere della medesima categoria di quello acquistato, immatricolato da almeno 10 anni e intestato da almeno 12 mesi all'acquirente o a un familiare convivente. 

Reddito di cittadinanza, scontro e mediazione Lega-M5S. Giorgetti: "Trasformarlo in Lavoro di cittadinanza". La trincea di Conte e Fico: "Lo difenderemo"

Assistenzialismo improduttivo o misura di sostegno necessaria? Il provvedimento-bandiera dei 5Stelle agita governo e maggioranza. Il ministro dello Sviluppo economico propone modifiche in chiave occupazionale. L'ex premier su La7: "Dopo un anno di Covid, dire di abrogarlo è folle e vigliacco"


"Cosa fa il M5s se si cancella il Reddito di cittadinanza? Sarebbe la rottura di un patto di lealtà e di una logica di sostegno e collaborazione: ma il M5s sosterrà il governo dal momento che Draghi ha confermato che condivide la misura". Lo ha detto il leader M5s, Giuseppe Conte, a Coffe Break su La7. 

Parlare di abrogazione del reddito di cittadinanza significa fare "un ragionamento ed avere un comportamento vigliacco, fare un'aggressione vigliacca. Stiamo parlando anche di pensionati e di una platea di beneficiari che non ha di che mangiare. Spesso viene utilizzato l'argomento degli abusi: se anche ce ne fosse stato qualcuno non è normale abrogarlo, chiudere la questione per questo. Io dico però che i può migliorarlo, in Germania hanno impiegato tanto tempo per metterlo a punto. Ma ora, dopo un anno di Covid, dire di abrogarlo è folle e vigliacco", ha inoltre detto l'ex premier  a L'Aria che tira su La7.

 "Il reddito di cittadinanza è una misura importantissima per le persone in difficoltà. Il M5S lo difenderà". Così il presidente della Camera Roberto Fico, presente ad una manifestazione elettorale del M5S nel Rione Sanità, a Napoli "Se ci sono dei miglioramenti da fare - ha aggiunto Fico - si faranno, ma il reddito rimane ". Alle domande dei giornalisti sulle critiche al reddito del leader della Lega Matteo Salvini, il presidente della Camera ha replicato: "è una misura ottima che ha dato un contributo importante alle persone in difficoltà". 

"Dobbiamo cominciare a ragionare di lavoro di cittadinanza. La costituzione italiana recita che é il lavoro che ci rende pienamente cittadini. Lo sforzo é di trasformare il reddito di cittadinanza in lavoro di cittadinanza". Così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, rispondendo ad una domanda sul reddito di cittadinanza a margine del Salone del Mobile.

 

(Fonte: Ansa)

Ecoincentivi auto, boom di prenotazioni: concessionari "costretti" a credere nei veicoli green

Sulla piattaforma del Ministero dello Sviluppo economico, ecobonus.mise.gov.it, nel primo giorno sono stati prenotati dai concessionari incentivi per oltre 26 milioni di euro per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni fino a 135 g/km di CO2. Le prenotazioni effettuate sono complessivamente 14.059. Lo rende noto il Mise.

Di queste prenotazioni, 1.345 per la fascia 0-60 g/km di CO2 e 12.714 per la fascia 61-135 g/km di CO2.

 Da lunedì è, infatti, possibile prenotare sulla piattaforma dedicata del ministero gli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni, con e senza rottamazione, mentre dal 5 agosto potranno essere richieste le agevolazioni per i veicoli commerciali e speciali.

Il fondo automotive è stato rifinanziato con 350 milioni di euro stanziati dalla legge di conversione del Decreto Sostegni bis. 

Aiuti alle imprese, istituito un Fondo da 400 milioni di euro per le aziende in difficoltà. Giorgetti: "Condizioni eccezionali richiedono risposte speciali"

Il decreto attuativo del ministro dello Sviluppo economico, Giancalo Girogetti prevede la concessione di finanziamenti agevolati che saranno rimborsabili in 5 anni: "E' una risposta concreta e immediata che abbiamo voluto dare al mondo dell’industria che ce l’ha chiesto con determinazione"


Decreto Sostegni, gli aiuti alle grandi imprese: 200 milioni di prestiti  per aziende non decotte già prima della crisi - Il Fatto Quotidiano

E' stato istituito al ministero dello Sviluppo economico un Fondo da 400 milioni di euro per il sostegno delle grandi imprese che si trovano in situazione di temporanea difficoltà a causa dell'emergenza Covid. Lo prevede il decreto attuativo del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che è stato firmato di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze e inviato alla Corte dei Conti per la registrazione. Si tratta di una norma, l’art.37 del decreto Sostegni, che ha l’obiettivo di sostenere la ripresa e la continuità dell’attività di imprese che operano sul territorio nazionale e che si trovano anche in amministrazione straordinaria.

La norma consente, infatti, al Mise di intervenire, attraverso il Fondo gestito da Invitalia, con la concessione di finanziamenti agevolati che saranno rimborsabili in 5 anni, al fine di garantire continuità alle imprese con un numero pari o superiore a 250 dipendenti e che abbiano un fatturato superiore ai 50 milioni di euro o un bilancio superiore ai 43 milioni. La concessione del finanziamento agevolato è vincolata alla presentazione di un piano di rilancio dell’impresa, anche al fine di tutelare l'occupazione.

Per la misura è infine prevista l’autorizzazione della Commissione Ue nel rispetto delle norme su aiuti di Stato.

"Condizioni eccezionali richiedono risposte speciali: è quello che ho sostenuto fin dal primo giorno al Mise rispetto alle conseguenze disastrose subite dal mondo dell’impresa a causa della pandemia", ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. "Per indole, natura e formazione non credo nelle misure assistenziali fine a sé stesse - aggiunge - ma ritengo che in un momento come questo, che ormai dura da un anno e mezzo, nessuno può essere lasciato solo. Il fondo speciale previsto dal decreto sostegni, il famoso articolo 37 che ho fortemente voluto, vuole proprio essere un ponte per tutte quelle imprese che si trovano in momentanea difficoltà ma che sono in grado di camminare sulle loro gambe nei momenti di normalità".

Nel rispetto delle regole in vigore, la possibilità di prestiti agevolati, conclude il ministro, "è una risposta concreta e immediata che abbiamo voluto dare al mondo dell’industria che ce l’ha chiesto con determinazione".

 

(Fonte: Adnkronos)

Bonus tv, Giorgetti firma il decreto: ecco cosa cambia, come funziona e come richiederlo

Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha firmato il decreto attuativo che rende operativo il bonus rottamazione Tv, che sostiene i cittadini nell'acquisto di televisori compatibili con i nuovi standard tecnologici di trasmissione del digitale terrestre Dvbt-2/Hevc Main 10. A differenza del precedente incentivo che resta comunque in vigore ed è cumulabile, si rivolge a tutti i cittadini in quanto non prevede limiti di Isee. In particolare, verrà riconosciuto un bonus per l'acquisto di un televisore per ogni nucleo familiare fino al 31 dicembre 2022


Bonus TV 2021: Cos'è e Come Funziona - Cogede SRL

In cosa consiste il bonus e come ottenerlo

La nuova tecnologia consentirà di migliorare la qualità del segnale e di dare spazio alle trasmissioni in alta definizione. L'agevolazione consiste in uno sconto del 20% sul prezzo d'acquisto, fino a un massimo di 100 euro, che si può ottenere rottamando un televisore acquistato prima del 22 dicembre 2018. La rottamazione potrà essere effettuata in sede di acquisto del nuovo televisore, consegnando al rivenditore quello vecchio, che si occuperà poi dello smaltimento dell'apparecchio e di ottenere un credito fiscale pari allo sconto riconosciuto al cliente al momento dell'acquisto del nuovo apparecchio. Un'altra modalità per rottamare la vecchia tv è consegnarla direttamente in una isola ecologica autorizzata. In questo caso un modulo certificherà l'avvenuta consegna dell'apparecchio, con la relativa documentazione per richiedere lo sconto sul prezzo di acquisto.

100 euro bonus tv: ecco a chi spetta e come richiederlo - Napoli ZON

Perché si è messo in mezzo il governo

Il bonus rottamazione Tv ha l'obiettivo di favorire la sostituzione di apparecchi televisivi che non saranno più idonei ai nuovi standard tecnologici, al fine di garantire la tutela ambientale e la promozione dell'economia circolare attraverso un loro corretto smaltimento.

Bonus TV 100 euro 2021 senza Isee - Chi può richiedere Bonus DVB-T2?

Qual è la differenza con il bonus precedente

A differenza del precedente incentivo, che resta comunque in vigore ed è pertanto cumulabile per coloro che sono in possesso di tutti i requisiti, il bonus rottamazione Tv si rivolge a tutti i cittadini in quanto non prevede limiti di Isee. In particolare, verrà riconosciuto un bonus per l'acquisto di un televisore per ogni nucleo familiare fino al 31 dicembre 2022.

Le risorse destinate alla misura sono complessivamente 250 milioni di euro. Il provvedimento individua tre requisiti per beneficiare dell'incentivo: residenza in Italia, rottamazione di un televisore e il pagamento del canone di abbonamento al servizio di radiodiffusione.

Potranno accedere all'agevolazione anche i cittadini, di età pari o superiore a settantacinque anni, che sono esonerati dal pagamento del suddetto canone. In vista del passaggio agli standard di trasmissione del digitale terrestre di nuova generazione Dvbt-2/Hevc Main 10 i cittadini possono verificare la compatibilità dei televisori in proprio possesso e gli elenchi delle apparecchiature idonee seguendo le informazioni e le procedure indicate sul sito nuovatvdigitale.mise.gov.it. Il decreto, controfirmato dal ministro dell'economia e delle finanze, e' stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione. 

 

(Fonte: Agi)

Imprese, Giorgetti: "Lo Stato può essere azionista in certi settori strategici"

"Lo Stato può essere azionista delle imprese in modo discreto e intelligente senza condizionare il management". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, visitando il cantiere del nuovo impianto R3 di Agrate Brianza. "Qui - ha sottolineato riferendosi a Stm - c'è lo Stato azionista e significa che in certi settori strategici lo può fare in modo intelligente e con qualche forma di intervento o di aiuto", ha aggiunto.

Turismo, il movimento Partite Iva Unite scrive al governo: ecco gli interventi che servono subito

Pubblichiamo integralmente la missiva che il movimento "Partite Iva Unite" ha inviato al presidente del Consiglio e ai ministri competenti avanzando proposte concrete per misure assolutamente urgenti a sostegno di uno dei settori messi maggiormente in crisi dalla pandemia


PARTITE IVA UNITE - Partito Politico Nazionale | Facebook

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Mario Draghi

Egregi Ministro del Turismo On.le Massimo Garavaglia e dello Sviluppo Economico On.le Giancarlo Giorgetti

L’onda pandemica che ha travolto e sconvolto le nostre esistenze, oltre alla indubbia rilevanza sotto l’aspetto umano per le perdite di migliaia di nostri concittadini e per la sofferenza ancora di troppi, ha avuto e, soprattutto, avrà gravissime ripercussioni sotto l’aspetto sociale ed economico ancora per lunghi anni. Una sorta di guerra non dichiarata che, con le sue “bombe”, tuttora sta minando le nostre esistenze presenti e future.
Ma la storia ha sempre insegnato che è nei momenti di crisi più buia, dalla profondità di una strada impervia ed all’apparenza senza via di uscita che nasce la spinta verso la ricrescita più florida.
Ogni nazione ha il suo punto di forza, il suo fiore all’occhiello. E l’Italia, grazie alla sua unicità di bellezze paesaggistiche, alla sua storia millenaria, alla sua cultura, alle sue eccellenze enogastronomiche, alla sua arte, alle sue tradizioni, al suo artigianato, al suo genio creativo, da tutto questo non può e non deve esimersi dall’attingere la linfa della propria salvezza economica.
Ed e’ il turismo nazionale, con le sue diverse sfaccettature, l’attore che può e deve giocare il ruolo da protagonista.

Un settore questo oramai giunto però allo stadio di malato terminale. La crisi, che da oltre un anno oramai imperversa sul comparto, ha lasciato una lunga scia di aziende costrette a chiudere la propria attività ed altre che purtroppo seguiranno lo stesso destino, con una flessione al momento di 53 miliardi di euro in entrate. E l’orizzonte che si prospetta e’ ancora denso di nubi, visto che si prevedono ulteriori miliardi di euro di perdita nel semestre del 2021.
Una tragedia davvero senza precedenti per il settore.
Da questo quadro per nulla rassicurante abbiamo pertanto il dovere e la necessità di fornire valide e concrete soluzioni alle sorti, altrimenti avverse, di un comparto essenziale ai fini della rinascita economica del Paese. Ricordiamo che il turismo vale oggi il 13% di PIL, a cui andrebbe aggiunto il 7% di indotto costituito dalla produzione di beni e/o servizi da parte di aziende che vivono in toto o in parte grazie al nostro “petrolio”.
Evitare una crisi così importante sarebbe stato impossibile, considerata la globalità della stessa. Di contro, però, limitare i danni ed accelerare il ritorno ai viaggi, comunque in sicurezza, sarebbe possibile attraverso politiche di sviluppo urgenti. E’ opportuno, in primis, sensibilizzare i politici ad intraprendere percorsi già battuti da altri Paesi, come di seguito esposto, e dare ampio spazio alle progettualità innovative, al fine di limitare i danni e contestualmente dare maggiore ossigeno all’economia.
Alla luce di ciò, ci preme esporre di seguito alcuni interventi immediati ed indispensabili, che certamente potranno accelerare questo processo di rinascita del comparto attraverso l’istituzione, primaria, dei cosiddetti “corridoi sanitari nazionali ed internazionali”.
Il Governo, di concerto con gli altri Paesi, dovrebbe investire nella costituzione di queste strutture e di contro favorire il soggiorno sicuro nei poli turistici italiani, obbligando l’adozione di protocolli sanitari con la sottoscrizione di polizze assicurative (rilasciate unicamente in sede di verifica dell’applicazione dei protocolli) a cura delle aziende costituenti la filiera.

Di seguito quelle che per il partito PIU’ possono essere le azioni propedeutiche e strutturali per la creazione di questi corridoi turistici:
– Introduzione di protocolli sanitari uguali per tutti i Paesi facenti parte della cordata per l’istituzione dei corridoi stessi;
– Adozione da parte dei governi di una chiara politica di gestione del rischio in conformità con le recenti raccomandazioni degli organi preposti alla sicurezza sanitaria mondiale, che di fatto risulta essere in netto contrasto con l’attuale prevenzione dei rischi, come il caso della quarantena, che di fatto blocca o non favorisce gli spostamenti;
– Emissione del pass di viaggio digitale attraverso l’uso di un QRcode sul proprio cellulare che, attraverso la lettura dello stesso tramite tablet o pistola-lettore di codici, garantirebbe il risultato dei test del tampone 48 ore prima della prevista partenza oppure l’avvenuta vaccinazione, evitando in tal
modo la necessità di barriere restrittive e quarantene controproducenti. Al contrario, il tentativo di introdurre i cosiddetti “passaporti sanitari” non farebbe che ritardarne ulteriormente i tempi.
L’assunzione di corridoi sanitari per il turismo è già presente in alcuni Paesi e ciò dimostra che i viaggi internazionali possono avvenire con un rischio minimo ed accettabile. Sarebbe sufficiente l’uso di misure precauzionali che i governi dovrebbero condividere tra loro, almeno per quanto concerne le
destinazioni più frequentate. Azione peraltro largamente suggerita dal WTTC (World Travel & Tourism Council), il forum dei leader di business globali per i viaggi ed il turismo, composto da presidenti ed amministratori delegati di cento fra le organizzazioni più importanti del mondo, in rappresentanza di tutte le regioni e settori dell’industria.
I governi devono dimostrare ora la propria leadership, aprendo corridoi di viaggio bilaterali su rottechiave internazionali con Paesi che applicano i medesimi processi di gestione delle criticità da COVID-19. E’ indispensabile, e lo ripetiamo, far ripartire immediatamente il Turismo. Non è pensabile per la filiera globale, e soprattutto per l’Italia, attendere che la fase di vaccinazione di massa sia conclusa, peraltro aggravando il tutto con l’ipotetica introduzione del famoso passaporto sanitario.
Certamente i vaccini sicuri ed efficaci saranno fondamentali per debellare il virus e apporteranno comunque un beneficio di carattere psicologico. Tuttavia non devono e non possono essere un requisito per viaggiare, in quanto ciò ritarderebbe ulteriormente la rinascita del già sofferente settore del turismo, che assiste, impotente, alla perdita di milioni di posti di lavoro, con pesantissimi risvolti negativi sull’importante indotto e quindi sulla intera economia. Una recente ricerca del WTTC parla addirittura di 174 milioni di posti di lavoro a rischio nel mondo. Una visione catastrofica che mina terribilmente le già tenui forze economiche di numerosi Paesi a vocazione turistica, dove primeggia l’Italia.
La prevista riapertura poi della ristorazione all’aperto prevista per il prossimo 26 aprile, rappresenta un rischio per due motivi:
– Una penalizzazione per i ristoranti con sale interne che già a partire dallo scorso anno si erano dotati di tutti i DPI previsti dal protocollo, adottando le precauzioni relative alla sanificazione interna delle sale, oltre all’organizzazione dei servizi con i dovuti distanziamenti a norma.
– La ristorazione effettuata all’aperto, specie in siti dove è di solito presente un continuo passaggio di persone (centri storici, borghi, vie di passeggio) potenzialmente portatrici di virus, potrebbe addirittura favorire la trasmissione del covid.
La soluzione del QRcode da mostrare all’ingresso a cura di ogni cliente per dimostrare, sempre attraverso un tablet o uno smartphone, l’avvenuto vaccino o un esito favorevole del tampone effettuato in una data prestabilita, potrebbe essere la soluzione, alla stregua dei corridoi sanitari.
A fronte della grave crisi economica che attanaglia il settore, pensiamo sia anche opportuno indirizzare, in proporzione della perdita avuta, il 5×1000 della quota dell’IRPEF.
Si potrebbe considerare dell’altro.
Si parla di innovazione: la pandemia ha di fatto cambiato le nostre abitudini, sviluppando l’uso frequente della videoconferenza, di colpo divenuta una pratica alla stregua dell’uso del cellulare agli albori della telefonia mobile. Ciò ha sviluppato una serie di attività giornaliere di natura lavorativa, sociale e di svago che di fatto limita fortemente la componente del contatto fisico ma di contro sviluppa la conoscenza di nuovi orizzonti e rende più assidua la frequentazione tra persone lontane.
Nel settore turistico ciò è la cartina di tornasole, dove le destinazioni minori e fuori dall’occhio del turista internazionale diventerebbero un mezzo con forte potenzialità di sviluppo. Alla luce di ciò sarebbero fondamentali immediati investimenti nella tecnologia digitale. L’Italia è al 25° posto in Europa in fatto di digitalizzazione e all’ultimo posto per competenze digitali (solo il 44% le possiede).
La tecnologia digitale può, senza ombra di dubbio alcuno, favorire l’occupazione, offrendo una migliore qualità della vita; per esempio assicurando un migliore sanità, un ambiente più pulito, nuove possibilità di comunicazione e un accesso più agevole ai servizi pubblici ed ai contenuti culturali.
Internet è ancora un mondo costellato di ostacoli e barriere, quando invece sarebbe opportuno creare un mercato unico che permetta di sfruttare i benefici dell’era digitale.
Un ulteriore approccio al problema e’ dato dall’utilizzo, che riteniamo fondamentale anche nel settore turistico, della nuova frontiera del Blockchain, una sorta di evoluzione del QRcode, con maggiore certezza, rispetto a questo, di non essere modificato dal più esperto hacker. Permetterebbe quindi una “certificazione verde” assolutamente sicura da ogni tipo di contraffazione, evitando altresì pericolosi rischi di contagio.
Un altro punto da valutare, per noi di primaria importanza, e’ l’attenzione nell’estendere il sistema collaudato dell’eco-sismabonus 110% al settore ricettivo ed ai servizi annessi, con riparametrazione del massimale non per unità catastali bensì per metri cubi.

In ultima analisi -ultima non per importanza- e’ opportuno considerare, in tutte le sue sfaccettature, un punto che merita particolare attenzione, ossia quali siano gli interventi di salvataggio più idonei e tempestivi per le imprese turistiche ad evitare il forte rischio di trovarsi “vulnerabili” verso i potenziali
approcci della criminalità organizzata, ben propensa a “fiutarne” l’affare.
Alla luce di ciò pensiamo fermamente alla opportunità necessaria di valutare una sorta di “golden power” per il settore, tramite la creazione di un soggetto a partecipazione pubblica -o utilizzando anche la stessa Invitalia S.p.a.- con l’obiettivo di acquisire strutture ricettive già operanti sul mercato ma in crisi a causa dei risvolti pandemici, con immediata concessione in rent to buy aziendale agli stessi proprietari/gestori; tali strutture dovranno comunque essere in possesso di parametri tali al 31/12/2019 che dimostrino la loro capacità economica e finanziaria di operare sul mercato già in tempi pre covid.
I vantaggi di una simile operazione sarebbero molteplici, fra tutti:
– un’operazione per lo Stato a saldo zero, anzi spesso in attivo, considerando che a livello patrimoniale ci si troverebbe un valore intrinseco, dato da una struttura in cui l’immobile rappresenterebbe l’oggetto principale e non un mero credito, con tutte le problematiche di questo legate al suo eventuale recupero;
– evitare lo sciacallaggio da parte di investitori esteri e/o di natura criminale;
– mantenere un maggior tasso occupazionale, legato ad una già consolidata capacità di gestione pluriennale da parte dei precedenti conduttori delle strutture.

Convinti dell’ottima riuscita nel raggiungere l’obiettivo di risanare il settore turistico da parte delle nostre proposte sopra elencate, rimaniamo a disposizione per qualunque chiarimento in merito.

Con l’auspicio di un prossimo confronto cogliamo l’occasione per porgerVi i più cordiali saluti, augurandoVi un sereno e proficuo lavoro.

Dott.ssa Daniela Manno
Presidente Nazionale PIU’

Dott. Antonio Gigliotti
Segretario Nazionale PIU’

Dott. Mino Reganato
Direttore Nazionale Commissione Turismo PIU’

 
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