updated 4:27 PM UTC, Feb 27, 2021

Di Battista, il triste addio al Movimento 5 Stelle: "Non parla a nome mio, mi faccio da parte" (VIDEO)

L'annuncio del divorzio durante una diretta Facebook: "E' stata una bellissima storia d'amore, ma con diverse delusioni e qualche battaglia disattesa o persa. Il governo Draghi? Non posso proprio andare contro la mia coscienza" - (VIDEO)


"Zero polemiche, le decisioni si devono rispettare ma si possono anche accettare. Però la mia coscienza politica non ce la fa a digerirle. Da ora in poi non parlerò più a nome del Movimento 5 Stelle, perché in questo momento il M5s non parla a nome mio. E dunque non posso fare altro che farmi da parte". Lo dice Alessandro Di Battista in una diretta Facebook.

 "Se poi un domani la mia strada dovesse incrociarsi di nuovo con quella del M5S, vedremo. Dipenderà esclusivamente da idee politiche, atteggiamenti e prese di posizioni. Non da candidature e possibili ruoli".

"È stata una bellissima storia d'amore, con gioie e battaglie vinte, ma anche diverse delusioni e qualche battaglia disattesa o persa. Io, con tutto l'impegno del mondo, non possono non considerare determinate mie convinzioni politiche. Poi magari mi sbaglierò su questo governo, ma non posso proprio andare contro la mia coscienza", aggiunge.

"Grazie a Beppe Grillo, è lui che mi ha insegnato a prendere posizione, anche controcorrente. E io oggi non ce la faccio proprio ad accettare un Movimento che governa con questi partiti, anche - per l'amor di Dio - con le migliori intenzioni del mondo", conclude.

 

Media e informazione, per 6 americani su 10 Facebook dice più bugie dei politici

Sondaggio di YouGov: secondo il 65% del campione, la piattaforma social fondata da Mark Zuckerberg è uno strumento di disinformazione sistematica; sono ritenuti poco affidabili anche Twitter, per il 53 per cento degli intervistati, e i notiziari televisivi, per il 51


I social network disinformano più dei quotidiani, e Facebook propaga falsa informazione più di quanto facciano i politici. È ciò che emerge da un sondaggio condotto da YouGov, agenzia britannica di ricerche che opera anche in Nord America.

Per più di sei americani su dieci, pari al 65 per cento del campione, la piattaforma social fondata da Mark Zuckerberg è uno strumento di disinformazione sistematica, una percentuale superiore di tre punti rispetto al 62 per cento di chi ritiene che la disinformazione quotidiana arrivi soprattutto dai politici.

Poco affidabili risultano anche Twitter, per il 53 per cento degli intervistati, e i notiziari televisivi, per il 51. A uscire rivalutati dall’opinione pubblica sono invece radio e quotidiani: solo per tre americani su dieci sono fonte di disinformazione, una forma di rivincita visto che l’attacco alla credibilità dei quotidiani, secondo alcuni analisti dei media, era partito dalle piattaforme social. 

 

(Fonte: Agi)

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TikTok, denunciata un'altra magagna nella privacy. Nuova falla nella funzione "Trova amici": rischio furto di identità e dati sensibili di milioni di utenti

Check Point Research, player di soluzioni di cybersecurity a livello globale, segnala l'esistenza di una vulnerabilità nell'applicazione che renderebbe accessibili ad hacker dati sensibili di un profilo. I responsabili della app cinese affermano: "Sicurezza e privacy hanno la nostra priorità, rafforzeremo le nostre difese"


Anonymous e l'appello: Cancellate subito Tik Tok

Scoperta una nuova vulnerabilità di TikTok che permetterebbe di accedere ai dati sensibili degli utenti, compreso il furto di identità e del numero di telefono. Check Point Research, la divisione Threat Intelligence di Check Point® Software Technologies ha annunciato di avere identificato una nuova vulnerabilità nell’app cinese ideata da Zhang Yming, dopo che ne aveva già scoperta un’altra a cavallo tra 2019 e 2020.

Da quanto riferito dal player di soluzioni di cybersecurity a livello globale, la nuova falla, "trovata nella funzione 'Trova Amici' di TikTok, consentirebbe di bypassare le protezioni sulla privacy create per difendere gli utenti dell’app". "Se lasciata senza patch, -spiegano i ricercatori di Check Point- la vulnerabilità permetterebbe a un hacker di accedere ai dettagli del profilo di un utente e anche al numero di telefono associato al suo account, dando la possibilità di costruire un database da utilizzare per attività illecite".

Gli esperti avvertono che i dettagli del profilo accessibili attraverso questa falla includono il numero di telefono, il nickname, le immagini del profilo e dell'avatar, gli Id utente unici e alcune impostazioni del profilo, come ad esempio quella che consente ad un utente di essere un follower pubblico o anonimo.

Oded Vanunu, Head of Products Vulnerabilities Research di Check Point, ha spiegato che "la nostra logica, questa volta, è stata quella di mettere a prova la privacy di TikTok. Eravamo curiosi di sapere se la piattaforma potesse essere usata dagli hacker per ottenere dati privati degli utenti e la risposta è sì, in quanto siamo stati in grado di bypassare più meccanismi di difesa di TikTok". Vanunu ha commentato che "questa vulnerabilità avrebbe potuto permettere ad un aggressore di costruire un database dettagliato degli utenti che, con quel grado di informazioni sensibili, avrebbe permesso all’aggressore di eseguire una serie di attività criminali come lo spear phishing". "Il nostro consiglio agli utenti di TikTok, e non solo, è quello di condividere i propri dati personali solo quando strettamente necessario e soprattutto di aggiornare sempre il sistema operativo e le applicazioni alle ultime versioni" ha suggerito il manager di Check Point

TikTok ha affermato: "La sicurezza e la privacy della comunità di TikTok hanno la nostra massima priorità , e apprezziamo il lavoro di partner fidati come Check Point nell'identificare potenziali problemi in modo da poterli risolvere prima che colpiscano gli utenti. Continuiamo a rafforzare le nostre difese, sia aggiornando costantemente le nostre capacità interne come l'investimento in difese di automazione, sia lavorando con terze parti".

 

"Voleva curare il Covid con le canne": Matteo Salvini spara su Lello Ciampolillo, l'ex M5S che ha votato la fiducia a Conte con controllo Var

Il leader della Lega su Facebook dopo il voto di fiducia al governo: "In un momento normale mi sarei messo a ridere, oggi mi cadono le palle"


Lega - Salvini Premier (@LegaSalvini) | Twitter

"Ciampolillo, quello che ieri ha chiesto il Var per votare al Senato, è lo stesso che voleva curare il Covid con le canne, sconfiggere la Xylella con l'acqua e il sapone e si propone per fare il ministro dell'Agricoltura. In un momento normale mi sarei messo a ridere, oggi mi cadono le palle. Questo è il governo Conte". Lo ha affermato il segretario della Lega, Matteo Salvini, in una diretta su Facebook.

Var in Senato con voto Ciampolillo, cosa dicono arbitri

Ieri il Var ha salvato il voto del senatore Lello Ciampolillo, ex M5S ora al Gruppo Misto. La presidente Elisabetta Casellati, in versione arbitro di Serie A, dopo aver visionato le immagini ha cancellato il 'cartellino rosso' mostrato a Ciampolillo nella votazione per la fiducia al governo Conte. "Risulta che il senatore Ciampolillo sia arrivato alle 22.14 e io ho dichiarato la chiusura alle 22.15. Siccome ha alzato la mano e io non ho potuto vederlo, nessuno lo ha identificato se non dopo che avevo già pronunciato. Riammetto alla votazione secondo la sequenza del video il senatore Ciampolillo e il senatore Nencini", le parole di Casellati. Ciampolillo e Nencini hanno così potuto votare due sì per il governo.

Giorgia Meloni e Matteo Salvini: «Elezioni subito». La leader Fdi: «Governo  allo sfascio»

"Il governo ha comprato i Responsabili, i Costruttori, i Volenterosi come i due parlamentari eletti con Fi e quindi anche con i voti della Lega, eletti per fare politiche di centro destra che ieri invece hanno votato la fiducia a Conte, con i Ciampolilli e con Monti, vogliamo parlare di Mastella e Tabacci o di un elettore del M5s in buona fede che ha votato per 'aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, e si ritrova nella stessa maggioranza con Monti e Mastella?", continua Salvini, riferendosi ai senatori del centrodestra Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin che ieri hanno votato a favore della fiducia al governo Conte.

"Conte ha detto che ha il governo e i ministri migliori al mondo e che non è vero che l'Italia è ultima tra i grandi Paesi europei per crescita economica. Ieri gli ho mostrato il 'Wall street journal' che certifica che l'Italia è l'ultimo Paese in occidente per crescita economica. Primi per numero di morti e ultimi per crescita economica", ha concluso Salvini.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

Sicurezza informatica, sito fake dell'app Immuni fa scaricare un virus: a rischio anche i conti correnti

L'allarme lanciato da Cert-Agid a seguito di una segnalazione via Twitter da parte di un gruppo di ricercatori "cacciatori di malware" 


Il tema 'Covid-19' è da tempo un'arma per il cybercrime, questa volta ad essere sfruttata è l'app Immuni. Secondo un allarme lanciato da Cert-Agid, la struttura del Governo che si occupa di cybersicurezza, "i criminali informatici stanno diffondendo una versione fake della stessa app attraverso domini creati ad hoc". Lo scopo è quello di veicolare un virus che si chiama Alien: può prendere il controllo dello smartphone e anche svuotare il conto corrente dell'utente malcapitato.

"A segnalare la presenza della fake app Immuni - spiega Cert-Agid - è stato il gruppo di ricercatori di Malware Hunter Team (MHT) attraverso un tweet", poi grazie anche "al contributo di D3Lab, sono stati individuati i domini che ospitavano la fake app". L'applicazione di contact tracing Immuni approvata dal Governo ha superato di poco i 10 milioni di utenti. Non è la prima volta che Cert-Agid lancia un allarme in questo senso. A giugno ha allertato di una campagna di virus informatici, diffusa via mail, con il pretesto di far scaricare un file denominato Immuni che invitava a cliccare su un sito fasullo che imitava quello della Federazione Ordini dei farmacisti italiani.

 

(Fonte Ansa)

WhatsApp cambia i termini sulla privacy, boom di nuovi utenti per Telegram (+25 milioni in 72 ore)

Impennata di download dell'app di messaggistica fondata da Pavel Durov che spiega come questa sia diventata il "più grande rifugio" per chi cerca una piattaforma di comunicazione privata e sicura. Le modifiche di WhatsApp però non cambieranno nulla in Italia e in Europa


What's the difference between WhatsApp and Telegram?

Impennata dell'app di messaggistica Telegram dopo la notizia della modifica di WhatsApp ai suoi termini sulla privacy a partire dall'8 febbraio, che non interesserà però l'Italia e l'Europa dove vige dal 2018 il Gdpr, il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. Telegram ha registrato 25 milioni di nuovi utenti nelle ultime 72 ore, come ha dichiarato il suo fondatore, nato in Russia, Pavel Durov.

L'app aveva oltre 500 milioni di utenti attivi mensilmente nelle prime settimane di gennaio - WhatsApp ne ha due miliardi - e "25 milioni di nuovi utenti si sono iscritti a Telegram solo nelle ultime 72 ore.- ha specificato Durov - Le persone non vogliono più scambiare la loro privacy con servizi gratuiti".

Per il fondatore di Telegram, l'app è diventato il "più grande rifugio" per chi cerca una piattaforma di comunicazione privata e sicura e ha assicurato ai nuovi utenti che il suo team "prende molto sul serio questa responsabilità".

Un'altra chat che ha registrato una impennata di download nei negozi digitali dopo le critiche a WhatsApp è Signal, raccomandata anche da Elon Musk, attualmente l'uomo più ricco del mondo e patron di Tesla e Space X.

"Nonostante l'obbligo di accettare i nuovi termini del servizio non ci sarà un aumento della condivisione di dati tra società diverse né alcun genere di cambiamento significativo", spiega all'ANSA Ernesto Belisario, avvocato esperto in diritto delle tecnologie che sottolinea come "alcuni dati già venivano condivisi tra WhatsApp e Facebook, come ad esempio la mail con cui gli utenti si registrano al servizio o le informazioni sul dispositivo da cui viene usata l'app. Whatsapp ha chiesto agli utenti di accettare i nuovi termini di servizio e non di prestare un nuovo consenso privacy, una prassi frequente", sottolinea.

 

(Fonte: Ansa)

La guerra di Twitter a Trump diventa un boomerang. L'Europa condanna il ban, Merkel: "Decisione problematica". La Francia: "Oligarchie digitali". E il titolo crolla in borsa

Sono diverse le voci istituzionali europee a condannare lo "strapotere" delle piattaforme digitali. Anche la Francia "deplora" l'esclusione del presidente uscente da Twitter (che a Wall Street perde il 10.12%)


Twitter affonda a Wall Street all'avvio delle contrattazioni. I titoli della società che cinguetta perdono il 10,12% In calo anche Facebook, che cede il 3,30%. 

Venerdì scorso il social media ha escluso in modo permanente il presidente uscente degli Usa, Donald Trump. Il quale, ricorda Bloomberg, ha oltre 88 milioni di persone che seguono il suo account.

Asse Macron-Merkel per rilancio Ue: 5G, Green Deal e transizione digitale

 "La cancelliera Angela Merkel ritiene problematico che sia stato bloccato in modo completo l'account Twitter di Donald Trump". Lo ha detto il protavoce Steffen Seibert, in conferenza stampa a Berlino, rispondendo a una domanda specifica sull'argomento.

La Francia deplora la decisione di Twitter di escludere il presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, sottolineando che regolamentare la rete non spetta ai colossi del web. "Ciò che mi sciocca è che sia Twitter a decidere di chiudere" il profilo di Trump, ha dichiarato il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, intervistato ai microfoni di radio France Inter. "La regolamentazione dei colossi del web - ha avvertito - non può avvenire attraverso la stessa oligarchia digitale". Una decisione che ha già suscitato numerose reazioni ai quattro angoli del pianeta, incluso nella classe politica francese.

L'Ue evidenzia necessità di nuove regole. "Vorremmo conciliare il rispetto dei diritti fondamentali con una maggiore responsabilità delle piattaforme social", per questo "c'è la necessità di una maggiore regolamentazione" del mondo online da parte dei governi. Così un portavoce della Commissione Ue sulla decisione delle principali piattaforme social di sospendere gli account di Trump. Lo scorso 15 dicembre, la Commissione Ue ha presentato la sua proposta per regolamentare i contenuti online (il Digital Services Act) che, ha ricordato il portavoce, prevede che le piattaforme spieghino "come moderano i contenuti", stabiliscano "in termini chiari quali sono le regole" e informino "sulla decisione di sospendere un account". Queste regole, se saranno adottate dagli Stati membri, "possono ispirare anche altri governi a livello internazionale". Anche l'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, ieri si era espresso sul suo blog a favore della libertà d'espressione.

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Il condizionamento della mente, un'arte antica quanto l'uomo (video)

Con le parole hsi nao (lavaggio del cervello), i coreani indicavano un trattamento praticato nella guerra in Corea, sui prigionieri americani...


Con il nome di controllo sociale si tendono ad indicare tutte quelle forme di condizionamento che un gruppo mette in atto nei confronti degli individui che lo compongono. Il soggetto viene inserito in una cerchia di persone che hanno già aderito ad un nuovo pensiero, che rafforzerà in lui concetti e i modelli interpretativi inerenti alla cerchia. Modelli che egli si troverà ad assorbire associandoli alla sensazione di riconoscimento del suo “nuovo Io”, condizionando le sue scelte per la paura di "essere sbagliato" nel breve periodo, diventando normalità nel lungo periodo. 
Questo “group  thinking” o meglio “pensiero di gruppo” dimostra come troppo spesso gli individui siano condizionabili. Un esempio è dimostrato nel video pubblicato sotto, altri consistevano nell’includere alcuni soggetti in piccoli gruppi dove, mostrate tre linee di lunghezza molto differente, si chiedeva loro di indicare quale delle tre corrispondesse, ad esempio, a un metro. Alcuni membri del gruppo, complici dello sperimentatore, davano unanimemente una risposta evidentemente errata. Ebbene, il 33% dei soggetti, non complici, si lasciava condizionare da tale risposta e indicava a sua volta la lunghezza palesemente sbagliata.
Un'altra tecnica di controllo sociale è quella analizzata dalle “teorie dell’etichettamento”, secondo le quali in un determinato ambito sociale, le persone tendono a diventare cosi come vengono “etichettate”, in base ai criteri di classe sociale, discendenza, posizione politica, ecc... Una volta avviato il condizionamento, l’individuo sarebbe forzato a sentirsi, comportarsi e a divenire a tutti gli effetti, quel tipo di persona che il contesto sociale vuole al suo interno. Da questo possiamo evincere come sia facile manipolare anche le informazioni, specialmente in ambienti in cui il controllo sia più difficile, come ad esempio i "social media". E' importante imparare a riconoscere queste tecniche perché potrebbero danneggiarci seriamente e far aumentare le nostre insicurezze. 
Ma quale parte del nostro cervello viene condizionata a tal punto da farci perdere la percezione della realtà? 
E' la mente inconscia, quella parte della mente che si occupa prevalentemente del pensiero simbolico, nel quale non vi è alcun bisogno di un orientamento verso la realtà esterna, ma nel quale vi è la capacità di un tale orientamento (Erickson, 1987).
Anche noi ogni volta che tentiamo di modificare i nostri pensieri, emozioni, motivazioni, o altri stati mentali, stiamo esercitando un controllo sulla nostra mente inconscia, cercando di vedere una realtà diversa da quella che stiamo vivendo nell'attimo del pensiero. Nella nostra vita emotiva, tuttavia, non troviamo un meccanismo che ci permetta di ottenere e mantenere uno stato desiderato; occorre agire sulla manipolazione di alcuni processi che a loro volta influenzeranno le nostre emozioni. I pensieri sono il bersaglio più vantaggioso per tale intervento: gli stati fisiologici ed emotivi possono essere eccessivamente difficili da modificare senza qualche tipo di sforzo consapevole e “mentale” che identifichi e dia una nuova direzione ai pensieri. Attraverso il controllo mentale, quindi, è possibile ottenere un controllo anche sui fattori che attivano le emozioni. 
A questo punto potremmo tracciare un profilo, per essere un buon manipolatore, occorre essere anche un buon comunicatore, capace di farsi ascoltare dalle proprie vittime, ma soprattutto capace di trovare vittime disposte ad ascoltare (i social media sono per questo un terreno molto fertile). I concetti espressi dal manipolatore saranno molto semplici, narrativi e faranno leva sul lato emotivo e psicologico della vittima. In termini pragmatici, la manipolazione è una sottocategoria della comunicazione.
Se comunicare è sinonimo di influenzare (Watzslawick),  manipolare è sinonimo di influenzare approfittando dei “punti sensibili” del manipolato. Perciò, affinché vi sia manipolazione, è richiesta una sostanziale asimmetria nella relazione tra chi agisce e chi viene agito. Occorre fare una distinzione netta tra la manipolazione uno-molti (come quella della pubblicità, dei mezzi di comunicazione di massa, di certe religioni, delle culture di gruppo) e quella uno-uno, come ad esempio in una seduta di psicoterapia.
Come allora non diventare soggetti manipolati? Cercando di non essere coinvolti a livello emotivo, non usando la pancia nel definire un pensiero, mantenendo una propria opinione anche quando differisce da quella della massa. Abituarsi ad ascoltarsi, percependo le proprie emozioni. Imparare ad essere sicuri, autoconsapevolezza e autostima, le prime linee guida di un essere umano. Vedere le cose da una diversa posizione percettiva. Accettare i fatti facendocene una ragione, solo così potremo trovare eventuali soluzioni. 
Leggere e studiare quali sono le principali tecniche di manipolazione per essere pronti a riconoscerle e rifiutarle.
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