updated 4:27 PM UTC, Feb 27, 2021

Milano, l'assemblea online dei Socialisti: "Una nostra lista e un nostro candidato sindaco"

Riceviamo e pubblichiamo l'annuncio dell'assemblea, via web, dei Socialisti di Milano, che sabato mattina discuteranno delle idee e del collocamento in vista delle prossime elezioni per il sindaco e il nuovo Consiglio comunale di una forza dalla storia comunque importante, specie all'ombra della Madonnina


E' in programma per sabato 6 febbraio, a partire dalle ore 10,00, l'assemblea "Webinar" dei Socialisti di Milano, il 'rassemblement' del socialismo cittadino che comprende lo stesso PSI, Socialisti in Movimento, l'Associazione Socialdemocrazia, circoli e organizzazioni di area. L'assemblea sarà in diretta FB sulla pagina 'Socialisti di Milano' e quelle delle realtà ad essi collegati. 

Intitolata ""Il valore di un'idea, le ragioni di una scelta.", l'assemblea ha come suo punto centrale la scelta di presentare una Lista socialista alle prossime elezioni comunali e, in autonomia o con una coalizione 'riformista', una propria candidatura a Sindaco.

"E' il segno della riunificazione e riconciliazione dei socialisti milanesi ma soprattutto della nascita a Milano di una prospettiva nuova. Da Milano può ripartire il nuovo segnale del socialismo rivolto a tutti coloro che si riconoscono nella storia, negli ideali e nelle lotte del socialismo democratico europeo", dichiara Mauro Broi, segretario metropolitano del PSI.

E Roberto Biscardini di 'Socialisti in Movimento' sottolinea: "Occorre dare voce ai tanti che, già in difficoltà prima della pandemia, oggi vivono anche a Milano lo spettro della crisi economica e sociale. Con una lista e una coalizione con il proprio candidato Sindaco

espressione di una necessità nuova, quella di dare a Milano una nuova prospettiva fuori dal cosiddetto "modello Milano" che non regge più, né dal punto di vista economico né dal punto di vista politico. Che rappresenti la novità nel panorama politico delle vecchie coalizioni ormai in disfacimento."

Conclude Gianstefano Milani, dell'Associazione Socialdemocrazia: "E' un progetto ambizioso a cui però non possiamo rinunciare! Che, partendo da Milano, pone la questione di fondo della necessità del socialismo qui e nel Paese. E le tante adesioni che realtà che si rifanno ai valori e alle idee del socialismo democratico ci hanno fatto pervenire insieme a quelle di tanti singoli esponenti della cultura socialista, ci confortano sulla validità e praticabilità del nostro progetto politico".

Tra gli interventi annunciati, oltre a quelli delle realtà che hanno aderito e di molte 'giovani leve' anche quelli di Ugo Finetti, Nuccio Abbondanza, Michele Achilli, Felice Besostri, Maurizio Punzo e Paolo Pillitteri.

 

Israele, comanda sempre Netanyahu. Il premier saldamente in testa nei sondaggi sulle elezioni del 23 marzo

Secondo una rilevazione diffusa da Channel 12, se le elezioni, le quarte in due anni, si tenessero oggi il Likud conquisterebbe 30 seggi. Male il centrista Benny Gantz. A destra "Bibi" stacca i rivali, sinistra nel caos


Netanyahu vince in Israele, ma gli mancherebbe un seggio | laRegione

A poco meno di due mesi dalle elezioni del 23 marzo, la scena politica israeliana è in subbuglio: gli ultimi sondaggi danno il premier Benjamin Netanyahu saldamente in testa, crolla invece il rivale centrista Benny Gantz.
A destra, i partiti alternativi al Likud registrano un calo mentre a sinistra si discute di fusioni tra Meretz e il Labour guidato dalla nuova leader, Merav Michaeli; intanto il leader di Telem, Moshe Ya'alon e l'ex ministro della Giustizia Avi Nissenkorn hanno annunciato che non parteciperanno al voto. C'è tempo fino al 4 febbraio per presentare le liste alla Commissione centrale elettorale. 

Secondo il sondaggio diffuso da Channel 12, se le elezioni, le quarte in due anni, si tenessero oggi il Likud di Netanyahu conquisterebbe 30 seggi, confermandosi il primo partito, seguito a distanza dalla formazione centrista Yesh Atid di Yair Lapid che si fermerebbe a 17. In calo i due partiti alternativi al Likud a destra: la nuova creatura di Gideon Sa'ar 'Nuova Speranza', che prenderebbe 14 seggi, e Yamina di Naftali Bennett (13); la Lista Unita araba, oggi a 15 seggi, scenderebbe a 10, mentre i partiti ultra-ortodossi Shas e United Torah Judaism ne conquisterebbero otto e il partito Yisrael Beitenu di Avigdor Liberman sette.

I laburisti guidati da Michaeli sono in salita (5), Meretz a quattro, mentre crolla Blu e Bianco di Gantz a quattro dagli attuali 14. 'Gli Israeliani', la nuova formazione del sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, non riuscirebbe invece a superare la soglia di sbarramento, così come Gesher di Orly Levy e Telem dell'ex capo di Stato maggiore Moshe Ya'alon. Quest'ultimo, alla luce delle proiezioni, ha annunciato che il partito non parteciperà alle elezioni: "Credevo che correre indipendentemente avrebbe potuto aumentare il potere del campo che cerca il cambiamento. Una tesi che si è rivelata erronea" alla luce delle "circostanze politiche che si sono venute a creare". 

Passo indietro dall'arena politica anche da parte dell'ex ministro della Giustizia Avi Nissenkorn, che ha annunciato l'addio al partito di Huldai al quale si era unito solo un mese fa come numero due, dopo aver lasciato Blu e Bianco. La mossa apre la strada a una possibile fusione con i laburisti: entrambe le formazioni vogliono rafforzarsi e, secondo voci, Michaeli avrebbe posto l'uscita di Nissenkorn come condizione per un'unione.

"Quando il campo ha bisogno di fusioni con altri per sopravvivere e ci sono una molteplicità di partiti e candidati, va bene sapere come farsi da parte e prendersi una pausa, che è quello che faccio io oggi", ha spiegato l'ex ministro della Giustizia. Il primo cittadino di Tel Aviv lo ha ringraziato per poi ricordare, alla luce delle voci di fusione, che "l'unico modo per generare un potere significativo è insieme, e tutti dovranno fare concessioni". 

 

(Fonte: Agi)

  • Pubblicato in Esteri

Crisi di governo, Salvini: "Teatrino disgustoso tutto di sinistra. Renzi, Pd e M5S si rimetteranno insieme" (VIDEO)

Il leader della Lega in tv: "A Mattarella diremo che se c'è un esecutivo che governa bene, altrimenti si vada al voto"


"Potrebbe anche finire che si rimettono tutti insieme, il Pd, il Movimento 5 Stelle e Renzi. Sono pronto a scommettere, magari lo fanno cambiando tre ministeri". Lo dice Matteo Salvini, ospite di Agorà, su Rai3, che oggi salirà al Quirinale nel terzo giorno di consultazioni. "Gli italiani - aggiunge - si chiederanno allora perché è stato fatto questo".

"Abbiamo bisogno di un governo che governi, a Mattarella diremo che se c'è un governo che governa bene, lo ribadiremo con la massima serenità, noi siamo pronti a portare avanti le nostre proposte" sulla vita reale, ha poi aggiunto Salvini riferendosi alle "proposte di legge per l'azzeramento delle cartelle di Equitalia, per salvare quota cento", "altrimenti, c'è il voto".

"Il centrodestra si è dimostrato serio e compatto, governiamo 14 regioni su 20. Sono contento, nelle differenze di culture e sensibilità", ha poi sottolineato ribadendo la necessità di "un governo a guida centrodestra, alternativo a Pd e Cinque Stelle, che mette al centro taglio tasse, salvataggio di quota cento". "Io non sto dialogando con Renzi", assicura poi smentendo retroscena che parlando di un suo asse con il leader di Italia Viva. "Renzi - spiega - ha fatto nascere questo governo, quello che gli italiani stanno subendo, questo teatrino disgustoso, è tutto made in sinistra". "Renzi - conclude - lo vedo in Senato, come incontro tanti altri colleghi senatori". (VIDEO)

 

(Fonte: Adnkronos)

Milano, Feltri stronca Sala: "Il sindaco peggiore di sempre, ha reso la città una suburra infrequentabile, peggio della Raggi"

In un fondo Vittorio Feltri, direttore editoriale di Libero, attacca duramente il sindaco di Milano che nei giorni scorsi ha annunciato la sua ricandidatura. E fa una previsione: "Non ce la farà mai ad essere rieletto, visto che siamo gentili eppure non talmente idioti da riconfermarlo"


Sala sfoggia calzini arcobaleno per sostenere i gay - IlGiornale.it

"Quando Sala fu eletto sindaco di Milano, sia pure con i voti della sinistra, eravamo abbastanza soddisfatti. L'uomo aveva gestito benissimo l'Expo e rilanciato il capoluogo lombardo, portandolo ai massimi livelli europei. Ora siamo pentiti di averlo sostenuto perché ha dimostrato una insensatezza assoluta nella gestione della città". Inizia così il fondo del direttore editoriale di 'Libero', Vittorio Feltri, che oggi sul suo quotidiano torna ad attaccare il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Per Feltri, Sala ha ridotto Milano "a un caos infernale - scrive - da cui sarà difficile uscire brillantemente. Ha combinato più guai Sala di tutti i primi cittadini che lo hanno preceduto a Palazzo Marino. Arrivo a dire che ha fatto meglio la povera Virginia Raggi a Roma, che è un bordello totale, di lui che pure aveva preso la guida della più efficiente metropoli italiana".

Sala, prosegue, "è un uomo talmente 'capace' che è stato all'altezza di ridurre Milano a una specie di suburra infrequentabile". Ad esempio, incalza il direttore di 'Libero', 'ha voluto introdurre a tutti i costi piste ciclabili che hanno paralizzato la circolazione" con le vie principali "impraticabili", dove "il traffico non scorre più e si strozza dovunque" e "mezza metropoli", da Porta Venezia a Piazzale Loreto. "Permane paralizzata per ore e ore". La città, insomma, è stata "trasformata in una Babilonia" tuona Feltri, che si domanda poi "per quale motivo Sala abbia deciso di rendere invivibile l'urbe".

Quindi conclude: "Un sindaco di tale caratura non lo merita neanche Il Cairo e invece è toccato ai poveri e miti milanesi. Meno male che il suo mandato è in scadenza, non posso pensare che alle prossime elezioni ci sia un cretino tanto audace da rivotarlo. E' ricandidato ma non ce la farà mai ad essere rieletto, visto che siamo gentili eppure non talmente idioti da riconfermarlo sindaco".

ZONA MILANO - Da Quarto Oggiaro denuncia di assembramenti al centro islamico. Polemica Lega-Sinistra sulla moschea abusiva di via Lopez

Su ilComizio.it la vita dei quartieri, i fatti, i problemi, le segnalazioni e le denunce riguardanti le diverse zone di Milano.

"I ristoranti sono chiusi ma la moschea è aperta". La segnalazione arriva da una residente di Quarto Oggiaro che ha fotografato una folla di persone sul marciapiede di via Lopez all’ingresso del centro culturale islamico nato oltre 5 anni fa nei locali di una ex panetteria. Al venerdì "la piazzetta si riempie". "E chi controlla - continua la cittadina - che dentro la moschea le distanze e tutte le norme anti Covid vengano rispettate? L’impressione, da fuori, è che siano tutti ammassati". Situazione denunciata anche dall'eurodeputata leghista Silvia Sardone e dal consigliere del Municipio 8 Stefano Pavesi: "La sinistra fa finta di nulla mentre vengono continuamente calpestate le nostre leggi". Fabio Galesi, assessore alla Sicurezza dello stesso Municipio però replica: "Non lo definirei un luogo pericoloso. Sulla presunta illegalità, ricordo che a Milano purtroppo ancora mancano luoghi di culto ufficiali per poter praticare la fede islamica" 


«Dopo la preghiera si prega di non sostare davanti alla moschea». E «la moschea ha una capienza di 50 persone». Raccomandazioni anti assembramento ai tempi del Covid. Ma a sorprendere l'eurodeputata leghista Silvia Sardone che un paio di giorni fa si è recata in via Lopez, dove da anni i residenti protestano per la preghiera islamica abusiva, è che gli organizzatori autoproclamino ormai il centro come una moschea, anche se non hanno mai ottenuto il permesso dal Comune. «Sono stata a Quarto Oggiaro per verificare di persona la situazione della moschea abusiva allestita all'interno di un'ex panetteria, se ne parla poco ma sta creando non pochi problemi nel quartiere - riferisce a fine visita Sardone, che è anche consigliera comunale -. La legge regionale fissa dei paletti molto precisi per tutti i luoghi di culto ma lì evidentemente i musulmani si riuniscono senza alcun rispetto delle norme». Di fronte all'ex panetteria erano presenti decine di musulmani, entravano nel centro dopo aver lasciato le scarpe sul marciapiede. «Addirittura nei cartelli esposti all'esterno della struttura - ribadisce Sardone - si parla espressamente di moschea. Questo rende l'idea di quanto la comunità islamica si senta impunita: sanno benissimo di infrangere le leggi eppure vanno avanti per la loro strada, senza paura di essere sgomberati».

Perché, domanda la consigliera leghista «il Comune non manda la polizia locale per verificare l'effettiva destinazione d'uso dei locali? Perché la sinistra in via Lopez, e così in via Cavalcanti, via Carissimi, via Maderna, via Padova e via dicendo, fa finta di nulla?». Cita altri luoghi dove i centri islamici abusivi sono ben noti. «Ricordo - chiude Sardone - che in più occasioni si sono scoperti aspiranti terroristi che frequentavano le moschee di Milano. In questi luoghi nessuno sa cosa si dice né cosa succede. I milanesi hanno diritto alla propria sicurezza, non che Sala coccoli le comunità musulmane che usano irregolarmente spazi nella nostra città. Metta da parte l'ideologia e pensi a far rispettare le leggi».

Sul tema interviene anche il consigliere leghista del Municipio 8 Stefano Pavesi, invita il Consiglio di Zona a «prendere una posizione netta contro chi continuare a calpestare le nostre leggi. Se un milanese qualsiasi cambiasse destinazione d'uso di una sua proprietà verrebbe sanzionato immediatamente (e giustamente) per abuso edilizio. Allora perché in via Lopez la sinistra non vede, non sente e non parla? Qui non si tratta di libertà di culto, come qualcuno vuole far credere, ma semplicemente di legalità e trasparenza, due valori che non possiamo dimenticare».

 

(Fonti: il Giorno e il Giornale)

 
 
 


Orfini (Pd): "Se il M5S resta questo non vedo alleanze in futuro". E critica Zingaretti sul Sì al referendum: "Messaggi volgari e antipolitici, dovremmo stare col No"

Il deputato del Partito Democratico Matteo Orfini, commenta le dichiarazioni di Pier Luigi Bersani su un futuro campo progressista allargato ai grillini parlando anche di referendum e e legge elettorale


Orfini attacca Di Maio: "Vergognati e chiedi scusa su Bibbiano" -  IlGiornale.it

"Bersani lancia un campo progressista con M5S? Penso che per fare un campo progressista bisogna per prima cosa esserlo e non credo che chi ha scritto i decreti sicurezza, giusto per fare un esempio, si possa definire tale. Questa alleanza di governo ha una natura eccezionale ed emergenziale. E' vero che ha diverse anime ma se il Movimento 5 Stelle è questo, io non vedo alleanze per il futuro. Poi, se chiarirà la sua collocazione, diventando una forza diversa da quella che è oggi, valuteremo". Lo dice all'Adnkronos il deputato del Partito Democratico Matteo Orfini, commentando le dichiarazioni di Pier Luigi Bersani su un futuro campo progressista.

"Franceschini in Direzione ci diceva che c'è un'evoluzione del Movimento 5 Stelle rispetto al loro antiparlamentarismo poi, però, ho visto sugli autobus di Roma la loro campagna per il Sì: una poltrona tagliata. Verso messaggi di questo tipo, volgari e antipolitici, la nostra storia e identità dovrebbe portarci in un'altra direzione, cioè a stare con chi vota no", aggiunge.

"Il mio partito è il Pd e lo rimarrà finché esisterà. Credo che chi se ne è andato, vale per Bersani, come per Renzi e per Calenda, abbia fatto un errore. La scissione non è stata un bene né per il Partito Democratico né per chi ci ha lasciato. Io credo di essere la dimostrazione che si può stare in un partito anche se in minoranza e anche quando non si condividono alcune posizioni. Poi se non si è d'accordo, su alcuni temi e battaglie, se ne discute", afferma ancora.

Capitolo legge elettorale: "Siamo in alto mare perché non c'è un accordo di merito della maggioranza, sono molto preoccupato. Io credo, da sempre, poiché sono un proporzionalista della prima ora che serva un proporzionale con uno sbarramento robusto. Se dovesse vincere il Sì al referendum, cosa che spero non accada, è indispensabile una legge si quella natura per evitare ulteriori distorsioni".

(Fonte: Adnkronos)

Covid, Zingaretti e la lezioncina anti-Salvini: "Scellerati si tolgono la mascherina per farsi pubblicità". La replica è un gol a porta vuota: "Parla quello dell'aperitivo"

"Il tema oggi è non far rialzare la curva. E quindi continuare a dire a tutti, contro gli scellerati che per farsi pubblicità si tolgono la mascherina, che ci sono tre cose semplici che bisogna fare: mascherina, distanza di sicurezza e igiene delle mani". Così Nicola Zingaretti in un'intervista a Fanpage.it - (Nella foto il segretario Pd in un locale sui Navigli a Milano in piena emergenza sanitaria)


Aperitivo, incontri e interviste: le ultime tappe di Zingaretti ...

Botta e risposta tra Nicola Zingaretti e Matteo Salvini. Il segretario del Pd ha iniziato il suo sabato mattina con un attacco al leader della Lega. Il dem ha proposto un patto per i giovani, per la "generazione che pagherà più di altri gli effetti del Covid nel campo del lavoro, del debito pubblico che si sta facendo e dell’arretratezza del sistema Paese". A Fanpage Zingaretti non ha risparmiato il suo nemico da frecciatine: "Oggi il tema è non far rialzare la curva. E quindi continuare a dire a tutti, contro gli scellerati che per farsi pubblicità si tolgono la mascherina, che ci sono tre cose semplici ch bisogna fare: mascherina, distanza di sicurezza e igiene delle mani". 

Un chiaro riferimento al numero uno del Carroccio che, settimana scorsa, impegnato in un convegno in Senato con esperti e virologi, ha negato l'uso della mascherina. Non solo, l'ex ministro ha anche bocciato il saluto con il gomito, sollevando la peggiore delle polemiche. Così, ad oggi, la Lega replica all'attacco di Zingaretti. Una sola frase basta e avanza per demolirlo: "Parla quello dell'aperitivo".

 

(Fonte: Libero)

Sondaggi politici, boom di Giorgia Meloni: sfonda quota 15% e mette nel mirino il M5S. Lega sempre primo partito, stabile il Pd, Renzi non entrerebbe in Parlamento

Lorenzo Pregliasco (YouTrend) presenta la supermedia dei sondaggi elettorali della settimana del 17 luglio: Fratelli d'Italia non solo torna a crescere (+0,5%) ma fa registrare anche un nuovo record, sfondando infine quella soglia "psicologica". Si riavvicina al Movimento 5 Stelle (fermo al 16,0%), da cui lo separa ormai meno di un punto. Lega sempre in testa in lieve calo, i dem rimangono sotto di 5 punti. Italia Viva dell'ex premier sotto il 3%, sorpassata da La Sinistra


Fratelli d’Italia supera il 15% e arriva a un punto dal M5S. La Lega si conferma il primo partito nelle intenzioni di voto, anche se in calo. Piccola flessione anche per il Pd che rimane al secondo posto al 20,2%. È quanto emerge dall’ultima rilevazione della Supermedia dei sondaggi politici elaborata da YouTrend per Agi, che mostra come i primi quattro partiti in Italia siano racchiusi in una forbice di appena 11 punti percentuali.

I dati per ogni partito

La Lega, sempre al primo posto nelle intenzioni di voto, perde altri 4 decimi e va al 25,4%. Seguono il Partito Democratico (20,4%) e il Movimento 5 Stelle (16%). Fratelli d’Italia cresce di mezzo punto e supera per la prima volta il 15%, portandosi a meno di un decimo dal M5S: la distanza tra i due partiti non era mai stata così ristretta. Forza Italia (7,2%) sale di 4 decimi su base bisettimanale, mentre l’area riconducibile alla lista La Sinistra (3%) sorpassa Italia Viva (2,9%). Chiudono il quadro Azione (stabile al 2,7%), +Europa (in crescita al 2,1%) e i Verdi (in lieve calo all’1,6%).

Le aggregazioni per aree parlamentari

Aggregando i risultati sulla base degli attuali equilibri parlamentari, la maggioranza che appoggia il governo Conte otterrebbe il 42,2%, 6 punti e mezzo in meno rispetto all’opposizione di centrodestra (48,7%). Osservando invece le percentuali sulla base delle coalizioni che hanno preso parte alle elezioni politiche del 2018, il centrosinistra avrebbe il 28,1%, più di 20 punti in meno rispetto alla coalizione del centrodestra unito.

Nota metodologica

La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, realizzati dal 2 al 15 luglio dagli istituti Ipsos, Ixè, SWG e Tecnè. La ponderazione è stata effettuata il giorno 16 luglio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale.

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