Riaperture, il 79% degli italiani pensa di tornare al ristorante entro tre settimane. Col distanziamento più sicuro che a casa di amici

Il sondaggio di TheFork: la maggioranza è favorevole ai protocolli di sicurezza previsti dalle Linee Guida delle Regioni, anche se l'apertura dei soli posti all'aperto non trova tutti d'accordo


Mangiare all'aperto a Prati Roma, estate 2019: sette ristoranti con dehors

Il 79% degli italiani è pronto a tornare al ristorante entro le prossime tre settimane. Lo rivela un sondaggio di The Fork, secondo cui il 50% degli intervistati tornerà al ristorante nella settimana stessa della riapertura e il 28,5% nelle due settimane che seguiranno. 

Il 62,5% dichiara poi che andrà a mangiare fuori con la stessa frequenza di prima della crisi sanitaria. Inoltre, il 51% si sente più al sicuro a cena in un ristorante che rispetta le misure anti-covid che a mangiare a casa di amici mentre il 27% non ha saputo esprimere un parere a riguardo e il restante 22% si sente al contrario più in sicurezza nelle abitazioni private.

A proposito di restrizioni, TheFork ha chiesto ai suoi utenti se queste fossero un ostacolo per il ritorno in sala: il 56,5% risponde di no, il 31% ritiene che lo siano solo in parte, il 10% le reputa un fattore che influenza il proprio desiderio di tornare a mangiare fuori e, infine, il restante numero di rispondenti ha preferito non pronunciarsi.    

A fronte dei nuovi protocolli di sicurezza previsti dalle Linee Guida delle Regioni, per le riaperture dal 26 aprile, che indicano una distanza fra i tavoli di almeno un metro negli ambienti al chiuso, estendibili a due metri in base allo scenario di rischio, e di almeno un metro all’aperto, il 57% degli intervistati si è dichiarato molto d’accordo con il distanziamento di 2 metri e parzialmente d’accordo con l’apertura dei soli posti all’aperto (47%).

L’indagine di TheFork ha poi delineato il profilo di un consumatore diverso rispetto a quello pre-pandemia: l’89% degli intervistati dichiara che alla riapertura prenoterà il tavolo con anticipo e l’87% lo farà online, prediligendo gli spazi all’aperto (74%).

Ben il 71% si accerterà delle misure di sicurezza adottate prima di recarsi al ristorante e il 69% dichiara che lo farà attraverso le recensioni. Poco meno della metà degli intervistati (48,9%) poi sceglierà orari e giorni non di punta per recarsi a mangiare fuori. Ultimo ma non meno importante è l’aspetto economico: per il 35% dei rispondenti sarà importante prestare maggiore attenzione alle spese quando si andrà al ristorante.

"Quest'anno ci ha insegnato che il futuro è incerto - afferma Andrea Arizzi, Head of New Business di TheFork - che tutto può cambiare dall'oggi al domani, ma siamo ottimisti e non rinunceremo al piacere della gastronomia e della convivialità. Abbiamo fiducia nei ristoratori che hanno dimostrato tenacia, agilità e creatività in questo contesto senza precedenti, ma anche negli utenti, che sono desiderosi di vivere esperienze fuori casa, dimostrando solidarietà con le imprese locali".

 

(Fonte: Agi)

Covid, 7 proposte dal mondo dello spettacolo per ricominciare in sicurezza

Nessuna sperimentazione, ripensare e allargare le capienze delle location, superare il sistema delle zone a colori per il contenimento del contagio Covid, sistema pronto a cambiare ogni 7 o 15 giorni. Claudio Trotta, portavoce di #ricominciamo, il dettagliato protocollo operativo per la riapertura di tutti gli spazi dello spettacolo dal vivo e degli eventi presentato il 22 febbraio scorso, risponde in 7 punti alle dichiarazioni di ieri del ministro della Cultura, Dario Franceschini


Sette punti che ribadiscono alcuni punti fondamentali del protocollo e la sua importanza:

1) "Non vi è alcuna necessità di sperimentazioni relativamente alla organizzazione di eventi pubblici che rispettino protocolli di sicurezza".

2) "Le capienze degli spazi dove si svolgono spettacoli ed eventi pubblici dovranno essere determinate localmente sulla base di dimensioni e caratteristiche degli stessi e conseguentemente alle diverse applicazioni delle modalità organizzative possibili indicate nel protocollo #ricominciamo".

3) "Il nostro protocollo sottoscritto da più di 80 diverse sigle del mondo dello spettacolo è il frutto di 6 mesi di lavoro collettivo e condiviso di professionisti e medici del settore".

4) "Oltre ai complimenti e a un parziale riconoscimento chiediamo al Ministro Franceschini di provare concretamente, finalmente, il riconoscimento del settore, ottenuto con tanta fatica attraverso proposte operative e perseveranza dialettica".

5) "Vanno concepiti e applicati ristori 'ad hoc' per chi riaprirà applicando il protocollo e, soprattutto, farà lavorare. Il ristoro dovrebbe essere parametrato all'effettivo lavoro creato nello spettacolo, non solo alla mera riapertura".

6) "Andranno sostenuti alcuni comparti che non potranno ripartire neanche con parametri allargati (piccoli live club, dancing, piccoli teatri), che pur hanno dato lavoro da sempre a migliaia di lavoratori dello spettacolo e nutrito le anime di milioni di persone".

7) "Sarà determinante il superamento del sistema dei colori che non può essere sostenuto da nessun tipo di spettacolo che necessita programmazione, produzione e promozione, attività incompatibili con una modalità di cambiamento settimanale o quindicinale della possibilità di lavorare. Questo sistema, inoltre, con la sua congenita precarietà, inibisce la potenzialità imprenditoriale e la necessità di poter vendere biglietti fuori dal proprio territorio regionale", scrive Trotta, che conclude con l'auspicio più concreto: "Crediamo che il lavoro, il fare, sia l’unica azione possibile".

 

(Fonte: Adnkronos)

Cammini guardando lo smartphone? Google ti "sgrida": ecco come funziona la nuova app per il benessere digitale

Applicazione sui modelli Pixel a marchio Google, invierà una una notifica se si accorge che l'utente è chino con la testa verso il basso, durante il movimento a piedi. L'obiettivo è spingere le persone a prestare maggiore attenzione all'aperto quando, come spesso accade, sono con gli occhi puntati sullo schermo


New York, sanzione per chi cammina guardando lo smartphone - IlGiornale.it

Google ha aggiornato la versione beta della sua app 'Benessere Digitale', che introduce una funzione chiamata 'Heads Up'. Questa è pensata per salvaguardare le persone che rischiano di distrarsi guardando lo smartphone mentre camminano per strada.

Nello specifico, l'app finora individuata solo sui modelli di smartphone Pixel a marchio Google, invia una notifica se si accorge che l'utente è chino con la testa verso il basso, durante il movimento a piedi.

Per farlo, 'Heads Up' utilizzerà le stesse autorizzazioni richieste da altre piattaforme del gruppo, come Google Fit, tra cui il GPS e lo spostamento del segnale tra le celle telefoniche, così da registrare automaticamente l'attività fisica e capire il movimento di un soggetto all'esterno. Se lo smartphone rileva che è in corso sul display l'utilizzo di qualche app o lo scrolling delle pagine, manda un avviso. L'obiettivo è spingere le persone a prestare maggiore attenzione all'aperto quando, come spesso accade, sono con gli occhi puntati sullo schermo.

Attualmente in fase di rollout, l'aggiornamento si presenta con questo testo: "Se cammini mentre usi il telefono, ricevi un promemoria per concentrarti su ciò che ti circonda. Da utilizzare con cautela: Head Up non rimpiazza il prestare attenzione all'ambiente circostante". La funzione 'Heads Up' può essere attivata dal menu di Benessere Digitale, da cui è anche possibile disabilitarla, qualora non la si voglia più utilizzare. L'app è disponibile sul Play Store di Android e da qui verrà aggiornata nelle prossime settimane, con tempistiche e Paesi ancora non comunicati da Google.

 

(Fonte: Ansa)

Allarme Covid, Olimpiadi di Tokyo senza spettatori stranieri. Gli organizzatori dei Giochi hanno giù perso 13 miliardi per il posticipo di un anno

Secondo l'agenzia Kyodo il governo giapponese ritiene che l'accoglienza degli spettatori dai Paesi stranieri comporterebbe una variabile di rischio tropo elevata in considerazione delle varianti del virus, responsabili dirette del recente aumento dei contagi della malattia. L'annuncio ufficiale atteso a fine marzo


Nel tentativo di contenere un'ulteriore diffusione del coronavirus, il governo giapponese avrebbe deciso di escludere gli spettatori stranieri dalla Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo in programma questa estate.  Lo anticipa l'agenzia Kyodo, citando fonti a conoscenza del dossier. La disposizione finale verrà comunicata a fine mese in occasione della riunione tra il Cio e gli organizzatori dei Giochi.

Il governo di Tokyo ritiene che l'accoglienza degli spettatori dai Paesi stranieri comporterebbe una variabile di rischio tropo elevata in considerazione delle varianti del virus, responsabili dirette del recente aumento dei contagi della malattia, spiega ancora la fonte. Malgrado l'attuale chiusura delle frontiere, il Giappone fa fatica a ridurre il numero delle infezioni che hanno mostrato un picco con 2.500 casi giornalieri in media a Tokyo a inizio anno.

La decisione di non accettare spettatori stranieri, tuttavia, dovrà fare i conti con la drastica revisione al ribasso dei maggiori introiti previsti dalla presenza dei visitatori dall'estero. In base alle stime più recenti, il posticipo di un anno è costato agli organizzatori almeno 1.640 miliardi di yen, l'equivalente di 12,7 miliardi di euro, e il comitato organizzatore puntava a ricavare circa 90 miliardi di yen dalle vendite dei biglietti per assistere agli eventi sportivi. L'inizio delle Olimpiadi è previsto il 23 luglio fino all'8 agosto. Le Paralimpiadi sono invece in programma dal 24 agosto e al 5 settembre.

Dad nel mirino del cybercrime: a gennaio attacchi informatici aumentati del 60%

La ricerca di Kaspersky preoccupa le famiglie: la più colpita e anche la più popolare è Zoom, con più di 300 milioni di utenti al giorno. La seconda piattaforma più sfruttata dai cybercriminali è stata Moodle, seguita da Google Meet


Dalla didattica a distanza all'aumento dei bus, come funziona la scuola  regione per regione - Il Sole 24 ORE

Le piattaforme di didattica a distanza si confermano nel mirino degli hacker, con oltre un miliardo di ragazzi nel mondo costretti dalla pandemia all'e-Learning (dati del World Economic Forum).

Secondo una ricerca di Kaspersky, a gennaio gli attacchi contro i servizi online dedicati alla scuola sono aumentati del 60% rispetto alla prima metà del 2020, con oltre 270mila utenti che da luglio a dicembre 2020 sono stati colpiti da minacce che hanno usato come esca le piattaforme di apprendimento.

La più colpita e anche la più popolare è Zoom, con più di 300 milioni di utenti al giorno. La seconda piattaforma più sfruttata dai cybercriminali è stata Moodle, seguita da Google Meet.

Il numero di utenti che hanno incontrato queste minacce è aumentato per tutte le piattaforme tranne Google Classroom.

Kaspersky stima che circa il 98% delle minacce incontrate erano 'not-a-virus', che si dividono in adware e riskware. L'adware bombarda gli utenti con annunci pubblicitari indesiderati, mentre il riskware è costituito da vari file - dalle barre degli strumenti del browser agli strumenti di amministrazione remota - che possono eseguire varie azioni sul computer dell'utente senza il suo consenso.

Le minacce che sfruttano popolari app per video riunioni e piattaforme di corsi online raggiungono l'utente attraverso falsi installatori di applicazioni, con cui entrano in contatto su siti web non ufficiali progettati per sembrare le piattaforme originali o all'interno di e-mail di phishing camuffate da offerte speciali o da notifiche della piattaforma.

 

(Fonte: Ansa)

Monopattini elettrici, a Firenze scatta l'obbligo del casco (per tutti). Il sindaco Nardella: "Avanti con mobilità sostenibile e sicurezza"

Multe da 42 a 173 euro se nel centro abitato e da 87 a 344 euro se fuori. Sono le sanzioni previste per chi non indossa il casco mentre guida un monopattino elettrico: l'obbligo a Firenze parte da oggi (e riguarda anche i mezzi a noleggio). Ancora nessuna novità, fanno sapere da Palazzo Vecchio, dal Tar che è stato coinvolto dopo il doppio ricorso da parte delle aziende che gestiscono lo sharing e che hanno richiesto l'annullamento dell'ordinanza del sindaco Dario Nardella. Lo stesso Nardella ha ricordato, con un tweet, che "da oggi a Firenze è obbligatorio indossare il casco alla guida dei monopattini elettrici. Avanti per una città attenta alla mobilità sostenibile e alla sicurezza dei suoi cittadini".

 

(Fonte: Ansa)

Telegram e la sfida definitiva a WhatsApp: si potranno importare chat, foto e video. Ecco come funziona il "trasloco" diretto per gli utenti Android e Apple

Dopo il recente polverone sulla privacy, nuova offensiva del principale rivale dell'applicazione di messaggistica di proprietà di Facebook, che intanto nel Regno Unito scivola dall'ottavo al 23esimo posto nei download


Pavel Durov di Telegram: WhatsApp è pericoloso | Webnews

L'app Telegram approfitta della recente polemica su WhatsApp che vuole aggiornare i propri termini d'uso e la propria informativa per la privacy, per introdurre una novità per strappare utenti alla concorrenza. Ha lanciato un aggiornamento che consente di passare all'app senza perdere lo storico di tutte le conversazioni su WhatsApp.

L'aggiornamento dell'app - spiega Telegram sul suo blog - è disponibile sia per iPhone sia per Android.

Inoltre, i messaggi e i contenuti spostati non occupano spazio extra.

La discussione globale delle ultime settimane sulla privacy di WhatsApp ha fatto sì che più di 100 milioni di persone scaricassero Telegram a gennaio. A spese di WhatsApp. I dati della società di analisi App Annie, come scrive The Guardian, mostrano ad esempio solo nel Regno Unito che la chat di proprietà di Facebook è passata dall'ottava app più scaricata nel paese al 23esimo posto.

Dopo il polverone sulla privacy, WhatsApp ha spostato al 15 maggio l'entrata in vigore delle nuove policy, che non toccano però l'Europa protetta dallo scudo del Gdpr, la legge europea sulla privacy in vigore dal 2018.

Come si esportano le chat da Whatsapp a Telegram

Agli utenti Android per esportare una chat basta aprire WhatsApp, cliccare su uno dei contatti, premere sui tre puntini in verticale che si trovano vicino all'icona del telefono, selezionare prima  "Altro" e poi "Esporta Chat", quindi cliccare su Telegram.

Per gli utenti Apple la procedura è invece leggermente diversa: dopo aver aperto una chat, si deve cliccare in alto dove si trova l'icona del contatto, selezionare "Esporta Chat" e indicare Telegram come destinazione delle conversazioni e dei file scambiati. 

Per trasferire la cronologia delle chat di WhatsApp a Telegram, è necessario avere installato le ultime versioni di entrambe le app. Non esiste ancora un modo per importare più conversazioni contemporaneamente, quindi bisognerà pazientemente far migrare una chat alla volta.

Pandemia, aeroporti vuoti nel 2020: -140 milioni di passeggeri rispetto al 2019. "Per ripartire necessario accelerare sulle risorse"

Secondo i dati elaborati da Assaeroporti, a causa della pandemia da Covid-19 e delle conseguenti restrizioni alla libera circolazione tra Stati, nel 2020 in Italia non hanno volato 7 passeggeri su 10 e ad essere maggiormente penalizzate sono state le destinazioni extra-UE (-81,2%). Altrettanto netto il calo del traffico Ue, -77,5%, mentre più contenuto, ma comunque significativo, quello dei voli domestici, -61,3%


Il sistema aeroportuale italiano chiude il 2020 con soli 53 milioni di passeggeri contro i 193 milioni del 2019. E' quanto emerge dai dati di consuntivo di Assaeroporti, che evidenzia come si tratti di "un calo drammatico per gli scali nazionali che perdono in un anno 140 milioni di viaggiatori, ovvero il 72,6% del traffico".

Secondo i dati elaborati da Assaeroporti, a causa della pandemia da Covid-19 e delle conseguenti restrizioni alla libera circolazione tra Stati, nel 2020 in Italia non hanno volato 7 passeggeri su 10 e ad essere maggiormente penalizzate sono state le destinazioni extra-UE (-81,2%). Altrettanto netto il calo del traffico Ue, -77,5%, mentre più contenuto, ma comunque significativo, quello dei voli domestici, -61,3%. Inoltre, le rotte nazionali, che nel 2019 appresentavano il 33% del traffico complessivo, nel 2020 raggiungono un peso di circa il 50%.
   

"I risultati del 2020 confermano le fosche previsioni di un anno disastroso per gli scali aeroportuali italiani". E' il commento del presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona. "Il Governo si è mosso su sollecitazione di Assaeroporti, che ha trovato nella ministra De Micheli un'interlocutrice attenta e sensibile, e ha messo in campo misure sia di natura economica per la compensazione dei danni subiti dai gestori aeroportuali, sia in materia di ammortizzatori sociali. La situazione rimane però pesantissima", prosegue Palenzona. "Da parte loro i gestori hanno realizzato importanti investimenti, soprattutto a favore della sicurezza dei viaggiatori. Per la ripartenza - aggiunge - è necessario accelerare l'erogazione delle risorse già stanziate a favore degli aeroporti e prevedere la proroga della cassa integrazione per tutelare i livelli occupazionali. Non vanno perse le opportunità offerte dal Recovery Fund, tenuto conto che gli aeroporti sono strategici per la ripresa dell'economia, del turismo e per la connettività del Paese". 

 

(Fonte Ansa)

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