updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

Scuola, da lunedì 26 aprile in classe quasi il 90% degli alunni italiani

Da lunedì 26 aprile almeno 7,6 milioni di alunni saranno in classe (l’89,5%). In base alla capienza delle scuole e al 'colore' delle Regioni, il numero di alunni in presenza per tutti gli ordini di scuola sarà compreso in una forchetta tra 7,6 e 8,5 milioni. In particolare dal 26 aprile il numero degli alunni in classe potrebbe oscillare complessivamente – secondo le stime di Tuttoscuola – tra 7.611.372 e 8.506.765, cioè tra l’89,5% e il 100% dell’intera popolazione scolastica delle scuole statali e paritarie. La variabilità riguarda le superiori. In ogni caso si registrerà un significativo incremento rispetto ai 6 milioni e 850mila alunni (l’80,5%) a scuola in questa settimana.

Riaperture, Speranza: "Dobbiamo essere prudenti per avere un'estate di ripresa e rinascita". E sui vaccini... - (VIDEO)

"Dobbiamo essere tempestivi nelle chiusure quando serve e abbiamo il dovere di costruire una road map per l'allentamento delle misure sempre approvate all'unanimità dal Consiglio dei ministri". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, aprendo un capitolo dedicato alle possibili riaperture in Italia durante l'informativa urgente alla Camera sulla campagna vaccinale contro Covid-19 - (VIDEO)


Nuovo Dpcm, Roberto Speranza: 'Serve dire la verità al Paese'

"In questo periodo di transizione, soprattutto nei prossimi due mesi, dobbiamo muoverci con senso di responsabilità. La prudenza  e un accorto gradualismo nelle riaperture, è il più forte investimento che possiamo realizzare per una estate di ripresa e rinascita". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso dell’informativa in aula alla Camera sull'aggiornamento della campagna vaccinale. 

"Dall’esperienza di questi mesi abbiamo imparato che i tempi delle decisioni nel contrasto al virus sono determinanti. Bisogna essere tempestivi nelle chiusure e non sbagliare tempi e modi delle riaperture - ha avvertito - per non vanificare rapidamente i sacrifici fatti".

 "Certo - ha aggiunto - va data risposta alle preoccupazioni degli italiani, alla crescita intollerabile delle nuove povertà, alle difficoltà delle imprese e dei lavoratori. Ma non esistono risposte semplici a problemi complessi con un elevato numero di variabili".

Secondo il ministro "Non ci possono essere dubbi o esitazioni. solo vaccinando decine di milioni di italiani riconquisteremo le nostre libertà e sarà possibile una duratura ripresa economica". 

 "Le misure adottate stanno funzionando - ha sottolineato - mentre in altri paesi europei, penso ad esempio alla Germania, si registra, purtroppo, un nuovo peggioramento della situazione, in Italia per la terza settimana consecutiva scende l’incidenza e l’RT sui casi sintomatici è pari a 0,92 (0,82 - 1,01)". 

Speranza ha ribadito che "Ogni nostra scelta, anche sui vaccini, è da sempre guidata dall’evidenza scientifica e dal principio di precauzione".

 "È un tratto distintivo della nostra cultura scientifica e delle buone pratiche della sanità pubblica italiana - ha proseguito - da questo orientamento di fondo non ci siamo mai spostati nemmeno di un millimetro. Abbiamo sempre deciso sulla base delle evidenze scientifiche, delle informazioni in nostro possesso, di concerto con Ema e Aifa"

È una garanzia per tutti i cittadini europei - ha concluso - che, con la farmacovigilanza, vengano costantemente monitorate l’efficacia dei vaccini e le eventuali reazioni avverse. È un tratto di serietà che dobbiamo rivendicare, perché testimonia il rigore scientifico e il senso di responsabilità con cui lavoriamo per il bene dei cittadini". 

Riaperture a maggio, le proposte delle Regioni al governo. Il neo presidente Fedriga: "Pronti a garantire la massima sicurezza"

Riapertura a maggio di ristoranti a pranzo e a cena sfruttando gli spazi all'aperto. Ma ripartenza anche per palestre, cinema, teatri e musei. Le ipotesi nella bozza che sarà presentata nella Conferenza Stato-Regioni di giovedì


Maggio sarà il mese delle riaperture». Ecco le proposte delle Regioni

Le Regioni sono pronte a presentare la bozza con le linee guida per far ripartire tutte le attività al Governo, mantenendo le misure per evitare il contagio da coronavirus. Il documento sarà presentato giovedì, nel corso della Conferenza Stato-Regioni, quando sarà discussa l'eventualità di un allentamento di misure, divieti e restrizioni anti Covid in Italia se l'andamento dei contagi e della campagna vaccinale lo consentiranno.

"Sulle riaperture ci vuole un cambio di passo, dobbiamo definire un calendario preciso di riaperture. Per me già a fine mese ci possono essere le condizioni per alcune riaperture, consapevoli che ogni giorno lo scenario cambia", ha affermato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ospite di '24 Mattino' su Radio24. "Bar, ristoranti all'aperto con distanziamento sono i settori a cui una risposta va data presto. Poi pensare alle riaperture di quei settori che hanno bisogno di programmare", ha aggiunto.

BOZZA

Regioni e Lega chiedono zone gialle e riaperture. Draghi resta prudente |  il manifesto

"Obiettivo del documento che presenteremo al governo giovedì - dice all'Adnkronos il neo presidente della conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia- è garantire la massima sicurezza quando ci saranno le riaperture". Già, ma quando? E' presto per dirlo. Anche se il ministro Giancarlo Giorgetti si mostra fiducioso: "La decisione sulle riaperture sarà presa probabilmente la prossima settimana dal Consiglio dei ministri", dice a margine dell'incontro con il Fipe.

Per Draghi però c'è una condizione che viene prima di tutte le altre: la tutela della salute. Dunque riaprire solo se la curva epidemiologica e la campagna vaccinale lo consentiranno, dopo aver 'scudato' anziani e fragili. Perciò tutto è ancora da vedere, "alla luce dei contagi e del quadro, per giunta col l'altolà al vaccino J&J - ragiona un ministro 'rigorista' - è lunare ora pensare di tornare a vivere di sera". Ma una parte dell'esecutivo e delle Regioni sembra voler accelerare.

COPRIFUOCO

Nel governo, qualcuno -spiegano fonti dell'esecutivo all'Adnkronos- valuta l'ipotesi di spostare più avanti le lancette del coprifuoco, dalle 22 a mezzanotte, una richiesta che potrebbe essere avanzata già la settimana prossima. E che farebbe il paio, si ragiona nel governo, con la richiesta che sarebbe stata avanzata dal premier Mario Draghi al Cts, ovvero mettere nero su bianco dei protocolli che non siano anti-economici, con un occhio attento ai settori più in sofferenza. E non c'è dubbio che quello dei ristoranti lo sia.

MUSEI, CINEMA E TEATRI

A maggio dovrebbero riprendere anche le attività culturali di cinema e teatri. Il ministro Franceschini ha presentato un nuovo protocollo al Comitato tecnico scientifico, per consentire che la riapertura, già prevista nelle 'Zone gialle', possa avvenire con una maggiore presenza di pubblico. Il ministro ha proposto inoltre di consentire alle regioni di sperimentare in determinati luoghi all’aperto, eventi con numero maggiore di spettatori, introducendo misure aggiuntive di sicurezza, come già avvenuto in altri paesi europei.

SPORT

A giugno si torna allo stadio, con l'Olimpico di Roma aperto per Euro 2021, con il 25% del pubblico -almeno- sugli spalti. "Abbiamo lavorato tanto per ottenere questo risultato che non riguarda solo il calcio, ma tutto lo sport italiano. Non si tratta solo di riaprire uno stadio, ma di un momento simbolo. Quel giorno - è l’auspicio di tutti sarà il momento culmine di un percorso di ripartenza di tutto il movimento sportivo". Sono le parole del Sottosegretario al Governo con delega allo sport Valentina Vezzali all'Adnkronos dopo l'ok del Governo al pubblico agli Europei per almeno il 25% della capienza come richiesto dal'Uefa.

Quanto alla riapertura delle palestre, allo stato attuale l’ipotesi sarebbe quella di un via libera solo a lezioni individuali.

SPERANZA

"Premesso che tutto dipenderà dai dati, l'ipotesi di lavorare in modo particolare" sulle riaperture per attività "all'aperto è un'ipotesi che personalmente mi convince molto. Poi dovremo chiaramente confrontarci con i nostri scienziati e con i nostri tecnici in sede di governo, ma tutti i dati che ho visto indicano che all'aperto c'è sicuramente una minore possibilità di contagio", ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, nel suo intervento a Porta Porta, in onda questa sera su Raiuno. "Credo quindi - ha aggiunto Speranza - che la stagione della primavera inoltrata potrà aiutarci a recuperare alcune attività all'aperto".
"Abbiamo bisogno di essere prudenti perché fare un passo un po' più lungo può farci tornare indietro -ha rimarcato il ministro-. La volontà di tutto il governo però va nella direzione di verificare settimana per settimana i dati del contagio e costruire una modalità che ci consenta di far ripartire una serie di attività ma senza correre rischi e di ripartire in sicurezza". Alla domanda se ci si possa aspettare le riaperture nel mese di aprile, Speranza ha risposto: "Questo ce lo diranno i dati. Il decreto vigente dura fino al 30 aprile, credo sia sicuramente lecito aspettarsele per maggio".

 

(Fonte: Adnkronos)

Covid, 7 proposte dal mondo dello spettacolo per ricominciare in sicurezza

Nessuna sperimentazione, ripensare e allargare le capienze delle location, superare il sistema delle zone a colori per il contenimento del contagio Covid, sistema pronto a cambiare ogni 7 o 15 giorni. Claudio Trotta, portavoce di #ricominciamo, il dettagliato protocollo operativo per la riapertura di tutti gli spazi dello spettacolo dal vivo e degli eventi presentato il 22 febbraio scorso, risponde in 7 punti alle dichiarazioni di ieri del ministro della Cultura, Dario Franceschini


Sette punti che ribadiscono alcuni punti fondamentali del protocollo e la sua importanza:

1) "Non vi è alcuna necessità di sperimentazioni relativamente alla organizzazione di eventi pubblici che rispettino protocolli di sicurezza".

2) "Le capienze degli spazi dove si svolgono spettacoli ed eventi pubblici dovranno essere determinate localmente sulla base di dimensioni e caratteristiche degli stessi e conseguentemente alle diverse applicazioni delle modalità organizzative possibili indicate nel protocollo #ricominciamo".

3) "Il nostro protocollo sottoscritto da più di 80 diverse sigle del mondo dello spettacolo è il frutto di 6 mesi di lavoro collettivo e condiviso di professionisti e medici del settore".

4) "Oltre ai complimenti e a un parziale riconoscimento chiediamo al Ministro Franceschini di provare concretamente, finalmente, il riconoscimento del settore, ottenuto con tanta fatica attraverso proposte operative e perseveranza dialettica".

5) "Vanno concepiti e applicati ristori 'ad hoc' per chi riaprirà applicando il protocollo e, soprattutto, farà lavorare. Il ristoro dovrebbe essere parametrato all'effettivo lavoro creato nello spettacolo, non solo alla mera riapertura".

6) "Andranno sostenuti alcuni comparti che non potranno ripartire neanche con parametri allargati (piccoli live club, dancing, piccoli teatri), che pur hanno dato lavoro da sempre a migliaia di lavoratori dello spettacolo e nutrito le anime di milioni di persone".

7) "Sarà determinante il superamento del sistema dei colori che non può essere sostenuto da nessun tipo di spettacolo che necessita programmazione, produzione e promozione, attività incompatibili con una modalità di cambiamento settimanale o quindicinale della possibilità di lavorare. Questo sistema, inoltre, con la sua congenita precarietà, inibisce la potenzialità imprenditoriale e la necessità di poter vendere biglietti fuori dal proprio territorio regionale", scrive Trotta, che conclude con l'auspicio più concreto: "Crediamo che il lavoro, il fare, sia l’unica azione possibile".

 

(Fonte: Adnkronos)

Riaperture, Sileri annuncia la data: "Dal primo maggio, ma con gradualità e giudizio". Il peso della campagna vaccinale

Il sottosegretario alla Salute, Perpaolo Sileri ha ribadito ad Agorà che la data della riapertura "è guidata dalle vaccinazioni. Le vaccinazioni procedono, e quando hai vaccinato il 75% degli over 80, il 75% tra i 70-79enni, e hai protetto tutti i fragili, trovare un anziano in terapia intensiva dovrebbe essere un evento sporadico"


Riaperture, la data c'è. Dal 19 aprile ripartenza per ristoranti, bar,  cinema e teatri. Ma Speranza... - Secolo d'Italia

"Abbiamo i dati in miglioramento, l'R0 è sceso a 0,92 la scorsa settimana e verosimilmente anche questa settimana continuerà a scendere ma per le riaperture bisogna procedere con giudizio, altrimenti rischiamo di aprire in anticipo e poi dovere richiudere". Lo ha detto ad Agorà su Rai 3 il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri.

"Immagino che consolidando i dati, scendendo largamente sotto un'incidenza di 180 casi ogni 100mila abitanti, a quel punto dal 1 di maggio si potrà tornare a una colorazione più tenue delle Regioni. Riaprire i ristoranti potrebbe essere fattibile - ha osservato -  però non dal primo maggio secondo me, ma progressivamente di settimana in settimana nel mese di maggio, fino ad arrivare ai primi di giugno con una riapertura modello inglese".

Sileri ha ribadito che la data della riapertura "è guidata dalle vaccinazioni. Le vaccinazioni procedono, e quando hai vaccinato il 75% degli over 80, il 75% tra i 70-79enni, e hai protetto tutti i fragili, trovare un anziano in terapia intensiva dovrebbe essere un evento sporadico. Ecco perché - ha concluso il sottosegretario - la campagna vaccinale doveva iniziare dagli anziani e deve continuare con gli anziani, senza nessuna deroga".

"Non so se il governo impugnerà o no la decisione di De Luca. Spero che non ve ne sarà bisogno. È nell'interesse della regione stessa partire dagli anziani", ha aggiunto rispondendo alla domanda se il governo intende impugnare la decisione del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, di non rispettare il parametro delle fasce di età per la vaccinazione. 

"C'è un piano nazionale che è stato condiviso dalla conferenza Stato-Regioni ed è un piano nazionale su base medica", ha spiegato Sileri. "Se non viene applicato si rischia tra un mese di trovarsi le terapie intensive piene e non poter riaprire. Questo è il vero problema. Se proteggi gli anziani riapri".

Draghi alla Camera: "Pensiamo alle riaperture, a cominciare dalla scuola". Al Senato aveva ammonito le Regioni: "Differenze sui vaccini difficili da accettare, seguano il piano nazionale" (VIDEO)

L'aula del Senato ha approvato con 231 voti favorevoli, 25 contrari e 11 astenuti la risoluzione depositata dalle forze di maggioranza sulle comunicazioni del premier Draghi in vista del Consiglio europeo. "Abbiamo quattro vaccini sicuri e efficaci, ad aprile arriva anche Johnson&Johnson". Lo ha detto il presidente del Consiglio, parlando dell'emergenza Covid. "E' bene cominciare a pianificare le riaperture: speriamo di riaprire le scuole fino alle primaria dopo Pasqua", ha aggiunto - (VIDEO Camera - VIDEO Senato)


Dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio al Senato, il premier Mario Draghi interviene alla Camera dei Deputati. "Il governo renderà pubblici questa settimana tutti i dati" sui vaccini "sul sito della Presidenza del Consiglio, Regione per Regione, categoria di età per categoria di età". Lo dice il premier Mario Draghi nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue. "Quello che abbiamo da imparare è che una volta che abbiamo una logistica efficiente, e l'abbiamo, con meno requisiti formali e con un maggior pragmatismo - ovvero, quello che si dice con una "brutta parola", con una sburocratizzazione del processo - si arriva anche ad una maggiore velocità", dice il premier Mario Draghi nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue.

L'Aula del Senato ha approvato con 231 voti favorevoli, 25 contrari e 11 astenuti la risoluzione depositata dalle forze di maggioranza sulle comunicazioni del premier Draghi in vista del Consiglio europeo di domani.

Il documento ha le firme dei capigruppo di Pd, M5s, Lega, Forza Italia, gruppo Misto, Italia viva, Europeisti-Maie-Centro democratico e il gruppo delle Autonomie. Bocciate le altre 4 risoluzioni sottoscritte - in ordine di presentazione - da tre senatori del gruppo Misto (Elena Fattori, Gianluigi Paragone e Mattia Crucioli) e dal capogruppo di Fratelli d'Italia, Luca Ciriani.

LE COMUNICAZIONI DI DRAGHI AL SENATO

Agli scranni del governo, accanto al premier i ministri della Pubblica Istruzione Renato Brunetta quello dell'Innovazione tecnologica Vittorio Colao, il titolare dei Rapporti con il Parlamento Federico D'inca', la ministra degli Interni Luciana Lamorgese e quello dell'Agricoltura Stefano Patuanelli.

"Le comunicazioni alle Camere consentono un pieno coinvolgimento del Parlamento. Si tratta di un passaggio importante" e "prima di tutto vorrei esprimere forte soddisfazione per la partecipazione del presidente degli Usa Biden a un segmento del Consiglio ", presenza che "conferma la volontà di imprimere un forte slancio alle relazioni con l'Ue", ha detto il premier.

"A un anno di distanza dobbiamo fare tutto il possibile per la soluzione della crisi. Sappiamo come farlo, abbiamo 4 vaccini sicuri e efficaci, ad aprile arriva anche Johnson&Johnson. L'obiettivo è vaccinare quante più persone possibile nel più breve tempo possibile", ha detto Draghi parlando di un "messaggio di fiducia".

"Siamo già all'opera per compensare il ritardo di questi mesi. L'accelerazione della campagna vaccinale è già visibile nei dati. Nelle prime tre settimane di marzo la media delle somministrazioni è stata pari a 170mila dosi al giorno, più del doppio della media dei due mesi precedenti. Il nostro obiettivo è portare il ritmo a mezzo milione al giorno". "Accelerare con la campagna vaccinale è essenziale per frenare il contagio, per tornare alla normalità e per evitare il sorgere di nuove varianti", sottolinea Draghi. E il premier argomenta: "se paragonate al resto d'Europa, le cose qui già ora vanno abbastanza bene. Per vaccini fatti, l'Italia è seconda dopo la Spagna, ma per i noti motivi l'Unione Europea si colloca dietro molti altri Paesi. Nel Regno Unito, giusto per fare un esempio, la campagna vaccinale procede più rapidamente, anche se bisogna dire che le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi in numero sono paragonabili a quelle dell'Italia. Però vediamo cosa abbiamo da imparare da quell'esperienza e anche da quella di altri Paesi". "Ovviamente hanno iniziato due mesi prima, anche questo per i noti motivi. Ma lì si utilizza un gran numero di siti vaccinali e un gran numero di persone è abilitato a somministrare i vaccini. Nonché ovviamente il richiamo della seconda dose è stato spostato nel tempo rispetto a quanto avviene in Europa", conclude. 

Le differenze tra le Regioni nella somministrazioni delle dosi "sono difficili da accettare. Le Regioni seguano le priorità del piano nazionale", ha detto ancora Draghi nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio Ue. "Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del Ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale. Dobbiamo essere uniti nell'uscita dalla pandemia come lo siamo stati soffrendo, insieme, nei mesi precedenti", ha detto ancora Draghi.

"Si parla molto di autonomia strategica, in riferimento alla sicurezza e al mercato unico, ma la prima autonomia strategica è quella dei vaccini, oggi".  

"Mentre stiamo vaccinando è bene cominciare a pianificare le aperture", ha detto ancora Draghi. "Noi stiamo guardando attentamente i dati sui contagi, ma insomma se la situazione epidemiologica lo consentirà la scuola aprirà in primis, anche nelle zone rosse", aggiunge. "Cominceremo a riaprire le scuole primarie e la scuola dell'infanzia anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni, ovvero speriamo subito dopo Pasqua". 

"Il governo intende assicurare la massima trasparenza sui vaccini e e renderà pubblici i dati sul sito della presidenza del Consiglio".

"Dobbiamo chiedere alle case farmaceutiche il pieno rispetto degli impegni, in sede europea. Dobbiamo ricostruire una filiera che non sia vulnerabile agli choc e alle decisioni che avvengono all'esterno", ha spiegato ancora Draghi.

"Finora Covax ha assicurato quasi 30 milioni di dosi, il nostro auspicio è renedere sempre più efficace questo meccanismo", ha detto il premier. "Sulla campagna vaccinale è necessario rafforzare la credibilità dell'Ue", aggiunge.

Il processo di digitalizzazione in Ue "non sarà facile. In Italia il programma Next Generation Ue offre un'enorme possibilità, il 20% dei fondi riguarda proprio la trasformazione digitale, ma lo sviluppo di questi settori non può prescindere dall'equa distribuzione dei proventi. Riteniamo che il Consiglio Ue debba procedere ad una soluzione globale su una tassazione digitale entro la metà del 2021 e credo sia possibile grazie all'apporto degli Usa con la nuova amministrazione".  

"Un futuro migliore per l'Europa unita passa attraverso un'azione concreta sull'occupazione, soprattutto giovanile, sulle pari opportunità, sui diritti sociali. Vogliamo organizzare e occuparci di questi temi in un "Vertice Sociale" che sarà organizzato il 7-8 maggio dalla Presidenza di turno portoghese del Consiglio dell'Unione europea". "Ed è il tema che dobbiamo mettere al centro della Conferenza sul Futuro dell'Europa che prenderà il via il 9 maggio. I giovani e l'occupazione giovanile: questo è al centro del futuro dell'Europa. Per questo appuntamento sollecitiamo la partecipazione attiva di tutti i cittadini europei e dei parlamenti nazionali", aggiunge Draghi concludendo: "L'uscita dalla pandemia rappresenta la principale sfida di tutti i governi europei, ma non è l'unica. E noi abbiamo ora un atteggiamento di coloro che spronano gli altri partner e sono essi stessi consapevoli della necessità di agire urgentemente, con efficacia, senza perdere un attimo."

Poi un passaggio sulla Turchia: "L'abbandono turco della Convenzione di Istanbul rapprensenta un grave passo indietro", ha detto il presidente del Consiglio. 

"Il coordinamento europeo va sempre cercato e va rafforzato, ma se non funziona in questi momenti dove il tempo è prezioso, occorre anche trovare del risposte da soli", ha detto il presidente del consiglio, Mario Draghi. "Noi pretendiamo il rispetto dei contratti da parte delle multinazionali produttrici dei vaccini". "Dalle esperienze degli atri Paesi impariamo una logistica efficiente può perseguire i propri obiettivi molto più velocemente se si attua un certo pragmatismo nella sburocratizzazione del processo di amministrazione dei vaccini. E lì abbiamo da imparare". 

"Noi per primi dobbiamo cominciare a pensare alle riaperture, in particolare e a cominciare dalla scuola", ha ribadito il premier.

Poi il presidente del Conisglio ha detto: "Io farò una visita in Libia il 6 o 7 aprile, nella prima settimana del mese. E' chiaro che l'Italia difende in Libia i propri interessi internazionali e la cooperazione. Se vi fossero interessi contrapposti l'Italia non deve avere alcun dubbio a difendere i propri interessi internazionali, né deve avere timori reverenziali verso qual che sia partner. Ho sempre dimostrato estrema indipendenza nella difesa dei valori fondamentali dell'Europa e della Nazione". 

SAPERE DI BELLEZZA - In zona gialla musei aperti, ma non troppo. Il problema della sostenibilità economica e l'insensata chiusura imposta nei weekend

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


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Da lunedì 1 febbraio la Lombardia (e molte altre regioni italiane) si sono trovate in zona gialla, con la possibilità quindi di riaprire Musei e gallerie d’Arte.

Molti musei si sono organizzati per riaprire prontamente, addirittura alcuni con biglietto gratuito su prenotazione (andati subito sold out), come ad esempio il Museo Egizio di Torino.

 Risultato immagini per museo egizio torino

Altri musei e città si sono mossi invece in ordine sparso: tutti i musei civici di Milano, come una parte di quelli privati e statali sono ancora chiusi (con l’eccezione di Brera e Hangar Bicocca, ad esempio, o Villa Necchi-Campiglio e Gallerie d’Italia), e riapriranno nella prima settimana di marzo in concomitanza con Museocity.

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Proprio il repentino passaggio da zona rossa a gialla in una settimana ha spiazzato molti direttori, che memori della riapertura estiva (con successiva richiusura autunnale) vogliono andarci con i piedi di piombo.

I musei infatti non sono luoghi che si possono accendere e spegnere con un click, ma necessitano spesso di una lunga preparazione e lavoro, soprattutto per le sedi museali più grandi.

C’è quindi una sorta di cautela, per cercare di capire se la situazione epidemiologica andrà a migliorare o se nuovamente volgerà al peggio (obbligando a nuove chiusure).

Risultato immagini per museocity 

C’è poi un discorso di sostenibilità economica alla base delle perplessità di molti direttori; i Musei possono aprire solo nei giorni settimanali, dove notoriamente il pubblico non è così numeroso. Non essendoci turisti, e avendo le visite da parte delle scuole bloccate, gli ingressi sarebbero davvero troppo esigui per rendere sostenibile la riapertura.

La chiusura imposta nei weekend è forse ancora più insensata: nei fine settimana i musei riescono ad arrivare anche al 50% di tutti i visitatori settimanali, e viene da chiedersi se sia meno sicuro un museo, con tutte le cautele e le precauzioni che già erano state prese nella riapertura estiva, o gruppi di persone che si sono riversati per le strade e nei luoghi di aggregazione nello scorso weekend.

Riaprire anche nei weekend permetterebbe anche a tanti operatori di ritornare al proprio  lavoro, dopo mesi di inattività forzata dovuta alle chiusure.

 Risultato immagini per museocity

Quello che lascia abbastanza sconcertati è che il settore culturale in questo ultimo anno è stato per lungo tempo abbandonato e non considerato, e anche la riapertura stia avvenendo in maniera abbastanza casuale, senza alcun tipo di programmazione.

Speriamo solo che, una volta aperti, i luoghi della Cultura non siano più costretti a chiudere.

 

Claudio Scaccabarozzi

Riapertura dei musei, Sgarbi: "Tenerli chiusi nel weekend è puro sadismo"

Il critico d'arte e parlamentare, direttore del Mart di Rovereto, contesta la decisione del governo: "Chiunque sa che le persone vanno nei musei durante il fine settimana". E suggerisce due criteri di massima per le aperture: il numero di persone assolute che possano visitare una mostra e l'allungamento dell'orario


L’apertura da oggi nelle zone gialle dei musei è un segnale positivo benché la chiusura imposta il sabato e la domenica rappresenti “una forma di puro sadismo perché chiunque sa che le persone vanno nei musei durante il week-end”. La pensa così il critico Vittorio Sgarbi secondo il quale per le aperture bisognerebbe stabilire due criteri di massima: il numero di persone assolute che possano visitare una mostra e l’allungamento dell’orario.

Conoscendo e verificando “le frequenze”, spiega infatti il critico, si ha a disposizione “uno strumento elementare, cioè quello di ampliare l’orario”. Ciò significa che “dal giovedì in avanti bisogna fare delle aperture fino alle 23 o a alle 24 in maniera tale da distribuire le persone. Il giorno in cui riusciremo ad aprire anche il sabato e la domenica non si raggiungerà una dimensione di normalità o di minore pericolosità del virus ma semplicemente l’applicazione di regole elementari. Il criterio al quale attenersi è anche quello di un numero massimo di persone da far entrare in una mostra”.

Sgarbi ricorda di “aver riaperto per primo il Mart di Rovereto con la mostra dedicata a Caravaggio e Boldini. Oggi riapriamo Palazzo dei Diamanti a Ferrara con la mostra di Ligabue e domani riapriremo Sutri. Speriamo che le cose vadano bene ma nel complesso non posso dire di essere soddisfatto”, conclude.

 

(Fonte: Adnkronos)

 
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