updated 1:49 PM UTC, Jan 19, 2021

Da Monti a Casini, dalla moglie di Mastella a Nencini: al Senato forze fresche in soccorso di Conte. Chi sono i nuovi alleati di chi voleva spazzare via la vecchia politica

Senatori e senatrici a vita, ex democristiani, socialisti, sedicenti liberali, eterni transfughi, antiche e recenti conoscenze, anziani e aspiranti professionisti della politica. Si va componendo il fronte dei "Responsabili" o "Costruttori" che voteranno la fiducia al governo di Giuseppe Conte. Tutti dichiarano ragioni nobilissime per correre in aiuto dell'esecutivo rimasto senza il sostegno renziano. Responsabilità, amore per la patria ferita, europeismo: tutto questo li muove, mica altro come pensano i più maliziosi


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"Annuncio il mio voto di fiducia, non porto voti se non il mio. E il mio è un voto di fiducia, come sempre, libero e condizionato a quelli che saranno i provvedimenti e se corrisponderanno a quelle che sono le mie convinzioni. Se così sarà in futuro, non solo appoggerò ma mi adopererò presso l'opinione pubblica, inclusa quella internazionale, per sostenere ciò che verrà fatto" dal governo. Lo ha annunciato, intervenendo in Aula, l'ex presidente del Consiglio e senatore a vita Mario Monti.

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Da parte sua Riccardo Nencini, nel suo intervento in aula, ha ricordato che "oggi non servono 161 voti per la fiducia, basta leggere la Costituzione". "Dal '44 a oggi ci sono stati una decina di governi che non hanno goduto in origine della maggioranza assoluta. Tutti, con eccezione dell'Andreotti ter del 1976, il governo della non sfiducia, balneari o ponte verso soluzioni che si andavano delineando".

"Serve un progetto politico, non si governa con un voto in più, figuriamoci con un voto in meno", ha sottolineato il senatore socialista aggiungendo tra l'altro: "Noi socialisti abbiamo detto riparta questo presidente del Consiglio dalla coalizione esistente, allargandola alle forze europeiste, l'inclusione deve essere la bussola. Un governo costruito con la pesca miracolosa è inutile".

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Pierferdinando Casini, intervenendo a Palazzo Madama dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, ha annunciato il suo voto favorevole esprimendo anche il suo rispetto per il governo e per gli sforzi onesti e leali che ha messo in campo nell'affrontare la pandemia.

Inoltre, Casini ha anche aggiunto che le parole da lui udite "sono state parole di verità, ammettendo che ci sono state cose che potevano essere fatte in modo migliore e diverso. Ma credo che nessuno possa avere il pregio della infallibilità davanti a questo dramma". Si è però detto preoccupato per il trionfalismo di coloro che si accontentano della conta dei voti ma dimenticano le ragioni della politica.

Sul fatto che Italia viva abbia aperto la crisi, ha sottolineato che, seppur condotta in modo sbagliato e frettoloso, non era comunque inaspettata perché da mesi si sapeva che vi era dissenso all’interno della maggioranza. Casini ha precisato che “ci si è dilungati su una crisi che andava affrontata con risolutezza. Oggi tutto è coperto dalla soddisfazione di fondo di un anti renzismo che diventa una specie di auto compiacimento. Dobbiamo capire invece se il governo ne esce più forte o più debole. Non so se prenderemo 161 voti, 158 o 150. Il problema sono i sentimenti del Paese e la necessità che questo governo allarghi la base di condivisione".

Razzismo, la proposta di Liliana Segre: "Commissione contro odio. Serve  lottare contro fascistizzazione del senso comune" - Il Fatto Quotidiano

Dalla parte del sì, come annunciato già ieri, anche la senatrice a vita Liliana Segre e la senatrice a vita, Elena Cattaneo. La Segre aveva infatti detto che nonostante l'età e il parere dei medici, avrebbe comunque raggiunto Roma per dare un sostegno a un governo che ritiene in questo momento importante per il futuro del Paese.

“Voglio dire, ancora una volta, rispetto alle malelingue mediatiche, ai bugiardi di mestiere, ai ventriloqui della malafede, che non ho aperto alcuna trattativa per avere qualcosa, nessun Ministero, niente di niente. Voterò la fiducia perchè ritengo, in coscienza, che l’apertura della crisi sia un atto ingeneroso verso le sofferenze che la nostra gente vive”. Lo dichiara, in una nota, la Senatrice del Gruppo Misto, Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, sindaco di Benevento.

Sandra Lonardo: "Mentre Pd e M5S locali sono contro il sindaco di  Benevento, io voterò la fiducia a Conte" - la Repubblica
“Lo faccio - insiste - perché è giusto farlo, quasi per istinto, lo faccio, mentre, senza stile ed in modo provocatorio, le sezioni locali del PD e di 5 Stelle hanno fatto ieri una intesa per le prossime amministrative contro il Sindaco della città di Benevento. Sono in tanti, quelli che, in questi anni, hanno voluto, a tutti i costi, creare una caricatura del nostro modo di essere, che, da qualche giorno, continuano, con insistenza e noia, a ritenere che io aspiri a qualcosa o abbia chiesto qualcosa. A loro andrebbe applicata la briglia della comare, quello strano strumento di cui parlava Gramsci, da mettere sulla bocca delle persone ‘malevoli’ e ‘mettimale’. Non mi asterrò, per poi trattare e chiedere, voterò e basta. La mia gente desidera così ed io, mai come oggi, me ne sento orgogliosamente interprete. Nella mia famiglia, per senso delle istituzioni, vige il principio della rinuncia e delle dimissioni, anche da Ministro, nessun Ministero della famiglia, sono già Ministro della mia famiglia e ne vado fiera”, chiosa la Lonardo.

Ultime Notizie:" Senato, maggioranza in bilico per cinque parlamentari  positivi. Fantetti lascia Forza Italia e passa al Maie (che sostiene il  governo) - Rassegna Stampa "

Anche il senatore Raffaele Fantetti (nella foto qui sopra) ha annunciato che il gruppo Maie-Italia23 voterà la fiducia al governo. Decisione presa in quanto, come ha sottolineato, "l'efficacia dell'azione parlamentare è importante, non siamo qui per sedere e spingere un bottone, così come è importante la coerenza. Non si può stare in una coalizione senza essere coerente con i propri principi, non si può stare con alleati di coalizione che mirano a l'Italexit e a contrastare l'Europa quando ci si professa europeisti, per questo abbiamo creato Italia 23". Concludendo, Fantetti ha spiegato di essere grato per l’apertura politica che viene data di creare anche nel Parlamento italiano ed eventualmente nella maggioranza del governo uno sbocco per liberali, socialisti e convinti europeisti.

“Voglio dire, ancora una volta, rispetto alle malelingue mediatiche, ai bugiardi di mestiere, ai ventriloqui della malafede, che non ho aperto alcuna trattativa per avere qualcosa, nessun Ministero, niente di niente. Voterò la fiducia perchè ritengo, in coscienza, che l’apertura della crisi sia un atto ingeneroso verso le sofferenze che la nostra gente vive”. Lo dichiara, in una nota, la Senatrice del Gruppo Misto, Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, sindaco di Benevento.

Crisi di governo, il centrodestra insolitamente unito: "Conte si dimetta, senza fiducia la via maestra è il voto. Siamo la prima forza politica del Paese"

Nota congiunta dei leader dell'opposizione, indisponibili a sostenere governi di sinistra: "Ci affidiamo alla saggezza del Presidente della Repubblica per una soluzione rapida". Meloni: "L'Italia non può permettersi di perdere altro tempo". Salvini: "Le urne sono la strada più giusta, ma siamo pronti ad assumerci in Parlamento la responsabilità di un nuovo esecutivo. Ecco le nostre riforme"


"Il centrodestra, prima forza politica del Paese, chiede che il presidente del Consiglio prenda atto della crisi e si dimetta immediatamente o, diversamente, si presenti giovedì in Parlamento per chiedere un voto di fiducia". Lo si legge in una nota congiunta dei leader dell'opposizione di centrodestra. "Se non ci sarà la fiducia, la via maestra per riportare al governo una maggioranza coesa con un programma condiviso resta quella delle elezioni".

I partiti della coalizione ribadiscono con chiarezza l'indisponibilità a sostenere governi di sinistra. "Ci affidiamo alla saggezza del Presidente della Repubblica per una soluzione rapida", recita il documento diffuso al termine del vertice.

Le parole di Giorgia Meloni - Da giorni, pur di far uscire il Paese, a suo giudizio bloccato dalle beghe tra partiti, l'opposizione chiedeva una svolta, ma ancora con alcune sfumature. Per Giorgia Meloni l'unica strada sono le urne: "Italiani in ginocchio, governo allo sfascio. L'Italia non può permettersi di perdere altro tempo. Conte si dimetta. Elezioni subito", twittava dopo la conferenza stampa di Matteo Renzi.

La posizione di Matteo Salvini - In mattinata era stato il segretario della Lega, Matteo Salvini, a ribadire una road map per uscire da quello che ha definito "lo squallido teatrino di questa crisi". Le elezioni sono sempre considerate la "via più giusta". Tuttavia, in assenza dello scioglimento, aggiungeva Salvini, il centrodestra è pronto ad assumersi le sue responsabilità di fronte al Paese: "Su cinque punti, su cinque riforme precise da fare in pochissimo tempo, io credo che in Parlamento un'alternativa ci possa essere, con il centrodestra a fare da guida, e che sia nostro dovere offrirla agli italiani". Quindi le elenca: "Parlo di riforme su salute, lavoro e imprese, scuola, infrastrutture e giustizia". Più tardi, in serata l'ex vicepremier, dopo lo strappo di Renzi, torna però a chiedere il voto: "Conte, Renzi, Di Maio, Zingaretti. Litigio infinito, Italiani in ostaggio. Salute, lavoro, scuola, tasse. Tutto fermo".

Renzi ritira la delegazione dal governo: aperta la crisi. "Conte-bis fatto nascere da noi contro Salvini". Rimpasto, nuova maggioranza. elezioni: cosa succederà? (VIDEO)

"Abbiamo convocato la conferenza per annunciare dimissioni di Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto". Lo annuncia Matteo Renzi, leader di Italia Viva, per il quale "la crisi è aperta da mesi, e non da noi". "Abbiamo fatto nascere questo governo contro il senatore Salvini che chiedeva i pieni poteri. Non consentiremo a nessuno di avere i pieni poteri", ha aggiunto - (VIDEO)


Il leader di Italia Viva Matteo Renzi annuncia, in conferenza stampa alla Camera, le dimissioni della 'sua' delegazione dal governo: le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto. "E' molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo - afferma - noi viviamo una grande crisi poltica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia.

Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello d risolvere i problemi, non nasconderli".  "La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi", aggiunge. "Nell'affermare fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica e nel ruolo istituzionale che ricopre - osserva Renzi -  pensiamo che si debbano affrontare tre punti cardine". "Il re è nudo. Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su instagram è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c'è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche", incalza. "Questo è il punto fondamentale: non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. Questo prevede la nostra costituzione che non è una storia su instagram".

"Abbiamo chiesto tre questioni al premier. Il primo è di metodo: non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri, abbiamo fatto un governo per non darli a Salvini". Lo dice Matteo Renzi in conferenza stampa alla Camera attaccando "l'utilizzo in modo ridondante delle dirette tv, quello discutibile della delega ai servizi". "C'è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l'unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali", prosegue. "Ci sarà un motivo se l'Italia è il Paese ha il maggior numero di morti e il Pil che crolla".

Ora il virologo vuole fare i palinsesti tv. Renzi sfora e Galli sbotta con la Berlinguer: "Bisognerebbe occuparsi solo del Covid". E Crisanti commenta la crisi di governo (VIDEO)

L'onnipresente direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'ospedale Sacco di Milano protagonista di un siparietto nello trasmissione Rai Caratabianca dopo l'intervista a Matteo Renzi sulla crisi di governo. Il professore, apparso molto scocciato, ha espresso tutto il suo disappunto per il ritardo nel collegamento, commentando anche l'intervento del leader di Italia Viva: "Sono preoccupato dalla serqua di luoghi comuni che ho sentito"


Cartabianca, Bianca Berlinguer si infuria per i rumori in studio mentre  parla Renzi. E Galli per il ritardo: “Sono molto scocciato” - Il Fatto  Quotidiano

Matteo Renzi sfora e il professor Massimo Galli sbotta. L'intervista del leader di Italia Viva, nello studio di Cartabianca, dura circa un'ora. Alle 23, Bianca Berlinguer si collega con Galli. E il professore, responsabile di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, non nasconde il suo malumore. "Ha un'aria un po' scocciata, professore", esordisce la giornalista. "Un po' troppo scocciata, abbia pazienza. Sono in piedi a lavorare dalle 6 di stamattina, faccio a meno... Sono preoccupato per la crisi di governo? Sono preoccupato dalla serqua di luoghi comuni che ho sentito, oltretutto, mi perdoni: forse è il caso che ne parliamo un'altra sera con tranquillità". In studio arriva anche il professor Andrea Crisanti: "La crisi di governo? Non la auspico, crea un vuoto di potere in un momento delicato". "In questo momento bisognerebbe occuparsi in maniera specifica e diretta di questo", dice Galli riferendosi all'emergenza Covid, "e di non molto altro".

Governo, la sfida di Renzi: "Non vogliamo poltrone, pronti a lasciarle. Con Conte abbiamo un problema politico"

"Quali poltrone da ministro vuoi / volete? Risposta. Nessuna!". Lo scrive Matteo Renzi nella e-news "Le veline del Palazzo riempiono i giornali di totoministri. Chiacchiere buone solo per far passare il messaggio che si risolve tutto con un rimpastone", ha detto tra le altre cose l'ex premier e leader di Italia Viva che continua a tenere in bilico l'esecutivo di Giuseppe Conte


Governo, Renzi: Non vogliamo poltrone, pronti a lasciarle

"Nessuna! Siamo infatti gli unici disponibili a lasciare le poltrone. Se le nostre idee servono, ci siamo. Se le nostre idee non servono, tenetevi anche le poltrone". Così Matteo Renzi nell'e-news sulla richieste di 'poltrone' da Iv. "Le veline del Palazzo riempiono i giornali di totoministri. Chiacchiere buone solo per far passare il messaggio che si risolve tutto con un rimpastone. Noi invece abbiamo messo nero su bianco i contenuti: spese sanitarie, alta velocità, vaccini, scuola, cultura, posti di lavoro".  

"Magari avessimo un problema personale: noi abbiamo un problema politico con Conte", ha scritto ancora nell'e-news. "Sul Recovery, sul Mes, sull'intelligence, sulla scuola, sull'alta velocità, sul garantismo, sul ruolo internazionale dell'Italia e sulla presenza nel Mediterraneo, sul rapporto con gli Stati Uniti, sul lavoro e il reddito di cittadinanza, sulla crescita, sullo stile istituzionale ho argomentato idee diverse. Non è un fatto personale, si chiama politica. E ho messo nero su bianco le nostre riflessioni per evitare che fossero sostituite dalla "narrazione" dei portavoce".

"Italia Viva è sempre rappresentato come il partito che crea problemi al governo ma ieri sera e' andato in onda un teatrino imbarazzante non con Iv ma tra il Pd e il M5S", ha detto il ministro dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. "Una discussione infinita - ha proseguito Bellanova - e un consiglio dei ministri che è iniziato alle 21 ed è finito quasi all'una di notte per discutere se aprire le scuole il 7 o l'11 gennaio. Il problema però è molto più serio: cioè se in questi mesi si è lavorato per permettere alla scuola di aprire in sicurezza".

 

(Fonte: Ansa)

Addio a Marco Formentini, primo sindaco leghista di Milano. Fontana: "Persona perbene e competente, ha prodotto la rinascita della città". Il saluto della politica

Si è spento a 90 anni Marco Formentini, il primo e unico sindaco della Lega del capoluogo lombardo, in carica dal 1993 al 1997. Il primo a darne notizia e rendergli omaggio Davide Boni, ex presidente del Consiglio regionale della Lombardia


Morto l'ex sindaco di Milano Marco Formentini - IlGiornale.it

Parole di stima e affetto per Marco Formentini da parte del governatore lombardo Attilio Fontana: "A lui possiamo attribuire l'impulso, fatto di scelte concrete, che ha prodotto la 'rinascita' di Milano. Una persona perbene, molto competente e affabile - ha detto il numero uno del Pirellone -. L'ho conosciuto personalmente e ne ho potuto apprezzare i suoi modi genuini, ma allo stesso tempo risoluti. Non dimenticherò mai il suo sorriso rassicurante. Ai suoi cari le più sentite condoglianze di tutta la Regione Lombardia e dei lombardi". 

Il primo a rendere omaggio a Formentini è stato l'ex presidente del consiglio regionale lombardo Davide Boni: "Mi giunge questa dolorosa notizia, è venuto a mancare Marco Formentini, ho un ricordo particolare, nel 1993 fummo eletti insieme lui a Milano e io a Mantova. Bei tempi, tempi eroici ed epici", ha scritto su Facebook l'esponente leghista.

Sui social anche il messaggio di Matteo Salvini: "Buon viaggio Marco, primo sindaco leghista di Milano, uomo onesto, coraggioso, concreto e generoso. Proteggi la nostra Milano e la nostra Italia da Lassù". Sempre dal Carroccio è arrivato il ricordo del senatore lombardo Roberto Calderoli: "Piango la scomparsa dell'amico Marco Formentini. Una persona che conoscevo e apprezzavo da più di trent'anni: è stato il mio primo capogruppo alla Camera dei Deputati, per un anno, prima di diventare il sindaco di Milano, ma è stato anche un amico". "Mi era spiaciuto molto - ricorda - quando aveva scelto di lasciare la Lega per passare con la Margherita ma per me resterà sempre uno di quelli, insieme a Umberto Bossi, che mi ha insegnato a fare politica e a viverla con impegno e passione", ha concluso. 

Roberto Maroni ha ricordato sui social Marco Formentini postando su Facebook due foto, una che lo ritrae con Formentini e un'altra invece con l'ex sindaco ritratto con alle spalle il Duomo di Milano e il commento "Momenti magici!!! Grazie Marco

ZONA MILANO - Pacchi Amazon? Meglio il negozio vicino a casa. Il Municipio 6 in difesa del commercio di quartiere

Su ilComizio.it la vita dei quartieri, i fatti, i problemi, le segnalazioni e le denunce riguardanti le diverse zone di Milano

Il Municipio di zona nove: contatti e servizi al cittadino > MilanoAffori.it

Il Municipio 6 ha lanciato una campagna di comunicazione a favore del commercio di vicinato, minacciato dalla diffusione dei colossi dell'e-commerce. Si intitola "6 vicino" ed è partita nei giorni scorsi con affissioni di messaggi come: "Acquisto online: 24 ore. Nel negozio di vicinato: 10 minuti". La spiegazione del presidente Santo Minniti (Pd)


da mi-lorenteggio.com - La sfida ad Amazon e alle piattaforme di commercio online è lanciata. Con la campagna di affissione “6 vicino” partita nei giorni scorsi su tutto il territorio, il Municipio 6 prende posizione sul tema del commercio di vicinato. “Acquisto online: 24 ore. Nel negozio di vicinato: 10 minuti”. Questo uno dei tanti messaggi che campeggiano sui manifesti, che puntano a smontare alcuni miti dell’online (la velocità appunto, ma anche il sistema dei feedback o dei resi) sottolineando i vantaggi di acquistare di persona, creare una relazione di fiducia con il negoziante e seguire i consigli di chi è “del mestiere”.

“Milano si sta trasformando: con il documento #Milano2020 ha scelto esplicitamente di andare verso “la città dei 15 minuti”, come altre grandi città europee.” Dichiara Santo Minniti, Presidente del Municipio 6 Milano che prosegue: ” Questo significa che ogni cittadino dovrà avere i servizi fondamentali a 15 minuti di distanza a piedi o in bicicletta. Parliamo di svago, cultura ma anche di servizi commerciali. Il lockdown ha mostrato a tutti che le saracinesche abbassate sono una ferita per la città. E le luci spente degli ultimi mesi sono solo un assaggio di cosa potrebbero essere le città senza negozi di quartiere, se i commercianti non sapranno stare al passo con la trasformazione digitale.

 Non una campagna “contro”, ma una compagna “per”. E a proposito di stare al passo con un mondo che cambia in fretta, il Municipio 6 ha deciso di portare la competizione ad un livello successivo. Parte infatti in questi giorni anche un progetto gemello, che punta a rendere i negozi di vicinato più a portata di click: un corso in 10 lezioni che approfondirà con i commercianti gli aspetti del marketing digitale, da come stare sui social a come creare un account business, fino alla vendita di un prodotto su internet.

Non fermare la modernizzazione quindi, ma dare gli strumenti ai commercianti per stare al passo coi tempi e, perché no, competere anche con i giganti dell’e-commerce. “I negozi di vicinato sono attività imprenditoriali che creano lavoro e contribuiscono in modo significativo al PIL e al benessere del nostro Paese, pagano le tasse in Italia, svolgono un ruolo fondamentale di presidio civico. Per questo vanno difese.” prosegue Minniti, parafrasando altri messaggi in via di affissione sul territorio. “Attività di vicinato attrattive e competitive sono certo nell’interesse dei commercianti, ma sono un asset per tutta la cittadinanza. Partiamo da qui ma andremo avanti”, conclude il Presidente Minniti, che già pensa a un e-commerce di territorio e a servizi di consegna gestiti direttamente dai commercianti, in una sorta di centro commerciale diffuso. Insomma, la sfida è lanciata, e a giudicare il numero di associazioni di commercianti che hanno aderito, pare che il Municipio 6 non abbia intenzione di perderla.

Feste natalizie, il Viminale schiera 70mila poliziotti per controllare gli italiani. Lamorgese: "Ma non chiamatela militarizzazione"

Quanto all'immigrazione, per la ministra dell'Interno "è vero che negli ultimi mesi sono aumentati gli sbarchi di migranti in Italia. Arrivi soprattutto dalla Tunisia, martoriata dalla crisi pandemica, economica e sociale. Ma è altrettanto vero che siamo riusciti ad effettuare oltre 3000 rimpatri, con 10 voli aggiuntivi, in un momento, poi, dove gli spostamenti sono molto complicati vista la pandemia"


Conte frena anche Lamorgese sul blocco navale alla Tunisia

"Sarà un Natale di sacrifici per tutti. Per quest'anno è necessario allontanarci da quella che è la nostra tradizione vista la pandemia. Dobbiamo evitare una terza ondata. Per quanto riguarda i controlli, abbiamo stanziato oltre 70mila unità di polizia su tutto il territorio". Così la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese su Sky Tg24, durante l'evento 'Live In Courmayeur'.

"Controlli sì, ma dico assolutamente no ad una militarizzazione delle città - ha detto Lamorgese - Ci vuole grande senso di equilibrio da parte nostra, ma grande senso di responsabilità da parte dei cittadini. Abbiamo tenuto aperti i negozi per dare un segnale, per salvaguardare l'economia. I titolari dei negozi devono però adottare tutte le precauzioni necessarie. Assembramenti non devono esserci".

"Le frontiere verranno tutte controllate - ha aggiunto - per evitare il diffondersi della pandemia. Ci saranno presidi sulle autostrade, su tutti i confini nazionali e non solo. Vogliamo sottolineare che da settembre ad oggi sono stati oltre 6 milioni i controlli fatti dalle nostre forze di polizia".

Lamorgese al capo della Polizia: apprezzamento per operazione contro  narcotraffico internazionale | Ministero dell'Interno

La ministra dell'Interno ha detto anche che "di segnali di stanchezza e disagio sociale ne abbiamo visti. Ci sono e capisco la rabbia dei cittadini, soprattutto quelli più in difficoltà economica. Sono state oltre 1000 le manifestazioni di protesta che si sono svolte in tutta Italia. Le abbiamo tutte autorizzate e diciamo che, a parte qualche caso in cui per le infiltrazioni di frange di estrema sinistra e destra hanno dato vita ad episodi di violenza, sono state tutte manifestazioni civili, pacifiche, lecite".

"Il governo - ha aggiunto - ha messo e sta mettendo in campo tutte risorse le risorse necessarie per venire incontro alle esigenze di tutti, per far fronte alle difficoltà economiche di ogni fascia, soprattutto per i più deboli".

Riguardo alla scuola, "siamo vicini alla riapertura delle scuole, almeno con il 75% degli studenti in presenza. Serve la collaborazione di tutti - ha sottolineato - I prefetti dovranno coordinare tutti gli attori in campo. Inevitabilmente questo porterà ad una serie di azioni, ivi compreso il controllo dei mezzi pubblici e la limitazione delle persone all'interno. Dobbiamo riaprire in totale sicurezza".

Immigrati, è nato il popolo degli apolidi - Inchieste - la Repubblica

Quanto all'immigrazione, "è vero che negli ultimi mesi sono aumentati gli sbarchi di migranti in Italia. Arrivi soprattutto dalla Tunisia, martoriata dalla crisi pandemica, economica e sociale. Ma è altrettanto vero che siamo riusciti ad effettuare oltre 3000 rimpatri, con 10 voli aggiuntivi, in un momento, poi, dove gli spostamenti sono molto complicati vista la pandemia".

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