Papa Francesco striglia la politica: "Superare i ritardi nella distribuzione dei vaccini" (VIDEO)

Il monito del Pontefice nel messaggio di Pasqua trasmesso in mondovisione dalla Basilica di San Pietro: "La pandemia ha purtroppo aumentato drammaticamente il numero dei poveri e la disperazione di migliaia di persone". Bergoglio si è rivolto ai governanti del mondo affinché mettano in campo gli aiuti per le famiglie sempre più in crisi a causa dell’emergenza pandemica - (VIDEO)


Papa Francesco, messa di Pasqua e benedizione Urbi et Orbi

Papa Francesco è entrato in processione nella Basilica vaticana, dove nella Domenica di Pasqua, ha presieduto all'Altare della Cattedra la solenne celebrazione della messa del giorno. La liturgia, che si svolge nel rispetto delle restrizioni anti-Covid e con una ristretta partecipazione di fedeli, è iniziata con il Rito del "Resurrexit" e l'aspersione. 

A termine della messa il Pontefice, sempre dall'Altare della Cattedra (anziché, come da tradizione, dalla Loggia centrale della Basilica), il Messaggio pasquale e, dopo l'annuncio della concessione dell'indulgenza dato dal cardinale Mauro Gambetti, arciprete di San Pietro e vicario del Papa per la Città del Vaticano, la benedizione "Urbi et Orbi".

"L'annuncio di Pasqua non mostra un miraggio, non rivela una formula magica, non indica una via di fuga di fronte alla difficile situazione che stiamo attraversando. La pandemia è ancora in pieno corso; la crisi sociale ed economica è molto pesante, specialmente per i più poveri; malgrado questo - ed è scandaloso - non cessano i conflitti armati e si rafforzano gli arsenali militari", ha detto il Pontefice nel messaggio 'Urbi et Orbi'. "E questo è lo scandalo di oggi", ha ribadito. 

"Cristo risorto è speranza per quanti soffrono ancora a causa della pandemia, per i malati e per chi ha perso una persona cara. Il Signore dia loro conforto e sostenga le fatiche di medici e infermieri", ha invocato il Papa.

"Tutti, soprattutto le persone più fragili, hanno bisogno di assistenza e hanno diritto di avere accesso alle cure necessarie. Ciò è ancora più evidente in questo tempo in cui tutti siamo chiamati a combattere la pandemia e i vaccini costituiscono uno strumento essenziale per questa lotta", ha detto ancora il Papa. "Nello spirito di un 'internazionalismo dei vaccini', esorto pertanto l'intera Comunità internazionale a un impegno condiviso per superare i ritardi nella loro distribuzione e favorirne la condivisione, specialmente con i Paesi più poveri", ha aggiunto il Pontefice.

"Sono vicino ai giovani di tutto il mondo e, in quest'ora, specialmente a quelli del Myanmar, che si impegnano per la democrazia, facendo sentire pacificamente la propria voce, consapevoli che l'odio può essere dissipato solo dall'amore". "Gesù risorto è speranza pure per tanti giovani che sono stati costretti a trascorrere lunghi periodi senza frequentare la scuola o l'università e condividere il tempo con gli amici - ha detto Francesco -. Tutti abbiamo bisogno di vivere relazioni umane reali e non solamente virtuali, specialmente nell'età in cui si forma il carattere e la personalità".

"Il Crocifisso Risorto è conforto per quanti hanno perso il lavoro o attraversano gravi difficoltà economiche e sono privi di adeguate tutele sociali. Il Signore ispiri l'agire delle autorità pubbliche perché a tutti, specialmente alle famiglie più bisognose, siano offerti gli aiuti necessari a un adeguato sostentamento". "La pandemia ha purtroppo aumentato drammaticamente il numero dei poveri e la disperazione di migliaia di persone", ha affermato Francesco.

Irlanda del Nord, si rialza la tensione: unionisti scatenano la guerriglia la notte di Pasqua. Cosa sta succedendo lassù? (VIDEO)

Lanci di molotov e auto bruciate alla periferia di Belfast. La polizia: "Attacco orchestrato". Sullo sfondo il malcontento dei lealisti protestanti per gli effetti della Brexit sull'Ulster. Un mese fa un gruppo di ex paramilitari aveva annunciato l'uscita dall'accordo di pace del 1998


"Nella notte tra sabato e domenica una trentina di manifestanti unionisti hanno lanciato 30 bombe molotov contro i poliziotti , incendiato le auto e divelto tombini di strada in un sobborgo del nord di Belfast. Il sovrintendente capo del comandante dell’area nord, Davy Beck, ha parlato di un vero e proprio “attacco orchestrato contro la polizia”, mentre il segretario dell’Irlanda del Nord Brandon Lewis ha fatto appello alla calma. Un uomo di 47 anni è stato arrestato e si trova in custodia. 

C'è un crescente malcontento tra le fazioni unioniste filo-britanniche nell'Irlanda del Nord per gli accordi legati all'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. Gli accordi mirano a preservare una fragile pace nel territorio prevenendo un confine duro con l'Irlanda, membro dell'Ue. Il protocollo elimina la necessità di controlli doganali e regolamentari al confine con l'Irlanda spostando i checkpoint per le merci in arrivo dalla Gran Bretagna continentale ai porti dell'Irlanda del Nord. Gli unionisti sostengono tuttavia che si irrigidiscono i legami con il resto del Regno Unito introducendo barriere commerciali.

DUP belatedly bends to pressure over support by UDA/UVF-backed Loyalist  Communities Council | An Phoblacht

 

L'uscita degli unionisti dall'accordo del Venerdì Santo

Un gruppo di ex parlamilitari unionisti ha annunciato ai primi di marzo il ritiro della loro adesione allo storico accordo di pace irlandese del Venerdì Santo 1998 sullo sfondo delle fibrillazioni post Brexit innescatosi nel territorio in queste settimane e sfociate ieri fra l'altro in un botta e risposta Londra-Bruxelles.

In una lettera inviata al premier britannico, Boris Johnson, i militanti del Loyalist Communities Council hanno messo nero su bianco l'intenzione di "ritirarsi dall'Accordo di Belfast" e di non ritenersi più vincolati agli impegni sottoscritti 23 anni fa a causa dell'interpretazione sulle intese di divorzio dall'Ue in materia commerciale e sui controlli sul transito merci fra Irlanda del Nord e resto del Regno Unito considerati penalizzanti per gli interessi nordirlandesi e potenzialmente minacciosi rispetto alla sovranità britannica. La decisione non significa un ritorno alla violenza e verrà messa in atto solo attraverso mezzi "pacifici e democratici", hanno subito precisato i contestatori, il cui passo rischia comunque di alimentare i contrasti.

Loyalist Communities Council – LCC – AN SIONNACH FIONN

All'iniziativa fa da sfondo il braccio di ferro riproposto in queste ore dall'atto unilaterale con cui Londra ha stabilito di estendere fino a ottobre il "periodo di grazia" durante il quale si riserva di non eseguire quei controlli doganali interni sulle merci agroalimentari d'importazione in transito fra Ulster e Gran Bretagna previsti dal protocollo post Brexit firmato con l'Ue per garantire ad un tempo il mantenimento della frontiera aperta fra Belfast e Dublino, come stabilito dalla pace del '98, e l'integrità del mercato unico europeo.

Un passo che ha suscitato proteste e minacce di ritorsione da parte di Bruxelles, ma che è stato difeso come comune a tanti altri accordi internazionali e all'impegno alla "buona fede" nell'applicazione delle intesa dal neo ministro ed ex negoziatore britannico David Frost in una conversazione vivace avuta ieri con il vicepresidente della commissione Maros Sefcovic. Oltre a essere minimizzato oggi da Johnson alla stregua d'una "misura tecnica temporanea", non di una violazione del diritto internazionale, di fronte a una situazione d'intoppi iniziali che potranno essere "risolti con il buon senso e la buona volontà" di tutti.

  • Pubblicato in Esteri

Papà Francesco e la Via Crucis con bambini in una piazza San Pietro deserta (VIDEO)

Papa Francesco ha presieduto la Via Crucis, che si è tenuta il Venerdì Santo in una piazza San Pietro deserta. La cerimonia si svolgeva solitamente intorno al Colosseo illuminato di Roma dal 1964, ma a causa delle restrizioni del Covid-19 si è svolta in piazza San Pietro, per il secondo anno consecutivo, al fine di evitare il raduno di grandi folle. Al fianco del Pontefice bambini e ragazzi, protagonisti di questo Venerdì Santo, a cui sono stati affidati i testi delle meditazioni e delle preghiere.

Nuovo decreto Covid, Italia chiusa un altro mese: tutte le misure per aprile. Scontro Salvini-Speranza sulle riaperture, governo in "zona rissa"

L'Italia resta in arancione o rosso fino alla fine di aprile, con spostamenti vietati in tutto il Paese, bar e ristoranti, cinema e teatri, palestre e piscine chiuse, niente visite a parenti e amici in zona rossa e possibili in zona arancione all'interno della regione una sola volta al giorno e in un massimo di due persone. Ma se l'andamento della pandemia e della campagna di vaccinazione lo consentiranno, saranno possibili deroghe per ripristinare le zone gialle e dare corso ad alcune aperture anche prima del 30 aprile. 

Il consiglio dei Ministri approva il nuovo decreto anti Covid in vigore dal 7 aprile che conferma sostanzialmente l'impianto delle misure già in atto e introduce due importanti novità: l'obbligo di vaccinarsi per tutto il personale che opera nella sanità, farmacisti compresi, e lo stop alla possibilità per i presidenti di Regione di emanare ordinanze, come hanno fatto in questo anno di emergenza, per chiudere le scuole nonostante le indicazioni nazionali prevedessero la presenza in classe.

 

Nuove dotazioni per la Polizia Locale: tutte le info sul bando

Dal ritorno a scuola in presenza ovunque fino alla prima media fino al divieto di fare visite agli amici nelle regioni in zona rossa, ad eccezione del weekend di Pasqua. E l'Italia divisa solo tra arancione e rosso per tutto il mese di aprile, anche se si può sperare in deroghe con un decisivo calo di contagi e un netto aumento delle somministrazioni del vaccino in quei territori con dati da giallo.

Zona arancione scuro, nuovo colore covid per l'Italia: quali sono le regole?

Ecco alcune delle misure più importanti previste dal nuovo decreto legge del Governo

SCUOLA - Si tornerà in presenza anche nelle zone rosse fino alla prima media mentre in quelle arancioni saranno in classe gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori, ma al 50%. I presidenti di Regione, a differenza di quanto è stato fino ad oggi, non potranno emanare ordinanze più restrittive per chiudere le scuole.

PASQUA IN ROSSO - Dal 3 al 5 aprile (come prevede già l'attuale decreto) tutta Italia sarà in zona rossa, come a Natale. Non si potrà circolare neanche all'interno del proprio comune ma è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi in ambito regionale in massimo due persone più i minori di 14 anni conviventi per andare a trovare parenti o amici. E' inoltre sempre possibile svolgere attività motoria, ma solo in prossimità della propria abitazione, e attività sportiva all'aperto in forma individuale

NIENTE ZONA GIALLA - Fino al 30 aprile tutta Italia sarà in zona arancione o rossa. Il Comitato tecnico scientifico ha più volte sottolineato che le misure previste per le zone gialle hanno dimostrato "una capacità di contenere l'aumento dell'incidenza ma non la capacità di ridurla". Il decreto prevede però una verifica a metà aprile: se la situazione epidemiologica lo consentirà, si valuterà la possibilità che le zone dove la diffusione del virus è più contenuta possano tornare in giallo e, dunque, procedere ad alcune riaperture, in particolare di bar e ristoranti, cinema e teatri.

POSSIBILI DEROGHE, MA DIPENDE DA CONTAGI E VACCINI - Per quelle Regioni in arancione che però avranno dati da zona gialla sono previste possibili deroghe in base all'andamento dei dati su contagi e cifre sulle somministrazioni del vaccino, in particolare alla popolazione anziane fragile. Dunque un eventuale ritorno al giallo solo per quei territori con dati epidemiologici bassi e numeri alti delle inoculazioni.

SPOSTAMENTI - Restano vietati gli spostamenti tra le Regioni, a meno che non si abbia una seconda casa. La mobilità è consentita solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Sarà sempre possibile rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione.

IN ZONA ROSSA STOP VISITE AD AMICI, MA A PASQUA SÌ - Nelle zone rosse non sarà consentito andare a trovare parenti o amici una volta al giorno e in massimo due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) come invece sarà permesso nel weekend di Pasqua quando tutta Italia sarà in rosso. Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, saranno invece consentite in zona arancione, all'interno del comune di residenza.

COPRIFUOCO - Confermato il divieto di uscire di casa dalle 22 alle 5. Anche in questo caso, il divieto non vale in caso di lavoro, salute o necessità.

BAR E RISTORANTI - Restano chiusi. Possibile solo l'asporto, fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti. In caso di ripristino delle zone gialle, bar e ristoranti potranno riaprire a pranzo.

PALESTRE, PISCINE, CINEMA, TEATRI, MUSEI - Ancora niente aperture fino al 30 aprile. Se la verifica di metà mese darà esito positivo e dunque torneranno le zone gialle, si potrebbe valutare la riapertura di cinema e i teatri con le regole che erano già previste nel precedente decreto: prenotazione obbligatoria, massimo 200 spettatori al chiuso e 400 all'aperto. Possibile riapertura anche per i musei.

SECONDE CASE - Sarà sempre possibile raggiungere le seconde case, anche in zona rossa, a patto che non ci siano però ordinanze dei presidenti di Regione che impongono regole più restrittive. E' il caso ad esempio di Campania Puglia e Liguria, che hanno posto per Pasqua il divieto non solo per i non residenti ma anche per i residenti. L'accesso alle seconde case per i non residenti è vietato in Valle d'Aosta, Alto Adige, Trentino, Toscana, Sardegna. In Sicilia si entra solo con tampone negativo effettuato 48 ore prima dell'arrivo.

OBBLIGO DI VACCINAZIONE PER SANITARI E FARMACISTI - Chiunque lavori in una struttura sanitaria, medici, infermieri, operatori sociosanitari, farmacisti, dipendenti anche amministrativi di Rsa e studi privati dovrà vaccinarsi. Per chi rifiuta è prevista la sospensione dello stipendio per un tempo congruo all'andamento della pandemia. Quando si raggiungerà l'immunizzazione di massa o si registrerà un calo importante della diffusione del virus, la sanzione verrebbe revocata. La sospensione durerà al massimo sino al 31 dicembre del 2021. Previsto anche lo 'scudo penale' per i somministratori che seguono le regole, limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave.

STRETTA SUI VIAGGI - L'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza valida fino al 6 aprile prevede che tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei 14 giorni antecedenti all'ingresso in Italia in uno o più Stati e territori dell'Ue siano obbligati a sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e ad un periodo di 5 giorni di quarantena.

VIA LIBERA A CONCORSI PUBBLICI - Inserita nel decreto la norma che sblocca tutti i concorsi nella Pubblica Amministrazione dopo il via libera del Cts al protocollo del ministero della Funzione pubblica. Si potranno svolgere le prove su base regionale e provinciale e, dove possibile, in spazi aperti. Dal 3 maggio è consentito lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni.

Salvini: «Fiducia in Draghi, no a chiusure per scelta di Speranza. Dopo  Pasqua ritorno alla vita sarà realtà» - Il Mattino.it

POLEMICHE E TENSIONI NEL GOVERNO: SALVINI CONTRO SPERANZA E CTS, PD CONTRO LA LEGA. LA MEDIAZIONE DI DRAGHI

Il provvedimento che esce dal consiglio dei ministri è il frutto della mediazione del presidente del Consiglio Mario Draghi tra l'ala rigorista della maggioranza, che non voleva neanche il riferimento alle possibili deroghe, e le forze politiche, Lega in testa, che spingevano per le riaperture: non ci sarà l'allentamento subito dopo Pasqua ma ci sarà la 'verifica' sui dati, che potrebbe portare a riaperture anticipate con una semplice delibera del Cdm. Una soluzione arrivata dopo oltre due ore di riunione che consente a tutti di poter affermare di aver ottenuto quel che volevano. "Il decreto mette la tutela della salute al primo posto" dice il ministro della Salute Roberto Speranza esprimendo "soddisfazione" per le scelte fatte. Subito dopo Pasqua "il governo valuterà eventuali riaperture" ribadiscono dalla Lega ammettendo che avrebbero preferito "un'apertura maggiore" ma di aver ottenuto comunque il "commissariamento di Speranza e del Cts". "Non si possono rinchiudere fino a maggio 60 milioni di persone - dice lo stesso Salvini rinnovando la "lealtà" della Lega nei confronti di Draghi - per scelta politica, non medica o scientifica, del ministro Speranza". Soddisfatti anche i ministri di Forza Italia per la possibilità di "aperture mirate già prima della fine di aprile". Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto legge Covid ma resta la tensione sulla questione delle aperture: nel provvedimento si prevede che la zona gialla sia abolita fino al 30 aprile ma sono previste possibile deroghe, che passano comunque dal Cdm, in caso di dati paricolarmente positivi per una zona in relazione ai contagi e al numero dei vaccinati.

"Gli attacchi della Lega al ministro Speranza e al Cts sono inqualificabili e indegni. Le notizie che arrivano dalla Francia meritano il massimo rispetto e la considerazione sia da parte di chi è al governo sia da parte di chi vorrebbe riaprire tutto e presto. Riaperture affrettate rischiano di sfuggire di mano per la contagiosità estrema della variante inglese. Chi non vuole guardare la realtà potrebbe accorgersi che gli effetti devastanti degli errori di sottovalutazione della situazione precipitano in pochi giorni". Così Francesco Boccia, deputato e membro della Segreteria nazionale PD.

 

(Fonte: Ansa)

Settimana Santa, Papa Francesco: "L'anno scorso eravamo più scioccati, quest'anno siamo più provati. E la crisi economica è diventata pesante" (VIDEO)

Le parole del Pontefice nell'omelia della Messa della Domenica delle Palme per il secondo anno in pandemia: "Lungo la via crucis quotidiana incontriamo i volti di tanti fratelli e sorelle in difficoltà: non passiamo oltre, lasciamo che il cuore si muova a compassione e avviciniamoci" - (VIDEO)


Di fronte a Dio l'atteggiamento deve essere quello dello "stupore", non della "ammirazione". "Se la fede perde lo stupore diventa sorda" e non vede altra via che quella di "rifugiarsi nei legalismi e nei clericalismi, tutte cose che Gesù condanna".

Lo ha detto Papa Francesco nell'omelia della Messa della Domenica delle Palme.
"Anche oggi tanti ammirano Gesù: ha parlato bene, ha amato e perdonato, il suo esempio ha cambiato la storia... Lo ammirano, ma la loro vita non cambia. Perché ammirare Gesù non basta.
Occorre seguirlo sulla sua via, lasciarsi mettere in discussione da Lui: passare dall'ammirazione allo stupore". "L'ammirazione può essere mondana, perché ricerca i propri gusti e le proprie attese; lo stupore, invece, rimane aperto all'altro, alla sua novità", ha aggiunto il Papa. "Chiediamo la grazia dello stupore. La vita cristiana, senza stupore, diventa grigiore". Se non c'è stupore forse "la nostra fede è stata logorata dall'abitudine", ha concluso il Papa. 

Con la celebrazione della Domenica delle Palme, "siamo entrati nella Settimana Santa. Per la seconda volta la viviamo nel contesto della pandemia. L'anno scorso eravamo più scioccati, quest'anno siamo più provati. E la crisi economica è diventata pesante", ha detto il Papa all'Angelus aggiungendo: "In questa situazione storica e sociale, Dio cosa fa? Prende la croce", "si fa carico del male" soprattutto quello "spirituale, perché il Maligno approfitta delle crisi per seminare sfiducia, disperazione e zizzania. E noi? Che cosa dobbiamo fare?". Come Maria dobbiamo prendere la nostra "parte di sofferenza, di buio, di smarrimento". "E, lungo la via crucis quotidiana - ha aggiunto il Papa all'Angelus, recitato al termine della Messa dalla basilica vaticana -, incontriamo i volti di tanti fratelli e sorelle in difficoltà: non passiamo oltre, lasciamo che il cuore si muova a compassione e avviciniamoci. Sul momento, come il Cireneo, potremo pensare: 'Perché proprio io?'. Ma poi scopriremo il dono che, senza nostro merito, ci è toccato". 

Draghi alla Camera: "Pensiamo alle riaperture, a cominciare dalla scuola". Al Senato aveva ammonito le Regioni: "Differenze sui vaccini difficili da accettare, seguano il piano nazionale" (VIDEO)

L'aula del Senato ha approvato con 231 voti favorevoli, 25 contrari e 11 astenuti la risoluzione depositata dalle forze di maggioranza sulle comunicazioni del premier Draghi in vista del Consiglio europeo. "Abbiamo quattro vaccini sicuri e efficaci, ad aprile arriva anche Johnson&Johnson". Lo ha detto il presidente del Consiglio, parlando dell'emergenza Covid. "E' bene cominciare a pianificare le riaperture: speriamo di riaprire le scuole fino alle primaria dopo Pasqua", ha aggiunto - (VIDEO Camera - VIDEO Senato)


Dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio al Senato, il premier Mario Draghi interviene alla Camera dei Deputati. "Il governo renderà pubblici questa settimana tutti i dati" sui vaccini "sul sito della Presidenza del Consiglio, Regione per Regione, categoria di età per categoria di età". Lo dice il premier Mario Draghi nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue. "Quello che abbiamo da imparare è che una volta che abbiamo una logistica efficiente, e l'abbiamo, con meno requisiti formali e con un maggior pragmatismo - ovvero, quello che si dice con una "brutta parola", con una sburocratizzazione del processo - si arriva anche ad una maggiore velocità", dice il premier Mario Draghi nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue.

L'Aula del Senato ha approvato con 231 voti favorevoli, 25 contrari e 11 astenuti la risoluzione depositata dalle forze di maggioranza sulle comunicazioni del premier Draghi in vista del Consiglio europeo di domani.

Il documento ha le firme dei capigruppo di Pd, M5s, Lega, Forza Italia, gruppo Misto, Italia viva, Europeisti-Maie-Centro democratico e il gruppo delle Autonomie. Bocciate le altre 4 risoluzioni sottoscritte - in ordine di presentazione - da tre senatori del gruppo Misto (Elena Fattori, Gianluigi Paragone e Mattia Crucioli) e dal capogruppo di Fratelli d'Italia, Luca Ciriani.

LE COMUNICAZIONI DI DRAGHI AL SENATO

Agli scranni del governo, accanto al premier i ministri della Pubblica Istruzione Renato Brunetta quello dell'Innovazione tecnologica Vittorio Colao, il titolare dei Rapporti con il Parlamento Federico D'inca', la ministra degli Interni Luciana Lamorgese e quello dell'Agricoltura Stefano Patuanelli.

"Le comunicazioni alle Camere consentono un pieno coinvolgimento del Parlamento. Si tratta di un passaggio importante" e "prima di tutto vorrei esprimere forte soddisfazione per la partecipazione del presidente degli Usa Biden a un segmento del Consiglio ", presenza che "conferma la volontà di imprimere un forte slancio alle relazioni con l'Ue", ha detto il premier.

"A un anno di distanza dobbiamo fare tutto il possibile per la soluzione della crisi. Sappiamo come farlo, abbiamo 4 vaccini sicuri e efficaci, ad aprile arriva anche Johnson&Johnson. L'obiettivo è vaccinare quante più persone possibile nel più breve tempo possibile", ha detto Draghi parlando di un "messaggio di fiducia".

"Siamo già all'opera per compensare il ritardo di questi mesi. L'accelerazione della campagna vaccinale è già visibile nei dati. Nelle prime tre settimane di marzo la media delle somministrazioni è stata pari a 170mila dosi al giorno, più del doppio della media dei due mesi precedenti. Il nostro obiettivo è portare il ritmo a mezzo milione al giorno". "Accelerare con la campagna vaccinale è essenziale per frenare il contagio, per tornare alla normalità e per evitare il sorgere di nuove varianti", sottolinea Draghi. E il premier argomenta: "se paragonate al resto d'Europa, le cose qui già ora vanno abbastanza bene. Per vaccini fatti, l'Italia è seconda dopo la Spagna, ma per i noti motivi l'Unione Europea si colloca dietro molti altri Paesi. Nel Regno Unito, giusto per fare un esempio, la campagna vaccinale procede più rapidamente, anche se bisogna dire che le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi in numero sono paragonabili a quelle dell'Italia. Però vediamo cosa abbiamo da imparare da quell'esperienza e anche da quella di altri Paesi". "Ovviamente hanno iniziato due mesi prima, anche questo per i noti motivi. Ma lì si utilizza un gran numero di siti vaccinali e un gran numero di persone è abilitato a somministrare i vaccini. Nonché ovviamente il richiamo della seconda dose è stato spostato nel tempo rispetto a quanto avviene in Europa", conclude. 

Le differenze tra le Regioni nella somministrazioni delle dosi "sono difficili da accettare. Le Regioni seguano le priorità del piano nazionale", ha detto ancora Draghi nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio Ue. "Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del Ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale. Dobbiamo essere uniti nell'uscita dalla pandemia come lo siamo stati soffrendo, insieme, nei mesi precedenti", ha detto ancora Draghi.

"Si parla molto di autonomia strategica, in riferimento alla sicurezza e al mercato unico, ma la prima autonomia strategica è quella dei vaccini, oggi".  

"Mentre stiamo vaccinando è bene cominciare a pianificare le aperture", ha detto ancora Draghi. "Noi stiamo guardando attentamente i dati sui contagi, ma insomma se la situazione epidemiologica lo consentirà la scuola aprirà in primis, anche nelle zone rosse", aggiunge. "Cominceremo a riaprire le scuole primarie e la scuola dell'infanzia anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni, ovvero speriamo subito dopo Pasqua". 

"Il governo intende assicurare la massima trasparenza sui vaccini e e renderà pubblici i dati sul sito della presidenza del Consiglio".

"Dobbiamo chiedere alle case farmaceutiche il pieno rispetto degli impegni, in sede europea. Dobbiamo ricostruire una filiera che non sia vulnerabile agli choc e alle decisioni che avvengono all'esterno", ha spiegato ancora Draghi.

"Finora Covax ha assicurato quasi 30 milioni di dosi, il nostro auspicio è renedere sempre più efficace questo meccanismo", ha detto il premier. "Sulla campagna vaccinale è necessario rafforzare la credibilità dell'Ue", aggiunge.

Il processo di digitalizzazione in Ue "non sarà facile. In Italia il programma Next Generation Ue offre un'enorme possibilità, il 20% dei fondi riguarda proprio la trasformazione digitale, ma lo sviluppo di questi settori non può prescindere dall'equa distribuzione dei proventi. Riteniamo che il Consiglio Ue debba procedere ad una soluzione globale su una tassazione digitale entro la metà del 2021 e credo sia possibile grazie all'apporto degli Usa con la nuova amministrazione".  

"Un futuro migliore per l'Europa unita passa attraverso un'azione concreta sull'occupazione, soprattutto giovanile, sulle pari opportunità, sui diritti sociali. Vogliamo organizzare e occuparci di questi temi in un "Vertice Sociale" che sarà organizzato il 7-8 maggio dalla Presidenza di turno portoghese del Consiglio dell'Unione europea". "Ed è il tema che dobbiamo mettere al centro della Conferenza sul Futuro dell'Europa che prenderà il via il 9 maggio. I giovani e l'occupazione giovanile: questo è al centro del futuro dell'Europa. Per questo appuntamento sollecitiamo la partecipazione attiva di tutti i cittadini europei e dei parlamenti nazionali", aggiunge Draghi concludendo: "L'uscita dalla pandemia rappresenta la principale sfida di tutti i governi europei, ma non è l'unica. E noi abbiamo ora un atteggiamento di coloro che spronano gli altri partner e sono essi stessi consapevoli della necessità di agire urgentemente, con efficacia, senza perdere un attimo."

Poi un passaggio sulla Turchia: "L'abbandono turco della Convenzione di Istanbul rapprensenta un grave passo indietro", ha detto il presidente del Consiglio. 

"Il coordinamento europeo va sempre cercato e va rafforzato, ma se non funziona in questi momenti dove il tempo è prezioso, occorre anche trovare del risposte da soli", ha detto il presidente del consiglio, Mario Draghi. "Noi pretendiamo il rispetto dei contratti da parte delle multinazionali produttrici dei vaccini". "Dalle esperienze degli atri Paesi impariamo una logistica efficiente può perseguire i propri obiettivi molto più velocemente se si attua un certo pragmatismo nella sburocratizzazione del processo di amministrazione dei vaccini. E lì abbiamo da imparare". 

"Noi per primi dobbiamo cominciare a pensare alle riaperture, in particolare e a cominciare dalla scuola", ha ribadito il premier.

Poi il presidente del Conisglio ha detto: "Io farò una visita in Libia il 6 o 7 aprile, nella prima settimana del mese. E' chiaro che l'Italia difende in Libia i propri interessi internazionali e la cooperazione. Se vi fossero interessi contrapposti l'Italia non deve avere alcun dubbio a difendere i propri interessi internazionali, né deve avere timori reverenziali verso qual che sia partner. Ho sempre dimostrato estrema indipendenza nella difesa dei valori fondamentali dell'Europa e della Nazione". 

Germania, la Merkel annulla il lockdown di Pasqua: "Ho sbagliato e mi scuso, misure revocate"

"E' un errore che deve essere chiamato come tale e bisogna correggere in tempo". Lo ha detto Angela Merkel in uno statement tenuto subito dopo la conferenza blitz fra Stato e Regioni durante la quale ha annullato il super lockdown dei giorni di Pasqua


Lockdown in Germania a Pasqua cancellato. Angela Merkel ci ripensa: la cancelliera ha deciso di fare marcia e ha annullato la proroga di restrizioni, divieti e misure fino al 18 aprile. Ad annunciarlo è stata la stessa cancelliera ai premier delle regioni, convocati a sorpresa oggi, dopo le critiche suscitate dall'esito della riunione di pochi giorni fa.

"ERRORE SOLO MIO"

Merkel si è assunta la responsabilità per l'"errore": "Se possibile, deve essere corretto in tempo. Penso che sia ancora possibile. Questo errore è stato unicamente un mio errore". Poi, in una breve dichiarazione alla stampa, ha chiesto "perdono a tutti i cittadini". Il lockdown tecnicamente è in stand by: la stretta verrà attuata se l'incidenza, nel corso di una settimana, si manterrà superiore ai 100 casi per 100.000 abitanti per 3 giorni consecutivi.

"Non abbiamo sconfitto il virus", aveva dichiarato giorni fa Merkel, al termine di una maratona negoziale in cui aveva annunciato la proroga delle rigide disposizioni relative ai giorni di Pasqua. Poi l'invito alla popolazione a restare a casa, con chiusura obbligatoria dei negozi, ad eccezione degli alimentari e dei supermercati, per i quali era prevista una deroga per il 3 aprile. I raduni pubblici erano stati generalmente vietati durante questo periodo, con i centri di test e di vaccinazione anti Covid-19.

Era stato deciso che le cerimonie pasquali sarebbero state virtuali, i raduni in privato limitati a cinque persone appartenenti a due nuclei famigliari diversi, escludendo dal conteggio chi ha meno di 14 anni.

"NESSUNA ALTERNATIVA A MISURE REVOCATE"

Non ci sarà alcuna alternativa al piano di restrizioni per i giorni di Pasqua concordato a livello federale e regionale in Germania e poi revocato per decisione di Merkel. Ad annunciarlo è stata la stessa cancelliera, che dopo la dichiarazione alla stampa per confermare la marcia indietro sulle nuove misure restrittive ed assumersi la responsabilità dell'accaduto si è presentata in parlamento per rispondere alle domande dei deputati.

Replicando al quesito di un parlamentare dell'opposizione Merkel ha spiegato che l'unica misura sarà quella, già decisa, di "tirare il freno di emergenza" sul progressivo allentamento delle restrizioni, con la sospensione dei piani di riapertura in presenza di un'incidenza superiore ai 100 casi per centomila abitanti per tre giorni consecutivi.

 

 
  • Pubblicato in Esteri

Meteo, finalmente la primavera: freddo anomalo agli sgoccioli, temperature in aumento ovunque

Le previsioni del sito www.iLMeteo.it: entro il weekend il clima mite e il tempo stabile e soleggiato avranno avvolto praticamente tutto il Paese


alternate text

Questa fase di stampo decisamente invernale sta per finire. Da domani l'anticiclone riuscirà a proteggere tutto il nostro Paese garantendo non solo un tempo asciutto, ma anche temperature in deciso aumento. Il team del sito www.iLMeteo.it informa che nei prossimi giorni i venti freddi che stanno ancora soffiando al Centro-Sud, responsabili delle ultime fasi instabili e di temperature sotto media, lasceranno spazio a correnti più miti e deboli.

Al Nord e su gran parte del Centro il clima si è già addolcito, ma si scalderà ulteriormente. Sarà una vera "esplosione di primavera": a partire da mercoledì le temperature massime saliranno fino a 17 C su gran parte delle regioni centrali e settentrionali, rimarranno ancora un po' sotto tono al Sud. Entro il weekend il clima mite e il tempo stabile e soleggiato avranno avvolto praticamente tutto il Paese.

Le temperature avranno un ulteriore incremento con punte di 19-20 C al Nord, in Toscana, sul Lazio e su molte regioni del Sud. Anche i valori notturni dopo un avvio ancora piuttosto freddo cominceranno a salire di 6-8 C sopra lo zero, ma questo solamente a partire da giovedì 24.

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS