updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

Economia, ora il decreto Rilancio è legge. Dall'ecobonus allo smart working, dai voucher agli incentivi per l'auto: così il governo vuole farci uscire dalla crisi

Previsti interventi per un valore di 55 miliardi di euro per fronteggiare la crisi economica causata dal coronavirus


Scostamento deficit: ok Camera e Senato/ Diretta voto: sì a ...

Il decreto Rilancio è diventato legge. Il Senato ha confermato la fiducia al governo sul provvedimento, con 159 voti a favore, 121 contrari e nessun astenuto. Approvato alla Camera il 9 luglio e in scadenza il 18 luglio, il dl prevede interventi per un valore di 55 miliardi di euro per limitare l'impatto economico dell'emergenza sanitaria causata dal coronavirus su imprese, lavoratori con partite Iva, dipendenti, famiglie e terzo settore.

Ecco le misure principali:

Estensione ecobonus L'ecobonus 110% viene esteso fino al 30 giugno 2022 solo per interventi di efficienza energetica per le case di edilizia popolare. SI potrà beneficiare della detrazione solo per interventi effettuati su un massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento, senza limitazioni, delle stesse detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio.

Pensioni di invalidità Passa anche la proposta di Giorgia Meloni di FdI, sottoscritta anche da tutti gli altri gruppi parlamentari, di istituire un apposito fondo per aumentare l'importo degli assegni di invalidità civile ad almeno 516 euro.

Smart working Esulta il ministro Fabiana Dadone: "La rivoluzione è in atto", assicura, sottolineando come la proposta approvata introduce il 'Piano organizzativo del lavoro agile' (Pola), con il quale "dal 1° gennaio 2021 la percentuale salirà ad almeno il 60%".

Voucher e rimborsi Diritto di rimborso per viaggi e vacanze, ma anche per concerti ed eventi al termine della validità del voucher (18 mesi) se la data dovesse saltare. Il testo prevede un fondo di Ristoro, di 10 milioni.

Scuola Sale a 300 milioni il fondo per le Paritarie, raddoppiando la cifra iniziale prevista. "La scuola pubblica è statale e paritaria e il nostro sistema educativo, soprattutto in questo momento, ha bisogno di tutti", commenta il viceministro Anna Ascani.

Centri estivi Il nuovo testo amplia la fascia di età dei beneficiari che in origine era da 3 a 14 anni e ora è da 0 a 16 anni.

Stretta sui servizi telefonici Nuovi poteri all'Antitrust che potrà "ordinare, anche in via cautelare la rimozione di iniziative o attività destinate ai consumatori italiani e diffuse attraverso le reti telematiche o di telecomunicazione che integrano gli estremi di una pratica commerciale scorretta". Previste multe fino a 5 milioni "in caso di inottemperanza" degli operatori.

Incentivi per auto Euro 6 Con un emendamento voluto da Pd, Iv e Leu, oltre che per le auto ibride ed elettriche, ci saranno incentivi di 3.500 euro in caso di rottamazione di un veicolo con oltre 10 anni di vita per l'acquisto di vetture Euro 6 con limiti di emissioni tra 61 e 110 grammi a chilometro. Fino a 10 mila euro per passare all'ibrido o al full electric.

Congedi parentali fino al 31 agosto Il congedo parentale di 30 giorni, retribuito al 50%, per i genitori di bambini fino a 12 anni è stato esteso fino al 31 agosto.

Bergamo e Brescia capitali della culturaVia libera con il parere favorevole del governo, alla proposta che indica ufficialmente Bergamo e Brescia come capitali italiane della cultura per il 2023.

 

Fonte: Tgcom24

Stato di emergenza, la proroga mette in agitazione la maggioranza e fa insorgere l'opposizione. Settimana calda per il governo

La nuova ipotesi al vaglio del Consiglio dei ministri. L'idea è di prorogare lo stato d'emergenza in modo graduale (al 31 ottobre anziché al 31 dicembre). Le misure restrittive fino al 31 luglio. Monta la polemica politica: Pd con Conte, tensioni col M5S. Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia puntano l'indice contro il rischio di "pieni poteri" al premier. Berlusconi: "Inaccettabile forzare la Costituzione"


Cosa prevede il nuovo decreto di Conte per combattere il ...

Prorogare lo stato di emergenza per la lotta al coronavirus al 31 ottobre anziché al 31 dicembre: è l'ipotesi al vaglio del governo. La delibera potrebbe essere all'esame del prossimo Cdm. Si va poi verso la proroga al 31 luglio di tutte le misure restrittive (discoteche, fiere e congressi chiusi, stretta sui voli, vietati gli assembramenti e obbligo di mascherina nei luoghi chiusi) contenute nel Dpcm dell'11 giugno. Lo prevederebbe il nuovo Dpcm atteso il 14 luglio.

Il governo, come ha già anticipato il premier Giuseppe Conte, è intenzionato a ampliare le misure eccezionali per la lotta al coronavirus e già in settimana potrebbe arrivare una delibera ad hoc in Consiglio dei ministri, accompagnata anche da un decreto legge utile per fare ordine fra le varie scadenze fissate nel corso di questi mesi.

Nessuna decisione è stata ancora presa, sottolineano diverse fonti, ma è possibile che si decida di procedere in modo graduale. Scegliere una scadenza più ravvicinata avrebbe però lo svantaggio - è il ragionamento - di rendere più incerto il destino degli interventi a favore di famiglie e imprese.

Intanto, martedì il governo approverà un nuovo Dpcm per confermare il pacchetto di misure che scadono il 14 luglio (dalla stretta della movida ai voli) fino a fine mese e che ancora vengono ritenute necessarie per evitare che il Covid-19 torni a diffondersi pericolosamente.

A riferire in Parlamento quasi in contemporanea le decisioni adottate dall'esecutivo sarà il ministro Roberto Speranza: il titolare della Salute si presenterà martedì sera in Aula a Montecitorio (la volta precedente era stato in Senato) e illustrerà il provvedimento.

La maggioranza e le opposizioni potranno presentare delle risoluzioni ma - a differenza della partita che si gioca sul Mes - in questo caso il voto dovrebbe filare liscio. Il Pd con Stefano Ceccanti, che pure ha chiesto più volte al governo di confrontarsi con il Parlamento, si ritiene soddisfatto ma chiede anche che arrivi subito "qualche prima spiegazione" nonché chiede di definire il giorno in cui il presidente del Consiglio "verrà a ricevere indirizzi del Parlamento sul post del 31 luglio".

Giusto e opportuno, dice il capogruppo di LeU al Senato Federico Fornaro, valutare una proroga dello stato di emergenza, senza che la questione sia dominata da una sterile propaganda", anche se il compagno di partito Stefano Fassina sostiene la necessità di invertire l'ordine dei lavori: prima la discussione alle Camere e poi il via libera del governo.

Granitici contro l'uso di strumenti che non possano essere modificati da senatori e deputati invece gli esponenti delle opposizioni: Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia puntano l'indice contro il rischio di "pieni poteri" esercitati dal premier attraverso la scelta di strumenti normativi con corsie preferenziali ma anche contro i partiti di maggioranza.

Giorgia Meloni è convinta che la proroga dello stato di emergenza non sia altro che un escamotage di ministri e parlamentari per "salvare le poltrone" mentre Silvio Berlusconi ha preso carta e penna e in una lettera alla Stampa ha ribadito la disponibilità a "collaborare" ma ha anche definito "inaccettabile sul piano della procedura la decisione di forzare ancora la Costituzione e la trasparenza del processo democratico".

 

(Fonte: Tgcom24)

Conte soddisfatto dei suoi ministri: "Non vedo un rimpasto all'orizzonte". Berlusconi: "Nessuna disponibilità di Forza Italia a sostenere il governo"

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parla alla tv spagnola e fa il punto sul lavoro del governo, ma anche su emergenza Covid, rapporti internazionali e Mes. Intanto Silvio Berlusconi replica alle ipotesi formulate sull'onda delle dichiarazioni di Romano Prodi che non escludeva un ingresso nella maggioranza da parte di Forza Italia: "Noi in prima linea nell'evidenziare l'inadeguatezza dell'attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani"


Un rimpasto nella squadra di governo dopo le regionali fissate a settembre? "No, non vedo all'orizzonte un rimpasto di governo, sono soddisfatto della squadra dei ministri". Lo assicura il premier Giuseppe Conte, in un'intervista all'emittente spagnola Nius. "Abbiamo appena approvato un decreto molto importante per l’Italia, il Dl semplificazioni - prosegue il presidente del Consiglio - che taglia la burocrazia, che consente di accelerare la spesa per gli investimenti, sblocchiamo tantissimi cantieri. Abbiamo individuato circa 130 opere strategiche per le quali vogliamo correre molto speditamente, abbiamo un piano di rilancio condiviso con tutta la società italiana, stiamo lavorando a questo, siamo molto concentrati, non vedo rimpasti all’orizzonte”.

CORONAVIRUS - Una nuova ondata Covid post estate? "Alcuni esperti ragionano, è un dibattito pubblico, ragionano di una seconda ondata. Io non so se arriverà, anche perché non sono uno scienziato, e mi pare capire che essendo questa pandemia un nuovo virus le previsioni son difficili. Dico solamente che se ci dovesse essere una nuova ondata l'Italia è attrezzata per mantenerla sotto controllo". A chi gli domanda se gli italiani abbiano ormai abbassato la guardia sulle misure di contenimento, "ho un atteggiamento di fiducia - risponde il presidente del Consiglio - occorre attenzione ma anche fiducia. In questo momento i cittadini italiani devono affrontare la ripresa delle attività economiche sociali e culturali con tranquillità. Devono rispettare le poche regole di distanziamento, l’utilizzo della mascherina se non c’è distanziamento ma la vita in Italia deve riprendere, tutte le attività devono riprendere. Abbiamo potenziato la risposta del sistema sanitario, fatti milioni di test, abbiamo anche elaborato un piano di monitoraggio molto dettagliato che ci consente di controllare tutte le aree territoriali: sono fiducioso, abbiamo tutte le condizioni per affrontare l’estate e anche l’autunno".

OLANDA - Al presidente olandese Mark Rutte "spiegherò che abbiamo fretta nell'interesse di tutti, non solo nostro ma anche dell'Olanda. Più rischiamo di ritardare più rischiamo di elaborare una risposta inefficace. Se noi lasciamo che si distrugga il mercato unico i danni saranno anche per l'Olanda non solo per Italia, Spagna, Portogallo e Francia. Anche l'Olanda beneficia dal mercato unico, si avvale dell'economia europea. Quindi anche nel loro interesse è una reazione chiara e immediata".

MES - Il ricorso al Mes "non è mai stato un tabù: ho semplicemente detto che non puntiamo sul Mes perché non è la risoluzione dei nostri problemi. Noi abbiamo bisogno del Recovery Fund, dopo valuteremo se nell'interesse dell'Italia usare anche il Mes. E valuteremo in modo trasparente la regolamentazione della linea di credito del Mes".

"Ogni Stato deve misurarsi con la propria opinione pubblica e il proprio Parlamento. Non è che non voglio parlare di Mes per non affrontare il problema e fuggire alle mie responsabilità - assicura il presidente del Consiglio - è che affrontarlo adesso significa fare una battaglia astratta, che addirittura può diventare ideologica. In Italia c'è chi dice sì al Mes per principio e chi dice no al Mes per principio. A me interessa un approccio pragmatico e quel che serve alla comunità nazionale".

"Una volta finito il negoziato avremo gli strumenti, li studieremo uno per uno, aggiorneremo la valutazione anche con i flussi di cassa e io andrò in Parlamento a fare una proposta. Alla luce della situazione attuale, credo che queste sono le proposte e se ci sono delle alternative le proporrò e ne discuterò con il Parlamento in modo molto trasparente. Mi assumerò la responsabilità di fare anche una proposta", assicura.

BERGAMO - Sul lockdown a Bergamo, finito al centro di un'inchiesta giudiziaria, "non ho avuto richieste dalla Confindustria. L'ho letto sui giornali, non è una cosa che mi riguarda, le valutazioni sono state fatte senza ascoltare Confindustria, assolutamente no".

 

FORZA ITALIA: "NESSUNA DISPONIBILIA' A SOSTENERE IL GOVERNO"

"Non vi è né da parte del presidente Berlusconi, né del Movimento Politico Forza Italia alcuna disponibilità a fornire un sostegno politico al governo Conte. La disponibilità alla collaborazione istituzionale, già espressa nella storia di Forza Italia nei confronti dei governi in carica, qualunque essi siano, nei momenti in cui sono in gioco vitali interessi nazionali, non ha in alcun modo il significato di una partecipazione o di un atteggiamento benevolo, oggi o in futuro, verso l’attuale maggioranza o verso altre formule politiche incoerenti con la volontà degli elettori". E' quanto si legge in una nota della segreteria politica di Silvio Berlusconi smentendo un retroscena pubblicato oggi dal 'Fatto quotidiano' su un presunto interessamento del gruppo Mediaset a una Newco di rete.

"Al contrario - si sottolinea - Forza Italia, pur mantenendo un comportamento responsabile e costruttivo, è in prima linea nell’evidenziare l’inadeguatezza dell’attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani".

"Achtung Joseph!": la minoranza di lingua tedesca ricatta Conte. In Senato governo appeso ai voti della Svp. Sul tavolo anche le leggi per abbattere orsi e lupi

Il voto dei parlamentari Svp a Roma dipenderà "dai segnali del governo Conte a favore dell'Alto Adige". Lo affermano il governatore altoatesino, Arno Kompatscher, e il segretario Svp, Philipp Achammer, in una nota congiunta. La Suedtiroler Volkspartei, che con i suoi tre senatori (Julia Unterberger, Meinhard Durnwalder e Dieter Steger) potrebbe diventare l'ago della bilancia a Palazzo Madama, a questo scopo sottoporrà al premier "un programma di lavoro con una serie die iniziative legislative e norme d'attuazione con una tabella di marcia per la loro applicazione nelle prossime settimane e mesi". "Il nostro voto dipenderà unicamente dal fatto se le richieste dell'Alto Adige saranno accolte. La nostra disponibilità a sostenere il governo deve comportare risultati concreti ed immediati per l'Alto Adige", concludono Achammer e Kompatscher. Tra queste richieste ci sarebbe anche la facoltà di legiferare autonomamente da parte dei territori delle province di Trento e di Bolzano su questioni che abbracciano tematiche delicate come l'abbattimento di lupi e orsi

Kompatscher contro Roma vuole lo scudo della legge provinciale ...

Governo, alta tensione Pd-M5S sul Mes. Zingaretti attacca: "Non si può tergiversare ancora". I grillini restano fermi: "Ministri e presidenti di Regione dem spendano i soldi che hanno"

Posizioni sempre divergenti sul Fondo Salva Stati. Il segretario Pd Zingaretti incalza l'alleato: "Basta danze immobili. I 36 miliardi messi a disposizione del Paese possono "migliorare la qualità dell'assistenza e della cura delle persone" e "dare un concreto impulso alla ripresa economica". La replica dei 5Stelle: "La nostra posizione non è cambiata". Il viceministro Buffagni: "Accelerare? Non mi sembra di avere accanto ghepardi"


Sondaggi TgLa 7, crolla il PD e intanto la Lega... - Il Paragone

Pressing del Pd per il Mes. In un intervento sul Corriere della Sera, Zingaretti elenca 10 ragioni per chiedere l'utilizzo del fondo: per l'Italia 37,5 miliardi subito per la sanità. 'Non credo possiamo permetterci ancora di tergiversare. La danza immobile delle parole, slogan, furbizie lasciamoli alle destre, noi dedichiamoci a dare risposte alle persone e ricostruire l'Italia uniti'.

Per M5s replica il viceministro allo Sviluppo Buffagni: 'Il Pd dovrebbe prima spendere i soldi che i loro ministri hanno in portafoglio e che i loro presidenti di Regione hanno per la sanità e non stanno spendendo. Oltre i 16 miliardi che ci sono già per gli investimenti. Il Paese ha bisogno di spendere i soldi stanziati e non di fare campagna su uno strumento che è diventato una bandierina'.

"La posizione del Movimento non cambia". Con queste parole il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, risponde alla domanda di Affaritaliani.it se la posizione del M5S sul Mes sia cambiata, rispetto al no all'utilizzo dei fondi europei, dopo l'insistenza del Partito Democratico e dopo in particolare le parole di Nicola Zingaretti ('Il governo non può più tergiversare').

"Patuanelli sostiene che la posizione del Movimento 5 Stelle sui fondi del Mes per la sanità non cambia e "rimane la stessa di mesi fa". Appunto, è esattamente questo il problema. In questi mesi è cambiato tutto, in Europa sono stati messi in campo strumenti mai visti prima e rimanere fermi significa solo essere miopi e irresponsabilmente ideologici". Lo afferma Michele Bordo, vice capogruppo del Pd alla Camera.

"Il Mes è stato criticato e combattuto da molti, ma ora è uno strumento finanziario totalmente diverso da quello del passato. Le destre sono abituate a cavalcare i problemi e non a trovare soluzioni per risolverli. Chi sta governando l'Italia ha il compito opposto. Io non credo possiamo permetterci ancora di tergiversare. La danza immobile delle parole, slogan, furbizie lasciamoli alle destre, noi anche nel nostro partito dedichiamoci a dare risposte alle persone e ricostruire l'Italia uniti". Lo scrive il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nell' intervento sul Corsera.

"La Sanità è stata capace di uno sforzo immane. Ma l'attuale sistema di cura e presa in carico ha mostrato tutti i suoi limiti", evidenzia Zingaretti. Con il Mes "oggi possiamo avere le risorse mai viste prima per fare quei grandi investimenti che ci permetteranno di migliorare la qualità dell'assistenza e della cura delle persone e, insieme, anche di dare un concreto impulso alla ripresa economica".

"Bisogna avere coraggio, visione e concretezza, anche per far uscire la discussione sul Mes dall'attuale confronto ancorato al passato e concentrarlo invece sulle opportunità e le cose possibili da fare per il bene comune", prosegue Zingaretti. Il segretario dem elenca quindi dieci filoni su cui puntare: "Investire nella ricerca; rivoluzionare e digitalizzare il settore sanitario; dare più centralità a medicina territoriale e distretti; dare più forza alla medicina di base; riformare i servizi per anziani e malati cronici, rivisitando il funzionamento delle Rsa; modernizzare e adeguare gli ospedali; aumentare gli investimenti nel personale sanitario; garantire l'accesso alle terapie; ampliare le borse di studio; aumentare i posti finanziati per gli specializzandi".  

Sottosegretari, ecco tutte le candidature e i malumori - Il Sole ...

"Il Mes? Il Pd dovrebbe prima spendere i soldi che i loro ministri hanno in portafoglio e che i loro presidenti di Regione hanno per la sanità e non stanno spendendo. Oltre i 16 miliardi che ci sono già per gli investimenti. Il Paese ha bisogno di spendere i soldi stanziati per far ripartire l'economia e non di fare campagna su uno strumento che è diventato una bandierina". A dirlo è Stefano Buffagni, viceministro M5s allo Sviluppo, in un'intervista al Corriere della Sera. "Questo governo ha bisogno di un cambio di passo e di più coraggio. Superata la giusta fase di lockdown è necessario andare oltre, perché le condizioni del Paese ce lo impongono e ce lo consentono", afferma Buffagni, secondo cui le responsabilità dello stallo sono "di tutta la maggioranza. Condivido l'esigenza di accelerare e cominciare a correre e non mi sembra di avere accanto dei ghepardi", dichiara in riferimento agli alleati di governo. Parlando del Movimento, una scissione "farebbe solo danno a noi e al Paese. Capisco che è più facile scendere dalla barca piuttosto che mettersi a remare tutti insieme, ma sono amareggiato per l'uscita di alcuni senatori", dice Buffagni. Quanto al premier Conte, "lo aspetto sempre a braccia aperte nel M5s, è una risorsa indipendentemente dalla leadership. E sprono anche lui ad avere più coraggio". Su Aspi, "auspico che si chiuda prima possibile. Chi ha gestito in modo così fallimentare la società deve andare via. Invito a vedere i disastri che ci sono sulle autostrade della Liguria, oltre al ponte che hanno fatto cadere lesinando sulla manutenzione", conclude il viceministro.

 

 

Razzismo e immigrazione, tutti a lezione dal capo sardina: "Noi siamo per lo ius soli puro, ma prima educhiamo gli italiani"

"Noi saremmo per lo ius soli puro, ma siamo convinti che prima serva un’opera di sensibilizzazione, di educazione". Lo dice all'AdnKronos, Mattia Santori, leader delle Sardine, dopo la manifestazione di ieri a Piazza del Popolo, a Roma, convocata in memoria di George Floyd e contro il razzismo, nel corso della quale si è levata la richiesta di approvare la legge per la cittadinanza ai figli dei migranti nati in Italia.

Santori spiega di essere favorevole a una cittadinanza concessa a chi nasca nel nostro territorio, sul modello americano, ma ammette che "quando i diritti umani vengono calpestati per meri fini propagandistici, è difficile affrontare certi temi". Quindi "prima di parlare di ius soli, bisogna bonificare la narrazione farlocca e strumentale portata avanti da certi personaggi della politica e bisogna finalmente avere il coraggio di fare i conti con la Storia".

"Questo è l’unico modo che abbiamo per dare dignità ad un argomento così importante e per sottrarlo al rischio di strumentalizzazione", conclude Santori.

 

(Fonte: Adnkronos)

Il Movimento 5 Stelle avverte Renzi: "Sfiducia a Bonafede è sfiducia al governo". Crescono malumori e sospetti nella maggioranza

Italia Viva incalza governo e maggioranza, domani possibile incontro con Conte. Alla fine il ministro della Giustizia dovrebbe farcela, ma la tensione resta alta e il pressing dei renziani sta crescendo. M5S e Pd convinti che l'ex premier sia a caccia di poltrone e spinga per un rimpasto, con l'arma della minaccia di una guerriglia parlamentare permanente


"Sono convinto che la maggioranza voterà compatta. Il ministro della Giustizia è il capodelegazione di M5S al governo ed è un ministro importante, se qualcuno nella maggioranza vota la sfiducia ovviamente è una sfiducia al governo, questo è evidente a tutti, ma sono convinto che non ci saranno sorprese". Così il capo politico M5S Vito Crimi a Skytg24 sulla mozione di sfiducia al Guardasigilli, domani al Senato.

Si tratta del primo test per la tenuta del governo nella fase 2. E' in vista di quella data che, in queste ore, Italia Viva sta alzando la posta, chiedendo un nuovo confronto con Giuseppe Conte al quale ha inviato il pacchetto di proposte sul programma di governo.

Iv chiede spazio, legando la sua richiesta alla possibilità che la mozione di sfiducia avanzata dalle opposizioni trovi anche il placet sei senatori renziani.

Possibilità sulla quale fonti di governo spiegano come, a qual punto, Matteo Renzi si prenderebbe la responsabilità della sua scelta. E' una partita a scacchi, insomma, che occuperà Conte da qui a mercoledì mattina, tanto da fargli rinviare l'intervento in Aula alla Camera da martedì a giovedì 21 sul tema delle riaperture. Nessuno, a Palazzo Chigi, per ora conferma un nuovo incontro tra il capo del governo e la delegazione di Iv. Anche perché, come spiega un membro del governo della maggioranza, "se vuoi presentare delle proposte non chiedi un incontro con il presidente del Consiglio ma con i tuoi alleati. Se vuoi incontrare solo Conte vuoi poltrone, non il sì alle tue proposte". Ma il pressing di Iv cresce di ora in ora e l'incontro alla fine, potrebbe esserci domani. "Per il nostro gruppo interverro' io in Aula.

I numeri sono ballerini e Italia Viva potrebbe essere decisiva", scrive Renzi lanciando una sorta di sondaggio dalla sua e-news sull'operato di Bonafede. Nel merito dei contenuti due sono i temi chiave su cui Iv insiste: quella della giustizia (la prescrizione, in particolare) e il piano shock sui cantieri per la ripartenza economica del Paese. Sul secondo punto Conte ha messo in campo una contromossa, assorbendo, in linea di principio, il piano di Iv nel decreto su semplificazioni e investimenti al quale il governo lavorerà nei prossimi giorni.

Giorni in cui, dall'Europa, arriveranno anche le notizie decisive per la definizione del Recovery Fund. E la proposta franco-tedesca sui 500 miliardi di aiuti, in chiave interna, potrebbe dare una mano al premier: si tratta di trasferimenti a fondo perduto e quindi adatti a sostituire quei 36 miliardi che metterebbe in campo il Mes. Una simile ipotesi, in teoria, potrebbe porre Conte nelle condizioni di far votare il Parlamento sull'intero pacchetto specificando la non attivazione del Mes e aggirando la possibile frattura del M5S. Di certo, per il premier, inizia la fase più delicata. Il pressing di Confindustria non accenna a diminuire così come il rischio che le Regioni, sulle aperture, vadano in ordine sparso.

Italia Viva di Renzi agita di nuovo il governo: "Dialogo con Pd e M5S, il problema è Conte". La minaccia sulla mozione contro Bonafede: "Il premier non dia per scontato il nostro voto"

Una voce di peso di Italia Viva raccolta dall'agenzia di stampa Adnkronos rilancia le tensioni nella maggioranza che sostiene Giuseppe Conte e riconsegna al partito di Renzi il ruolo di spina nel fianco dell'esecutivo. Dalla fonte accuse, allusioni e minacce: "Morire per morire almeno lo facciamo tenendo fede ai nostri principi"


Giurano che non è un bluff, assicurano che una valutazione seria è in corso e che, se entro mercoledì, non ci sarà un chiarimento con il premier Giuseppe Conte ogni scenario è aperto. Italia Viva è sul piede di guerra. E la mozione Bonino su Alfonso Bonafede potrebbe essere lo strumento per il redde rationem. "Conte non dia per scontato che tanto votiamo contro", dice un big Iv all'Adnkronos.

C'è irritazione perché dopo l'ultimo incontro a palazzo Chigi con il premier che aveva, pur nelle difficoltà, aperto un canale di dialogo, i rapporti si sono di nuovo interrotti. "Conte è scomparso. C'erano delle questioni aperte sulle quali tornare e invece... per carità, capiamo tutto: il decreto rilancio, le Regioni, le riaperture ma pensiamo che il premier debba anche farsi carico della tenuta del suo governo. Non si illuda che il nostro sia un bluff", prosegue la stessa fonte.

Oggi Maria Elena Boschi dovrebbe vedere il capo di gabinetto di Conte per lavorare sui punti dell'ultimo incontro: una svolta sulle politiche della giustizia in senso garantista, il piano Shock sui cantieri, il piano Bonetti sulla famiglia. "Un incontro importante - si sottolinea - ma non esaustivo. Serve un incontro politico con Conte se vogliamo cambiare passo e andare avanti".

La mozione Bonino su Bonafede è sullo sfondo e Iv in assenza di un chiarimento potrebbe votarla. "Per noi la mozione Bonino è perfetta e tanti di noi sarebbero pronti a votare la sfiducia a Bonafede. Mettiamola così: noi non vorremmo votare quella sfiducia, ma Conte deve darci il modo di farlo. Deve dirci che da domani le cose cambiano", si spiega da Iv.

Il problema, dicono i renziani, non sono i rapporti nella maggioranza ma con Conte. "Noi non pretendiamo che il Pd o i 5 Stelle la pensino come noi ma un dialogo c'è. Il problema è Conte. Persino i rapporti con i 5 Stelle sono migliori di quelli con il premier...". Iv chiede dunque un passo al presidente del Consiglio perché accolga il pacchetto di proposte di cui si è discusso nell'ultimo incontro e perché ci sia un cambio di passo nella 'considerazione' di Italia Viva nella maggioranza.

"Noi abbiamo 17 senatori, il Pd 35. Non è possibile che noi siamo tenuti fuori da ogni decisione della maggioranza. Non è possibile che ogni nostra proposta sia una scocciatura. Non è possibile che da palazzo Chigi - e questo a Conte lo abbiamo detto nell'ultimo incontro - arrivi l'ordine alla Rai di non parlare di Italia Viva, perché se stare in questa maggioranza significa non portare alcun rafforzamento al partito, morire per morire almeno lo facciamo tenendo fede ai nostri principi".

(Fonte: Adnkronos)

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