updated 9:44 AM UTC, Sep 16, 2021

Salvini e Meloni, "promessi sposi" sul Lago di Como: "Prove tecniche di governo". L'intesa ritrovata tra i due leader spaventa Draghi

L'attacco condiviso (con o senza richiesta di dimissioni) al ministro Lamorgese sui migranti, le comuni posizioni su obbligo vaccinale e reddito di cittadinanza: i rapporti tra i capi di Lega e Fratelli d'Italia si sono rinsaldati dopo una fase di freddezza, dovuta anche al "derby" interno al centrodestra in termini di consenso e supremazia. Il fatto che uno sia nella maggioranza e l'altra all'opposizione, potrebbe essere superato, in un senso o nell'altro, dopo le elezioni per i sindaci. Parole e immagini dal Workshop Ambrosetti di Cernobbio


Il segretario della Lega Matteo Salvini e la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni si sono abbracciati davanti alle telecamere prima di lasciare il Workshop Ambrosetti di Cernobbio. "Sono prove tecniche di Governo" hanno commentato prima di lasciarsi. Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono seduti sul parapetto dell'Hotel Villa d'Este di Cernobbio in riva al lago di Como per fotografarsi con il telefonino.

Alla domanda dei giornalisti su quali fossero i rapporti tra i due partiti hanno risposto abbracciandosi e pronunciando la frase 'prove tecniche di governo'. 

Le cose con la presidente di Fdi Giorgia Meloni vanno "benissimo". Il segretario della Lega Matteo Salvini, che con lei ha partecipato al Forum Ambrosetti, lo ha detto ai giornalisti aggiungendo "governeremo insieme". Sui tempi ha spiegato che "dipende da Draghi. Se vuole fare il presidente della Repubblica è complicato un quarto governo in quattro anni anche se capisco che c'è chi voglia tirare a campare, soprattutto i 5stelle". "Draghi tutti lo piazzano. Io - ha ironizzato - lo vorrei allenatore del Milan..."

"Io non ho un piano B nelle alleanze: per me esiste solamente l'alleanza di centrodestra, spero che per la Lega e Forza Italia valga alla stessa maniera, questo l'ho chiesto più volte, ma sono abbastanza ottimista che nel 2023 il centrodestra si presenterà compatto e anche sul fatto che possa avere, per il tramite del consenso degli italiani, la possibilità di governare". Lo ha detto la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni a margine del Forum Ambrosetti. 

 

(Fonte: Ansa)

Centrodestra, Berlusconi insiste sul partito unico: "Potrebbe chiamarsi Cdu". Salvini: "Non è all'ordine del giorno, come la Champions del Milan"

Il leader di Forza Italia: "Avrebbe il pregio di richiamare quello che per noi è un modello di riferimento, i nostri partner tedeschi nel Partito popolare europeo. Nessuna fusione fredda, sarà tutelata ogni identità". Ma dopo il no di Giorgia Meloni, arriva lo stop leghista


Centrodestra, vertice ad Arcore: tutto pronto per incontro  Berlusconi-Salvini-Meloni - la Repubblica

Per il nome da dare al partito unico "non mi dispiace neppure Centrodestra unito, la cui sigla, Cdu, avrebbe il pregio di richiamare quello che per noi è un modello di riferimento, i nostri partner tedeschi nel Partito popolare europeo". Lo afferma Silvio Berlusconi, in un'intervista al 'Corriere della Sera'.

"Il centro-destra -aggiunge il leader di Fi- ha bisogno di un forte aggancio ai principi liberali, cristiani, europeisti, garantisti che noi di Forza Italia rappresentiamo. Sono i valori del Ppe, ai quali non rinunceremo mai. Del resto, i partiti espressione del Ppe stanno tornando a vincere in tutt’Europa, proprio in Francia alle Regionali, poche settimane fa a Madrid e in Germania, presto accadrà anche in Italia".

Nell'intervista, Berlusconi si sofferma anche sulla situazione difficile che sta vivendo il Movimento 5 Stelle: "Sinceramente non è mio costume commentare le vicende interne di altre forze politiche. Voglio però aggiungere una considerazione: la crisi dei Cinquestelle non dipende dalle singole figure, è la conseguenza del loro 'vizio d’origine'. Sono una forza politica nata per dare sfogo a un sentimento di malcontento diffuso che hanno usato come trampolino per prendere il potere. Non avendo né un vero progetto né dei valori unificanti era ovvio che chiamati alla prova dell’agire implodessero. Ora guardo con rispetto al loro travaglio, sperando che non crei difficoltà all’esecutivo e che —per il bene della democrazia— trovino un loro ruolo e una loro identità, ovviamente lontanissima dalla nostra".

A stoppare, almeno per ora, le velleità di Berlusconi è proprio Matto Salvini che si era tanto dato da fare per federare la destra qualche settimana fa.  Il partito unico del centrodestra “non è all’ordine del giorno, come la vittoria della Champions da parte del Milan, di certo non l’anno prossimo. Il partito unico non è una cosa che nasce a tavolino o in laboratorio. Partiamo dalla collaborazione sui temi, dalla giustizia al fisco. Proporrò a Berlusconi una carta dei valori condivisi, da sottoporre a chi ci sta: libertà d’impresa, famiglia, innovazione, ambiente”, dice il leader della Lega intervistato su La Stampa in cui ribadisce la sua posizione. “Io spero di vincere le elezioni e governare con una maggioranza omogenea: il partito della coalizione che prenderà più voti esprimerà il premier, ci sarà spazio per tutti”, assicura.

 

(Fonte: Adnkronos, Corriere, La Stampa)

Conte, esordio da leader (in pectore) a Napoli: "Dialogo con il Pd, ma se è impossibile non mi straccio le vesti. Riporterò il M5S al primo posto"

Conferenza stampa dell'ex premier nel capoluogo campano per la campagna elettorale del candidato sindaco Gaetano Manfredi: alleanze, il suo ruolo di capo pentastellato e la difesa del reddito di cittadinanza


Il "dialogo" con il Pd e centrosinistra "ha dato già i suoi frutti, è normale continuare" per "realizzare il progetto di società che vogliamo". Lo ha detto il leader in pectore del M5s Giuseppe Conte, aggiungendo. "Questo non significa che abbiamo un'alleanza strutturata. Laddove non sia possibile non mi straccio le vesti, perché le fusioni a freddo non funzionano".

"Se gli iscritti lo vorranno sarò il nuovo leader" - Ancora, sull'ipotesi chiarisce: "Queste operazioni forzate calate dall'alto non funzionano. Io sto ascoltando molto i territori tutti i giorni, per raccogliere sensibilità. E se gli iscritti lo vorranno, sarò il nuovo leader".  

"Il Movimento è unito" - Sul doppio mandato Conte spiega: "Deciderò io quando sarà il momento di parlarne, ma si deciderà tutti insieme con la comunità del Movimento 5 stelle. Il Movimento è unito, se qualcuno parla a titolo personale è perché ha una personale opinione fuori dal progetto Napoli", sottolinea a Napoli durante una conferenza stampa con il candidato sindaco Gaetano Manfredi sulle voci interne ai Cinquestelle critiche sull'accordo con il Pd a livello locale.

"Voglio portare il M5s al primo posto" - "Non mi sono mai definito un federatore - sottolinea l'ex premier -, sono etichette dei giornali che mi lasciano abbastanza indifferente. Sto lavorando per il Movimento 5 stelle e con il Movimento 5 stelle presenteremo a giorni questo progetto". Poi aggiunge: "Dove voglio portare il M5s? Al primo posto, partito di assoluta maggioranza". 

"Reddito di cittadinanza ha una funzione di inclusione sociale" - Rivendicando poi "appieno" la misura di sostegno al reddito di cittadinanza dal suo governo, sottolinea: "Il reddito di cittadinanza non è un ostacolo all'occupazione, ha un'altra funzione ossia rappresentare una cintura di protezione". E mette in chiaro: "Tanti professoroni, tanti abitanti delle Ztl avversavano il reddito di cittadinanza. Dicevano che era una misura assistenziale, ma io la rivendico appieno. E' una misura di inclusione sociale. Come possiamo amministrare il bene comune senza pensare a quelle fasce di popolazione che non  hanno di che mangiare, che sono al di sotto del contesto della vita politica economica e sociale del Paese?". 

Salvini-Letta, scontro sui sondaggi: "Ipsos lavora per il Pd". La replica: "Atteggiamento infantile"

Duello tra i due leader sull'ultimo sondaggio Ispos che dà il Pd davanti alla Lega, scavalcata anche da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Il leader del Carroccio: "E' l'unico, per tutti gli altri siamo il primo partito". Il segretario dem: "E' come il malato che rompe termometro perché gli dice che ha la febbre"


Pd primo partito alle prossime elezioni con il 20,8, Lega al terzo posto con il 20,1 dietro Fratelli d'Italia con il 20,5. Il sondaggio Ipsos fa discutere. L'istituto di ricerca, attacca il leader della Lega su Facebook "lavora per il partito Democratico e, miracolosamente, sforna l’unico sondaggio italiano che vede il Pd primo partito davanti alla Lega" . "Mentre tutti gli altri vedono la Lega nettamente primo partito. I casi della vita… . Noi andiamo avanti, per il bene dell’Italia, con lavoro, pazienza e sorriso".

La replica del segretario del Pd arriva dai microfoni di Radio Immagina. "Guardo i sondaggi con la coda dell'occhio" dice. "La gente si fa un'idea alla fine della campagna elettorale, quindi francamente farsi condizionare dai sondaggi non ha molto senso". "Salvini se l'è presa con Ipsos, mi sembra di cattivo gusto. E' come il malato che rompe termometro perché gli dice che ha la febbre. Da Salvini oggi un atteggiamento infantile".

Sondaggi politici: Giorgia Meloni cresce ancora e traina il centrodestra vicino al 50%

La Supermedia settimanale elaborata da YouTrend per AGI: Fratelli d'Italia aumenta ulteriormente i suoi consensi staccando il Pd e attestandosi a poco più di due punti dalla Lega primo partito. La maggioranza di governo risale dopo alcune settimane di lieve flessione. I dati lista per lista


Sondaggi politici/ Lega sale al 24%, Pd perde lo 0,8%. Centrodestra al 46,9%

Fratelli d'Italia continua ad accrescere i suoi consensi stabilizzando il suo secondo posto e tallonando la Lega a poco più di due punti di distanza. Di conseguenza il centrodestra unito arriva a sfiorare il 50%. Si arresta la flessione del Pd, che recupera lo 0,1%, mentre il M5s registra un calo di mezzo punto. Quanto alla maggioranza di governo, risale dopo alcune settimane di lieve flessione. È quanto emerge dalla Supermedia settimanale elaborata da YouTrend per AGI. In dettaglio, il partito di Giorgia Meloni cresce di 0,3 punti, portandosi al 19,3%, mentre il Carroccio resta fermo al 21,5%. Il Pd si attesta al 18,8%. M5s lascia sul terreno mezzo punto, è al 16,4%. I giallorossi (Pd, M5s e Leu) nel complesso restano al 36,8%.

Lega 21,5 (=)

FDI 19,3 (+0,3)

PD 18,8 (+0,1)

M5S 16,4 (-0,5)

Forza Italia 7,2 (-0,2)

Azione 3,0 (-0,1)

Italia Viva 2,5 (+0,2)

Sinistra Italiana 2,1 (-0,2)

Verdi 1,8 (-0,1)

Art.1-MDP 1,7 (+0,1)

+Europa 1,6 (+0,1)

SUPERMEDIA AREE PARLAMENTO

Maggioranza Draghi 74,1 (+0,4) di cui:

- giallorossi (PD-M5S-MDP) 36,8 (-0,5)

- centrodestra (Lega-FI-Toti) 30,2 (+0,6)

- centro liberale 7,1 (+0,3)

Opposizione dx (FDI) 19,3 (+0,3)

Opposizione sx (SI) 2,1 (-0,2)

SUPERMEDIA COALIZIONI POL 18

Centrodestra 49,5 (+0,9)

Centrosinistra 25,8 (+0,2)

M5S 16,4 (-0,5)

LeU 3,8 (-0,1)

Altri 4,5 (-0,5)

NB: le variazioni tra parentesi indicano lo scostamento rispetto alla Supermedia di due settimane fa (27 maggio). 

NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, realizzati dal 27 maggio al 9 giugno dagli istituti Demopolis, EMG, Euromedia, Ipsos, Noto, SWG e Tecnè. La ponderazione è stata effettuata il giorno 10 giugno sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.

 

(Fonte: Agi)

 

Governo, ora Letta tende la mano a Salvini: "Con lui la sintesi si deve trovare"

Per il segretario del Pd, Enrico Letta, il governo Draghi è "quello giusto" e spinge per un accordo sulle riforme, a partire dalla giustizia per arrivare al fisco. Dopo settimane di liti con il leader leghista, i toni si sono stemperati e e si cerca un'intesa sull'agenda politica


Con Matteo Salvini "la questione non è se si può trovare" una sintesi, perché "si deve trovare. Quelle risorse che l'Europa con grande generosità ci sta dando necessitano di alcune riforme". Lo ha detto il segretario Pd, Enrico Letta, ad Agorà, su Rai Tre.

"Sono convinto che il governo Draghi sia quello giusto" per fare le riforme che servono e un accordo "si deve trovare".

"Noi sosteniamo la ministra Cartabia con grande forza sulla riforma della giustizia. Ho incontrato Uggetti e abbiamo discusso sulla necessità di una riforma. Se non ora quando le riforme della giustizia? Devono essere nell'interesse dei cittadini. C'è la riforma fiscale, il fisco così non va, deve essere più basso sui redditi medio bassi e deve aiutare le imprese. Oggi il fisco premia gli evasori, noi dobbiamo premiare la fedeltà fiscale. Questo è il governo giusto, una sintesi si deve trovare".

"Servono riforme costituzionali, a partire dalle fine del bicameralismo paritario. Tutti gli addetti ai lavori sanno che questa anomalia tutta italiana pesa. Non so se questa stagione sarà quella giusta, ma resta un nodo da sciogliere". Così il presidente di Italia Viva Ettore Rosato questa mattina a Skytg24. "Ora comunque essenziale trovare il modo di arrotondare spigoli e opposizioni frontali per accompagnare il governo in questa stagione di riforme previste dal PNRR e per permettere al Paese di superare la più grave crisi economica dal dopoguerra".

 

(Fonte: Ansa)

Salvini contro Letta, nella maggioranza è rissa continua: "Il Pd diventerà Pdt, partito delle tasse"

Enrico Letta e la dote ai diciottenni finanziata dalla tassa di successione dei più ricchi? "Probabilmente passeranno dal Pd al Pdt, il partito delle tasse... Pare che la mattina si svegliano e come massima ambizione hanno quella di pensare a qualche nuova tassa". Lo dice Matteo Salvini alla scuola di formazione politica della Lega.

"Da Bertinotti a Letta - aggiunge il leader del Carroccio - il filo conduttore della sinistra non cambia. Ma qual è il problema dell'idea bislacca di far piangere i ricchi? Se tu tassi la tassa di successione, tassi il mazzo che mi sono fatto e invece che premiarmi, mi tassi". "Essere ricco - afferma - non è una bestemmia, l'obiettivo delle sinistra è far star peggio chi sta meglio".

"Sulla flat tax ci arriveremo - aggiunge -, siamo pazienti e cocciuti. Magari non ci arriveremo ora, con Conte, Grillo e Letta, ma prepariamo il terreno mattoncino dopo mattoncino".

 

(Fonte: Adnkronos)

Sostegni bis, ristori automatici in base al fatturato poi saldo a fine anno. Tutti i criteri per gli aiuti per le imprese

Riunione presieduta dal premier Mario Draghi a Palazzo Chigi con i capidelegazione della maggioranza e il titolare del Mef Daniele Franco. Accordo sul nuovo decreto che introduce un meccanismo di "perequazione" rispetto a quanto già ottenuto


Decreto Sostegni bis in CdM il 13 maggio - PMI.it

C'è intesa di massima sui nuovi contributi a fondo perduto da inserire nel decreto Sostegni bis. Si sarebbe optato per un mix tra le varie ipotesi sul tavolo con un meccanismo in due tempi: nuovi ristori subito, automatici, sulla base del fatturato, e la possibilità - per le imprese interessate, come chiesto in primis dalla Lega - di ricevere un saldo a fine anno, ricalcolando le perdite sulla base dei dati dei bilanci o delle dichiarazioni dei redditi.

In questo modo, viene spiegato, si introduce un meccanismo di "perequazione" rispetto a quanto già ottenuto. 

A spingere l'idea di affinare il meccanismo dei ristori guardando agli utili nelle scorse settimane era stato in particolare il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, alla luce anche delle interlocuzioni al Mise con le categorie. E una delle questioni da risolvere era proprio quella della tempistica per l'erogazione di questa nuova tranche di ristori che, inevitabilmente, devono aspettare i bilanci (a giugno) o le dichiarazioni dei redditi per le attività in contabilità semplificata (novembre).

La soluzione è stata trovata in un mix tra fatturato - la base di calcolo dei ristori erogati finora - e utili: tutti i dettagli si avranno con la scrittura delle norme, in corso in queste ore in vista del Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi tra giovedì e venerdì, ma il nuovo sistema manterrà lo schema attuale di ristori di massimo 150mila euro e per imprese fino a 10milioni di fatturato.

Tutte le attività che hanno ricevuto o stanno ricevendo in questi giorni i bonifici dall'Agenzia delle Entrate previsti dal decreto Sostegni 1, riceveranno l'equivalente in automatico. E sempre sulla base del fatturato potranno intanto richiedere - se sarà mantenuta l'impostazione delle prime bozze - un ricalcolo del periodo di riferimento. In più, una volta approvati i bilanci o effettuate le dichiarazioni dei redditi, le imprese interessate potranno poi chiedere un'ulteriore integrazione dell'indennizzo.

 

(Fonte: Ansa)

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