updated 9:08 AM UTC, Mar 1, 2021

Cosa cambia con il Governo d(e)i Draghi?

La lista dei Ministri del Governo Draghi più in linea con un equilibrio di partiti che con un equilibrio di genere


Il nuovo premier Mario Draghi , ha giurato questo sabato in una giornata in cui ha nuovamente evitato di parlare con la stampa e si è limitato, "con puntualità svizzera" a rispettare tutti i pomposi riti, previsti dalla Repubblica per i cambi di governo . Stesso atteggiamento con cui il premier ha tenuto anche il suo primo Consiglio dei Ministri, immerso in un'estrema serietà che ha portato gli analisti internazionali ad anticipare che questo sarà il nuovo stile con basso profilo, che il nuovo esecutivo manterrà d'ora in poi. Fine delle notizie che sfuggono in direzione dei giornali o dei messaggi che involontariamente, venivano inviati alle agenzie stampa.

Sembra così volgere al termine la tanto temuta (dall'Europa), crisi politica italiana. Mario Draghi sarà così a capo del terzo esecutivo della legislatura, dopo i due presieduti dal suo predecessore Giuseppe Conte. Nota da evidenziare, sarà ancora una volta, un presidente del Consiglio dei Ministri senza la legittimità delle urne (in precedenza lo erano stati Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e lo stesso Conte). La sua nomina, però, metterà fine a due lunghi mesi di incertezza politica e istituzionale che avevano portato nuovamente l'Italia in un pericoloso baratro e consentirà di affrontare finalmente un nuovo piano di ripresa.

Quasi tutti i 23 nuovi ministri, ad eccezione di Dario Franceschini (alla Cultura), si sono rifiutati di rilasciare dichiarazioni dopo la rapida cerimonia di giuramento del nuovo governo. Un esecutivo che, però, ha già suscitato critiche per la scarsa presenza di donne (8) e per un difficile bilanciamento dei rapporti, tra alcuni tecnocrati in ministeri chiave, come Economia ed Interno e un gruppo di figure maggioritarie (15) dei sei partiti politici che hanno permesso a Draghi di prendere il potere.

In questi giorni la paura di un governo tecnico stava facendo traballare le poltrone dei partiti. L'ultimo è stato quello guidato da Mario Monti che si è concluso nel peggiore dei modi. L'esecutivo Draghi, invece, avrà un profilo ibrido tra specialisti tecnici e politici. Il nuovo premier avrebbe voluto formare una squadra di alto livello con nomi fuori dall'orbita politica, ma i difficili equilibri politici e sulla scorta delle tristi esperienze del passato, ha anche cercato di accontentare i partiti che gli hanno dato il loro appoggio unanime, ad eccezione di Fratelli D'Italia. Un atto di bilanciamento asimmetrico che è chiaramente visibile in tutta la lista.

Ci sono alcune ripetizioni nelle posizioni, come Luciana Lamorgese al Ministero dell'Interno; il socialdemocratico e figura di peso del PD, Dario Franceschini, alla Cultura; il Grillino Luigi Di Maio agli Esteri o Roberto Speranza alla Salute. Ma ci saranno anche figure di grande peso che porteranno aria nuova, come Marta Cartabia, ex presidente della Corte costituzionale alla Giustizia. 

Una delle figure attese e di grande peso è il tecnico Daniele Franco, che occuperà il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Ex direttore generale della Banca d'Italia, esperto di finanza pubblica e uomo di assoluta fiducia di Draghi, sarà incaricato di iniziare il gioco della distribuzione dei 209 Miliardi di fondi europei che arriveranno in Italia (tra capitale e prestiti non rimborsabili) per superare la crisi della pandemia.

Creati anche nuovi ministeri, come quello affidato a Vittorio Colao, CEO di Vodafone nel mondo, che sarà responsabile del Ministero dell'Innovazione e Transizione Digitale. Lo stesso uomo a cui Conte aveva affidato un piano per ricostruire l'Italia dopo la pandemia, ma il cui documento è finito in un cassetto di palazzo Chigi.

Le quote di partito rappresentano il resto della legislatura. Il Partito Democratico è riuscito a piazzare tre dei suoi uomini. Oltre a Franceschini, occuperanno posti di rilevanza, il vice segretario del partito, Andrea Orlando (Lavoro) e Lorenzo Guerini (Difesa). Stesso numero di seggi avrà il Movimento 5 Stelle (M5S), partito teoricamente con un vantaggio, visto che ha vinto le ultime elezioni ma che oggi vede perdere una grande fetta di elettori. Per soddisfare i grillino è stato creato un super ministero della Transizione Ecologica, come richiesto da Grillo. La beffa è che il profilo che ne prenderà la guida, non sarà politico ma tecnico, Roberto Cingolani, fisico e grande esperto di digitale .

Una manovra che ha fatto scoppiare un nuovo Vietnam all'interno del Movimento 5 Stelle, la formazione politica oggi sta vivendo un grande conflitto interno per la decisione presa dai capi nel voler sostenere colui che per 8 anni è stato a capo della BCE e di fatto a dettato anche la politica europea. L'ultimo motivo di tensione che ha aggravato la "questione M5S" è stato il Ministero della Transizione Ecologica che, contrariamente a quanto si pensava, non è finito nelle mani di un politico pentastellato.

La senatrice Barbara Lezzi, rappresentante della corrente più anti-establishment del M5S, è stata la prima a dare voce agli oppositori. La Lezzi ha scritto ai leader del partito chiedendo loro di ripetere "subito" il voto on line, con il quale giovedì i ranghi hanno dato il loro appoggio a Draghi, questo prima del voto di fiducia al quale il nuovo governo dovrà sottomettersi la prossima settimana. In caso contrario, ha minacciato la senatrice, "il nostro voto dovrà essere no". Secondo alcune fonti, potrebbero essere circa 30 i senatori disposti a seguire le orme della Lezzi.

Anche la destra, rappresentata dalla Lega e da Forza Italia, ha conquistato la sua quota di potere. Il partito di Silvio Berlusconi riesce a collocare Renato Brunetta alla guida del Ministero delle Pubbliche Amministrazioni, Mara Carfagna, Sud e Coesione Sociale, infine Mariastella Gelmini agli Affari Generali e Autonomia. La Lega passerà al Ministero dello Sviluppo Economico, che sarà guidato dal leader dell'ala più centrista del partito, Giancarlo Giorgetti, in aggiunta, il Ministero alle Politiche per le Disabilità guidato da Erika Stefani e infine Massimo Garavaglia al Turismo.

La segretezza con cui l'ex banchiere ha condotto in questi giorni trattative è insolita per il nostro paese, è la prima volta da anni, che non vi sono state fughe di notizie, voci o pressioni. Nemmeno i partiti sapevano fino a 10 minuti prima se Draghi sarebbe salito al Quirinale da Mattarella, o se qualcuno dei suoi colleghi sarebbe stato parte del nuovo artefatto politico. Il rito dice che il capo dello Stato è colui che li nomina e ha il potere di veto, come fece due anni e mezzo fa con il politico antieuropeo Paolo Savona, a cui la Lega intendeva affidare il Ministero dell'Economia. Il nuovo esecutivo è nato a seguito di una complicità totale tra Mattarella e Draghi.

A partire da lunedì, l'investitura e il voto si svolgeranno in Parlamento. Un processo che dovrebbe rappresentare un solo iter, ma la divisione che prevale oggi nel Movimento 5 Stelle potrà portare qualche sorpresa, senza comunque avere alcun impatto sul risultato finale.

Giorgia Meloni, l'unica a dire no a Draghi: "Non polemizzo con gli alleati, ma chiedo rispetto"

La leader di Fratelli d'Italia in tv: "Abbiamo inviato al premier incaricato le nostre proposte, scoprirà la nostra lealtà. Salvini ministro? Ne sarei contenta, ma se entrano anche Zingaretti, Di Maio e Speranza scenario fosco"


"Oggi ho mandato al presidente incaricato una serie di documenti in vista del nostro incontro di domani, come mi ero impegnata a fare durante il nostro precedente incontro, con le principali proposte di Fratelli d'Italia, per esempio in materia di sostegno al nostro tessuto produttivo, di lotta all'immigrazione incontrollata, sul Recovery plan e come lo vorremmo integrare, su alcune cose strane che sono accadute sulla gestione commissariale di Arcuri, su alcuni dei principali dossier aperti. Credo che alla fine Mario Draghi potrebbe scoprire che c'è un partito di opposizione che ha cuore il destino dell'Italia e che potrebbe rilevarsi a tratti più leale di alcuni partiti della maggioranza, non fosse altro perché noi proviamo a dare una mano senza chiedere in campo di fare i ministri". Così Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, in un'intervista a 'Quarta Repubblica'.

Sulla scelta di non supportare l'eventuale governo Draghi, Meloni ha ribadito: "Non intendo polemizzare con gli alleati e non lo farò. Rispetto le scelte degli alleati anche se non le condivido, chiedo lo stesso rispetto per la scelta di Fratelli d'Italia. Come sono convinta della mia scelta, quindi non ho bisogno di giudicare le scelte degli altri, confido che gli altri siano convinti delle loro scelte e quindi non abbiano bisogno di giudicare la mia".

E ancora: "Se Salvini diventasse ministro in questo contesto potrei essere contenta, però temo che se Salvini diventasse ministro questo significherebbe che avremmo ministri anche Zingaretti, Di Maio, Speranza e lo scenario diventa un po' più fosco".

Draghi ha già la fiducia dei mercati. Dalle borse alle banche d'affari: il mondo della finanza vota SuperMario

Piazza Affari corre, lo spread cala. Per gli analisti l'ex presidente della Bce è la soluzione migliore. Bank of America: "Ha l’autorità per le riforme: vediamo un upside del 30% per le banche". Equita: "Puntare su titoli liquidi". Citi: "In Draghi we trust"


Fosse per i mercati SuperMario sarebbe già a Palazzo Chigi. Il possibile governo tecnico a guida Mario Draghi rassicura ed entusiasma gli investitori che sin dall’avvio delle contrattazioni hanno spinto gli indici milanesi in deciso rialzo, con il Ftse Mib che al giro di boa di mezzogiorno accompagna l’ex numero uno della Bce da Sergio Mattarella segnando un rialzo del 3% a 22.731 punti per poi terminare con un guadagno finale del 2,09% a 22.527 punti, trainato dalle banche.

In deciso calo, com’era immaginabile sin dalla sera precedente quando il capo dello Stato ha parlato di governo tecnico e convocato ‘Mr Whatever it takes’, lo spread tra Btp e Bund che chiude a 105,1 punti base, dai 113 della giornata precedente.

Immediati sono arrivati anche i giudizi positivi degli analisti, che ben conoscono e ancora di più apprezzano Mario Draghi, ricordato come il salvatore dell’euro che ha saputo conquistare con la sua serietà e competenza persino gli inflessibili tedeschi. “Ha l’autorità per guidare lo sforzo di riforma richiesto dal Recovery Fund senza soccombere alla pressione politica”, afferma Alberto Cordara di BofA, secondo cui è “probabile” che una maggioranza si coalizzi intorno a lui come primo ministro italiano: “un risultato forte per i mercati”. “In media – sottolinea ancora Cordara – vediamo un ‘upside’ del 30% per le banche italiane e ci aspettiamo che i titoli reagiscano molto positivamente se i ‘credit spread’ migliorano”.

Dello stesso parere Luigi De Bellis, co-responsabile Ufficio Studi Equita, secondo cui la credibilità di Draghi a livello internazionale potrebbe spostare flussi di capitale sull’Italia. “Quindi – sottolinea – ci aspettiamo un impatto positivo sul mercato azionario italiano, e in una prima fase suggeriamo di puntare su titoli liquidi (quindi ci siamo concentrati sull’indice Ftse Mib) che traggono vantaggio dalla riduzione dello spread, dall’implementazione degli investimenti legati al Recovery Fund e/o dalla riduzione dello ‘sconto Italia’”. Equita punta in particolare su Buzzi Unicem, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Mediolanum, Stellantis.

Vedono più incertezza dal punto di vista dell’appoggio politico all’ex presidente della Bce, gli analisti di Unicredit, per i quali la formazione di un governo istituzionale sarebbe vista, soprattutto dagli investitori di mercato, come una “soluzione molto buona nel breve termine”. Ora Draghi dovrebbe partire a strettissimo giro con le consultazioni per verificare i numeri in Parlamento, ma gli esperti della banca italiana evidenziano come la strada appaia tutt’altro che in discesa. Il Pd è “l’unico partito politico che ha finora confermato il suo sostegno alla decisione di Mattarella – spiegano -, mentre è probabile che questo sia implicito per Forza Italia, che stava già cercando una soluzione diversa da un governo Conte ter. La questione chiave è la posizione del Movimento Cinque Stelle. Se il M5S decide fermamente di passare all’opposizione, il ruolo della Lega diventerà fondamentale. Il leader, Matteo Salvini, sta formalmente chiedendo elezioni anticipate, ma allo stesso tempo sta mostrando una posizione meno intransigente di Fratelli d’Italia”.

Per Kaspar Hense, senior portfolio manager di BlueBay Asset Management, SuperMario potrebbe fungere da antidoto al populismo. La sua figura, osserva, “sarebbe un risultato positivo per i mercati, non perché è stato il salvatore della crisi sovrana europea nel ruolo di Presidente della Bce, ma perché un governo tecnico sarebbe più probabilmente in grado di padroneggiare le sfide del prossimo anno, in cui lo stretto coordinamento con l’Ue e le riforme strutturali dovrebbero non solo aiutare la ripresa economica, ma anche ridurre le tensioni populiste sorte sotto il governo Monti”. Per l’esperto, infatti, con i contagi in aumento e i problemi logistici della vaccinazione di massa, “il supporto della Bce sarà necessario più a lungo per sostenere la ripresa e le minori tensioni politiche ridurranno le frizioni nel corso di questo periodo di incertezza”.

Decisamente positivo il giudizio di Citigroup che titola il suo report: ”In Draghi We Trust”. “Un nuovo governo con Draghi come presidente del consiglio secondo noi è positivo per le banche italiane e il mercato in quanto sarà Europe friendly, basato su una maggioranza più stabile e probabilmente includerà esperti nei ruoli chiave per guidare la strategia dell’Italia in tempo di crisi”, commentano gli analisti. Il caso base individuato da Citi è che Draghi ottenga la fiducia e si focalizzi sulla situazione sanitaria e sulla gestione dell’impatto economico della pandemia, preparando una strategia strutturata per gli investimenti del Recovery Plan.

 

(Da focusrisparmio.com)

Crisi di governo, Salvini: "Teatrino disgustoso tutto di sinistra. Renzi, Pd e M5S si rimetteranno insieme" (VIDEO)

Il leader della Lega in tv: "A Mattarella diremo che se c'è un esecutivo che governa bene, altrimenti si vada al voto"


"Potrebbe anche finire che si rimettono tutti insieme, il Pd, il Movimento 5 Stelle e Renzi. Sono pronto a scommettere, magari lo fanno cambiando tre ministeri". Lo dice Matteo Salvini, ospite di Agorà, su Rai3, che oggi salirà al Quirinale nel terzo giorno di consultazioni. "Gli italiani - aggiunge - si chiederanno allora perché è stato fatto questo".

"Abbiamo bisogno di un governo che governi, a Mattarella diremo che se c'è un governo che governa bene, lo ribadiremo con la massima serenità, noi siamo pronti a portare avanti le nostre proposte" sulla vita reale, ha poi aggiunto Salvini riferendosi alle "proposte di legge per l'azzeramento delle cartelle di Equitalia, per salvare quota cento", "altrimenti, c'è il voto".

"Il centrodestra si è dimostrato serio e compatto, governiamo 14 regioni su 20. Sono contento, nelle differenze di culture e sensibilità", ha poi sottolineato ribadendo la necessità di "un governo a guida centrodestra, alternativo a Pd e Cinque Stelle, che mette al centro taglio tasse, salvataggio di quota cento". "Io non sto dialogando con Renzi", assicura poi smentendo retroscena che parlando di un suo asse con il leader di Italia Viva. "Renzi - spiega - ha fatto nascere questo governo, quello che gli italiani stanno subendo, questo teatrino disgustoso, è tutto made in sinistra". "Renzi - conclude - lo vedo in Senato, come incontro tanti altri colleghi senatori". (VIDEO)

 

(Fonte: Adnkronos)

Crisi di governo e dimissioni di Conte, le 5 ipotesi in campo

Dopo che il presidente del Consiglio ha rassegnato le dimissioni davanti al Capo dello Stato, al via le consultazioni al Quirinale da oggi pomeriggio a venerdì. Il duo Salvini-Meloni considera il ritorno al voto la via maestra, ma intanto al Senato si è costituito il gruppo dei cosiddetti "Responsabili" o "Costruttori", che ha scelto il nome di "Europeisti-Maie-Centro democratico", formato da dieci parlamentari pronti a sostenere il terzo reincarico dell'avvocato. Non si escludono però altre soluzioni


Var, assenze e senatori a vita: ecco perché Conte non ha i voti -  IlGiornale.it

Con le dimissioni del premier Giuseppe Conte la crisi di governo entra nella fase cruciale. Al Senato è nato un gruppo di responsabili, gli Europeisti-Maie-Centro democratico Nel giorno in cui iniziano le consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono diversi gli scenari all'orizzonte: dal Conte ter fino alle elezioni. Queste, al momento, le ipotesi più accreditate.

CONTE TER

E' la soluzione auspicata dal premier dimissionario, ma i numeri al momento non sembrano dalla sua parte. Soprattutto al Senato. Per tenere in piedi la maggioranza, infatti, resta decisivo Matteo Renzi: una constatazione che rende fragili i nervi dell'intera maggioranza, dal Pd a Leu, passando da M5S allo stesso Conte. I numeri a Palazzo Madama sono infatti fermi sotto quota 10 e le dimissioni di Conte non hanno portato alla svolta auspicata dai 'pontieri'.

GOVERNO GUIDATO DA UN TECNICO

E' una delle ipotesi che sta prendendo corpo in queste ore sulla scia del cosiddetto 'modello Ciampi', ossia il governo guidato nel 1993 dall'allora Governatore della Banca d'Italia. I nomi che girano sono sempre gli stessi: Carlo Cottarelli, Marta Cartabia e Luciana Lamorgese, con le due donne in pole, mentre l'ipotesi Mario Draghi sembra tramontare.

UN POLITICO AL POSTO DI CONTE

Al momento appare complessa la possibilità di sostituire Conte con un politico. I nomi di Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli, considerati i 'papabili' del Movimento 5 Stelle, difficilmente avrebbero l'avallo del Partito Democratico. E sull'altro versante, i pentastellati non potrebbero metabolizzare un premier dem.

GOVERNO DI UNITA' NAZIONALE

L'idea è stata lanciata dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi: un governo formato dalle principali forze politiche per traghettare il Paese fuori dall'emergenza alimentata dalla pandemia di Covid, prima di ridare la parola agli italiani. E' un'opzione che tuttavia non sembra scaldare le diverse anime del centrodestra, a cominciare da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni che si è espressa chiaramente per il ritorno alle urne.

ELEZIONI

Il ritorno alle urne è l'extrema ratio e allo stesso tempo un'ipotesi che ad oggi è tutt'altro da scartare. Se la crisi di governo non si riuscisse a ricomporre, al presidente Mattarella non resterebbe che sciogliere le Camere e indire le elezioni. Per alcune forze politiche, dalla Lega di Matteo Salvini a FdI di Giorgia Meloni, sarebbe proprio questa la strada da percorrere.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

Conte si è dimesso, domani al via le consultazioni al Quirinale. Cosa succede adesso? Tra Responsabili, unità nazionale ed elezioni (VIDEO)

È ufficiale: Giuseppe Conte ha rassegnato le dimissioni. Trenta minuti al Colle per comunicare la decisione di lasciare il governo al capo dello Stato. Che si è riservato di decidere e "ha invitato l'esecutivo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti". Da domani pomeriggio inizieranno le consultazioni per la formazione del nuovo governo. Pd, M5S e Leu si stringono attorno al premier per un reincarico, Italia Viva resta compatta. Berlusconi: "Governo di unità o si vada alle elezioni". I dubbi nel centrodestra sulle urne - (VIDEO)


Giuseppe Conte ha consegnato le sue dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Conte è uscito in auto dal Quirinale da mezz'ora dal suo arrivo. Dopo il Colle, prima a Palazzo Giustiniani per incontrare la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, poi il premier dimissionario è andato alla Camera dei deputati per il colloquio con il presidente Roberto Fico. Conte aveva già comunicato le dimissioni nel CdM di questa mattina. Un CdM che, a quanto si apprende, si è chiuso con un momento "molto affettuoso" e gli applausi dei ministri al premier.

"Ringrazio l'intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme", avrebbe detto Conte.

Le consultazioni per la formazione del nuovo governo partiranno domani pomeriggio, ha annunciato il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti. Il presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.

"È il momento della verità, in queste ore capiremo chi difende e ama la Nazione e chi invece pensa solo al proprio tornaconto. Il MoVimento 5 Stelle rimane il baricentro del Paese e insieme al presidente Giuseppe Conte offriremo il nostro contributo per la stabilità. Questo è il nostro impegno, a questo fine stiamo lavorando. Rendiamoci conto di ciò che sta succedendo in Italia". Lo scrive il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio sottolineando che Conte "ha appena rassegnato le dimissioni per via di una crisi di governo senza alcun senso".

I capi delegazione del M5s Alfonso Bonafede, del Pd Dario Franceschini e di Leu Roberto Speranza avrebbero ribadito in Consiglio dei ministri il loro sostegno a Giuseppe Conte, dopo che il presidente del Consiglio ha comunicato la sua decisione di dimettersi.

Abbiamo affrontato la pandemia e una delle fasi più difficili della storia repubblicana "al meglio delle nostre capacità e crediamo con molti risultati positivi, grazie alla guida del presidente Conte e al sostegno delle nostre forze politiche", avrebbe detto, a quanto si apprende, Dario Franceschini in Cdm. "Questo cammino ci consente oggi di pensare a questa maggioranza anche in prospettiva, come una area di forze riformiste alleate non solo temporaneamente. Per questo è fondamentale salvare questa prospettiva anche nel percorso della crisi che abbiamo davanti".

"Credo che il Pd abbia dimostrato di essere un partito di grandissima respnsabilità - così la vicepresidente del Pd Deborah Serracchiani allo speciale Tg1 -, il Pd è unito e c'è bisgno di essere un punto fermo in un percorso strettissimo e complicato. Abbiamo bisogno di rilanciare l'azione di governo e lo abbiamo detto anche prima di questa crisi che è incomprensibile. Il punto imprescindibile è Conte e bisogna allargare e rilanciare l'azione di governo". "Nessuno può mettere veti a nessuno e in politica mai dire mai. La crisi è una battuta di arresto che ci preoccupa imemsamente, e prendiamo atto che lo steso Renzi ha detto che non ci debbano essere veti su Conte. Cerchiamo di fare ragionamenti solidi in tempi brevi". 

Un messaggio arriva ancha dal presidente Cei. La Chiesa "non è di questa o di quell'altra parte - ha detto il card. Gualtiero Bassetti -. Quello che ci sta a cuore è il bene di ogni persona e di ognuno insieme agli altri, quello di cui c'importa è la vita delle persone, quello che sosteniamo è il nostro Paese". "Guardiamo con attenzione e preoccupazione alla verifica politica in corso in uno scenario già reso precario dalla situazione che stiamo vivendo. Auspichiamo che la classe politica collabori al servizio dei cittadini, uomini e donne, che ogni giorno in tutta Italia lavorano in operoso silenzio e che si giunga a una soluzione che tenga conto delle tante criticità".

 

(Fonte: Ansa)

Crisi di governo, il centrodestra da Mattarella: "Preoccupati per il Paese, Conte senza maggioranza. Impossibile lavorare con questo Parlamento".

Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani ricevuti dal Presidente della Repubblica. Per rispetto del Colle non è stato chiesto esplicitamente il voto, ma di fronte al Capo dello Stato i leader dell'opposizione hanno fatto intendere chiaramente che non esistono le condizioni per tenere in vita una legislatura senza una guida politica credibile. La via maestra dunque rimane quella delle urne


Nella nota congiunta diffusa dal centrodestra dopo l'incontro al Colle non c'è espressamente la parola voto, ma, raccontano, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, sarebbero stati compatti nel chiedere le urne di fronte a un governo Conte agonizzante. "Con questo Parlamento è impossibile lavorare", si legge.

"Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno manifestato al Presidente della Repubblica - a nome dell’intero centrodestra - la grande preoccupazione per la condizione dell’Italia: mentre emergenza sanitaria ed economica si abbattono su famiglie e imprese, il voto di martedì ha certificato l’inconsistenza della maggioranza. È convinzione del centrodestra che con questo Parlamento sia impossibile lavorare", spiegano i leader. "Il centrodestra ha ribadito al presidente della Repubblica la fiducia nella sua saggezza", si legge ancora.

Un concetto ribadito ai tg da Meloni, quella che più spinge per urne subito: "La nostra convinzione è che il problema non sia semplicemente il Governo ma questo Parlamento, che non può risolvere i problemi della Nazione e che non può dare all'Italia una maggioranza compatta per fare le cose coraggiose delle quali c'è bisogno".

Durante il colloquio al Quirinale, durato circa un'ora, il capo dello Stato Sergio Mattarella, raccontano, avrebbe ascoltato i leader dell'opposizione e preso atto delle loro richieste senza fare commenti o dare indicazioni sulla crisi in atto.

Per Lega Fdi e Fi non c'è in campo nessun Conte bis riveduto e corretto o Conte ter, perché l'attuale premier non ha i numeri per andare avanti, come dimostrato dal doppio passaggio formale in Parlamento, in particolare dai 156 sì al Senato. Si tratta di un 'governo di minoranza' che, avrebbero fatto presente i leader del centrodestra, fa acqua da tutte le parti e non può affrontare un'emergenza economica e sanitaria senza precedenti. Per il centrodestra non è solo un problema di governo, c'è anche un Parlamento che rischia di essere paralizzato e di non lavorare.

 

(Fonte: Adnkronos)

"Voleva curare il Covid con le canne": Matteo Salvini spara su Lello Ciampolillo, l'ex M5S che ha votato la fiducia a Conte con controllo Var

Il leader della Lega su Facebook dopo il voto di fiducia al governo: "In un momento normale mi sarei messo a ridere, oggi mi cadono le palle"


Lega - Salvini Premier (@LegaSalvini) | Twitter

"Ciampolillo, quello che ieri ha chiesto il Var per votare al Senato, è lo stesso che voleva curare il Covid con le canne, sconfiggere la Xylella con l'acqua e il sapone e si propone per fare il ministro dell'Agricoltura. In un momento normale mi sarei messo a ridere, oggi mi cadono le palle. Questo è il governo Conte". Lo ha affermato il segretario della Lega, Matteo Salvini, in una diretta su Facebook.

Var in Senato con voto Ciampolillo, cosa dicono arbitri

Ieri il Var ha salvato il voto del senatore Lello Ciampolillo, ex M5S ora al Gruppo Misto. La presidente Elisabetta Casellati, in versione arbitro di Serie A, dopo aver visionato le immagini ha cancellato il 'cartellino rosso' mostrato a Ciampolillo nella votazione per la fiducia al governo Conte. "Risulta che il senatore Ciampolillo sia arrivato alle 22.14 e io ho dichiarato la chiusura alle 22.15. Siccome ha alzato la mano e io non ho potuto vederlo, nessuno lo ha identificato se non dopo che avevo già pronunciato. Riammetto alla votazione secondo la sequenza del video il senatore Ciampolillo e il senatore Nencini", le parole di Casellati. Ciampolillo e Nencini hanno così potuto votare due sì per il governo.

Giorgia Meloni e Matteo Salvini: «Elezioni subito». La leader Fdi: «Governo  allo sfascio»

"Il governo ha comprato i Responsabili, i Costruttori, i Volenterosi come i due parlamentari eletti con Fi e quindi anche con i voti della Lega, eletti per fare politiche di centro destra che ieri invece hanno votato la fiducia a Conte, con i Ciampolilli e con Monti, vogliamo parlare di Mastella e Tabacci o di un elettore del M5s in buona fede che ha votato per 'aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, e si ritrova nella stessa maggioranza con Monti e Mastella?", continua Salvini, riferendosi ai senatori del centrodestra Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin che ieri hanno votato a favore della fiducia al governo Conte.

"Conte ha detto che ha il governo e i ministri migliori al mondo e che non è vero che l'Italia è ultima tra i grandi Paesi europei per crescita economica. Ieri gli ho mostrato il 'Wall street journal' che certifica che l'Italia è l'ultimo Paese in occidente per crescita economica. Primi per numero di morti e ultimi per crescita economica", ha concluso Salvini.

 

(Fonte: Adnkronos)

 
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS