updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

Raccontare l'impresa oggi: intervista a Davide Colavini

Abbiamo chiesto a Davide Colavini, attore ed autore, interprete in film e spettacoli teatrali e da qualche anno impegnato nel corporate storytelling (narrazione d'impresa) di raccontarci se oggi ha ancora senso parlare di imprese e della loro storia



Davide che senso ha, per un'azienda, celebrare un anniversario oggi?
 
Nell'epoca delle grandi corporate mondiali (Google, Uber, Amazon, ecc) ricordare la storicità di un'impresa oggi è ancora più importante. Questo perché a questi grandi gruppi mondiali, perfettamente digitalizzati e integrati nella società dei consumi, mancano di storicità. Sono figlie degli ultimi dieci/vent'anni, le quali grazie ad un nuovo mercato digitalizza e riconosciuto velocemente fanno dimenticare la loro breve esistenza.

Perché avere una storicità significa comprovare un percorso fatto da uomini. Significa avere un valore aggiunto, un plus esperienziale che comprova il fatto che questa realtà ha resistito a mercati e congiunture negative, ma anche realizzato al meglio momenti e trend positivi. Non solo il lavoro di corporate storytelling permette di fissare uomini e memorie destinate a perdersi, celebrando un nuovo punto di partenza lungimirante e ricco di valori acquisiti nel percorso fatto.

L'occasione è una celebrazione aziendale o la presentazione di un nuovo progetto, una nuova competenza o altro ancora... in questo caso l'impresa diventa protagonista di una storia che racconta un percorso.
 
Ci sono varie opportunità di realizzazione, perché oggi l'innovazione tecnologica è un altro valore aggiunto nelle dinamiche aziendali, dagli eventi live in presenza a format in streaming,  grazie alla collaborazione di professionisti di settore. In entrambi i casi, i contenuti creati devono essere emozionali e coinvolgenti rendendo unica la narrazione.

Sostegni bis, ristori automatici in base al fatturato poi saldo a fine anno. Tutti i criteri per gli aiuti per le imprese

Riunione presieduta dal premier Mario Draghi a Palazzo Chigi con i capidelegazione della maggioranza e il titolare del Mef Daniele Franco. Accordo sul nuovo decreto che introduce un meccanismo di "perequazione" rispetto a quanto già ottenuto


Decreto Sostegni bis in CdM il 13 maggio - PMI.it

C'è intesa di massima sui nuovi contributi a fondo perduto da inserire nel decreto Sostegni bis. Si sarebbe optato per un mix tra le varie ipotesi sul tavolo con un meccanismo in due tempi: nuovi ristori subito, automatici, sulla base del fatturato, e la possibilità - per le imprese interessate, come chiesto in primis dalla Lega - di ricevere un saldo a fine anno, ricalcolando le perdite sulla base dei dati dei bilanci o delle dichiarazioni dei redditi.

In questo modo, viene spiegato, si introduce un meccanismo di "perequazione" rispetto a quanto già ottenuto. 

A spingere l'idea di affinare il meccanismo dei ristori guardando agli utili nelle scorse settimane era stato in particolare il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, alla luce anche delle interlocuzioni al Mise con le categorie. E una delle questioni da risolvere era proprio quella della tempistica per l'erogazione di questa nuova tranche di ristori che, inevitabilmente, devono aspettare i bilanci (a giugno) o le dichiarazioni dei redditi per le attività in contabilità semplificata (novembre).

La soluzione è stata trovata in un mix tra fatturato - la base di calcolo dei ristori erogati finora - e utili: tutti i dettagli si avranno con la scrittura delle norme, in corso in queste ore in vista del Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi tra giovedì e venerdì, ma il nuovo sistema manterrà lo schema attuale di ristori di massimo 150mila euro e per imprese fino a 10milioni di fatturato.

Tutte le attività che hanno ricevuto o stanno ricevendo in questi giorni i bonifici dall'Agenzia delle Entrate previsti dal decreto Sostegni 1, riceveranno l'equivalente in automatico. E sempre sulla base del fatturato potranno intanto richiedere - se sarà mantenuta l'impostazione delle prime bozze - un ricalcolo del periodo di riferimento. In più, una volta approvati i bilanci o effettuate le dichiarazioni dei redditi, le imprese interessate potranno poi chiedere un'ulteriore integrazione dell'indennizzo.

 

(Fonte: Ansa)

Lavoro, qualche luce oltre l'incertezza: crescono le assunzioni. Scatto nel turismo rispetto all'anno scorso. Fondamentale l'allentamento delle misure anti-Covid

Il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal dà segnali incoraggianti per il mercato occupazionale. Le imprese tornano a programmare gli ingressi


Sono oltre 389mila le assunzioni programmate dalle imprese per maggio e arrivano a sfiorare 1,27 milioni nell'arco del trimestre maggio-luglio. E' quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal nel quale si sottolinea come pur in un quadro ancora di incertezza, si registri una promettente ripresa dell'attività economica globale, degli scambi commerciali e un clima di maggior fiducia delle imprese grazie ai recenti allentamenti delle restrizioni anti-Covid, che produce per il mese in corso una crescita dei contratti sul mese precedente (+84mila rispetto ad aprile con un tasso di crescita del 27,5%).

Aumenta anche la quota di imprese che programmano assunzioni passando dal 9% di aprile scorso al 12% di maggio. Resta tuttavia ancora in terreno negativo il confronto con i livelli occupazionali pre-Covid: rispetto a maggio 2019 sono 40mila le entrate complessive programmate in meno (pari a -9,3%), ma le imprese industriali segnalano già oltre 3mila entrate in più (+2,8%).

 

(Fonte: Ansa)

In Serbia se ti vaccini ti pagano. La battaglia del presidente Vucic: linea dura con i dipendenti pubblici che rifiutano di immunizzarsi

Promessi 3.000 dinari (25 euro) a chi si sottopone al vaccino. Ai lavoratori dello Stato che non lo faranno, se dovessero ammalarsi di Covid, niente ferie pagate. Belgrado ha comprato milioni di dosi, da aziende occidentali e da Cina e Russia. Ecco come sta andando


Serbia, vaccini ai vicini / Multimedia / Media - Osservatorio Balcani e  Caucaso Transeuropa

Soldi per il vaccino: il presidente serbo promette 3.000 dinari (25 euro) ai cittadini della Serbia che si faranno vaccinare entro maggio. Potrebbe essere il primo schema di denaro per i vaccini al mondo.

La Serbia ha comprato milioni di dosi - da ditte occidentali così come da Cina e Russia - ed è diventato presto un centro regionale di vaccinazione quando ha offerto agli stranieri la possibilità di essere vaccinati.   

Tuttavia, dopo che 1,5 milioni dei sette milioni di abitanti della Serbia hanno ricevuto due dosi di vaccino, con  1,3 milioni di cittadini completamente immunizzati, la spinta ha iniziato a bloccarsi.

"Tutti coloro... che hanno ricevuto il vaccino entro il 31 maggio riceveranno 3.000 dinari (25 euro, 30 dollari)", ha detto Aleksandar Vucic ai media locali, spiegando che in questo modo il Paese intende "premiare le persone che hanno mostrato responsabilità".

Ma ha anche aggiunto che i dipendenti pubblici che non si saranno fatti vaccinare non avranno ferie pagate se contraggono il virus. L'esperta di economia e redattrice della rivista Nova Ekonomija Biljana Stepanovic sottolinea che Vucic si sta "comportando come Babbo Natale" con i soldi dei contribuenti, e ha aggiunto che è "illegale" privare i lavoratori delle ferie pagate.     

La Serbia spera di aumentare ulteriormente la sua campagna vaccinale da domani offrendo i vaccini nei centri commerciali e premiando i volontari con dei buoni. "Non ho incontrato nella letteratura medica nessuno che sia stato pagato per le vaccinazioni Covid-19", ha detto l'epidemiologo serbo Zoran Radovanovic. "Quindi potremmo essere i primi non solo in Europa, ma anche nel mondo".     

Tuttavia, ha avvertito che stimolare le vaccinazioni con il denaro potrebbe essere un'arma a doppio taglio. "Spingerà alcuni di coloro che vivono in estrema povertà a farsi vaccinare, ma produrrà resistenza con alcuni degli altri", ha detto Radovanovic. "La logica è questa: se lo stato mi paga per fare qualcosa che mi dice essere per il mio bene, allora c'è qualcosa che non va". Alcune aziende hanno offerto incentivi ai dipendenti per ottenere il Covid, e i Paesi più poveri in Asia e Africa sono noti per aver offerto premi a coloro che si vaccinano in altre campagne - ma non da quando la pandemia ha preso piede. 

 

(Fonte: Agi)

  • Pubblicato in Esteri

Sostegni bis, in arrivo nuovi ristori, mutui con garanzia per gli under 36, spinta alle start up, aiuti alle società sportive. Ecco tutte le anticipazioni

Rinvio della plastic tax a gennaio 2022 e un fondo da 600 milioni per consentire ai Comuni di ridurre la Tari alle attività economiche interessate dalle chiusure anti-Covid. Sono alcune delle misure contenute nella bozza del decreto che dovrebbe arrivare in settimana sul tavolo del Consiglio dei ministri


Decreto Sostegni bis ecco tutte le novità | Metro News

Nella bozza, anticipata dall'agenzia Ansa, il provvedimento è definito 'Sostegni bis' e ci sono le norme per le imprese, dai contributi a fondo perduto al pacchetto per i sostegni alla liquidità, e nuovi interventi per la sanità e le politiche sociali.

Il Reddito di emergenza sarà riconosciuto per altri due mesi, a giugno e a luglio. E' quanto si legge nella bozza del decreto 'Sostegni-bis' che allunga la durata del beneficio dopo il tre mesi (marzo, aprile e maggio) già previsti nel primo dl Sostegni. Per ottenerlo bisognerà inoltrare domanda all'Inps entro il 30 giugno 2021. Il provvedimento istituisce inoltre presso il Ministero dell'interno un fondo da 500 milioni per il 2021 per consentire ai comuni l'adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare, oltre che per il sostegno al pagamento dei canoni di locazione e delle utenze domestiche.

Lo smart working nel settore privato verrà prorogato fino al 30 settembre 2021. Lo si legge nella bozza del decreto Sostegni bis che il consiglio dei ministri dovrebbe esaminare entro venerdì. La proroga era stata ipotizzata nel dl proroghe approvato la scorsa settimana, ma non era poi entrata nel testo definitivo, dove è stata invece inserita la norma per non vincolare più al 50% delle presenze le modalità di lavoro agile nella p.a.

Nuovi contributi a fondo perduto con circa 14 miliardi a disposizione e un doppio binario: è il nuovo sistema previsto nella bozza del decreto Sostegni bis. Il calcolo delle perdite sarà sempre in base al fatturato (o ai corrispettivi) ma si potrà scegliere il periodo di riferimento: in caso si scelga il confronto tra 2019 e 2020 il contributo sarà uguale a quello in via di erogazione in queste settimane e arriverà in automatico a chi già ha fatto domanda e ha ricevuto il bonifico dall'Agenzia delle entrate. Ma si potrà optare per il calcolo basato sul periodo 1 aprile 2020-31 marzo 2021 in confronto allo stesso periodo 2019-2020.

In arrivo uno sgravio per altri 5 mesi sugli affitti per le imprese: la bozza del decreto Sostegni bis prevede infatti che sia riconosciuto il credito d'imposta al 60% (50% in caso di affitto d'azienda) per i canoni relativi ai mesi da gennaio a maggio, scadenza cui viene allineato il credito d'imposta previsto per le strutture turistico-alberghiere. Per la misura vengono stanziati quasi 2,3 miliardi.

Sedici milioni e mezzo per la realizzazione di "un reparto destinato all'infialamento e al confezionamento (fill and pack) di anticorpi monoclonali e vaccini specifici" e alla produzione di "specifici antidoti per il bioterrorismo" presso "lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, quale unità produttiva dipendente dall'Agenzia Industrie Difesa (AID) e unica officina farmaceutica dello Stato che già provvede, su richiesta del Ministero della salute, alla produzione di medicinali specifici per esigenze di salute pubblica".

Tutti coloro che hanno meno di 36 anni e comprano una prima casa potranno accedere al Fondo di garanzia sui mutui per la prima casa. Lo prevede la bozza del Dl Sostegni bis che amplia la platea dei beneficiari giovani (oggi under 35 con un lavoro atipico). Gli under 36 non dovranno inoltre pagare l'imposta di registro e l'imposta ipotecaria e catastale e vedranno dimezzati anche gli onorari notarili. Le agevolazioni non riguardano l'acquisto di case di prestigio e valgono per gli atti stipulati fino al il 31 dicembre 2022. Prevista poi l'esenzione dell'imposta sui finanziamenti per l'acquisto e la ristrutturazione delle abitazioni.

Un fondo da 61 milioni di euro per risarcire le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, dei costi sostenuti per i tamponi, indispensabili a permettere lo svolgimento delle competizioni. Lo prevede la bozza del Dl Sostegni Bis. Da una tabella allegata emerge che i 20 club di calcio di serie A hanno speso complessivamente 10 milioni di euro, mentre 1,7 milioni sono stati spesi dalle 16 squadre di Basket di serie A. Sempre per il calcio, 6 milioni è la cifra che riguarda le 20 formazioni di serie B e 10 milioni quella delle 60 di serie C. E' di 32 milioni di euro la spesa per i campionati dilettanti di tutti gli sport.

Una spinta alle start up e alle piccole e medie imprese innovative: chi investe in queste realtà non pagherà fino al 2025 l'imposta al 26% sulle plusvalenze che derivano dalla cessione di partecipazioni. Lo prevede un articolo del dl Sostegni bis, secondo quanto si legge in una bozza. Si tratta di un'agevolazione temporanea (i limiti temporali esatti devono ancora essere fissati ma nel testo si fa riferimento ad un arco temporale che va dal 2021 al 2025) e che prevede alcuni paletti: le plusvalenze devono essere reinvestite in start up o pmi innovative e devono essere possedute per almeno tre anni.

Sei mesi in più e limite delle Dta che si possono trasformare in credito di imposta che sale dal 2% al 3%: sono le due misure previste dalla bozza del decreto Sostegni bis per rafforzare la norma sugli incentivi alle aggregazioni introdotte con la manovra (ribattezzata 'norma Mps' perché si può applicare anche alle operazioni bancarie). La bozza del nuovo decreto include tra le aggregazioni agevolabili anche quelle deliberate fino al 30 giugno 2022, invece che fino al 31 dicembre 2021 e innalza il limite delle attività per imposte anticipate (DTA) trasformabili in credito d'imposta "dal 2 al 3 per cento.

 

(Fonte: Ansa)

Economia, voglia di ripresa e finalmente qualche luce: lo scatto record del manifatturiero ad aprile

Sale l'indice Pmi manifatturiero italiano. Le aziende campione hanno attribuito la crescita alla migliore domanda e alla maggiore fiducia da parte dei clienti. Le interruzioni sulla catena di distribuzione continuano tuttavia a frenare il settore. C'è comunque ottimismo per il futuro


Settore manifatturiero, l'analisi della Cna Picena: produzione crollata di  oltre il 30%, recessione peggiore

Balzo record dell'indice manifatturiero italiano ad aprile: in un mese è passato da 59,8 a 60,7 punti, il maggior miglioramento mai realizzato da quando viene calcolato l'indice (giugno 1997).

Il tasso di aumento della sola produzione è stato il terzo più elevato di sempre, mentre la crescita dei nuovi ordini, conseguentemente al rafforzamento della domanda da parte dei clienti e alla migliore fiducia del mercato, è risultata la più alta da aprile 2000.

La prestazione straordinaria di aprile, spiega Ihs Markit, è attribuibile soprattutto alla crescita più veloce della produzione e dei nuovi ordini: la prima in aumento al terzo valore record su base mensile, mentre i nuovi ordini totali sono cresciuti al livello maggiore in 21 anni.

Le aziende campione hanno attribuito la crescita alla migliore domanda e alla maggiore fiducia da parte dei clienti. Gli ordini esteri ad aprile sono rimasti elevati, aumentando notevolmente anche se ad un tasso leggermente più lento di quello di marzo.

"Il settore manifatturiero italiano continua ad aprile la forte ripresa - commenta Lewis Cooper, Economist di Ihs Markit - Il Pmi principale ha raggiunto il valore record storico di 60,7, dovuto alla crescita quasi record della produzione e all'espansione più veloce dei nuovi ordini in 21 anni, con le imprese campione che hanno riportato l'ennesimo miglioramento delle condizioni della domanda e una maggiore fiducia da parte dei clienti.

Le interruzioni sulla catena di distribuzione continuano tuttavia a frenare il settore. I tempi medi di consegna si sono allungati a livelli quasi record facendo aumentare notevolmente i costi e ponendo maggiori pressioni inflazionistiche.

Di conseguenza le aziende hanno incrementato i prezzi medi di vendita a livelli record. Gli ultimi dati hanno comunque mostrato nient'altro che una prestazione del settore complessivamente strepitosa.

I produttori dei beni di consumo hanno continuato ad arrancare in parte a causa del significativo impatto delle problematiche relative alla fornitura. Crescite quasi record sono state però osservate nel sottosettore dei beni intermedi e in quello dei beni di investimento.

Le aziende del settore sono rimaste convinte che la produzione aumenterà ulteriormente nel corso dell'anno prossimo, e anche se gli ostacoli sulla catena di distribuzione restano una grande preoccupazione, gli ultimi dati Pmi non hanno ancora mostrato segnali di rallentamento nel settore manifatturiero italiano".

 

(Fonte: Agi)

Assegno unico familiare per i figli 2021: che cos'è, a chi spetta, quanto vale. Si parte a gennaio 2022

L'assegno unico familiare consiste in un assegno mensile a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Inoltre, l’assegno ha un valore massimo di 250 euro, in base all'Isee, ed è composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia. Il beneficio verrà attribuito a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti. Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza. Tutti i dettagli


ISEE 2021 e Bonus Sociali | Comune di Cento

L'assegno unico familiare per i figli 2021 partirà del tutto a gennaio 2022. Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, si esprime così sull'agevolazione che -in base all'Isee- garantirà un sostegno alle famiglie. "L’assegno unico universale partirà, come ha ricordato il Presidente Draghi, nell’impegno della sua universalità, andando a coprire finalmente chi finora non ha avuto i sostegni per la genitorialità", dice Bonetti a Start, su Sky Tg24. "Il tema riguarda soprattutto la questione delle detrazioni fiscali, quello che non possiamo permetterci e non vogliamo che accada è che le famiglie italiane possano avere dei disagi. Siccome i dipendenti oggi stanno percependo le loro detrazioni in busta paga, siccome ci sono stati degli anticipi sulle detrazioni fiscali, questi primi sei mesi devono innestarsi su un percorso di detrazione fiscale che deve continuare", aggiunge. "La misura completa -spiega ancora- la si sta costruendo, per renderla poi a regime, comprensiva delle detrazioni fiscali che vengono a questo punto del tutto assorbite, a partire da gennaio, ma l’impegno del governo è provvedere dal primo luglio ad un inizio di questo percorso, che renderà strutturale e definitivo l’assegno".

COS'E' L'ASSEGNO UNICO FAMILIARE

L'assegno unico familiare consiste in un assegno mensile a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Inoltre, l’assegno ha un valore massimo di 250 euro, in base all'Isee, ed è composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia.

A CHI SPETTA

Il beneficio verrà attribuito a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti. Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza.

Dai 18 anni di età, inoltre, una somma ridotta rispetto all'assegno potrebbe essere accreditata direttamente al figlio se:

- è iscritto all’università;

- è un tirocinante;

- è iscritto a un corso professionale;

- svolge il servizio civile;

- svolge un lavoro a basso reddito.

ASSEGNO UNICO E ISEE: QUANTO VALE?

Secondo una simulazione effettuata recentemente dal Gruppo di lavoro Arel/Feg/Alleanza per l’infanzia l'assegno rischia in alcuni casi un 'taglio' dell'importo rispetto ai 250 euro. L'assegno -come credito di imposta o accredito mensile- ingloberà le agevolazioni attualmente esistenti e sarà legato all'Isee. Secondo lo scenario prospettato l'80% delle famiglie italiane prenderebbe 161 euro al mese per ogni figlio minore e 97 per ogni figlio under 21. Il calcolo è legato alla considerazione secondo cui 8 famiglie su 10 hanno un'Isee sotto i 30 mila euro. L'importo dell'assegno diminuisce se si alza l'Isee: per un Isee sopra i 52mila euro, il contributo scende a 67 euro mensili per i figli minori e a 40 euro per i figli maggiorenni ma di età inferiore ai 21 anni. Il quadro favorirebbe autonomi e incapienti, categorie oggi escluse dagli assegni famigliari. Risulterebbero sfavoriti i lavoratori dipendenti: 1,35 milioni di famiglie perderebbero in media 381 euro all'anno. Per tamponare questa disparità, si sottolinea, occorrono 800 milioni in più all'anno.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

Smart working, si va verso la proroga al 30 settembre. E per il futuro potrebbe proseguire sulla base di "accordo quadro volontario" fra le parti sociali

Indiscrezioni sul tavolo di confronto tra il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, Cgil Cisl Uil e Ugl e le associazioni datoriali. il governo guarderebbe alla definizione di un accordo quadro all’interno del quale si possa sviluppare la negoziazione. L'ipotesi di incentivi fiscali


Smart working e privacy: gli aspetti da considerare

Potrebbe essere prorogato fino a settembre prossimo il regime semplificato di smart working. La possibilità allo studio del governo è emersa nel corso del tavolo di confronto tra il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, Cgil Cisl Uil e Ugl e le associazioni datoriali.

"Il lavoro agile ha assunto una valenza sociale che impatta sulla vita delle città", avrebbe detto Orlando, a quanto apprende l'Adnkronos, chiudendo la riunione da remoto. Le imprese avrebbero chiesto un tempo maggiore, almeno fino a dicembre ma il governo si è limitato a ipotizzare lo spostamento della data dal 31 luglio alla fine di settembre.

Per il futuro, invece , la strada tracciata dall'esecutivo prevedrebbe la possibilità che il lavoro agile possa proseguire sulla base di "accordo quadro volontario" fra le parti sociali, magari con il supporto di incentivi fiscali e altro.

Estensione al 30 settembre dunque del regime di lavoro agile emergenziale. Si profilerebbe inoltre anche la necessità di un approfondimento tecnico sulle questioni più critiche che possono emergere dalla diffusione del lavoro agile. Per questo il governo guarderebbe alla definizione di un accordo quadro all’interno del quale si possa sviluppare la negoziazione. Dal Ministero inoltre sarebbe arrivato anche l’impegno a verificare la possibilità di utilizzare strumenti di incentivazione per favorire questo processo.

“Il ritorno alla disciplina ordinaria – aveva detto aprendo i lavori il ministro Orlando - dovrà avvenire riflettendo su punti di forza e di debolezza che sono emersi durante questo lungo periodo di sperimentazione di lavoro agile emergenziale. In vista della definizione di una normativa post emergenza, o comunque di un suo superamento, credo sia utile riflettere su come si 'plana' sul ritorno alla normalità. Per questo ritengo fondamentale il confronto e le indicazioni che provengono dalle parti sociali e dalla conseguente contrattazione che il ministero intende favorire e se possibile incentivare".

 

(Fonte: Adnkronos)

 

 
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