updated 5:12 PM UTC, Jan 15, 2021

Renzi ritira la delegazione dal governo: aperta la crisi. "Conte-bis fatto nascere da noi contro Salvini". Rimpasto, nuova maggioranza. elezioni: cosa succederà? (VIDEO)

"Abbiamo convocato la conferenza per annunciare dimissioni di Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto". Lo annuncia Matteo Renzi, leader di Italia Viva, per il quale "la crisi è aperta da mesi, e non da noi". "Abbiamo fatto nascere questo governo contro il senatore Salvini che chiedeva i pieni poteri. Non consentiremo a nessuno di avere i pieni poteri", ha aggiunto - (VIDEO)


Il leader di Italia Viva Matteo Renzi annuncia, in conferenza stampa alla Camera, le dimissioni della 'sua' delegazione dal governo: le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto. "E' molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo - afferma - noi viviamo una grande crisi poltica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia.

Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello d risolvere i problemi, non nasconderli".  "La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi", aggiunge. "Nell'affermare fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica e nel ruolo istituzionale che ricopre - osserva Renzi -  pensiamo che si debbano affrontare tre punti cardine". "Il re è nudo. Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su instagram è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c'è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche", incalza. "Questo è il punto fondamentale: non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. Questo prevede la nostra costituzione che non è una storia su instagram".

"Abbiamo chiesto tre questioni al premier. Il primo è di metodo: non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri, abbiamo fatto un governo per non darli a Salvini". Lo dice Matteo Renzi in conferenza stampa alla Camera attaccando "l'utilizzo in modo ridondante delle dirette tv, quello discutibile della delega ai servizi". "C'è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l'unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali", prosegue. "Ci sarà un motivo se l'Italia è il Paese ha il maggior numero di morti e il Pil che crolla".

Crisi di governo, che succede? Oggi Renzi "comunicherà la sua decisione". Intanto il Consiglio dei ministri approva il Recovery Plan, astenute le ministre di Italia Viva

La conferenza stampa convocata da Renzi nel pomeriggio alla Camera potrebbe certificare l'addio di Iv al governo. Per Conte impossibile un nuovo esecutivo con loro; ira dei 5Stelle: "Meschini politicanti"


Renzi mette una pietra sul Conte bis: "È finito, ora parliamo del dopo" -  IlGiornale.it

Il governo Conte II è a un passo dalla crisi. Il via libera nella notte al Recovery Plan da parte del Consiglio dei ministri, con l'astensione sul testo delle ministre di Italia Viva, non è servito a ricucire lo strappo all'interno della maggioranza. Al contrario, un ministro presente al confronto ha parlato all'Adnkronos di un clima "da requiem" in Cdm. Oggi Matteo Renzi comunicherà la sua decisione, se uscire o meno dal governo. La conferenza stampa del leader di Italia Viva con le ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto avrà luogo alle 17.30.

PALAZZO CHIGI E L'IRA DEL M5S

Secondo quanto trapelato ieri da Palazzo Chigi, se Renzi si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia, per Conte sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Italia Viva. Un concetto ribadito ieri con forza dagli esponenti del Movimento 5 Stelle. "Se Iv ritira le sue ministre le nostre strade si dividono" ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intercettato dall’Adnkronos. "Se aprono una crisi di governo, mai più a un tavolo con questi meschini politicanti", ha detto senza giri di parole Alessandro Di Battista in un post su Facebook nel quale ha definito Renzi e i renziani un "manipolo di anti-italiani".

"E' già pronto un esecutivo Conte-Mastella", ha detto ieri sera Renzi a Cartabianca. Per il leader di Italia Viva, infatti, il premier avrebbe "già l'accordo, i numeri per il nuovo esecutivo". Per Renzi il rimpasto " è un racconto fatto dai media ma è falso. Quando dicono che Renzi fa tutto per un ministro in più, io rispondo con la verità ma veline di palazzo Chigi sapientemente imbeccate" dicono il falso "tanto che stiamo ragionando di dimissioni e non di rimpasto". "Se si apre una crisi, il Parlamento troverà una soluzione, non si va a votare", ha detto Maria Elena Boschi a Porta a Porta, precisando che "l'ipotesi di un governo di centrodestra con Italia Viva non esiste".

RENZI: "PRONTO PER L'OPPOSIZIONE"

Anche per Renzi, in ogni caso, la strada sembra tracciata. "Evidentemente Conte ha trovato i 'Responsabili'. Vorrà dire che sarò all'opposizione e che farò un'opposizione diversa da Salvini e Meloni - è stato il commento di Renzi - Non volevo far fuori Conte, sono io che mi sono fatto fuori da questo governo, sullo spreco di denaro pubblico non ci metto la faccia. Penso che Conte sostituirà le ministre di Italia Viva che si dimetteranno e poi andrà alle Camere per chiedere la fiducia. Non so se prima si recherà al Quirinale, comunque quando avrà dei nuovi ministri farà il passaggio parlamentare".

 

(Fonte: Adnkronos)

Ora il virologo vuole fare i palinsesti tv. Renzi sfora e Galli sbotta con la Berlinguer: "Bisognerebbe occuparsi solo del Covid". E Crisanti commenta la crisi di governo (VIDEO)

L'onnipresente direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'ospedale Sacco di Milano protagonista di un siparietto nello trasmissione Rai Caratabianca dopo l'intervista a Matteo Renzi sulla crisi di governo. Il professore, apparso molto scocciato, ha espresso tutto il suo disappunto per il ritardo nel collegamento, commentando anche l'intervento del leader di Italia Viva: "Sono preoccupato dalla serqua di luoghi comuni che ho sentito"


Cartabianca, Bianca Berlinguer si infuria per i rumori in studio mentre  parla Renzi. E Galli per il ritardo: “Sono molto scocciato” - Il Fatto  Quotidiano

Matteo Renzi sfora e il professor Massimo Galli sbotta. L'intervista del leader di Italia Viva, nello studio di Cartabianca, dura circa un'ora. Alle 23, Bianca Berlinguer si collega con Galli. E il professore, responsabile di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, non nasconde il suo malumore. "Ha un'aria un po' scocciata, professore", esordisce la giornalista. "Un po' troppo scocciata, abbia pazienza. Sono in piedi a lavorare dalle 6 di stamattina, faccio a meno... Sono preoccupato per la crisi di governo? Sono preoccupato dalla serqua di luoghi comuni che ho sentito, oltretutto, mi perdoni: forse è il caso che ne parliamo un'altra sera con tranquillità". In studio arriva anche il professor Andrea Crisanti: "La crisi di governo? Non la auspico, crea un vuoto di potere in un momento delicato". "In questo momento bisognerebbe occuparsi in maniera specifica e diretta di questo", dice Galli riferendosi all'emergenza Covid, "e di non molto altro".

Renzi non molla e rilancia la sfida a Conte: "Se non ha i numeri si fa un altro governo"

Il nuovo, ennesimo, ultimatum del leader di Italia Viva arriva alla vigilia di una delicata riunione di maggioranza, convocata dal presidente del Consiglio per domani alle 18 con l'intento di discutere la bozza del Recovery plan da portare in Consiglio dei ministri nelle ore successive


Le disgrazie non vengono mai sole | Salto.bz

Matteo Renzi torna a lanciare la "palla nel campo" di Giuseppe Conte e sfidarlo sui tre piani di scontro dei giorni scorsi: Mes, conta in Aula e delega sui servizi. "Presenteremo un nostro documento che chiederà: sì o no al Mes?", annuncia il leader di Italia viva. "Non saremo complici di uno sperpero, siamo pronti a dimetterci e andare all'opposizione. Se Conte, come sembra, vuole cercare i voti dei responsabili in Aula lo aspettiamo lì". "Iv non si spacchera' - assicura l'ex premier - e se Conte non avrà i numeri, si fa un altro governo, non le elezioni". "Io non sono un inciucione ma sul Recovery bisogna parlare con l'opposizione", aggiunge. E ancora: "Si faccia presto il Cdm. A chi chiede se il Mes è la conditio sine qua non per andare avanti, rispondo: perchè no al Mes?".

Il nuovo, ennesimo, ultimatum di Renzi arriva alla vigilia di una delicata riunione di maggioranza, convocata dal presidente del Consiglio per domani alle 18 con l'intento di discutere la bozza del Recovery plan da portare in Consiglio dei ministri nelle ore successive.  

Crisi di governo, la sfida tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il  premier Giuseppe Conte: il vincitore senza vittoria | Rep

Altro tema che Renzi pone è quello della delega sui servizi segreti.  "E' assurdo che il presidente del Consiglio non voglia cederla", insiste, "come hanno fatto tutti i suoi predecessori", Ma, aggiunge poi, per rispetto agli agenti che rischiano la vita ogni giorno e che agiscono sotto copertura o quando c'è da pagare un riscatto o da difendere le istituzioni, non ne parlerò più. Da qualche mese i servizi sono oggetto di una polemica assurda, sono sconvolto".

Infine, il leader di Italia viva si associa alla sua ministra Teresa Bellanova nel definire "timida" la condanna di Conte all'assalto di Capitol Hill da parte dei sostenitori di Donald Trump.  "E' stato importante che anche Boris Johnson, altro uomo di destra, abbia detto parole durissime come Angela Merkel. Ha ragione Bellanova, lo ha detto Veltroni - sostiene -: quando c'è una ferita alla democrazia, si sta tutti dalla parte della democrazia, non è che se uno è amico di Trump non dice parole chiare". "Il rispetto delle forme è parte della democrazia", sottolinea. 

 

(Fonte: Agi)

Governo, la sfida di Renzi: "Non vogliamo poltrone, pronti a lasciarle. Con Conte abbiamo un problema politico"

"Quali poltrone da ministro vuoi / volete? Risposta. Nessuna!". Lo scrive Matteo Renzi nella e-news "Le veline del Palazzo riempiono i giornali di totoministri. Chiacchiere buone solo per far passare il messaggio che si risolve tutto con un rimpastone", ha detto tra le altre cose l'ex premier e leader di Italia Viva che continua a tenere in bilico l'esecutivo di Giuseppe Conte


Governo, Renzi: Non vogliamo poltrone, pronti a lasciarle

"Nessuna! Siamo infatti gli unici disponibili a lasciare le poltrone. Se le nostre idee servono, ci siamo. Se le nostre idee non servono, tenetevi anche le poltrone". Così Matteo Renzi nell'e-news sulla richieste di 'poltrone' da Iv. "Le veline del Palazzo riempiono i giornali di totoministri. Chiacchiere buone solo per far passare il messaggio che si risolve tutto con un rimpastone. Noi invece abbiamo messo nero su bianco i contenuti: spese sanitarie, alta velocità, vaccini, scuola, cultura, posti di lavoro".  

"Magari avessimo un problema personale: noi abbiamo un problema politico con Conte", ha scritto ancora nell'e-news. "Sul Recovery, sul Mes, sull'intelligence, sulla scuola, sull'alta velocità, sul garantismo, sul ruolo internazionale dell'Italia e sulla presenza nel Mediterraneo, sul rapporto con gli Stati Uniti, sul lavoro e il reddito di cittadinanza, sulla crescita, sullo stile istituzionale ho argomentato idee diverse. Non è un fatto personale, si chiama politica. E ho messo nero su bianco le nostre riflessioni per evitare che fossero sostituite dalla "narrazione" dei portavoce".

"Italia Viva è sempre rappresentato come il partito che crea problemi al governo ma ieri sera e' andato in onda un teatrino imbarazzante non con Iv ma tra il Pd e il M5S", ha detto il ministro dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. "Una discussione infinita - ha proseguito Bellanova - e un consiglio dei ministri che è iniziato alle 21 ed è finito quasi all'una di notte per discutere se aprire le scuole il 7 o l'11 gennaio. Il problema però è molto più serio: cioè se in questi mesi si è lavorato per permettere alla scuola di aprire in sicurezza".

 

(Fonte: Ansa)

Governo, la tensione rimane alta. Slitta l'incontro Conte-Italia Viva. Renzi: "Battaglia per le idee, non per le poltrone"

Bellanova a Bruxelles: disguido sulle agende e mossa per prendere tempo? Probabile vertice entro venerdì. Il leader di Italia Viva, Renzi, aveva duramente criticato l'esecutivo per la task force per il Recovery Plan


Italia Viva ha chiesto al presidente Conte di spostare l'incontro fissato per le 13 a Palazzo Chigi. Le ragioni dell'annullamento dell'appuntamento sono da ricercare nell'assenza della ministra Bellanova, impegnata a Bruxelles. L'incontro, fanno sapere fonti di Italia Viva, verrà dunque spostato ai prossimi giorni, probabilmente entro venerdì.

Il premier Conte, in questi giorni, è impegnato in incontri con le diverse forze politiche. "Ci sono state chiare note critiche da parte di una forza politica, in particolare Italia Viva, ed è giusto che ci sia questo confronto. Ma i cittadini devono stare tranquilli: non vogliamo, o almeno io non voglio disperdere energie rispetto all'azione di governo che in questo momento di emergenza è ovviamente ancora più intensa", ha spiegato in un'intervista a La Stampa.

Renzi: "A Conte darò documento, Iv pronta a lasciare le poltrone" "Sui temi del salto di qualità del governo diremo la nostra al premier Conte con un documento scritto, appena ci sarà occasione di incontrarci (non oggi perché la Bellanova è a Bruxelles)". Sono le parole del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha aggiunto che "stiamo facendo una battaglia per le idee, non per le poltrone. Noi siamo l'unico partito che è pronto a rinunciare alle poltrone, non a chiederle".

Open Arms, Salvini: "Voto politico per processo politico. Ho difeso la patria, ho fatto il mio dovere". E attacca Renzi: "Che triste fine, uno Scilipoti qualunque..." (VIDEO)

"Io stasera torno a casa con un processo ma a testa alta", attacca Matteo Salvini nel corso del suo intervento nell'Aula del Senato prima che venga votata l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il caso Open Arms. Nel mirino di Salvini finisce soprattutto Matteo Renzi, il leader di Italia Viva che, contraddicendo quanto fatto settimane fa in commissione, aveva da poco annunciato il "sì" al processo. Il leader leghista è durissimo: "Preferisco il silenzio del M5S, in imbarazzo, alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia". Salvini ha notato pure l'abbondante presenza in Aula di senatori a vita: "Mi confermo nell'idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni". A margine dell'intervento l'intervista fuori da Palazzo Madama: "Sono orgoglioso di quello che ho fatto" - (VIDEO)


Il Senato vota sull'autorizzazione a procedere nei confronti di ...

"Si è già capito che il voto è politico". Matteo Salvini apre così il suo intervento al Senato nella discussione sul caso Open Arms. "Ringrazio il governo per la sua abbondante presenza. Non era dovuta, ma se la forma è sostanza, ringrazio i banchi vuoti del governo che dimostrano il rispetto per quest'Aula", esordisce il leader della Lega.

"Noto l'abbondante presenza dei senatori a vita e mi riconfermo nell'idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni. Noto il fatto che non sia intervenuto nessuno del M5S, evidentemente questo sottolinea l'imbarazzo. Preferisco il bel tacer del M5S alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia. Con tutto il rispetto per Ugo Tognazzi e Amici miei, più seri di qualche senatore presente in quest'aula", afferma ancora Salvini, richiamato dal presidente Casellati per il linguaggio. "Triste fine passare, per quanto riguarda il senatore Renzi, dall'avere De Gasperi come modello a comportarsi come uno Scilipoti qualunque", prosegue.

Salvini cita l'articolo 52 della Costituzione: "La difesa della patria è sacro dovere del cittadino", dice, prima di affermare che "di questa vicenda, mi rammarico perché dovrò spiegare ai miei due figli che papà non va a processo perché è un delinquente ma perché ha fatto il suo dovere di cittadino e di ministro della Repubblica. Delle critiche politiche mi frega zero". "Quello che è successo è agli atti", dice rivolgendosi al "mancato presidente Grasso", ironizzando sulla mancata nomina dell'esponente di Leu alla presidenza della commissione Giustizia. "Questa è una nave pirata", dice ripercorrendo la vicenda. "Se c'è qualcuno che ha commesso un crimine è il comandante di questa nave pirata".

"Io stasera torno a casa a testa alta, con un processo, ma a testa alta. Io vi ringrazio, mi fate un regalo a mandarmi a processo, vado a testa alta e con la schiena dritta", conclude. "Oggi si manda Salvini a processo politico. Domani, siccome la ruota gira e toccherà a qualcuno di voi, la Lega starà dalla parte delle garanzie e della libertà del Parlamento. Non vi manderemo in un'aula di tribunale, saranno i cittadini a giudicarvi".

Pd-M5S, divisi a Bruxelles e separati in Puglia: tra Mes e Regionali, l'alleanza che sostiene Conte traballa. Scuola, tasse, legge elettorale: tutti gli scontri. E Renzi fa la spina nel fianco

All'Europarlamento i due partiti hanno votato in modo diverso su un emendamento presentato dalla Lega. A Roma posizioni distanti nella maggioranza su scuola e fisco. Il ministro Speranza chiede 20 miliardi per la sanità, mentre il Pd avanza l'ipotesi di una Bicamerale per la regia della spesa. Italia Viva si è schierata con il centrodestra, contro i Dem, per evitare che si esaminasse la riforma della legge elettorale entro l'estate anche in Commissione. E i problemi sono anche sul territorio in vista delle elezioni amministrative. Crimi: "In Puglia correremo da soli. Il contrasto alle politiche di Emiliano non è archiviabile"


Conte, Zingaretti e il settembre fatale - Il Foglio

Pd-5Stelle, quante divergenze. E Conte si preoccupa

Pd e M5S si sono divisi a Bruxelles sul Mes. I due partiti hanno votato in modo diverso sull'emendamento presentato dalla Lega e dal gruppo Identità e democrazia alla risoluzione sulle conclusioni del Consiglio europeo straordinario. L'emendamento, poi bocciato e a favore del quale si sono schierati Lega, Fdi e M5s, chiedeva di respingere un utilizzo del Mes finalizzato a stimolare l'economia in seguito alla crisi della Covid-19. Posizioni distanti nella maggioranza su scuola e fisco. Il ministro Speranza chiede 20 miliardi per la sanità, mentre il Pd avanza l'ipotesi di una Bicamerale per la regia della spesa. Italia Viva si è schierata con il centrodestra, contro i Dem, per evitare che si esaminasse la riforma della legge elettorale entro l'estate anche in Commissione. 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà nell'Aula della Camera il prossimo 29 luglio alle 9.30 comunicazioni sulla situazione del contrasto dell'emergenza Covid e sullo stato di emergenza. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Sulla questione dello Stato d'emergenza torna con nettezza Matteo Salvini: "Non c'è un' emergenza sanitaria in corso, chi vuole prorogare lo stato di emergenza è un nemico dell'Italia. Noi non li facciamo uscire dall'Aula, ci stanno loro chiusi, gli italiani meritano respiro e libertà. Ieri non hanno deciso in Cdm, se vogliono questo non esiste, non c'è motivo".


"Non ci siamo mai sottratti al confronto ma lo facciamo se ci sono i presupposti. Lo so che c'è un dibattito sula Puglia, so che tanti stanno spingendo ma voglio confermare, senza ombra di dubbio che in Puglia corriamo da soli. Ci abbiamo ragionato ,ma le politiche fatte da Emiliano noi le abbiamo contrastate, non possiamo archiviare questo". Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi ai microfoni di Radio anch'io, su RadioUno, sottolineando che dalle Regionali "non ci sarà nessun impatto sul governo".

Intanto Bonetti diffida Emiliano sulla doppia preferenza di genere. "Per quanto riguarda la politica bisogna introdurre principi di parità. Mi duole dire che abbiamo delle regioni che non hanno ancora adeguato la loro legge regionale con la doppia preferenza di genere. Una tra tutte, la Puglia, e come governo siamo stati costretti a mandare una diffida al Consiglio regionale perché si adegui a quella norma. Non si capisce perché non ci si debba adeguare, a meno che non si voglia escludere un pezzo di cittadinanza, quello femminile, da un diritto fondamentale, l'accesso alle cariche elettive. Il presidente Emiliano si assuma la responsabilità d avere ricevuto una diffida dal governo, vada in Consiglio regionale e si voti, a viso aperto, non con voto segreto, una norma di diritto fondamentale". Lo ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Italia Viva Sicilia live.

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