updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

Sondaggi, continua il boom di Giorgia Meloni: Fratelli d'Italia ora terzo partito al 17,2%. Fuori dalla "zona Champions" c'è il vuoto

Confermate nella Supermedia di YouTrend per AGI le tendenze delle ultime settimane. Lega in calo ma resta in prima posizione, Pd in risalita (ma che ancora sotto ai livelli pre-dimissioni di Zingaretti) e lotta serrata per il terzo posto tra FdI (nuovo record) e 5Stelle. Staccata Forza Italia, piccole percentuali per Azione, Italia Viva e Sinistra Italiana


sondaggi politici

Nuovo record di consensi per Fratelli d'Italia, la Lega ancora in calo e il Pd in risalita. Sono i risultati della Supermedia settimanale di YouTrend per Agi che conferma le tendenze già riscontrate nelle ultime settimane.

I primi quattro partiti

Il partito di Salvini ottiene una performance non particolarmente brillante ma resta in prima posizione con il 22,9 per cento. Il Pd guadagna un prezioso 0,6 per cento che gli consente di piazzarsi al secondo posto con il 18,6% e di recuperare il terreno perduto, anche se non riesce ancora a tornare ai livelli precedenti alle dimissioni di Nicola Zingaretti. Lotta serrata per il terzo posto tra M5S e Fratelli d'Italia. Questa settimana la spunta il partito di Giorgia Meloni che raggiunge la percentuale record del 17,2%, portando a casa un guadagno ulteriore dello 0,3%. Il Movimento quindi si piazza solo quarto con il 17% e un incremento più ridotto dello 0,1%.

Le altre forze

Dietro i quattro principali partiti, che sono racchiusi in meno di 6 punti, c'è quasi il vuoto, con Forza Italia in calo al 7,5% e staccata di quasi 10 punti dal M5S. Tra le componenti di maggioranza, quella giallorossa sembra più in forma rispetto a quella di centrodestra, una dinamica che riflette probabilmente gli atteggiamenti sul tema riaperture/restrizioni.

Azione rimane stabile al sesto posto con il 3,3%, Italia Viva risale al 3,2%, Sinistra italiana conferma il 2,2% del 25 marzo. Articolo 1 cala all'1,8%, + Europa è stabile all'1,6% a pari merito con i Verdi.

Incontro Letta-Renzi: "divergenza profonda" su Conte e 5Stelle

Faccia a faccia di 40 minuti tra i leader di Pd e Italia viva. Vaga comunanza su emergenza e vaccini, ma i nodi politici restano. Per i dem il rapporto con l'ex premier e i pentastellati è "essenziale per costruire una alternativa vincente a Meloni e Salvini". Incognita amministrative


Hanno trovato "elementi di accordo e altri di disaccordo" Enrico Letta e Matteo Renzi durante l'incontro di questa mattina. Un incontro "franco e cordiale", durato 40 minuti, che si è svolto all'Arel. "Divergenze profonde" tra i due riguardano il rapporto con Conte e il M5S, hanno riferito fonti del Nazareno, affermando che i leader hanno affrontato temi legati al quadro politico e alle prospettive future.

Il segretario del Pd e il leader di Iv hanno fatto una "analisi a tutto campo" della situazione del Paese, trovandosi d'accordo sul fatto che in questa fase l'impegno comune debba essere quello del sostegno alla campagna dei vaccini e al supporto economico per compensare le chiusure per Covid.

Quanto al rapporto con Conte e i 5 Stelle, per Letta - riferiscono le stesse fonti - è "essenziale per costruire una alternativa vincente a Meloni e Salvini". Sulle amministrative, Letta ha ascoltato le idee d Renzi, e per il leader del Pd il mese di aprile sarà "importante" per trovare le soluzioni.

Italia viva, all'Adnkronos, "conferma la narrazione del Nazareno" sull'incontro di stamattina. Un faccia a faccia a tutto campo, definito "cordiale e franco", in cui sono emersi "elementi di accordo e di disaccordo" tra cui, in particolare, una "divergenza profonda" sul rapporto con Conte e il M5S.

 

(Fonte: Adnkronos)

Pd, Enrico Letta è il nuovo segretario: "No a partito di potere. Priorità lavoro, donne e ius soli. Dialogo col M5S di Conte e sentirò Renzi" (VIDEO)

Enrico Letta, candidato unico, proclamato segretario del Partito democratico dall'Assemblea nazionale con 860 voti a favore (2 i no e 4 gli astenuti). Le sue parole dal palco del Nazareno - (VIDEO)


"Sono stati giorni complessi e complicati. Ringrazio e saluto Nicola Zingaretti: a lui mi lega lunga e grande amicizia. Un rapporto importante di sintonia. Abbiamo fatto tante cose insieme e tante cose insieme faremo. Ti ringrazio di avermi cercato: lavoreremo insieme, è un onore succederti. Abbiamo un carattere abbastanza simile, ci capiamo al volo", ha detto Enrico Letta nel suo intervento in assemblea Pd.

"Centomila morti, è scesa la speranza di vita, drammaticamente e per la prima volta nella storia recente del paese, la solitudine, lo smarrimento, le famiglie che hanno perduto i loro cari. Il mio pensiero va al personale sanitario, ai rappresentanti dello Stato, la loro dedizione è stata ed è fondamentale", ha detto Letta. "Penso al mezzo milione di italiani che hanno perso il lavoro, a loro noi guardiamo cercando le migliori soluzioni per il loro futuro. Mi viene in mente la frase di Papa Francesco che dice che vorrebbe un mondo che sia un abbraccio fra giovani e anziani". E ancora: "Da solo nessuno si salva. Ce lo ha detto il Papa".

"Vorrei che oggi la discussione non si chiudesse ma iniziasse. Domani presenterò un vademecum di idee da consegnare al dibattito dei circoli per due settimane. Ne discutiamo insieme e poi facciamo sintesi in una nuova assemblea", ha detto ancora Letta nel suo intervento in assemblea Pd.

"Lo stesso fatto che sia qui io e non una segretaria donna dimostra che esiste un problema" sulla parità di genere. "Io metterò al centro" il tema delle donne: è "assurdo" che sia un problema.

"La caduta dalla pandemia avrà lo stesso effetto che ebbe per me e per la mia generazione la caduta del muro di Berlino. E quando cadrà la pandemia, deve essere festa come fu allora", ha detto Letta. "E' l'anno piu' buio della nostra storia repubblicana, e' il peggiore anno della nostra storia repubblicana. Centomila morti. E' scesa la speranza di vita. Gli anziani soli, lo smarrimento. Noi siamo vicini alla liberazione. Sappiamo che fino all'estate ci aspetteranno nuovi lutti e sofferenze. Ma siamo di fronte a uno sforzo finale e speriamo che la liberazione che avverrà, avverrà grazie alla scienza, al vaccino e alla cooperazione tra paese, ricercatori e istituzioni", afferma.

"Noi del Pd siamo per il primato della scienza, lo rivendichiamo con orgoglio. L'immagine è quella di Sergio Mattarella cui va il mio saluto più affettuoso. La sua foto in fila che si vaccina è l'immagine della speranza". 

 

"Mi candido a nuovo segretario ma so che non vi serve un nuovo segretario: vi serve un nuovo Pd", ha detto Enrico Letta nel suo intervento in assemblea Pd.

"Progressisti nei valori, riformisti nel metodo e radicalità nei comportamenti tra di noi". E parlando dell'uscita dalla pandemia dice: "Noi come il Pd abbiamo il dovere di esserci, non con lo sguardo al nostro ombelico ma nella società".

Enrico Letta cita nel suo discorso due figure di spicco dell'Europa: Jacques Delors e Romano Prodi. Jacques Delors, "sempre ottimista, mi ha dato una lezione di vita straordinaria". E di Romano Prodi afferma: "inutile dirvi quanto mi lega a lui".

"Arrivo da persona libera", dopo aver lavorato fuori dalla politica ma "i talenti di qui valgono, chi ha fatto politica ha un talento da giocarsi fuori", ha sottolineato Letta. "Lascio gli incarichi retribuiti ma tengo la presidenza dell'istituto Delors", aggiunge.

"Ho ricevuto più messaggi in pochi giorni che in sette anni, ma la vita è fatta così. Non avrete qui un segretario che arriva sulle ali dell'esaltazione di tutti quelli che oggi lo osannano".

"L'Europa è la nostra casa e l'Europa del 2020 è quella che ci piace" con al centro "la solidarietà il lavoro ed il pilastro sociale". Ma "dobbiamo cambiare ancora l'Europa e fare quelle scelte che migliorino la democrazia europea".

"Dobbiamo essere il partito dei giovani. Se non riusciremo a coinvolgere i giovani io avrò fallito il mio obiettivo. Voglio mettere in piedi una Università democratica, mettere insieme tutte le energie e le forze che dobbiamo avere", ha detto ancora Letta. "Partecipazione per me è la parola chiave: ho intenzione di lavorare come segretario Pd con questo tema della partecipazione". Un partito, spiega che dovrà "mettere insieme l'anima e il cacciavite" e che dovrà puntare sui giovani, "arrivo con i giovani nel cuore".

"Noi non dobbiamo essere la Protezione civile della politica, cioè il partito che è costretto ad andare al potere perché se no gli altri sbandano. Perché se lo facciamo diventiamo il partito del potere. Si vincono le elezioni se non si ha paura di andare all'opposizione". "Dobbiamo fare un partito che abbia le porte aperte. L'apertura sarà il mio motto: spalanchiamo le porte del partito".

Durante il governo Draghi "voglio rilanciare lo ius soli", è una "norma di civiltà", ha spiegato Letta. "Io sarei molto felice se il governo di Mario Draghi, di tutti insieme, senza polemiche, fosse quello in cui dar vita alla normativa dello ius soli", la legge sulla cittadinanza.

"Voglio fare una battaglia sul voto ai 16enni, anche se so una battaglia divisiva, complicata, ma dobbiamo allargare il peso dei giovani nella società". 

"Dobbiamo pensare che abbiamo vinto e governato quando abbiamo fatto coalizione. Quando siamo andati per conto nostro abbiamo perso. 1996 e 2006, eravamo guidati da Prodi. La coalizione è fondamentale: io ci credo. Ad aprirsi ci si guadagna sempre. Dobbiamo costruire un nuovo centrosinistra, su iniziativa e leadership del Pd. Parlerò nelle prossime settimane parlerò con tutti. L'incontro col Cinque stelle guidato da Conte lo dobbiamo fare, sapendo che non sappiamo ancora come sarà quel M5s. Arriveremo con rispetto a ambizione", ha spiegato. "Io credo nella coalizione. Dobbiamo costruire un nuovo centrosinistra su iniziativa e leadership del Pd. Parlerò con tutti coloro che sono interessati a un dialogo: parlerò con Speranza, con Bonino, con Calenda, con Renzi, con Bonelli, Fratoianni, con tutti gli altri possibili interlocutori anche nella società. Questo nostro centrosinistra andrà all'incontro con il Movimento 5 stelle, che sarà guidato da Giuseppe conte, al quale va il mio saluto affettuoso". 

Sondaggio, crollo Pd dopo l'addio di Zingaretti (16,6%). Dem scavalcati dalla Meloni, Lega sempre primo partito. Il M5S recupera con Conte

Lega primo partito davanti al M5S, Fratelli d'Italia supera il Pd, che perde quasi il 2% dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti dalla carica di segretario. E' il quadro del sondaggio realizzato da Swg per il Tg La7. La Lega di Matteo Salvini guadagna lo 0,1% in una settimana e sale al 23,5%. Il Movimento 5 Stelle, con Giuseppe Conte destinato a recitare un ruolo di primo piano, cresce dell'1,4% e arriva al 17,2%. Fratelli d'Italia cede lo 0,2% ma il partito guidato da Giorgia Meloni scavalca il Pd, che perde l'1,9% dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti e ora vale il 16,6%. Passo avanti di Forza Italia, che arriva al 7%, mentre Azione cede lo 0,2% e scende al 3,7.

Referendum, Zingaretti fa i conti senza 'Direzione' - Avanti

Cosa cambia con il Governo d(e)i Draghi?

La lista dei Ministri del Governo Draghi più in linea con un equilibrio di partiti che con un equilibrio di genere


Il nuovo premier Mario Draghi , ha giurato questo sabato in una giornata in cui ha nuovamente evitato di parlare con la stampa e si è limitato, "con puntualità svizzera" a rispettare tutti i pomposi riti, previsti dalla Repubblica per i cambi di governo . Stesso atteggiamento con cui il premier ha tenuto anche il suo primo Consiglio dei Ministri, immerso in un'estrema serietà che ha portato gli analisti internazionali ad anticipare che questo sarà il nuovo stile con basso profilo, che il nuovo esecutivo manterrà d'ora in poi. Fine delle notizie che sfuggono in direzione dei giornali o dei messaggi che involontariamente, venivano inviati alle agenzie stampa.

Sembra così volgere al termine la tanto temuta (dall'Europa), crisi politica italiana. Mario Draghi sarà così a capo del terzo esecutivo della legislatura, dopo i due presieduti dal suo predecessore Giuseppe Conte. Nota da evidenziare, sarà ancora una volta, un presidente del Consiglio dei Ministri senza la legittimità delle urne (in precedenza lo erano stati Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e lo stesso Conte). La sua nomina, però, metterà fine a due lunghi mesi di incertezza politica e istituzionale che avevano portato nuovamente l'Italia in un pericoloso baratro e consentirà di affrontare finalmente un nuovo piano di ripresa.

Quasi tutti i 23 nuovi ministri, ad eccezione di Dario Franceschini (alla Cultura), si sono rifiutati di rilasciare dichiarazioni dopo la rapida cerimonia di giuramento del nuovo governo. Un esecutivo che, però, ha già suscitato critiche per la scarsa presenza di donne (8) e per un difficile bilanciamento dei rapporti, tra alcuni tecnocrati in ministeri chiave, come Economia ed Interno e un gruppo di figure maggioritarie (15) dei sei partiti politici che hanno permesso a Draghi di prendere il potere.

In questi giorni la paura di un governo tecnico stava facendo traballare le poltrone dei partiti. L'ultimo è stato quello guidato da Mario Monti che si è concluso nel peggiore dei modi. L'esecutivo Draghi, invece, avrà un profilo ibrido tra specialisti tecnici e politici. Il nuovo premier avrebbe voluto formare una squadra di alto livello con nomi fuori dall'orbita politica, ma i difficili equilibri politici e sulla scorta delle tristi esperienze del passato, ha anche cercato di accontentare i partiti che gli hanno dato il loro appoggio unanime, ad eccezione di Fratelli D'Italia. Un atto di bilanciamento asimmetrico che è chiaramente visibile in tutta la lista.

Ci sono alcune ripetizioni nelle posizioni, come Luciana Lamorgese al Ministero dell'Interno; il socialdemocratico e figura di peso del PD, Dario Franceschini, alla Cultura; il Grillino Luigi Di Maio agli Esteri o Roberto Speranza alla Salute. Ma ci saranno anche figure di grande peso che porteranno aria nuova, come Marta Cartabia, ex presidente della Corte costituzionale alla Giustizia. 

Una delle figure attese e di grande peso è il tecnico Daniele Franco, che occuperà il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Ex direttore generale della Banca d'Italia, esperto di finanza pubblica e uomo di assoluta fiducia di Draghi, sarà incaricato di iniziare il gioco della distribuzione dei 209 Miliardi di fondi europei che arriveranno in Italia (tra capitale e prestiti non rimborsabili) per superare la crisi della pandemia.

Creati anche nuovi ministeri, come quello affidato a Vittorio Colao, CEO di Vodafone nel mondo, che sarà responsabile del Ministero dell'Innovazione e Transizione Digitale. Lo stesso uomo a cui Conte aveva affidato un piano per ricostruire l'Italia dopo la pandemia, ma il cui documento è finito in un cassetto di palazzo Chigi.

Le quote di partito rappresentano il resto della legislatura. Il Partito Democratico è riuscito a piazzare tre dei suoi uomini. Oltre a Franceschini, occuperanno posti di rilevanza, il vice segretario del partito, Andrea Orlando (Lavoro) e Lorenzo Guerini (Difesa). Stesso numero di seggi avrà il Movimento 5 Stelle (M5S), partito teoricamente con un vantaggio, visto che ha vinto le ultime elezioni ma che oggi vede perdere una grande fetta di elettori. Per soddisfare i grillino è stato creato un super ministero della Transizione Ecologica, come richiesto da Grillo. La beffa è che il profilo che ne prenderà la guida, non sarà politico ma tecnico, Roberto Cingolani, fisico e grande esperto di digitale .

Una manovra che ha fatto scoppiare un nuovo Vietnam all'interno del Movimento 5 Stelle, la formazione politica oggi sta vivendo un grande conflitto interno per la decisione presa dai capi nel voler sostenere colui che per 8 anni è stato a capo della BCE e di fatto a dettato anche la politica europea. L'ultimo motivo di tensione che ha aggravato la "questione M5S" è stato il Ministero della Transizione Ecologica che, contrariamente a quanto si pensava, non è finito nelle mani di un politico pentastellato.

La senatrice Barbara Lezzi, rappresentante della corrente più anti-establishment del M5S, è stata la prima a dare voce agli oppositori. La Lezzi ha scritto ai leader del partito chiedendo loro di ripetere "subito" il voto on line, con il quale giovedì i ranghi hanno dato il loro appoggio a Draghi, questo prima del voto di fiducia al quale il nuovo governo dovrà sottomettersi la prossima settimana. In caso contrario, ha minacciato la senatrice, "il nostro voto dovrà essere no". Secondo alcune fonti, potrebbero essere circa 30 i senatori disposti a seguire le orme della Lezzi.

Anche la destra, rappresentata dalla Lega e da Forza Italia, ha conquistato la sua quota di potere. Il partito di Silvio Berlusconi riesce a collocare Renato Brunetta alla guida del Ministero delle Pubbliche Amministrazioni, Mara Carfagna, Sud e Coesione Sociale, infine Mariastella Gelmini agli Affari Generali e Autonomia. La Lega passerà al Ministero dello Sviluppo Economico, che sarà guidato dal leader dell'ala più centrista del partito, Giancarlo Giorgetti, in aggiunta, il Ministero alle Politiche per le Disabilità guidato da Erika Stefani e infine Massimo Garavaglia al Turismo.

La segretezza con cui l'ex banchiere ha condotto in questi giorni trattative è insolita per il nostro paese, è la prima volta da anni, che non vi sono state fughe di notizie, voci o pressioni. Nemmeno i partiti sapevano fino a 10 minuti prima se Draghi sarebbe salito al Quirinale da Mattarella, o se qualcuno dei suoi colleghi sarebbe stato parte del nuovo artefatto politico. Il rito dice che il capo dello Stato è colui che li nomina e ha il potere di veto, come fece due anni e mezzo fa con il politico antieuropeo Paolo Savona, a cui la Lega intendeva affidare il Ministero dell'Economia. Il nuovo esecutivo è nato a seguito di una complicità totale tra Mattarella e Draghi.

A partire da lunedì, l'investitura e il voto si svolgeranno in Parlamento. Un processo che dovrebbe rappresentare un solo iter, ma la divisione che prevale oggi nel Movimento 5 Stelle potrà portare qualche sorpresa, senza comunque avere alcun impatto sul risultato finale.

Crisi di governo, Cacciari: "Se la situazione precipita, Mattarella chiamerà Draghi. Anche se le elezioni sarebbero la soluzione più giusta"

Matteo Renzi e Giuseppe Conte pareggiano. Se la crisi di governi dovesse precipitare, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiamerà Mario Draghi. E' il quadro che Massimo Cacciari delinea. "Forse le elezioni sarebbero la soluzione più giusta, ma in una situazione del genere Mattarella non scioglierà mai le Camere. Se non riusciranno a fare il governo, Mattarella farà come Napolitano nel 2011, prenderà Draghi e lo costringerà a fare il Presidente del Consiglio. Draghi può venire soltanto se siamo sull’orlo del baratro. Per questo io spero nel Conte ter perché è la soluzione meno peggio", ha detto Massimo Cacciari, a Radio Cusano Campus.

Governo, Cacciari su Draghi: 'Mattarella si inventerà qualcosa come  Napolitano con Monti'

(Fonte: Adnkronos)

Crisi di governo, Fico "esplora" e prende quota il Conte ter, ma è sempre Renzi a tenere in scacco tutti

Dal primo giro di consultazioni "è emersa la disponibilità comune delle forze politiche a un confronto sul programma e sui temi" per arrivare a "una sintesi. Per questo ho promosso l'avvio di un confronto nella mattinata di domani qui a Montecitorio". Così il presidente della Camera Roberto Fico, al termine del primo giro di consultazioni dopo il mandato esplorativo affidatogli dal Capo dello Stato nella crisi di governo


La chiamata all'ultimo minuto: cosa si sono detti Conte e Renzi -  IlGiornale.it

"Dagli incontri con le forze politiche è emersa la disponibilità comune a procedere su un confronto sui temi e punti programmatici per raggiungere una sintesi", ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, al termine delle consultazioni. Il confronto fra le forze di maggioranza avverrà nella mattinata di domani qui a Montecitorio

Secondo giorno di consultazioni del mandato esplorativo per il presidente della Camera Fico. Europeisti, Maie, Centro Democratico, Autonomie, Psi e la senatrice De Petris di Leu per il Misto di Palazzo Madama guardano a Conte come punto di equilibrio per la maggioranza e chiedono di affidare a lui l'incarico per formare il nuovo governo politico e concordare il programma scritto chiesto anche da Italia Viva.

La mossa di Matteo Renzi inevitabilmente complica la trattativa per il futuro governo.

Tuttavia l'impressione è che Renzi abbia sminato la bomba Mes e mostrato un certo ottimismo sul fatto che "nell'interesse degli italiani un punto di caduta" possa essere trovato. Un punto importante a favore del lavoro di Fico è che si sia iniziato a lavorare concretamente sul programma.

Insomma, sembra partire nelle difficoltà previste il compito del Presidente della Camera Roberto Fico di "esplorare" la possibilità di avere un nuovo governo solido, frutto di una intesa all'interno della ex maggioranza giallorossa.

"Siamo pronti a un programma di legislatura e la persona giusta per portare avanti questo programma e guidare un governo è Giuseppe Conte. Stiamo lavorando su un programma, sulle questioni che riguardano la pandemia e la crisi, sicuramente ci saranno altre occasioni per incontrare il presidente" della Camera Roberto Fico "ma sarà lui a informare". Lo afferma Ricardo Merlo, a nome del gruppo parlamentare "Europeisti - Maie - Centro Democratico" del Senato, dopo l'incontro con Roberto Fico.

"Abbiamo ribadito al presidente Fico la nostra indicazione per un incarico a Conte, in quanto riteniamo che sia la garanzia di un soluzione rapida e che possa garantire continuità col precedente governo, che era stato per noi particolarmente soddisfacente". Lo ha detto Gianclaudio Bressa, in rappresentanza del gruppo parlamentare per le Autonomie, al Senato, dopo la consultazionea Montecitorio. "Abbiamo dato indicazione non solo di fare in fretta ma di dare incarico per il nuovo governo a Giuseppe Conte. Credo che siano previsti già oggi degli incontri per definire puntualmente le questioni programmatiche".

"Siamo per un governo politico, guidato da Conte, che arrivi al termine della legislatura, sapendo che l'alternativa è il governo del Presidente della Repubblica che porti il Paese alle votazioni, ma questo significa che il parlamento non riesce a esprimere una maggioranza". Lo ha detto Bruno Tabacci, in rappresentanza di Centro Democratico - Italiani in Europa, al termine delle consultazioni con il presidente della camera Roberto Fico. "Quando responsabili diventa un termine negativo io non mi ci posso riconoscere - ha aggiunto - Sono responsabile di quello che dico e che faccio. Abbiamo dato vita a una iniziativa politica che ha portato al Senato alla nascita del gruppo europeisti e alla Camera a un gruppo che conta 15 deputati". Nuovi 'responsabili'? "Ritengo che la partita si svolgerà quando il presidente incaricato avrà presentato la sua squadra e il suo programma e si vedrà chi vota e chi non vota. Non è il caso ora di fare dei vaticini"ha precisato Tabacci, convinto che una maggioranza Ursula "qua non c'è".

"Ripartire imprescindibilmente dal presidente del consiglio uscente, Giuseppe Conte. Noi lo sosterremo convintamente". Lo ha detto il deputato Antonio Tasso, esponente del Maie alla Camera, al termine delle consultazioni con il presidente della Camera, Roberto Fico.

"Abbiamo indicato il nome di Conte come unica guida possibile del prossimo governo. L'indicazioni su Conte è di tutta evidenza che non è separabile dai contenuti programmatici". Lo dice la capogruppo del Misto al Senato Loredana De Petris dopo le consultazioni con il presidente della Camera Roberto Fico. "Conte deve essere il garante di un accordo programmatico che dovrà assicurare una continuità con il governo uscente. Bene il patto di legislatura, ma il patto è strettamente collegato all'indicazione per Conte", aggiunge.

Intanto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un post su Fb ha sottolineato la necessità di un governo forte in tempi rapidi. "In questi momenti - ha scritto - serve un esecutivo forte, mentre noi agli occhi del mondo appariamo deboli. O ci mettiamo in testa che dobbiamo ripartire in fretta con un nuovo governo puntando a sfruttare al meglio i 209 miliardi del Recovery oppure le future generazioni piangeranno le follie di una politica che invece di pensare ai problemi degli italiani, litigava per le poltrone". 

 

(Fonte: Ansa)

Crisi di governo, Salvini: "Teatrino disgustoso tutto di sinistra. Renzi, Pd e M5S si rimetteranno insieme" (VIDEO)

Il leader della Lega in tv: "A Mattarella diremo che se c'è un esecutivo che governa bene, altrimenti si vada al voto"


"Potrebbe anche finire che si rimettono tutti insieme, il Pd, il Movimento 5 Stelle e Renzi. Sono pronto a scommettere, magari lo fanno cambiando tre ministeri". Lo dice Matteo Salvini, ospite di Agorà, su Rai3, che oggi salirà al Quirinale nel terzo giorno di consultazioni. "Gli italiani - aggiunge - si chiederanno allora perché è stato fatto questo".

"Abbiamo bisogno di un governo che governi, a Mattarella diremo che se c'è un governo che governa bene, lo ribadiremo con la massima serenità, noi siamo pronti a portare avanti le nostre proposte" sulla vita reale, ha poi aggiunto Salvini riferendosi alle "proposte di legge per l'azzeramento delle cartelle di Equitalia, per salvare quota cento", "altrimenti, c'è il voto".

"Il centrodestra si è dimostrato serio e compatto, governiamo 14 regioni su 20. Sono contento, nelle differenze di culture e sensibilità", ha poi sottolineato ribadendo la necessità di "un governo a guida centrodestra, alternativo a Pd e Cinque Stelle, che mette al centro taglio tasse, salvataggio di quota cento". "Io non sto dialogando con Renzi", assicura poi smentendo retroscena che parlando di un suo asse con il leader di Italia Viva. "Renzi - spiega - ha fatto nascere questo governo, quello che gli italiani stanno subendo, questo teatrino disgustoso, è tutto made in sinistra". "Renzi - conclude - lo vedo in Senato, come incontro tanti altri colleghi senatori". (VIDEO)

 

(Fonte: Adnkronos)

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