updated 9:08 AM UTC, Mar 1, 2021

Migranti, 34mila arrivi in Italia nel 2020, il triplo dell'anno precedente. Più di 4mila entrati via terra dalla Slovenia

Nel 2020 - nonostante il Covid - 34.154 migranti sono giunti in Italia via mare (il 60% a Lampedusa), il triplo rispetto agli 11.471 del 2019. In 4.100 sono invece arrivati via terra attraverso il confine italo-sloveno. Lo indica un rapporto dell'Unhcr. 
Il 38% di chi è sbarcato è rappresentato da tunisini: seguono bengalesi (12%) e ivoriani (6%). Circa 4.500 degli arrivi via mare sono stati soccorsi da navi ong: gli altri sono stati intercettati dalle autorità vicino alle coste oppure sono arrivati autonomamente.
Le domande di asilo nel corso dell'anno sono state 26.551, in netta flessione rispetto all'anno precedente. Tra gennaio e settembre le richieste di protezione internazionale esaminate sono state 29.547. Lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria è stato concesso al 21% dei richiedenti.

 

(Fonte: Ansa)

La Grecia costruisce una recinzione anti immigrati lungo il confine con la Turchia

Questa mattina, il primo ministro greco Kiriakos Mitsotakis ha visitato il confine tra Grecia e Turchia per vedere da vicino la costruzione della nuova barriera di confine tra i due paesi.


Questa settimana è iniziata la costruzione di una recinzione per evitare che si ripetano gli incidenti verificatisi a partire dal 28 febbraio di quest'anno. Migliaia di immigrati per molte settimane hanno tentato senza successo di entrare in Grecia passando dalla Turchia all'altezza di Kastaniés, la  maggioranza di loro provenivano da paesi asiatici o africani e si erano messi in viaggio a seguito di una voce secondo cui proprio in quel posto di frontiera, avevano aperto i confini europei.

Mitsotakis ha dichiarato che la costruzione della nuova recinzione al confine greco-turco, "è il minimo che il governo possa fare per far sentire al sicuro i cittadini greci", riferendosi soprattutto alla popolazione locale. E ha chiarito che parteciperà all'inaugurazione della nuova recinzione il prossimo aprile. Ha anche ricordato che la recinzione già esistente" ha retto solo grazie alla presenza di un forte dispiegamento di Polizia, Esercito, guardie di frontiera e abitanti della zona".

 

Il recinto precedente
                                                    vecchia recinzione esistente

Il recinto sarà lungo  26 chilometri e alto 5 metri, con 8 torri di osservazione elevate, sarà utilizzato dall'esercito. La sua costruzione terminerà nell'aprile 2021 e comporterà la costruzione e il posizionamento di un'imponente recinzione in acciaio terminata da un filo spinato. Saranno inoltre effettuati lavori per migliorare le 57 infrastrutture esistenti (quali avamposti e osservatori). Inoltre, il suolo sarà rinforzato per prevenire movimenti di terra in caso di alluvioni e verranno create nuove strade per la sorveglianza, oltre a barriere artificiali lungo il fiume Evro, che segue il confine per alcuni chilometri. Il budget messo in campo supera i 62 milioni di euro. L'attuale recinzione di 10 chilometri sarà riparata e rinforzata, passando dagli attuali 3,5 metri a 4,3 metri di altezza.

Allo stesso modo, le installazioni elettriche e la sorveglianza con i droni saranno migliorate, verranno utilizzati cannoni sonori e si prevede che i carri armati US Guardian (M1117) saranno consegnati dagli Stati Uniti alla Grecia come parte della firma del loro accordo di cooperazione militare.

La popolazione locale è molto soddisfatta di questi lavori, poiché, oltre a impedire l'ingresso di clandestini, rappresenta una protezione contro le frequenti inondazioni (è una zona con molte piogge), favorendo tutta la produzione agricola della zona.

Il comandante delle guardie di frontiera, Panagiotis Jarelas , ha ringraziato Mitsotakis, per la nuova nomina di 400 guardie (con contratto a tempo indeterminato), che hanno subito assunto le loro funzioni in questa zona di confine, che vanno ad aggiungersi alle oltre 800 nelle isole dell'Egeo più vicine a Turchia e altre 480 nel resto del Paese. Queste nomine consentiranno alle forze di polizia di dispiegare più truppe nelle città e nei paesi greci.

Le autorità greche sottolineano che, tra il 28 febbraio e il 3 agosto di quest'anno, è stato impedito a più di 60.000 immigrati di attraversare il confine per continuare a viaggiare verso il resto d'Europa. E tra coloro che sono stati arrestati, non c'erano solo stranieri provenienti da paesi asiatici e africani, ma anche turchi richiedenti asilo, che sostenevano di essere funzionari contrari al governo del presidente Erdogan.

  • Pubblicato in Esteri

Open Arms, Salvini: "Voto politico per processo politico. Ho difeso la patria, ho fatto il mio dovere". E attacca Renzi: "Che triste fine, uno Scilipoti qualunque..." (VIDEO)

"Io stasera torno a casa con un processo ma a testa alta", attacca Matteo Salvini nel corso del suo intervento nell'Aula del Senato prima che venga votata l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il caso Open Arms. Nel mirino di Salvini finisce soprattutto Matteo Renzi, il leader di Italia Viva che, contraddicendo quanto fatto settimane fa in commissione, aveva da poco annunciato il "sì" al processo. Il leader leghista è durissimo: "Preferisco il silenzio del M5S, in imbarazzo, alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia". Salvini ha notato pure l'abbondante presenza in Aula di senatori a vita: "Mi confermo nell'idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni". A margine dell'intervento l'intervista fuori da Palazzo Madama: "Sono orgoglioso di quello che ho fatto" - (VIDEO)


Il Senato vota sull'autorizzazione a procedere nei confronti di ...

"Si è già capito che il voto è politico". Matteo Salvini apre così il suo intervento al Senato nella discussione sul caso Open Arms. "Ringrazio il governo per la sua abbondante presenza. Non era dovuta, ma se la forma è sostanza, ringrazio i banchi vuoti del governo che dimostrano il rispetto per quest'Aula", esordisce il leader della Lega.

"Noto l'abbondante presenza dei senatori a vita e mi riconfermo nell'idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni. Noto il fatto che non sia intervenuto nessuno del M5S, evidentemente questo sottolinea l'imbarazzo. Preferisco il bel tacer del M5S alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia. Con tutto il rispetto per Ugo Tognazzi e Amici miei, più seri di qualche senatore presente in quest'aula", afferma ancora Salvini, richiamato dal presidente Casellati per il linguaggio. "Triste fine passare, per quanto riguarda il senatore Renzi, dall'avere De Gasperi come modello a comportarsi come uno Scilipoti qualunque", prosegue.

Salvini cita l'articolo 52 della Costituzione: "La difesa della patria è sacro dovere del cittadino", dice, prima di affermare che "di questa vicenda, mi rammarico perché dovrò spiegare ai miei due figli che papà non va a processo perché è un delinquente ma perché ha fatto il suo dovere di cittadino e di ministro della Repubblica. Delle critiche politiche mi frega zero". "Quello che è successo è agli atti", dice rivolgendosi al "mancato presidente Grasso", ironizzando sulla mancata nomina dell'esponente di Leu alla presidenza della commissione Giustizia. "Questa è una nave pirata", dice ripercorrendo la vicenda. "Se c'è qualcuno che ha commesso un crimine è il comandante di questa nave pirata".

"Io stasera torno a casa a testa alta, con un processo, ma a testa alta. Io vi ringrazio, mi fate un regalo a mandarmi a processo, vado a testa alta e con la schiena dritta", conclude. "Oggi si manda Salvini a processo politico. Domani, siccome la ruota gira e toccherà a qualcuno di voi, la Lega starà dalla parte delle garanzie e della libertà del Parlamento. Non vi manderemo in un'aula di tribunale, saranno i cittadini a giudicarvi".

Migranti in Sicilia, da Musumeci un allarme e un atto d'accusa: "Rischi per l'ordine pubblico, lo Stato intervenga. Situazione prevista già a marzo, c'era tutto il tempo per una strategia, invece si vive alla giornata"

"Lancio un allarme serio, senza pregiudizi politici: ho il dovere di rappresentare al Comitato la preoccupazione diffusa tra i cittadini, se alimentiamo la tensione senza dimostrare che lo Stato ha intenzione di cambiare metodo trasformiamo una situazione sanitaria in un situazione di ordine pubblico". E' uno dei passaggi più duri dell'audizione del governatore della Sicilia, Nello Musumeci, al Comitato Schengen


Immigrati: non si fermano gli sbarchi in Sicilia - IlSudOnLine

"L’arrivo di migliaia di migranti sulle coste siciliane era già previsto lo scorso mese di marzo, c’era tutto il tempo per definire una strategia che fosse compatibile con l’esigenza di salvaguardare la salute di tutti. Invece ancora oggi si vive alla giornata". E' l’atto di denuncia del governatore siciliano Nello Musumeci che sta parlando alla commissione Schengen in Parlamento.

C'è approssimazione, superficialità e impotenza da parte degli organi di Stato nell'affrontare il fenomeno migratorio”, ha continuato Musumec. "L'arrivo di migliaia di migranti era prevista - ha ribadito - invece non c’è un protocollo che metta insieme le competenze dello Stato e quelle della Regione. Senza il sistema sanitario regionale, pur fortemente provato dall'emergenza Covid, lo Stato non sarebbe in grado di accertare le reali condizioni di salute dei migranti al momento dello sbarco. Il personale dello Stato resta sottodimensionato rispetto alle attuali esigenze del fenomeno che appare fuori ogni controllo”.

"Qui nessuno crea allarme, men che meno il sottoscritto", ha detto ancora Musumeci aggiungendo: "Non si può parlare di mancanza di collaborazione, più di quello che facciamo non possiamo fare. E se aumentano gli sbarchi non potremo più fare quello che già stiamo facendo con difficoltà". E ricorda: "Sono stato io a chiedere l’intervento dell’esercito- dice - ma nessuno può pensare e la Regione possa sostituirsi a compiti attenenti allo Stato".

"Non è vero che sia sotto controllo l'hotspot di Lampedusa. Il sindaco dell'isola ha chiesto lo stato d'emergenza non solo per le condizioni di salute, ma anche per quelle sociali ed economiche”, ha sottolineato Musumeci durante l’audizione al Comitato Schengen. “La Regione siciliana ha accolto la delibera del consiglio comunale, l'ha fatta propria e l'ha inviata al governo centrale per ottenere lo stato d'emergenza per Lampedusa, ma Roma non ha risposto- commenta -Anche la sindaca del M5s di Porto Empedocle ha detto 'Siamo esasperati’”. “Noi più di quello che facciamo, non possiamo fare e temo che se dovessero aumentare gli sbarchi non saremmo in grado di garantire neppure quanto attualmente operiamo”, afferma.

"Non si può chiedere ai cittadini di tenere mascherina, guanti, mantenere un metro di distanza" e poi consentire "che in un locale di mille, ottocento o settecento metri stiano 300-500 persone delle quali non si conosce lo stato di salute. Questa condizione, così come viene gestita, non può assolutamente continuare", ha affermato poi il governatore siciliano.

"Questo fenomeno non è gestibile dalla Sicilia che ha larghe fasce di povertà e gravi difficoltà economiche e vive di turismo. Non possiamo farci carico solo noi di tutto questo. La pazienza e la sopportazione sono nel nostro codice genetico, ma anche queste hanno un limite", dice ancora Musumeci che aggiunge: "L’Europa cinica che si gira dall’altra parte ogni tanto dovrebbe guardare anche verso il Mediterraneo".

Facciamo sempre meno figli: record negativo dall'Unità d'Italia. In cinque anni popolazione diminuita di oltre mezzo milione

Nuovo minimo storico di nascite dall'Unità d'Italia registrato nel 2019: gli iscritti in anagrafe per nascita sono appena 420.170, con una diminuzione di oltre 19mila unità rispetto all'anno precedente (-4,5%). Il calo si registra in tutte le ripartizioni, ma è più accentuato al centro (-6,5%). E' quanto emerge dai dati sul bilancio demografico nazionale diffusi dall'Istat


Istat. Italia vecchia e in bilico, si salva grazie alle relazioni ...

Continua a ritmi sostenuti il calo di nascite in Italia, tanto che secondo l'Istat nel 2019 il Bilancio demografico nazionale evidenzia il minimo storico dall'Unità, con una diminuzione del 4,5% rispetto al 2018, pari a circa 19mila bambini nati in meno, con un totale di 420.170 nascite. Inoltre aumenta del 16,1% il numero di cittadini cancellati dalle liste anagrafiche per emigrazione all'estero, pari a 182.154 persone.

I fattori che negli ultimi anni hanno contribuito al calo delle nascite sono noti e si identificano nella progressiva riduzione della popolazione italiana in età feconda, costituita da generazioni sempre meno numerose alla nascita - a causa della denatalità osservata a partire dalla seconda metà degli anni Settanta - non più incrementate dall'ingresso di consistenti contingenti di giovani immigrati.

Stranieri nati in Italia Negli ultimi anni si assiste anche a una progressiva diminuzione del numero di stranieri nati in Italia, così che il contributo all'incremento delle nascite fornito dalle donne straniere, registrato a partire dal Duemila, sta di anno in anno riducendosi. Nel 2019 il numero di stranieri nati in Italia è pari a 62.944 (il 15% del totale dei nati), con un calo di 2.500 unità rispetto al 2018 (-3,8%).Il peso percentuale delle nascite di bambini stranieri sul totale dei nati è maggiore nelle regioni dove la presenza straniera è più diffusa e radicata: nel Nord-ovest (21,1%) e nel Nord-est (21,2%). Un quarto dei nati in Emilia-Romagna è straniero (25,0%), in Sardegna solo il 4,3%. Il tasso di natalità del complesso della popolazione residente è pari al 7,0 per mille. Il primato è detenuto dalla provincia autonoma di Bolzano (9,9 per mille) mentre i valori più bassi si rilevano in Liguria (5,7 per mille) e in Sardegna (5,4 per mille). 

Circa 200 nazionalità, Italia Paese multietnico Al 31 dicembre dello scorso anno si contano in Italia 194 differenti cittadinanze, quasi 50 con almeno 10mila residenti. La graduatoria delle prime cinque cittadinanze resta stabile nel tempo, con le cittadinanze romena (1 milione 208mila), albanese (441mila), marocchina (432 mila), cinese (305mila) e ucraina (240mila) a rappresentare da sole quasi il 50% del totale degli stranieri residenti. 

La distribuzione per sesso delle prime 10 cittadinanze registra differenze tra uomini e donne. Mentre le prime tre cittadinanze più numerose si confermano nei primi posti per entrambi i sessi (romena, albanese e marocchina), a partire dal quarto posto si rilevano differenze nella composizione con l'emergere dei cinesi per il genere maschile (6,0%) e delle ucraine per quello femminile (6,8%). Inoltre, dopo la flessione registrata nel biennio precedente, nel 2019 aumentano i cittadini divenuti italiani per acquisizione della cittadinanza: se ne contano 127mila, 24 ogni mille stranieri, il 13% in piu' rispetto al 2018.   

Nuovi cittadini italiani Dal 2015, complessivamente i "nuovi cittadini italiani" sono stati oltre 766mila, valore di poco inferiore alla perdita di popolazione di cittadinanza italiana negli stessi anni. Senza questo apporto, il calo degli italiani sarebbe stato intorno a 1 milione e 600mila unità. I nuovi cittadini italiani sono prevalentemente donne (52,7%) e risiedono per il 65,4% nel Nord. In rapporto alla popolazione straniera residente 27,7 persone su mille del Nord-est sono diventate italiane, solo il 15,7 per mille nelle Isole. 

Emersione e regolarizzazione del lavoro nero, i dubbi sul decreto/sanatoria: l'avvocato Pollastro risponde a tutte le domande (VIDEO)

Un provvedimento che ha fatto discutere e sul quale ci sono ancora molte domande che hanno bisogno di risposte. L'avvocato Davide Pollastro di Milano fa chiarezza sul decreto per l'emersione e la regolarizzazione dei lavoratori irregolari - (VIDEO)


Il Dl n.34/2020, all'art. 103, introduce una procedura di emersione di rapporti di lavoro irregolari con cittadini stranieri, ed anche il rilascio di permessi di soggiorno temporanei ai cittadini stranieri che ne erano già in possesso, scaduti dal 31 ottobre 2019, non rinnovati né convertiti in altro titolo di soggiorno. La procedura di emersione prevede il versamento del contributo forfettario di 500 euro per ciascun lavoratore e la presentazione delle domande sino alle ore 22.00 del 15 agosto 2020. L'avvocato giuslavorista Davide Pollastro per ilComizio.it fa chiarezza su tutti gli aspetti e i termini del provvedimento rispondendo alle domande e ai dubbi delle persone interessate. Il Comizio è un video portale di informazione la cui linea editoriale è completamente apartitica e trasversale con l'intento di raccogliere il più ampio ventaglio di idee, posizioni e orientamenti politico-culturali. Particolare attenzione è riservata ai temi che riguardano la società e la vita di tutti i giorni, con la collaborazione di qualificati professionisti dei vari settori.

Rabbia sociale, ora il governo teme un autunno caldo. Lamorgese: "Rischio concreto, perché si vedranno gli effetti della crisi economica"

Il rischio di tensioni sociali in autunno "è concreto perché a settembre-ottobre vedremo gli esiti di questo periodo di grave crisi economica". Lo ha detto la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, spiegando che "vediamo negozi chiusi, cittadini che non hanno nemmeno la possibilità di provvedere ai propri bisogni quotidiani. Il governo ha posto in essere tutte le iniziative necessarie per andare incontro a queste esigenze, ma il rischio è concreto"


Dilemma Lamorgese: come far rispettare zona rossa e quarantene ...

Rischio di un autunno caldo e di rabbia sociale? "Il rischio è concreto, a settembre vedremo l’esito di questa crisi che ha colpito le aziende. Vediamo negozi chiusi, cittadini che non hanno la disponibilità di provvedere ai propri bisogni quotidiani. Il Governo ha posto in essere tutte le iniziative per andare incontro a queste necessità. Il rischio però è concreto. Vedo oggi un atteggiamento di violenza verso le nostre forze di polizia, a cui deve andare il ringraziamento di tutti gli italiani. Le forze di polizia tutelano l’ordine democratico e tante volte non viene inteso in questi termini’’. Questi "comportamenti violenti nei confronti di chi ci tutela sono assolutamente da condannare". Così la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese intervenendo ad Agorà estate su RaiTre.

Riguardo alle misure per fronteggiare l'emergenza, ''l’obiettivo del governo è evitare il crearsi di nuovi focolai. Stiamo ponendo in essere tutte le attività necessarie per monitorare, controllare ed evitare nuovi arrivi che potrebbero determinare un nuovo focolaio''. Quanto ad un secondo lockdown, Lamorgese sottolinea che "non possiamo ignorare la possibilità di un ritorno del virus come la comunità scientifica ci sta purtroppo dicendo. I nostri atteggiamenti devono essere ancora più responsabili perché sarebbe certamente complicato e difficile ritornare in una situazione di lockdown''.

Poi i migranti. Modifiche ai decreti sicurezza sul tema dell'immigrazione? ''I tempi sono quelli delle attività parlamentari - spiega la ministra dell'Interno - Noi stiamo lavorando per chiudere il testo in tempi brevi. Oggi è la terza riunione che facciamo, abbiamo fatto dei passi avanti, mi sembra che ci sia una convergenza su tanti punti. Su provvedimenti complessi c'è la discussione ma la mediazione è importante''.

''Io credo - aggiunge - che arriveremo a quelle che saranno le modifiche in materia di immigrazione che potrebbero anche andare oltre le osservazioni della Presidenza della Repubblica. Potrebbero riguardare il sistema di accoglienza, i casi da valutare per la protezione umanitaria. Stiamo lavorando su questi punti ma sono ottimista, credo che arriveremo ad una soluzione condivisa. Oggi sarà un incontro importante. Vedo che c'è una attenzione da parte di tutti i gruppi ma soprattutto il desiderio di arrivare ad un provvedimento valido, accettato da tutti e che abbia dei segnali di cambiamento rispetto al passato''.

Quanto al voto, "firmerò il decreto in questi giorni per le elezioni il 20-21 settembre - dice Lamorgese - Per il referendum e le suppletive la firma verrà portata in Consiglio dei ministri e le Regioni procederanno in autonomia secondo le norme statutarie. Noi ci auguriamo che ci sia un election day per i giorni 20 e 21 di settembre’’.

Milano, matrimoni fittizi e finiti esami d'italiano: la rete che favoriva l'immigrazione clandestina. Cinque arrestati e 78 indagati

Un'indagine della polizia di Milano su matrimoni fittizi e falsi esami di conoscenza della lingua italiana per favorire l'immigrazione clandestina ha portato all'arresto di 5 persone, mentre altre 78 sono indagate. In manette sono finiti due italiani e tre stranieri ritenuti responsabili, a vario titolo, di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, induzione al falso ideologico in atti pubblici, corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio. Le indagini, coordinate dalla Procura di Milano, sono state svolte nei confronti di cittadini stranieri, prevalentemente nordafricani, titolari di Caf o centri disbrigo pratiche per extracomunitari


La “Fabbrica di matrimoni” scoperta a Milano nel 2017

Già nell'aprile del 2017 a Milano era stato scoperta una "fabbrica" di matrimoni misti attraverso una agenzia illegale che offriva nozze simulate e perfino finte assunzioni in aziende. Obiettivo era fare ottenere il permesso di soggiorno agli stranieri in cambio di denaro. I finanzieri del comando provinciale di Milano avevano eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e all'occupazione abusiva di case popolari.  L'altra attività in cui il gruppo era specializzato consisteva nel reperire appartamenti case Aler di Milano da assegnare ai richiedenti attraverso il rilascio di falsi contratti.

(Fanpage)

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