updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

Lavoro, in un anno perso quasi un milione di posti. Occupazione stabile a febbraio. L'emorragia si fermerà o siamo solo all'inizio?

La fotografia dai dati Istat. Nei giorni scorsi lo studio di Unimpresa che avvertiva: "Dieci milioni di italiani a rischio povertà. Subito nuovi ristori"


Occupazione in Emilia-Romagna: dopo il lockdown, ripartenza a maggio –  ART-ER

Un milione di posti di lavoro persi in un anno. E' il quadro che si delinea dai dati Istat. A febbraio 2021 gli occupati erano 22.197.000, ovvero 945.000 in meno rispetto a febbraio dello scorso anno. "Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione - registrate dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino a gennaio 2021 - hanno determinato un crollo dell’occupazione rispetto a febbraio 2020 (-4,1% pari a -945mila unità) - rileva l'Istat - La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti (-590mila) e autonomi (-355mila) e tutte le classi d’età". Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 2,2 punti percentuali, toccando il 56,5%.

Nell’arco dei dodici mesi, crescono le persone in cerca di lavoro (+0,9%, pari a +21mila unità), ma soprattutto gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,4%, pari a +717mila).

Il tasso di disoccupazione a febbraio diminuisce di 0,1 punti rispetto a gennaio e aumenta di 0,5 punti su febbraio 2020. Lo rileva l'Istat spiegando che nel mese è al 10,2%.

Diminuisce lievemente anche il numero di inattivi (-0,1% rispetto a gennaio, pari a -10mila unità) per effetto, da un lato, della diminuzione tra le donne e chi ha almeno 25 anni e dall’altro della crescita tra gli uomini e i 15-24enni. Il tasso di inattività è stabile al 37,0%.

Il livello dell’occupazione nel trimestre dicembre 2020-febbraio 2021 è inferiore dell’1,2% rispetto a quello del trimestre precedente (settembre-novembre 2020), con un calo di 277mila unità -prosegue l'Istat. Nel trimestre aumentano sia le persone in cerca di occupazione (+1,0%, pari a +25mila), sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+1,3%, pari a +183mila unità).


Povertà, allarme Unimpresa: "Dieci milioni di italiani a rischio"

BANKITALIA: AUMENTANO LE DISUGUAGLIANZE

A chi già si trova in condizione di estremo disagio economico potrebbero aggiungersi presto i disoccupati e i tanti lavoratori a rischio, in situazioni estremamente precarie. "Subito nuovi ristori"

L'ultima rilevazione Istat parlava di 5,6 milioni di persone in povertà, ma secondo Unimpresa gli italiani a rischio a causa della crisi innescata dal Covid sono molti di più, 10,4 milioni. Tra di loro si contano infatti i 4 milioni di disoccupati e i 6,3 milioni di occupati in situazioni instabili o economicamente deboli: il dato, calcolato dal Centro studi di Unimpresa, si riferisce a fine 2020 e conta oltre 1,2 milioni di soggetti in più rispetto a un'analoga rilevazione relativa al 2015, con una crescita significativa del 13%.

Secondo Unimpresa la crisi economica innescata dall'emergenza sanitaria ha contribuito a estendere il perimetro delle persone in difficoltà: ai 4,1 milioni di persone disoccupate bisogna sommare anzitutto i contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (776mila persone) sia quelli a orario pieno (1,9 milioni); vanno poi considerati i lavoratori autonomi part time (711mila), i collaboratori (225mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,7 milioni). Questo gruppo di persone occupate - ma con prospettive incerte circa la stabilità dell'impiego o con retribuzioni contenute - ammonta complessivamente a 6,3 milioni di unità: "in condizioni precarie o economicamente deboli, - spiega l'organizzazione - contribuiscono a estendere la platea degli italiani in crisi, che vivono sull'orlo del baratro, sempre più vicini alla povertà".
 
Unioncamere lancia dunque l'allarme: per evitare che dalla attuale situazione di rischio si passi a una situazione di vera difficoltà bisogna che il governo intervenga, andando "ben oltre quei 32 miliardi di euro stanziati col decreto Sostegni, che non bastano". "C'è un fattore tempo che è fondamentale: -  dice il vicepresidente di Unimpresa, Salvo Politinoo - il decreto che stanzia quei fondi è del 19 marzo e i primi bonifici, assicura il governo, dovrebbero arrivare intorno alla metà di aprile. Vuol dire oltre 100 giorni per un pacchetto di aiuti che, in ogni caso, risponde solo parzialmente alle drammatiche esigenze che stiamo affrontando".
 

Incontro Letta-Renzi: "divergenza profonda" su Conte e 5Stelle

Faccia a faccia di 40 minuti tra i leader di Pd e Italia viva. Vaga comunanza su emergenza e vaccini, ma i nodi politici restano. Per i dem il rapporto con l'ex premier e i pentastellati è "essenziale per costruire una alternativa vincente a Meloni e Salvini". Incognita amministrative


Hanno trovato "elementi di accordo e altri di disaccordo" Enrico Letta e Matteo Renzi durante l'incontro di questa mattina. Un incontro "franco e cordiale", durato 40 minuti, che si è svolto all'Arel. "Divergenze profonde" tra i due riguardano il rapporto con Conte e il M5S, hanno riferito fonti del Nazareno, affermando che i leader hanno affrontato temi legati al quadro politico e alle prospettive future.

Il segretario del Pd e il leader di Iv hanno fatto una "analisi a tutto campo" della situazione del Paese, trovandosi d'accordo sul fatto che in questa fase l'impegno comune debba essere quello del sostegno alla campagna dei vaccini e al supporto economico per compensare le chiusure per Covid.

Quanto al rapporto con Conte e i 5 Stelle, per Letta - riferiscono le stesse fonti - è "essenziale per costruire una alternativa vincente a Meloni e Salvini". Sulle amministrative, Letta ha ascoltato le idee d Renzi, e per il leader del Pd il mese di aprile sarà "importante" per trovare le soluzioni.

Italia viva, all'Adnkronos, "conferma la narrazione del Nazareno" sull'incontro di stamattina. Un faccia a faccia a tutto campo, definito "cordiale e franco", in cui sono emersi "elementi di accordo e di disaccordo" tra cui, in particolare, una "divergenza profonda" sul rapporto con Conte e il M5S.

 

(Fonte: Adnkronos)

Omofobia, scontro Pd-Lega sul ddl Zan. Il Carroccio non lo vuole in agenda: "Tema divisivo e ideologico". I dem: "Non accettiamo ricatti, su questa legge andremo avanti"

Cresce la tensione tra i due partiti di governo, divisi su tante questioni, una delle quali è il disegno di legge che prevede misure specifiche e maggiormente repressive per gli atti legati all'orientamento sessuale 


Scontro tra Lega e Pd sul ddl Zan sull'omotransfobia, fermo a Palazzo Madama dopo l'approvazione da parte della Camera e di cui Pd-M5s-Italia viva-gruppo Misto e Autonomie hanno chiesto la calendarizzazione nella commissione Giustizia del Senato. "La Lega - dice il presidente dei senatori del Carroccio Massimiliano Romeo interpellato dall'Ansa - è assolutamente contraria alla calendarizzazione.

E' un tema divisivo e ideologico che non fa parte dell'agenda politica. Forzature su temi così divisivi rischiano di compromettere quei rapporti all'interno del Parlamento e quel clima di sostegno e unità nazionale che si è creato e potrebbero avere riflessi sul governo". "Sarebbe cosa buona e saggia concentrarsi su questioni a cui i cittadini danno maggiore attenzione come la sanità e la gestione economica della crisi Covid. Le altre sono bandiere politiche. Sia noi che Forza Italia siamo contrari alla calendarizzazione", ha aggiunto Romeo e concluso: "Già oggi chi aggredisce e insulta delle persone per il loro orientamento sessuale, può e deve essere punito".

Al capogruppo leghista al Senato Romeo, che ha dichiarato di essere contrario alla calendarizzazione della legge contro l'omofobia, già approvata alla Camera, vorrei spiegare che una cosa è l'agenda di governo e altra cosa è l'agenda delle iniziative parlamentari sulla quale non ci sono ovviamente vincoli di maggioranza. Consiglierei, inoltre, alla Lega di abbandonare la strada dei ricatti su questi temi. Il Partito democratico non accetta ricatti, e su questa legge, come abbiamo già detto, andremo avanti". Lo dichiara il deputato Pd Michele Bordo.

Il Pd non accetta ricatti "anche perché - sostiene Bordo - purtroppo nel nostro Paese continuano a ripetersi aggressioni legate all'orientamento sessuale di nostri concittadini ed è assurdo che l'Italia, al pari di altri Paesi europei, non si doti di strumenti legislativi per combattere questi odiosi crimini di stampo omofobico".

"Il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari ha ieri sconvocato per una seconda volta l'Ufficio di presidenza, temendo che si possa calendarizzare il ddl Zan come richiedono Pd, M5s, LeU, Iv e Autonomie. Anziché essere super partes, il leghista Ostellari cede a tal punto ai diktat del suo partito da ricorrere a simili mezzucci ostruzionistici. Vergognoso e imbarazzante, poi, che abbia ventilato l'ipotesi di nominare Simone Pillon a relatore della legge. Si teme a tal punto il libero confronto politico in Senato su tale tema di civiltà?". A dichiararlo in una nota il comitato di Dá voce al rispetto, la campagna nazionale del basso per sensibilizzare la pubblica opinione sull'approvazione del ddl contro l'omotransfobia, la misoginia e l'abilismo. "Per questo motivo - continua il comitato promotore - plaudiamo alla ferma volontà del senatore Pietro Grasso (LeU), che con una lettera formale, condivisa dai capigruppo Pd, M5s, Iv e Autonomie in Commissione Giustizia, ha oggi sollecitato Ostellari a convocare l'Ufficio di presidenza, ribadendo che 'sui diritti non si arretra di un millimetro'".

 

(Fonte: Ansa)

Arriva l'assegno unico per i figli: come fare per averlo e chi ne ha diritto. Intanto Bankitalia lancia l'allarme: il 40% delle famiglie fatica a pagare l'affitto

Via libera dal Senato al ddl delega, ora mancano solo i decreti attuativi. L'assegno scatterà al settimo mese di gravidanza e sarà corrisposto sotto forma di assegno o di credito d'imposta e modulato in base all'Isee: dal primo luglio fino a 250 euro al mese per figlio. Questo mentre la Banca d'Italia segnala le difficoltà sempre più acute delle famiglie ai tempi del Covid, in particolare quelle che vivono in affitto: di queste ultime il 40% ha dichiarato di avere difficoltà a sostenere ogni mese il costo della casa mentre una su tre tra quelle che hanno contratto un prestito faticano a pagare le rate.


 Famiglie numerose, per il bonus bastano tre figli - La Nuova Sardegna

A essere più in crisi le famiglie indebitate e quelle che vivono in affitto: di queste ultime il 40% ha dichiarato di avere difficoltà a sostenere ogni mese il costo della casa mentre una su tre tra quelle che hanno contratto un prestito faticano a pagare le rate

L'assegno universale per i figli diventa lo strumento unico per il sostegno della natalità e delle famiglie: con 227 sì, nessun no e 4 astenuti il Senato ha dato l'ultimo via libera praticamente unanime al ddl delega, licenziato quasi un anno fa dalla Camera, che diventa legge. Ora manca solo l'ultimo miglio, i decreti attuativi, per far scattare l'assegno fino a 250 euro al mese per figlio dal primo luglio.

"E' un passo storico" e il governo "conferma l'impegno ad attuare la delega" in tempi strettissimi, dice in Aula il ministro della Famiglia, Elena Bonetti, sottolineando che si tratta di un "giorno buono per l'Italia, di un tempo nuovo, della ripartenza", proprio mentre la Banca d'Italia segnala le difficoltà sempre più acute delle famiglie ai tempi del Covid, in particolare quelle che vivono in affitto.

"Ringrazio la tenacia, la convergenza e l'unità del Parlamento" che ha "rimesso al centro le giovani generazioni" dice ancora Bonetti. I provvedimento, ricorda il ministro di Italia Viva, si completerà con il Family Act e apre la strada a una serie di misure per combattere il calo demografico "che ha raggiunto livelli drammatici" ma anche per rilanciare "la dignità del lavoro delle donne". Il Family Act, all'esame della commissioni Affari sociali della Camera, prevede anche la riforma dei congedi parentali che saranno "paritari tra uomo e donna", e poi incentivi al lavoro femminile e sviluppo dei servizi educativi, a partire dalla prima infanzia.

Intanto si parte con l'assegno unico che diventa un aiuto "universale" per le famiglie perché arriverà anche ad autonomi e incapienti, ad oggi esclusi dai principali sostegni ai nuclei familiari. L'assegno scatterà al settimo mese di gravidanza e sarà corrisposto sotto forma di assegno o di credito d'imposta e modulato in base all'Isee: a stabilire i dettagli, a partire dall'entità dell'assegno (che Mario Draghi ha quantificato in media a 250 euro al mese) saranno i decreti attuativi, su cui il ministero della Famiglia, insieme al Mef, è già al lavoro. La delega impone comunque che venga diviso in parti uguali tra i genitori, e di prevedere una maggiorazione a partire dal secondo figlio e un aumento tra il 30% e il 50% in caso di figli disabili. Non solo, fino a 18 anni l'aiuto economico andrà ai genitori poi potrà proseguire fino ai 21 anni e andare direttamente ai figli, su richiesta, "per favorirne l'autonomia". Il sostegno dopo la maggiore età sarà corrisposto però solo se i ragazzi studiano, fanno un tirocinio o hanno primi lavori a basso reddito.

Per finanziare questa riforma la legge di Bilancio ha stanziato i primi 3 miliardi per il 2021 (tra 5 e 6 a regime a partire dal 2022), che si sommano ai circa 15 miliardi attualmente dedicati ad altri 8 strumenti che andranno gradualmente 'in soffitta', dai vari bonus (nascita, bebe' ), alle detrazioni per i figli a carico e l'assegno familiare. Mentre i sindacati chiedono di essere coinvolti nella messa a punto dei decreti attuativi e la politica già reclama più fondi, soprattutto per evitare che con i nuovi parametri qualche famiglia ci rimetta ("serve un miliardo forse due dice il Dem Tommaso Nannicini), la Banca d'Italia dà la misura dell'impatto della seconda ondata della pandemia sulle famiglie che temono per il futuro riduzioni di reddito e rischi per il lavoro (soprattutto gli autonomi) e nel frattempo non spendono, soprattutto per timore del contagio.

A essere più in crisi le famiglie indebitate e quelle che vivono in affitto: di queste ultime il 40% ha dichiarato di avere difficoltà a sostenere ogni mese il costo della casa mentre una su tre tra quelle che hanno contratto un prestito faticano a pagare le rate.

 

(Fonte: Ansa)

Decreto Sostegni, in arrivo 32 miliardi per imprese e lavoratori. Draghi: "Un primo passo, ne serve un secondo". Nodo cartelle risolto (tra le polemiche) con uno stralcio: condonate solo multe di 10 anni fa per redditi al di sotto dei 30mila euro

Un'operazione da 32 miliardi che aveva come obiettivo principale "dare più soldi possibile a più gente possibile nel più breve tempo possibile", come ha detto il premier Mario Draghi, il decreto Sostegni appena approvato ha come capisaldi il sostegno alle imprese, al lavoro e un aiuto nella lotta alla povertà. E' una misura parziale che sarà corretta con un nuovo scostamento ad aprile


Chi è Mario Draghi? Storia di palazzi e di potere. E di uomo.

Agli italiani piegati dal Covid arrivano circa 32 miliardi di euro, un terzo alle imprese, oltre un decimo agli enti locali.

Ecco il decreto Sostegni, la nuova iniezione di risorse per imprenditori, lavoratori e amministratori alle prese con una crisi sanitaria e finanziaria destinata a risolversi solo con la campagna vaccinale, alla quale sono stati stanziati quasi 3 miliardi.

STRALCIO - Sono cancellate le vecchie cartelle esattoriali fino a 5mila euro tra il 2000 e il 2010 per chi rientra in un tetto di reddito di 30mila euro. Rate e nuove cartelle esattoriali sospese fino al 30 aprile e una sanatoria ad hoc per le partite Iva in difficoltà.

PARTITE IVA E IMPRESE - Possono accedere a contributi a fondo perduto, se hanno un fatturato fino a 10 milioni e nel 2020 perdite medie mensili del 30% rispetto al 2019: gli aiuti vanno da 1.000 euro per le persone fisiche (2.000 per le giuridiche) a 150mila euro.

Per le imprese ci sono 5 fasce di ricavi con percentuali differenziate dei sostegni, dal 60% per le più piccole al 20% per le più grandi.

GRANDI AZIENDE - Se in crisi ma con prospettive di ripresa possono attingere a finanziamenti agevolati da restituire in 5 anni: c'è un fondo di 200 milioni presso il Mise. Il Fondo sociale per l'occupazione e la formazione del Ministero del lavoro, è rifinanziato con 400 milioni ed è prorogata per tutto il 2021 l'integrazione salariale della cigs per i lavoratori ex Ilva, destinando 19 milioni.

LAVORO - Blocco dei licenziamenti prorogato a giugno, e fino a ottobre per le aziende che usano la cassa integrazione Covid, valida fino al 31 dicembre (massimo 28 settimane), per 3,3 miliardi. Quelle con cassa integrazione ordinaria possono chiedere 13 settimane tra aprile e giugno per Covid, senza contributo addizionale. Ci sono 1,5 miliardi per l'esonero dei contributi previdenziali dovuti da autonomi e professionisti. I contratti a tempo determinato possono essere rinnovati o prorogati senza causale fino al 31 dicembre.

REDDITO DI CITTADINANZA - È rifinanziato per 1 miliardo. Tre nuove mensilità del reddito di emergenza alle famiglie (1,52 miliardi). Fino al 31 dicembre non serve aver lavorato 30 giorni nell'ultimo anno per ottenere la Naspi. Una tantum da 2.400 euro per lavoratori stagionali, del turismo, termali e dello spettacolo che hanno perso il posto, e per quelli dello sport varia da 1.200 a 3.600 euro.

LOTTA AL COVID - Stanziati oltre 4,5 miliardi: 2,1 miliardi per l'acquisto di vaccini, 700 milioni per i farmaci, 1,4 miliardi per le attività del Commissario, 345 milioni per il coinvolgere più medici possibile, 50 milioni come remunerazione aggiuntiva delle farmacie, dove si potrà somministrare il siero.
Per i Covid Hospital sono previsti 51,6 milioni. Cade il vincolo del rapporto esclusivo per gli infermieri pubblici vaccinatori.

ENTI LOCALI - Sono stanziati oltre 3 miliardi: metà nel fondo per gli enti locali, 260 milioni in quello per Regioni e Province autonome, 800 milioni per il Tpl, 250 milioni come ristoro per il mancato incasso della tassa di soggiorno, e un altro miliardo per rimborsare alle Regioni le spese sanitarie del 2020 per il Covid.

TURISMO - Sostegni per 1,7 miliardi, fra cui 700 milioni per le zone danneggiate dalla chiusura degli impianti di sci e 900 milioni per gli stagionali.

CULTURA - In arrivo 400 milioni di euro in più: 200 milioni per spettacolo, cinema e audiovisivo, 120 milioni per spettacoli e mostre e 80 per il settore del libro e la filiera dell'editoria.

SCUOLA - Ci sono 150 milioni per il recupero delle competenze e della socialità durante l'estate, e altri 150 milioni per aspetti più sanitari. Il personale scolastico e amministrativo assente per vaccino è "giustificato".

MATRIMONI ED EVENTI - Per le filiere più colpite dalla crisi (anche commercianti e ristoratori dei centri storici) c'è un fondo da 200 milioni. Ci sono 200 milioni in più per imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura, 100 milioni per la cancellazione di fiere e congressi e 150 per le fiere internazionali. 

 

(Fonte: Ansa)

Decreto Sostegni, Letta attacca Salvini: "Cdm in ostaggio, pessimo inizio". La replica: "Pensi allo ius soli". Poi un grande classico: "Enrico stai sereno"

Botta e risposta tra il neo segretario del Pd Enrico Letta e Matteo Salvini. Ad andare all'attacco per primo è Letta: "Molto bene.Il decreto Sostegni interviene su salute, scuola, turismo, cultura e aiuta lavoratori e imprese. Bene Draghi. Bene i ministri. Male, molto male che un segretario di partito tenga in ostaggio per un pomeriggio il Cdm (senza peraltro risultati). Pessimo inizio Salvini", scrive su twitter riferendosi alle tensioni in Cdm sulla questione cartelle.

"C'è chi pensa allo ius soli - è la replica di Matteo Salvini - e c'è chi pensa ad aiutare gli italiani in difficoltà con un decreto da 32 miliardi. Basta con le polemiche, Enrico stai sereno". 

Riconfigurare l'Italia: la scelta delicata di Mario Draghi

E' passato più di un anno da quel tragico giorno e ancora oggi, per arginare la terza ondata di contagi da Covid-19, più della metà degli italiani si ritrova confinata in casa. 


Il presidente del Consiglio Mario Draghi si è posto un obiettivo difficile all'apice del suo secondo discorso agli italiani, dopo il suo discorso per la fiducia in Parlamento. Per far loro accettare l'ennesima reclusione da un anno dall'inizio della pandemia, deve portare almeno una la prova con elementi convincenti, che la sua prima missione, "la risoluzione della crisi sanitaria" procede bene. Così ha scelto il nuovo gigantesco centro vaccinale realizzato nel parcheggio dell'aeroporto di Fiumicino , per annunciare che da oggi, 10 regioni e la provincia di Trento, sono collocate "in zona rossa" .

Più della metà degli italiani è così confinata, ad eccezione di coloro che non potranno fare altro che recarsi al lavoro o che avranno un obbligo debitamente dimostrato. Siamo piuttosto rassegnati, con la notevole eccezione degli studenti, visto che otto su dieci erano già condannati a seguire i corsi a distanza. In queste “regioni rosse” tutti gli alunni di tutti i livelli sono a casa, poiché le scuole sono chiuse come la maggior parte dei negozi e dei ristoranti. Nove regioni sono collocate in "arancione", con negozi aperti, ma molte di loro hanno anche scelto di chiudere scuole e licei. Una sola, la Sardegna, è rimasta “bianca”. Un regime rigoroso che si manterrà fino al 6 aprile, sapendo che durante i tre giorni del weekend pasquale tutta l'Italia sarà chiusa.

Il nuovo piano vaccinale a firma Draghi, prevede che tutti i medici privati, compresi gli studenti post laurea, i dentisti, i medici del lavoro e i farmacisti siano chiamati a vaccinare la popolazione.

Se Mario Draghi ha molta cura nello spiegare le ragioni di questa riconfigurazione, a partire dalla violenza della terza ondata, se dice di capirne le conseguenze su tutti e promette di fornire rapidamente tutti gli aiuti finanziari (secondo Bloomberg, una proroga da 10 a 15 miliardi al mese di reclusione, va aggiunta ai 32 miliardi già impegnati da gennaio), è sulla campagna di vaccinazione che più ci si aspettava. Egli "assicura" che accelererà ulteriormente per passare dalle 170.000 vaccinazioni al giorno delle ultime settimane a 500.000. Nonostante rimangono dubbi sulla disponibilità di vaccini, dice che sta facendo tutto il possibile per garantire che l'Italia riceva le dosi promesse in tempo e che ne produca di più nelle aziende farmaceutiche distribuite nel territorio.

Sabato, il generale Francesco Paolo Figliuolo, nominato commissario straordinario incaricato dell'emergenza sanitaria, ha dettagliato la strategia della sua campagna per vaccinare il 60% dell'intera popolazione (e non solo gli over 16), entro la fine di luglio, il 70% a fine agosto e l'80% alla fine di settembre (circa 48 milioni di persone). Questo piano scommette anche sulla consegna di 8 milioni di dosi entro la fine di marzo, 52 milioni nel secondo trimestre e 84 milioni nel terzo. Si basa inoltre su una più efficiente distribuzione dei vaccini e sulla creazione di punti di vaccinazione in tutti gli spazi disponibili: ospedali, caserme, esercizi commerciali, palestre, magazzini, parcheggi, scuole, luoghi di culto. Altri, come le unità mobili, si aggiungeranno ai 1.733 punti fissi di vaccinazione già attivi. 

Mentre la salute è solitamente gestita dalle regioni in Italia, il generale Figliuolo sta invece ricentrando la governance della campagna di vaccinazione, sul suo staff di comando. Coordina così tutti i ministeri interessati oltre alle regioni e assicura un controllo molto stretto dell'esecuzione su tutta la catena, lasciando alle Regioni la responsabilità di creare nuovi punti di vaccinazione nelle aree individuate, per adeguarsi alla nuova situazione.

LA VISITA DI MARIO DRAGHI AL CENTRO VACCINALE ANTI COVID DI FIUMICINO

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha visitato il centro vaccinale anti Covid dell’aeroporto di Fiumicino, il primo realizzato in uno scalo italiano. 


 La struttura è attiva dall’11 febbraio 2021 ed è in grado di somministrare fino a 3.000 dosi giornaliere, dispone di 65 cabine (di cui 25 per l’inoculazione dei vaccini) e di 160 sedute nell’area di osservazione. L’aeroporto di Fiumicino sempre in prima linea nella lotta al contrasto del Covid-19. Da stamattina, infatti, è attivo il nuovo Centro Vaccini della Regione Lazio realizzato per la prima volta in uno scalo italiano, grazie alla collaborazione di Aeroporti di Roma e della Croce Rossa Italiana, utilizzando materiali particolarmente innovativi. Croce Rossa Italiana gestirà l’inoculazione dei vaccini attraverso il suo personale sanitario. La struttura di circa 1.500 metri quadri interamente coperti e riscaldati, che sarà in grado di somministrare fino a 3mila dosi di vaccino giornaliere quando opererà 24 ore al giorno, è stata allestita utilizzando una parte degli oltre 22mila metri quadri di superficie messi a disposizione da Aeroporti di Roma presso il parcheggio Lunga Sosta del “Leonardo da Vinci”, dove dallo scorso settembre è attiva l’area Drive-in per i test Covid-19, anche questa gestita dalla CRI. Il centro vaccinale funzionerà seguendo le indicazioni che verranno stabilite dalle autorità sanitarie, con accesso esclusivamente su prenotazione.

QUESTO IL PIANO VACCINALE DEL GOVENO

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