Ddl Zan, Platinette va controcorrente: "Legge arrogante e liberticida, da Germania Est". Ecco come spiega la sua posizione

In un'intervista a Famiglia Cristiana Mauro Coruzzi, in arte Platinette, dice:  "Io non sono la comunità Lgbt ma una persona che tenta di ragionare con la propria testa. La comunità rischia di diventare una specie di prigionia. Se uno ha un'inclinazione omosessuale deve appartenere per forza a un gruppo?". E aggiunge una voce "insospettabile" al dibattito già infuocato sul senso giuridico, culturale e politico del provvedimento


Platinette * Intervista | RAROPIU'

In un'intervista a Famiglia CristianaPlatinette, al secolo Mauro Coruzzi, esprime la sua avversione per il ddl Zan: "Non mi piace per niente". Il personaggio tv spiega il suo punto di vista sulla legge in discussione in Parlamento: "Non mi piace l'arroganza con la quale si tenta di imporre a tutti ciò che è ovvio e che tutte le persone ragionevoli e razionali sanno, cioè che non devono esserci discriminazioni o aggressioni di nessun tipo sulla base dell'orientamento sessuale".

Sul fatto che il ddl Zan si propone di combattere e punire queste discriminazioni Platinette risponde: "Non sono d'accordo. La legge non risolve questi problemi perché tutte le norme possono punire ma non educare. Per le aggressioni esiste già il codice penale mentre se vogliamo considerare offensivo e persino reato l'utilizzo di un linguaggio anche dissacratorio o imporre come diktat ad esempio la dicitura 'genitore 1' o 'genitore 2', ecco tutto questo mi fa paura. Sono leggi liberticide, da Germania dell'Est".  

"Poi rivendico il diritto di dire che l'utero in affitto è una pratica aberrante, con i figli ridotti a un prodotto che si ordina e poi si ritira dopo nove mesi" prosegue. "È una violenza inaudita sulle donne ridotte a fare figli per conto terzi e non basta dire che ci sono alcune che scelgono di farsi pagare perché magari sono persone povere e quindi costrette a fare questo. In ogni caso, posso avere la libertà di dire che è una pratica abominevole? Molte donne lesbiche che fanno parte della comunità Lgbt si sono ribellate all'utero in affitto perché la considerano qualcosa di violento e maschilista". 

Molti esponenti della comunità Lgbt rimproverano a Platinette il suo non essere allineato su questi temi. "Io non sono la comunità Lgbt ma una persona che tenta di ragionare con la propria testa. La comunità rischia di diventare una specie di prigionia. Se uno ha un'inclinazione omosessuale deve appartenere per forza a un gruppo? Io ho partecipato con la mia band musicale composta tutta da donne a diversi gay pride ma ho sempre sentito una forma di chiusura da quel mondo come se gli omosessuali dovessero essere tutti di una parte politica rispetto a un'altra o comunque con un'etichetta precisa addosso".

"Non mi piace tutto questo, io sono e sarò sempre un difensore delle libertà individuali anche di quelle che non vanno a braccetto con l'Arcigay o altre associazioni. Per le mie posizioni ho ricevuto grande sostegno e solidarietà da parte delle donne e questo mi fa molto piacere", aggiunge. Inoltre, "la mia indole non è quella di fare il bastian contrario a tutti i costi ma di ragionare sulle questioni in maniera serena. M'inorridisce il fatto che siccome uno è omosessuale debba pensare in un certo modo e dire certe cose. Per me questo è sessismo e razzismo al contrario". 

E cosa ne pensa della polemica tra la Rai e Fedez? "Non l'ho seguita bene. Sono tornato sabato sera tardi a Milano da Roma e ho solo letto qualcosa. Certo, spifferare le telefonate private sui social non mi sembra un atteggiamento corretto. Forse il suo obiettivo è restare sempre al centro dell' attenzione e utilizza i media per questo".

 

(Fonte: Tgcom24)

Russia, Putin stravince il referendum costituzionale: ora potrà rimanere in carica fino al 2036. Stretta su famiglia e religione: il matrimonio sarà definito come "un'unione tra un uomo e una donna"

Con la nuova Costituzione il presidente, alla guida del Paese negli ultimi 20 anni, potrà rimanere al potere fino al 2036. Gli emendamenti approvati aumentano i poteri del capo dello Stato, che potrà anche imporre il proprio candidato premier senza sciogliere la Duma, e rafforzano i principi conservatori, specie su matrimoni e religione. Si afferma che la Federazione è erede dell'Unione sovietica. Proteste delle opposizioni che parlano di "brogli". Gli Usa "preoccupati"


Russia, referendum sulla Costituzione: ora Putin è "per sempre ...

Dopo aver contato il 100% dei voti espressi nella votazione nazionale sugli emendamenti alla Costituzione russa, la Commissione Elettorale Centrale ha annunciato che il 77,92% dei cittadini ha sostenuto gli emendamenti e il 21,27% ha votato contro

L'affluenza totale al plebiscito sulla riforma costituzionale iniziato il 25 giugno e conclusosi ieri in Russia è stata del 67,97%: lo ha annunciato la Commissione elettorale centrale. La riforma, tra le altre cose, dà a Vladimir Putin la possibilità di aggirare il limite di due mandati consecutivi da capo dello Stato e candidarsi alle presidenziali del 2024 e del 2030.

Il Cremlino ha definito il plebiscito sulla riforma costituzionale russa "un trionfo" del presidente Vladimir Putin e della fiducia dei russi nel loro leader. "Sicuramente lo consideriamo un trionfo. In realtà, de facto ha avuto luogo un referendum trionfale sulla fiducia nel presidente Putin", ha detto ai giornalisti il portavoce di Putin, Dmitry Peskov. Vladimir Putin ha ringraziato i cittadini russi per il voto sulla riforma costituzionale. La riforma, tra le altre cose, dà a Putin la possibilità di aggirare il limite di due mandati consecutivi da capo dello Stato e candidarsi alle presidenziali del 2024 e del 2030 e quindi, potenzialmente, di rimanere al Cremlino fino al 2036. "Prima che cominciamo a lavorare vorrei rivolgermi ai cittadini russi con parole di ringraziamento. Voglio dire grazie molte per il vostro sostegno e la vostra fiducia", ha detto il presidente russo a una seduta del Comitato Pobeda, un organo consultivo presso la presidenza sull'educazione patriottica. Lo riporta l'agenzia Ria Novosti.

Gli Usa sono "preoccupati" per le modalita' di svolgimento del referendum costituzionale in Russia, che consente a Vladimir Putin di restare in carica sino al 2036. "Siamo preoccupati per le informazioni sugli sforzi del governo russo per manipolare i risultati dei recenti voti sugli emendamenti costituzionali, comprese le informazioni su una coercizione degli elettori, sulle pressioni verso gli oppositori agli emendamenti e sulle restrizioni imposte agli osservatori indipendenti", afferma il dipartimento di stato.

"Abbiamo preso atto dell'annuncio della Commissione elettorale centrale della Federazione russa in merito ai risultati del voto nazionale sugli emendamenti alla Costituzione russa. Ci rammarichiamo che, nel periodo precedente al voto nazionale, non sia stata consentita la campagna a favore e contro, negando così agli elettori l'accesso a informazioni equilibrate". Lo ha affermato Peter Stano, portavoce dell'Alto rappresentante Ue Josep Borrell. "Ci aspettiamo che tutte le segnalazioni e le accuse di irregolarità, tra cui la coercizione degli elettori, il doppio voto, la violazione della segretezza del voto e le accuse di violenza della polizia contro un giornalista siano debitamente indagate", ha aggiunto.


SCHEDA - Cosa prevede la riforma costituzionale di Putin

Russia, via al referendum che permetterà a Putin di restare al ...

Putin resta al Cremlino, principi conservatori e presidente forte

La riforma della Costituzione potrà permettere a Putin di aggirare il limite di due mandati presidenziali consecutivi e di rimanere quindi potenzialmente al Cremlino fino al 2036 allontanando lo spettro di una lotta per la successione. Questa è probabilmente la principale novità della riforma, ma anche quella meno pubblicizzata in Russia e quasi ignorata dalla tv di Stato. Gli emendamenti alla Costituzione però sono tanti e di diversa natura. Alcuni ridisegnano in parte le competenze dei vari organi statali aumentando di fatto i poteri del capo dello Stato. Altri danno valore costituzionale al patriottismo e ai principi conservatori promossi da Putin in questi 20 anni ai vertici della Federazione.

Nella "nuova Costituzione", ad esempio, il matrimonio sarà definito come "un'unione tra un uomo e una donna" rinvigorendo il divieto dei matrimoni gay in un Paese in cui i diritti delle minoranze sessuali sono regolarmente calpestati. Nella legge fondamentale dello Stato inoltre si inserisce un accenno alla "fede in Dio", si vieta di sminuire il contributo sovietico nella lotta al nazismo e di cedere ad altri Paesi parti del territorio russo: un modo quest'ultimo per ribadire che Mosca non intende restituire all'Ucraina la Crimea, annessa di fatto dalla Russia nel 2014.

Infine, si afferma che la Russia è l'erede dell'Urss e si legittimano così le mire del Cremlino sullo scacchiere internazionale. C'è poi una terza categoria di emendamenti che riguardano il benessere socio-economico e che servono ad attirare voti: introducono nella Costituzione l'indicizzazione delle pensioni e vietano che gli stipendi siano inferiori al minimo di sussistenza, per ora fissato a 135 euro al mese.

Vediamo ora come cambia l'assetto istituzionale. Il capo dello Stato potrà adesso imporre il proprio candidato premier anche senza sciogliere la Duma nel caso in cui questa respinga tre volte la persona scelta dal presidente per guidare l'esecutivo. Il presidente potrà inoltre destituire i giudici della Corte costituzionale e della Corte suprema e "dirigere il lavoro generale del governo", che così viene di fatto subordinato al Cremlino, a cui in futuro i ministri risponderanno direttamente. Gli ex presidenti diverranno poi senatori a vita ottenendo così l'immunità parlamentare. Si rafforza anche il Consiglio di Stato, che finora ha solo avuto funzione consultiva e ora diventa invece un organo di rilevanza costituzionale col potere di indicare "la direzione della politica interna e di quella estera e le priorità socio-economiche" del Paese. Per questa ragione, non è da escludere che Putin possa un giorno presiedere questo istituto. La Russia di Putin si dota inoltre di una sorta di filtro per eliminare le sentenze dei tribunali internazionali che non le vanno a genio: un emendamento prevede infatti che il diritto internazionale non si applichi nel caso in cui la Corte Costituzionale lo reputi in contrasto con la legge russa.

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

Il Giappone risarcisce uomini e donne sterilizzati in modo forzato, solo perché "diversi"

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe chiede scusa a migliaia di persone sterilizzate con una legge eugenica, abrogata nel 1996. 


Più di 20 anni dopo aver abrogato una legge eugenica, il Giappone ha accettato di risarcire le vittime di un programma governativo decennale, in cui migliaia di persone sono state sterilizzate con la forza a causa delle loro disabilità intellettive, malattie mentali o disordini genetici, in poche parole perché diversi.

Secondo una legge approvata dal Parlamento giapponese mercoledì scorso, il governo offrirà 3,2 milioni di yen, o circa 28.600 $, a ciascuno dei sopravvissuti che sono stati sterilizzati dal 1948 al 1996, perché rientranti nel programma di governo che voleva fermare il proliferare di mutazioni genetiche.

Delle circa 25.000 persone che sono state sterilizzate, il governo ne ha oggi identificato circa 5400 e non si sa quanti siano ancora in vita.

In una dichiarazione, il primo ministro Shinzo Abe ha affermato che "il governo riflette sinceramente e si scusa profondamente" per la sofferenza delle vittime, alcune delle quali hanno presentato cause separate per ottenere ulteriori risarcimenti. 

"Per non ripetere più una simile situazione, il governo farà il massimo sforzo per realizzare una società in cui le persone possano convivere, indipendentemente da malattie o disabilità", ha affermato Abe. I sostenitori dei sopravvissuti alzano i toni affermando che l'azione del governo sia insufficiente, considerando le sofferenze subite e i disagi affrontati negli anni dai superstiti. 

"Non è abbastanza", ha detto Katsunori Fujii, presidente del Consiglio giapponese per la disabilità, definendo le scuse del governo deboli e attese da lungo tempo.

Fujii ha detto che il risarcimento è troppo esiguo, dato che le vittime di incidenti stradali che perdono la loro capacità riproduttiva possono essere pagate fino a 10 milioni di yen a titolo di risarcimento.

Secondo la legge sulla protezione eugenica del 1948, i medici potevano eseguire operazioni di sterilizzazione involontarie quando lo ritenevano necessario, "per l'interesse pubblico al fine di prevenire la trasmissione ereditaria di malattie", i medici avevano libero arbitrio, la schizofrenia, l'epilessia, la distrofia muscolare, l'albinismo e persino il "desiderio sessuale anormale" erano tutti motivi per sterilizzare i pazienti.

Molte delle operazioni sono state condotte in ospedali psichiatrici o in altre istituzioni in cui vivevano pazienti con disabilità intellettive. Sebbene la legge desse ai pazienti o alle loro famiglie la possibilità di appellarsi a un giudizio esterno e non governativo, spesso molti di loro subivano la sterilizzazione senza saperlo. Secondo i dati del Ministero della salute, del lavoro e del welfare, quasi 25.000 persone sono state sterilizzate, di queste circa 16.500 senza consenso. Mentre molte nazioni abbandonarono le leggi eugenetiche dopo gli orrori della Germania nazista, il Giappone ha abrogato la propria legge solo nel 1996.

Michael Gillan Peckitt, un docente e specialista in studi sulla disabilità all'Università di Osaka, ha affermato che coloro che hanno acconsentito alla sterilizzazione potrebbero averlo fatto seguendo la "cultura giapponese di non fare opposizione al governo o alla patria".

In Giappone, le persone con disabilità vengono spesso nascoste alla vista e c'è ancora un tabù sulla malattia mentale. Dopo che un aggressore ha ucciso 19 persone in un attacco all'arma bianca, in una struttura per persone con disabilità intellettive nel 2016, la maggior parte delle loro famiglie ha chiesto alla polizia di non rendere più noti i loro nomi e dove fossero ricoverate.

Mercoledì scorso durante una conferenza stampa, Koji Niisato, un avvocato di alcuni sopravvissuti, ha affermato che il governo non ha portato "scuse adeguate" e che l'importo del risarcimento è "molto inferiore a quello richiesto nelle prove".

Il mese prossimo è prevista una sentenza in una delle numerose cause civili presentate contro il governo da alcuni sopravvissuti. I querelanti in quel caso stanno chiedono un risarcimento di 50 milioni di yen, circa 450.000 dollari.

Yumi Sato, la sorella maggiore di uno dei querelanti, ha detto ai giornalisti che oltre al risarcimento economico "le vittime vogliono le scuse ufficiali del governo".

Lotta al bullismo e alle discriminazioni a scuola: Milano Popolare propone dei corsi, ma che non siano a senso unico. Parla Matteo Forte

Intervista al consigliere comunale Matteo Forte sulla proposta presentata a livello di Municipi da Milano Popolare sull'introduzione di corsi dedicati alla lotta al bullismo e a tutte le discriminazioni. Questi corsi però devono rispettare determinate condizioni, spiegate ai microfoni de ilComizio.it. Deborah Giovanati (Municipio 9): "Troppi messaggi politicizzati e di parte per i ragazzi" - (VIDEO)

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