Ddl Zan, Platinette va controcorrente: "Legge arrogante e liberticida, da Germania Est". Ecco come spiega la sua posizione

In un'intervista a Famiglia Cristiana Mauro Coruzzi, in arte Platinette, dice:  "Io non sono la comunità Lgbt ma una persona che tenta di ragionare con la propria testa. La comunità rischia di diventare una specie di prigionia. Se uno ha un'inclinazione omosessuale deve appartenere per forza a un gruppo?". E aggiunge una voce "insospettabile" al dibattito già infuocato sul senso giuridico, culturale e politico del provvedimento


Platinette * Intervista | RAROPIU'

In un'intervista a Famiglia CristianaPlatinette, al secolo Mauro Coruzzi, esprime la sua avversione per il ddl Zan: "Non mi piace per niente". Il personaggio tv spiega il suo punto di vista sulla legge in discussione in Parlamento: "Non mi piace l'arroganza con la quale si tenta di imporre a tutti ciò che è ovvio e che tutte le persone ragionevoli e razionali sanno, cioè che non devono esserci discriminazioni o aggressioni di nessun tipo sulla base dell'orientamento sessuale".

Sul fatto che il ddl Zan si propone di combattere e punire queste discriminazioni Platinette risponde: "Non sono d'accordo. La legge non risolve questi problemi perché tutte le norme possono punire ma non educare. Per le aggressioni esiste già il codice penale mentre se vogliamo considerare offensivo e persino reato l'utilizzo di un linguaggio anche dissacratorio o imporre come diktat ad esempio la dicitura 'genitore 1' o 'genitore 2', ecco tutto questo mi fa paura. Sono leggi liberticide, da Germania dell'Est".  

"Poi rivendico il diritto di dire che l'utero in affitto è una pratica aberrante, con i figli ridotti a un prodotto che si ordina e poi si ritira dopo nove mesi" prosegue. "È una violenza inaudita sulle donne ridotte a fare figli per conto terzi e non basta dire che ci sono alcune che scelgono di farsi pagare perché magari sono persone povere e quindi costrette a fare questo. In ogni caso, posso avere la libertà di dire che è una pratica abominevole? Molte donne lesbiche che fanno parte della comunità Lgbt si sono ribellate all'utero in affitto perché la considerano qualcosa di violento e maschilista". 

Molti esponenti della comunità Lgbt rimproverano a Platinette il suo non essere allineato su questi temi. "Io non sono la comunità Lgbt ma una persona che tenta di ragionare con la propria testa. La comunità rischia di diventare una specie di prigionia. Se uno ha un'inclinazione omosessuale deve appartenere per forza a un gruppo? Io ho partecipato con la mia band musicale composta tutta da donne a diversi gay pride ma ho sempre sentito una forma di chiusura da quel mondo come se gli omosessuali dovessero essere tutti di una parte politica rispetto a un'altra o comunque con un'etichetta precisa addosso".

"Non mi piace tutto questo, io sono e sarò sempre un difensore delle libertà individuali anche di quelle che non vanno a braccetto con l'Arcigay o altre associazioni. Per le mie posizioni ho ricevuto grande sostegno e solidarietà da parte delle donne e questo mi fa molto piacere", aggiunge. Inoltre, "la mia indole non è quella di fare il bastian contrario a tutti i costi ma di ragionare sulle questioni in maniera serena. M'inorridisce il fatto che siccome uno è omosessuale debba pensare in un certo modo e dire certe cose. Per me questo è sessismo e razzismo al contrario". 

E cosa ne pensa della polemica tra la Rai e Fedez? "Non l'ho seguita bene. Sono tornato sabato sera tardi a Milano da Roma e ho solo letto qualcosa. Certo, spifferare le telefonate private sui social non mi sembra un atteggiamento corretto. Forse il suo obiettivo è restare sempre al centro dell' attenzione e utilizza i media per questo".

 

(Fonte: Tgcom24)

Assegno unico familiare per i figli 2021: che cos'è, a chi spetta, quanto vale. Si parte a gennaio 2022

L'assegno unico familiare consiste in un assegno mensile a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Inoltre, l’assegno ha un valore massimo di 250 euro, in base all'Isee, ed è composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia. Il beneficio verrà attribuito a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti. Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza. Tutti i dettagli


ISEE 2021 e Bonus Sociali | Comune di Cento

L'assegno unico familiare per i figli 2021 partirà del tutto a gennaio 2022. Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, si esprime così sull'agevolazione che -in base all'Isee- garantirà un sostegno alle famiglie. "L’assegno unico universale partirà, come ha ricordato il Presidente Draghi, nell’impegno della sua universalità, andando a coprire finalmente chi finora non ha avuto i sostegni per la genitorialità", dice Bonetti a Start, su Sky Tg24. "Il tema riguarda soprattutto la questione delle detrazioni fiscali, quello che non possiamo permetterci e non vogliamo che accada è che le famiglie italiane possano avere dei disagi. Siccome i dipendenti oggi stanno percependo le loro detrazioni in busta paga, siccome ci sono stati degli anticipi sulle detrazioni fiscali, questi primi sei mesi devono innestarsi su un percorso di detrazione fiscale che deve continuare", aggiunge. "La misura completa -spiega ancora- la si sta costruendo, per renderla poi a regime, comprensiva delle detrazioni fiscali che vengono a questo punto del tutto assorbite, a partire da gennaio, ma l’impegno del governo è provvedere dal primo luglio ad un inizio di questo percorso, che renderà strutturale e definitivo l’assegno".

COS'E' L'ASSEGNO UNICO FAMILIARE

L'assegno unico familiare consiste in un assegno mensile a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Inoltre, l’assegno ha un valore massimo di 250 euro, in base all'Isee, ed è composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia.

A CHI SPETTA

Il beneficio verrà attribuito a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti. Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza.

Dai 18 anni di età, inoltre, una somma ridotta rispetto all'assegno potrebbe essere accreditata direttamente al figlio se:

- è iscritto all’università;

- è un tirocinante;

- è iscritto a un corso professionale;

- svolge il servizio civile;

- svolge un lavoro a basso reddito.

ASSEGNO UNICO E ISEE: QUANTO VALE?

Secondo una simulazione effettuata recentemente dal Gruppo di lavoro Arel/Feg/Alleanza per l’infanzia l'assegno rischia in alcuni casi un 'taglio' dell'importo rispetto ai 250 euro. L'assegno -come credito di imposta o accredito mensile- ingloberà le agevolazioni attualmente esistenti e sarà legato all'Isee. Secondo lo scenario prospettato l'80% delle famiglie italiane prenderebbe 161 euro al mese per ogni figlio minore e 97 per ogni figlio under 21. Il calcolo è legato alla considerazione secondo cui 8 famiglie su 10 hanno un'Isee sotto i 30 mila euro. L'importo dell'assegno diminuisce se si alza l'Isee: per un Isee sopra i 52mila euro, il contributo scende a 67 euro mensili per i figli minori e a 40 euro per i figli maggiorenni ma di età inferiore ai 21 anni. Il quadro favorirebbe autonomi e incapienti, categorie oggi escluse dagli assegni famigliari. Risulterebbero sfavoriti i lavoratori dipendenti: 1,35 milioni di famiglie perderebbero in media 381 euro all'anno. Per tamponare questa disparità, si sottolinea, occorrono 800 milioni in più all'anno.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

CHI ASSAGGIA? - I Numeroso, tre secoli di storia per i gioielli del vino campano. Scopriamo "I Borboni", dove l'Asprinio regna sovrano

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

I Numeroso, l’amore verso l’Asprinio e la loro cantina I Borboni

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La famiglia Numeroso è originaria della Campania nella zona di Caserta, dove sino dalla seconda metà del ‘700 è proprietaria di 20 ettari di terreno vitato.

Nella zona di Caserta, dove i Numeroso hanno le vigne, si coltiva una varietà di uva a bacca bianca autoctona dal nome Asprinio. Dalla metà del ‘700 sino al ‘900 la famiglia vendeva l’uva ad altre aziende, le quali utilizzavano l’Asprinio per produrre vini spumanti in generale insieme ad altri prodotti come il brandy e l’aceto.

Il vitigno Asprinio è una varietà di uva autoctona campana diffuso maggiormente nella zona di Caserta. L’uva si distingue per un naturale alto livello di acidità che lo rende particolarmente adatto alla produzione di vini spumanti e un altro aspetto che rende particolare questo vitigno è il suo sistema di coltivazione in vigna. Tradizionalmente, la varietà Asprinio è coltivata con il sistema di allevamento che ha le viti maritate con pioppi o olmi.

Questo tipo di allevamento favoriva maggiormente la produzione di grandi quantità d’uva che poi veniva rivenduta ad altre aziende, come fece la famiglia Numeroso inizialmente. I Numeroso ad un certo punto però ebbero un nuovo sviluppo aziendale che non li vedeva più come conferitori di uva ad altri. Grazie al suggerimento di un amico, Gabriele Lovisetto, agli inizi degli anni ’70 decisero di provare a produrre i propri vini spumanti con le uve di loro proprietà.

Oggi - I Borboni

Conseguentemente la famiglia cambiò il sistema di allevamento, passando dalla classica vite maritata ai pioppi a sistemi di allevamento più moderni e focalizzati sulla produzione di uve di qualità, adottando così il sistema Sylvoz. In ogni caso alcuni vigneti vennero lasciati con la tradizionale vite maritata ai pioppi ed oggi sono usati per la produzione dei vini spumante (controllando però le rese di uva in pianta), mentre le uve provenienti dal sistema Sylvoz vengono maggiormente utilizzate per i vini fermi.

I primi risultati ottenuti dalla produzione di vino furono soddisfacenti per la famiglia, tanto che nel 1982 registrarono il marchio “I Borboni” in onore al popolo meridionale, chiamato così in passato. Nacque così ufficialmente la cantina vinicola che oggi noi conosciamo.

L’azienda vinicola I Borboni è stata molto importante per la tipologia di vino che è conosciuta come Asprinio di Aversa. La famiglia Numeroso essendo produttrice da sempre della varietà Asprinio ha voluto investire tutte le energie nella produzione di questa fantastica varietà, preservandola così dall’estinzione. I Numeroso contribuirono a far dedicare a questa varietà prima una IGT e più tardi nel 1993 la denominazione DOC, secondo il nome di Asprinio di Aversa. Finalmente questa storica uva fu coronata per la sua particolare identità e qualità.

Nel tempo, nella cantina I Borboni furono apportati miglioramenti e introdotti nuovi progetti dalle diverse generazioni che condussero l'azienda. Alla fine degli anni ’90 la vecchia casa di famiglia costruita su una grotta di tufo fu ristrutturata rispettando lo storico stile e ad oggi è utilizzata come cantina.

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La produzione del vino Asprinio avviene utilizzando appunto le grotte scavate in profondità di tufo come spazi per la vinificazione e conservazione per via della perfetta temperatura e umidità costante durante tutto l’anno. Oltre ai vini a base Asprinio l’azienda produce altri vini con uve campane autoctone come: Coda di Volpe, Falanghina e Aglianico.

La famiglia Numeroso ad oggi possiamo dire che è riuscita nell’obiettivo di mantenere viva la tradizione di produrre i vini con il vitigno Asprinio, mantenendo uno sguardo verso il futuro, grazie alle nuove generazioni, per far conoscere maggiormente il vino e la denominazione Asprinio di Aversa pur preservando sempre la vera identità.

 Spumante Brut

NV Spumante Brut – Asprinio VSQ

Tipologia: Vino bianco spumante

Vitigno: Asprinio

Produzione: Metodo Martinotti (o Charmat) e sosta di 8 mesi sui lieviti

Prezzo:  15,90 euro 

Vino giallo paglierino brillante con perlage fine e persistente. I profumi al naso sono fragranti con sentori di lime, mela verde e citronella. Il sorso è dinamico, decisa acidità e mousse delicata in bocca. Finale gustativo con sensazioni agrumate.

 Vite Maritata

2020 Vite Maritata – Asprinio di Aversa DOC

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Asprinio

Produzione: Vinificato in acciaio e maturazione di 6 mesi sulle fecce fini

Prezzo:  13,80 euro 

Colore giallo paglierino con riflessi verdolini Sentori di scorza di limone, melone bianco e fiore d’arancio. Palato di buona freschezza con sentori minerali. Ottimo finale gusto olfattivo, in evidenza aroma di mela bianca e pompelmo giallo.

Santa Patena

2018 Santa Patena – Asprinio di Aversa DOC

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Asprinio

Produzione: Vinificato in acciaio e maturazione di 12 mesi sulle fecce fini

Prezzo:  22 euro 

Giallo paglierino cristallino di buona intensità. Agrumato con sentori di pompelmo giallo poi continua con profumi di pesca bianca, verbena e fieno. Ottima tensione acida al palato con richiami salini. Buona persistenza gustativa con finale su note di menta fresca, timo e limonata.

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Altri vini da provare: Frizzante, Luna Janca, Numeroso, Vulpis Falanghina, Vulpis Aglianico, Ebro.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

 

Famiglie in difficoltà, calano gli introiti per una su due: più difficile sostenere le spese fondamentali rispetto a un anno fa

L'indagine annuale "Termometro Altroconsumo" dell'Organizzazione per la tutela dei consumatori dice il 40% dei interpellati ha avuto difficoltà con le uscite per la casa e per la salute. Aumentano le diseguaglianze tra chi sta bene e chi arranca


Case-famiglia | Famiglie per l'Accoglienza

Casa, salute, alimentazione, mobilità, cultura e tempo libero e istruzione, sono queste le principali aree di spesa delle famiglie italiane e sono proprio le più fondamentali - ovvero salute e abitazione - quelle in cui ci sono maggiori difficoltà. E' quanto emerge dall’indagine annuale 'Termometro Altroconsumo', che l’Organizzazione per la tutela dei consumatori realizza al fine di ricavare un indice che esprima la capacità delle famiglie italiane di sostenere le spese principali nell’anno precedente. Dall’indagine 2020 emerge una certa stabilità dell’indice, che passa da 48,3 a 48,9, rispetto al 2019, ma anche una forte polarizzazione: aumentano, infatti, sia le famiglie che non hanno avuto difficoltà economiche sia quelle che hanno riscontrato gravi problemi.

I risultati dell’indagine mostrano un aumento sia fra le famiglie che hanno riscontrato gravi problematiche (aumentate di due punti percentuali, dal 5% al 7%), ovvero che dichiarano difficoltà per tutte le categorie di spesa, che fra quelle che non ne hanno avute, passate dal 28% al 34%. Questa situazione è stata principalmente causata dall’avvento dell’emergenza sanitaria. Le restrizioni imposte per contenere il contagio hanno portato ad una riduzione forzata di una serie di attività e relativi costi, consentendo alle famiglie una maggiore facilità nel sostenere le restanti spese e nel risparmiare.

D’altro canto la metà dei nuclei (49%) ha subìto, invece, un calo degli introiti a causa della pandemia: per inattività temporanea (51%), diminuzione dei guadagni (37%), chiusura temporanea della propria attività (17%). Si è generata quindi una forte polarizzazione tra le famiglie che hanno mantenuto gli stessi guadagni dell’anno precedente (1 su 2) – il cui indice risulta pari a 54,4 - e quelle che hanno perso più del 25% delle entrate rispetto al 2019 (circa 1 famiglia su 4). Per queste ultime la situazione risulta particolarmente critica e il valore dell’indice, pari a 39, lo dimostra.

Ma come hanno affrontato nello specifico le principali spese i cittadini dello Stivale? Circa il 40% dei rispondenti ha avuto difficoltà con le uscite per la casa e per la salute, dato in calo rispettivamente del 7% e del 2% confronto al 2019. Diminuiscono (-5%), inoltre, anche gli italiani con difficoltà legate all’ambito mobilità (36%), principalmente a causa dei limiti alla circolazione imposti per contenere la pandemia e il conseguente calo di spostamenti, viaggi e trasferte. Le spese per l’educazione sono state, invece, più complesse da sostenere rispetto all’anno scorso. Il 27% dei rispondenti (+3% vs 2019) ha avuto, infatti, problemi a causa verosimilmente degli investimenti tecnologici imposti dal sistema Dad.

Lo stile di vita e le possibilità di spesa cambiano in base a diversi fattori che caratterizzano le famiglie italiane. Facendo un confronto di tipo geografico, risulta esserci un progressivo aumento delle difficoltà economiche scendendo dal Nord al Sud. Se nel Nord Ovest il 39% delle famiglie non ha avuto difficoltà a sostenere le spese nel 2020, nel Meridione il dato scende fino ad arrivare al 28%. Non a caso, è proprio a Sud e nelle isole che si riscontra la maggiore percentuale di nuclei con gravi difficoltà economiche, pari al 10%. Paragonando i risultati relativi alle diverse tipologie di nuclei familiari, invece, si conferma che le famiglie che hanno avuto maggiori difficoltà ad affrontare le spese sono quelle numerose (l’indice passa da 56,2 per i single a 39,8 per le famiglie di 6-8 componenti) e quelle i cui membri hanno bassi livelli di istruzione (55,6 l’indice delle famiglie in cui entrambi i partner sono laureati, 44,8 quello di famiglie in cui nessuno dei due lo è).

Infine, sono stati messi a confronto i risultati italiani con quelli degli altri paesi coinvolti nell’indagine (Portogallo, Spagna e Belgio). Fatta eccezione per il Portogallo che ha un indice pari a 47,4, la capacità di affrontare le spese negli altri stati è sensibilmente superiore a quella degli italiani (Belgio 56,1; Spagna 52,5). Inoltre, rispetto al 2019, gli altri Paesi hanno registrato miglioramenti più evidenti: Belgio (+2,3), Portogallo (+2,8), Spagna (+3,8) contro il +0,6 del Bel Paese.

Finanziamenti, un tema sentito e delicato. Facciamo chiarezza con l'aiuto dell'avvocato (VIDEO)

Parliamo di "credito al consumo", cioè del finanziamento concesso alle persone fisiche per permettere loro l'acquisto di beni e servizi o la rateizzazione di una spesa. Si tratta di finanziamenti a breve termine, finalizzati a sostenere le spese correnti e le attività di consumo delle famiglie e non per sostenere investimenti a lungo termine, come l'acquisto di immobili. L'avvocato Carlo Bortolotti di Milano spiega per ilComizio.it tutto quello che c'è da sapere soprattutto per la tutela del consumatore - (VIDEO)


STUDIO LEGALE BORTOLOTTI
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tel. 02.39562104 - fax 02.45485345
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Arriva l'assegno unico per i figli: come fare per averlo e chi ne ha diritto. Intanto Bankitalia lancia l'allarme: il 40% delle famiglie fatica a pagare l'affitto

Via libera dal Senato al ddl delega, ora mancano solo i decreti attuativi. L'assegno scatterà al settimo mese di gravidanza e sarà corrisposto sotto forma di assegno o di credito d'imposta e modulato in base all'Isee: dal primo luglio fino a 250 euro al mese per figlio. Questo mentre la Banca d'Italia segnala le difficoltà sempre più acute delle famiglie ai tempi del Covid, in particolare quelle che vivono in affitto: di queste ultime il 40% ha dichiarato di avere difficoltà a sostenere ogni mese il costo della casa mentre una su tre tra quelle che hanno contratto un prestito faticano a pagare le rate.


 Famiglie numerose, per il bonus bastano tre figli - La Nuova Sardegna

A essere più in crisi le famiglie indebitate e quelle che vivono in affitto: di queste ultime il 40% ha dichiarato di avere difficoltà a sostenere ogni mese il costo della casa mentre una su tre tra quelle che hanno contratto un prestito faticano a pagare le rate

L'assegno universale per i figli diventa lo strumento unico per il sostegno della natalità e delle famiglie: con 227 sì, nessun no e 4 astenuti il Senato ha dato l'ultimo via libera praticamente unanime al ddl delega, licenziato quasi un anno fa dalla Camera, che diventa legge. Ora manca solo l'ultimo miglio, i decreti attuativi, per far scattare l'assegno fino a 250 euro al mese per figlio dal primo luglio.

"E' un passo storico" e il governo "conferma l'impegno ad attuare la delega" in tempi strettissimi, dice in Aula il ministro della Famiglia, Elena Bonetti, sottolineando che si tratta di un "giorno buono per l'Italia, di un tempo nuovo, della ripartenza", proprio mentre la Banca d'Italia segnala le difficoltà sempre più acute delle famiglie ai tempi del Covid, in particolare quelle che vivono in affitto.

"Ringrazio la tenacia, la convergenza e l'unità del Parlamento" che ha "rimesso al centro le giovani generazioni" dice ancora Bonetti. I provvedimento, ricorda il ministro di Italia Viva, si completerà con il Family Act e apre la strada a una serie di misure per combattere il calo demografico "che ha raggiunto livelli drammatici" ma anche per rilanciare "la dignità del lavoro delle donne". Il Family Act, all'esame della commissioni Affari sociali della Camera, prevede anche la riforma dei congedi parentali che saranno "paritari tra uomo e donna", e poi incentivi al lavoro femminile e sviluppo dei servizi educativi, a partire dalla prima infanzia.

Intanto si parte con l'assegno unico che diventa un aiuto "universale" per le famiglie perché arriverà anche ad autonomi e incapienti, ad oggi esclusi dai principali sostegni ai nuclei familiari. L'assegno scatterà al settimo mese di gravidanza e sarà corrisposto sotto forma di assegno o di credito d'imposta e modulato in base all'Isee: a stabilire i dettagli, a partire dall'entità dell'assegno (che Mario Draghi ha quantificato in media a 250 euro al mese) saranno i decreti attuativi, su cui il ministero della Famiglia, insieme al Mef, è già al lavoro. La delega impone comunque che venga diviso in parti uguali tra i genitori, e di prevedere una maggiorazione a partire dal secondo figlio e un aumento tra il 30% e il 50% in caso di figli disabili. Non solo, fino a 18 anni l'aiuto economico andrà ai genitori poi potrà proseguire fino ai 21 anni e andare direttamente ai figli, su richiesta, "per favorirne l'autonomia". Il sostegno dopo la maggiore età sarà corrisposto però solo se i ragazzi studiano, fanno un tirocinio o hanno primi lavori a basso reddito.

Per finanziare questa riforma la legge di Bilancio ha stanziato i primi 3 miliardi per il 2021 (tra 5 e 6 a regime a partire dal 2022), che si sommano ai circa 15 miliardi attualmente dedicati ad altri 8 strumenti che andranno gradualmente 'in soffitta', dai vari bonus (nascita, bebe' ), alle detrazioni per i figli a carico e l'assegno familiare. Mentre i sindacati chiedono di essere coinvolti nella messa a punto dei decreti attuativi e la politica già reclama più fondi, soprattutto per evitare che con i nuovi parametri qualche famiglia ci rimetta ("serve un miliardo forse due dice il Dem Tommaso Nannicini), la Banca d'Italia dà la misura dell'impatto della seconda ondata della pandemia sulle famiglie che temono per il futuro riduzioni di reddito e rischi per il lavoro (soprattutto gli autonomi) e nel frattempo non spendono, soprattutto per timore del contagio.

A essere più in crisi le famiglie indebitate e quelle che vivono in affitto: di queste ultime il 40% ha dichiarato di avere difficoltà a sostenere ogni mese il costo della casa mentre una su tre tra quelle che hanno contratto un prestito faticano a pagare le rate.

 

(Fonte: Ansa)

Smart working, brutte sorprese in bolletta: +22% di spese per il riscaldamento nel 2020

Continuano gli studi sugli effetti per lavoratori e famiglie del cosiddetto "lavoro agile" svolto a casa anziché in ufficio. Le ricadute sono sociali, pscilogiche, ma anche economiche. Ecco cosa emerge da un'indagine di Tado, azienda specializzata nella climatizzazione domestica


Lo smart working ha fatto lievitare la spesa degli italiani per il riscaldamento. Secondo i dati diffusi da Tado, azienda specializzata nella climatizzazione domestica, lo scorso inverno nelle case italiane è stato avviato il riscaldamento diurno il 22% in più rispetto al precedente. 

Lo studio, basato su un campione di circa 300.000 case europee, di cui 32.000 italiane, ha rilevato che le famiglie italiane e spagnole hanno dovuto affrontare i maggiori aumenti del riscaldamento domestico: un fenomeno derivante dal cambio delle abitudini a causa delle restrizioni imposte per arginare l'epidemia.

Dallo studio emerge che gli italiani hanno vissuto molto di più la casa anche nelle giornate feriali, dopo aver introdotto il lavoro da casa come nuova abitudine. In Danimarca e in Svezia gli aumenti sono stati i più bassi in Europa, ma solo perché l'inverno appena trascorso è stato in media 0,6 gradi più caldo rispetto al precedente.

In Europa la climatizzazione degli edifici e dell'industria rappresentano la metà del consumo energetico e il riscaldamento e l'acqua calda costituiscono circa i tre quarti del consumo energetico di una casa.   

Ci sono molti modi per risparmiare sul riscaldamento e sull’acqua calda. Una soluzione semplice è quella di abbassare il riscaldamento: anche solo 1 grado in meno consente un risparmio in bolletta di circa il 6%. Utilizzare il riscaldamento e l'acqua calda solo quando è necessario permette di risparmiare in modo notevole. Inoltre, il passaggio a un termostato intelligente può garantire che solo le abitazioni e gli ambienti occupati siano riscaldati, consentendo al contempo ulteriori risparmi grazie all'adattamento alle condizioni atmosferiche, al rilevamento delle finestre aperte e ad altre funzionalità. Gli studi hanno indicato che usare il termostato intelligente può ridurre la bolletta del riscaldamento fino al 31% senza che né il proprietario dell’abitazione né l'inquilino sacrifichi la propria comodità.

 

(Fonte: Agi)

Schizzano i prezzi di benzina e diesel: la stangata per gli automobilisti continua. Parliamo di 165 euro e 151 euro in più all'anno

In soli sette giorni un pieno da 50 litri costa 63 cent in più per la benzina e 45 cent per il gasolio. La denuncia dell'Unione Nazionale Consumatori


Non si arresta la corsa dei prezzi dei carburanti" che dura senza soluzione di continuità da metà novembre. In soli sette giorni un pieno da 50 litri costa 63 cent in più per la benzina e 45 cent per il gasolio. Dall'inizio dell'anno, ossia dalla rilevazione del 4 gennaio, un pieno da 50 litri è aumentato di 6 euro e 86 cent per la benzina e di 6 euro e 30 cent per il gasolio, con un rincaro, per entrambi, del 9,5%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 165 euro all'anno per la benzina e 151 euro per il gasolio". E' Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori in una nota.

"Dal 9 novembre, poi, ultima settimana senza rialzi, in poco più di 4 mesi c'è stato un balzo del 14,5% per la benzina e del 15,7% per il gasolio. Su un pieno di 50 litri l'aggravio è di circa 10 euro: 10 euro e 2 cent per la benzina e 9 euro e 81 cent per il gasolio. Su base annua è pari a una bastonata ad autovettura pari a 241 euro all'anno per la benzina e 236 per il gasolio", conclude.

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