updated 11:20 AM UTC, Sep 24, 2021

IO LEGGO - Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro litigano (ancora) per il Cavallo: il romanzo di Fabio Lopez ci rende curiosi

L'incontro impossibile in Francia tra il genio e il duca di Milano. Breve romanzo storico, tra invenzione e verità, comunque basato su fonti certe e attendibili oltre a riportare citazioni dirette. L'autore, all'esordio, è architetto, figlio di Guido che scrisse Milano in mano, la celebre guida uscita nel 1965, di recente aggiornata e integrata dall'erede stesso


  

“Il rapporto fra Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro fu la chiave di volta per lo sviluppo della cultura rinascimentale a Milano. Due personaggi così antitetici e nel contempo così empatici. Così simili nella sete di grandezza, della ‘roba’ per Ludovico, della conoscenza attraverso la ‘libertà’ dell’esperienza per Leonardo.”, dichiara Fabio Lopez, autore di Loches. Un incontro impossibile tra Leonardo da Vinci e Ludovico il Moro. (Mursia, pagg. 104, Euro 10,00) “Di qui l’idea di questo mio romanzo: un incontro e un lungo dialogo tra i due, nella realtà infattibile, a Loches, dove venne rinchiuso e con ogni probabilità morì il Moro, e dove, per pura coincidenza, a pochi chilometri e anni di distanza, fu chiamato da Francesco I il Genio. Un pretesto per narrare e tentare d’interpretare le vicende di Milano nel periodo del passaggio tra l’età antica e l’evo moderno e per aggiungere sale alla riflessione su uno fra i più noti personaggi d’ogni tempo.”

Trentotto chilometri appena separano Amboise da Loches, in Francia. Nella prima vi approdò Leonardo da Vinci, anno 1516, su invito personale del Re Francesco I Valois. Nella seconda, in un’ampia cella del maschio medievale, vi fu rinchiuso Ludovico il Moro Sforza, fatto prigioniero dai francesi. Morì, pare, nel 1508. L’invenzione di questo racconto muove dall’idea che il Moro nel 1516 fosse ancora vivo e che il Re di Francia chiedesse al Maestro toscano di recarsi da lui affinché la smettesse di lamentarsi per il trattamento di prigionia. Ne nasce quindi un serrato confronto fra i due, un pretesto narrativo per ripercorrere le vicende del Ducato milanese secondo i due punti di vista, e non mancano accese discussioni come quella sul Cavallo Sforza, grandioso monumento a Francesco padre, commissionato dal Moro a Leonardo e mai portato a termine:

“Il Cavallo. Voi non mi permetteste nemmeno di arrivare alla fusione. Mi avete sottratto il rame e lo stagno.”

“No! Eri tu ad essere inconcludente…io ti diedi fiducia. Invece, nel 1489, mi pare, dovetti chiedere a Lorenzo de’ Medici di mandarmi qualche altro scultore fiorentino, perché tu non lo sapevi condurre ancora in opera.”

“…Osservai per mesi i migliori cavalli del Ducato. Ne studiai e riprodussi i movimenti…feci per Vostra Signoria numerosi schizzi, ma nessuno vi piaceva…E poi volevate anche che pensassi a come posare il monumento…Vi proposi di realizzare una piazza grande come il Castello. Al centro vi saria stato il Cavallo…Dovevo fondere in un sol getto, per evitare che poi una siffatta struttura del peso di 80 centinai si crepasse nelle giunture fra i getti…Tre forni mi convinsi a costruire per avere la fusione de tutte le parti in ugual misura…Ma voi mi sottraeste il rame.”

“Non fui io a toglierti il rame ma la guerra! Tu continuavi a tirarla in lungo per quel cantiere. Era appena morto Gian Galeazzo e noi dovevamo assicurare il Ducato de Mediolano; era un momento difficile e magari i veneziani avrebbero potuto approfittarne. Chiesi aiuto a mio suocero Ercole d’Este, per avere io il tempo di raggiungere Carlo VIII e confermare per noi Genova, e poi l’investitura ufficiale dell’Imperatore. Promisi a Ercole le provvigioni per i suoi soldati, ma in cassa non vi erano abbastanza soldi e Bergonzio si arrangiò a consegnare quel rame per fare le passevolanti [cannoni a canna lunga] che servivano a Ferrara…”

Questi e molti altri aneddoti fanno emergere il carattere dei due grandi e le vicende che ne ripercorrono la storia così come quella del ducato Milanese.

Breve romanzo storico, invenzione ma non falsificazione, tutto basato su fonti certe e attendibili, citazioni dirette dagli scritti del mancino e qualche interpretazione non sempre ortodossa, seppur possibile.

L'autore

Fabio Lopez (Milano, 1953) vive a Milano. È architetto e figlio di Guido, l’autore di Milano in mano. Dopo la sua scomparsa (2010) ha intrapreso l’attività di mantenere vivi i testi del padre, in particolare la celebre guida in libreria fin dal 1965, aggiornandola ai giorni nostri. Con La roba e la libertà. Gli Sforza, Leonardo e Ludovico si è tuffato nel mondo del rinascimento milanese, integrando il testo del padre con le novità storiografiche degli ultimi anni. Loches è il suo primo romanzo.

 

(Da Ufficio stampa Mursia)

Elezioni comunali, Letta: "Nessun impatto sul governo, si vota per i sindaci"

"Le comunali non avranno nessun impatto sul Governo, né sul quadro politico". Lo ha detto il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, rispondendo alla domanda di un giornalista a Napoli, dove è in tour elettorale . "Sono elezioni che avranno impatto sulle città, e vanno interpretate come tali. Agli elettori - ha aggiunto Letta - noi chiediamo di pensare a quale sarà il miglior sindaco e il miglior presidente di Regione".

L'Italia non manda giù il "Prosek" croato: si muove il governo. E Fratelli d'Italia scende in piazza: "Giù le mani dal Prosecco"

Zagabria presenta all'Ue la domanda di protezione dell'etichetta di quattro vini così denominati. Il ministro Patuanelli: "Già attivato un tavolo tecnico per opporci. Grazie a Centinaio che si è subito impegnato in prima persona". Flash mob dei parlamentari di Giorgia Meloni


Da Prosek a Consecco fino a Perisecco, il Prosecco è il vino più imitato  nel mondo - Economia

Continua la battaglia tra Italia e Croazia sul Prosecco. La Commissione europea ha pubblicato sulla Gazzetta Ue la domanda di protezione della menzione tradizionale "Prosek", presentata dalla Croazia.

La pubblicazione era stata anticipata dall'Esecutivo Ue nella risposta data dal commissario all'agricoltura Janusz Wojciechowski a un'interrogazione di europarlamentari di diversi paesi e schieramenti. La Croazia vuole utilizzare la menzione tradizionale "Prosek" per quattro vini a denominazione d'origine protetta. La pubblicazione conferisce il diritto di opporsi alla domanda entro un termine di due mesi.

"Non spetta a me dirlo ma pare indubbiamente che il termine Prosek per affinità fonetica e visiva evochi nella mente del consumatore medio europeo proprio il Prosecco italiano. Pertanto ritengo che non ci siano le condizioni giuridiche affinché esso possa essere registrato", ha detto il ministro Stefano Patuanelli.

 "E' stato già attivato un Tavolo tecnico per predisporre una dichiarazione debitamente motivata relativa alle condizioni di ammissibilità al fine di opporci a a quanto proposto dalla Croazia. E permettetemi a tar riguardo un ringraziamento al Sottosegretario Gian Marco Centinaio che, oltre ad aver seguito immediatamente in prima persona la questione anche in forza alla sua delega, oggi è voluto essere presente proprio per rappresentare l'unità del Governo e di come ci muoviamo in modo sincrono". "Fin da subito il Sottosegretario ha attivato un dossier - ha precisato il ministro - e a lui ho personalmente chiesto il coordinamento necessario a rendere proficua ed efficace l'azione ministeriale nel suo complesso". 

Flash mob di Fratelli d'Italia sotto il Senato a piazza San Luigi dei francesi per la difesa dell'italianità del prosecco e denunciare "il rischio che l'ennesima eccellenza italiana venga travolta dai furbi e dai falsificatori". In piazza i parlamentari di Giorgia Meloni, a spiegar il motivo della protesta il senatore Luca De Carlo responsabile nazionale del dipartimento agricoltura di FdI.

Sulla questione Prosek l'Unione italiana vini (Uiv) farà squadra con Francia, Spagna, Portogallo e Germania affinchè le federazioni vini di questi paesi "presentino anch'esse mozioni contrarie all'indicazione della Commissione. Tra l'altro il Comitato dello Champagne ha già annunciato opposizione alla vicenda Prosek". Lo annuncia la Uiv, condividendo la linea tracciata dal ministro alle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, oggi al Senato nel corso di un'informativa sulla tutela della denominazione di origine controllata del Prosecco.

Comuni al voto, Trassini candidato della Lega a Vimercate: "Città trascurata dalle giunte fallimentari di M5S e centrosinistra. La facciamo ripartire così" (VIDEO)

Gli approfondimenti de ilComizio.it sul voto per le elezioni comunali del 3-4 ottobre. Abbiamo intervistato il candidato nella lista della Lega a Vimercate (MB), Matteo Trassini, che sostiene il candidato sindaco del centrodestra, Giovanni Sala. Tanti i temi toccati con lui, in particolare inclusività, sport e sicurezza, alla luce delle gestioni amministrative, giudicate disastrose, delle giunte di centrosinistra prima e del Movimento 5 Stelle poi.

Milano al voto, Anguissola (Lista Bernardo): "Ecco le nostre risposte concrete alle domande della città. Da Sala solo ideologia e propaganda, è ora di cambiare" (VIDEO)

Il 3-4 ottobre molte città, grandi e piccole, andranno al voto per scegliere i nuovi sindaci e rinnovare i consigli comunali. Per la sfida di Milano ecco la nostra intervista a Marco Anguissola della Lista Civica Luca Bernardo Sindaco, candidato del centrodestra in contrapposizione alla coalizione che sostiene Beppe Sala. Oltre le polemiche tra gli schieramenti sul tavolo ci sono i temi reali da affrontare per il futuro della città che guarda alle sfide del post pandemia. Sicurezza, benessere sociale, vivibilità, innovazione, salute e servizi: domande a cui i candidati sindaci e consiglieri comunali devono dare risposte concrete, superando le dispute ideologiche.

IO LEGGO – La “Giungla Gialla” di Mursia si allarga e arriva a Genova. Un noir originale, tra suspense e vecchi misteri italiani: cosa scopre la postina precaria

Per la collana di Ugo Mursia Editore diretta da Fabrizio Carcano, arriva in libreria “Il suono della colpa”, il debutto come protagonista di Benedetta Fabbri, trentenne postina con contratto a tempo e la passione per i gialli, che si trasforma in investigatrice. Come si arriva alla strage di Piazza Fontana? Leggendo il libro di Daniele Grillo e Alessio Piras


Alessio Piras (@gryphonalex) | Twitter

Con “Il suono della colpa” (Mursia, pagg. 240, Euro 17,00), di Daniele Grillo e Alessio Piras, Giungla Gialla, la collana di Ugo Mursia Editore che sotto la direzione di Fabrizio Carcano ha lanciato la geografia del giallo, sbarca a Genova e arriva al suo settimo titolo.  Un noir al contempo mozzafiato e innovativo sia per le ambientazioni sia per la singolarità dei personaggi, che affonda le proprie radici nel ventre misterioso della città in cui la storia si svolge, Genova, e nelle pieghe dei capitoli più neri di un’altra Storia, quella del nostro Paese, sconvolto dalla strage di piazza Fontana.

La trama

Non è una qualsiasi primavera, quasi estate, per Benedetta Fabbri, precaria trentenne amante dei gialli che ristagna nell’amata Genova in uno stato di eterna gioventù. Ha da poco firmato un contratto di lavoro temporaneo come postina, e nel suo primo giro di consegne si imbatte nel cadavere di un uomo anziano, Arnoldo Chiana, trovato con il busto disteso sul tavolo del soggiorno di casa sua, la porta socchiusa e il resto dell’appartamento in ordine. Un uomo dalle molte vite, Arnoldo, liutaio formatosi a Cremona e tra i più apprezzati dai big della Scala, chiuso in una vecchiaia senza legami importanti, costretto a nascondersi da un passato pericoloso. Il caso viene frettolosamente derubricato dagli inquirenti a una morte per cause naturali.

Ma per Benedetta, qualcosa non torna. La postina inizia quindi un’indagine nella quale coinvolge il padre Primo, ex partigiano e storico per passione, due colleghi dell’ufficio postale di Vernazzola, borgo marinaro inghiottito dalla grande città e Trick, agente di polizia e insostituibile partner dei giochi erotici del giovedì.

Seguendo una ad una le note distorte dei violini che accompagnano questa storia la postina si troverà sullo spartito bruciato della strage di Piazza Fontana, e a quel 12 dicembre del 1969 in cui la storia del Paese cambiò per sempre.

Un percorso a ritroso alla ricerca di una verità che non le appartiene, rincorrendo l’anima che uomini e strumenti nascondono al loro interno, e che a volte vibra del suono insopportabile della colpa.

Gli autori

Daniele Grillo (Genova, 1979), laureato in Giornalismo allo Iulm di Milano, oggi è viceresponsabile della Cronaca di Genova de «Il Secolo XIX». È autore di cinque noir con Valeria Valentini, l’ultimo Omicidio sul Genova-Milano (2020). La sua più recente pubblicazione è un romanzo non di genere, Il grande Hans (2021). È coautore dei testi di alcuni brani di Cisco, ex voce dei Modena City Ramblers.

Alessio Piras (Genova, 1983) è dottore di ricerca in Discipline Umanistiche presso l’Università di Pisa. Ispanista e scrittore, è autore della trilogia noir Omicidio in Piazza Sant’Elena (2016), Nati in via Madre di Dio (2017) e Un biglietto per il naufragio (2018), del saggio Il labirinto spagnolo (2019) e del romanzo Gente sbagliata. La prima indagine di Jacopo Ravecca (2020).

 

(Da ufficio stampa Mursia)

Roma, la denuncia di Massimo Lopez: "Io inseguito da un cinghiale mentre buttavo l'immondizia. Colpa di altre bestie..." (VIDEO)

Lo sfogo dell'attore su Instagram sulla sua pericolosa esperienza. Racconta anche l'invasione di gabbiani e topi: il problema atavico e imbarazzante dei rifiuti e l'incapacità dell'amministrazione capitolina di trovare una soluzione: "Eppure le tasse le paghiamo e le vogliono tutte, puntuali..."


Massimo Lopez assalito da un cinghiale si sfoga sul web: "Tra rifiuti e  animali Roma è uno schifo" (video) - Secolo d'Italia

Massimo Lopez racconta la sua incredibile avventura sotto casa a Roma. "Sono stato inseguito da un cinghiale" dice in un video su Instagram. "Sono andato a buttare l'immondizia nel cassonetto e l'animale mi ha puntato. L'ho visto proprio che mi guardava e, poi, si è messo a correre verso di me perché avevo un sacchetto. Sono scappato, lanciando il sacchetto nella spazzatura, ma non ci è entrato perché strabordava di rifiuti che sono lì da settimane con cattivo odore e altro". "E si chiedono perché ci sono i cinghiali, forse non bisognerebbe ammazzare loro ma qualcun altro. Lasciamo perdere, sono di buoni sentimenti" conclude, aggiungendo con un pizzico di amarezza, "che la tassa sui rifiuti la paghiamo tutti".

Referendum cannabis, raggiunte le 500mila firme: voto a primavera 2022. Ecco cosa cambierebbe

Per la prima volta la raccolta si è svolta interamente online con firma digitale al costo di 1,05 euro. Obiettivo centrato in una sola settimana, ma gli organizzatori invitano ad andare avanti con almeno un altro 15% di sottoscrizioni in più "per sicurezza"


Un referendum per la cannabis: 3 settimane di tempo per raggiungere 500mila  firme - DolceVita

La raccolta firme sulla cannabis ha raggiunto quota 500.000, soglia necessaria per il referendum promosso dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Società della Ragione, Antigone e dai partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani.

"A una settimana precisa dal lancio, la raccolta firme per il Referendum Cannabis raggiunge quota 500.000, la cifra limite che permetterà al quesito di andare al voto nella primavera del 2022. Un risultato straordinario ma non sorprendente: da tempo occorreva un intervento sul tema della cannabis e con la firma digitale in pochi giorni il tema è esploso". Si legge in una nota del comitato promotore.

Legalizziamo - Home - Legalizziamo

"Questo referendum è la prima raccolta firme italiana tenutasi interamente online sul sito referendumcannabis.it. La velocità della mobilitazione conferma la voglia cambiamento sulla cannabis ma anche di partecipazione alle decisioni su questioni che toccano personalmente. Adesso però occorre raccogliere un ulteriore 15% in più di firme per essere certi di poter consegnare il referendum in Cassazione il 30 settembre".

"Il grande afflusso di richieste sul portale ha a volte rallentato la raccolta, il Comitato si scusa dei problemi eventualmente incontrato e invita a tentare nuovamente la firma. In una settimana sono stati raccolti 145.000 euro dei circa 500.000 necessari (ogni firma digitale ha infatti il costo di 1,05 euro). Il Comitato ringrazia l’Associazione Luca Coscioni per il sostegno e lancia un nuovo appello anche a piccole donazioni che, insieme alle firme, si raccolgono sul sito www.referendumcannabis.it".

Cosa cambierebbe col referendum

Il referendum vuole depenalizzare la condotta di coltivazione della cannabis e di eliminare la pena detentiva per qualsiasi condotta illecita, con eccezione della associazione finalizzata al traffico illecito, mantenendo però le condotte di detenzione, produzione e fabbricazione che possono essere applicate per l’uso non personale di tutte le sostanze.

Inoltre, sul piano amministrativo, il referendum elimina la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori attualmente destinata a tutte le condotte finalizzate all’uso personale di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa. 

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