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updated 5:11 PM UTC, Oct 21, 2021

Sgarbi a ilComizio.it: "Il mio movimento e il voto: vi spiego tutto. Leader in Italia? Sono solo due..."

Il critico d'arte ai nostri microfoni parla delle prospettive elettorali di Rinascimento, il soggetto politico che ha recentemente fondato, in vista delle prossime amministrative, ma soprattutto delle future politiche: "Stiamo lavorando per costruirlo in maniera piuttosto strutturarata, per cui forse è meglio essere pazienti e aspettare il momento giusto per non essere poi contati in una fase ancora organizzativa, anche se non escludo che in qualche città dove ci sia un vento favorevole potremmo presentare la lista. Siamo fuori da gli schieramenti, che odio. Oggi tutti usano la parola Italia, ma non hanno nessuna consapevolezza di cosa sia, cioè il suo patrimonio artistico". Su Grillo e Renzi dice... - (VIDEO)

Crozza diventa Emiliano e spiega la sua volontà di restare nel Pd: "Una parte del mio corpo ama Renzi"

Imitazione del governatore della Puglia che ha annunciato di volersi candidare alla segreteria, dopo la spaccatura che porterà con una buona probabilità a una scissione con una parte della minoranza interna. Il video è un’anticipazione del nuovo show del comico genovese "Fratelli di Crozza" che andrà in onda sul canale Nove a partire da venerdì 3 marzo. Crozza, da gennaio, ha lasciato La7 per approdare a Discovery - (VIDEO)


"Una parte del mio corpo ama Renzi", e poi fa il gesto dell'ombrello. Così Maurizio Crozza, si è calato per la prima volta nei panni del governatore della Puglia, Michele Emiliano, che ieri ha annunciato la decisione di candidarsi alla segreteria del Pd, sfidando così Renzi.

"Io rimango nel Pd a sfidare Renzi, il Pd è casa mia - dice Crozza-Emiliano - ci sono nato qui, io Renzi l'ho sostenuto, ve lo ricordate? Ma con commozione, c'era un trasporto e una commozione. Ora lo sfido, sono un ex magistrato, la lealtà è il mio simbolo, la mia bandiera".

Il nuovo personaggio, presentato sulla pagina Facebook di Crozza, entrerà a far parte del suo repertorio a partire dal 3 marzo prossimo, quando il comico tornerà in tv con il nuovo show in onda sul canale Nove.

Pd, Renzi non molla: "Scissione brutta parola, ma ricatto è peggio. No ai diktat della minoranza". Verso un congresso difficile, la rottura è già nei fatti

Il segretario, che si era presentato dimissionario all'assemblea nazionale: "Io dico fermiamoci, fuori ci prendono per matti. Oggi discutiamo ma poi mettiamoci in cammino". Ma Rossi e Speranza strappano, Emiliano tenta la mediazione, l'appello di Veltroni. L'incertezza regna sovrana, mentre si fa strada un nuovo soggetto a sinistra - (VIDEO)


E' scontro all'assemblea del Pd. Dopo il discorso di Matteo Renzi, giudicato dalla sinistra troppo duro, la strada sembra segnata. "Aspettiamo la replica, ma Renzi ha alzato un muro", dice Pier Luigi Bersani. La minoranza, fa sapere l'ex segretario, prenderà le sue decisioni dopo la replica del segretario. "È stato alzato un muro - conferma Enrico Rossi ancora più deciso - sia nel metodo che nella forma. Per noi la strada è un'altra. Sono maturi i tempi per formare una nuova area". Di diverso avviso sembra, invece, Michele Emiliano: "E' a portata di mano" ritrovare l'unità: "Siamo a un passo dalla soluzione. Un piccolo passo indietro consente a una comunità di farne cento avanti. Io sto provando a fare un passo indietro, ditemi voi quale, che consenta di uscire con l'orgoglio di appartenere a questo partito. Senza mortificare nessuno". "Stasera non posso che dire al segretario che ho fiducia in lui", aggiunge, chiedendogli un'ultima mediazione sulla conferenza programmatica. Ma in serata, con una dichiarazione congiunta, Emiliano, Rossi e Speranza rompono gli indugi: 'Anche oggi nei nostri interventi in assemblea - scrivono - c'è stato un ennesimo generoso tentativo unitario. È purtroppo caduto nel nulla. Abbiamo atteso invano un'assunzione delle questioni politiche che erano state poste, non solo da noi, ma anche in altri interventi di esponenti della maggioranza del partito. La replica finale non è neanche stata fatta. È ormai chiaro che è Renzi ad aver scelto la strada della scissione assumendosi così una responsabilità gravissima".

Dalla maggioranza, d'altra parte, si dava per scontata la scelta della sinistra di uscire. "La scelta è già stata fatta - allarga le braccia Lorenzo Guerini - Peccato". 

"Fermiamoci e ripartiamo, la scissione non ha senso". E' stato il messaggio di Matteo Renzi all'assemblea del Pd. Un Renzi che, però, anche all'attacco: "Scissione è una brutta parola, ma peggiore c'è solo ricatto. Non è accettabile che si blocchi un partito sulla base di un diktat di una minoranza". Nel suo discorso il segretario del Pd ha sottolineato che il partito sta facendo "un regalo" a Beppe Grillo discutendo "solo di se stesso". Ha ribadito la volontà di andare a congresso, ma anche il sostegno al governo Gentiloni. Dopo aver ascoltato il discorso di Renzi e degli esponenti di maggioranza, la minoranza resta sulle sue posizioni non vedendo da parte del vertice dem "la volontà di unire". Per la minoranza ha parlato solo Guglielmo Epifani ma la minoranza è rimasta in sala ad ascoltare gli interventi. Per ora nessuna dichiarazione ufficiale. "Parleremo al momento giusto", dice Roberto Speranza. Intanto nessun candidato si è presentato per la segreteria direttamente in assemblea, parte dunque il congresso anticipato.

SCISSIONE - "Io dico fermiamoci, fuori ci prendono per matti. Oggi discutiamo ma poi mettiamoci in cammino", ha esordito Renzi. "La scissione - ha aggiunto - ha le sue ragioni che la ragione non conosce. La nostra responsabilità è verso il Paese e quelli che stanno fuori. Adesso basta: si discuta oggi ma ci si rimetta in cammino. Non possiamo continuare a stare fermi a discutere al nostro interno". "Scissione - ha sottolineato - è una delle parole peggiori, peggio c'è solo la parola ricatto, non è accettabile che si blocchi un partito sulla base dei diktat della minoranza". "Tutti si sentano a casa nel Pd, liberi di discutere ma se in tutte le settimane c'è un'occasione di critica, se per tre anni si è pensato che si stava meglio quando si stava peggio, io non dico che siamo nemici né avversari ma dico 'mettetevi in gioco', non continuate a lamentarvi ma non potete immaginare di chiedere a chi si dimette per fare il congresso di non candidarsi per evitare la scissione non è una regola democratica".

CONGRESSO - "Non possiamo stare fermi a dire congresso sì, congresso no. Resti agli atti - ha sottolineato - quel che è accaduto in questi due mesi e mezzo. Ho cercato tutti i giorni di raccogliere le proposte degli altri per restare insieme. All'ultima assemblea due amici storici mi hanno preso a male parole per dirmi 'fai un errore'. A quel punto una parte della maggioranza e minoranza ha detto fermiamoci e mi sono fatto carico di non fare il congresso perché pensavo potessimo fare una campagna di ascolto insieme". "Se non si fa il congresso diventiamo come gli altri, trovare un equilibrio non è difficile ma per fare cosa se il Pd ha già vissuto passaggi analoghi nel 98 con Prodi, nel 2009 quando si è dimesso Veltroni".

GOVERNO GENTILONI - "Basta con la discussione e le polemiche sul governo. Faccio un applauso a Gentiloni che è qui, per quello che sta facendo con i ministri. E' impensabile che si trasformi il congresso in un congresso sul governo. Sarebbe un errore allucinante per tutti". "Sul governo non ho cambiato idea, mi fa piacere che altri lo abbiano fatto passando dall'appoggio caso per caso all'appoggio fino a fine legislatura. Rispettiamo l'azione del governo e i poteri del presidente della Repubblica". 

Epifani, leader tira dritto, minoranza farà scelta - "Noi ci aspettavamo un proposta, il segretario ha tirato dritto, io credo che sia un errore perché un grande partito deve avere a cuore il superare le difficoltà ed è il segno della democraticità del processo. Se viene meno è chiaro che in molti si apre una riflessione che porterà ad una scelta. Non è un ricatto ma per stare in un partito ci vuole rispetto reciproco". Così Guglielmo Epifani parlando dal palco dell'assemblea per i tre sfidanti al congresso.

Oggi è l'ultima domenica per il Pd? "Non esageriamo. Ce ne saranno anche altre...". Così risponde Enrico Rossi, presidente della Toscana e candidato alla segreteria Pd, al suo ingresso all'hotel Parco dei principi di Roma per l'assemblea del Partito democratico. 

L'appello di Veltroni - "Da molto tempo - ha evidenziato Walter Veltroni - non partecipo alle riunioni degli organismi del partito, le mie scelte di vita mi hanno spinto a decidere così, era e sarà giusto così ma prendo pochi minuti per dire quanto mi sembra sbagliato quanto sta accadendo e per rivolgere un appello a tutti perché non si separi la loro strada da quella di tutti noi. Lo faccio non usando l'argomento tradizionale dell'invito all'unità ma dicendo ai compagni e agli amici che delle loro idee, del loro punto di vista il Pd ha bisogno". 

"Restiamo uniti". E' lo striscione portato dai Giovani democratici del II Municipio di Roma davanti all'hotel Parco dei Principi dove si è svolta l'assemblea nazionale del Partito democratico. E' un appello a evitare la scissione.

(Fonte: Ansa)

Salvini di nuovo contro Berlusconi: "Se sta con la Merkel e Draghi alleanza impossibile. Gli elettori di Forza Italia la pensano come noi" (ASCOLTA)

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, un rapporto sempre più difficile e un'alleanza sempre meno probabile. Dai microfoni della sua radio il leader leghista torna a ribadire le proprie condizioni: "Non possiamo allearci con Berlusconi, non perché è giovane o vecchio, ma perché lui dice 'sono un moderato, europeista', e dice che 'non ci si può liberare dall'euro e non escludo di allearmi con Renzi'. Noi vogliamo controllare moneta, confini, banche e lavoro, mentre lui deve decidere in quale scarpa tenere il piede, in quella della Merkel e di Draghi oppure vuole fare una scelta di libertà. Il capo di Forza Italia propone la doppia moneta che è una cazzata. Ma i suoi elettori la pensano come noi". Poi lancia le primarie del centrodestra: "Saranno l'8-9 aprile"

Ascolta il suo intervento

Pd, Fabio Pizzul: "No regolamenti di conti e logiche di potere interne. Si torni a lavorare su idee e temi per il Paese"

Il consigliere regionale lombardo commenta ai microfoni de ilComizio.it, le discussioni interne al suo partito che negli ultimi tempi è apparso diviso sulla leadership di Matteo Renzi (con candidature più o meno esplicite alla segreteria), sul congresso e sulla possibilità di elezioni anticipate - (VIDEO)


"Nel Partito democratico è giusto che si discuta e ci sarà la Direzione nazionale dedicata proprio a questo. Tutti sono importanti e nessuno è indispensabile; Renzi è più che mai importante e ha la responsabilità di gestire al meglio questa fase di transizione. in ogni caso, mi appassionano poco gli incontri serali piuttosto che le dichiarazioni sui giornali. il Pd deve recuperare un po' di credibilità sviluppando idee e proposte credibili per il Paese e il segretario non sia un ostacolo in tal senso, ma che anzi sia una risorsa da utilizzare al meglio. Ben vengano le discussioni ma senza quel clima da 'O.K Corral' o da sfida finale che tutti giorni emerge sulla stampa. Il congresso? Prima o poi ci sarà - la scadenza naturale e quella di fine anno - ma la cosa più importante è che il partito torni a ragionare sulle soluzioni per l'Italia, se poi questo passerà anche attraverso il congresso ben venga basta che non si tratti di un regolamento di conti interno che non verrebbe capito dagli iscritti, dai simpatizzanti, dagli elettori né dagli italiani più in generale. I nomi di Emiliano, Orlando e altri? Li leggo anch'io sui giornali, basta che le varie ipotetiche candidature emergano - ribadisco - per far emergere idee per il Paese e non per logiche di potere interne". E' quanto dichiarato ai microfoni de ilComizio.it da Fabio Pizzul, consigliere del Pd in Regione Lombardia, a margine di un'iniziativa a sostegno del periodico della Caritas Ambrosiana "Scarp de' tenis".

La Lega e la svolta sovranista di Salvini, Boni: "Non c'è contraddizione, restiamo federalisti e vogliamo cambiare lo Stato"

Intervista de ilComizio.it al segretario milanese del Carroccio: "Si vada al voto il prima possibile per dare una risposta alla domanda di cambiamento che si è sentita forte con l'esito del referendum costituzionale. L'obiettivo è mandare a casa il governo di centrosinistra, ma anche modificare l'assetto istituzionale del Paese. Il nostro leader sa come muoversi e che più siamo forti sul territorio, portando avanti l'idea federalista, maggiori sono le possibilità di successo" - (VIDEO)

Salvini corre verso il voto: "Fuori dall'Euro, prima gli italiani!". E annuncia una manifestazione a Napoli

Il leader leghista ribadisce la sua prioritaria battaglia per l'uscita dalla moneta unica: "Vogliamo che il Paese torni a scegliere, a crescere e sperare nel futuro; ben vengano Trump, Marine Le Pen e tutti quelli che si battono per la sovranità. Il ricatto dello spread è un giochino vecchio a cui non crede più nessuno. Alle urne da soli? O c'è un programma condiviso oppure sì, non ripeteremo gli errori del passato". Quindi rilancia lo sbarco al Sud: "Ben contento di confrontarmi con questa sfida"

Centrodestra, La Russa: "Basta leader calati dall'alto. Senza accordo si facciano le primarie"

Il deputato e cofondatore di Fratelli d'Italia ha partecipato al convegno "Alleanza per la Repubblica", organizzato dall'europarlamentare di Forza Italia, Stefano Maullu e dal consigliere regionale Vittorio Pesato. Un'occasione per discutere del presente e soprattutto del futuro di una coalizione che oggi fatica a trovare equilibri e intese su impostazioni politiche ruoli dei vari protagonisti. A margine dell'incontro che si è tenuto sabato mattina al Palazzo delle Stelline di Milano ilComizio.it ha raccolto le dichiarazioni dell'esponente del partito di Giorgia Meloni - (VIDEO)


"Quando c'era una leadership naturale (quella di Silvio Berlusconi, ndr) nessuno l'ha mai messa in discussione, ma oggi non c'è e, se non ci sarà un accordo, noi siamo per fare le primarie. Il che non esclude nessuno, e quando dico nessuno, dico nessuno. Non è più tempo di leader calati dall'alto; oggi invece se si vuole tornare a vincere bisogna capire che la leadership non può essere divina ma viene dal basso. Noi abbiamo presentato una proposta per regolamentare per legge le primarie, ma non ha raccolto molto sostegno da parte degli alleati. A questo punto dovremmo comportarci come se una legge in materia ci fosse".

A dirlo è il deputato e cofondatore di Fratelli d'Italia, Ignazio La Russa, a margine del convegno "Alleanza per la Repubblica", organizzato dall'europarlamentare di Forza Italia Stefano Maullu e dal consigliere regionale Vittorio Pesato, al Palazzo delle Stelline di Milano. IlComizio.it ha raccolto le sue dichiarazioni.

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