Sostegni bis, ristori automatici in base al fatturato poi saldo a fine anno. Tutti i criteri per gli aiuti per le imprese

Riunione presieduta dal premier Mario Draghi a Palazzo Chigi con i capidelegazione della maggioranza e il titolare del Mef Daniele Franco. Accordo sul nuovo decreto che introduce un meccanismo di "perequazione" rispetto a quanto già ottenuto


Decreto Sostegni bis in CdM il 13 maggio - PMI.it

C'è intesa di massima sui nuovi contributi a fondo perduto da inserire nel decreto Sostegni bis. Si sarebbe optato per un mix tra le varie ipotesi sul tavolo con un meccanismo in due tempi: nuovi ristori subito, automatici, sulla base del fatturato, e la possibilità - per le imprese interessate, come chiesto in primis dalla Lega - di ricevere un saldo a fine anno, ricalcolando le perdite sulla base dei dati dei bilanci o delle dichiarazioni dei redditi.

In questo modo, viene spiegato, si introduce un meccanismo di "perequazione" rispetto a quanto già ottenuto. 

A spingere l'idea di affinare il meccanismo dei ristori guardando agli utili nelle scorse settimane era stato in particolare il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, alla luce anche delle interlocuzioni al Mise con le categorie. E una delle questioni da risolvere era proprio quella della tempistica per l'erogazione di questa nuova tranche di ristori che, inevitabilmente, devono aspettare i bilanci (a giugno) o le dichiarazioni dei redditi per le attività in contabilità semplificata (novembre).

La soluzione è stata trovata in un mix tra fatturato - la base di calcolo dei ristori erogati finora - e utili: tutti i dettagli si avranno con la scrittura delle norme, in corso in queste ore in vista del Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi tra giovedì e venerdì, ma il nuovo sistema manterrà lo schema attuale di ristori di massimo 150mila euro e per imprese fino a 10milioni di fatturato.

Tutte le attività che hanno ricevuto o stanno ricevendo in questi giorni i bonifici dall'Agenzia delle Entrate previsti dal decreto Sostegni 1, riceveranno l'equivalente in automatico. E sempre sulla base del fatturato potranno intanto richiedere - se sarà mantenuta l'impostazione delle prime bozze - un ricalcolo del periodo di riferimento. In più, una volta approvati i bilanci o effettuate le dichiarazioni dei redditi, le imprese interessate potranno poi chiedere un'ulteriore integrazione dell'indennizzo.

 

(Fonte: Ansa)

Lavoro, qualche luce oltre l'incertezza: crescono le assunzioni. Scatto nel turismo rispetto all'anno scorso. Fondamentale l'allentamento delle misure anti-Covid

Il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal dà segnali incoraggianti per il mercato occupazionale. Le imprese tornano a programmare gli ingressi


Sono oltre 389mila le assunzioni programmate dalle imprese per maggio e arrivano a sfiorare 1,27 milioni nell'arco del trimestre maggio-luglio. E' quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal nel quale si sottolinea come pur in un quadro ancora di incertezza, si registri una promettente ripresa dell'attività economica globale, degli scambi commerciali e un clima di maggior fiducia delle imprese grazie ai recenti allentamenti delle restrizioni anti-Covid, che produce per il mese in corso una crescita dei contratti sul mese precedente (+84mila rispetto ad aprile con un tasso di crescita del 27,5%).

Aumenta anche la quota di imprese che programmano assunzioni passando dal 9% di aprile scorso al 12% di maggio. Resta tuttavia ancora in terreno negativo il confronto con i livelli occupazionali pre-Covid: rispetto a maggio 2019 sono 40mila le entrate complessive programmate in meno (pari a -9,3%), ma le imprese industriali segnalano già oltre 3mila entrate in più (+2,8%).

 

(Fonte: Ansa)

Sondaggi, non si arresta il boom di Giorgia Meloni: col 18,4% è a un punto dal Pd (in crescita). Lega in calo, M5S frenato dalla disputa con Casaleggio

L'ultima Supermedia di YouTrend per Agi conferma e accentua le tendenze delle ultime settimane per quanto riguarda il consenso dei partiti, alla luce dei posizionamenti rispetto al governo Draghi e ai temi dell'agenda politica


 Ultimi sondaggi, la supermedia del 7 maggio: In calo Lega e M5S

Le vicende politiche delle ultime settimane, con le polemiche che hanno spaziato a tutto tondo – dalla fretta con cui il Governo ha inviato il PNRR a Bruxelles al discorso di Fedez in favore del ddl Zan, passando per la revisione del coprifuoco – sembrano aver prodotto qualche effetto sulle intenzioni di voto, accentuando le tendenze che avevano cominciato a palesarsi.

L’odierna Supermedia dei sondaggi è quindi ricca di elementi degni di nota. A cominciare dalla Lega, partito che occupa ancora la prima posizione ma che perde sei decimali e scende per la prima volta sotto il 22% come non capitava esattamente tre anni a questa parte (con la differenza che nel 2018 il trend per il partito di Salvini era quello di una rapida ascesa). In seconda posizione c’è ancora il PD, il partito che ha guadagnato di più nelle ultime due settimane (+0,6). In termini di consensi, solo con i dati di oggi i democratici possono dirsi pienamente ripresi dallo shock causato dalle improvvise dimissioni di Nicola Zingaretti: dopo diverse settimane, la “cura Letta” – fatta di rinnovamento interno con una maggiore attenzione verso le donne e una strategia di contenimento della Lega in seno al Governo – sembra aver prodotto i suoi effetti. Altra novità è quella che riguarda Fratelli d’Italia, che fa segnare un (ennesimo) nuovo record salendo per la prima volta sopra il 18% e arrivando a meno di 3 punti e mezzo dalla vetta. Ad oggi, la sfida per la palma di prima forza politica sembra ristretta a questi 3 partiti.

Un po’ più staccato il Movimento 5 Stelle, ancora alle prese con i problemi (anche legali) dopo il “divorzio” con l’associazione Rousseau, e che per questo motivo si trova ancora in una sorta di “terra di nessuno”: formalmente, il primo partito italiano per numero di parlamentari si trova nella paradossale situazione di non avere un leader, e di non essere in grado di farselo votare dai propri iscritti, dei quali non possiede materialmente gli elenchi. L’incertezza si fa sentire sul piano dei consensi: ad oggi il M5S varrebbe solo poco più del 16% dei voti, mentre le rilevazioni che citano esplicitamente l’ipotesi di un Giuseppe Conte leader a tutti gli effetti vedono il Movimento tra il 19 e il 20 per cento.

Tra i partiti minori c’è da segnalare il dato, ancora in calo, di Italia Viva. Con il suo leader Matteo Renzi costantemente al centro di polemiche (l’ultima, quella su un presunto incontro “segreto” con l’ex 007 Mancini in un Autogrill) IV fatica a riprendersi, e anzi sembra perdere un po’ di terreno settimana dopo settimana.

Un altro elemento da sottolineare è il dato aggregato dei partiti che compongono la “iper-maggioranza” che sostiene il Governo Draghi: questa settimana scende per la prima volta sotto il 75%, e non si tratta certo di un segnale allarmante (la compattezza della maggioranza e la conseguente efficacia dell’azione dell’esecutivo si misurano in ben altro modo) ma che evidenzia come, in questo frangente, a beneficiare di un esecutivo di unità nazionale siano le forze che hanno deciso di chiamarsene fuori, a sinistra (con Sinistra Italiana) ma soprattutto (con FDI) a destra.

 

(Fonte: Agi)

Che buona la pasta! Ma bisogna saperla scegliere: occhio alla penna...

Classica o integrale, secca o fresca, all'uovo o no. E poi le farine, l'umidità, le temperature: un test di Altroconsumo su tutti gli aspetti che dobbiamo tener presente quando compriamo l'alimento più amato dagli italiani


 Penne all'Arrabbiata: primo piatto facile e sfizioso | Galbani

Icona del cibo italiano nel mondo, la pasta è un piatto che ci rappresenta e ci distingue. A patto che sia perfetta, elastica e della giusta consistenza: Altroconsumo ha testato le penne delle marche più diffuse tra gli scaffali per trovare le migliori. Ecco com’è andata.

Penne rigate classiche

Se consideriamo la pasta di semola corta, le penne rappresentano di gran lunga il formato più venduto, con preferenza per quelle rigate rispetto alle lisce. Le penne “classiche” rappresentano una tipologia di pasta di semola di grano duro, ottenuta cioè da un impasto preparato esclusivamente con semola di grano duro e acqua.

Penne rigate integrali

Derivano da un impasto preparato solo con semola integrale di grano duro e acqua. La pasta integrale in generale ha più fibra rispetto a quella classica. Una porzione di 80 g di pasta integrale, infatti, copre circa un quarto del fabbisogno giornaliero di fibra, mentre con la stessa porzione di pasta classica la percentuale di copertura dello stesso fabbisogno è del 10 % circa.

COME SCEGLIERE LA PASTA

In commercio troviamo molte tipologie diverse di pasta. Ma quante tipologie di pasta esistono? Quali scegliere e come? Innanzitutto è bene conoscere le caratteristiche, diverse anche per legge per ogni tipo.

Pasta di semola di grano duro

Per legge viene denominata pasta di semola di grano duro il prodotto ottenuto dalla trafilazione, laminazione ed essiccamento di un impasto preparato esclusivamente con semola di grano duro e acqua. L’umidità massima consentita è di 12,5%, mentre le proteine sul secco devono costituire almeno il 10,50%.

Pasta di semola integrale di grano duro

Viene definita invece pasta di semola integrale di grano duro il prodotto ottenuto dalla trafilazione, laminazione ed essiccamento di un impasto preparato esclusivamente con semola integrale di grano duro e acqua. L’umidità massima tollerata è di 12,5%, mentre il tenore di proteine sul secco deve essere almeno di 11,50%.

Pasta integrale

La pasta integrale ha più fibra rispetto a quella classica. Con una porzione di 80 g di pasta integrale, infatti, si riesce a coprire circa un quarto del fabbisogno giornaliero di fibra, mentre con la stessa porzione di pasta classica la percentuale di copertura dello stesso fabbisogno è del 10 % circa. Il quantitativo medio di fibra fornito da una porzione di pasta integrale è pari a circa 6 g, mentre le fibre apportate dalla stessa porzione di pasta classica corrispondono a circa la metà.

Pasta di farina di grano tenero

Per la fabbricazione della pasta secca in Italia, a differenza di altri paesi, è vietato l'utilizzo di sfarinati di grano tenero (ne è tollerata la presenza come residuo di lavorazione in misura non superiore al 3%). La pasta prodotta in altri Paesi, in tutto o in parte con sfarinati di grano tenero, e venduta in Italia deve riportare una delle seguenti denominazioni:

• pasta di farina di grano tenero, se ottenuta totalmente da sfarinati di grano tenero;

• pasta di semola di grano duro e di farina di grano tenero, se ottenuta dalla miscelazione dei due prodotti con prevalenza della semola;

• pasta di farina di grano tenero e di semola di grano duro, se ottenuta dalla miscelazione dei due prodotti con prevalenza della farina di grano tenero.

Pasta all'uovo

La pasta all'uovo deve essere prodotta esclusivamente con semola e almeno quattro uova intere di gallina per un peso totale non inferiore a 200 grammi di uovo per ogni chilogrammo di semola. Le uova possono essere sostituite da una corrispondente quantità di ovoprodotto liquido fabbricato esclusivamente con uova intere di gallina.

Paste speciali

Si intendono con questo termine le paste sopra definite contenenti ingredienti alimentari diversi dagli sfarinati di grano tenero. Le paste speciali devono essere poste in vendita con la denominazione pasta di semola (integrale o non) di grano duro, completata dall’indicazione dell'ingrediente utilizzato e, nel caso di più ingredienti, di quello o di quelli caratterizzanti (ad esempio: pasta di semola grano duro con farina di soia). Se nella preparazione dell'impasto sono utilizzate uova, la pasta speciale deve rispondere ai requisiti previsti per le paste all’uovo.

Pasta fresca

Le paste fresche, per le quali è consentito l'uso delle farine di grano tenero, se vendute allo stato sfuso, devono essere conservate, dalla produzione alla vendita, a temperatura non superiore a + 4°C. Le paste alimentari fresche confezionate devono: avere un tenore di umidità non inferiore al 24%; essere state sottoposte al trattamento termico equivalente almeno alla pastorizzazione ed essere conservate, dalla produzione alla vendita, a temperatura non superiore a + 4°C.

 

(Fonte: Adnkronos)

Sostegni bis, in arrivo nuovi ristori, mutui con garanzia per gli under 36, spinta alle start up, aiuti alle società sportive. Ecco tutte le anticipazioni

Rinvio della plastic tax a gennaio 2022 e un fondo da 600 milioni per consentire ai Comuni di ridurre la Tari alle attività economiche interessate dalle chiusure anti-Covid. Sono alcune delle misure contenute nella bozza del decreto che dovrebbe arrivare in settimana sul tavolo del Consiglio dei ministri


Decreto Sostegni bis ecco tutte le novità | Metro News

Nella bozza, anticipata dall'agenzia Ansa, il provvedimento è definito 'Sostegni bis' e ci sono le norme per le imprese, dai contributi a fondo perduto al pacchetto per i sostegni alla liquidità, e nuovi interventi per la sanità e le politiche sociali.

Il Reddito di emergenza sarà riconosciuto per altri due mesi, a giugno e a luglio. E' quanto si legge nella bozza del decreto 'Sostegni-bis' che allunga la durata del beneficio dopo il tre mesi (marzo, aprile e maggio) già previsti nel primo dl Sostegni. Per ottenerlo bisognerà inoltrare domanda all'Inps entro il 30 giugno 2021. Il provvedimento istituisce inoltre presso il Ministero dell'interno un fondo da 500 milioni per il 2021 per consentire ai comuni l'adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare, oltre che per il sostegno al pagamento dei canoni di locazione e delle utenze domestiche.

Lo smart working nel settore privato verrà prorogato fino al 30 settembre 2021. Lo si legge nella bozza del decreto Sostegni bis che il consiglio dei ministri dovrebbe esaminare entro venerdì. La proroga era stata ipotizzata nel dl proroghe approvato la scorsa settimana, ma non era poi entrata nel testo definitivo, dove è stata invece inserita la norma per non vincolare più al 50% delle presenze le modalità di lavoro agile nella p.a.

Nuovi contributi a fondo perduto con circa 14 miliardi a disposizione e un doppio binario: è il nuovo sistema previsto nella bozza del decreto Sostegni bis. Il calcolo delle perdite sarà sempre in base al fatturato (o ai corrispettivi) ma si potrà scegliere il periodo di riferimento: in caso si scelga il confronto tra 2019 e 2020 il contributo sarà uguale a quello in via di erogazione in queste settimane e arriverà in automatico a chi già ha fatto domanda e ha ricevuto il bonifico dall'Agenzia delle entrate. Ma si potrà optare per il calcolo basato sul periodo 1 aprile 2020-31 marzo 2021 in confronto allo stesso periodo 2019-2020.

In arrivo uno sgravio per altri 5 mesi sugli affitti per le imprese: la bozza del decreto Sostegni bis prevede infatti che sia riconosciuto il credito d'imposta al 60% (50% in caso di affitto d'azienda) per i canoni relativi ai mesi da gennaio a maggio, scadenza cui viene allineato il credito d'imposta previsto per le strutture turistico-alberghiere. Per la misura vengono stanziati quasi 2,3 miliardi.

Sedici milioni e mezzo per la realizzazione di "un reparto destinato all'infialamento e al confezionamento (fill and pack) di anticorpi monoclonali e vaccini specifici" e alla produzione di "specifici antidoti per il bioterrorismo" presso "lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, quale unità produttiva dipendente dall'Agenzia Industrie Difesa (AID) e unica officina farmaceutica dello Stato che già provvede, su richiesta del Ministero della salute, alla produzione di medicinali specifici per esigenze di salute pubblica".

Tutti coloro che hanno meno di 36 anni e comprano una prima casa potranno accedere al Fondo di garanzia sui mutui per la prima casa. Lo prevede la bozza del Dl Sostegni bis che amplia la platea dei beneficiari giovani (oggi under 35 con un lavoro atipico). Gli under 36 non dovranno inoltre pagare l'imposta di registro e l'imposta ipotecaria e catastale e vedranno dimezzati anche gli onorari notarili. Le agevolazioni non riguardano l'acquisto di case di prestigio e valgono per gli atti stipulati fino al il 31 dicembre 2022. Prevista poi l'esenzione dell'imposta sui finanziamenti per l'acquisto e la ristrutturazione delle abitazioni.

Un fondo da 61 milioni di euro per risarcire le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, dei costi sostenuti per i tamponi, indispensabili a permettere lo svolgimento delle competizioni. Lo prevede la bozza del Dl Sostegni Bis. Da una tabella allegata emerge che i 20 club di calcio di serie A hanno speso complessivamente 10 milioni di euro, mentre 1,7 milioni sono stati spesi dalle 16 squadre di Basket di serie A. Sempre per il calcio, 6 milioni è la cifra che riguarda le 20 formazioni di serie B e 10 milioni quella delle 60 di serie C. E' di 32 milioni di euro la spesa per i campionati dilettanti di tutti gli sport.

Una spinta alle start up e alle piccole e medie imprese innovative: chi investe in queste realtà non pagherà fino al 2025 l'imposta al 26% sulle plusvalenze che derivano dalla cessione di partecipazioni. Lo prevede un articolo del dl Sostegni bis, secondo quanto si legge in una bozza. Si tratta di un'agevolazione temporanea (i limiti temporali esatti devono ancora essere fissati ma nel testo si fa riferimento ad un arco temporale che va dal 2021 al 2025) e che prevede alcuni paletti: le plusvalenze devono essere reinvestite in start up o pmi innovative e devono essere possedute per almeno tre anni.

Sei mesi in più e limite delle Dta che si possono trasformare in credito di imposta che sale dal 2% al 3%: sono le due misure previste dalla bozza del decreto Sostegni bis per rafforzare la norma sugli incentivi alle aggregazioni introdotte con la manovra (ribattezzata 'norma Mps' perché si può applicare anche alle operazioni bancarie). La bozza del nuovo decreto include tra le aggregazioni agevolabili anche quelle deliberate fino al 30 giugno 2022, invece che fino al 31 dicembre 2021 e innalza il limite delle attività per imposte anticipate (DTA) trasformabili in credito d'imposta "dal 2 al 3 per cento.

 

(Fonte: Ansa)

Economia, voglia di ripresa e finalmente qualche luce: lo scatto record del manifatturiero ad aprile

Sale l'indice Pmi manifatturiero italiano. Le aziende campione hanno attribuito la crescita alla migliore domanda e alla maggiore fiducia da parte dei clienti. Le interruzioni sulla catena di distribuzione continuano tuttavia a frenare il settore. C'è comunque ottimismo per il futuro


Settore manifatturiero, l'analisi della Cna Picena: produzione crollata di  oltre il 30%, recessione peggiore

Balzo record dell'indice manifatturiero italiano ad aprile: in un mese è passato da 59,8 a 60,7 punti, il maggior miglioramento mai realizzato da quando viene calcolato l'indice (giugno 1997).

Il tasso di aumento della sola produzione è stato il terzo più elevato di sempre, mentre la crescita dei nuovi ordini, conseguentemente al rafforzamento della domanda da parte dei clienti e alla migliore fiducia del mercato, è risultata la più alta da aprile 2000.

La prestazione straordinaria di aprile, spiega Ihs Markit, è attribuibile soprattutto alla crescita più veloce della produzione e dei nuovi ordini: la prima in aumento al terzo valore record su base mensile, mentre i nuovi ordini totali sono cresciuti al livello maggiore in 21 anni.

Le aziende campione hanno attribuito la crescita alla migliore domanda e alla maggiore fiducia da parte dei clienti. Gli ordini esteri ad aprile sono rimasti elevati, aumentando notevolmente anche se ad un tasso leggermente più lento di quello di marzo.

"Il settore manifatturiero italiano continua ad aprile la forte ripresa - commenta Lewis Cooper, Economist di Ihs Markit - Il Pmi principale ha raggiunto il valore record storico di 60,7, dovuto alla crescita quasi record della produzione e all'espansione più veloce dei nuovi ordini in 21 anni, con le imprese campione che hanno riportato l'ennesimo miglioramento delle condizioni della domanda e una maggiore fiducia da parte dei clienti.

Le interruzioni sulla catena di distribuzione continuano tuttavia a frenare il settore. I tempi medi di consegna si sono allungati a livelli quasi record facendo aumentare notevolmente i costi e ponendo maggiori pressioni inflazionistiche.

Di conseguenza le aziende hanno incrementato i prezzi medi di vendita a livelli record. Gli ultimi dati hanno comunque mostrato nient'altro che una prestazione del settore complessivamente strepitosa.

I produttori dei beni di consumo hanno continuato ad arrancare in parte a causa del significativo impatto delle problematiche relative alla fornitura. Crescite quasi record sono state però osservate nel sottosettore dei beni intermedi e in quello dei beni di investimento.

Le aziende del settore sono rimaste convinte che la produzione aumenterà ulteriormente nel corso dell'anno prossimo, e anche se gli ostacoli sulla catena di distribuzione restano una grande preoccupazione, gli ultimi dati Pmi non hanno ancora mostrato segnali di rallentamento nel settore manifatturiero italiano".

 

(Fonte: Agi)

Cartelle esattoriali congelate fino al 31 maggio, proroga di un mese dei pagamenti dovuti

La comunicazione del Ministero dell'Economia: sospensione per notifiche, fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti


Cartelle esattoriali 'congelate' al 31 maggio. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica che è in corso di definizione il provvedimento normativo che differirà il termine di sospensione delle attività di riscossione, fissato ora al 30 aprile 2021. Il Mef sottolinea che la sospensione, introdotta a partire dall’8 marzo 2020 dall’art. 68 del decreto-legge Cura Italia, riguarda tutti i versamenti derivanti dalle cartelle di pagamento, dagli avvisi di addebito e da quelli di accertamento esecutivi, affidati all’agente della riscossione, nonché l’invio di nuove cartelle e la possibilità per l’Agenzia di avviare procedure cautelari o esecutive di riscossione, come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.

"Restano sospese, inoltre, le verifiche di inadempienza che le pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica devono effettuare, ai sensi dell’art. 48 bis del DPR 602/1973, prima di disporre pagamenti di importo superiore a cinquemila euro" precisa il Mef.

Assegno unico familiare per i figli 2021: che cos'è, a chi spetta, quanto vale. Si parte a gennaio 2022

L'assegno unico familiare consiste in un assegno mensile a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Inoltre, l’assegno ha un valore massimo di 250 euro, in base all'Isee, ed è composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia. Il beneficio verrà attribuito a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti. Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza. Tutti i dettagli


ISEE 2021 e Bonus Sociali | Comune di Cento

L'assegno unico familiare per i figli 2021 partirà del tutto a gennaio 2022. Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, si esprime così sull'agevolazione che -in base all'Isee- garantirà un sostegno alle famiglie. "L’assegno unico universale partirà, come ha ricordato il Presidente Draghi, nell’impegno della sua universalità, andando a coprire finalmente chi finora non ha avuto i sostegni per la genitorialità", dice Bonetti a Start, su Sky Tg24. "Il tema riguarda soprattutto la questione delle detrazioni fiscali, quello che non possiamo permetterci e non vogliamo che accada è che le famiglie italiane possano avere dei disagi. Siccome i dipendenti oggi stanno percependo le loro detrazioni in busta paga, siccome ci sono stati degli anticipi sulle detrazioni fiscali, questi primi sei mesi devono innestarsi su un percorso di detrazione fiscale che deve continuare", aggiunge. "La misura completa -spiega ancora- la si sta costruendo, per renderla poi a regime, comprensiva delle detrazioni fiscali che vengono a questo punto del tutto assorbite, a partire da gennaio, ma l’impegno del governo è provvedere dal primo luglio ad un inizio di questo percorso, che renderà strutturale e definitivo l’assegno".

COS'E' L'ASSEGNO UNICO FAMILIARE

L'assegno unico familiare consiste in un assegno mensile a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Inoltre, l’assegno ha un valore massimo di 250 euro, in base all'Isee, ed è composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia.

A CHI SPETTA

Il beneficio verrà attribuito a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti. Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza.

Dai 18 anni di età, inoltre, una somma ridotta rispetto all'assegno potrebbe essere accreditata direttamente al figlio se:

- è iscritto all’università;

- è un tirocinante;

- è iscritto a un corso professionale;

- svolge il servizio civile;

- svolge un lavoro a basso reddito.

ASSEGNO UNICO E ISEE: QUANTO VALE?

Secondo una simulazione effettuata recentemente dal Gruppo di lavoro Arel/Feg/Alleanza per l’infanzia l'assegno rischia in alcuni casi un 'taglio' dell'importo rispetto ai 250 euro. L'assegno -come credito di imposta o accredito mensile- ingloberà le agevolazioni attualmente esistenti e sarà legato all'Isee. Secondo lo scenario prospettato l'80% delle famiglie italiane prenderebbe 161 euro al mese per ogni figlio minore e 97 per ogni figlio under 21. Il calcolo è legato alla considerazione secondo cui 8 famiglie su 10 hanno un'Isee sotto i 30 mila euro. L'importo dell'assegno diminuisce se si alza l'Isee: per un Isee sopra i 52mila euro, il contributo scende a 67 euro mensili per i figli minori e a 40 euro per i figli maggiorenni ma di età inferiore ai 21 anni. Il quadro favorirebbe autonomi e incapienti, categorie oggi escluse dagli assegni famigliari. Risulterebbero sfavoriti i lavoratori dipendenti: 1,35 milioni di famiglie perderebbero in media 381 euro all'anno. Per tamponare questa disparità, si sottolinea, occorrono 800 milioni in più all'anno.

 

(Fonte: Adnkronos)

 
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