updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

Letta-Salvini, è scontro continuo. Il segretario Pd si lamenta del rivale con Draghi. Il leghista fa spallucce: "Noi siamo concreti, non ci occupiamo di ius soli"

La tenuta del governo è costantemente messa a dura prova dalle liti tra gli "opposti alleati" che sostengono l'esecutivo di Mario Draghi. I dem parlano di "insoddisfazione verso il metodo Salvini" e dicono: "Basta stare con un piede dentro e uno fuori". Il leader sovranista va avanti per la sua strada: "Siamo leali e propositivi". E incassa l'approvazione di provvedimenti voluti dal Carroccio


Letta a Salvini: “La Lega entri nel Ppe”. Il confronto su Europa e Covid -  la Repubblica

Nuovo scontro Pd-Lega. Il segretario del Dem Enrico Letta ha avuto oggi un faccia a faccia con il premier Mario Draghi sul tema del Recovery  e dell'agenda di governo.

Nell'incontro Letta ha espresso, a quanto si apprende da fonti del Nazareno, "insoddisfazione verso il metodo Salvini". Il Pd chiede correttezza e rispetto nell'impegno comune dei partiti della maggioranza nel sostegno all'esecutivo. "Basta stare con un piede dentro e uno fuori", dicono al Nazareno.

Non si fa attendere la replica di Matteo Salvini. "Il 'metodo Salvini'? È la concretezza". Il segretario della Lega Matteo Salvini commenta con Affaritaliani.it l'incontro tra Enrico Letta e il premier Mario Draghi a Palazzo Chigi e, in particolare, 'l'insoddisfazione per il metodo Salvini' espressa dal segretario del Partito Democratico. "Stanotte ad esempio - prosegue Salvini - sono state approvate in Commissione al Senato le proposte della Lega sui soldi per i genitori separati in difficoltà. Questo è il 'metodo Salvini': leali e propositivi, non ci occupiamo di Ius Soli e ci fidiamo degli Italiani!".

 

(Fonte: Ansa)

Ddl Zan, Platinette va controcorrente: "Legge arrogante e liberticida, da Germania Est". Ecco come spiega la sua posizione

In un'intervista a Famiglia Cristiana Mauro Coruzzi, in arte Platinette, dice:  "Io non sono la comunità Lgbt ma una persona che tenta di ragionare con la propria testa. La comunità rischia di diventare una specie di prigionia. Se uno ha un'inclinazione omosessuale deve appartenere per forza a un gruppo?". E aggiunge una voce "insospettabile" al dibattito già infuocato sul senso giuridico, culturale e politico del provvedimento


Platinette * Intervista | RAROPIU'

In un'intervista a Famiglia CristianaPlatinette, al secolo Mauro Coruzzi, esprime la sua avversione per il ddl Zan: "Non mi piace per niente". Il personaggio tv spiega il suo punto di vista sulla legge in discussione in Parlamento: "Non mi piace l'arroganza con la quale si tenta di imporre a tutti ciò che è ovvio e che tutte le persone ragionevoli e razionali sanno, cioè che non devono esserci discriminazioni o aggressioni di nessun tipo sulla base dell'orientamento sessuale".

Sul fatto che il ddl Zan si propone di combattere e punire queste discriminazioni Platinette risponde: "Non sono d'accordo. La legge non risolve questi problemi perché tutte le norme possono punire ma non educare. Per le aggressioni esiste già il codice penale mentre se vogliamo considerare offensivo e persino reato l'utilizzo di un linguaggio anche dissacratorio o imporre come diktat ad esempio la dicitura 'genitore 1' o 'genitore 2', ecco tutto questo mi fa paura. Sono leggi liberticide, da Germania dell'Est".  

"Poi rivendico il diritto di dire che l'utero in affitto è una pratica aberrante, con i figli ridotti a un prodotto che si ordina e poi si ritira dopo nove mesi" prosegue. "È una violenza inaudita sulle donne ridotte a fare figli per conto terzi e non basta dire che ci sono alcune che scelgono di farsi pagare perché magari sono persone povere e quindi costrette a fare questo. In ogni caso, posso avere la libertà di dire che è una pratica abominevole? Molte donne lesbiche che fanno parte della comunità Lgbt si sono ribellate all'utero in affitto perché la considerano qualcosa di violento e maschilista". 

Molti esponenti della comunità Lgbt rimproverano a Platinette il suo non essere allineato su questi temi. "Io non sono la comunità Lgbt ma una persona che tenta di ragionare con la propria testa. La comunità rischia di diventare una specie di prigionia. Se uno ha un'inclinazione omosessuale deve appartenere per forza a un gruppo? Io ho partecipato con la mia band musicale composta tutta da donne a diversi gay pride ma ho sempre sentito una forma di chiusura da quel mondo come se gli omosessuali dovessero essere tutti di una parte politica rispetto a un'altra o comunque con un'etichetta precisa addosso".

"Non mi piace tutto questo, io sono e sarò sempre un difensore delle libertà individuali anche di quelle che non vanno a braccetto con l'Arcigay o altre associazioni. Per le mie posizioni ho ricevuto grande sostegno e solidarietà da parte delle donne e questo mi fa molto piacere", aggiunge. Inoltre, "la mia indole non è quella di fare il bastian contrario a tutti i costi ma di ragionare sulle questioni in maniera serena. M'inorridisce il fatto che siccome uno è omosessuale debba pensare in un certo modo e dire certe cose. Per me questo è sessismo e razzismo al contrario". 

E cosa ne pensa della polemica tra la Rai e Fedez? "Non l'ho seguita bene. Sono tornato sabato sera tardi a Milano da Roma e ho solo letto qualcosa. Certo, spifferare le telefonate private sui social non mi sembra un atteggiamento corretto. Forse il suo obiettivo è restare sempre al centro dell' attenzione e utilizza i media per questo".

 

(Fonte: Tgcom24)

Omofobia, si sblocca la legge Zan. Calendarizzata in Senato, esulta il Pd. Ma i vescovi: "Affiorati troppi dubbi sul testo, dialogo ma non si metta in dubbio la differenza tra uomo e donna"

"Finalmente ora può iniziare la discussione anche in questo ramo del Parlamento, per l'approvazione definitiva", afferma su Twitter il deputato dem Alessandro Zan da cui prende il nome il Ddl. La presidenza della Cei: "Un provvedimento che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l'obiettivo con l'intolleranza"


Senato della Repubblica: 4 tirocini presso il Servizio Tecnico ed  Immobiliare | Sapienza Università di Roma

Si sblocca il disegno di legge Zan contro l'omotransfobia al Senato: è stato incardinato nella commissione Giustizia dopo settimane di polemiche, rimpalli pressing e resistenze. La calendarizzazione è passata con 13 sì e 11 no. A chiedere da tempo l'avvio della discussione sono Pd, M5s, Leu e Italia viva. Contrario il centrodestra. Il provvedimento è stato approvato in prima lettura alla Camera il 4 novembre 2020. 

"La legge contro l'omotransfobia, misoginia e abilismo e' stata calendarizzata in Commissione Giustizia al Senato. Finalmente ora può iniziare la discussione anche in questo ramo del Parlamento, per l`approvazione definitiva", afferma su Twitter Alessandro Zan, deputato Pd.

"Il Ddl Zan Finalmente è stato calendarizzato. Abbiamo votato a favore in 13. 11 i contrari", scrive sempre su Twitter il senatore Sandro Ruotolo.

Cei: "Troppi dubbi, serve dialogo aperto e non pregiudiziale" - "In questi mesi sono affiorati diversi dubbi sul testo del ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identita' di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. È necessario che un testo cosi' importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative".

Lo comunica la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana sul Ddl Zan. "Auspichiamo che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale", si aggiunge. "una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l'obiettivo con l'intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna". 

Immigrazione, Letta riceve il fondatore di Open Arms. Salvini furioso: "Io a processo per aver fermato gli sbarchi e lui incontra chi li organizza"

Nuovo scontro tra il leader leghista e il segretario del Pd che ha incontrato (con tanto di felpa) Oscar Camps, promotore della ong spagnola al centro di numerose vicende controverse, una delle quali riguarda giudiziariamente proprio l'ex ministro dell'Interno


 Salvini contro Letta: "Cavolate". È già scontro col segretario Pd |  VirgilioNotizie

"Sabato vado a processo per uno degli sbarchi organizzati dagli spagnoli di Open Arms, e oggi il Pd riceve questi 'signori' con tutti gli onori". Lo scrive su Facebook Matteo Salvini postando la foto di Enrico Letta e Oscar Camps. "Non ho parole, lascio a voi ogni commento", aggiunge Salvini. Letta aveva così commentato l'incontro col fondatore della Ong: "Bello scambio di idee. Tante preoccupazioni, e anche qualche elemento di speranza".

"E' venuto a trovarmi Oscar Camps, il fondatore di Open Arms. Bello scambio di idee. Tante preoccupazioni, e anche qualche elemento di speranza". Aveva scritto su Twitter Enrico Letta, segretario del Pd, pubblicando la foto che lo ritrae nella sede del partito con Oscar Camps, fondatore della ong di cui Letta nella foto indossa una felpa.

Immediata la replica del leader della Lega. "Sabato vado a processo proprio per uno (degli innumerevoli) sbarchi organizzati dagli spagnoli di Open Arms, e oggi il Pd riceve questi "signori" con tutti gli onori. Non ho parole, lascio a voi ogni commento, il tempo è galantuomo", ha scritto Salvini.

Sondaggi, continua il boom di Giorgia Meloni: Fratelli d'Italia ora terzo partito al 17,2%. Fuori dalla "zona Champions" c'è il vuoto

Confermate nella Supermedia di YouTrend per AGI le tendenze delle ultime settimane. Lega in calo ma resta in prima posizione, Pd in risalita (ma che ancora sotto ai livelli pre-dimissioni di Zingaretti) e lotta serrata per il terzo posto tra FdI (nuovo record) e 5Stelle. Staccata Forza Italia, piccole percentuali per Azione, Italia Viva e Sinistra Italiana


sondaggi politici

Nuovo record di consensi per Fratelli d'Italia, la Lega ancora in calo e il Pd in risalita. Sono i risultati della Supermedia settimanale di YouTrend per Agi che conferma le tendenze già riscontrate nelle ultime settimane.

I primi quattro partiti

Il partito di Salvini ottiene una performance non particolarmente brillante ma resta in prima posizione con il 22,9 per cento. Il Pd guadagna un prezioso 0,6 per cento che gli consente di piazzarsi al secondo posto con il 18,6% e di recuperare il terreno perduto, anche se non riesce ancora a tornare ai livelli precedenti alle dimissioni di Nicola Zingaretti. Lotta serrata per il terzo posto tra M5S e Fratelli d'Italia. Questa settimana la spunta il partito di Giorgia Meloni che raggiunge la percentuale record del 17,2%, portando a casa un guadagno ulteriore dello 0,3%. Il Movimento quindi si piazza solo quarto con il 17% e un incremento più ridotto dello 0,1%.

Le altre forze

Dietro i quattro principali partiti, che sono racchiusi in meno di 6 punti, c'è quasi il vuoto, con Forza Italia in calo al 7,5% e staccata di quasi 10 punti dal M5S. Tra le componenti di maggioranza, quella giallorossa sembra più in forma rispetto a quella di centrodestra, una dinamica che riflette probabilmente gli atteggiamenti sul tema riaperture/restrizioni.

Azione rimane stabile al sesto posto con il 3,3%, Italia Viva risale al 3,2%, Sinistra italiana conferma il 2,2% del 25 marzo. Articolo 1 cala all'1,8%, + Europa è stabile all'1,6% a pari merito con i Verdi.

Incontro Letta-Renzi: "divergenza profonda" su Conte e 5Stelle

Faccia a faccia di 40 minuti tra i leader di Pd e Italia viva. Vaga comunanza su emergenza e vaccini, ma i nodi politici restano. Per i dem il rapporto con l'ex premier e i pentastellati è "essenziale per costruire una alternativa vincente a Meloni e Salvini". Incognita amministrative


Hanno trovato "elementi di accordo e altri di disaccordo" Enrico Letta e Matteo Renzi durante l'incontro di questa mattina. Un incontro "franco e cordiale", durato 40 minuti, che si è svolto all'Arel. "Divergenze profonde" tra i due riguardano il rapporto con Conte e il M5S, hanno riferito fonti del Nazareno, affermando che i leader hanno affrontato temi legati al quadro politico e alle prospettive future.

Il segretario del Pd e il leader di Iv hanno fatto una "analisi a tutto campo" della situazione del Paese, trovandosi d'accordo sul fatto che in questa fase l'impegno comune debba essere quello del sostegno alla campagna dei vaccini e al supporto economico per compensare le chiusure per Covid.

Quanto al rapporto con Conte e i 5 Stelle, per Letta - riferiscono le stesse fonti - è "essenziale per costruire una alternativa vincente a Meloni e Salvini". Sulle amministrative, Letta ha ascoltato le idee d Renzi, e per il leader del Pd il mese di aprile sarà "importante" per trovare le soluzioni.

Italia viva, all'Adnkronos, "conferma la narrazione del Nazareno" sull'incontro di stamattina. Un faccia a faccia a tutto campo, definito "cordiale e franco", in cui sono emersi "elementi di accordo e di disaccordo" tra cui, in particolare, una "divergenza profonda" sul rapporto con Conte e il M5S.

 

(Fonte: Adnkronos)

Omofobia, scontro Pd-Lega sul ddl Zan. Il Carroccio non lo vuole in agenda: "Tema divisivo e ideologico". I dem: "Non accettiamo ricatti, su questa legge andremo avanti"

Cresce la tensione tra i due partiti di governo, divisi su tante questioni, una delle quali è il disegno di legge che prevede misure specifiche e maggiormente repressive per gli atti legati all'orientamento sessuale 


Scontro tra Lega e Pd sul ddl Zan sull'omotransfobia, fermo a Palazzo Madama dopo l'approvazione da parte della Camera e di cui Pd-M5s-Italia viva-gruppo Misto e Autonomie hanno chiesto la calendarizzazione nella commissione Giustizia del Senato. "La Lega - dice il presidente dei senatori del Carroccio Massimiliano Romeo interpellato dall'Ansa - è assolutamente contraria alla calendarizzazione.

E' un tema divisivo e ideologico che non fa parte dell'agenda politica. Forzature su temi così divisivi rischiano di compromettere quei rapporti all'interno del Parlamento e quel clima di sostegno e unità nazionale che si è creato e potrebbero avere riflessi sul governo". "Sarebbe cosa buona e saggia concentrarsi su questioni a cui i cittadini danno maggiore attenzione come la sanità e la gestione economica della crisi Covid. Le altre sono bandiere politiche. Sia noi che Forza Italia siamo contrari alla calendarizzazione", ha aggiunto Romeo e concluso: "Già oggi chi aggredisce e insulta delle persone per il loro orientamento sessuale, può e deve essere punito".

Al capogruppo leghista al Senato Romeo, che ha dichiarato di essere contrario alla calendarizzazione della legge contro l'omofobia, già approvata alla Camera, vorrei spiegare che una cosa è l'agenda di governo e altra cosa è l'agenda delle iniziative parlamentari sulla quale non ci sono ovviamente vincoli di maggioranza. Consiglierei, inoltre, alla Lega di abbandonare la strada dei ricatti su questi temi. Il Partito democratico non accetta ricatti, e su questa legge, come abbiamo già detto, andremo avanti". Lo dichiara il deputato Pd Michele Bordo.

Il Pd non accetta ricatti "anche perché - sostiene Bordo - purtroppo nel nostro Paese continuano a ripetersi aggressioni legate all'orientamento sessuale di nostri concittadini ed è assurdo che l'Italia, al pari di altri Paesi europei, non si doti di strumenti legislativi per combattere questi odiosi crimini di stampo omofobico".

"Il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari ha ieri sconvocato per una seconda volta l'Ufficio di presidenza, temendo che si possa calendarizzare il ddl Zan come richiedono Pd, M5s, LeU, Iv e Autonomie. Anziché essere super partes, il leghista Ostellari cede a tal punto ai diktat del suo partito da ricorrere a simili mezzucci ostruzionistici. Vergognoso e imbarazzante, poi, che abbia ventilato l'ipotesi di nominare Simone Pillon a relatore della legge. Si teme a tal punto il libero confronto politico in Senato su tale tema di civiltà?". A dichiararlo in una nota il comitato di Dá voce al rispetto, la campagna nazionale del basso per sensibilizzare la pubblica opinione sull'approvazione del ddl contro l'omotransfobia, la misoginia e l'abilismo. "Per questo motivo - continua il comitato promotore - plaudiamo alla ferma volontà del senatore Pietro Grasso (LeU), che con una lettera formale, condivisa dai capigruppo Pd, M5s, Iv e Autonomie in Commissione Giustizia, ha oggi sollecitato Ostellari a convocare l'Ufficio di presidenza, ribadendo che 'sui diritti non si arretra di un millimetro'".

 

(Fonte: Ansa)

Giorgia Meloni, sit in davanti a Palazzo Chigi: no cartelle esattoriali a chi è stato chiuso (VIDEO)

"Se mi chiudi non mi chiedi". Consegnata idealmente a Mario Draghi una maxi-busta con la scritta "avviso importante al governo" con un altrettanto voluminoso cartello con le cifre dei costi economici della pandemia


Un sit in davanti a palazzo Chigi con tanto di maxi-lettera consegnata simbolicamente da Giorgia Meloni e dai parlamentari di Fdi al premier Mario Draghi per lanciare la proposta "se mi chiudi non mi chiedi".

"La norma del dl sostegni sulle cartelle esattoriali è una presa in giro, un pannicello caldo" ha detto Giorgia Meloni annunciando degli emendamenti al decreto elaborati per chiedere che lo Stato non chieda i pagamenti delle cartelle esattoriali a tutte le attività a cui ha chiesto di restare chiuse in questi mesi di pandemia.

La maxi-busta con la scritta 'avviso importante al governo' contiene un altrettanto voluminoso cartello con le cifre dei costi economici della pandemia: 440.000 occupati in meno nel 2020, 300.000 imprese chiuse, 320 miliardi di "fatturato perso" da imprese e partite Iva.

Il decreto "è lontano anni luce dalla pace fiscale che avevamo chiesto, noi faremo emendamenti e chiediamo a Draghi di valutare con serenità le nostre proposte, non finiamo di devastare l'economia italiana".

 

(Fonte: Agi)

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