updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

M5S, è l'ora delle purghe: espulsi i senatori che hanno votato contro Draghi. Ci sono Morra, Lezzi e Lannutti: "Adiremo le vie legali". Scissione inevitabile

"I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia saranno espulsi". Lo annuncia su Facebook il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, che aggiunge: "si collocano, nei fatti, all'opposizione. Per tale motivo non potranno più far parte del gruppo parlamentare del Movimento al Senato. Ho dunque invitato il capogruppo a comunicare il loro allontanamento, ai sensi dello Statuto e del regolamento del gruppo"


"I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia" al governo Draghi "saranno espulsi". Ad annunciarlo, con un post su Facebook, il capo politico del M5S, Vito Crimi. "Ieri al Senato il MoVimento 5 Stelle ha votato sì. Non lo ha fatto a cuor leggero, è evidente. Ma lo ha fatto - scrive -. Lo ha fatto con coerenza, nel rispetto dell'orientamento emerso in seguito all'ultima consultazione, dove la maggioranza dei nostri iscritti si è espressa a favore. E lo ha fatto con coraggio, assumendosi la responsabilità di una scelta che non guarda all'interesse esclusivo del MoVimento o al facile consenso, bensì agli interessi di tutti i cittadini italiani e della nostra comunità nazionale. Quello di chi ha votato sì è un voto unitario, una responsabilità collettiva, non del singolo".

"I compromessi con sé stessi, con i propri credo, convinzioni e valori, sono quelli più difficili. Riuscire ad affrontarli e sostenerli per il bene di un Paese che sta vivendo il momento più difficile della sua storia recente non è una sconfitta, è un valore aggiunto in termini di etica e dignità. I 15 senatori che hanno votato no sono venuti meno all'impegno del portavoce del MoVimento che deve rispettare le indicazioni di voto provenienti dagli iscritti. Tra l'altro, il voto sul nascente Governo non è un voto come un altro. È il voto dal quale prendono forma la maggioranza che sostiene l'esecutivo e l'opposizione. Ed ora i 15 senatori che hanno votato no si collocano, nei fatti, all'opposizione".

"Per tale motivo - conclude Crimi durissimo - non potranno più far parte del gruppo parlamentare del MoVimento al Senato. Ho dunque invitato il capogruppo a comunicare il loro allontanamento, ai sensi dello Statuto e del regolamento del gruppo. Sono consapevole che questa decisione non piacerà a qualcuno, ma se si pretende rispetto per chi la pensa diversamente, lo stesso rispetto si deve a chi mette da parte le proprie posizioni personali e contribuisce al lavoro di un gruppo che non ha altro obiettivo che quello di servire i cittadini e il Paese".

Espulsi M5S valutano di adire le vie legali

La divisione sulla nascita del governo Draghi potrebbe finire in tribunale. A quanto apprende l'Adnkronos, diversi tra coloro che hanno avuto il 'cartellino rosso' stanno valutando di adire le vie legali, ricorrere al giudice contro quella che reputano un'ingiustizia. Che potrebbe indurli, tra le altre cose, a chiedere un risarcimento per danno di immagine. "C'è il quesito 'truffaldino' che è stato sottoposto alla base -dice uno dei senatori all'Adnkronos-ma anche una serie di altre questioni. Per dirne una: il nostro Statuto mette nero su bianco che il voto di fiducia va dato a un premier espressione del Movimento, vi sembra che Draghi lo sia?".

"Non rilascio dichiarazioni, ma le dico con chiarezza che faremo ricorso". Così all'Adnkronos Elio Lannutti, tra i 15 senatori espulsi per il voto contrario al governo Draghi.

"Apprendo che è stata avviata la procedura di espulsione nei miei confronti. Sono molto scosso da questa decisione, ora voglio riflettere. Mi sento M5S nel sangue". Lo scrive su Facebook Nicola Morra, anche lui tra i 15 senatori M5S che hanno votato no.

"Ad oggi il Covid-19 ha prodotto qualcosa come 2,72 milioni di casi, quasi 95.000 decessi solo in Italia. Dal punto di vista economico si contano 662mila posti di lavoro persi (fonte INPS) e 4,3 miliardi di euro cassa integrazione erogati. Stime di Banca Italia parlano di redditi calati del 8,8%. Il nostro rapporto debito pil in pandemia è passato da 130% al 160%. Circa 121 miliardi di incremento del debito sono risultati necessari per affrontare le conseguenze dell’emergenza. Sono numeri da bollettino di guerra". Lo scrive Carlo Sibilia su Fb che sottolinea: "Acuire divisioni, giocare a spaccare, pensare alla politica senza tenere conto di questi numeri e di questa situazione significa aver perso un giro di giostra. Significa essere fuori dalla storia. Significa non aver capito le parole e le scelte del Presidente della Repubblica. Ovvero che il governo 'non debba identificarsi con alcuna formula politica'". "Ora la scelta sta a noi su che ruolo giocare: quello di consentire al Paese di ripartire al più presto guardando al futuro o quello di sbraitare, litigare, dividerci e spaccarci osservando gli altri, quelli dei quali ci siamo sempre detti migliori, spendere i 220 miliardi del recovery plan e smantellare quanto di buono fatto con il Presidente Giuseppe Conte. Anche i nostri iscritti hanno indicato la via e dobbiamo rispettarla", conclude..

M5S senza pace: gli attivisti chiedono un nuovo voto su Rousseau per la fiducia a Draghi

Attraverso una petizione i sottoscrittori, tra cui alcuni parlamentari, lamentano che ormai da troppi mesi assistono "impotenti alle conseguenze di decisioni politiche e di scelte calate dall'alto, che stanno causando danni irreversibili all'immagine del Movimento, alla coesione interna ed al suo radicamento". Denuncia anche sulla perdita di voti dei grillini: "E' ormai sotto gli occhi di tutti il dato allarmante del crollo dei consensi che dal 2018 vede una drastica diminuzione nei sondaggi di almeno il 50%"


Risultato immagini per piattaforma rousseau

Appello degli attivisti M5S per un nuovo voto su Rousseau. "Si chiede al Capo Politico pro tempore o in sua vece al Garante, l'immediata apertura di una discussione su Rousseau al fine di poter valutare nelle prossime ore in merito: all'immediata nuova consultazione, che ponga gli scritti nella possibilità di esprimersi sulla base di un quesito onesto, sincero, veritiero e reale sul ruolo del Movimento 5 Stelle nel Governo Draghi, e quindi una chiara espressione di voto degli iscritti, tale da consentire ai Portavoce nazionali di non avere dubbi sull'indirizzo politico dell'Assemblea al quale uniformarsi", si legge in una petizione online che circola in queste ore tra gli attivisti M5S, sottoscritta, tra gli altri, anche da 'portavoce' come le senatrici Barbara Lezzi, Luisa Angrisani e Bianca Laura Granato e le consigliere regionali di Lazio e Campania, Francesca De Vito e Marì Muscarà.

I militanti chiedono anche di valutare le "responsabilità personali dell'attuale Capo Politico pro tempore e del Comitato di Garanzia per l'avallo di una consultazione ingannevole, che rischia di incidere in modo importante sulla nostra azione politica e sulla nostra compattezza, basato su un accadimento ad oggi rimasto irrealizzato", e l'"immediato sollevamento dagli incarichi per i menzionati responsabili con l'applicazione della sospensione preventiva, in attesa degli esiti delle procedure disciplinari a loro carico, per tutte le gravi conseguenze causate dal loro comportamento e contrarie allo Statuto".

"Pretendere infine dai nostri portavoce nazionali il voto di fiducia al governo Draghi e di punirli con l'espulsione, sulla base dell'art. 11 dello Statuto del M5S, in caso di dissenso, è da ritenere profondamente illegittima e ingiustificata, vista la confusione creata dalla totale incoerenza e tendenziosità del quesito sottoposto, con quanto si deve andare a votare in Parlamento", rimarcano inoltre i firmatari della petizione, i quali osservano come "la perdita di credibilità oltre che di compattezza, per non aver dato seguito ad una votazione reale e concreta sul Governo Draghi" abbia "portato il gravissimo volontario allontanamento di Alessandro Di Battista", che "si traduce in una incommensurabile perdita di un esponente che ha incarnato la forza propulsiva del MoVimento, concorrendo alla sua creazione e formazione identitaria, sin dalle origini".

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