updated 2:25 PM UTC, Feb 25, 2021

Cosa cambia con il Governo d(e)i Draghi?

La lista dei Ministri del Governo Draghi più in linea con un equilibrio di partiti che con un equilibrio di genere


Il nuovo premier Mario Draghi , ha giurato questo sabato in una giornata in cui ha nuovamente evitato di parlare con la stampa e si è limitato, "con puntualità svizzera" a rispettare tutti i pomposi riti, previsti dalla Repubblica per i cambi di governo . Stesso atteggiamento con cui il premier ha tenuto anche il suo primo Consiglio dei Ministri, immerso in un'estrema serietà che ha portato gli analisti internazionali ad anticipare che questo sarà il nuovo stile con basso profilo, che il nuovo esecutivo manterrà d'ora in poi. Fine delle notizie che sfuggono in direzione dei giornali o dei messaggi che involontariamente, venivano inviati alle agenzie stampa.

Sembra così volgere al termine la tanto temuta (dall'Europa), crisi politica italiana. Mario Draghi sarà così a capo del terzo esecutivo della legislatura, dopo i due presieduti dal suo predecessore Giuseppe Conte. Nota da evidenziare, sarà ancora una volta, un presidente del Consiglio dei Ministri senza la legittimità delle urne (in precedenza lo erano stati Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e lo stesso Conte). La sua nomina, però, metterà fine a due lunghi mesi di incertezza politica e istituzionale che avevano portato nuovamente l'Italia in un pericoloso baratro e consentirà di affrontare finalmente un nuovo piano di ripresa.

Quasi tutti i 23 nuovi ministri, ad eccezione di Dario Franceschini (alla Cultura), si sono rifiutati di rilasciare dichiarazioni dopo la rapida cerimonia di giuramento del nuovo governo. Un esecutivo che, però, ha già suscitato critiche per la scarsa presenza di donne (8) e per un difficile bilanciamento dei rapporti, tra alcuni tecnocrati in ministeri chiave, come Economia ed Interno e un gruppo di figure maggioritarie (15) dei sei partiti politici che hanno permesso a Draghi di prendere il potere.

In questi giorni la paura di un governo tecnico stava facendo traballare le poltrone dei partiti. L'ultimo è stato quello guidato da Mario Monti che si è concluso nel peggiore dei modi. L'esecutivo Draghi, invece, avrà un profilo ibrido tra specialisti tecnici e politici. Il nuovo premier avrebbe voluto formare una squadra di alto livello con nomi fuori dall'orbita politica, ma i difficili equilibri politici e sulla scorta delle tristi esperienze del passato, ha anche cercato di accontentare i partiti che gli hanno dato il loro appoggio unanime, ad eccezione di Fratelli D'Italia. Un atto di bilanciamento asimmetrico che è chiaramente visibile in tutta la lista.

Ci sono alcune ripetizioni nelle posizioni, come Luciana Lamorgese al Ministero dell'Interno; il socialdemocratico e figura di peso del PD, Dario Franceschini, alla Cultura; il Grillino Luigi Di Maio agli Esteri o Roberto Speranza alla Salute. Ma ci saranno anche figure di grande peso che porteranno aria nuova, come Marta Cartabia, ex presidente della Corte costituzionale alla Giustizia. 

Una delle figure attese e di grande peso è il tecnico Daniele Franco, che occuperà il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Ex direttore generale della Banca d'Italia, esperto di finanza pubblica e uomo di assoluta fiducia di Draghi, sarà incaricato di iniziare il gioco della distribuzione dei 209 Miliardi di fondi europei che arriveranno in Italia (tra capitale e prestiti non rimborsabili) per superare la crisi della pandemia.

Creati anche nuovi ministeri, come quello affidato a Vittorio Colao, CEO di Vodafone nel mondo, che sarà responsabile del Ministero dell'Innovazione e Transizione Digitale. Lo stesso uomo a cui Conte aveva affidato un piano per ricostruire l'Italia dopo la pandemia, ma il cui documento è finito in un cassetto di palazzo Chigi.

Le quote di partito rappresentano il resto della legislatura. Il Partito Democratico è riuscito a piazzare tre dei suoi uomini. Oltre a Franceschini, occuperanno posti di rilevanza, il vice segretario del partito, Andrea Orlando (Lavoro) e Lorenzo Guerini (Difesa). Stesso numero di seggi avrà il Movimento 5 Stelle (M5S), partito teoricamente con un vantaggio, visto che ha vinto le ultime elezioni ma che oggi vede perdere una grande fetta di elettori. Per soddisfare i grillino è stato creato un super ministero della Transizione Ecologica, come richiesto da Grillo. La beffa è che il profilo che ne prenderà la guida, non sarà politico ma tecnico, Roberto Cingolani, fisico e grande esperto di digitale .

Una manovra che ha fatto scoppiare un nuovo Vietnam all'interno del Movimento 5 Stelle, la formazione politica oggi sta vivendo un grande conflitto interno per la decisione presa dai capi nel voler sostenere colui che per 8 anni è stato a capo della BCE e di fatto a dettato anche la politica europea. L'ultimo motivo di tensione che ha aggravato la "questione M5S" è stato il Ministero della Transizione Ecologica che, contrariamente a quanto si pensava, non è finito nelle mani di un politico pentastellato.

La senatrice Barbara Lezzi, rappresentante della corrente più anti-establishment del M5S, è stata la prima a dare voce agli oppositori. La Lezzi ha scritto ai leader del partito chiedendo loro di ripetere "subito" il voto on line, con il quale giovedì i ranghi hanno dato il loro appoggio a Draghi, questo prima del voto di fiducia al quale il nuovo governo dovrà sottomettersi la prossima settimana. In caso contrario, ha minacciato la senatrice, "il nostro voto dovrà essere no". Secondo alcune fonti, potrebbero essere circa 30 i senatori disposti a seguire le orme della Lezzi.

Anche la destra, rappresentata dalla Lega e da Forza Italia, ha conquistato la sua quota di potere. Il partito di Silvio Berlusconi riesce a collocare Renato Brunetta alla guida del Ministero delle Pubbliche Amministrazioni, Mara Carfagna, Sud e Coesione Sociale, infine Mariastella Gelmini agli Affari Generali e Autonomia. La Lega passerà al Ministero dello Sviluppo Economico, che sarà guidato dal leader dell'ala più centrista del partito, Giancarlo Giorgetti, in aggiunta, il Ministero alle Politiche per le Disabilità guidato da Erika Stefani e infine Massimo Garavaglia al Turismo.

La segretezza con cui l'ex banchiere ha condotto in questi giorni trattative è insolita per il nostro paese, è la prima volta da anni, che non vi sono state fughe di notizie, voci o pressioni. Nemmeno i partiti sapevano fino a 10 minuti prima se Draghi sarebbe salito al Quirinale da Mattarella, o se qualcuno dei suoi colleghi sarebbe stato parte del nuovo artefatto politico. Il rito dice che il capo dello Stato è colui che li nomina e ha il potere di veto, come fece due anni e mezzo fa con il politico antieuropeo Paolo Savona, a cui la Lega intendeva affidare il Ministero dell'Economia. Il nuovo esecutivo è nato a seguito di una complicità totale tra Mattarella e Draghi.

A partire da lunedì, l'investitura e il voto si svolgeranno in Parlamento. Un processo che dovrebbe rappresentare un solo iter, ma la divisione che prevale oggi nel Movimento 5 Stelle potrà portare qualche sorpresa, senza comunque avere alcun impatto sul risultato finale.

Crisi di governo, Salvini: "Teatrino disgustoso tutto di sinistra. Renzi, Pd e M5S si rimetteranno insieme" (VIDEO)

Il leader della Lega in tv: "A Mattarella diremo che se c'è un esecutivo che governa bene, altrimenti si vada al voto"


"Potrebbe anche finire che si rimettono tutti insieme, il Pd, il Movimento 5 Stelle e Renzi. Sono pronto a scommettere, magari lo fanno cambiando tre ministeri". Lo dice Matteo Salvini, ospite di Agorà, su Rai3, che oggi salirà al Quirinale nel terzo giorno di consultazioni. "Gli italiani - aggiunge - si chiederanno allora perché è stato fatto questo".

"Abbiamo bisogno di un governo che governi, a Mattarella diremo che se c'è un governo che governa bene, lo ribadiremo con la massima serenità, noi siamo pronti a portare avanti le nostre proposte" sulla vita reale, ha poi aggiunto Salvini riferendosi alle "proposte di legge per l'azzeramento delle cartelle di Equitalia, per salvare quota cento", "altrimenti, c'è il voto".

"Il centrodestra si è dimostrato serio e compatto, governiamo 14 regioni su 20. Sono contento, nelle differenze di culture e sensibilità", ha poi sottolineato ribadendo la necessità di "un governo a guida centrodestra, alternativo a Pd e Cinque Stelle, che mette al centro taglio tasse, salvataggio di quota cento". "Io non sto dialogando con Renzi", assicura poi smentendo retroscena che parlando di un suo asse con il leader di Italia Viva. "Renzi - spiega - ha fatto nascere questo governo, quello che gli italiani stanno subendo, questo teatrino disgustoso, è tutto made in sinistra". "Renzi - conclude - lo vedo in Senato, come incontro tanti altri colleghi senatori". (VIDEO)

 

(Fonte: Adnkronos)

Conte soddisfatto dei suoi ministri: "Non vedo un rimpasto all'orizzonte". Berlusconi: "Nessuna disponibilità di Forza Italia a sostenere il governo"

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parla alla tv spagnola e fa il punto sul lavoro del governo, ma anche su emergenza Covid, rapporti internazionali e Mes. Intanto Silvio Berlusconi replica alle ipotesi formulate sull'onda delle dichiarazioni di Romano Prodi che non escludeva un ingresso nella maggioranza da parte di Forza Italia: "Noi in prima linea nell'evidenziare l'inadeguatezza dell'attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani"


Un rimpasto nella squadra di governo dopo le regionali fissate a settembre? "No, non vedo all'orizzonte un rimpasto di governo, sono soddisfatto della squadra dei ministri". Lo assicura il premier Giuseppe Conte, in un'intervista all'emittente spagnola Nius. "Abbiamo appena approvato un decreto molto importante per l’Italia, il Dl semplificazioni - prosegue il presidente del Consiglio - che taglia la burocrazia, che consente di accelerare la spesa per gli investimenti, sblocchiamo tantissimi cantieri. Abbiamo individuato circa 130 opere strategiche per le quali vogliamo correre molto speditamente, abbiamo un piano di rilancio condiviso con tutta la società italiana, stiamo lavorando a questo, siamo molto concentrati, non vedo rimpasti all’orizzonte”.

CORONAVIRUS - Una nuova ondata Covid post estate? "Alcuni esperti ragionano, è un dibattito pubblico, ragionano di una seconda ondata. Io non so se arriverà, anche perché non sono uno scienziato, e mi pare capire che essendo questa pandemia un nuovo virus le previsioni son difficili. Dico solamente che se ci dovesse essere una nuova ondata l'Italia è attrezzata per mantenerla sotto controllo". A chi gli domanda se gli italiani abbiano ormai abbassato la guardia sulle misure di contenimento, "ho un atteggiamento di fiducia - risponde il presidente del Consiglio - occorre attenzione ma anche fiducia. In questo momento i cittadini italiani devono affrontare la ripresa delle attività economiche sociali e culturali con tranquillità. Devono rispettare le poche regole di distanziamento, l’utilizzo della mascherina se non c’è distanziamento ma la vita in Italia deve riprendere, tutte le attività devono riprendere. Abbiamo potenziato la risposta del sistema sanitario, fatti milioni di test, abbiamo anche elaborato un piano di monitoraggio molto dettagliato che ci consente di controllare tutte le aree territoriali: sono fiducioso, abbiamo tutte le condizioni per affrontare l’estate e anche l’autunno".

OLANDA - Al presidente olandese Mark Rutte "spiegherò che abbiamo fretta nell'interesse di tutti, non solo nostro ma anche dell'Olanda. Più rischiamo di ritardare più rischiamo di elaborare una risposta inefficace. Se noi lasciamo che si distrugga il mercato unico i danni saranno anche per l'Olanda non solo per Italia, Spagna, Portogallo e Francia. Anche l'Olanda beneficia dal mercato unico, si avvale dell'economia europea. Quindi anche nel loro interesse è una reazione chiara e immediata".

MES - Il ricorso al Mes "non è mai stato un tabù: ho semplicemente detto che non puntiamo sul Mes perché non è la risoluzione dei nostri problemi. Noi abbiamo bisogno del Recovery Fund, dopo valuteremo se nell'interesse dell'Italia usare anche il Mes. E valuteremo in modo trasparente la regolamentazione della linea di credito del Mes".

"Ogni Stato deve misurarsi con la propria opinione pubblica e il proprio Parlamento. Non è che non voglio parlare di Mes per non affrontare il problema e fuggire alle mie responsabilità - assicura il presidente del Consiglio - è che affrontarlo adesso significa fare una battaglia astratta, che addirittura può diventare ideologica. In Italia c'è chi dice sì al Mes per principio e chi dice no al Mes per principio. A me interessa un approccio pragmatico e quel che serve alla comunità nazionale".

"Una volta finito il negoziato avremo gli strumenti, li studieremo uno per uno, aggiorneremo la valutazione anche con i flussi di cassa e io andrò in Parlamento a fare una proposta. Alla luce della situazione attuale, credo che queste sono le proposte e se ci sono delle alternative le proporrò e ne discuterò con il Parlamento in modo molto trasparente. Mi assumerò la responsabilità di fare anche una proposta", assicura.

BERGAMO - Sul lockdown a Bergamo, finito al centro di un'inchiesta giudiziaria, "non ho avuto richieste dalla Confindustria. L'ho letto sui giornali, non è una cosa che mi riguarda, le valutazioni sono state fatte senza ascoltare Confindustria, assolutamente no".

 

FORZA ITALIA: "NESSUNA DISPONIBILIA' A SOSTENERE IL GOVERNO"

"Non vi è né da parte del presidente Berlusconi, né del Movimento Politico Forza Italia alcuna disponibilità a fornire un sostegno politico al governo Conte. La disponibilità alla collaborazione istituzionale, già espressa nella storia di Forza Italia nei confronti dei governi in carica, qualunque essi siano, nei momenti in cui sono in gioco vitali interessi nazionali, non ha in alcun modo il significato di una partecipazione o di un atteggiamento benevolo, oggi o in futuro, verso l’attuale maggioranza o verso altre formule politiche incoerenti con la volontà degli elettori". E' quanto si legge in una nota della segreteria politica di Silvio Berlusconi smentendo un retroscena pubblicato oggi dal 'Fatto quotidiano' su un presunto interessamento del gruppo Mediaset a una Newco di rete.

"Al contrario - si sottolinea - Forza Italia, pur mantenendo un comportamento responsabile e costruttivo, è in prima linea nell’evidenziare l’inadeguatezza dell’attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani".

Coronavirus, Conte: "Ho fatto il tampone, è negativo. Previsioni difficili, la differenza devono farla i cittadini". Renzi: "Il peggio deve ancora venire, serviranno misure più dure"

Intervista del presidente del Consiglio: "Due sono gli obiettivi da raggiungere: contenere la diffusione del virus e potenziare le strutture sanitarie perché possano reggere a questa sfida. Siamo un paese forte". Il leader di Italia Viva: "Oggi non serve a nessuno discutere su come sia stata gestita fino ad oggi l’emergenza. L’unica cosa che conta oggi è uscirne. E uscirne insieme. Tutti insieme".


 

Conte: "Ho fatto il tampone, è negativo"

Lei ha fatto il tampone? Pensa di farlo? "I miei medici sono premurosi. Mi seguono con attenzione e ho piena fiducia in loro". Quindi l'ha fatto? "Sì, è negativo". Sono le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista a la Repubblica sull'emergenza coronavirus. Gli italiani si chiedono quando usciremo dal buio. "Voglio essere onesto e chiaro, come sempre: adesso è difficile fare previsioni, perché siamo di fronte ad un virus nuovo con un tasso di virulenza che ancora stiamo sperimentando. Il governo coordina con la massima intensità e concentrazione la macchina organizzativa", dice il premier. "Due sono gli obiettivi da raggiungere: contenere la diffusione del virus e potenziare le strutture sanitarie perché possano reggere a questa sfida. Siamo un paese forte", aggiunge.

Risultato immagini per giuseppe conte
"Continuiamo ad agire seguendo la linea della massima precauzione e della proporzionalità delle misure messe in campo rispetto all'evolversi della situazione -afferma in un altro passaggio dell'intervista-. Ma la vera differenza ora la devono fare tutti i cittadini. Faccio un appello a tutti gli italiani: dobbiamo fidarci degli scienziati, manteniamo la distanza di un metro, evitiamo baci, abbracci, strette di mano, rispettiamo le altre regole. Per parte nostra, con il decreto-legge approvato venerdì sera abbiamo predisposto un piano straordinario per rinforzare il personale medico e infermieristico, mentre con altre iniziative ci siamo garantiti alcune linee produttive, qui in Italia, per disporre di attrezzature specialistiche per terapia intensiva e sub-intensiva".

 

Renzi: "Peggio deve venire, tutta Italia zona rossa"

"Le misure che sono state prese sono state comunicate come molto dure. Ma non lo sono. Anzi, io credo che, nei prossimi giorni, servirà altro. Il virus sta correndo molto più velocemente dei nostri decreti. Personalmente, credo che ormai tutta Italia debba essere considerata come una zona rossa. Altrimenti diamo un messaggio contraddittorio. E questo vale anche a livello economico". Lo scrive Matteo Renzi, nella sua ultima enews, soffermandosi sull'emergenza coronavirus. "Tutto il Paese soffre il crollo economico, non solo i focolai. Sappiamo che il problema di questo virus non è la letalità ma i danni che arreca alle strutture sanitarie, perché diffondendosi velocissimo porta al collasso il sistema della terapia intensiva -prosegue Renzi-. E per questo dobbiamo limitare il contagio sanitario. Ma il contagio economico non è arrestabile. Dunque c’è solo una zona rossa, si chiama Italia. Interveniamo subito".

Risultato immagini per matteo renzi

"Inutile girarci attorno: sul coronavirus il peggio deve ancora venire. E questo vale sia a livello sanitario che a livello economico", aggiunge. "La buona notizia è che comportandosi in modo intelligente e saggio tutto può essere gestito. Ma occorrono appunto intelligenza e saggezza -prosegue il leader di Iv-. Nelle prossime settimane sarà sempre più chiaro che il coronavirus è un problema mondiale. Nessuno resterà escluso dal contagio. L’Italia ne uscirà. Ma per uscirne bisogna fare di più. Oggi non serve a nessuno discutere su come sia stata gestita fino ad oggi l’emergenza in Italia. Non serve discuterne perché l’unica cosa che conta oggi è uscirne. E uscirne insieme. Tutti insieme".

Sondaggio Swg, i sovranisti mettono pressione al governo: Salvini continua a volare e sale ancora la Meloni. Per la maggioranza Pd sotto il 20%, M5S stabile, frena Italia viva di Renzi (VIDEO)

Nel centrodestra avanzano Lega e Fratelli d'Italia. Piccolo aumento per Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Male il centrosinistra con le flessioni sia di Pd sia di Italia Viva. Lo rileva il sondaggio Swg realizzato per il Tg La7. La Lega rispetto ad una settimana fa guadagna lo 0,9 per cento, arrivando al 33,2 dal 32,3. Il Pd invece perde lo 0,6, scendendo al 19,4 dal 20, mentre M5S si attesta al 18,6, più 0,1 in confronto a sette giorni fa. Il partito di Giorgia Meloni è al 7,6 e guadagna lo 0,5. Perde invece Italia Viva, dal 5,6 al 5,3, mentre Forza Italia, dal 5 passa al 5,1. Stazionario "Cambiamo" di Giovanni Toti all'1,6; meno 0,2 per Sinistra italiana-Articolo 1, dal 3,3 al 3,1. In calo anche i Verdi, che scendono all'1,9 dal 2,3, mentre +Europa passa dall'1,8 all'1,9

EVOLUTION … O ... REVOLUTION ?

EVOLUZIONE O RIVOLUZIONE? IL CAMBIAMENTO DEI TONI E DELLA SOSTANZA NELLA POLITICA ITALIANA


Il movimento Cinque Stelle ha in questi ultimi anni ribaltato completamente la visione della politica in Italia e ha man mano ricevuto sempre più consensi tra i cittadini oramai stufi dell’immobilismo politico ed economico che si era radicato nelle nostre aule parlamentari.
Se andiamo ad analizzare le ragioni di questo sempre più crescente rifiuto, notiamo che la motivazione regina è la litigiosità che si era diffusa tra i partiti tradizionali che non riuscivano più ad esprimere dei contenuti di ragionevolezza e stabilità.
Sicuramente il maggior peso di questo fallimento si evince nel PD che in tutte le sue trasformazioni ha perso sempre molti suoi seguaci a favore dei Cinque Stelle, ed all'aumento dei non votanti che raccolgono i delusi sia di destra, sia di centro o di sinistra che, non riconoscendosi più nelle scelte fatte, non vogliono, per loro conformazione mentale e sociale esprimere una nuova scelta. Una sorta di coerenza continua nella loro vita, per la delusione cocente che la loro scelta precedente ha prodotto.
I Cinque Stelle, hanno senza dubbio raccolto molte adesioni su di un parterre di votanti che si sentiva orfano dalla vecchia politica e voleva ancora contare sulle scelte future.
Non sono da sottovalutare anche i messaggi che il loro fondatore (Grillo) lanciava ed al seguito che è riuscito a raccogliere e a moltiplicare man mano che il movimento cresceva.
Poi ad un certo punto sono andati al potere insieme con Salvini, inutile dire che la Lega, molto più radicata sul territorio e molto abile nell'uso dei social, ha fatto una politica distruttiva verso i suoi compagni di percorso minando alla base l’alleanza.
Ma le frequentazioni di Palazzo, il trovarsi di fronte alla realtà dei fatti, alle analisi concrete, alle reali possibilità di incidere nella vita dei cittadini, ha sicuramente prodotto una maturazione profonda tra questo movimento che forse pensava in modo troppo semplicistico alla conduzione del Paese.
Messo di fronte alla realtà, il Movimento ha capito che doveva cambiare alleati e il modo di fare Politica, bisogna dare atto di un’umiltà nell'analisi e nelle scelte successive per il bene del Paese che fa onore a questi nuovi politici.
Renzi con la sua parte politica, hanno capito di essere entrati in una nuova era e hanno spinto per questa soluzione. Lui e molti del suo staff, attaccati e sbeffeggiati in precedenza, hanno saputo scegliere per l’interesse del Paese e andare oltre al rancore personale che poteva indirizzarli verso altre scelte.
Quando si dice da parte di Salvini “Gli Italiani prima di tutto”, non ci si deve fermare a delle mere enunciazioni, ma si deve pensare ai disastri che le nostre posizioni, le nostre parole, i nostri modi di fare provocano sui mercati Internazionali e conseguentemente nella vita di quegli italiani che menzioniamo.
Oggi Renzi, Di Maio, Zingaretti con le loro compagini politiche, uniti al Primo Ministro Conte, hanno dimostrato a differenza di Salvini , che per loro “gli interessi degli Italiani vengono prima di tutto”
Arch. Giuseppe De Gaetano

Poteri Forti’ e sovranità nazionale

Il debito pubblico e gli scheletri nascosti negli armadi


Dietro al debito pubblico di moltissimi stati, ci sono i ‘Poteri Forti’ dell’economia e delle grandi multinazionali, che hanno l’esclusivo interesse di accaparrarsi grandi fette di sovranità nazionale.

In questa surreale intervista John Perkins, come lui ama definirsi, "un sicario dell'economia mondiale" racconta come i poteri forti dell'economia pianificano in modo minuzioso, tutti i passaggi della nostra piccola storia, dalla politica territoriale alle grandi guerre nei paesi più poveri...

Primarie Pd, vincono gli ortodossi congressuali. Nessun anticipo o snellimento: voto il 3 marzo. Richetti rinuncia, restano in sette, una sola donna

Le primarie del Pd si terranno il 3 marzo. Lo ha deciso la direzione del partito che ha approvato il regolamento congressuale. Il 12 dicembre scadrà il termine per la presentazione della candidature e il 2 febbraio si terrà la convenzione nazionale. Quindi nessuna anticipazione dei gazebo, né altre novità. Sette i candidati: Nicola Zingaretti, Francesco Boccia, Dario Corallo, Cesare Damiano, Marco Minniti, Maurizio Martina e Maria Saladino, finora l'unica candidata donna


Si terranno domenica 3 marzo le primarie del Pd. La Direzione del Partito democratico ha approvato il regolamento per il congresso che fissa, tra gli altri punti, anche la data in cui verrà scelto il segretario. Al Nazareno non ci sono stati voti contrari ma 4 astenuti.

Mancano invece una quindicina di giorni per l'ufficialità dei candidati in campo. Il termine ultimo per le candidature scade il 12 dicembre. Da lì in poi si entra nel vivo e c'è chi, come Marco Minniti, sta preparando proprio per quei giorni un evento in cui presenterà la propria piattaforma congressuale. Ieri si è ridotto il numero degli sfidanti, con il ritiro di Matteo Richetti, che sosterrà Maurizio Martina in un ticket "per unire", come lo ha definito l'ex segretario dem. Al momento, sono 7 i candidati al congresso: Nicola Zingaretti, Francesco Boccia, Dario Corallo, Cesare Damiano, Marco Minniti, Maurizio Martina e Maria Saladino, finora l'unica candidata donna.

Oggi la Direzione ha stabilito il seguente calendario operativo: dal 7 al 27 gennaio si svolgeranno le votazioni nei circoli da parte dei soli iscritti, per selezionare i tre candidati che accedono alle primarie. Il 2 febbraio si svolgerà la Convenzione nazionale e il 3 marzo le primarie aperte. I vecchi iscritti potranno confermare il tesseramento al momento di votare al circolo, mentre per i nuovi verrà attivato il tesseramento online fino al 20 dicembre.

 

(Fonte: Adnkronos)

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