updated 4:27 PM UTC, Feb 27, 2021

Milano, weekend in zona gialla e assembramenti, Sala striglia i milanesi: "Comportatevi bene, rafforzeremo i controlli" (VIDEO)

L'invito lanciato via social dal sindaco è a rispettare le regole: "Era previsto l'arrivo di questa terza ondata ed è successo. Alcuni nostri comportamenti l'hanno favorita. Più ce ne approfittiamo, più paghiamo pegno" - (VIDEO)


Beppe Sala

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha lanciato un appello su Facebook a tutti i milanesi, affinché rispettino le regole nell'ultimo fine settimana in zona gialla, prima del passaggio della Regione Lombardia in arancione da lunedì. "Siamo in arancione da lunedì ma avendo davanti un week-end di giallo e bel tempo vi chiedo di tenere un comportamento corretto, fatelo per la nostra salute e per chi negli ospedali sta lavorando a ritmi che speravamo non necessari. Fatelo anche per tutti quelli che non possono lavorare, vi prego comportatevi in modo adeguato al difficile momento" le parole di Sala.

"Era previsto l'arrivo di questa terza ondata ed è successo - ha aggiunto Sala - Alcuni nostri comportamenti l'hanno favorita. Ci sono immagini che tutti abbiamo in testa: i tifosi fuori da San Siro prima del derby, i Navigli pieni, che ormai sono diventati il set ideale per catturare immagine di gente assembrata ma la verità è che a volte il rispetto delle regole manca davvero. Ieri sera ho fatto un giro per la città e ho visto troppi gruppetti di persone a chiacchierare con la mascherina abbassata".

I gruppi, ha osservato ancora il sindaco, "sono talmente tanti che diventano incontrollabili dalle forze dell'ordine. Detto ciò oggi rafforzeremo i controlli. Ne ho parlato con il questore, ho chiesto un intervento più deciso per questo weekend e così sarà. Capisco che siamo tutti stanchi di questa situazione, lo sono anche io. Ma c'è almeno una cosa che dovremmo aver imparato: più ce ne approfittiamo, e più paghiamo pegno".

Area C, anche i Socialisti di Milano bocciano Sala: "Decisione incomprensibile e contraddittoria. Scienziati dicono che è inutile"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dei Socialisti di Milano in merito alla riattivazione dell'Area C da parte dell'amministrazione comunale


"Incomprensibile e contraddittoria la riattivazione dell'Area C"

I motivi per cui la Giunta di Sala ha deciso di riattivare l'area C sono poco comprensibili e addirittura contraddittori.

Infatti, occorre ricordare che, già dal 2009, gli scienziati che fanno capo alla rivista Epidemiologia e prevenzione avevano rilevato come fosse illusorio aspettarsi la riduzione dell'inquinamento in un contesto così limitato come l'Area C, all'interno della vasta area urbana milanese-lombarda. Non a caso al termine della loro campagna di misurazione non rilevarono nessuna variazione significativa.

In realtà, la decisione di oggi sembra appartenere a quella serie di trovate, come le piste ciclabili di Corso Buenos Aires e di Viale Monza, le verniciature delle piazze e la politica dei monopattini, che già tanto stanno infastidendo i milanesi rendendo loro la vita ancor più difficile, in un momento già di per sé non facile".

E sottolinea Giorgio Goggi, già assessore al traffico del Comune di Milano: "Se il compito dell'Area C è quello di ridurre effettivamente la congestione e l'inquinamento come si giustifica la riaccensione quando contempo­raneamente si chiede ai cittadini di non ammassarsi sui mezzi pubblici e agli esercizi commerciali di posticipare i loro orari di apertura? A questo punto la decisione, oltre che incomprensibile, diventa contraddittoria e pericolosa".

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Socialisti di Milano
 

 

Covid, l'ospedale Sacco smentisce Massimo Galli: "I nostri reparti non sono pieni di varianti"

L'infettivologo, ormai notissimo al pubblico televisivo, in qualità di direttore di Malattie infettive della struttura milanese, aveva lanciato l'allarme su un disastroso proliferare dei contagi, ma viene corretto dalla direzione: "Le percentuali identificate sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale"


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L'Asst Fatebenefratelli Sacco frena su "alcune notizie apparse sulla stampa su 'reparti pieni di varianti' riferite alle Malattie infettive dello stesso Sacco", e  spiega che "tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica nel presidio". Era stato il direttore di Malattie infettiveMassimo Galli, a lanciare l'allarme sul proliferare dei contagi da varianti, smentito poi dalla stessa struttura. 

"Attualmente – precisa la nota dell’ospedale – le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del Ministero della Salute e dall’ISS o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale”.

La nota aggiunge anche che finora “presso il Laboratorio di questa ASST è stata identificata esclusivamente la variante UK (cosiddetta “variante inglese”) e che, al momento, nessun sequenziamento ha evidenziato la variante brasiliana o sudafricana”.

"Nel periodo dal 23 dicembre 2020 al 4 febbraio 2021, sono stati ricoverati 314 pazienti positivi a Covid. I dati raccolti hanno rilevato la presenza di 6 pazienti positivi alla variante Uk su un totale di 50 casi che, in ragione delle loro caratteristiche, sono stati sottoposti a sequenziamento".

COSA AVEVA DETTO IL PROF. MASSIMO GALLI - "Ho il reparto invaso da nuove varianti del Covid-19 e questo fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri". Lo ha detto Massimo Galli, intervenendo a Mattino 5. L'infettivologo dell'ospedale Luigi Sacco di Milano ha aggiunto che "le avvisaglie vengono guardando cosa sta succedendo in altri Paesi europei e le varianti, che sono maggiormente contagiose, hanno maggiore capacità a diffondersi in situazioni non sicure".

  • Pubblicato in Salute

SAPERE DI BELLEZZA - Ecco come sarà PAN, l’anfiteatro verde di Milano

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


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Il progetto del Parco Amphitheatrumnaturae, promosso dalla soprintendente Antonella Ranaldi e sostenuti dal comune di Milano (grazie a finanziamenti sia ministeriali che privati), sta proseguendo nella sua realizzazione per vedere ufficialmente la luce entro la fine del 2022.

Di recente sono avvenuti nuovi ritrovamenti durante gli scavi, permettendo di identificare le fondamenta di quelle che erano le tribune imperiali dell’arena.

Molti ignorano infatti che Milano è stata una delle 4 capitali tardoimperiali romane, e resti di questo passato sono visibili vicino a Corso Magenta, con le rovine del palazzo imperiale o la torre del circo, ora diventata campanile della chiesa di San Maurizio al Monastero maggiore e visibile visitando il bellissimo Museo Archeologico.

Fanno sempre parte del passato romano le basiliche di Sant’Eustorgio e di San Lorenzo, con le sue famose colonne, che completano una passeggiata nella Milano romana che si estenderà per circa 100.000 metri quadri, collegandosi con il futuro PAN.

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Sempre in quella zona (vicino a via De Amicis) sono presenti i resti dell’anfiteatro di Milano, rinvenuti inizialmente negli scavi effettuati negli anni ’70.

L’arena stessa era seconda per dimensioni e importanza solo al Colosseo di Roma, e ne ricalcava la pianta e la struttura; restò in uso fino al IV secolo per poi essere utilizzata come cava di pietre soprattutto per la costruzione di chiese e basiliche.

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Il progetto, fortemente sostenuto dall’assessore all’urbanistica Pierfrancesco Maran, prevede di creare un parco che abbia al centro i resti dell’antica ellisse dell’anfiteatro, e nelle parti mancanti essa venga sostituita da 1700 metri quadri di siepi di diverse piante come mirto, bosso e ligustro; la parte esterna dell’ellisse verrà completata con dei cipressi, posti su un rialzo, che permetteranno una suggestiva passeggiata con la vista su questa ricostruzione dell’arena.

Il termine dei lavori è previsto per la fine del 2022, e a detta dell’assessore

«Cambierà il volto della città,

e sarà uno dei simboli della Milano dei prossimi anni». 

 

Claudio Scaccabarozzi

Salute, Gismondo: "Un nuovo lockdown sarebbe un disastro psicologico, sociale ed economico"

Parla la direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano: "La variante inglese si diffonderà comunque, il virus non ha frontiere. Quindi le strategie devono essere almeno europee e devono sempre più tener conto, di fronte a una popolazione ormai stanca, delle reazioni che può avere la società"


"Un lockdown severo oggi, se certamente potrebbe apportare dei benefici in termini di prevenzione della circolazione delle nuove varianti" di Sars-CoV-2, "sarebbe un disastro dal punto di vista psicologico, sociale nonché economico". Invita a pensare anche alla "serenità psichica" degli italiani Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, commentando all'Adnkronos Salute la proposta di Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, tornato a invocare una chiusura totale del Paese perché "la strategia di convivenza con il virus non funziona".

Come ho più volte detto - afferma la microbiologa - esiste una soluzione virologica ed esiste una strategia che prende in considerazione il benessere della persona. Benessere che non dipende solo dal successo nello sconfiggere il virus, cosa che certamente tutti auspichiamo, ma anche dalla capacità di trovare in questa battaglia una giusta misura" di restrizioni, "sopportabile dalla nostra psiche". Un nuovo lockdown nazionale non lo sarebbe, anzi si rivelerebbe devastante, teme Gismondo.

"Peraltro - avverte - la variante" inglese, "che adesso noi conosciamo solo in parte e che pare essere più contagiosa" rispetto alla 'versione' originale del nuovo coronavirus, "si diffonderà comunque. Il virus non ha frontiere", ripete la scienziata: "Le possiamo chiudere, il virus ci impiegherà un po' più di tempo a penetrarle, ma lo stesso arriverà. Quindi le strategie devono essere almeno europee - suggerisce Gismondo - e devono sempre più tener conto, di fronte a una popolazione ormai stanca, delle reazioni che può avere la società".

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Salute

Basket, quanto è bella questa Olimpia! Milano trionfa in Coppa Italia e non si pone limiti

Nella finale del Forum batte largamente Pesaro 87-59. L’Armani Exchange di Messina domina la Carpegna Prosciutto in lungo e in largo e si aggiudica il trofeo per la settima volta nella sua storia. Uno strepitoso Datome nominato MVP del torneo. Ora l'obiettivo scudetto e le ambizioni europee - (VIDEO)


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Nella finale dell’edizione 2021 della Coppa Italia di basket l’Olimpia Milano stravince la finalissima contro la Carpegna Prosciutto Pesaro per 87-59 con una partita magistrale. Lo strappo decisivo arriva già nel secondo quarto con un parziale di 27-6 in favore dell’Armani Exchange, poi le Scarpette Rosse mettono in ghiaccio il match per il settimo trionfo della storia nella competizione. È il secondo trofeo milanese per coach Messina.

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Semplicemente troppo forti. Milano stravince la settima Coppa Italia della sua storia schiantando Pesaro per i primi tre quarti, fino all’87-59 finale. Una considerazione sorge evidente già dal primo, al di là del divario tecnico tra i due roster: la Carpegna Prosciutto è molto più stanca dell’Armani Exchange. La squadra di Repesa ha infatti un giorno in meno di riposo e ha disputato due turni tiratissimi, di cui uno finito ai supplementari. L’Olimpia li ha invece stravinti, potendosi permettere larghe rotazioni senza spremere troppo i suoi talenti. Detto questo, nel capoluogo lombardo non c’è mai partita: la difesa di Milano non dà alcuna tregua e Pesaro continua a essere perseguitata dal suo problema con i falli, perché ne commette tanti e non va mai in lunetta. Dopo un primo quarto chiuso a +6, quindi, la squadra di Messina demolisce i marchigiani nella seconda frazione: il parziale di 27-6 è terrificante e nella fase centrale di gara i ragazzi di Repesa vanno a digiuno di canestro per due lassi di tempo di 5 minuti ciascuno.

Le Scarpette Rosse viaggiano quindi sempre intorno al doppio dei punti degli avversari e gli incitamenti di Repesa sono più motivatori che effettivamente puntati a un’improbabile rimonta. Il primo tempo finisce 48-21, poi il quarto quarto comincia con un distacco di 38 lunghezze e il match si chiude con il tabellone, impietoso, a 87-59 dopo un po’ di garbage time. Pesaro tira 5/25 da tre (solo il 20%) e punge con il solo Cain, doppia doppia a 15 punti e 12 rimbalzi. Dall’altra parte Rodriguez dispensa 8 assist e nessuno ha bisogno di strafare, con quattro giocatori in doppia cifra. È l’ottava Coppa Italia per Messina dopo quelle con Virtus Bologna e Treviso e il secondo trofeo del coach in Lombardia, dopo la Supercoppa di settembre. Datome miglior marcatore dell’Olimpia con 15 punti.

SAPERE DI BELLEZZA - Il crollo dei visitatori nei musei del 2020. Ora servono decisioni sensate sui luoghi di cultura

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


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I dati forniti dall’Ufficio statistico del Ministero per i Beni e le Attività culturali certificano dei numeri impietosi, che si potevano tranquillamente immaginare ma che fanno male, messi nero su bianco.

Il calo di presenze medio nei Musei statali è stato infatti del 75%, con picchi dell’85% a Pompei o dell’80% al Colosseo.

Tutto ciò si riverbera ovviamente sugli incassi da bigliettazione, passati in un anno da 240 milioni di euro a 60.

E questa analisi si occupa solo dei musei statali, tralasciando fondazioni private, musei civici e altre realtà minori, per cui l’impatto potrebbe essere stato ancora più forte.

C’è quindi da rallegrarsi delle notizie di riapertura dei musei in quasi tutta Italia, a parte poche zone ancora rosse/arancioni, e c’è da sperare che, come sostenuto anche dall’assessore alla cultura del comune di Milano, Filippo Del Corno, non siano necessarie nuove chiusure in futuro.

Museo Bardini 

L’unico dubbio, già espresso in questo nostro precedente articolo, riguarda le limitazioni degli orari di apertura; a fronte di veri e propri crolli nelle presenze (e negli incassi), ha sempre meno senso la limitazione relativa alla chiusura dei musei nei weekend.

Ricordiamo infatti che all’interno dei musei lavorano una miriade di professionalità diverse, che da quasi un anno si trovano ferme o lavorano a singhiozzo (come nel periodo giugno-ottobre), e che invece con una riapertura con orari “normali” forse potrebbero tornare ad una attività lavorativa anch’essa più “normale”.

C’è davvero da sperare che la situazione migliori presto, e soprattutto vengano prese decisioni più sensate riguardo all’apertura dei luoghi della cultura.

 

 Claudio Scaccabarozzi

Vaccinazioni anti-Covid in Lombardia, la sperimentazione cronometro alla mano all'ospedale in Fiera. Parla il presidente Fontana (VIDEO)

Intervista al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della due giorni di sperimentazione sulle tempistiche di inoculo dei vaccini anti-Covid all'ospedale in Fiera a Milano - (VIDEO)


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Sotto la regia di Guido Bertolaso (responsabile della campagna per la Lombardia e coordinatore della specifica Unità di crisi), la Fiera di Milano ha ospitato la seconda fase della sperimentazione delle vaccinazioni anti Covid. Il progetto di Regione Lombardia, avviato da Areu, qualche settimana fa, prevede la vaccinazione di circa 2.500 volontari dell’Azienda regionale dell’emergenza urgenza. Ai padiglioni del quartiere fieristico hanno fatto visita il presidente della Regione, Attilio Fontana, e la vicepreside e assessore al Welfare, Letizia Moratti.

vaccini covid fiera

Fontana e Moratti hanno voluto ringraziare tutti coloro che sono scesi in campo nei padiglioni della Fiera di Milano per concludere la sperimentazione delle vaccinazioni anti Covid  che ha consentito di affinare il modello. “Esprimiamo il nostro ringraziamento – hanno sottolineato – a tutto il personale medico, infermieristico, amministrativo di Areu, dell’Esercito, della Protezione civile”.

vaccinazioni covid fiera

Il piano

Il piano di vaccinazione di massa dovrà necessariamente essere frutto di un lavoro di squadra, per questo è fondamentale il contributo di tutti ‘. E la collaborazione e il lavoro di squadra è stata evidenziata anche nell’incontro organizzato in mattinata con i direttori generali di Ats, Asst e Irccs ai quali sono state fornite le indicazioni per poter predisporre i propri piani vaccinali territoriali . “Siamo a vostra disposizione – ha detto Bertolaso – i vostri facilitatori. Dobbiamo lavorare come un’orchestra”.

In Fiera a Milano la grande alleanza per il modello lombardo di vaccinazioni anti covid

“Una grande alleanza che includa anche il mondo delle attività produttive e i sindacati ” , l’ha chiamata la vicepresidente Moratti “per far ripartire la Lombardia”. Il presidente Fontana concludendo l’incontro con i direttori ha parlato “di evento storico, che consentirà di salvare la vita a migliaia di persone”.

vaccini covid fiera

“È un momento difficile – ha chiosato- e dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo e dimostrare la vera eccellenza sanitaria lombarda’. I tecnici elaboreranno i risultati della sperimentazione nei primi giorni della prossima settimana. I dati saranno poi comunicati pubblicamente”.

Assessore Foroni: la Lombardia si conferma leader nazionale

L’assessore regionale al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni, è intervenuto sulla seconda fase delle vaccinazioni anti Covid in Fiera. “Sono molto soddisfatto – ha affermato – per come stanno procedendo le operazioni. Inoltre, con grande orgoglio, desidero rimarcare il totale coinvolgimento degli uomini in forza alla nostra Protezione civile”.

“Essi, infatti, stanno dimostrando ancora una volta grande disponibilità e professionalità. Una testimonianza di eccellenza a livello nazionale, da parte di chi, da quasi un anno, ha messo al centro della propria attività la salute dei lombardi”.

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