updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

Infiltrazioni in appartamento, che fare. La spiegazione dell'avvocato su un problema diffuso

L'avvocato Carlo Bortolotti di Milano, esperto in varie materie del diritto civile, tra cui quella condominiale, ci aiuta a chiarire tutti gli aspetti legali di un problema che si presenta frequentemente nelle nostre abitazioni


Infiltrazioni di acqua in condominio chi è tenuto al pagamento dei danni?
 
Una delle situazioni più spiacevoli che si può verificare nelle nostre case e che può gravare sui nostri immobili, in modo particolare in ambito condominiale, è quella delle infiltrazioni d’acqua a carico di strutture murarie, pareti o soffitti.
 
Si tratta di un fenomeno insidioso, che, se non affrontato tempestivamente e nei corretti modi, può causare danni anche molto ingenti.
 
Ma che fare, da un punto di vista legale, ove ci si trovi, malauguratamente, a vivere una problematica simile?
 
Il primo ed imprescindibile accorgimento, tanto che ci si trovi dalla parte del danneggiato quanto, a maggior ragione, da quella del danneggiante, è di dotarsi (ovviamente prima dell’evento) di adeguata polizza assicurativa, che tenga indenne il soggetto assicurato, in ragione del pagamento del premio, dai danni subiti o procurati.
 
Assume importanza assai rilevante, in tali frangenti, la presenza e l’operato di un’efficace assicurazione, perché, ove origine ed entità del danno sono indagati con accuratezza ed, in seguito, opportunamente ristorati ai soggetti che emerge ne abbiano diritto, si abbattono significativamente le probabilità di contenzioso.
 
Ove, invece, non fosse semplice o possibile individuare una soluzione conciliativa, a mezzo delle assicurazioni, per via d’insanabili divergenze circa l’origine o l’entità dei danni, sarà necessario farsi assistere legalmente.
 
In tale eventualità, sarà indispensabile, in primo luogo, non intervenire sulle strutture danneggiate, a fini di ripristino, prima di aver fatto compiere le opportune verifiche peritali che, in un primo tempo, potranno essere di carattere privato, ossia poste in essere direttamente dalle parti coinvolte che, in base alle relative risultanze e con l’ausilio dei propri legali, potranno ricercare una soluzione bonaria; in un secondo tempo, invece, qualora si rivelasse vano anche il lavoro dei legali di ricerca di una conciliazione, si dovrà procedere in via giudiziale, sempre avendo l’accortezza di non mutare lo stato dei luoghi oggetto di sinistro, che, diversamente, non potrebbero offrire più validi elementi di prova: si pensi, ad esempio, a quei casi nei quali risulta particolarmente difficile l’individuazione dell’origine della perdita (tubatura privata o comune, braga, diramazione tubo condominiale, rottura per usura, per sinistro…).
 
Soccorre in questi casi, dove l’urgenza d’intervenire è spesso essenziale, uno dei procedimenti speciali previsti dal nostro ordinamento, ossia l’accertamento tecnico preventivo (ATP), in virtù del quale, in tempi rapidi, viene nominato dal Tribunale un consulente tecnico d’ufficio (CTU), il quale avrà il compito, sulla base di un apposito ed analitico incarico dettato dal Giudice, di indagare e chiarire, a beneficio delle parti coinvolte, origine, cause, entità dei danni e costi di ripristino.
 
La perizia predisposta dal tecnico del Tribunale diviene, così, strumento utile per risolvere la vertenza, poiché, a differenza delle perizie private delle parti, rappresenta e “fotografa” , in anticipo (appunto, accertamento preventivo), quelle che sarebbero, con ogni probabilità, l’interpretazione e la valutazione del Giudice nell’ambito di una causa ordinaria di accertamento e risarcimento del danno, ultima opzione disponibile per le parti medesime, laddove fallisse la conciliazione anche dopo la conclusione del procedimento per ATP prima descritto.
 
In definitiva, il suggerimento fondamentale è quello di non agire in modo avventato, pur trovandosi in una situazione spiacevolissima e, spesso, assai invalidante e gravosa, poiché, il rischio, è quello di veder svanire le possibilità del pieno ristoro del danno subito (per il danneggiato) e di dimostrare, magari, la propria assenza di colpa (per il presunto danneggiante).
 
Avv. Carlo Bortolotti
 
STUDIO LEGALE BORTOLOTTI
C.so Buenos Aires, 45 - 20124 MILANO
tel. 02.39562104 - fax 02.45485345
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Covid, gli anticorpi durano fino a 8 mesi: lo studio dell'Ospedale San Raffaele di Milano con l'Iss

Secondo l'analisi scientifica, condotta seguendo nel tempo 162 pazienti positivi al SarsCoV2, la protezione è indipendente dalla gravità della malattia, l'età dei pazienti o la presenza di altre patologie


PRESENTAZIONE - Sevizio di Medicina di Laboratorio dell'Ospedale San  Raffaele

Gli anticorpi neutralizzanti del virus Sars-CoV-2 persistono nei pazienti fino ad almeno otto mesi dopo la diagnosi di Covid-19, indipendentemente dalla gravità della malattia, l'età dei pazienti o la presenza di altre patologie. Chi non riesce a produrli entro i primi 15 giorni dal contagio, invece, è a maggior rischio di sviluppare forme gravi. Sono i risultati dello studio condotto dall'Ospedale San Raffaele di Milano con l'Iss.

Lo studio è stato condotto seguendo nel tempo 162 pazienti positivi al SarsCoV2 (di cui il 67% maschi e un'età media di 63 anni), con sintomi di entità variabile, che si sono presentati al pronto soccorso del San Raffaele durante la prima ondata della pandemia.

I primi campioni di sangue sono stati raccolti a marzo-aprile 2020, mentre gli ultimi a fine novembre 2020. Il 57% dei malati studiati soffriva di una seconda patologia, oltre al Covid-19 al momento della diagnosi: ipertensione (44%) e diabete (24%) le più frequenti. Su 162 pazienti, 134 sono stati ricoverati.

Si è così visto che la presenza degli anticorpi neutralizzanti, pur riducendosi nel tempo, è risultata molto persistente: a otto mesi dalla diagnosi erano solo tre i pazienti che non mostravano più positività al test, e questo indipendentemente dall'età dei pazienti o dalla presenza di altre patologie. Il 79% dei malati arruolati ha prodotto questi anticorpi entro le prime due settimane dall'inizio dei sintomi.

"I pazienti incapaci di produrre anticorpi neutralizzanti entro la prima settimana dall'infezione - spiega Gabriella Scarlatti, coordinatrice della ricerca - andrebbero identificati e trattati precocemente, in quanto ad alto rischio di sviluppare forme gravi di malattia". Dai dati analizzati i ricercatori hanno anche verificato che la riattivazione degli anticorpi pre-esistenti per i coronavirus stagionali (come quelli del raffreddore) non rallenta la produzione degli anticorpi specifici per il SarsCoV2 e non è associata ad un maggior rischio di forme gravi di Covid-19.

I risultati di questo studio "ci danno due buone notizie - conclude Scarlatti -. La prima è che la protezione immunitaria data dall'infezione persiste a lungo. La seconda è che la presenza di una pre-esistente memoria anticorpale per i coronavirus stagionali non costituisce un ostacolo alla produzione di anticorpi contro il SarsCoV2". Il prossimo passo sarà capire se queste risposte efficaci si mantengono anche con la vaccinazione e contro le nuove varianti circolanti. 

 

(Fonte: tgcom24)

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Sindaco di Milano, Albertini rinuncia per motivi familiari: "Chiedo scusa ai miei concittadini". Tutto da rifare per il centrodestra. E Sala se la ride

Salvini ci contava, i sondaggi lo davano quasi alla pari con Sala, molti milanesi lo acclamavano. Ma Gabriele Albertini non correrà per la poltrona di sindaco di Milano, carica che ha ricoperto per due mandati dal 1997 al 2006. Ora si riapre la ricerca di un candidato forte e credibile in casa di un centrodestra in cui convivono diverse anime, che deve mettere d'accordo la preponderante ala sovranista e la componente moderata, tenendo conto della specificità di una città che veste più volentieri la camicia della felpa. Sullo sfondo anche le divergenze nazionali tra il leader leghista e Giorgia Meloni. Intanto l'attuale primo cittadino neoambientalista non perde di certo il sonno.


L'accorato messaggio di Gabriele Albertini ai milanesi: "Vi chiedo scusa miei cari concittadini, non ho corrisposto alle vostre attese"

Sala su Albertini: "Rispetto la persona, ma Salvini fa soltanto  chiacchiere" - Politica

L'ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, si sfila dalla corsa alle Comunali di Milano, dopo essere stato indicato negli ultimi giorni come candidato del centrodestra in pole per guidare il Comune alle prossime amministrative di autunno. Ad annunciarlo, dopo i rumors circolati ieri, è lo stesso Albertini, in una lettera aperta scritta al quotidiano 'Libero'. "Grazie miei cari concittadini, mi avete reso, per qualche giorno, davvero felice della vostra riconoscenza, del vostro grato ricordo - si legge in un passaggio della missiva -. Stavo per cedere, per dire sì ma mi sono fermato davanti alla mia famiglia 'bicellulare' (siamo solo in due a vivere insieme) e a mia moglie non potevo infliggere un disagio, per lei così insopportabile, per un terzo quinquennio".

"Dopo avervi ringraziato - sottolinea Albertini - vi chiedo scusa miei cari concittadini, non ho corrisposto alle vostre attese, mi sono sottratto alle vostre richieste e ho preferito sperare di trascorrere, serenamente, con la mia famiglia, finché ci sarà salute, l'ultimo ottavo di vita media, dopo averne trascorsi sette, grazie anche a voi, con grandi soddisfazioni. spero vorrete perdonarmi".

"Alcuni sondaggi - spiega Albertini, già sindaco di Milano dal 1997 al 2006 - m'avevano inaspettatamente indicato come valido antagonista del sindaco uscente e Matteo Salvini aveva presentato, in pubblico e da solo, la mia candidatura. Lo ringrazio! Nel propormi, ha superato le tante divergenze politiche, da che ci conosciamo...24 anni. Gli avevo fatto presente le mie contrarietà, di carattere personale e familiare, ad accettare il gravoso compito: avrei rivissuto, da carnefice e vittima, quella nuova fattispecie di reato: 'il sequestro di persona del consenziente' (come avevo definito la vita del sindaco di Milano) e una sicura crisi coniugale, essendo mia moglie contrarissima, oltre a ridurre considerevolmente il mio reddito".

E continua: "Dall'annuncio pubblico del leader della Lega, si era aperto un dibattito su media ed era cominciato un flusso costante, impetuoso di messaggi diretti, vocali e scritti di incoraggiamento (...) per le quali non troverò mai parole sufficienti per dire grazie". Tra i tanti che gi hanno espresso parole di stima, Albertini ricorda Silvio Berlusconi: "che non mi ha fatto mancare il suo sostegno e la sua affettuosa amicizia".

Infine Albertini scrive che "se fossi stato candidato ed eletto, ecco il mio primo atto, da sindaco di Milano: chiedere a Beppe Sala d'entrare nella Giunta municipale, come vicesindaco, d'unirsi a me nel governo della città, magari accompagnato da alcuni assessori suggeriti da lui e/o dalle forze politiche responsabili che lo sostengono". "In altre circostanze non avrei mai pensato a un progetto così insolito - prosegue - per qualcuno forse così inconcepibile e persino farneticante ma viviamo tempi molto particolari e gravi. Dopo l'inverno della pandemia, ecco questa primavera, in cui ci sentiamo e vogliamo ritornare vivi, per veder risorgere Milano, la nostra radiosa, meravigliosa, impareggiabile Milano".

L'ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, si sfila dalla corsa alle Comunali di Milano, dopo essere stato indicato negli ultimi giorni come candidato del centrodestra in pole per guidare il Comune alle prossime amministrative di autunno. Ad annunciarlo, dopo i rumors circolati ieri, è lo stesso Albertini, in una lettera aperta scritta al quotidiano 'Libero'. "Grazie miei cari concittadini, mi avete reso, per qualche giorno, davvero felice della vostra riconoscenza, del vostro grato ricordo - si legge in un passaggio della missiva -. Stavo per cedere, per dire sì ma mi sono fermato davanti alla mia famiglia 'bicellulare' (siamo solo in due a vivere insieme) e a mia moglie non potevo infliggere un disagio, per lei così insopportabile, per un terzo quinquennio".

"Dopo avervi ringraziato - sottolinea Albertini - vi chiedo scusa miei cari concittadini, non ho corrisposto alle vostre attese, mi sono sottratto alle vostre richieste e ho preferito sperare di trascorrere, serenamente, con la mia famiglia, finché ci sarà salute, l'ultimo ottavo di vita media, dopo averne trascorsi sette, grazie anche a voi, con grandi soddisfazioni. spero vorrete perdonarmi".

L'ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, si sfila dalla corsa alle Comunali di Milano, dopo essere stato indicato negli ultimi giorni come candidato del centrodestra in pole per guidare il Comune alle prossime amministrative di autunno. Ad annunciarlo, dopo i rumors circolati ieri, è lo stesso Albertini, in una lettera aperta scritta al quotidiano 'Libero'. "Grazie miei cari concittadini, mi avete reso, per qualche giorno, davvero felice della vostra riconoscenza, del vostro grato ricordo - si legge in un passaggio della missiva -. Stavo per cedere, per dire sì ma mi sono fermato davanti alla mia famiglia 'bicellulare' (siamo solo in due a vivere insieme) e a mia moglie non potevo infliggere un disagio, per lei così insopportabile, per un terzo quinquennio".

"Dopo avervi ringraziato - sottolinea Albertini - vi chiedo scusa miei cari concittadini, non ho corrisposto alle vostre attese, mi sono sottratto alle vostre richieste e ho preferito sperare di trascorrere, serenamente, con la mia famiglia, finché ci sarà salute, l'ultimo ottavo di vita media, dopo averne trascorsi sette, grazie anche a voi, con grandi soddisfazioni. spero vorrete perdonarmi".

SAPERE DI BELLEZZA - Eccessi (positivi) delle riaperture: tutti al cinema alle 6 del mattino

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Da lunedì 26 aprile, come già sapete, hanno riaperto molti luoghi della cultura su tutto il territorio nazionale (perlomeno nelle regioni gialle). Tra questi, anche molti cinema, spesso piccole sale o cinema d’essai, mentre le multisala riapriranno da metà maggio.

Ha fatto notizia quindi la decisione del cinema Beltrade di Milano di programmare la prima proiezione della mini-maratona cinematografica di riapertura alle 6 di lunedì mattina, con il film Caro Diario di Nanni Moretti.

Ciò è dovuto anche al fatto che è ancora vigente il coprifuoco alle 22, ed è quindi molto difficile programmare proiezioni nella fascia serale.

Più di cento persone si sono presentate davanti ai cancelli, ma solo 84 sono potuti entrare (coloro che avevano prenotato), e hanno accolto con un lungo applauso l’inizio del film.

I perché di un fatto così inusuale sono molti, e vanno ricercati nella forzata mancanza di cultura causata dall’ultimo lungo lockdown; i luoghi della cultura infatti sono stati ininterrottamente chiusi dall’inizio di novembre del 2020, impedendo a moltissimi lavoratori di poter svolgere il proprio lavoro ma anche al pubblico di poter godere di spettacoli ed eventi culturali dal vivo.

Nonostante la digitalizzazione spinta che ha accompagnato tutto il periodo che viviamo dall’inizio della pandemia, la voglia delle persone di vedere e godere dal vivo non è passata, ed è anzi più viva che mai, tanto da far rinunciare anche a qualche ora di sonno pur di godersi di nuovo una proiezione.

Visto il successo, il cinema Beltrade replicherà “l’esperimento” sabato 1° maggio.

 

Claudio Scaccabarozzi

Precisazioni in materia di Cassa Integrazione.

L'Avvocato Giuslavorista Davide Pollastro da nuove indicazioni sulla quantificazione della indennità di Cassa integrazione, con particolare riferimento ai ratei di mensilità aggiuntive.


Cosa succede al lavoratore che si ammala durante il periodo di cassa integrazione ? O nel caso di malattia precedente, come funziona il passaggio dalla malattia alla Cassa?

Quando il lavoratore in Cassa Integrazione può esercitare un altro lavoro continuando a percepire la indennità di cassa? In quali casi e con quali limiti? VIDEO

SAPERE DI BELLEZZA - Maurizio Cattelan torna in mostra a Milano

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Dal 15 luglio 2021 inaugurerà Breath Ghosts Blind, la mostra dell’artista Maurizio Cattelan ospitata da Pirelli HangarBicocca di Milano.

L’artista esporrà quindi nella città che ospita tutt’ora una delle sue opere più famose, L.O.V.E, ovvero il dito medio di Piazza Affari (ne abbiamo già parlato qui).

Il water d'oro di Cattelan rubato da palazzo storico: era stato offerto ai  Trump, vale un milione di euro

Negli ultimi anni ci sono state diverse mostre all’estero, molto chiacchierate e controverse, come la retrospettiva del 2016 al Guggenheim di New York e la mostra presso il Blenheim Art Foundation di Woodstock, famosa perché ospitava l’opera America, cioè un water d’oro 18 carati, che sarebbe stato rubato nel corso della mostra stessa (vero furto o performance artistica?).

La banana con lo scotch: la nuova opera di Cattelan | Cagliari - Vistanet

La più recente provocazione è sempre del 2019, quando ad Art Basel Miami Beach l’artista, ospite della galleria Perrotin, ha esposto Comedian, una banana appesa al muro con del nastro adesivo.

La mostra che si terrà presso Pirelli HangarBicocca riprenderà temi cari all’artista, che con ironia riflette spesso su eventi storici e simbolici della società moderna, cercando di portarne alla luce anche le contraddizioni che le contraddistinguono.

La mostra è a cura di Roberta Tenconi e Vicente Todolì, e sarà visibile fino al 20 febbraio 2022.

 

Claudio Scaccabarozzi

L'opposizione sanitaria del prof. Galli: "Draghi sulla pandemia non ne ha azzeccata una"

L'infettivologo dell'Ospedale Sacco di Milano critica il premier sulle riaperture: "Con l'annuncio di venerdì è stato dato un messaggio di 'liberi-tutti' che proprio non ci potremmo ancora permettere". "Una vittoria della linea-Salvini? Non avrei pensato prevalesse così velocemente"


Le riaperture in Italia dal 26 aprile fanno infuriare Massimo Galli. "Il premier Draghi sul Covid non ne ha azzeccata una", dice l'infettivologo del Sacco di Milano in un'intervista a Il Fatto Quotidiano. La preoccupazione di Galli è che possano tornare a salire i contagi. "Ci saranno un milione di infezioni attive in Italia o pensate che tutti i positivi si fanno il tampone e vengono a saperlo?", domanda il direttore del reparto di Malattie infettive del Sacco e docente alla Statale

"Sotto casa mia qui a Milano c'è un mercatino all'aperto, poco fa (ieri mattina, ndr) ci sono passato ed era strapieno come non succedeva da mesi. Il punto è che con l'annuncio di venerdì è stato dato un messaggio di 'liberi-tutti' che proprio non ci potremmo ancora permettere. Almeno fino a una migliore copertura dei settantenni con la prima dose e degli ottantenni con la seconda. Mi sembrano obiettivi ancora lontani". Galli fa poi l'esempio di quanto accade in altri Paesi: "La Francia, che con le vaccinazioni è messa più o meno come noi, le scuole le ha chiuse. Nel Regno Unito hanno fatto un lockdown duro e stanno riaprendo solo ora. Anthony Fauci ha affermato che gli Stati Uniti sono ancora ben lontani dall'avere il problema sotto controllo. A me piacerebbe tantissimo far parte della schiera che pensa l'Italia sia messa benissimo, ma purtroppo non è così".

Si aspettava la vittoria della linea-Salvini? "Se devo essere franco non avrei pensato prevalesse così velocemente -risponde Galli-. Ma sono in profondo disaccordo con tutta la strategia adottata dall'Italia. Mi duole dirlo, perché su Mario Draghi, come milioni di italiani, riponevo molte aspettative, ma sulla pandemia non ne ha azzeccata ancora una". Altri errori, secondo l'esperto, sono stati commessi nella gestione del caso del vaccino AstraZeneca e il rischio trombosi: "Sul vaccino AstraZeneca abbiamo avuto un allineamento passivo su posizioni internazionali che non ci potevamo permettere visto lo stato della diffusione del contagio in Italia. Inutile dire, come fa Maurizio Crozza che è un attento osservatore, come sia più facile essere colpiti da un fulmine che da una trombosi dopo il vaccino. Troppe concessioni sono state fatte anche al partito trasversale pro riapertura delle scuole".

Vaccini, stop per rari casi di trombosi, il professor Galli duro: "Un errore che farà tanti morti. Sputnik per me è buonissimo"

L'infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università Statale di Milano critica severamente la sospensione delle somministrazioni da parte di alcuni Paesi di AstraZeneca e Johnson&Johnson: "Si deve accettare il concetto che, nell'ambito di milioni di vaccinati, possono emergere delle 'magagne', chiamiamole così". E promuove il siero russo


Covid, 55 nuovi casi positivi e nessun decesso | laRegione

Sospendere la somministrazione del vaccino anti Covid per rari casi di trombosi, come successo con AstraZeneca e Johnson & Johnson, è "un errore che farà molti morti". Così Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università Statale di Milano, interviene ad 'Agorà' su Rai3 dopo l'ultimo stop deciso in Usa per il prodotto di Janssen, il cui lancio è stato rimandato anche in Europa.

"Si deve accettare il concetto che, nell'ambito di milioni di vaccinati, possono emergere delle 'magagne', chiamiamole così. E queste magagne bisogna capire se sono da vaccino oppure no. E comunque, nella loro dimensione, non devono far cessare una campagna vaccinale la mancata esecuzione della quale certamente si può associare e si assocerà a molti morti", dice Galli.

"Anche quello russo", lo Sputnik V, "che secondo me è un buonissimo vaccino - sottolinea l'esperto - potrebbe, utilizzato in milioni di persone, cosa che non è ancora successa, avere come tutti gli altri, e sottolineo come tutti gli altri, qualche magagna".

Ma fermare una campagna di immunizzazione per un evento raro al momento neppure correlato con certezza alla vaccinazione, secondo Galli è un errore e costerà delle vite. "Ricordo quanti morti abbiamo già avuto in Italia", oltre 115mila. "Ho anche smesso di fare la conta - dice il medico - perché non ne posso più della conta dei morti".

"Questo tipo di problematiche", ossia le trombosi rare segnalate dopo la somministrazione dei vaccini anti-Covid di AstraZeneca e Janssen, "si sono viste soprattutto nel sesso femminile e soprattutto in una fascia d'età" giovanile. Allora "in fase prudenziale escludiamo quelle fasce, perché allargando la prudenza avremo un rallentamento" delle immunizzazioni che causerà più infezioni e più morti, e che "ci costringerà a rallentare le aperture", dice ancora Galli, che auspica "limitazioni molto precise" nel caso in cui si decida anche per il vaccino J&J di restringere le somministrazioni a particolari categorie.

"Se, come pare, questo tipo di situazione", questi eventi tromboembolici rari, "riguarda una particolare fascia d'età e soprattutto il sesso femminile - ragiona l'esperto - potrebbero essere date indicazioni togliendo per il momento dalla somministrazione quella fascia d'età e il sesso femminile. Questa potrebbe essere la soluzione intermedia più favorevole", vale a dire 'restringere le restrizioni' il più possibile.

Perché "certamente - avverte il medico - più limitiamo l'utilizzo di determinati vaccini che erano previsti in senso più ampio, più rallentiamo un processo di vaccinazione dal quale dipende la possibilità vera di riaperture e la soluzione del problema. Non ci sono dubbi rispetto a questo".

 

(Fonte: Adnkronos)

 

 
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