updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

Sondaggi, continua il boom di Giorgia Meloni: Fratelli d'Italia ora terzo partito al 17,2%. Fuori dalla "zona Champions" c'è il vuoto

Confermate nella Supermedia di YouTrend per AGI le tendenze delle ultime settimane. Lega in calo ma resta in prima posizione, Pd in risalita (ma che ancora sotto ai livelli pre-dimissioni di Zingaretti) e lotta serrata per il terzo posto tra FdI (nuovo record) e 5Stelle. Staccata Forza Italia, piccole percentuali per Azione, Italia Viva e Sinistra Italiana


sondaggi politici

Nuovo record di consensi per Fratelli d'Italia, la Lega ancora in calo e il Pd in risalita. Sono i risultati della Supermedia settimanale di YouTrend per Agi che conferma le tendenze già riscontrate nelle ultime settimane.

I primi quattro partiti

Il partito di Salvini ottiene una performance non particolarmente brillante ma resta in prima posizione con il 22,9 per cento. Il Pd guadagna un prezioso 0,6 per cento che gli consente di piazzarsi al secondo posto con il 18,6% e di recuperare il terreno perduto, anche se non riesce ancora a tornare ai livelli precedenti alle dimissioni di Nicola Zingaretti. Lotta serrata per il terzo posto tra M5S e Fratelli d'Italia. Questa settimana la spunta il partito di Giorgia Meloni che raggiunge la percentuale record del 17,2%, portando a casa un guadagno ulteriore dello 0,3%. Il Movimento quindi si piazza solo quarto con il 17% e un incremento più ridotto dello 0,1%.

Le altre forze

Dietro i quattro principali partiti, che sono racchiusi in meno di 6 punti, c'è quasi il vuoto, con Forza Italia in calo al 7,5% e staccata di quasi 10 punti dal M5S. Tra le componenti di maggioranza, quella giallorossa sembra più in forma rispetto a quella di centrodestra, una dinamica che riflette probabilmente gli atteggiamenti sul tema riaperture/restrizioni.

Azione rimane stabile al sesto posto con il 3,3%, Italia Viva risale al 3,2%, Sinistra italiana conferma il 2,2% del 25 marzo. Articolo 1 cala all'1,8%, + Europa è stabile all'1,6% a pari merito con i Verdi.

Incontro Letta-Renzi: "divergenza profonda" su Conte e 5Stelle

Faccia a faccia di 40 minuti tra i leader di Pd e Italia viva. Vaga comunanza su emergenza e vaccini, ma i nodi politici restano. Per i dem il rapporto con l'ex premier e i pentastellati è "essenziale per costruire una alternativa vincente a Meloni e Salvini". Incognita amministrative


Hanno trovato "elementi di accordo e altri di disaccordo" Enrico Letta e Matteo Renzi durante l'incontro di questa mattina. Un incontro "franco e cordiale", durato 40 minuti, che si è svolto all'Arel. "Divergenze profonde" tra i due riguardano il rapporto con Conte e il M5S, hanno riferito fonti del Nazareno, affermando che i leader hanno affrontato temi legati al quadro politico e alle prospettive future.

Il segretario del Pd e il leader di Iv hanno fatto una "analisi a tutto campo" della situazione del Paese, trovandosi d'accordo sul fatto che in questa fase l'impegno comune debba essere quello del sostegno alla campagna dei vaccini e al supporto economico per compensare le chiusure per Covid.

Quanto al rapporto con Conte e i 5 Stelle, per Letta - riferiscono le stesse fonti - è "essenziale per costruire una alternativa vincente a Meloni e Salvini". Sulle amministrative, Letta ha ascoltato le idee d Renzi, e per il leader del Pd il mese di aprile sarà "importante" per trovare le soluzioni.

Italia viva, all'Adnkronos, "conferma la narrazione del Nazareno" sull'incontro di stamattina. Un faccia a faccia a tutto campo, definito "cordiale e franco", in cui sono emersi "elementi di accordo e di disaccordo" tra cui, in particolare, una "divergenza profonda" sul rapporto con Conte e il M5S.

 

(Fonte: Adnkronos)

Nuovo decreto Covid, Italia chiusa un altro mese: tutte le misure per aprile. Scontro Salvini-Speranza sulle riaperture, governo in "zona rissa"

L'Italia resta in arancione o rosso fino alla fine di aprile, con spostamenti vietati in tutto il Paese, bar e ristoranti, cinema e teatri, palestre e piscine chiuse, niente visite a parenti e amici in zona rossa e possibili in zona arancione all'interno della regione una sola volta al giorno e in un massimo di due persone. Ma se l'andamento della pandemia e della campagna di vaccinazione lo consentiranno, saranno possibili deroghe per ripristinare le zone gialle e dare corso ad alcune aperture anche prima del 30 aprile. 

Il consiglio dei Ministri approva il nuovo decreto anti Covid in vigore dal 7 aprile che conferma sostanzialmente l'impianto delle misure già in atto e introduce due importanti novità: l'obbligo di vaccinarsi per tutto il personale che opera nella sanità, farmacisti compresi, e lo stop alla possibilità per i presidenti di Regione di emanare ordinanze, come hanno fatto in questo anno di emergenza, per chiudere le scuole nonostante le indicazioni nazionali prevedessero la presenza in classe.

 

Nuove dotazioni per la Polizia Locale: tutte le info sul bando

Dal ritorno a scuola in presenza ovunque fino alla prima media fino al divieto di fare visite agli amici nelle regioni in zona rossa, ad eccezione del weekend di Pasqua. E l'Italia divisa solo tra arancione e rosso per tutto il mese di aprile, anche se si può sperare in deroghe con un decisivo calo di contagi e un netto aumento delle somministrazioni del vaccino in quei territori con dati da giallo.

Zona arancione scuro, nuovo colore covid per l'Italia: quali sono le regole?

Ecco alcune delle misure più importanti previste dal nuovo decreto legge del Governo

SCUOLA - Si tornerà in presenza anche nelle zone rosse fino alla prima media mentre in quelle arancioni saranno in classe gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori, ma al 50%. I presidenti di Regione, a differenza di quanto è stato fino ad oggi, non potranno emanare ordinanze più restrittive per chiudere le scuole.

PASQUA IN ROSSO - Dal 3 al 5 aprile (come prevede già l'attuale decreto) tutta Italia sarà in zona rossa, come a Natale. Non si potrà circolare neanche all'interno del proprio comune ma è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi in ambito regionale in massimo due persone più i minori di 14 anni conviventi per andare a trovare parenti o amici. E' inoltre sempre possibile svolgere attività motoria, ma solo in prossimità della propria abitazione, e attività sportiva all'aperto in forma individuale

NIENTE ZONA GIALLA - Fino al 30 aprile tutta Italia sarà in zona arancione o rossa. Il Comitato tecnico scientifico ha più volte sottolineato che le misure previste per le zone gialle hanno dimostrato "una capacità di contenere l'aumento dell'incidenza ma non la capacità di ridurla". Il decreto prevede però una verifica a metà aprile: se la situazione epidemiologica lo consentirà, si valuterà la possibilità che le zone dove la diffusione del virus è più contenuta possano tornare in giallo e, dunque, procedere ad alcune riaperture, in particolare di bar e ristoranti, cinema e teatri.

POSSIBILI DEROGHE, MA DIPENDE DA CONTAGI E VACCINI - Per quelle Regioni in arancione che però avranno dati da zona gialla sono previste possibili deroghe in base all'andamento dei dati su contagi e cifre sulle somministrazioni del vaccino, in particolare alla popolazione anziane fragile. Dunque un eventuale ritorno al giallo solo per quei territori con dati epidemiologici bassi e numeri alti delle inoculazioni.

SPOSTAMENTI - Restano vietati gli spostamenti tra le Regioni, a meno che non si abbia una seconda casa. La mobilità è consentita solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Sarà sempre possibile rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione.

IN ZONA ROSSA STOP VISITE AD AMICI, MA A PASQUA SÌ - Nelle zone rosse non sarà consentito andare a trovare parenti o amici una volta al giorno e in massimo due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) come invece sarà permesso nel weekend di Pasqua quando tutta Italia sarà in rosso. Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, saranno invece consentite in zona arancione, all'interno del comune di residenza.

COPRIFUOCO - Confermato il divieto di uscire di casa dalle 22 alle 5. Anche in questo caso, il divieto non vale in caso di lavoro, salute o necessità.

BAR E RISTORANTI - Restano chiusi. Possibile solo l'asporto, fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti. In caso di ripristino delle zone gialle, bar e ristoranti potranno riaprire a pranzo.

PALESTRE, PISCINE, CINEMA, TEATRI, MUSEI - Ancora niente aperture fino al 30 aprile. Se la verifica di metà mese darà esito positivo e dunque torneranno le zone gialle, si potrebbe valutare la riapertura di cinema e i teatri con le regole che erano già previste nel precedente decreto: prenotazione obbligatoria, massimo 200 spettatori al chiuso e 400 all'aperto. Possibile riapertura anche per i musei.

SECONDE CASE - Sarà sempre possibile raggiungere le seconde case, anche in zona rossa, a patto che non ci siano però ordinanze dei presidenti di Regione che impongono regole più restrittive. E' il caso ad esempio di Campania Puglia e Liguria, che hanno posto per Pasqua il divieto non solo per i non residenti ma anche per i residenti. L'accesso alle seconde case per i non residenti è vietato in Valle d'Aosta, Alto Adige, Trentino, Toscana, Sardegna. In Sicilia si entra solo con tampone negativo effettuato 48 ore prima dell'arrivo.

OBBLIGO DI VACCINAZIONE PER SANITARI E FARMACISTI - Chiunque lavori in una struttura sanitaria, medici, infermieri, operatori sociosanitari, farmacisti, dipendenti anche amministrativi di Rsa e studi privati dovrà vaccinarsi. Per chi rifiuta è prevista la sospensione dello stipendio per un tempo congruo all'andamento della pandemia. Quando si raggiungerà l'immunizzazione di massa o si registrerà un calo importante della diffusione del virus, la sanzione verrebbe revocata. La sospensione durerà al massimo sino al 31 dicembre del 2021. Previsto anche lo 'scudo penale' per i somministratori che seguono le regole, limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave.

STRETTA SUI VIAGGI - L'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza valida fino al 6 aprile prevede che tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei 14 giorni antecedenti all'ingresso in Italia in uno o più Stati e territori dell'Ue siano obbligati a sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e ad un periodo di 5 giorni di quarantena.

VIA LIBERA A CONCORSI PUBBLICI - Inserita nel decreto la norma che sblocca tutti i concorsi nella Pubblica Amministrazione dopo il via libera del Cts al protocollo del ministero della Funzione pubblica. Si potranno svolgere le prove su base regionale e provinciale e, dove possibile, in spazi aperti. Dal 3 maggio è consentito lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni.

Salvini: «Fiducia in Draghi, no a chiusure per scelta di Speranza. Dopo  Pasqua ritorno alla vita sarà realtà» - Il Mattino.it

POLEMICHE E TENSIONI NEL GOVERNO: SALVINI CONTRO SPERANZA E CTS, PD CONTRO LA LEGA. LA MEDIAZIONE DI DRAGHI

Il provvedimento che esce dal consiglio dei ministri è il frutto della mediazione del presidente del Consiglio Mario Draghi tra l'ala rigorista della maggioranza, che non voleva neanche il riferimento alle possibili deroghe, e le forze politiche, Lega in testa, che spingevano per le riaperture: non ci sarà l'allentamento subito dopo Pasqua ma ci sarà la 'verifica' sui dati, che potrebbe portare a riaperture anticipate con una semplice delibera del Cdm. Una soluzione arrivata dopo oltre due ore di riunione che consente a tutti di poter affermare di aver ottenuto quel che volevano. "Il decreto mette la tutela della salute al primo posto" dice il ministro della Salute Roberto Speranza esprimendo "soddisfazione" per le scelte fatte. Subito dopo Pasqua "il governo valuterà eventuali riaperture" ribadiscono dalla Lega ammettendo che avrebbero preferito "un'apertura maggiore" ma di aver ottenuto comunque il "commissariamento di Speranza e del Cts". "Non si possono rinchiudere fino a maggio 60 milioni di persone - dice lo stesso Salvini rinnovando la "lealtà" della Lega nei confronti di Draghi - per scelta politica, non medica o scientifica, del ministro Speranza". Soddisfatti anche i ministri di Forza Italia per la possibilità di "aperture mirate già prima della fine di aprile". Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto legge Covid ma resta la tensione sulla questione delle aperture: nel provvedimento si prevede che la zona gialla sia abolita fino al 30 aprile ma sono previste possibile deroghe, che passano comunque dal Cdm, in caso di dati paricolarmente positivi per una zona in relazione ai contagi e al numero dei vaccinati.

"Gli attacchi della Lega al ministro Speranza e al Cts sono inqualificabili e indegni. Le notizie che arrivano dalla Francia meritano il massimo rispetto e la considerazione sia da parte di chi è al governo sia da parte di chi vorrebbe riaprire tutto e presto. Riaperture affrettate rischiano di sfuggire di mano per la contagiosità estrema della variante inglese. Chi non vuole guardare la realtà potrebbe accorgersi che gli effetti devastanti degli errori di sottovalutazione della situazione precipitano in pochi giorni". Così Francesco Boccia, deputato e membro della Segreteria nazionale PD.

 

(Fonte: Ansa)

Omofobia, scontro Pd-Lega sul ddl Zan. Il Carroccio non lo vuole in agenda: "Tema divisivo e ideologico". I dem: "Non accettiamo ricatti, su questa legge andremo avanti"

Cresce la tensione tra i due partiti di governo, divisi su tante questioni, una delle quali è il disegno di legge che prevede misure specifiche e maggiormente repressive per gli atti legati all'orientamento sessuale 


Scontro tra Lega e Pd sul ddl Zan sull'omotransfobia, fermo a Palazzo Madama dopo l'approvazione da parte della Camera e di cui Pd-M5s-Italia viva-gruppo Misto e Autonomie hanno chiesto la calendarizzazione nella commissione Giustizia del Senato. "La Lega - dice il presidente dei senatori del Carroccio Massimiliano Romeo interpellato dall'Ansa - è assolutamente contraria alla calendarizzazione.

E' un tema divisivo e ideologico che non fa parte dell'agenda politica. Forzature su temi così divisivi rischiano di compromettere quei rapporti all'interno del Parlamento e quel clima di sostegno e unità nazionale che si è creato e potrebbero avere riflessi sul governo". "Sarebbe cosa buona e saggia concentrarsi su questioni a cui i cittadini danno maggiore attenzione come la sanità e la gestione economica della crisi Covid. Le altre sono bandiere politiche. Sia noi che Forza Italia siamo contrari alla calendarizzazione", ha aggiunto Romeo e concluso: "Già oggi chi aggredisce e insulta delle persone per il loro orientamento sessuale, può e deve essere punito".

Al capogruppo leghista al Senato Romeo, che ha dichiarato di essere contrario alla calendarizzazione della legge contro l'omofobia, già approvata alla Camera, vorrei spiegare che una cosa è l'agenda di governo e altra cosa è l'agenda delle iniziative parlamentari sulla quale non ci sono ovviamente vincoli di maggioranza. Consiglierei, inoltre, alla Lega di abbandonare la strada dei ricatti su questi temi. Il Partito democratico non accetta ricatti, e su questa legge, come abbiamo già detto, andremo avanti". Lo dichiara il deputato Pd Michele Bordo.

Il Pd non accetta ricatti "anche perché - sostiene Bordo - purtroppo nel nostro Paese continuano a ripetersi aggressioni legate all'orientamento sessuale di nostri concittadini ed è assurdo che l'Italia, al pari di altri Paesi europei, non si doti di strumenti legislativi per combattere questi odiosi crimini di stampo omofobico".

"Il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari ha ieri sconvocato per una seconda volta l'Ufficio di presidenza, temendo che si possa calendarizzare il ddl Zan come richiedono Pd, M5s, LeU, Iv e Autonomie. Anziché essere super partes, il leghista Ostellari cede a tal punto ai diktat del suo partito da ricorrere a simili mezzucci ostruzionistici. Vergognoso e imbarazzante, poi, che abbia ventilato l'ipotesi di nominare Simone Pillon a relatore della legge. Si teme a tal punto il libero confronto politico in Senato su tale tema di civiltà?". A dichiararlo in una nota il comitato di Dá voce al rispetto, la campagna nazionale del basso per sensibilizzare la pubblica opinione sull'approvazione del ddl contro l'omotransfobia, la misoginia e l'abilismo. "Per questo motivo - continua il comitato promotore - plaudiamo alla ferma volontà del senatore Pietro Grasso (LeU), che con una lettera formale, condivisa dai capigruppo Pd, M5s, Iv e Autonomie in Commissione Giustizia, ha oggi sollecitato Ostellari a convocare l'Ufficio di presidenza, ribadendo che 'sui diritti non si arretra di un millimetro'".

 

(Fonte: Ansa)

Decreto Sostegni, Letta attacca Salvini: "Cdm in ostaggio, pessimo inizio". La replica: "Pensi allo ius soli". Poi un grande classico: "Enrico stai sereno"

Botta e risposta tra il neo segretario del Pd Enrico Letta e Matteo Salvini. Ad andare all'attacco per primo è Letta: "Molto bene.Il decreto Sostegni interviene su salute, scuola, turismo, cultura e aiuta lavoratori e imprese. Bene Draghi. Bene i ministri. Male, molto male che un segretario di partito tenga in ostaggio per un pomeriggio il Cdm (senza peraltro risultati). Pessimo inizio Salvini", scrive su twitter riferendosi alle tensioni in Cdm sulla questione cartelle.

"C'è chi pensa allo ius soli - è la replica di Matteo Salvini - e c'è chi pensa ad aiutare gli italiani in difficoltà con un decreto da 32 miliardi. Basta con le polemiche, Enrico stai sereno". 

Bertolaso candidato sindaco di Roma, Salvini insiste: "Si vota in autunno, quando avrà terminato il lavoro sui vaccini in Lombardia"

"Si vota in autunno e noi ci stiamo preparando: stamattina ho parlato con Bertolaso. E' certo che se riuscirà a mettere in sicurezza la salute dei lombardi, in autunno si può occupare della vita dei cittadini della Capitale"."Guido Bertolaso da persona seria qual è diceva che se si sarebbe votato a maggio, essendo già impegnato in Lombardia, non avrebbe potuto fare due cose insieme. Ma se il piano vaccinale si conclude presto, con lui possiamo andare avanti su Roma. Poi non voglio forzarlo. Abodi persona stimabile, ma mi permetterò di insistere con Bertolaso, una personalità concreta e rapida". Così il il leader della Lega, Matteo Salvini, ribadendo la sua volontà di candidare Guido Bertolaso a sindaco di Roma. 

Il Parlamento europeo revoca l'immunità a Puigdemont e altri due indipendentisti catalani. La Lega aveva lasciato libertà di voto ai suoi

Il voto dell'Aula di Bruxelles apre la strada ad un nuovo esame da parte della giustizia belga delle richieste di estradizione emesse dalla Spagna contro Carles Puigdemont e Antoni Comin che vivono in Belgio. Clara Ponsati Obiols invece vive in Scozia, paese che ha sospeso tale esame, in attesa della decisione degli eurodeputati. Ora rischiano di finire nella mani della giustizia iberica per le accuse legate al referendum del 2017. Solidarietà da Gianna Gancia del Carroccio che però ha al suo interno sia autonomisti sia sovranisti nazionalisti


Puigdemont: EU parliament lifts ex-Catalan leader's immunity - BBC News

Il Parlamento Europeo ha votato per togliere l'immunità parlamentare agli eurodeputati indipendentisti catalani Carles Puigdemont, Antoni Comin e Clara Ponsatì Obiols, di Junts per Catalunya (Non Iscritti). I risultati della votazione sono stati annunciati in Aula a Bruxelles, all'avvio dei lavori della plenaria di oggi. La richiesta di rimuovere l'immunità nei confronti dei tre esponenti indipendentisti, promotori di una via non armata alla secessione culminata nel referendum del primo ottobre 2017, mai riconosciuto dal governo spagnolo, è stata approvata, nel caso di Puigdemont, con 400 voti favorevoli, 248 contrari e 45 astenuti; per Comin e Ponsatì i numeri sono simili (404 favorevoli, 247 contrari, 42 astenuti).

L'approvazione della rimozione dell'immunità nei confronti dei tre eurodeputati catalani è avvenuta a voto segreto, come prevede il regolamento del Parlamento, quindi la composizione dei voti favorevoli alla rimozione dell'immunità non è nota. Popolari più Socialisti arrivano a 320 seggi (posto che tutti abbiano votato a favore), ma il tema dell'indipendenza della Catalogna è trasversale ai gruppi politici e alle nazionalità.

Basti pensare che nel gruppo dell'Ecr, i Conservatori e Riformisti Europei, siedono fianco a fianco i nazionalisti spagnoli di Vox, ferocemente contrari all'indipendenza catalana, e gli indipendentisti fiamminghi belgi dell'N-Va, che hanno dato accoglienza agli esuli catalani, con i quali hanno antichi rapporti di fratellanza (nelle Fiandre non è insolito vedere esposte bandiere catalane fuori dalle case).

Alla delegazione degli eurodeputati della Lega, partito che ha un passato autonomista quando non indipendentista (Luca Zaia e Roberto Maroni si erano pubblicamente schierati contro la repressione del movimento pacifico indipendentista catalano) e un presente con un orientamento maggiormente sovranista o nazionalista, era stata lasciata libertà di voto.

La rimozione dell'immunità parlamentare dei tre eurodeputati indipendentisti catalani decisa oggi dall'Aula è "una vittoria della democrazia e dello Stato di diritto" e "sono molto soddisfatta per questo risultato" ha commentato la presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici nel Parlamento Europeo, Iratxe Garcìa Perez (Psoe, Spagna), in conferenza stampa a Bruxelles, nel corso della plenaria.

"Questo Parlamento - ha aggiunto - non ha fatto altro che dimostrare l'importanza che ha la collaborazione con la giustizia. Non potevamo fare altro, se non collaborare e non bloccare il corso della giustizia. Al Parlamento Europeo non spetta giudicare nessuno, bensì garantire che la giustizia possa fare il suo lavoro".

"E in questo caso - ha proseguito Garcìa Perez - una chiara maggioranza ha appoggiato il fatto che la giustizia spagnola faccia il suo lavoro. E' una vittoria della democrazia e dei democratici. Alla fine siamo riusciti a far sì che la ragione prevalesse".

Garcìa Perez ha risposto con durezza sulla posizione di Unidas Podemos, alleato di governo del Psoe, che ha votato contro la rimozione dell'immunità. "Come presidente dei Socialisti - ha detto - non sprecherò un solo minuto per spiegare il voto di un altro gruppo politico. Sarà Podemos che dovrà spiegare i motivi della sua decisione di non collaborare con la giustizia. E' loro responsabilità: sono loro - ha concluso - che devono dare spiegazioni alla cittadinanza europea e spagnola".

Gianna Gancia, europarlamentare della Lega, ha invece espresso "piena solidarietà ai colleghi deputati catalani che, con il voto di ieri del Parlamento Europeo riunito in seduta plenaria, sono stati privati dell’immunità parlamentare". Per Gancia, si tratta di "un precedente pericoloso per la democrazia in Europa, perché si fa passare l'idea che le controversie politiche possano essere risolte per vie giudiziarie e non attraverso il dialogo nelle sedi istituzionali preposte".

"Il mio auspicio è che il tribunale belga non conceda l’estradizione e che sia fatto valere il principio dell’autodeterminazione dei popoli, così come sancito dalla carta delle Nazioni Unite", conclude Gancia.

 
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Sondaggio, crollo Pd dopo l'addio di Zingaretti (16,6%). Dem scavalcati dalla Meloni, Lega sempre primo partito. Il M5S recupera con Conte

Lega primo partito davanti al M5S, Fratelli d'Italia supera il Pd, che perde quasi il 2% dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti dalla carica di segretario. E' il quadro del sondaggio realizzato da Swg per il Tg La7. La Lega di Matteo Salvini guadagna lo 0,1% in una settimana e sale al 23,5%. Il Movimento 5 Stelle, con Giuseppe Conte destinato a recitare un ruolo di primo piano, cresce dell'1,4% e arriva al 17,2%. Fratelli d'Italia cede lo 0,2% ma il partito guidato da Giorgia Meloni scavalca il Pd, che perde l'1,9% dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti e ora vale il 16,6%. Passo avanti di Forza Italia, che arriva al 7%, mentre Azione cede lo 0,2% e scende al 3,7.

Referendum, Zingaretti fa i conti senza 'Direzione' - Avanti

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