updated 5:12 PM UTC, Jan 15, 2021

Crisi di governo, il centrodestra insolitamente unito: "Conte si dimetta, senza fiducia la via maestra è il voto. Siamo la prima forza politica del Paese"

Nota congiunta dei leader dell'opposizione, indisponibili a sostenere governi di sinistra: "Ci affidiamo alla saggezza del Presidente della Repubblica per una soluzione rapida". Meloni: "L'Italia non può permettersi di perdere altro tempo". Salvini: "Le urne sono la strada più giusta, ma siamo pronti ad assumerci in Parlamento la responsabilità di un nuovo esecutivo. Ecco le nostre riforme"


"Il centrodestra, prima forza politica del Paese, chiede che il presidente del Consiglio prenda atto della crisi e si dimetta immediatamente o, diversamente, si presenti giovedì in Parlamento per chiedere un voto di fiducia". Lo si legge in una nota congiunta dei leader dell'opposizione di centrodestra. "Se non ci sarà la fiducia, la via maestra per riportare al governo una maggioranza coesa con un programma condiviso resta quella delle elezioni".

I partiti della coalizione ribadiscono con chiarezza l'indisponibilità a sostenere governi di sinistra. "Ci affidiamo alla saggezza del Presidente della Repubblica per una soluzione rapida", recita il documento diffuso al termine del vertice.

Le parole di Giorgia Meloni - Da giorni, pur di far uscire il Paese, a suo giudizio bloccato dalle beghe tra partiti, l'opposizione chiedeva una svolta, ma ancora con alcune sfumature. Per Giorgia Meloni l'unica strada sono le urne: "Italiani in ginocchio, governo allo sfascio. L'Italia non può permettersi di perdere altro tempo. Conte si dimetta. Elezioni subito", twittava dopo la conferenza stampa di Matteo Renzi.

La posizione di Matteo Salvini - In mattinata era stato il segretario della Lega, Matteo Salvini, a ribadire una road map per uscire da quello che ha definito "lo squallido teatrino di questa crisi". Le elezioni sono sempre considerate la "via più giusta". Tuttavia, in assenza dello scioglimento, aggiungeva Salvini, il centrodestra è pronto ad assumersi le sue responsabilità di fronte al Paese: "Su cinque punti, su cinque riforme precise da fare in pochissimo tempo, io credo che in Parlamento un'alternativa ci possa essere, con il centrodestra a fare da guida, e che sia nostro dovere offrirla agli italiani". Quindi le elenca: "Parlo di riforme su salute, lavoro e imprese, scuola, infrastrutture e giustizia". Più tardi, in serata l'ex vicepremier, dopo lo strappo di Renzi, torna però a chiedere il voto: "Conte, Renzi, Di Maio, Zingaretti. Litigio infinito, Italiani in ostaggio. Salute, lavoro, scuola, tasse. Tutto fermo".

Renzi ritira la delegazione dal governo: aperta la crisi. "Conte-bis fatto nascere da noi contro Salvini". Rimpasto, nuova maggioranza. elezioni: cosa succederà? (VIDEO)

"Abbiamo convocato la conferenza per annunciare dimissioni di Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto". Lo annuncia Matteo Renzi, leader di Italia Viva, per il quale "la crisi è aperta da mesi, e non da noi". "Abbiamo fatto nascere questo governo contro il senatore Salvini che chiedeva i pieni poteri. Non consentiremo a nessuno di avere i pieni poteri", ha aggiunto - (VIDEO)


Il leader di Italia Viva Matteo Renzi annuncia, in conferenza stampa alla Camera, le dimissioni della 'sua' delegazione dal governo: le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto. "E' molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo - afferma - noi viviamo una grande crisi poltica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia.

Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello d risolvere i problemi, non nasconderli".  "La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi", aggiunge. "Nell'affermare fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica e nel ruolo istituzionale che ricopre - osserva Renzi -  pensiamo che si debbano affrontare tre punti cardine". "Il re è nudo. Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su instagram è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c'è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche", incalza. "Questo è il punto fondamentale: non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. Questo prevede la nostra costituzione che non è una storia su instagram".

"Abbiamo chiesto tre questioni al premier. Il primo è di metodo: non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri, abbiamo fatto un governo per non darli a Salvini". Lo dice Matteo Renzi in conferenza stampa alla Camera attaccando "l'utilizzo in modo ridondante delle dirette tv, quello discutibile della delega ai servizi". "C'è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l'unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali", prosegue. "Ci sarà un motivo se l'Italia è il Paese ha il maggior numero di morti e il Pil che crolla".

Crisi di governo, che succede? Oggi Renzi "comunicherà la sua decisione". Intanto il Consiglio dei ministri approva il Recovery Plan, astenute le ministre di Italia Viva

La conferenza stampa convocata da Renzi nel pomeriggio alla Camera potrebbe certificare l'addio di Iv al governo. Per Conte impossibile un nuovo esecutivo con loro; ira dei 5Stelle: "Meschini politicanti"


Renzi mette una pietra sul Conte bis: "È finito, ora parliamo del dopo" -  IlGiornale.it

Il governo Conte II è a un passo dalla crisi. Il via libera nella notte al Recovery Plan da parte del Consiglio dei ministri, con l'astensione sul testo delle ministre di Italia Viva, non è servito a ricucire lo strappo all'interno della maggioranza. Al contrario, un ministro presente al confronto ha parlato all'Adnkronos di un clima "da requiem" in Cdm. Oggi Matteo Renzi comunicherà la sua decisione, se uscire o meno dal governo. La conferenza stampa del leader di Italia Viva con le ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto avrà luogo alle 17.30.

PALAZZO CHIGI E L'IRA DEL M5S

Secondo quanto trapelato ieri da Palazzo Chigi, se Renzi si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia, per Conte sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Italia Viva. Un concetto ribadito ieri con forza dagli esponenti del Movimento 5 Stelle. "Se Iv ritira le sue ministre le nostre strade si dividono" ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intercettato dall’Adnkronos. "Se aprono una crisi di governo, mai più a un tavolo con questi meschini politicanti", ha detto senza giri di parole Alessandro Di Battista in un post su Facebook nel quale ha definito Renzi e i renziani un "manipolo di anti-italiani".

"E' già pronto un esecutivo Conte-Mastella", ha detto ieri sera Renzi a Cartabianca. Per il leader di Italia Viva, infatti, il premier avrebbe "già l'accordo, i numeri per il nuovo esecutivo". Per Renzi il rimpasto " è un racconto fatto dai media ma è falso. Quando dicono che Renzi fa tutto per un ministro in più, io rispondo con la verità ma veline di palazzo Chigi sapientemente imbeccate" dicono il falso "tanto che stiamo ragionando di dimissioni e non di rimpasto". "Se si apre una crisi, il Parlamento troverà una soluzione, non si va a votare", ha detto Maria Elena Boschi a Porta a Porta, precisando che "l'ipotesi di un governo di centrodestra con Italia Viva non esiste".

RENZI: "PRONTO PER L'OPPOSIZIONE"

Anche per Renzi, in ogni caso, la strada sembra tracciata. "Evidentemente Conte ha trovato i 'Responsabili'. Vorrà dire che sarò all'opposizione e che farò un'opposizione diversa da Salvini e Meloni - è stato il commento di Renzi - Non volevo far fuori Conte, sono io che mi sono fatto fuori da questo governo, sullo spreco di denaro pubblico non ci metto la faccia. Penso che Conte sostituirà le ministre di Italia Viva che si dimetteranno e poi andrà alle Camere per chiedere la fiducia. Non so se prima si recherà al Quirinale, comunque quando avrà dei nuovi ministri farà il passaggio parlamentare".

 

(Fonte: Adnkronos)

Ora il virologo vuole fare i palinsesti tv. Renzi sfora e Galli sbotta con la Berlinguer: "Bisognerebbe occuparsi solo del Covid". E Crisanti commenta la crisi di governo (VIDEO)

L'onnipresente direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'ospedale Sacco di Milano protagonista di un siparietto nello trasmissione Rai Caratabianca dopo l'intervista a Matteo Renzi sulla crisi di governo. Il professore, apparso molto scocciato, ha espresso tutto il suo disappunto per il ritardo nel collegamento, commentando anche l'intervento del leader di Italia Viva: "Sono preoccupato dalla serqua di luoghi comuni che ho sentito"


Cartabianca, Bianca Berlinguer si infuria per i rumori in studio mentre  parla Renzi. E Galli per il ritardo: “Sono molto scocciato” - Il Fatto  Quotidiano

Matteo Renzi sfora e il professor Massimo Galli sbotta. L'intervista del leader di Italia Viva, nello studio di Cartabianca, dura circa un'ora. Alle 23, Bianca Berlinguer si collega con Galli. E il professore, responsabile di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, non nasconde il suo malumore. "Ha un'aria un po' scocciata, professore", esordisce la giornalista. "Un po' troppo scocciata, abbia pazienza. Sono in piedi a lavorare dalle 6 di stamattina, faccio a meno... Sono preoccupato per la crisi di governo? Sono preoccupato dalla serqua di luoghi comuni che ho sentito, oltretutto, mi perdoni: forse è il caso che ne parliamo un'altra sera con tranquillità". In studio arriva anche il professor Andrea Crisanti: "La crisi di governo? Non la auspico, crea un vuoto di potere in un momento delicato". "In questo momento bisognerebbe occuparsi in maniera specifica e diretta di questo", dice Galli riferendosi all'emergenza Covid, "e di non molto altro".

Renzi non molla e rilancia la sfida a Conte: "Se non ha i numeri si fa un altro governo"

Il nuovo, ennesimo, ultimatum del leader di Italia Viva arriva alla vigilia di una delicata riunione di maggioranza, convocata dal presidente del Consiglio per domani alle 18 con l'intento di discutere la bozza del Recovery plan da portare in Consiglio dei ministri nelle ore successive


Le disgrazie non vengono mai sole | Salto.bz

Matteo Renzi torna a lanciare la "palla nel campo" di Giuseppe Conte e sfidarlo sui tre piani di scontro dei giorni scorsi: Mes, conta in Aula e delega sui servizi. "Presenteremo un nostro documento che chiederà: sì o no al Mes?", annuncia il leader di Italia viva. "Non saremo complici di uno sperpero, siamo pronti a dimetterci e andare all'opposizione. Se Conte, come sembra, vuole cercare i voti dei responsabili in Aula lo aspettiamo lì". "Iv non si spacchera' - assicura l'ex premier - e se Conte non avrà i numeri, si fa un altro governo, non le elezioni". "Io non sono un inciucione ma sul Recovery bisogna parlare con l'opposizione", aggiunge. E ancora: "Si faccia presto il Cdm. A chi chiede se il Mes è la conditio sine qua non per andare avanti, rispondo: perchè no al Mes?".

Il nuovo, ennesimo, ultimatum di Renzi arriva alla vigilia di una delicata riunione di maggioranza, convocata dal presidente del Consiglio per domani alle 18 con l'intento di discutere la bozza del Recovery plan da portare in Consiglio dei ministri nelle ore successive.  

Crisi di governo, la sfida tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il  premier Giuseppe Conte: il vincitore senza vittoria | Rep

Altro tema che Renzi pone è quello della delega sui servizi segreti.  "E' assurdo che il presidente del Consiglio non voglia cederla", insiste, "come hanno fatto tutti i suoi predecessori", Ma, aggiunge poi, per rispetto agli agenti che rischiano la vita ogni giorno e che agiscono sotto copertura o quando c'è da pagare un riscatto o da difendere le istituzioni, non ne parlerò più. Da qualche mese i servizi sono oggetto di una polemica assurda, sono sconvolto".

Infine, il leader di Italia viva si associa alla sua ministra Teresa Bellanova nel definire "timida" la condanna di Conte all'assalto di Capitol Hill da parte dei sostenitori di Donald Trump.  "E' stato importante che anche Boris Johnson, altro uomo di destra, abbia detto parole durissime come Angela Merkel. Ha ragione Bellanova, lo ha detto Veltroni - sostiene -: quando c'è una ferita alla democrazia, si sta tutti dalla parte della democrazia, non è che se uno è amico di Trump non dice parole chiare". "Il rispetto delle forme è parte della democrazia", sottolinea. 

 

(Fonte: Agi)

Governo, la sfida di Renzi: "Non vogliamo poltrone, pronti a lasciarle. Con Conte abbiamo un problema politico"

"Quali poltrone da ministro vuoi / volete? Risposta. Nessuna!". Lo scrive Matteo Renzi nella e-news "Le veline del Palazzo riempiono i giornali di totoministri. Chiacchiere buone solo per far passare il messaggio che si risolve tutto con un rimpastone", ha detto tra le altre cose l'ex premier e leader di Italia Viva che continua a tenere in bilico l'esecutivo di Giuseppe Conte


Governo, Renzi: Non vogliamo poltrone, pronti a lasciarle

"Nessuna! Siamo infatti gli unici disponibili a lasciare le poltrone. Se le nostre idee servono, ci siamo. Se le nostre idee non servono, tenetevi anche le poltrone". Così Matteo Renzi nell'e-news sulla richieste di 'poltrone' da Iv. "Le veline del Palazzo riempiono i giornali di totoministri. Chiacchiere buone solo per far passare il messaggio che si risolve tutto con un rimpastone. Noi invece abbiamo messo nero su bianco i contenuti: spese sanitarie, alta velocità, vaccini, scuola, cultura, posti di lavoro".  

"Magari avessimo un problema personale: noi abbiamo un problema politico con Conte", ha scritto ancora nell'e-news. "Sul Recovery, sul Mes, sull'intelligence, sulla scuola, sull'alta velocità, sul garantismo, sul ruolo internazionale dell'Italia e sulla presenza nel Mediterraneo, sul rapporto con gli Stati Uniti, sul lavoro e il reddito di cittadinanza, sulla crescita, sullo stile istituzionale ho argomentato idee diverse. Non è un fatto personale, si chiama politica. E ho messo nero su bianco le nostre riflessioni per evitare che fossero sostituite dalla "narrazione" dei portavoce".

"Italia Viva è sempre rappresentato come il partito che crea problemi al governo ma ieri sera e' andato in onda un teatrino imbarazzante non con Iv ma tra il Pd e il M5S", ha detto il ministro dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. "Una discussione infinita - ha proseguito Bellanova - e un consiglio dei ministri che è iniziato alle 21 ed è finito quasi all'una di notte per discutere se aprire le scuole il 7 o l'11 gennaio. Il problema però è molto più serio: cioè se in questi mesi si è lavorato per permettere alla scuola di aprire in sicurezza".

 

(Fonte: Ansa)

Governo, la tensione rimane alta. Slitta l'incontro Conte-Italia Viva. Renzi: "Battaglia per le idee, non per le poltrone"

Bellanova a Bruxelles: disguido sulle agende e mossa per prendere tempo? Probabile vertice entro venerdì. Il leader di Italia Viva, Renzi, aveva duramente criticato l'esecutivo per la task force per il Recovery Plan


Italia Viva ha chiesto al presidente Conte di spostare l'incontro fissato per le 13 a Palazzo Chigi. Le ragioni dell'annullamento dell'appuntamento sono da ricercare nell'assenza della ministra Bellanova, impegnata a Bruxelles. L'incontro, fanno sapere fonti di Italia Viva, verrà dunque spostato ai prossimi giorni, probabilmente entro venerdì.

Il premier Conte, in questi giorni, è impegnato in incontri con le diverse forze politiche. "Ci sono state chiare note critiche da parte di una forza politica, in particolare Italia Viva, ed è giusto che ci sia questo confronto. Ma i cittadini devono stare tranquilli: non vogliamo, o almeno io non voglio disperdere energie rispetto all'azione di governo che in questo momento di emergenza è ovviamente ancora più intensa", ha spiegato in un'intervista a La Stampa.

Renzi: "A Conte darò documento, Iv pronta a lasciare le poltrone" "Sui temi del salto di qualità del governo diremo la nostra al premier Conte con un documento scritto, appena ci sarà occasione di incontrarci (non oggi perché la Bellanova è a Bruxelles)". Sono le parole del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha aggiunto che "stiamo facendo una battaglia per le idee, non per le poltrone. Noi siamo l'unico partito che è pronto a rinunciare alle poltrone, non a chiederle".

Governo, il momento è critico. Conte: "Non temo voto sul Mes". Ma Renzi: "Se va sotto il premier dovrebbe dimettersi". Di Maio gioca in difesa: "Non diamo il fianco a chi vuole sostituire il presidente del Consiglio"

"Siamo in guerra con il virus, ma ora inizia la ricostruzione nel segno dell'Europa e sarà il mio governo a guidarla perché non cadrò sul Mes". Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista a Repubblica. "Guido un governo europeista, saremo protagonisti della riforma del Mes e del Recovery Fund assieme a Berlino e Parigi", afferma il premier, che assicura di non temere il voto del 9 dicembre in Parlamento sulla riforma del Mes "perché il M5S sta completando la svolta pro-Ue". E a chi nella maggioranza ipotizza rimpasti, Conte fa sapere che "dovete uscire allo scoperto e chiedere cosa volete"


Conte propone un deficit al 2,04%. L'accordo con la Ue è più vicino

Siamo in guerra con il virus e "l'Italia partecipa ai processi riformatori europei con un ruolo da protagonista e così sarà fino a quando avrò responsabilità di governo". Lo dice il premier Giuseppe Conte in una lunga intervista con La Repubblica.

"Non temo il voto sul Mes" sottolinea, perché il voto non sarà sull'attivazione del Salva-Stati "ma su alcune sue modifiche che, grazie anche al contributo dell'Italia, sono servite a migliorare un meccanismo già esistente dal 2012". A chi ipotizza rimpasti fa sapere: "dovete uscire allo scoperto e chiedere cosa volete". Fra i temi principali dell'intervista, c'è il Recovery Fund: lunedì con i Ministri se ne approverà il budget "con tutti gli appostamenti" e "approfondiremo anche la sessantina di progetti che hanno superato il vaglio preliminare e che sono ormai in dirittura finale. Li raggrupperemo in 17 clusters". Esprimeranno "una chiara visione del Paese" individuando, le "carenze strutturali del Paese" da superare. Lunedì "approveremo anche la struttura di governance con coordinamento presso la Presidenza del Consiglio". Vi sarà, "un comitato ristretto deputato a vigilare con costanza tutta la fase attuativa. Ne faremo parte io, il ministro dell'Economia e il ministro dello Sviluppo Economico". La supervisione tecnica dell'attuazione "sarà affidata a una struttura composta da sei manager, assistiti da uno staff dotato delle necessarie competenze professionali". Alcuni dei progetti "saranno centralizzati, altri avranno una dimensione capillare sul territori": dal potenziare l'offerta degli asili nido "offrendo servizi per 750 mila bambini" a un vasto programma di efficientamento energetico, cablaggio e messa in sicurezza degli edifici pubblici, a partire da scuole e ospedali cui sarà dedicato quasi il 10% delle risorse del Piano". I 60 progetti "li abbiamo selezionati con l'obiettivo di rendere il Paese, al contempo, più competitivo e più inclusivo". La parte del leone la faranno il green e il digitale, ma molti progetti saranno mirati a eliminare le diseguaglianze, incluse quelle di genere e territoriali". I sei esperti "avranno compiti di monitoraggio esecutivo. Nessun ministro sarà espropriato dei suoi poteri di impulso e di indirizzo, così come nessun amministratore locale sarà espropriato delle sue responsabilità".

Secondo Matteo Renzi il voto parlamentare sul Salva-Stati non riserverà sorprese, ma in caso contrario, "è naturale che il presidente del Consiglio si dovrebbe dimettere". Lo dice il leader di Italia Viva in un'intervista con La Stampa. Quello del rimpasto di governo per l'ex premier è un "tema chiuso" dopo l'aver "sentito Conte dire, nel giorno in cui abbiamo avuto mille morti che lui dispone dei migliori ministri. Io ne prendo atto". Quanto a durare fino al 2023 "non so. Se questa è la squadra non ci giurerei, ma magari sarò smentito".

Conte alle Camere, accordo Ue svolta storica, il successo appartiene  all'Italia intera - Il Mattino.it

"Ho capito che mi dite che Gualtieri non vi ha dato ascolto in Commissione ma non è che per questo noi andiamo contro il presidente del Consiglio che abbiamo nominato noi. Io non ho paura di tornare al voto. Il problema è che perdiamo Conte. E trovare un altro nome come il suo non ci riusciamo". Così Luigi Di Maio chiudendo l'assemblea M5s dove ha aggiunto: "Io non ho paura neppure di un rimpasto, non ho paura di far un'altra squadra di governo. Ma se diamo il fianco a questa cosa quì, diamo fianco a quella parte delle forze politiche che vuole cambiare il presidente del Consiglio".

 

(Fonte: Ansa)

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