updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

Sondaggi, non si arresta il boom di Giorgia Meloni: col 18,4% è a un punto dal Pd (in crescita). Lega in calo, M5S frenato dalla disputa con Casaleggio

L'ultima Supermedia di YouTrend per Agi conferma e accentua le tendenze delle ultime settimane per quanto riguarda il consenso dei partiti, alla luce dei posizionamenti rispetto al governo Draghi e ai temi dell'agenda politica


 Ultimi sondaggi, la supermedia del 7 maggio: In calo Lega e M5S

Le vicende politiche delle ultime settimane, con le polemiche che hanno spaziato a tutto tondo – dalla fretta con cui il Governo ha inviato il PNRR a Bruxelles al discorso di Fedez in favore del ddl Zan, passando per la revisione del coprifuoco – sembrano aver prodotto qualche effetto sulle intenzioni di voto, accentuando le tendenze che avevano cominciato a palesarsi.

L’odierna Supermedia dei sondaggi è quindi ricca di elementi degni di nota. A cominciare dalla Lega, partito che occupa ancora la prima posizione ma che perde sei decimali e scende per la prima volta sotto il 22% come non capitava esattamente tre anni a questa parte (con la differenza che nel 2018 il trend per il partito di Salvini era quello di una rapida ascesa). In seconda posizione c’è ancora il PD, il partito che ha guadagnato di più nelle ultime due settimane (+0,6). In termini di consensi, solo con i dati di oggi i democratici possono dirsi pienamente ripresi dallo shock causato dalle improvvise dimissioni di Nicola Zingaretti: dopo diverse settimane, la “cura Letta” – fatta di rinnovamento interno con una maggiore attenzione verso le donne e una strategia di contenimento della Lega in seno al Governo – sembra aver prodotto i suoi effetti. Altra novità è quella che riguarda Fratelli d’Italia, che fa segnare un (ennesimo) nuovo record salendo per la prima volta sopra il 18% e arrivando a meno di 3 punti e mezzo dalla vetta. Ad oggi, la sfida per la palma di prima forza politica sembra ristretta a questi 3 partiti.

Un po’ più staccato il Movimento 5 Stelle, ancora alle prese con i problemi (anche legali) dopo il “divorzio” con l’associazione Rousseau, e che per questo motivo si trova ancora in una sorta di “terra di nessuno”: formalmente, il primo partito italiano per numero di parlamentari si trova nella paradossale situazione di non avere un leader, e di non essere in grado di farselo votare dai propri iscritti, dei quali non possiede materialmente gli elenchi. L’incertezza si fa sentire sul piano dei consensi: ad oggi il M5S varrebbe solo poco più del 16% dei voti, mentre le rilevazioni che citano esplicitamente l’ipotesi di un Giuseppe Conte leader a tutti gli effetti vedono il Movimento tra il 19 e il 20 per cento.

Tra i partiti minori c’è da segnalare il dato, ancora in calo, di Italia Viva. Con il suo leader Matteo Renzi costantemente al centro di polemiche (l’ultima, quella su un presunto incontro “segreto” con l’ex 007 Mancini in un Autogrill) IV fatica a riprendersi, e anzi sembra perdere un po’ di terreno settimana dopo settimana.

Un altro elemento da sottolineare è il dato aggregato dei partiti che compongono la “iper-maggioranza” che sostiene il Governo Draghi: questa settimana scende per la prima volta sotto il 75%, e non si tratta certo di un segnale allarmante (la compattezza della maggioranza e la conseguente efficacia dell’azione dell’esecutivo si misurano in ben altro modo) ma che evidenzia come, in questo frangente, a beneficiare di un esecutivo di unità nazionale siano le forze che hanno deciso di chiamarsene fuori, a sinistra (con Sinistra Italiana) ma soprattutto (con FDI) a destra.

 

(Fonte: Agi)

Salvini lancia la sfida per Roma: maxi manifesti con la sua faccia nella capitale. E su Milano dice: "Il nostro candidato verrà dalla società civile"

Il leader leghista Matteo Salvini apre la campagna per i grandi comuni che andranno al voto nel 2021. Le sue mosse per strappare a 5Stelle e Pd Roma, Torino, Milano e Bologna ("Tutte con problemi"). Quanto a Varese, per cui si era fatto avanti Roberto Maroni, ex governatore lombardo e suo predecessore alla guida del Carroccio, dice: "Scelgono i varesini, non mi permetto di promuovere e bocciare nessuno"


'Roma una città più sicura', 'Roma città dello sport', 'Roma una città più pulita', 'Roma una città più efficiente'. Matteo Salvini 'ci mette la faccia' lancia l'offensiva elettorale su Roma tappezzando i muri della città con manifesti 6X3 di berlusconiana memoria. I primi manifesti sono spuntati oggi: in primo piano il volto del leader della Lega con giacca blu, spilletta di Alberto da Giussano sul bavero, camicia bianca e braccia conserte, un sorriso appena accennato.

Al suo fianco il simbolo del Carroccio con la dicitura 'Lega Salvini Lazio' e sotto la scritta 'Prima gli italiani'. Sul cartellone in alto a destra del 'Capitano' lo slogan tematico, tipo 'Roma una città più efficiente', con i punti programmatici del partito (in questo caso: potenziamento dell'ufficio del condono, investimenti sull'edilizia scolastica, piano urbano con abbattimento barriere architettoniche' per i disabili.

In basso l'hashtag 'RomaTornaCapitale' e l'invito rivolto ai cittadini: 'Hai qualcosa da segnalarci?' con indirizzo e mail. Dal punto di vista cromatico spicca l'azzurro, quello della giacca del numero uno di via Bellerio e dello sfondo, con l'altare della Patria in evidenza. (Fonte: Adnkronos)

Salvini a Roma: la Raggi ha fallito, vada a casa

“Quasi sicuramente” il candidato sindaco per Milano sarà “un nome esterno alla Lega, dalla società civile”. Stessa valutazione anche “per Torino, Bologna o Roma”. Lo ha confermato il segretario della Lega, Matteo Salvini, in collegamento con 7Gold.

Salvini sostiene che a differenza del passato “oggi c’è tanta gente che si propone” per essere candidata con la Lega: “Professionisti, imprenditori, uomini del volontariato. Sto incontrando diverse persone con carriera professionale di altissimo livello per Milano, Torino, Bologna e Roma. Tutte città amministrate da Pd o M5s, tutte con problemi. Anche nella mia Milano, dopo un inizio spumeggiante, Sala ultimamente non so se ha perso voglia, motivazione… c’è una maggioranza sfilacciata a palazzo Marino, c’è una città che correva che però negli ultimi mesi ha perso questa grinta. Su Milano dopo le Regionali ci metterò tutto me stesso”. Quanto invece a Varese, “scelgono i varesini, non mi permetto di promuovere e bocciare nessuno”. (Fonte Askanews)

Il nuovo ponte di Genova ai Benetton, il governo conferma. Imbarazzo 5Stelle, sconcerto generale. Salvini all'attacco: "Grillini ridicoli e bugiardi"

Il nuovo Ponte Morandi sarà gestito da Autostrade per l'Italia. Vale a dire, lo stesso gruppo legato al crollo del precedente viadotto, il 14 agosto 2018. A confermare le indiscrezioni di stampa è la ministra Pd di Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli. E si scatenano le polemiche


TELENORD - Il tricolore illumina il nuovo ponte la notte del suo ...

"Confermo che il nuove Ponte Morandi sarà gestito da Autostrade. Ho scritto io la lettera al sindaco Bucci. La gestione va al concessionario, che oggi è Aspi, ma sulla vicenda c'è ancora l'ipotesi di revoca". Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, intervistata a 24 Mattino su Radio 24.

In mattinata il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, ha commentato così la notizia: "Dopo due anni di minacce, immobilismo, proclami, giustizia promessa e rimandata il ponte di Genova verrà riconsegnato proprio ad Autostrade, come ha ordinato il Governo M5S-Pd". La lettera della De Micheli è arrivata l'altro ieri, il destinatario è la struttura commissariale per la ricostruzione guidata da Marco Bucci.

La reazione del presidente Toti

Nel testo, stringato, c'è il rimando alla convenzione, alla necessità di stipulare un protocollo di intesa per gestire il passaggio di beni e aree e si anticipa la disponibilità dei tecnici del Mit, per gestire la transizione: "Leggo - prosegue Toti - la rassegna di questa mattina e penso ai grillini che promettevano, sulle macerie del Morandi, che avrebbero tolto subito le concessioni. A chi ci accusava di essere amici di Autostrade quando predicavamo solo buon senso dicendo che la giustizia si fa nei tribunali. Ai tanti partiti di Governo che si sono riempiti la bocca di cambiamento e nuova politica senza prendere una, che sia una, decisione su questo tema. Ad alcuni giornalisti che concionavano sulle malefatte di Autostrade, ci accusavano di difenderle e inneggiavano alla giustizia che il Governo avrebbe fatto togliendo le concessioni. A chi ha bloccato infrastrutture già finanziate da Autostrade, come la Gronda, che ora annunciano come opera strategica dopo averla stoppata (facendo risparmiare la concessionaria)".

"A chi - aggiunge - pur conoscendo la legge, ha mentito agli italiani facendo credere loro che avrebbero potuto estromettere Autostrade con un colpo di spugna. A chi ha permesso che Autostrade non facesse lavori di messa in sicurezza in questi due anni. A chi per colpa di questo squallido balletto ha inchiodato i liguri in code interminabili in piena stagione estiva. Io - aggiunge il governatore - non dico nulla. Ma nulla di nulla".

"Aspetto solo il commento di: Travaglio, Pedullà, Salvatore, Di Maio, Lunardon, alcuni giornalisti che vorrebbero fare politica, insomma tutti coloro che in questi anni hanno pontificato per i loro amici. A differenza loro, noi siamo amici solo dei liguri e vogliamo autostrade che funzionino e sicure. Ci interessa solo questo. Altri forse sono amici di altro... e altri. Sicuro non della verità. Forse perche' la verità vi fa male: voi ridate il ponte ad Autostrade senza ottenere nulla. Noi - conclude Toti - continuiamo a lavorare per l'interesse dei liguri. E intanto per la tragedia del Morandi e per le sue 43 vittime nessuno ancora ha pagato. Mentre a Roma litigavate, noi in Liguria almeno abbiamo ricostruito il ponte. Forse abbiamo ringhiato meno di voi... ma visti i risultati...". 

Salvini: "Ridicoli e bugiardi"

Conoscere Matteo Salvini, per contrastarlo - Il Foglio

Matteo Salvini apprende la notizia della conferma della concessione ad Autostrade per l’Italia del nuovo Ponte Morandi di Genova, annunciata dal ministro delle Infrastrutture del Pd Paola De Micheli, e bombarda il Movimento 5 Stelle: “Due anni di menzogne e tempo perso: colpa di Salvini anche questo?”. Il riferimento è all’annosa richiesta di ritirare la concessione ad Aspi e ai Benetton, un diktat che i grillini hanno espresso fin dal giorno della sciagura, il 14 agosto 2018, e che è però rimasto lettera morta sia durante il Conte 1 sia con il Conte 2, viste le difficoltà legali del caso.

Comitato delle vittime

"Da un punto di vista tecnico me lo aspettavo: non si può affidare un pezzetto di autostrada ad un concessionario e uno ad un altro. Capiamo l'affidamento temporaneo, ma vogliamo la revoca: non è accettabile che un'azienda che ha gestito le autostrade in questo modo per tutto questo tempo, possa continuare a gestire il nostro patrimonio autostradale". Lo dice all'Agi Egle Possetti, portavoce del Comitato Ricordo Vittime Morandi, commentando la decisione del Mit di affidare il nuovo ponte di Genova ad Aspi. Possetti aggiunge che "ci aspetteremmo la revoca entro la commemorazione del 14 agosto, perche' saranno due anni" dalla tragedia. Nel crollo del Morandi persero la vita 43 persone.

Il commento del ministro Bonafede

"Sulla concessione delle autostrade il governo ha lavorato senza sosta. Dopo aver raggiunto un risultato importantissimo, con il nuovo ponte Morandi costruito in meno di due anni, adesso e' arrivato il momento di decidere, possibilmente entro questa settimana". Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e capo delegazione del Movimento 5 Stelle in un giro di telefonate fatte stamane.

La reazione di Forza Italia

"La notizia del giorno è che il ponte Morandi è affidato ad Autostrade. Non ci sono chiacchiere o dietrologie da fare, il Movimento 5 stelle per l'ennesima volta è stato smentito dai fatti, il populismo si e' infranto sulla realtà, sulle regole dello Stato di diritto". Lo ha detto Giorgio Mule', deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, intervenendo questa mattina ad 'Agorà Estate'.

"Conte ha preso in giro il popolo presentandosi a Genova due giorni dopo la tragedia e dicendo 'mai piu' Benetton', non sapendo o volendo ignorare consapevolmente che quell'azienda e' composta per il 70% da investitori stranieri. Però, mentre loro giocavano a rincorrere Aspi con la bandiera del giustizialismo in mano, in Italia sono crollati altri ponti gestiti da Anas a riprova del fatto che non c'e' un disegno criminoso da parte dei 'prenditori' ma ci sono delle manutenzioni che non sono state fatte o per mancanza di soldi o per mancanza di personale. E allora mi domando: potevano assumere questo personale? Sì. Lo hanno fatto? No. Potevano assumere personale per l'Agenzia nazionale di sicurezza per le infrastrutture? Sì. Lo hanno fatto? No. Potevano investire qualche miliardo per la manutenzione di strade e autostrade? Sì. Lo hanno fatto? No", ha aggiunto.

Attesa per la Consulta

Arrivano oggi al vaglio della Corte Costituzionale le misure contenute nel decreto Genova approvato nel 2018, inerenti la ricostruzione del Ponte Morandi, e, in particolare, l'esclusione di Autostrade. La Consulta, dopo l'udienza pubblica ora in corso, esaminerà le questioni sollevate con 5 ordinanze dal Tar della Liguria: le norme censurate disciplinano le attività di demolizione e ricostruzione conseguenti al crollo del ponte Morandi, i poteri del commissario straordinario per la ricostruzione, con particolare riguardo ai rapporti con la concessionaria, alle procedure di affidamento delle attività di ripristino del sistema viario nonché gli iter relativi alla cessione o all'esproprio di immobili situati nell'area interessata dai provvedimenti di sgombero. La decisione è attesa in tempi brevi, presumibilmente entro la fine della settimana.

Il Tar, in particolare, dubita della legittimità delle norme contenute nel dl in riferimento ai parametri costituzionali di "ragionevolezza, proporzionalità e non arbitrarietà". Tra i rilievi messi in luce con le ordinanze alla Consulta, il giudice amministrativo - chiamato a pronunciarsi nell'ambito dei giudizi proposti da Autostrade per l'Italia Spa e dalla controllata Pavimental Spa per l'annullamento degli atti relativi all'intervento di ricostruzione del viadotto del Polcevera crollato il 14 agosto 2018 - osserva che le disposizioni contenute nel decreto, "incidendo sulla convenzione esistente e operando un'esclusione nei confronti dell'operatore economico", si porrebbero in contrasto anche con l'articolo 41 della Costituzione per "violazione dei principi di liberta' imprenditoriale e di liberta' della concorrenza".

Oltre all'Avvocatura dello Stato, che con gli avvocati Vincenzo Nunziata e Alessandro Jacoangeli rappresenta la presidenza del Consiglio in udienza per sostenere la legittimità del decreto, sono state ammesse a intervenire nel giudizio 26 persone, proprietarie di immobili ricompresi nelle disposizioni con cui sono state disciplinate le espropriazioni e gli atti di cessione degli immobili situati nella cosiddetta 'zona rossa', delimitata dopo il crollo del Ponte Morandi. 

 

(Fonte: Agi)

Sondaggio Swg, i sovranisti mettono pressione al governo: Salvini continua a volare e sale ancora la Meloni. Per la maggioranza Pd sotto il 20%, M5S stabile, frena Italia viva di Renzi (VIDEO)

Nel centrodestra avanzano Lega e Fratelli d'Italia. Piccolo aumento per Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Male il centrosinistra con le flessioni sia di Pd sia di Italia Viva. Lo rileva il sondaggio Swg realizzato per il Tg La7. La Lega rispetto ad una settimana fa guadagna lo 0,9 per cento, arrivando al 33,2 dal 32,3. Il Pd invece perde lo 0,6, scendendo al 19,4 dal 20, mentre M5S si attesta al 18,6, più 0,1 in confronto a sette giorni fa. Il partito di Giorgia Meloni è al 7,6 e guadagna lo 0,5. Perde invece Italia Viva, dal 5,6 al 5,3, mentre Forza Italia, dal 5 passa al 5,1. Stazionario "Cambiamo" di Giovanni Toti all'1,6; meno 0,2 per Sinistra italiana-Articolo 1, dal 3,3 al 3,1. In calo anche i Verdi, che scendono all'1,9 dal 2,3, mentre +Europa passa dall'1,8 all'1,9

Tav, i sindaci della Città metropolitana di Torino votano a favore. Appendino: "Un atto politico. Tema divisivo su cui è difficile discutere sul merito"

La Conferenza dei sindaci della Città metropolitana di Torino ha approvato con 167 sì, 8 astenuti e un voto contrario la mozione delle opposizioni di centrodestra e di centrosinistra a favore della Torino-Lione. La sindaca metropolitana Chiara Appendino non ha partecipato al voto. Il documento impegna la sindaca "a riconoscere i benefici dell'opera per l'intero territorio metropolitano e a svolgere ogni azione finalizzata a sostenerne la realizzazione nei tempi previsti". Con la Appendino non ha partecipato al voto anche una decina di sindaci della Città metropolitana. La mozione approvata è intitolata 'La Città metropolitana di Torino vuole il Tav' e, al contrario dell'ordine del giorno con cui il Comune di Torino ha impegnato la sindaca ad attivarsi col governo per chiedere lo stop dell'opera, impegna la prima cittadina anche a "collaborare con tutti gli attori sociali e produttivi che sostengono l'utilità dell'infrastruttura".

Il voto della Città Metropolitana di Torino è "un atto politico" e conferma che la Torino-Lione è un "tema altamente divisivo sul quale è difficile discutere nel merito". Lo afferma la sindaca Chiara Appendino commentando l'approvazione dell'ordine del giorno a sostegno dell'opera. "Aspettiamo la conclusione dell'analisi costi-benefici e l'analisi giuridica su eventuali costi di sospensione dei lavori - aggiunge - che dovrebbero essere concluse entro fine mese".

 

(Fonte: Ansa)

Aquarius, mal di pancia tra i 5 Stelle per la vittoria della "linea Salvini". Il caso del sindaco Nogarin che prima apre il porto di Livorno ai migranti e poi ci ripensa: "Nessuna pressione, ma non voglio creare problemi al governo" (VIDEO)

Diventa un caso la rimozione del post del primo cittadino di Livorno 20 minuti dopo la pubblicazione. Il primo cittadino nega ogni pressione e fa sapere di avere concordato l'uscita con il presidente della Camera. Ma intanto monta la polemica tra le diverse anime pentastellate - (VIDEO)


"Siamo pronti ad aprire il porto di Livorno e accogliere la nave Aquarius con il suo carico di 629 vite umane. Ho già dato la nostra disponibilità al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, e ne ho parlato con il presidente della Camera Roberto Fico". Così su Facebook il sindaco pentastellato di Livorno Filippo Nogarin. Il post, però, è stato poi rimosso: "Non volevo creare problemi al governo".

"Io capisco perfettamente - si leggeva nel post di Nogarin - che si voglia dare un segnale all'Europa, chiedendo un cambio di passo sulle politiche migratorie, ma questo braccio di ferro con Bruxelles non può essere fatto sulla pelle di centinaia di uomini, donne e bambini. Se voltiamo la testa dall'altra parte e smettiamo di 'essere umani', finiamo per non essere diversi dagli scafisti, che fanno affari giocando con la vita e la disperazione di migliaia di persone".

Il sindaco sottolineava che "Livorno è la città delle nazioni. E' nata e si è consolidata come porto franco, come comunità di popoli diversi, capaci di integrarsi e crescere nel rispetto delle peculiarità di ciascuno. E' il momento di riaffermare quali sono i nostri valori".

Nogarin su post Fb rimosso: "Non volevo creare problemi al governo" - "Questa è una posizione mia, personale, come sindaco della città. Nel momento in cui mi sono reso conto che oggettivamente questo poteva creare dei problemi al governo e mi è sembrato corretto rimuovere il post". Così il sindaco di Livorno sul post prima pubblicato e poi rimosso. "Quella rimane la mia posizione e quella della città che rispetto a queste tematiche ha sempre avuto grande sensibilità", ha aggiunto.

Movimento 5 Stelle, Di Battista: "Noi al governo? Non lo so, vedo gli italiani molto rincoglioniti. Sono un popolo strano..." (VIDEO)

"Non lo so, perché gli italiani li vedo molto rincoglioniti". Così Alessandro Di Battista, ieri, ai cronisti che durante una diretta sulla sua pagina Facebook gli chiedevano se i 5 Stelle potranno governare. "So che queste parole potranno fare polemica ma è così", ha aggiunto Di Battista ai cancelli della fabbrica Embraco a Riva di Chieri, in provincia di Torino, che ha annunciato 500 licenziamenti - (VIDEO)

Salvini al Comizio: "Ecco le proposte della Lega, non vedo l'ora di passare dalle parole ai fatti. La gente sa chi tradisce e chi no, con noi nessun inciucio"

La nostra intervista al leader e candidato premier leghista a margine di una delle sue tante camminate per i mercati di Milano in vista delle elezioni del 4 marzo. Dagli indecisi da convincere alle promesse di Renzi, dall'immigrazione all'abolizione della legge Fornero, dall'ipotesi di grande coalizione dopo il voto alla sfida Fontana-Gori per la guida di Regione Lombardia: tutto il pensiero del Matteo sovranista - (VIDEO)

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