updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

Sondaggi, continua il boom di Giorgia Meloni: Fratelli d'Italia ora terzo partito al 17,2%. Fuori dalla "zona Champions" c'è il vuoto

Confermate nella Supermedia di YouTrend per AGI le tendenze delle ultime settimane. Lega in calo ma resta in prima posizione, Pd in risalita (ma che ancora sotto ai livelli pre-dimissioni di Zingaretti) e lotta serrata per il terzo posto tra FdI (nuovo record) e 5Stelle. Staccata Forza Italia, piccole percentuali per Azione, Italia Viva e Sinistra Italiana


sondaggi politici

Nuovo record di consensi per Fratelli d'Italia, la Lega ancora in calo e il Pd in risalita. Sono i risultati della Supermedia settimanale di YouTrend per Agi che conferma le tendenze già riscontrate nelle ultime settimane.

I primi quattro partiti

Il partito di Salvini ottiene una performance non particolarmente brillante ma resta in prima posizione con il 22,9 per cento. Il Pd guadagna un prezioso 0,6 per cento che gli consente di piazzarsi al secondo posto con il 18,6% e di recuperare il terreno perduto, anche se non riesce ancora a tornare ai livelli precedenti alle dimissioni di Nicola Zingaretti. Lotta serrata per il terzo posto tra M5S e Fratelli d'Italia. Questa settimana la spunta il partito di Giorgia Meloni che raggiunge la percentuale record del 17,2%, portando a casa un guadagno ulteriore dello 0,3%. Il Movimento quindi si piazza solo quarto con il 17% e un incremento più ridotto dello 0,1%.

Le altre forze

Dietro i quattro principali partiti, che sono racchiusi in meno di 6 punti, c'è quasi il vuoto, con Forza Italia in calo al 7,5% e staccata di quasi 10 punti dal M5S. Tra le componenti di maggioranza, quella giallorossa sembra più in forma rispetto a quella di centrodestra, una dinamica che riflette probabilmente gli atteggiamenti sul tema riaperture/restrizioni.

Azione rimane stabile al sesto posto con il 3,3%, Italia Viva risale al 3,2%, Sinistra italiana conferma il 2,2% del 25 marzo. Articolo 1 cala all'1,8%, + Europa è stabile all'1,6% a pari merito con i Verdi.

Pd-M5S, incontro tra Letta e Crimi: si rafforza l'asse giallorosso per le comunali. "Proseguire il percorso comune e stop a cambi di casacca". Aspettando Conte...

Faccia a faccia questa mattina a Roma tra il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, e il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta. Tra i temi toccati l'emergenza Covid, le riaperture e le prossime elezioni amministrative


Un ballista d'acciaio": così i 5S insultavano Letta - IlGiornale.it

Il segretario del Pd Enrico Letta ha incontrato il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi. E quello tra i due, spiegano fonti del M5S, è stato un "confronto positivo e cordiale, nel corso del quale è stata ribadita da entrambe le parti la volontà di proseguire nel percorso comune avviato già a partire dal governo Conte II".

L'avvocato Borrè contro Crimi: "Espulsioni dei senatori M5S illegittime" -  IlGiornale.it

Nell'incontro si è parlato anche delle prossime elezioni amministrative, rispetto alle quali "da parte del Movimento è stata ribadita la volontà di collaborare sui territori e nelle amministrazioni locali, come dimostrato anche recentemente dall'ingresso di un portavoce M5s nelle giunte di Lazio e Puglia, laddove dovessero crearsi le condizioni. Qualora ciò non dovesse avvenire - viene aggiunto - ciò non inciderebbe sul percorso comune già avviato".

 Secondo quanto si apprende, durante il colloquio, avvenuto presso la sede di Arel e durato oltre un'ora, la principale questione affrontata sarebbe stata anche quella relativa all'emergenza Covid e in particolare, fanno sapere fonti del M5S, "sulle risposte sanitarie ed economiche in atto e quelle da adottare, e il tema delle riaperture. È stato fatto il punto su come sostenere nelle prossime settimane il governo nel proseguo della campagna vaccinale e rispetto a imprese e famiglie". Altro argomento toccato, spiegano le stesse fonti, è stato quello dei meccanismi parlamentari e di alcune correzioni che vengono ritenute opportune, al fine di porre fine a storture, come quella del dilagante fenomeno dei cambi di casacca.

 

(Fonte Ansa)

Vaccini, il caso AstraZeneca complica i piani. Perplessità su indicazioni e contraddizioni, fioccano le disdette. Regioni in agitazione, ma Draghi tira dritto sulle 500 mila dosi al giorno

L'uso del vaccino AstraZeneca in Italia è raccomandato sopra i 60 anni, ma non vietato negli under 60. La decisione è arrivata dopo il responso dell'Ema che ha parlato di un possibile nesso tra questo vaccino e rare forme di trombosi. Ma le regioni vanno all'attacco e chiedono indicazioni chiare a governo e Cts. In alcune regioni si sono riscontrate disdette del vaccino anglo-svedese da parte dei cittadini fino al 40%


Covid, Locatelli: "Siamo a ridosso del picco, la crescita decelera. Vaccino  Astrazeneca usato su milioni di persone, è sicuro ed efficace" - Il Fatto  Quotidiano

Franco Locatelli, presidente del Cts: "Via libera alla seconda dose"

E' un nuovo stop and go, che rischia però di far deragliare il piano vaccinale. La decisione dell'Europa, dunque del governo italiano, di raccomandare le dosi del vaccino AstraZeneca agli over 60, 'scudando' i più giovani con Pfizer, Moderna e J&J, rischia di alimentare lo scetticismo verso il vaccino di Oxford. Con circa due milioni di dosi AstraZeneca che ancora giacciono nei frigo e oltre un milione e duecentomila persone, tra docenti e forze dell'ordine, che attendono la seconda dose a maggio e che ora non sanno come andrà a finire.

A chiedere chiarezza per loro, durante l'incontro con le Regioni, il governatore veneto Luca Zaia, che vuole "indicazioni certe", "no a confusione o fai da te", intima. Il ministro della Salute Roberto Speranza rassicura, una circolare con delle indicazioni chiare verrà scritta a breve. Le Regioni, è il messaggio del governo, non procederanno in ordine sparso. Il cambio di rotta segna, comunque, un'innegabile inversione a U, visto che a inizio campagna AstraZeneca veniva riservato proprio ai meno anziani. Anche la Gran Bretagna è stata costretta a tornare sui suoi passi, seppur parzialmente. Dopo aver difeso a spada tratta il vaccino di Oxford ora eviterà di darlo agli under 30. Dagli States, invece, il virologo della Casa Bianca Anthony Fauci mette in chiaro che gli Usa non hanno bisogno del vaccino anglo-svedese perché dispongono di tre sieri eccellenti che basteranno per tutti.

A Palazzo Chigi non si scompongono. Il premier Mario Draghi, assicurano i beninformati, è deciso a centrare l'obiettivo delle 500mila dosi al giorno entro fine aprile. Il piano vaccinale andrà rimodulato, ma lo sarà in modo da non subire rallentamenti, è il messaggio di fiducia che rimbalza. Il commissario Francesco Paolo Figliuolo mette in chiaro: la raccomandazione su AstraZeneca non avrà impatto sul piano vaccinale. Da domani le dosi del vaccino anglo-svedese andranno alla fascia tra i 60 e i 79 anni. Insomma, nella war room del piano vaccinale si tira dritto. La nuova raccomandazione per AstraZeneca "non dovrebbe incidere più di tanto: di fatto è un incentivo a vaccinare di più gli over 60", fanno notare all'Adnkronos fonti di governo. Ma le Regioni chiedono a gran voce "più dosi e certezze sulle forniture", e il piano vaccinale torna ad infiammare il dialogo tra i governatori e Palazzo Chigi.

Si tratta di un tema, per giunta, legato a doppio nodo con un altro dossier sensibile, quello delle riaperture, oggi al centro di un nuovo confronto con le Regioni a cui parteciperà anche il presidente del Consiglio. All'ordine del giorno, in realtà, c'è il Recovery plan, ma i governatori hanno già fatto sapere che chiederanno chiarimenti e certezze sulle date per tornare a tirare su le saracinesche. E la condizione sine qua non per farlo - ribadiscono da Palazzo Chigi - è innanzitutto che la campagna vaccinale sia a buon punto, soprattutto per anziani e fragili, le categorie più a rischio. Il report delle vaccinazioni, al momento, segna un totale di quasi 11,7 milioni di somministrazioni, per un totale di 3,6 milioni di cittadini che hanno ricevuto le due dosi. Di queste quasi 4 milioni sono targate AstraZeneca.

Draghi in Libia: "Momento è unico per ricostruire un'antica amicizia. Ma il cessate il fuoco deve essere osservato". Sui migranti "aiuto e sostegno" (VIDEO)

Colloquio a Tripoli tra il premier italiano e il primo ministro libico, Abdul Hamid Dbeibah. Ribadito l'appoggio di Roma al nuovo governo locale di unità nazionale e rilanciato il tema dei progetti infrastrutturali in campo da tempo. Per i nordafricani è "importante il ruolo dell'Eni" per l'energia


 

"E' un momento unico per la Libia, c'è un governo da lei presieduto di unità nazionale legittimato dal Parlamento e che sta procedendo alla riconciliazione nazionale - ha detto Draghi nel corso delle dichiarazioni congiunte - Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un'antica amicizia e una vicinanza che non ha mai conosciuto momenti di pausa, pensate che l'ambasciata italiana è l'unica rimasta aperta durante tutti gli anni di conflitto, bisogna dar conto al coraggio dei diplomatici che sono rimasti".

Missione in Libia per il premier Mario Draghi, al suo primo viaggio all’estero. Il presidente del Consiglio è a Tripoli, dove ha incontrato il nuovo premier del governo di unità nazionale, Abdul Hamid Dbeibah. (GUARDA LA CONFERENZA STAMPA)

Il presidente del Consiglio ha spiegato che "un requisito essenziale per procedere con la collaborazione è che il cessate il fuoco continui" e "venga rigorosamente rispettato". "La sicurezza dei siti è un requisito essenziale per procedere nella collaborazione - ha rimarcato - Mi sono state date rassicurazioni importanti durante il nostro incontro".

"E' stato un incontro straordinariamente soddisfacente - ha affermato Draghi - Abbiamo parlato della cooperazione in campo infrastrutturale, energetico, sanitario e culturale. L'Italia aumenterà le borse di studio per gli studenti libici e l'attività dell'Istituto di cultura italiano. Si vuole fare di questa partnership una guida per il futuro nel rispetto della piena sovranità libica". "C'è la volontà - ha aggiunto - di riportare l'interscambio economico e culturale ai livelli di 5-6 anni fa", "c'è voglia di fare, c'è voglia di futuro, c'è voglia di ripartire e in fretta". "I progetti sono molti - ha sottolineato - c'è un desiderio di ricominciare. Le commissioni miste in campo finanziario anche per il recupero dei crediti storici e recenti sono state riavviate".

"Sull'immigrazione c'è soddisfazione per quel che la Libia fa nei salvataggi e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia - ha detto il presidente del Consiglio - Ma il problema non è solo geopolitico ma anche umanitario, da questo punto di vista l'Italia è uno dei pochi Paesi, forse l'unico, che continua a mantenere attivi i corridoi sanitari". "Il problema dell'immigrazione per la Libia - ha proseguito - non nasce solo sulle coste libiche ma si sviluppa sui confini meridionali della Libia e c'è un dialogo per aiutare il governo libico anche in quella sede".

Il premier libico ha sottolineato che la Libia ha un grande "interesse alla collaborazione strategica" con l'Italia, che "è uno dei pochi Paesi che ha continuato a mantenere un rapporto e ha mantenuto l'ambasciata aperta a Tripoli anche in un periodo molto difficile" ha riconosciuto Dbeibah, nella dichiarazione congiunta con Draghi. "Diamo il benvenuto a lui e al ministro degli Esteri" Luigi Di Maio, ha detto, "apprezziamo molto questa visita, in particolare perché è la prima di Draghi a Tripoli, siamo molto contenti".

"La questione più importante è la riattivazione dell'accordo" di amicizia del 2008 tra Italia e Libia "in tutti i suoi aspetti - ha affermato Dbeibah - in particolare per quanto riguarda l'autostrada" dal confine egiziano a quello tunisino, la cui costruzione è prevista da quell'intesa. La riattivazione dell'accordo di amicizia Italia-Libia è "importante per rafforzare gli scambi commerciali tra i due Paesi". Ma oltre a questo "si auspica di poter riaprire lo spazio aereo e riattivare l'accordo delle dogane". Non solo: il capo del governo di unità nazionale libico ha anche chiesto di "facilitare le procedure per la concessione dei visti, aumentando il numero dei visti rilasciati, specialmente a favore di studenti, uomini d'affari e malati". "Questo può dare il segnale di buone intenzioni verso di noi", ha sottolineato.

Inoltre, è l'auspicio, "prevediamo di aumentare la collaborazione nel settore elettrico e dell'energia, questo era già previsto nell'accordo di amicizia" del 2008. "Abbiamo avuto contatti in questo senso con l'Eni - ha spiegato - e l'Eni è molto importante per la collaborazione con la Libia in questo settore". Il primo ministro del governo di unità nazionale si è poi augurato che "la Libia possa sfruttare i suoi investimenti in Italia e che possano essere risolti tutti i problemi in sospeso, affinché si possa andare avanti in direzione di un vero sviluppo delle relazioni fra i due Paesi".

Quanto all'immigrazione, "l'Italia e la Libia soffrono e si trovano a dover affrontare la sfida comune dell'immigrazione clandestina", un problema che "non riguarda solo la Libia, che è un Paese di passaggio, e non solo l'Italia, ma è un problema libico, europeo e internazionale" ha detto Dbeibah.

Dbeibah e Draghi hanno concordato "di tenere il prima possibile una riunione della commissione economica congiunta" italo-libica, ha poi annunciato lo stesso premier libico, esprimendo il suo "profondo" ringraziamento e "considerazione" per la visita "molto importante" di Draghi a Tripoli, "importante per la Libia e per l'Italia, ma specialmente per la Libia, per la serietà con la quale avete manifestato il vostro interesse verso di noi".

Il primo ministro libico ha inoltre reso noto che è stata avviata anche "una cooperazione sanitaria tra i due Paesi, in Libia soffriamo in questo settore ed è necessario il vostro sostegno". Dbeibah ha anche riferito che il suo ministro dell'Interno "ha presentato le sue richieste in materia di sicurezza". "Insieme - ha concluso - possiamo costruire in futuro un rapporto forte e sano all'insegna dello slogan, la sovranità della Libia prima di tutto".

 

(Fonte: Adnkronos)

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Rifondazione grillina, Conte scende in campo in diretta streaming. L'avvocato del popolo e la scommessa di trasformare un movimento virtuale in partito reale (VIDEO)

L'ex presidente del Consiglio ha parlato in un'assemblea del Movimento 5 Stelle tenuta online, proponendo un cambiamento radicale: "Non è un’operazione di restyling o marketing politico ma un'opera coraggiosa di rigenerazione, senza rinnegare il passato"


 Lista MoVimento 5 Stelle - Comune di Bomarzo - 2020

(VIDEO - L'intervento di Giuseppe Conte)

"Oggi sono qui con voi anche perché dietro le sollecitazioni di tantissimi di voi e di Beppe Grillo ho accettato questa sfida complessa ed affascinante: rifondare il Movimento 5 stelle. Non è un'operazione di restyling o marketing politico ma un'opera coraggiosa di rigenerazione del Movimento, senza rinnegare il passato".

Lo ha detto l'ex premier Giuseppe Conte parlando all'assemblea del M5s. "Rifondare non vuol dire rinnegare ma deve essere un'opera che valorizzi l'esperienza fatta che proietti il M5S in una forza capace di presentare un nuovo modello di sviluppo. Un modello di sviluppo che realizzi condizioni effettive di benessere equo e sostenibile, che coniughi la transizione energetica in atto per ridurre le tante diseguaglianze". "In queste settimane ho elaborato delle proposte su cui ci confronteremo. Dopo la pausa pasquale programmeremo una serie di incontri per raccogliere i vostri suggerimenti, prima di condividere il progetto finale", aggiunge. 

"Proporrò - ha detto Conte - una carta dei principi e dei valori, in modo che chi vorrà aderire a questa nuova forza politica non abbia dubbi sulla sua identità". Nel Movimento, ha detto Conte, "dobbiamo partire da 2 punti solidi: una proposta che definisca una chiara identità politica e una proposta per dotare il movimento di razionalità organizzativa, coinvolgendo le varie organizzazioni territoriali e della società civile in modo stabile".

"Vi proporrò un nuovo Statuto che non rinneghi i punti di forza "leggera" di un Movimento ma che allo stesso tempo possa espletare tutta la forza organizzativa che ci serve e che ci aiuti a definire con chiarezza la linea politica e ad essere più incisivi". "Dobbiamo evitare la forma partito tradizionale, avremo regole rigorose che contrasteranno la formazione di correnti interne che inevitabilmente finiscono per cristallizzare sfere d'influenze e posizioni di potere. Non abbiamo bisogno di associazione varie, il nuovo impegno viviamolo interamente nel nuovo Movimento". "Ci sarà un dipartimento che si occuperà a tempo pieno con partiti stranieri, avremo un centro di formazione permanente", aggiunge Conte.

"Rispetto della persona; ecologia integrale, secondo cui occorre affidarsi a modelli di sviluppo aperti a misurare le condizioni effettive di benessere equo e sostenibile; la giustizia sociale". E Conte tra i principi elenca "l'etica pubblica" e il "rafforzamento della democrazia diretta, la democrazia diretta digitale che resterà un punto fermo del neo Movimento", aggiunge.

"In passato il M5s è ricorso a espressioni giudicate spesso aggressive ma ogni fase ha la sua storia, dobbiamo essere consapevoli che la politica non deve lasciare sopraffarsi dalla polemica, deve riconoscere anche la bontà delle idee altrui".

Il nuovo Statuto del M5s passerà dopo una votazione su "una" piattaforma digitale. Lo ha detto, a quanto riferito, Giuseppe Conte chiudendo l'assemblea M5s. Una veloce replica fatta dopo aver ascoltato gli interventi dei partecipanti all'assemblea che si è chiusa ora. Conte avrebbe fatto un riferimento generico ad una piattaforma, senza fare alcun riferimento a Rousseau.

"Coraggio, impegno e visione. Lavoriamo per il bene del Paese, per uscire da questa pandemia, pensando a sostenere imprese, lavoratori e famiglie. Dobbiamo rimanere concentrati su questo. Viva il MoVimento 5 Stelle!". Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Fb.

Nuovo decreto Covid, Italia chiusa un altro mese: tutte le misure per aprile. Scontro Salvini-Speranza sulle riaperture, governo in "zona rissa"

L'Italia resta in arancione o rosso fino alla fine di aprile, con spostamenti vietati in tutto il Paese, bar e ristoranti, cinema e teatri, palestre e piscine chiuse, niente visite a parenti e amici in zona rossa e possibili in zona arancione all'interno della regione una sola volta al giorno e in un massimo di due persone. Ma se l'andamento della pandemia e della campagna di vaccinazione lo consentiranno, saranno possibili deroghe per ripristinare le zone gialle e dare corso ad alcune aperture anche prima del 30 aprile. 

Il consiglio dei Ministri approva il nuovo decreto anti Covid in vigore dal 7 aprile che conferma sostanzialmente l'impianto delle misure già in atto e introduce due importanti novità: l'obbligo di vaccinarsi per tutto il personale che opera nella sanità, farmacisti compresi, e lo stop alla possibilità per i presidenti di Regione di emanare ordinanze, come hanno fatto in questo anno di emergenza, per chiudere le scuole nonostante le indicazioni nazionali prevedessero la presenza in classe.

 

Nuove dotazioni per la Polizia Locale: tutte le info sul bando

Dal ritorno a scuola in presenza ovunque fino alla prima media fino al divieto di fare visite agli amici nelle regioni in zona rossa, ad eccezione del weekend di Pasqua. E l'Italia divisa solo tra arancione e rosso per tutto il mese di aprile, anche se si può sperare in deroghe con un decisivo calo di contagi e un netto aumento delle somministrazioni del vaccino in quei territori con dati da giallo.

Zona arancione scuro, nuovo colore covid per l'Italia: quali sono le regole?

Ecco alcune delle misure più importanti previste dal nuovo decreto legge del Governo

SCUOLA - Si tornerà in presenza anche nelle zone rosse fino alla prima media mentre in quelle arancioni saranno in classe gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori, ma al 50%. I presidenti di Regione, a differenza di quanto è stato fino ad oggi, non potranno emanare ordinanze più restrittive per chiudere le scuole.

PASQUA IN ROSSO - Dal 3 al 5 aprile (come prevede già l'attuale decreto) tutta Italia sarà in zona rossa, come a Natale. Non si potrà circolare neanche all'interno del proprio comune ma è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi in ambito regionale in massimo due persone più i minori di 14 anni conviventi per andare a trovare parenti o amici. E' inoltre sempre possibile svolgere attività motoria, ma solo in prossimità della propria abitazione, e attività sportiva all'aperto in forma individuale

NIENTE ZONA GIALLA - Fino al 30 aprile tutta Italia sarà in zona arancione o rossa. Il Comitato tecnico scientifico ha più volte sottolineato che le misure previste per le zone gialle hanno dimostrato "una capacità di contenere l'aumento dell'incidenza ma non la capacità di ridurla". Il decreto prevede però una verifica a metà aprile: se la situazione epidemiologica lo consentirà, si valuterà la possibilità che le zone dove la diffusione del virus è più contenuta possano tornare in giallo e, dunque, procedere ad alcune riaperture, in particolare di bar e ristoranti, cinema e teatri.

POSSIBILI DEROGHE, MA DIPENDE DA CONTAGI E VACCINI - Per quelle Regioni in arancione che però avranno dati da zona gialla sono previste possibili deroghe in base all'andamento dei dati su contagi e cifre sulle somministrazioni del vaccino, in particolare alla popolazione anziane fragile. Dunque un eventuale ritorno al giallo solo per quei territori con dati epidemiologici bassi e numeri alti delle inoculazioni.

SPOSTAMENTI - Restano vietati gli spostamenti tra le Regioni, a meno che non si abbia una seconda casa. La mobilità è consentita solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Sarà sempre possibile rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione.

IN ZONA ROSSA STOP VISITE AD AMICI, MA A PASQUA SÌ - Nelle zone rosse non sarà consentito andare a trovare parenti o amici una volta al giorno e in massimo due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) come invece sarà permesso nel weekend di Pasqua quando tutta Italia sarà in rosso. Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, saranno invece consentite in zona arancione, all'interno del comune di residenza.

COPRIFUOCO - Confermato il divieto di uscire di casa dalle 22 alle 5. Anche in questo caso, il divieto non vale in caso di lavoro, salute o necessità.

BAR E RISTORANTI - Restano chiusi. Possibile solo l'asporto, fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti. In caso di ripristino delle zone gialle, bar e ristoranti potranno riaprire a pranzo.

PALESTRE, PISCINE, CINEMA, TEATRI, MUSEI - Ancora niente aperture fino al 30 aprile. Se la verifica di metà mese darà esito positivo e dunque torneranno le zone gialle, si potrebbe valutare la riapertura di cinema e i teatri con le regole che erano già previste nel precedente decreto: prenotazione obbligatoria, massimo 200 spettatori al chiuso e 400 all'aperto. Possibile riapertura anche per i musei.

SECONDE CASE - Sarà sempre possibile raggiungere le seconde case, anche in zona rossa, a patto che non ci siano però ordinanze dei presidenti di Regione che impongono regole più restrittive. E' il caso ad esempio di Campania Puglia e Liguria, che hanno posto per Pasqua il divieto non solo per i non residenti ma anche per i residenti. L'accesso alle seconde case per i non residenti è vietato in Valle d'Aosta, Alto Adige, Trentino, Toscana, Sardegna. In Sicilia si entra solo con tampone negativo effettuato 48 ore prima dell'arrivo.

OBBLIGO DI VACCINAZIONE PER SANITARI E FARMACISTI - Chiunque lavori in una struttura sanitaria, medici, infermieri, operatori sociosanitari, farmacisti, dipendenti anche amministrativi di Rsa e studi privati dovrà vaccinarsi. Per chi rifiuta è prevista la sospensione dello stipendio per un tempo congruo all'andamento della pandemia. Quando si raggiungerà l'immunizzazione di massa o si registrerà un calo importante della diffusione del virus, la sanzione verrebbe revocata. La sospensione durerà al massimo sino al 31 dicembre del 2021. Previsto anche lo 'scudo penale' per i somministratori che seguono le regole, limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave.

STRETTA SUI VIAGGI - L'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza valida fino al 6 aprile prevede che tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei 14 giorni antecedenti all'ingresso in Italia in uno o più Stati e territori dell'Ue siano obbligati a sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e ad un periodo di 5 giorni di quarantena.

VIA LIBERA A CONCORSI PUBBLICI - Inserita nel decreto la norma che sblocca tutti i concorsi nella Pubblica Amministrazione dopo il via libera del Cts al protocollo del ministero della Funzione pubblica. Si potranno svolgere le prove su base regionale e provinciale e, dove possibile, in spazi aperti. Dal 3 maggio è consentito lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni.

Salvini: «Fiducia in Draghi, no a chiusure per scelta di Speranza. Dopo  Pasqua ritorno alla vita sarà realtà» - Il Mattino.it

POLEMICHE E TENSIONI NEL GOVERNO: SALVINI CONTRO SPERANZA E CTS, PD CONTRO LA LEGA. LA MEDIAZIONE DI DRAGHI

Il provvedimento che esce dal consiglio dei ministri è il frutto della mediazione del presidente del Consiglio Mario Draghi tra l'ala rigorista della maggioranza, che non voleva neanche il riferimento alle possibili deroghe, e le forze politiche, Lega in testa, che spingevano per le riaperture: non ci sarà l'allentamento subito dopo Pasqua ma ci sarà la 'verifica' sui dati, che potrebbe portare a riaperture anticipate con una semplice delibera del Cdm. Una soluzione arrivata dopo oltre due ore di riunione che consente a tutti di poter affermare di aver ottenuto quel che volevano. "Il decreto mette la tutela della salute al primo posto" dice il ministro della Salute Roberto Speranza esprimendo "soddisfazione" per le scelte fatte. Subito dopo Pasqua "il governo valuterà eventuali riaperture" ribadiscono dalla Lega ammettendo che avrebbero preferito "un'apertura maggiore" ma di aver ottenuto comunque il "commissariamento di Speranza e del Cts". "Non si possono rinchiudere fino a maggio 60 milioni di persone - dice lo stesso Salvini rinnovando la "lealtà" della Lega nei confronti di Draghi - per scelta politica, non medica o scientifica, del ministro Speranza". Soddisfatti anche i ministri di Forza Italia per la possibilità di "aperture mirate già prima della fine di aprile". Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto legge Covid ma resta la tensione sulla questione delle aperture: nel provvedimento si prevede che la zona gialla sia abolita fino al 30 aprile ma sono previste possibile deroghe, che passano comunque dal Cdm, in caso di dati paricolarmente positivi per una zona in relazione ai contagi e al numero dei vaccinati.

"Gli attacchi della Lega al ministro Speranza e al Cts sono inqualificabili e indegni. Le notizie che arrivano dalla Francia meritano il massimo rispetto e la considerazione sia da parte di chi è al governo sia da parte di chi vorrebbe riaprire tutto e presto. Riaperture affrettate rischiano di sfuggire di mano per la contagiosità estrema della variante inglese. Chi non vuole guardare la realtà potrebbe accorgersi che gli effetti devastanti degli errori di sottovalutazione della situazione precipitano in pochi giorni". Così Francesco Boccia, deputato e membro della Segreteria nazionale PD.

 

(Fonte: Ansa)

Alta tensione Roma-Mosca, scoppia caso diplomatico. Arrestato ufficiale della Marina: documenti a militare russo in cambio di soldi. Espulsi due funzionari

Formale protesta del governo italiano. "In occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’ambasciatore russo in Italia - riferisce in un post su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio - abbiamo trasmesso a quest’ultimo la ferma protesta del governo italiano e notificato l’immediata espulsione dei due funzionari russi coinvolti in questa gravissima vicenda". E ancora: "Ringrazio la nostra intelligence e tutti gli apparati dello Stato che ogni giorno lavorano per la sicurezza del nostro Paese", conclude Di Maio. Si attende la risposta russa


La Russia minaccia un giornalista italiano: "Chi scava la fossa ci cade  dentro" - la Repubblica

Un ufficiale della marina militare italiana è stato arrestato dai carabinieri del Ros, dopo essere stato fermato assieme ad un ufficiale delle forze armate russe: entrambi sono accusati di gravi reati attinenti allo spionaggio e alla sicurezza dello Stato. L'intervento è avvenuto in occasione di un incontro clandestino tra i due, che sono stati sorpresi mentre l'ufficiale italiano cedeva all'altro dei documenti 'classificati' in cambio di soldi.

La posizione del cittadino straniero è tuttora al vaglio in relazione al suo status diplomatico. 

Il capitano di fregata della marina militare e l'ufficiale accreditato presso l'ambasciata della federazione russa sono stati fermati ieri sera. L''intervento è stato effettuato dai carabinieri del Ros, sotto la direzione della Procura di Roma, e l'attività informativa è stata condotta dall'Agenzia Informazioni Sicurezza Interna, con il supporto dello Stato maggiore della Difesa.

Documenti classificati esclusivamente di natura militare. E' quanto il capitano di fregata ha consegnato all'ufficiale dell'esercito russo. Lo scambio, in base a quanto si apprende, è avvenuto in cambio di denaro in un parcheggio della Capitale dove i due sono stati bloccati dai carabinieri del Ros. Si tratta di copie di documenti che erano all'attenzione dello Stato Maggiore della Difesa.

Cinquemila euro in contanti. E' quanto il militare dell'esercito russo avrebbe dato al capitano di fregata in cambio di documenti militari classificati. Il denaro è stato sequestrato al momento dello scambio dopo l'intervento del Ros. In base a quanto si apprende i due si erano accordati anche su una cifra più bassa, circa quattromila euro, per la cessione di documenti avvenuta in passato. Nei confronti del militare italiano, attualmente detenuto, l'accusa è di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico e militare, diffusione di notizie di cui è vietata la divulgazione.

I documenti ceduti dall'ufficiale della Marina Militare al funzionario russo riguarderebbero i sistemi di telecomunicazione militare. Alle carte classificate, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, il capitano di fregata avrebbe avuto accesso in quanto era in servizio allo Stato maggiore della Difesa.

La Procura militare di Roma aprirà oggi formalmente un fascicolo d'inchiesta sull'arresto degli ufficiali italiano e russo. Le ipotesi di reato astrattamente configurabili sono due: Rivelazione di segreti militari a scopo di spionaggio e Procacciamento di notizie segrete, a scopo di spionaggio. Lo ha confermato all'ANSA il procuratore militare di Roma, Antonio Sabino.

In relazione a quanto riportato dagli organi di stampa circa l'operazione condotta dai carabinieri del ROS, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma, la Farnesina rende noto che il Segretario Generale del Ministero degli affari esteri, Elisabetta Belloni, ha convocato al Ministero questa mattina - su istruzioni del Ministro Luigi Di Maio - l'Ambasciatore della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana, Sergey Razov.

"Confermiamo il fermo il 30 marzo a Roma di un funzionario dell'ufficio dell'Addetto Militare. Si verificano le circostanze dell'accaduto. Per adesso riteniamo inopportuno commentare i contenuti dell'accaduto. In ogni caso ci auguriamo che quello che è successo non si rifletta sui rapporti bilaterali tra la Russia e l'Italia". Lo riferisce in una nota l'ambasciata russa a Roma.

"In occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell'ambasciatore russo in Italia, abbiamo trasmesso a quest'ultimo la ferma protesta del governo italiano e notificato l'immediata espulsione dei due funzionari russi coinvolti in questa gravissima vicenda. Ringrazio la nostra intelligence e tutti gli apparati dello Stato che ogni giorno lavorano per la sicurezza del nostro Paese". Lo scrive su Fb il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

La Russia spera che i legami con l'Italia possano essere "preservati" nonostante la vicenda di Roma. Lo auspica il Cremlino citato da RIA Novosti.

"Ci dispiace per l'espulsione da Roma di due dipendenti dell'ambasciata russa. Stiamo approfondendo le circostanze di questa decisione. Faremo un ulteriore annuncio sui nostri possibili passi in relazione a questa misura, che non corrisponde al livello delle relazioni bilaterali". Lo ha fatto sapere all'ANSA il ministero degli Esteri russo.

Mosca dovrà rispondere in modo simmetrico alla decisione di Roma di espellere due diplomatici russi dall'Italia: lo ha detto il vice presidente della Commissione della Duma per gli Affari internazionali, Alexiei Cepa, ripreso dall'agenzia Interfax. "Naturalmente saremo costretti a rispondere in modo analogo. Vi sarà una risposta simmetrica", ha detto Cepa a Interfax.

 

(Fonte: Ansa)

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Giorgia Meloni, sit in davanti a Palazzo Chigi: no cartelle esattoriali a chi è stato chiuso (VIDEO)

"Se mi chiudi non mi chiedi". Consegnata idealmente a Mario Draghi una maxi-busta con la scritta "avviso importante al governo" con un altrettanto voluminoso cartello con le cifre dei costi economici della pandemia


Un sit in davanti a palazzo Chigi con tanto di maxi-lettera consegnata simbolicamente da Giorgia Meloni e dai parlamentari di Fdi al premier Mario Draghi per lanciare la proposta "se mi chiudi non mi chiedi".

"La norma del dl sostegni sulle cartelle esattoriali è una presa in giro, un pannicello caldo" ha detto Giorgia Meloni annunciando degli emendamenti al decreto elaborati per chiedere che lo Stato non chieda i pagamenti delle cartelle esattoriali a tutte le attività a cui ha chiesto di restare chiuse in questi mesi di pandemia.

La maxi-busta con la scritta 'avviso importante al governo' contiene un altrettanto voluminoso cartello con le cifre dei costi economici della pandemia: 440.000 occupati in meno nel 2020, 300.000 imprese chiuse, 320 miliardi di "fatturato perso" da imprese e partite Iva.

Il decreto "è lontano anni luce dalla pace fiscale che avevamo chiesto, noi faremo emendamenti e chiediamo a Draghi di valutare con serenità le nostre proposte, non finiamo di devastare l'economia italiana".

 

(Fonte: Agi)

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