updated 1:49 PM UTC, Jan 19, 2021

La guerra di Twitter a Trump diventa un boomerang. L'Europa condanna il ban, Merkel: "Decisione problematica". La Francia: "Oligarchie digitali". E il titolo crolla in borsa

Sono diverse le voci istituzionali europee a condannare lo "strapotere" delle piattaforme digitali. Anche la Francia "deplora" l'esclusione del presidente uscente da Twitter (che a Wall Street perde il 10.12%)


Twitter affonda a Wall Street all'avvio delle contrattazioni. I titoli della società che cinguetta perdono il 10,12% In calo anche Facebook, che cede il 3,30%. 

Venerdì scorso il social media ha escluso in modo permanente il presidente uscente degli Usa, Donald Trump. Il quale, ricorda Bloomberg, ha oltre 88 milioni di persone che seguono il suo account.

Asse Macron-Merkel per rilancio Ue: 5G, Green Deal e transizione digitale

 "La cancelliera Angela Merkel ritiene problematico che sia stato bloccato in modo completo l'account Twitter di Donald Trump". Lo ha detto il protavoce Steffen Seibert, in conferenza stampa a Berlino, rispondendo a una domanda specifica sull'argomento.

La Francia deplora la decisione di Twitter di escludere il presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, sottolineando che regolamentare la rete non spetta ai colossi del web. "Ciò che mi sciocca è che sia Twitter a decidere di chiudere" il profilo di Trump, ha dichiarato il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, intervistato ai microfoni di radio France Inter. "La regolamentazione dei colossi del web - ha avvertito - non può avvenire attraverso la stessa oligarchia digitale". Una decisione che ha già suscitato numerose reazioni ai quattro angoli del pianeta, incluso nella classe politica francese.

L'Ue evidenzia necessità di nuove regole. "Vorremmo conciliare il rispetto dei diritti fondamentali con una maggiore responsabilità delle piattaforme social", per questo "c'è la necessità di una maggiore regolamentazione" del mondo online da parte dei governi. Così un portavoce della Commissione Ue sulla decisione delle principali piattaforme social di sospendere gli account di Trump. Lo scorso 15 dicembre, la Commissione Ue ha presentato la sua proposta per regolamentare i contenuti online (il Digital Services Act) che, ha ricordato il portavoce, prevede che le piattaforme spieghino "come moderano i contenuti", stabiliscano "in termini chiari quali sono le regole" e informino "sulla decisione di sospendere un account". Queste regole, se saranno adottate dagli Stati membri, "possono ispirare anche altri governi a livello internazionale". Anche l'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, ieri si era espresso sul suo blog a favore della libertà d'espressione.

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Vaccino anti-Covid, Italia al primo posto in Europa per somministrazioni. E la prossima settimana arrivano le prime dosi di Moderna

Con oltre 320 mila somministrazioni finora effettuate (0,55% del totale) l'Italia è il primo Paese nell'Unione Europa per numero di vaccinazioni contro il Covid e all'ottavo posto nella classifica mondiale. È quanto emerge dall'attività di ricerca raccolta nel sito Our World in Data, le cui fonti sono i ministeri della Salute dei vari Paesi. Ai primi dieci posti, nell'ordine, ci sono Israele, Emirati Arabi, Bahrain, Stati Uniti, Gran Bretagna, Danimarca, Russia, Italia, Germania e Canada


Vaccino covid Moderna, quando arriva in Italia e quante dosi

Arriveranno già dalla prossima settimana in Italia le prime dosi del vaccino Moderna. L'obiettivo, a quanto si apprende, è di far giungere nel nostro Paese 1,3 milioni di dosi nei prossimi 3 mesi.

In totale Moderna distribuirà 80 milioni di dosi di vaccino in Europa nei primi tre trimestri del 2021. Si partirà con 10 milioni di dosi per il primo trimestre per passare a 35 milioni di dosi nei successivi trimestri. Le prime dosi, fa sapere l'azienda, inizieranno a essere distribuite dalla prossima settimana su base proporzionale fra tutti gli Stati membri.

Dopo il vaccino Pfizer-Biontech, un altro vaccino contro il coronavirus ha ricevuto l'approvazione dell'agenzia europea del farmaco (Ema) e il via libera dell'Ue.

EMA - L'agenzia europea per il farmaco ha raccomandato l'autorizzazione condizionata per il commercio del vaccino contro il coronavirus prodotto dalla società americana per le persone maggiori di 18 anni, si legge in una nota. L’attenta valutazione dei dati sulla qualità, la sicurezza e l’efficacia del vaccino da parte del Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Ema, garantisce gli standard previsti dall’Unione Europea, e delinea le salvaguardie, i controlli e gli obblighi per tutte le campagne di vaccinazione nell’Ue, si legge nella nota.

UE - "Abbiamo autorizzato il vaccino Moderna, il secondo approvato nell'Ue". Lo ha annunciato su twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, qualche ora dopo il via libera arrivato dall'Ema. "Stiamo fornendo vaccini sicuri ed efficaci agli europei - ha rivendicato von der Leyen - L'Europa finora si è assicurata due miliardi di dosi di potenziali vaccini, più che sufficienti per proteggere tutti noi".

 

(Fonti: Ansa e Adnkronos)

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Il Covid tra i leader Ue: Macron positivo, Sanchez in isolamento. Record di contagi in Germania. Ma il vaccino fa sperare l'Europa

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen: "Via alle vaccinazioni nell'Ue nei giorni 27, 28 e 29 dicembre. Proteggiamo i cittadini, insieme siamo più forti"


Il presidente francese Emmanuel Macron positivo al coronavirus. "Il Presidente della Repubblica è risultato positivo al Covid-19 oggi", rende noto l'Eliseo, specificando che la diagnosi è stata effettuata con un tampone eseguito dopo "la comparsa dei primi sintomi. Secondo le norme sanitarie vigenti applicabili a tutti, il Presidente della Repubblica si isolerà per 7 giorni. Continuerà a lavorare e svolgere le sue attività a distanza".

A titolo di precauzione, il premier Jean Castex si è sottoposto ad un test PCR questa mattina stessa. Lo rende noto una fonte di Matignon, residenza ufficiale del primo ministro, citata da Bfmtv, precisando che il test è risultato negativo. Un nuovo test verrà effettuato a sette giorni di distanza, in conformità con il protocollo sanitario in vigore. Il capo del governo resta intanto in isolamento

Come spiegano fonti a Le Parisien, anche il presidente dell'Assemblea Nazionale, Richard Ferrand, è stato messo in isolamento perché figura tra le persone entrate in contatto con il presidente.

La positività di Macron costringe all'isolamento anche il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez. Sanchez e Macron si sono incontrati lunedì a Parigi.

E anche Brigitte Macron, moglie del presidente francese, è in isolamento. Secondo quanto riferiscono fonti del suo ufficio, la signora Macron "non manifesta nessun sintomo", si legge sulla diretta di Le Parisien.

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che in Ue le vaccinazioni contro il covid-19 cominceranno il prossimo 27 dicembre. "È il momento dell'Europa".

Ue, vaccino dal 27 dicembre - Il 27, 28 e 29 dicembre inizierà la vaccinazione in tutta l'Ue. Proteggiamo i nostri cittadini insieme", ha scritto von der Leyen su Twitter.

L'Italia partirà con le prime vaccinazioni al personale sanitario. È quanto si apprende a seguito di una riunione mattutina tra il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario straordinario all'emergenza Domenico Arcuri. Il Governo italiano ha lavorato negli ultimi giorni per favorire una simbolica data comune di avvio delle vaccinazioni nell'Unione Europea. 

In tutto il mondo il numero di contagi da coronavirus dall'inizio della pandemia ha superato quota 74 milioni, secondo i dati dell'università americana Johns Hopkins.

Il paese più colpito dal coronavirus in termini assoluti restano gli Stati Uniti, che ieri hanno registrato un nuovo doppio record: oltre 250.000 contagi e 3.700 decessi in un giorno.

Record di contagi  in Germania dove si è superata la soglia dei 30mila nuovi casi in 24 ore. Lo riferiscono fonti ufficiali. 

"La pandemia di Covid-19 ha creato uno tsunami di problemi ma il virus ha colpito tutto il mondo, non solo la Russia. Anzi, noi possiamo dire di aver reagito molto meglio di altri Paesi, che pure si dicono orgogliosi per le loro economie. Il nostro Pil nel 2020 segnerà infatti -3,6% e questo è un dato migliore dei maggiori Paesi europei". Lo ha detto Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa. 

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Sorteggi Champions League, la Juve si frega le mani, incubi per Lazio e Atalanta. In EL urne tranquillizzanti per le italiane: Milan a Belgrado tra vecchi ricordi e il "cugino" Stankovic

Champions League, ecco gli ottavi di finale: Porto-Juve, Atalanta-Real e Lazio-Bayern. Sedicesimi di Europa League: Stella Rossa-Milan, Braga-Roma e Granada-Napoli. Tra le altre super sfide Barcellona-Psg e Atletico Madrid-Chelsea


L'urna di Nyon ha stabilito gli accoppiamenti degli ottavi di Champions. Una "pesca" fortunata per le italiane? Insomma... Alla Lazio di Inzaghi tocca forse l'avversaria più difficile: il Bayern Monaco. L'Atalanta se la vedrà col Real Madrid che nel girone ha sconfitto due volte l'Inter. Mentre la Juve pesca la squadra, sulla carta, più abbordabile: il Porto.

Ecco gli accoppiamenti delle italiane. Tra le altre super sfide Barcellona-Psg e Atletico Madrid-Chelsea

JUVE

I bianconeri di Pirlo, grazie al primo posto strappato nell'ultima partita del girone al Barcellona, hanno evitato gli abbinamenti più insidiosi come Bayern, City, Liverpool, Chelsea, Psg, Real e Dortmund. E col Porto il bilancio è favorevole. La Juve nei precedenti non ha mai perso con la squadra lusitana. Anzi. Nel 1983-84 battendo il Porto in finale ha pure conquistato una Coppa delle Coppe. In tempi più recenti, nei gironi del 2001-02 (una vittoria e un pari), e negli ottavi del 2016-17, doppia vittoria.

ATALANTA

La squadra di Gasperini era in seconda fascia. E dovrà vedersela contro il Real Madrid. I due club non si sono mai affrontati. I bergamaschi vantano solo due precedenti (fortunati) contro squadre spagnole in Europa: 4-1 e 4-3 nella scorsa edizione di Champions contro il Valencia.

LAZIO

Come la squadra di Gasperini, anche la Lazio era in seconda fascia. E ha pescato l'avversaria più dura e temibile, il Bayern Monaco campione d'Europa in carica. I biancocelesti, nella loro storia, non hanno mai giocato contro i bavaresi.

DATE E PROSSIMO SORTEGGIO

Le squadre teste di serie (cioè le prime dei gironi) hanno il vantaggio di giocare la partita di ritorno in casa. Le partite di andata degli ottavi sono in programma il 16/17/23/24 febbraio, con le gare di ritorno il 9/10/16/17 marzo. Il fischio d'inizio è alle 21. Il sorteggio per quarti, semifinali e finale si svolgerà il 19 marzo.



Sedicesimi Europa League: Stella Rossa-Milan, Braga-Roma e Granada-Napoli

Le tre squadre italiane, che hanno vinto il rispettivo girone ed erano tra le teste di serie, possono sorridere

Dopo il sorteggio degli ottavi di Champions League è stato il turno di quello dei sedicesimi di Europa LeagueMilan, Napoli e Roma, che erano tra le teste di serie per aver passato il proprio girone da prime in classifiche, possono sorridere perché hanno evitato le squadre sulla carta più temibili come Benfica, Salisburgo e Real Sociedad. La squadra di Pioli se la vedrà, in una sfida carica di tradizione, con la Stella Rossa, mentre quella di Fonseca sfiderà i portoghesi del Braga. Sorride un pochino meno Gattuso, nell'urna di Nyon il Napoli ha pescato gli spagnoli del Granada

I SEDICESIMI
Giovedì 18 febbraio, ore 18.55/Giovedì 25 febbraio ore 21
Wolfsberger-Tottenham
Dinamo Kiev-Club Brugge
Real Sociedad-Manchester United
Stella Rossa-MILAN
Slavia Praga-Leicester
Braga-ROMA
Krasnodar-Dinamo Zagabria
Young Boys-Leverkusen
Olympiacos-Psv Eindhoven

Giovedì 18 febbraio ore 21/Giovedì 25 febbraio, ore 18.55
Anversa-Rangers
Salisburgo-Villarreal
Benfica-Arsenal
Molde-Hoffenheim
Granada-NAPOLI
Lille-Ajax
Maccabi Tel Aviv-Shakthar Donetsk

 

Dai sedicesimi in poi, come ricordato dal segretario generale della Uefa Giorgio Marchetti, nella competizione verrà introdotto l'utilizzo del VAR

 

(Fonti. gazzetta.it e sportmediaset.mediaset.it)

 

Il premier polacco: "L'Ue in crisi si sfoga con Polonia e Ungheria. Faccia un esame di coscienza"

"L'Ue sembra un matrimonio in crisi. Ha alle spalle la crisi finanziaria, la Brexit, sta vivendo crescenti disuguaglianze. E quando sorgono problemi, si sfoga su Polonia o Ungheria. È ora di un esame di coscienza: cosa è andato storto? Ad esempio, l'euro non ha portato a differenze sempre più profonde? Che cosa ha portato in Italia che ristagna da più di vent'anni?". Lo ha detto il premier polacco Mateusz Morawieczki in un'intervista alla Faz. Sulla proposta di condizionalità legate al bilancio Ue, "la nostra principale preoccupazione - ha aggiunto - è che il meccanismo possa essere usato arbitrariamente e per motivi politici".

Orbán Viktor és Mateusz Morawieczki közös bejelentése - Blikk

 

(Fonte: Ansa)

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Messa di Natale anticipata di due ore, i vescovi: "Si svolgerà nella piena osservanza delle norme". Vespa: "La Cei abbozza per quieto vivere, ma da povero cristiano mi chiedo..."

''Gesù nasce ogni giorno nel cuore dei credenti. Non credo che abbia problemi con l'orologio. La Cei abbozza per quieto vivere. Ma da povero cristiano mi chiedo come posso mettere in pericolo la salute pubblica se esco dalla Messa alle 24 invece che alle 22?''. Così Bruno Vespa su twitter sulle polemiche che si sono scatenate dopo l'ipotesi di un eventuale spostamento della Messa di Natale alle 22 a causa del coprifuoco anti-Covid. Intanto la Ue smentisce di voler vietare le celebrazioni "in presenza"


La Ue vuol cancellare la Messa di Natale - IlGiornale.it

Cosa hanno detto i vescovi - Le Messe di Natale si svolgeranno "nella piena osservanza delle norme", aveva detto mons. Mario Meini, pro-presidente Cei, introducendo il Consiglio permanente. "Se le liturgie e gli incontri comunitari sono soggetti a una cura particolare e alla prudenza, ciò non deve scoraggiarci - ha chiarito - in questi mesi è apparso chiaro come sia possibile celebrare in condizioni di sicurezza, nella piena osservanza delle norme. Siamo certi che sarà così anche nella prossima solennità del Natale e continuerà ad essere un bel segno di solidarietà con tutti".

La Ue non vuole vietare la messa di Natale - La Commissione europea "non intende proibire alcuna funzione religiosa", né avrebbe "la competenza per farlo". Al contrario, "la libertà di culto è prevista dalla Carta dei diritti fondamentali". Lo precisa all'Adnkronos il portavoce della Commissione europea Stefan de Keersmaecker, a proposito delle indiscrezioni riportate dalla stampa italiana circa le raccomandazioni che l'esecutivo Ue si appresta a diffondere domani, secondo le quali sconsiglierà le celebrazioni religiose in presenza, inclusa la Messa di Natale.

Attraverso i social, l'Isis rilancia la sua minaccia all'Europa

Le tipologie degli attacchi in Francia e in Austria, riaccendono la paura di atti terroristici incontrollati e imprevedibili


Nel bel mezzo di una pandemia, il terrorismo jihadista colpisce in Europa. Ma è molto diverso da quello che, fino a quattro anni fa, era capace di provocare decine di morti con sofisticati attacchi, perpetrati da uomini con esperienza sui campi di battaglia in Medio Oriente e legati a gruppi internazionali. Oggi sono un pakistano di 25 anni che era in Francia da due anni, un ceceno di 18 anni che era venuto in Francia da bambino e aveva studiato nelle scuole francesi, poi un tunisino di 21 anni appena sbarcato nel continente attraverso la rotta dei migranti nel Mediterraneo, infine un austriaco di 20 anni, figlio di albanesi della Macedonia del Nord, che aveva tentato di andare in Siria, senza successo.

Gli autori degli attentati dell'ultimo mese e mezzo in Europa hanno un profilo comune: apparentemente hanno agito da soli, non sono stati registrati dai servizi segreti e hanno usato coltelli per attaccare. Solo il caso austriaco è diverso, il terrorista portava armi da combattimento, tra cui un fucile d'assalto, un kalashnikov segato e un machete, ed era noto agli organi di polizia. I recenti attacchi dimostrano che, nonostante l'annientamento del califfato dello Stato islamico (Isis) nell'estate del 2014, la minaccia persiste in una battaglia di idee, che è un terreno fertile per molti giovani. Il califfato fisico in Siria e Iraq è stato sostituito da un califfato virtuale.

"I seguaci dell'ISIS non sono mai scomparsi", spiega il ricercatore svedese Michael Krona, coautore di The Media World of ISIS, una ricerca in cui si stima che i seguaci del gruppo terroristico, siano presenti su circa 100 piattaforme online..“Al contrario”, aggiunge, “ci sono segnali che suggeriscono siano cresciuti di numero negli ultimi tempi. Dal 2018, la sopravvivenza e l'espansione del marchio ISIS è in gran parte dovuta all'aumento dell'attività dei suoi sostenitori sul Web. Ciò che è cambiato è il tipo di attacchi e la loro letalità. In Francia, tra il 2015 e il 2016 , gli anni degli attacchi legati all'ISIS contro Charlie Hebdo, contro il supermercato ebraico Hyper Cacher, contro il Bataclán, le terrazze di Parigi e il lungomare di Nizza, sono morte 239 persone. Dal 2017 ad oggi si contano 24 morti.

“A Madrid, nel 2004, a Bataclán nel 2015, a Barcellona nel 2017 erano gruppi strutturati che avevano una certa logistica. Tutto questo è finito”, spiega Olivier Roy, professore all'Istituto universitario di Firenze e specialista in islamismo. “Adesso abbiamo individui che vengono dal nulla, senza una formazione specifica, spesso non molto stabili psicologicamente e che attaccano con coltelli da cucina. I coltelli da cucina sono la prova che non c'è rete dietro. Perché se vuoi uccidere molte persone hai bisogno di un kalashnikov. L'obiettivo non è provocare il massimo numero di morti ma uccidere e morire”.

Roy allude ai tre attentati in Francia in poco più di un mese. Il 25 settembre, davanti all'ex quartier generale del settimanale satirico Charlie Hebdo (dove nel gennaio 2015 12 persone sono state uccise in un attacco jihadista), il pakistano Zaheer Hassan Mahmoud ha ferito due persone prima di essere arrestato. Il 16 ottobre, Abdouallakh Anzorov, nato a Mosca nel 2002 ed arrivato in Francia all'età di sei anni, ha decapitato l'insegnante di scuola Samuel Paty, per aver portato una lezione, sulle vignette di Maometto pubblicate su Charlie Hebdo, in classe. Successivamente Abdouallakh Anzorov è stato ucciso dai colpi della polizia.

Il 29 dello stesso mese, Brahim Aouissaou, che aveva lasciato la Tunisia a metà settembre ed entrato in Europa attraverso il Mediterraneo, ha tagliato la gola e pugnalato a morte tre persone nella basilica di Notre-Dame a Nizza. Oggi Aouissaou è ancora ricoverato in ospedale. Il 2 novembre Kujtim Fejzulai, che era stato rilasciato nel dicembre 2019 dopo un breve periodo in prigione perché avevacercato di unirsi all'ISIS in Siria, ha ucciso quattro persone per le strade del centro di Vienna, dove i viennesi trascorrono le ultime ore prima del lockdown, dovuto all'emergenza coronavirus. Fejzulai è stato ucciso subito dopo l'attacco.

La pubblicazione all'inizio di settembre, di nuove vignette su Maometto da parte di Charlie Hebdo, uscite in coincidenza con l'inizio del processo ai presunti complici degli attentati, è circolata in rete come nuovo argomento proprio di questi terroristi. A questo si è aggiunto, nelle settimane successive, il discorso del presidente francese, Emmanuel Macron, sul cosiddetto “separatismo islamista”, gli appelli al boicottaggio della Francia ai paesi musulmani e il polso geopolitico del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, con la sua controparte francese. Con l'Isis che riemerge tra Siria e Iraq, e in un contesto di reclusione globale, tremendamente aperto alla radicalizzazione dei giovani e all'uso massiccio di Internet.

“I profili degli aggressori rimangono simili: musulmani arrabbiati di discendenza immigrata, pieni di odio dopo aver assorbito i contenuti online dell'ISIS e, più recentemente, alimentati anche dalla ristampa delle vignette su Maometto, rispetto a quelli che portano avanti il gli attacchi contro la blasfemia, incitando all'odio", afferma Anne Speckhard, direttrice dell'International Center for the Study of Extremist Violence e professoressa oltre che di psichiatria alla Georgetown University.

Il progetto jihadista non è mai scomparso, nonostante le sconfitte in Medio Oriente e il fallimento nel tentativo di seminare discordia civile in Europa con gli attacchi.

Secondo gli esperti su Twitter, Facebook e persino Instagram si parla ancora di una guerra tra Occidente e Islam, con due banner fissi. Primo atto la vendetta, per la caduta di quel califfato fisico, impiantato tra Siria e Iraq da Al Baghdadi e il confinamento di migliaia di suoi militanti nelle prigioni curde. Secondo atto il vittimismo, per la presunta aggressione subita dalla religione di Maometto. La prospettiva dell'uscita in piazza di decine di jihadisti che si trovano oggi nelle carceri francesi aggiunge un'altra incognita. E persistono anche le circostanze che hanno descritto gli jihadisti degli ultimi cinque anni, come una generazione di ventenni con radici arabo-musulmane a rischio di emarginazione. Ma i terroristi di oggi sono diversi, secondo Olivier Roy, "la generazione che ha perpetrato gli attentati tra gli anni '90 e il 2015, maghrebini di seconda generazione in Francia o pakistani nel Regno Unito, sta uscendo di scena. Ora l'origine è varia o è figlia di nuovi arrivi di immigrati. E in futuro?" "Se la mia ipotesi è buona, ci sarà una radicalizzazione dei giovani dei Balcani e dei ceceni, e forse, a un certo punto, anche dei turchi, perché c'è qualcosa di strano nella gestione delle relazioni turche con l'Europa, proprio in tema di terrorismo. E poi ci saranno i globalizzati, ragazzi che vanno da un posto all'altro, come il pakistano o il tunisino".

Il Regno Unito firma il primo importante accordo commerciale post-Brexit con il Giappone

Il trattato consente al 99% delle esportazioni britanniche in Giappone, la terza economia più grande del mondo, di essere esente da dazi doganali.


A poco più di due mesi dalla fine del periodo di transizione della Brexit, il Regno Unito e l'Unione europea non riescono ancora a raggiungere un accordo per le loro future relazioni commerciali. Tuttavia, il governo di Boris Johnson continua a cercare di portare avanti i suoi accordi con altri paesi e questo venerdì ha annunciato che dopo un'estate di colloqui, ha firmato il suo primo importante accordo commerciale con il Giappone, un accordo che entrerà in vigore il 1° gennaio 2021. "Questo è il primo accordo commerciale del Regno Unito come nazione indipendente", ha affermato Liz Truss, ministro britannico per il commercio internazionale. La Truss si è congratulata con se stessa ricordando le affermazioni di molti delatori europei, "un Regno Unito indipendente non potrebbe raggiungere accordi commerciali importanti o ci vorranno anni per raggiugere qualcosa di utile al paese britannico. Bene oggi dimostriamo che i detrattori hanno torto", ha anche aggiunto che l'accordo è stato raggiunto "a tempo di record". Tra le altre disposizioni, il trattato consente al 99% delle esportazioni britanniche verso il Giappone, la terza economia mondiale, di essere esenti da dazi doganali.

La firma, dell'Accordo di partenariato economico globale tra il Regno Unito e il Giappone (CEPA) è stata definita dal governo britannico in una dichiarazione definita "un evento storico", nonché un "passo importante verso l'adesione alla zona di libero scambio del Regno Unito. La Trans-Pacific Partnership, che porterebbe a legami più stretti con undici paesi del Pacifico. L'accordo include un forte impegno da parte del Giappone a sostenere il Regno Unito appunto nel suo ingresso nella Trans-Pacific Partnership, una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, che copre il 13% dell'economia globale e ha rappresentato nel 2019, uno scambio di oltre 110 miliardi di sterline. "L'accordo aprirà nuove opportunità per le aziende britanniche, aumenterà la nostra sicurezza economica e rafforzerà i legami con una democrazia che la pensa allo stesso modo, un alleato chiave e un grande investitore in Gran Bretagna ", ha detto il ministro.

Il trattato, firmato dalla Truss e dal ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi, "riunisce due delle nazioni tecnologicamente più avanzate del mondo, ponendo il Regno Unito in prima linea nella definizione di nuovi standard globali nel commercio digitale". Questo accordo porterà ad una importante crescita economica di entrambi i paesi,  una crescita economica stimata per il commercio tra Regno Unito e Giappone "di oltre 15 miliardi di sterline, con benefici economici a lungo termine", anch'essi "cruciali" per la necessaria ricostruzione dopo lo scempio causato dalla crisi sanitaria ed economica della pandemia Covid-19.

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