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Sicurezza, Maroni critica il governo: "Più poteri ai sindaci? Troppo pochi. Quando c'ero io invece..."

Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia Foto ilComizio.it Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia

Il presidente della Regione Lombardia commenta le misure annunciate dall'esecutivo dopo che il Consiglio dei ministri, su proposta del responsabile del Viminale, Marco Minniti, ha approvato un decreto che realizza un patto per dare più poteri agli amministratori dei Comuni. Il governatore parla anche di gestione dell'immigrazione e pung Sala sul post Expo. La nostra intervista - (VIDEO)


ANCORA TROPPI POCHI I POTERI AI SINDACI - "Va bene dare più potere ai sindaci, però questi che sono stati dati sono troppo pochi. Io avevo dato, da ministro dell'Interno, poteri veri, mentre in questo caso non si è andato fino in fondo". E' una reazione tiepida quella di Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, sulle misure annunciate dal governo in tema di sicurezza dopo che il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno, Marco Minniti, ha approvato un decreto che realizza un patto tra prefetto e sindaci per dare loro più strumenti. Secondo il governatore lombardo non basta dunque il cosiddetto "Daspo urbano" previsto nella legge: un allontanamento che può durare fino ad un anno per chi reitera i reati una stessa città. "Il vero potere da dare ai sindaci e' il potere di ordinanza - ha affermato Maroni a margine del "112 day" - per gestire la sicurezza nel comune, per qualunque necessità", un provvedimento preso, a detta sua, proprio da lui quando era titolare del Viminale: "Questo avevo fatto: avevo dato ai sindaci il potere di ordinanza anche non contingibile e urgente, purtroppo non è stata riproposta questa iniziativa". 

BENE CIE, MA NON BASTA – Per il numero uno di Palazzo Lombardia, sono deboli anche gli interventi in materia di immigrazione clandestina. "Sui CIE – ha osservato il governatore – sono d’accordo, ma un CIE da 100 posti, in una regione come la Lombardia, dove ci sono 22.000 immigrati clandestini, mi pare serva a poco, se non ci sono altre misure. E la prima di queste, sono i respingimenti e fare i campi profughi in Libia, per evitare che partano".

 

A chi gli chiedeva di commentare le parole del sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha proposto di estendere i controlli antimafia preventivi anche su tutto il post Expo, Maroni ha risposto con una frecciata all'ex commissario unico dell'esposizione universale: "Sì, se fosse stato fatto già per Expo non sarebbe stato male".

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