updated 2:25 PM UTC, Feb 25, 2021

Da Monti a Casini, dalla moglie di Mastella a Nencini: al Senato forze fresche in soccorso di Conte. Chi sono i nuovi alleati di chi voleva spazzare via la vecchia politica

Pierferdinando Casini e Mario Monti Pierferdinando Casini e Mario Monti

Senatori e senatrici a vita, ex democristiani, socialisti, sedicenti liberali, eterni transfughi, antiche e recenti conoscenze, anziani e aspiranti professionisti della politica. Si va componendo il fronte dei "Responsabili" o "Costruttori" che voteranno la fiducia al governo di Giuseppe Conte. Tutti dichiarano ragioni nobilissime per correre in aiuto dell'esecutivo rimasto senza il sostegno renziano. Responsabilità, amore per la patria ferita, europeismo: tutto questo li muove, mica altro come pensano i più maliziosi


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"Annuncio il mio voto di fiducia, non porto voti se non il mio. E il mio è un voto di fiducia, come sempre, libero e condizionato a quelli che saranno i provvedimenti e se corrisponderanno a quelle che sono le mie convinzioni. Se così sarà in futuro, non solo appoggerò ma mi adopererò presso l'opinione pubblica, inclusa quella internazionale, per sostenere ciò che verrà fatto" dal governo. Lo ha annunciato, intervenendo in Aula, l'ex presidente del Consiglio e senatore a vita Mario Monti.

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Da parte sua Riccardo Nencini, nel suo intervento in aula, ha ricordato che "oggi non servono 161 voti per la fiducia, basta leggere la Costituzione". "Dal '44 a oggi ci sono stati una decina di governi che non hanno goduto in origine della maggioranza assoluta. Tutti, con eccezione dell'Andreotti ter del 1976, il governo della non sfiducia, balneari o ponte verso soluzioni che si andavano delineando".

"Serve un progetto politico, non si governa con un voto in più, figuriamoci con un voto in meno", ha sottolineato il senatore socialista aggiungendo tra l'altro: "Noi socialisti abbiamo detto riparta questo presidente del Consiglio dalla coalizione esistente, allargandola alle forze europeiste, l'inclusione deve essere la bussola. Un governo costruito con la pesca miracolosa è inutile".

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Pierferdinando Casini, intervenendo a Palazzo Madama dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, ha annunciato il suo voto favorevole esprimendo anche il suo rispetto per il governo e per gli sforzi onesti e leali che ha messo in campo nell'affrontare la pandemia.

Inoltre, Casini ha anche aggiunto che le parole da lui udite "sono state parole di verità, ammettendo che ci sono state cose che potevano essere fatte in modo migliore e diverso. Ma credo che nessuno possa avere il pregio della infallibilità davanti a questo dramma". Si è però detto preoccupato per il trionfalismo di coloro che si accontentano della conta dei voti ma dimenticano le ragioni della politica.

Sul fatto che Italia viva abbia aperto la crisi, ha sottolineato che, seppur condotta in modo sbagliato e frettoloso, non era comunque inaspettata perché da mesi si sapeva che vi era dissenso all’interno della maggioranza. Casini ha precisato che “ci si è dilungati su una crisi che andava affrontata con risolutezza. Oggi tutto è coperto dalla soddisfazione di fondo di un anti renzismo che diventa una specie di auto compiacimento. Dobbiamo capire invece se il governo ne esce più forte o più debole. Non so se prenderemo 161 voti, 158 o 150. Il problema sono i sentimenti del Paese e la necessità che questo governo allarghi la base di condivisione".

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Dalla parte del sì, come annunciato già ieri, anche la senatrice a vita Liliana Segre e la senatrice a vita, Elena Cattaneo. La Segre aveva infatti detto che nonostante l'età e il parere dei medici, avrebbe comunque raggiunto Roma per dare un sostegno a un governo che ritiene in questo momento importante per il futuro del Paese.

“Voglio dire, ancora una volta, rispetto alle malelingue mediatiche, ai bugiardi di mestiere, ai ventriloqui della malafede, che non ho aperto alcuna trattativa per avere qualcosa, nessun Ministero, niente di niente. Voterò la fiducia perchè ritengo, in coscienza, che l’apertura della crisi sia un atto ingeneroso verso le sofferenze che la nostra gente vive”. Lo dichiara, in una nota, la Senatrice del Gruppo Misto, Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, sindaco di Benevento.

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“Lo faccio - insiste - perché è giusto farlo, quasi per istinto, lo faccio, mentre, senza stile ed in modo provocatorio, le sezioni locali del PD e di 5 Stelle hanno fatto ieri una intesa per le prossime amministrative contro il Sindaco della città di Benevento. Sono in tanti, quelli che, in questi anni, hanno voluto, a tutti i costi, creare una caricatura del nostro modo di essere, che, da qualche giorno, continuano, con insistenza e noia, a ritenere che io aspiri a qualcosa o abbia chiesto qualcosa. A loro andrebbe applicata la briglia della comare, quello strano strumento di cui parlava Gramsci, da mettere sulla bocca delle persone ‘malevoli’ e ‘mettimale’. Non mi asterrò, per poi trattare e chiedere, voterò e basta. La mia gente desidera così ed io, mai come oggi, me ne sento orgogliosamente interprete. Nella mia famiglia, per senso delle istituzioni, vige il principio della rinuncia e delle dimissioni, anche da Ministro, nessun Ministero della famiglia, sono già Ministro della mia famiglia e ne vado fiera”, chiosa la Lonardo.

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Anche il senatore Raffaele Fantetti (nella foto qui sopra) ha annunciato che il gruppo Maie-Italia23 voterà la fiducia al governo. Decisione presa in quanto, come ha sottolineato, "l'efficacia dell'azione parlamentare è importante, non siamo qui per sedere e spingere un bottone, così come è importante la coerenza. Non si può stare in una coalizione senza essere coerente con i propri principi, non si può stare con alleati di coalizione che mirano a l'Italexit e a contrastare l'Europa quando ci si professa europeisti, per questo abbiamo creato Italia 23". Concludendo, Fantetti ha spiegato di essere grato per l’apertura politica che viene data di creare anche nel Parlamento italiano ed eventualmente nella maggioranza del governo uno sbocco per liberali, socialisti e convinti europeisti.

“Voglio dire, ancora una volta, rispetto alle malelingue mediatiche, ai bugiardi di mestiere, ai ventriloqui della malafede, che non ho aperto alcuna trattativa per avere qualcosa, nessun Ministero, niente di niente. Voterò la fiducia perchè ritengo, in coscienza, che l’apertura della crisi sia un atto ingeneroso verso le sofferenze che la nostra gente vive”. Lo dichiara, in una nota, la Senatrice del Gruppo Misto, Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, sindaco di Benevento.

Ultima modifica ilMartedì, 19 Gennaio 2021 15:38

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