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Pazienti oncologici, accordo tra Niguarda e Istituto dei Tumori per le urgenze

Un nuovo protocollo garantirà assistenza coordinata ai pazienti oncologici dell’Istituto Nazionale dei Tumori che necessitano di cure urgenti. Nella maggior parte dei casi, il ritorno al centro oncologico potrà avvenire entro 24-48 ore.

Un percorso condiviso per garantire ai pazienti oncologici continuità assistenziale, tempestività e cure appropriate anche nelle situazioni di emergenza. È questo l’obiettivo del nuovo protocollo operativo sottoscritto dall’Ospedale Niguarda e dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Il progetto è stato sviluppato con il coordinamento dell’ATS della Città Metropolitana di Milano e della Scuola di specializzazione in Oncologia medica dell’Università degli Studi di Milano.

Un percorso dedicato per le urgenze oncologiche

L’Istituto Nazionale dei Tumori non dispone di un proprio Pronto Soccorso. Per questo motivo, quando i pazienti oncologici  seguiti dall’INT hanno bisogno di cure urgenti, può essere necessario il trasferimento presso un’altra struttura ospedaliera.

Il nuovo protocollo crea un collegamento diretto con il Pronto Soccorso del Niguarda, consentendo ai medici dell’emergenza di confrontarsi tempestivamente con gli specialisti oncologi dell’Istituto.

Quando un paziente in cura presso l’INT arriva al Niguarda oppure viene soccorso dal sistema di emergenza territoriale attraverso il 112, vengono condivise le informazioni cliniche, le terapie in corso e le priorità assistenziali.

In questo modo, il personale sanitario può intervenire tenendo conto del percorso oncologico già avviato, evitando esami o trattamenti non appropriati e garantendo una maggiore continuità delle cure.

Il ritorno all’Istituto dei Tumori entro 24-48 ore

L’obiettivo principale è stabilizzare i pazienti oncologici e favorirne, quando le condizioni cliniche lo permettono, il rapido ritorno all’Istituto Nazionale dei Tumori.

Nella maggior parte dei casi, la ripresa in carico da parte dell’INT avviene entro 24-48 ore dalla segnalazione del Pronto Soccorso.

Anche quando il trasferimento immediato non è possibile, il collegamento tra le équipe permette di condividere le decisioni cliniche e individuare le terapie più appropriate. Il sistema consente inoltre di affrontare i casi più complessi, nei quali i pazienti oncologici presentano altre patologie che richiedono differenti competenze specialistiche.

Bertolaso: «Un esempio concreto di collaborazione»

Secondo l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, il protocollo dimostra come la collaborazione tra strutture pubbliche possa migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza.

«I pazienti oncologici hanno esigenze particolari e devono poter contare su una presa in carico che non si interrompa quando entrano in una situazione di emergenza – ha dichiarato Bertolaso –. Mettere in rete Niguarda e Istituto Nazionale dei Tumori significa integrare competenze, condividere informazioni e garantire risposte rapide e appropriate».

L’esperienza rientra nel modello delle reti clinico-assistenziali promosso dalla Regione Lombardia, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra ospedali e professionisti e ridurre la frammentazione dei percorsi di cura.

«Anche quando il paziente deve passare da un ospedale all’altro – ha aggiunto l’assessore – il suo percorso deve continuare senza interruzioni».

Montella: «Decisioni cliniche più rapide»

La direttrice generale dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Maria Teresa Montella, ha sottolineato la necessità di assicurare competenze specifiche anche durante le emergenze.

«Molti pazienti oncologici si rivolgono al Pronto Soccorso per problematiche legate alla malattia. Con questo protocollo abbiamo costruito un collegamento strutturato con Niguarda per garantire continuità assistenziale, decisioni cliniche rapide e coerenti con il percorso oncologico, evitando vuoti assistenziali e favorendo il ritorno del paziente al proprio centro di riferimento».

Niguarda: un modello al servizio di più strutture

Per il direttore generale del Niguarda, Alberto Zoli, l’accordo consolida un modello di emergenza-urgenza di macroarea.

Il Pronto Soccorso del Niguarda potrà così offrire assistenza anche ai pazienti oncologici provenienti da strutture prive di un proprio servizio di emergenza, attraverso protocolli condivisi e un costante scambio di informazioni cliniche. Il progetto rappresenta quindi un esempio concreto di integrazione tra oncologia ed emergenza-urgenza, con l’obiettivo di garantire ai pazienti cure più sicure, coordinate e tempestive.