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ondata di caldo per gli anziani Ondata di caldo per gli anziani, i consigli del Policlinico di Milano Ondata di caldo per gli anziani

Ondata di caldo per gli anziani, i consigli del Policlinico di Milano

L’ondata di caldo per gli anziani che sta caratterizzando queste giornate di metà agosto 2026 in Lombardia non è un semplice disagio. È un rischio sanitario concreto, soprattutto per chi ha più di 75 anni, vive solo o soffre di patologie croniche.

Fuori le temperature restano elevate, l’afa non lascia tregua nemmeno di notte e nelle case di tanti over 75 il termometro fatica a scendere sotto i 28-29 gradi. Il professor Giorgio Costantino, direttore del Pronto Soccorso del Policlinico di Milano, spiega, in “Pillole di salute” di Lombardia Notizie, come proteggere chi è più fragile. Servono gesti semplici ma precisi. Ecco cosa fare davvero in questi giorni.

Bere il giusto, non di più

“Le persone anziane e i più fragili a volte non hanno il senso della sete”. È la frase che Costantino ripete più spesso. Con l’età lo stimolo della sete si riduce e il corpo non avvisa più quando ha bisogno di liquidi. Questa ondata di caldo per gli anziani diventa difficile da gestire, devono quindi bere regolarmente, a piccoli sorsi, senza aspettare di avere sete e senza esagerare. Acqua a temperatura ambiente resta la scelta migliore. Evitare alcol, limitare caffè e tè, e non esagerare con le bevande ghiacciate che possono creare problemi digestivi.

Un trucco pratico usato da tanti geriatri è quello di pesarsi ogni mattina. Se il peso scende di un chilo o più in poche ore, i liquidi non vengono trattenuti a sufficienza. È un segnale chiaro da non sottovalutare.

Aria condizionata sì, ventilatore no quando supera i 32 gradi

Stare in ambienti freschi è la seconda regola fondamentale. L’aria condizionata, impostata tra i 25 e i 27 gradi, è molto più efficace dei ventilatori quando la temperatura interna supera i 32 °C. In quel caso i ventilatori muovono solo aria calda e non abbassano la temperatura corporea. Chi non ha il climatizzatore può chiudere tapparelle e tende nelle ore centrali, aprire le finestre solo di notte e, se possibile, spostarsi in una stanza più fresca.

A Milano e in molte zone della Lombardia restano aperti i Cold Spot nelle Case di Comunità. Ambienti climatizzati con personale sanitario, accessibili senza appuntamento o su indicazione del 116117. Servono a intercettare i malesseri da caldo prima che diventino emergenze da Pronto Soccorso.

Codice calore e rete territoriale

Regione Lombardia ha attivato da mesi il “codice calore” nei Pronto Soccorso. Una corsia preferenziale per chi arriva con sintomi legati all’afa. Il caldo non crea solo colpi di calore, ma peggiora quasi tutte le patologie croniche. Chi è già fragile rischia di più, soprattutto se vive solo.

Qui entra in gioco il lavoro dei servizi sociali. Alessandra Spinelli, responsabile dei servizi sociali del Policlinico di Milano, sottolinea che il sistema offre opportunità concrete. Le Case di Comunità con equipe multidisciplinari, l’assistenza domiciliare, il monitoraggio telefonico dei più a rischio. A Milano il numero 02 0202 resta un riferimento importante. A livello nazionale c’è il 1500 del Ministero della Salute. In Lombardia funzionano i numeri delle ATS e di Auser.

Cosa fare (e non fare) in questi giorni

  • Evitare di uscire tra le 11 e le 18.
  • Preferire abiti leggeri, chiari, di cotone o lino.
  • Consumare pasti leggeri ricchi di frutta e verdura (anguria, melone, cetrioli aiutano anche con i liquidi).
  • Controllare più spesso la pressione se si assumono farmaci antipertensivi, il caldo può farla scendere.
  • Non lasciare mai persone fragili o animali chiusi in auto.
  • Se compaiono capogiri, nausea, confusione o debolezza, fermarsi in un luogo fresco, bere e, se non passa, rivolgersi al Cold Spot più vicino o al medico.

L’estate 2026 sta confermando che le ondate di calore non sono più eventi eccezionali. I ricoveri legati al caldo, soprattutto tra gli over 65, restano elevati anche quando i numeri complessivi degli accessi tengono. La prevenzione continua a essere l’arma migliore.

Non serve diventare esperti di medicina. Basta ricordarsi di qualche regola semplice e, soprattutto, non lasciare solo chi è più debole. Un bicchiere d’acqua in più, una telefonata, un passaggio in un ambiente fresco possono fare la differenza. In questi giorni di ondata di caldo per gli anziani la rete c’è. Usatela prima che sia troppo tardi.