“Mulino Scodellino patrimonio dell’umanità”

Avantgardia

Un luogo magico che ti abbraccia tra due lingue di terra, che collega il Parco della Vena del Gessi con il Parco del Delta del Po. Siamo a Castelbolognese, nel ravennate, in terra romagnola. Qui si staglia nella sua antica bellezza l’antico Mulino Scodellino.

Il 22 Maggio scorso l’Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici la cui presidente regionale è Rosanna Pasi, che cura in particolare il Mulino Scodellino, accompagnata dal Presidente dell’Associazione Nazionale dei Mulini storici, Gabriele Setti, hanno riaperto al pubblico dopo due anni questo tesoro del territorio.

 

All’interno di una rassegna dal titolo Cibus in fabula, nata con l’obiettivo di promuovere il turismo e la cultura enogastronomica locale, ma anche la letteratura, la danza, la musica, la politica, domenica 29 maggio è prevista la presenza del politologo Gianfranco Pasquino, il mulino è stata l’occasione per portare all’attenzione del pubblico tutta la ricchezza di una terra in cui il mulino ha rappresentato e rappresenta la storia, “Perché qui sono nati gli opifici, perché questo è il luogo che ha definito noi castellani” – mi dice Rosanna Pasi.
Storicamente il mugnaio insieme al parroco a metà ottocento rappresentava l’autorità, la persona di cui fidarsi. E il mugnaio infatti è una figura “Inserita nel tessuto sociale ed economico tanto che quando lo Stato applica la tassa sul macinato che fa sollevare masse e lievitare il costo del pane, il mugnaio diventa un esattore dello Stato”. Il mulino dunque come luogo d’incontri, “per questo me ne occupo” – aggiunge la Presidente Regionale dell’Associazione Amici dei Mulini Storici.

“Per me è importante che viva come fatto storico, anche se per la sua collocazione geografica, in pianura, è facilmente raggiungibile, sia per una passeggiata a piedi, sia per una una in bicicletta.”
“Inoltre noi qui produciamo una farina, grazie al mulino industriale della famiglia Naldoni, che ha delle qualità e caratteristiche uniche. Coniughiamo quindi l’alimentazione a progetti culturali. Se mangi bene, ti puoi dedicare ad altro, puoi curarti dell’arte e della letteratura e del tuo territorio.”

“Nell’ambito delle giornate europee dei Mulini, mi dice Gabriele Setti, il pubblico si appresta a rivivere i fasti di questi monumenti della storia, e dell’architettura industriale. Il Mulino Scodellino ha una storia antichissima e per questa sua peculiarità e per il suo spirito di rinnovamento s’è dimostrato di animo molto giovane”.

“Va considerato inoltre che siamo solo al 50% delle potenzialità sviluppate, aggiunge Setti, in riferimento alla valorizzazione del nostro patrimonio storico, architettonico e territoriale. Potremmo fare ancora molto”
Qui si sono portati avanti. La Romagna, come sempre, corre veloce. È nel suo DNA infrangere le regole del tempo esplorando per prima l’incognito. Sempre con il sorriso, un buon piatto e un bicchiere di vino, di quello buono. In mezzo al verde, accompagnato dalla musicalità di una brezza leggera. Prima la natura. Prima la vita.

Ecco le interviste

Rosanna Pasi

Gabriele Setti

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