updated 2:05 PM UTC, Oct 28, 2020

Perchè i media occidentali si sono scagliati contro il vaccino russo?

L'11 agosto, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che la Russia aveva registrato il primo vaccino contro il coronavirus al mondo. E come prova della sua totale sicurezza, confermava che sua figlia aveva partecipato ai test sul nuovo farmaco.


I media occidentali sono immediatamente attivati con articoli contro la Russia, il suo governo e gli scienziati che hanno partecipato alla scoperta, accusando tutti contemporaneamente, spingendosi fino a parole molto pesanti, quasi genocidio.

 

Ecco alcune citazioni prese dai principali media:

  • "Putin sogna un "momento da leader stellare...".
  • "... Russia e Cina non sono molto scrupolose nell'osservare gli standard medici ed etici". 
  • "... più di 170 progetti per trovare un vaccino sono in corso nel mondo ... la Russia sta registrando il farmaco, ignorando alcune fasi dei test ... gli scienziati hanno testato i vaccini sui soldati e su se stessi..."
  • "L'approccio russo è sconsiderato e non etico".
  • "... questo farmaco rischia di esacerbare piuttosto che aiutare a far fronte alla pandemia."

Un'elenco che potrebbe continuare.

Sorge però una domanda: perché tutta questa isteria? Nessuna persona sarà vaccinata con la forza e contro la sua volontà con il farmaco russo "Sputnik V".

la risposta a questa domanda si potrebbe ritrovare in un post del NYT:

"Le principali potenze sono coinvolte in una corsa al vaccino globale, che il presidente Trump, Putin e il presidente cinese Xi Jinping considerano una guerra per procura, volta a consolidare per la loro leadership personale e per i sistemi nazionali concorrenti. Gli Stati Uniti, attraverso l'operazione Warp Speed e la Cina hanno investito miliardi in questo inseguimento, le autorità sanitarie sono preoccupate che la Russia stia cercando di strappare la vittoria alle due super potenze NEMICHE AMICHE".

 

Coronavirus; la Russia prosegue la registrazione del vaccino nonostante le preoccupazioni per la sicurezza

Il presidente Vladimir Putin ha annunciato che il vaccino è stato registrato, la produzione su larga scala dovrebbe iniziare a settembre e la vaccinazione di massa a ottobre


Lunedì, l'ente industriale dell'Associazione delle organizzazioni di sperimentazione clinica (ACTO), che rappresenta le organizzazioni che conducono studi clinici multinazionali sulla produzione di farmaci, aveva sollecitato ulteriori test prima della registrazione del nuovo vaccino russo contro il covid-19. La risposta delle autorità russe è stata secca, "L'ACTO sta ovviamente saltando alle conclusioni senza conoscere i risultati", ha detto al sito web di RBC Valentina Kosenko, vice capo sanitario del Roszdravnadzor l'agenzia russa per il controllo sanitario. "Diverse centinaia di volontari sono stati vaccinati con questo vaccino e non ci sono state reazioni avverse gravi", ha concluso la Kosenko.

L'istituto di ricerca statale russo Gamaleya ha lanciato la scorsa settimana gli studi di Fase III per il suo vaccino Covid-19. La Kosenko ha affermato che i nuovi test coinvolgeranno migliaia di volontari, le dosi e i tempi saranno gli stessi della fase II, fase che ha visto coinvolta come volontaria anche la figlia del presidente Putin. 

Sergei Glagolev, capo del dipartimento di controllo del Roszdravnadzor, conferma che la registrazione del vaccino avverrà durante le fase III e contemporaneamente verranno terminati anche tutti i test di laboratorio sui risultati di queste ultime vaccinazioni. “È accettabile registrare il farmaco durante le prime fasi degli studi clinici. Schemi simili esistono anche nell'UE e negli Stati Uniti, stiamo seguendo tutte le regole dettate dal controllo mondiale della sanità", ha detto Glagolev.

“Durante le pandemie, i paesi hanno fatto ricorso al permesso di utilizzare farmaci in assenza di normali studi randomizzati; non è il caso del nostro "vaccino di Gamaleya". Nel nostro caso, stiamo parlando di un'ammissione anticipata al mercato in condizioni rigorosamente controllate".

Il vaccino di Gamaleya è un cosiddetto vaccino a vettore virale, il che significa che impiega un altro virus per trasportare il DNA che codifica la risposta immunitaria necessaria nelle cellule. Si basa sull'adenovirus, il comune "raffreddore".

  • Pubblicato in Salute
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