updated 2:00 PM UTC, Oct 22, 2020

Blocco dei licenziamenti e cig, nessun accordo tra governo e sindacati. I consulenti lavoro: servono misure straordinarie a sostegno delle imprese

Si è concluso la notte scorsa con un "nulla di fatto" il confronto tra Cgil, Cisl, Uil e il Governo, con la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ed il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, sulla proroga della cassa integrazione ed il blocco dei licenziamenti. "Molto distanti", affermano i sindacati, le posizioni espresse dalle parti.

Dopo alcune ore di trattativa, Cgil, Cisl e Uil hanno "valutato insufficiente la proposta del Governo" ed hanno "proposto una soluzione in cui le ulteriori 18 settimane di cassa integrazione annunciate dal Governo e il blocco dei licenziamenti devono camminare di pari passo".
A questo punto, proseguono, "ritengono necessaria e utile una convocazione da parte del presidente del Consiglio e attendono l'avvio, in tempi brevissimi, di un tavolo a Palazzo Chigi" su questo capitolo e in generale sulla riforma degli ammortizzatori sociali, sulle politiche attive del lavoro, sulla manovra economica e sui fondi europei. 


Studio Gabellone Studio Professionale di Consulenza del Lavoro

La situazione di difficoltà in cui versano già moltissime piccole e medie imprese richiede misure straordinarie a loro sostegno, in grado di supportarle economicamente e salvaguardarne i livelli occupazionali. E' uno degli aspetti che emergono dall'indagine 'Crisi, emergenza sanitaria e lavoro nelle pmi', che sarà presentata al Festival del Lavoro, in programma oggi e domani, e condotta dalla Fondazione studi consulenti del lavoro tra gli iscritti.

Il 56,6% dei consulenti intervistati indica al primo posto l’urgenza di fornire contributi a fondo perduto per sostenere l’attività; a seguire, il 53,2% la proroga degli ammortizzatori sociali e il 51,9% la sospensione delle scadenze fiscali. Interventi importanti, a fronte dei quali altre possibili misure di incentivo e supporto, quali contributi per sostenere i costi della sicurezza o riorganizzare le aziende in modalità agile appaiono del tutto residuali.

Secondo la ricerca dei consulenti del lavoro l'esigenza di convogliare le risorse in interventi rilevanti da un punto di vista economico, per consentire il necessario afflusso di liquidità, rappresenta lo stato di forte criticità con cui le piccole e medie imprese si apprestano ad affrontare la seconda ondata pandemica. È indicativo che al Sud, prima ancora che contributi e ammortizzatori sociali, si indichi come prioritaria la sospensione delle scadenze fiscali, segnalando l’impossibilità totale delle aziende di far fronte ai propri adempimenti. Di contro al Nord, l’attenzione è posta soprattutto sugli ammortizzatori sociali, per rendere sostenibile il proseguimento delle attività, anche in condizione di forte criticità, puntando quanto possibile alla salvaguardia dei livelli occupazionali.

 

(Fonti: Ansa e Adnkronos)

Al via il Salone Auto e Moto d'Epoca di Padova. Bellezza e stile, i miti eterni dei motori sono arte: "Con la passione alla guida non ci sono risultati impossibili" (VIDEO)

L'attesa è terminata. È il giorno di Auto e Moto d'Epoca a Padova. Uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati ai veicoli storici apre i battenti. Da oggi a domenica 25 ottobre appassionati e curiosi potranno girare tra i padiglioni alla scoperta del mondo delle auto classiche, tra storia, cultura, passione, tecnologia e design. A partire dal genio italiano della mostra dedicata ai bolidi artigianali del dopoguerra, passando per le Moto dei Miti di Genesio Bevilacqua, arrivando ai prototipi da leggenda Porsche


"Un'edizione così non era scontata quest'anno", ha detto l'organizzatore Mario Carlo Baccaglini. "Ma è proprio questa la magia di Auto e Moto d'Epoca: con la passione alla guida non ci sono risultati impossibili"

Apre oggi, giovedì 22, il salone internazionale dedicato a tutti gli amanti delle quattro ruote classiche e non solo. L'inaugurazione ufficiale si terrà il 23 ottobre alle 11.00, ma già durante questa prima giornata cultori e collezionisti incontreranno i dealer, e il mercato delle auto da sogno, cuore dell'evento, inizierà, aprendo le danze della 37esima edizione di Auto e Moto d'Epoca. Sempre all'insegna dell'emozione e della passione. Tre le grandi mostre che faranno battere il cuore degli appassionati: una dedicata al genio italiano che ha prodotto i bolidi del dopoguerra, un'altra sulle moto che hanno fatto la storia dello sport e l'ultima sulle Porsche che trionfarono a Daytona e Le Mans.

Nonostante le incertezze del periodo, gli organizzatori di Intermeeting sono riusciti a raccogliere capolavori del passato e anteprime del futuro che non hanno nulla da invidiare alle edizioni d'antan. Nella retrospettiva L'ordinario diventa straordinario, organizzata insieme ad Aci Storico nel padiglione 3, dieci i modelli unici, modellati dal genio e dalla passione italiana per i motori e provenienti dalle collezioni dei principali musei dell'auto italiani, dal MAUTO di Torino al Museo Nicolis di Verona. Sono presenti il Bisiluro Tarf di Piero Taruffi, il Nibbio di Lurani, la Cisitalia D46 che Nuvolari guidò in corsa senza volante e altre auto comuni che l'estro degli artigiani italiani del dopoguerra ha trasformato in fuoriserie senza paragoni nella storia.

All'epopea delle moto sportive è dedicata, invece, la mostra L'uomo che ha sconfitto i giganti: 20 modelli che hanno cambiato la storia dello sport a due ruote provenienti dalla collezione delle Moto dei Miti di Genesio Bevilacqua. Si celebra la storia dell'Althea Racing, scuderia indipendente che ha saputo tenere testa alle più grandi case motociclistiche laureandosi per cinque volte Campione del Mondo nella categoria Superbike e Superstock.

Terza mostra in programma, quella dedicata ai prototipi da leggenda Porsche che copriranno 30 anni di Porsche a Le Mans a 50 anni dalla vittoria del 1970 che vide le auto di Stoccarda conquistare primo, secondo e terzo posto contemporaneamente.

Gli altri highlights del salone: l'anteprima europea dell'ammiraglia per definizione, la nuova Mercedes classe S. La nuova Bentayga, l'innovativo SUV Bentley dal design mozzafiato. E due veri bolidi McLaren, la 720 Coupé e la 600LT Spyder.

Per il settore moto, da segnalare la crescita anno su anno, coronata dal lancio italiano della possente R 18, la top cruiser per eccellenza e campione della tradizione BMW. E ancora moto sia per la prima partecipazione a Padova dell'Esercito Italiano che per la collezione Morbidelli, di cui ASI ha acquisito oltre 70 esemplari anteguerra.

Tante le curiosità. La vettura più antica? La Bugatti T13 che compie 100 anni. Una delle più rare? La sportiva ASA 1000 GT del 1965, la famosa "ferrarina" nata da un'idea di Enzo Ferrari, telaio di Giotto Bizzarrini, meccanica di Carlo Chiti e carrozzeria Bertone, design di un giovanissimo Giorgetto Giugiaro. Un vero e proprio dream team. E nello stand di Aci Storico una chicca direttamente dalla Presidenza della Repubblica: la Maserati quattroporte blindata del 1983 che accompagnava il Presidente Sandro Pertini durante i suoi impegni istituzionali.

Non manca ovviamente il fulcro di Auto e Moto d'Epoca, che ogni anno attira collezionisti ed appassionati da tutto il globo: il mercato delle auto, che tra dealer specializzati e privati riesce a coprire tutto il mondo della storia e della cultura dei motori. Dalle auto classiche alle instant- classic, passando per le auto che hanno rivoluzionato il settore e quelle che ci hanno fatto sognare. Una carrellata di modelli in esposizione dove storia, cultura, innovazione ed ingegno si fondono e caratterizzano ogni momento della visita. E ancora ricambi ed automobilia. Vecchie targhe, libretti del secolo scorso, cruscotti, volanti, contachilometri, spinterogeni, bulloni, cerchi e insegne: un padiglione intero dedicato ai ricambisti con un'infinità di oggetti da scoprire, acquistare o anche solo ammirare.

E la passione continua e si respira tra i tanti club storici presenti, da sempre uno dei motori del Salone. Padova, quest'anno più che mai, è uno spazio privilegiato dove incontrarsi, presentarsi ai nuovi soci, annunciare raduni e programmi. Dopo l'isolamento e la sospensione di tante attività, il ritrovarsi a Padova acquista un significato in più: vivere assieme la passione comune. Si celebreranno, inoltre, molti anniversari: i 110 anni di Alfa Romeo e gli 85 del marchio Jaguar; i 60 di Lancia Flavia e i 50 di Range Rover, solo per citarne alcuni.

Non mancheranno, infine, le altre anime del Salone: gli stand dedicati al modellismo, gli insostituibili artigiani del restauro e il percorso arts&crafts, tra capi vintage, eleganti bauli storici, abbigliamento sportivo, editoria, oggettistica da collezione.

Si parte dunque giovedì. All'insegna della passione, del coraggio e dei sogni. Un segnale di ripresa per tutto il settore. "Un'edizione così non era scontata quest'anno", ha detto l'organizzatore Mario Carlo Baccaglini. "Ma è proprio questa la magia di Auto e Moto d'Epoca: con la passione alla guida non ci sono risultati impossibili". 

Cambio dell'ora 2020: l'ora invernale arriva questo fine settimana

Nella notte tra sabato 24 ottobre a domenica 25, ci sarà un cambio di orario, il secondo e ultimo dell'anno. In questo modo, dalle tre del mattino, dobbiamo riportare indietro di un'ora i nostri orologi. E così, alle 03:00 saranno di nuovo le 02:00.


L'orario invernale fa parte della consueta dinamica con cui si regolano gli orologi per adattarsi a un maggiore risparmio energetico e all'utilizzo delle ore diurne fino a marzo. I cambi di orario avvengono due volte all'anno, una volta a marzo e una volta a ottobre. La direttiva comunitaria 2000/84 /CE è responsabile di questa variazione in Europa e del motivo per cui le ore dei nostri smartphone vengono in modo automatico anticipate o ritardate. L'effetto più immediato dell'ora solare nelle nostre vite viene evidenziato da un maggiore utilizzo delle ore diurne e cioè che da questa domenica, l'alba e il tramonto avverranno un'ora prima.

Nel 2018, quando l'Unione Europea ha preso in considerazione l'eliminazione del cambio stagionale dell'ora nel 2019, un'iniziativa poi rinviata al 2021. La proposta comunitaria è stata supportata da un'indagine europea condotta su 4,6 milioni di cittadini, l'84% dei quali si sono espressi a favore dell'abolizione di questa modifica semestrale.

Il Parlamento Europeo ha approvato di chiedere la fine del cambio orario nel 2021, tuttavia questa decisione necessita dell'approvazione degli Stati e la situazione rimane invariata. Pertanto, l'Italia mantiene, per ora, il fuso orario attuale e il cambio di orario in vigore da più di quattro decenni.

"Temevo un 'Italexit' quando Salvini ha governato"

Enrico Letta, ex Primo Ministro, oggi responsabile Affari internazionali presso il prestigioso Science Po di Parigi, presidente dell'Istituto Jacques Delors, dirige anche il forum Italia-Spagna. In un'intervista al quotidiano ElPais si apre parlando dell'attuale situazione politica Italia ed Europea


In un mondo in crisi, punito dalla pandemia, Italia e Spagna stanno vivendo un'intensa luna di miele. Letta, promotore di questo rinato amore mediterraneo, lo celebra e punta a un'alleanza da cui può emergere l'Europa del futuro.

 

Domanda. Credi che abbiamo imparato la lezione dei mesi di marzo e aprile?

Risposta. Sì, tutti i paesi europei cercano un coordinamento e adottano misure adeguate per proteggere la parte debole della società, ma per evitare un nuovo confinamento totale. Il costo economico è stato immenso, per l'Italia sono 30 punti di debito pubblico. Qualcosa che pagheremo per molti anni. Questo è il motivo per cui è necessario trovare un equilibrio tra il requisito sanitario e l'evitare il confinamento.

D. Quindi non applichereste misure più restrittive di quelle annunciate domenica dall'Italia?

R. La priorità deve essere data alle scuole e al lavoro. Il telelavoro dovrebbe essere sfruttato appieno, ma ciò è possibile solo se le scuole sono aperte e consentono alle persone di lavorare da casa. Ho fiducia in chi prende le decisioni e gestisce i dati. Adesso tutti criticano o suggeriscono cambiamenti, sono tutti allenatori della Nazionale.

P. Temeva che l'UE sarebbe stata toccata?

R. L' Europa stava per morire a marzo. Era un rischio reale e mortale. L'immagine più ovvia è stata l'affermazione di Jacques Delors che lo avverte: ha 95 anni e non parlava da cinque. Ma poi è nata l'Europa della solidarietà, che si esprime nella Next Generation EU. Sono molto ottimista sull'Europa del futuro, nata dalla leadership di Italia e Spagna. Insieme alla Francia, hanno acceso una linea che è stata successivamente accettata dalla Germania e seguita da tutta l'Europa.

P. Alcune risorse messe sul tavolo, soprattutto crediti e Mede (meccanismo europeo di stabilità), sono ancora viste con immenso sospetto. Nessuno sembra volerli toccare.

R. L' Europa ha gestito molto male l'episodio in Grecia e ha causato un grande problema di fiducia nell'opinione pubblica spagnola e italiana. L'immagine era quella di un Paese che nei momenti di difficoltà subiva imposizioni troppo dure e veniva abbandonato. Ciò ha danneggiato l'immagine dell'aiuto europeo.

D. Quindi, quegli aiuti non verranno usati?

R. Dobbiamo fare un passo avanti e riformare i Medi. Cambialo completamente, anche il nome e le regole. Rendilo comunitario e non solo per i paesi dell'euro, oltre a consegnarlo alla Commissione Europea. Altrimenti nessuno lo prenderà.

D. Ora sembra una caramella avvelenata. E in Italia avrebbe un prezzo politico molto alto per prenderlo.

R. La Mede è una cassaforte piena di soldi, ma per ragioni politiche non la usano. L'Italia e la Spagna insieme dovrebbero fare una proposta per riformarla. Ciò eviterà questo paradosso in cui nessuno vuole utilizzare i 400.000 milioni a causa della cattiva reputazione che ha a causa del caso greco. Dovrà chiamarsi altro, qualcosa come il Fondo europeo di solidarietà, e consegnarlo alla Commissione: dal Lussemburgo a Bruxelles.

P. Italia e Spagna si sono sempre guardate con sospetto nonostante condividessero un'agenda e interessi strategici. Cosa è successo in modo che non sia più così?

R. Non ricordo rapporti migliori di adesso, sono ottimi. Quando ero primo ministro, c'erano buoni rapporti con [Mariano] Rajoy, ma oggi sono più profondi. Credo sia dovuto principalmente alla crisi pandemica e alla risposta europea che Italia e Spagna hanno dato insieme. Il fatto di capire che contro i nordici possiamo solo essere uniti. Inoltre, Conte e Sánchez hanno lavorato molto bene per creare quell'intesa che si estende ad altri ministri. Penso che sia una situazione idilliaca.

D. Perché non è successo prima?

R. Per 20 anni la Spagna è stata tentata di immaginarsi come il principale partner mediterraneo dell'asse franco-tedesco. In altre parole, ha voluto sostituire un'Italia sempre in crisi offrendo maggiore affidabilità e un'economia che funzionasse meglio con una politica modulabile. L'Italia, invece, ha sempre ritenuto di avere uno status superiore perché apparteneva al G7. Ma l'unico modo è collaborare per creare un accordo che possa condizionare il resto delle decisioni. L'agenda italiana e spagnola in materia di immigrazione, Africa o Mediterraneo è molto simile.

P. Anche l'addio di Matteo Salvini e della Lega ha contribuito a migliorare i rapporti. E non solo con la Spagna. Temevi per il ruolo dell'Italia nel mondo in quel periodo?

R. Sì, avevo paura di un Italexit . Temevo che sarebbe accaduto un incidente come quello nel Regno Unito. La linea di Salvini in questi anni è stata antieuropea e civettuola con Italexit . Spero che cambi, ma in quell'anno di governo avevo molta paura.

D. Ho sentito dire che l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea presenta dei vantaggi.

R. Sì, naturalmente. E lo dico con tutta la forza: è necessario smettere di piangere dalla Brexit. È stato dimostrato che è positivo per l'Europa. Ora possiamo costruire progetti, come l'Europa sociale, che prima non potevamo fare con loro.

D. Pensa che l'ondata sovranista populista sia passata?

R. L' Europa ha il rischio interno che il denaro promesso contro la recessione non arrivi rapidamente. Molte aspettative si sono create e se i cittadini italiani e spagnoli non vedranno subito quei soldi, il messaggio di Salvini o Vox sarà facilitato. La seconda condizione a tal fine sono le elezioni negli Stati Uniti. Penso che il populismo in Europa sia cresciuto grazie alla legittimità che gli ha dato [Donald] Trump. Se perde, come spero, sarà un duro colpo per il populismo sovrano europeo.

P. In Spagna ultimamente si dice che la politica stia diventando italiana. Succede anche in altri paesi: parlamenti più frammentati, ripetizioni elettorali multiple, un certo caos. Quello che è successo?

R. È un problema di esaurimento delle democrazie occidentali. Ed è legato all'innovazione tecnologica. Grazie a Internet, ogni cittadino è connesso a tutte le decisioni e può esprimersi in un minuto. La democrazia rappresentativa, basata sulla delega di tale potere, ha problemi ad avanzare in questo settore. È molto importante riflettere su come modernizzarlo e Italia e Spagna hanno molto da fare insieme. Non è solo un'italianizzazione della politica europea, è un problema generale più importante.

D. In Spagna c'è un mito su una visita di Giulio Andreotti in piena transizione democratica. Gli hanno chiesto la sua opinione sui contorni della nuova politica. Mi ha risposto che mancava " finezza ", come è maturata in questi anni?

R. Hai vissuto l'impatto della crisi economica, come quella italiana. I toni si sono inaspriti molto perché la povertà è entrata con forza nelle famiglie, nelle strade. La politica è lo specchio del Paese, e anche in questo siamo simili, perché si è trasformata in seguito a questi disordini sociali. Insieme alla crisi della democrazia parlamentare, è un problema che richiede politici con uno sguardo lungo.

 

FONTE: (ELPAIS)

CHI SIAMO E DA DOVE VENIAMO? IL VIAGGIO DELL'ANIMA.

A quasi tutti capita prima o poi nella vita di porsi le famose domande “chi siamo e da dove veniamo?” Le risposte sono molteplici, indotte spesso della tradizione culturale e religiosa da cui proveniamo.


Per fare questo piccolo viaggio è necessario aprirsi al concetto di “anima”.

Ma che cos’è l'anima? L'anima è energia cosmica, “organizzata” in modo individuale e cosciente. Cosa significano questi paroloni? Potremmo fermarci ore, giorni e anche vite a disquisire circa questi concetti, ma in sostanza si può dire che l'anima è pura coscienza che si muove nello spazio-tempo per raccogliere informazioni ed evolvere attraverso la sperimentazione di esperienze. Queste esperienze vengono fatte attraverso i vari contenitori che la possono ospitare e che hanno diverse “forme”, un esempio di “contenitore” è il corpo umano. Essa origina dalla sorgente di pura Luce per poi tornare alla pura Luce dopo ogni esperienza. Questo rientro alla sorgente serve per fare il punto della situazione e riversare le informazioni /esperienze vissute nel campo di coscienza collettivo universale. Condividendole si arricchisce il collettivo, è come se venisse offerta una biblioteca di esperienze a cui chi vuole può accedere. Questa biblioteca viene anche chiamata registro Akashico e teoricamente è a disposizione di tutti, ma per ora ancora in pochi sono capaci di accedervi.

Ogni esperienza potremmo dire che ha una “scadenza”, ciò che noi umani chiamiamo morte, dopo la morte del corpo fisico l'anima torna alla “base”(sorgente) e da li deciderà se trasferirsi in un’altra dimensione e contenitore, oppure tornare a incarnarsi in un corpo umano. Questo dipende da qual’è la cosa più conveniente dal punto di vista evolutivo per lei.

In pratica è come se la vita fosse una grande scuola in cui imparare lezioni, lezioni spirituali ovviamente e il pianeta Terra fosse uno tra i tanti meravigliosi teatri dove poter imparare.

Dunque più un’anima ha viaggiato e più in teoria dovrebbe aver acquisito SAGGEZZA (di cui abbiamo parlato nello scorso articolo https://ilcomizio.it/sai-cosa-ti-dico/societaeprofessioni/2306/un-tempo-per-l-anima-la-saggezza ). Ecco perchè in questo momento intorno a noi, sulla Terra, possiamo notare così tante differenze tra le persone. Esistono molti livelli di coscienza differenti: vi sono anime sagge e antiche che pregano e meditano per elevare la coscienza dell'umanità e altre che sgozzano i propri simili senza nemmeno pensarci. La terra è un pianeta abilitato ad ospitare anime con vari livelli di coscienza, mentre ci sono altri luoghi in cui il livello di coscienza è più omogeneo e adatto dunque a tipi di esperienza diversi da questa.

Quindi il nostro viaggio non è iniziato con questa vita e non finirà con questa vita, è un lungo viaggio in cui l’unico tempo che conta, però, è il tempo presente, il famoso “qui e ora” di cui parleremo prossimamente.

Si dice che riconoscersi come ANIMA sia uno dei passaggi più importanti del “risveglio spirituale”.

Questo dovrebbe aiutarci ad avere meno paura della morte e a pensare di più a come ottimizzare il nostro tempo qui! Impariamo piuttosto a chiederci quali lezioni la vita sta cercando di insegnarci, anche perchè fino a che non lo avremo compreso, continueremo a ripeterle ancora e poi ancora!

 

Carlo Zanni.

 

L'ex milanista Robinho ora rischia davvero. Ministro brasiliano: "Gli stupratori devono andare in carcere subito". Il Santos lo aveva cacciato dopo le intercettazioni in cui rideva della vittima

L'attaccante verdeoro si è visto rescindere il contratto dal club in cui era cresciuto calcisticamente e dove era appena tornato. Questo in seguito all'uscita di intercettazioni del campione relative al presunto stupro di una ragazza albanese (avvenuto nel 2013 in un locale di Milano) per cui è già stato condannato in Italia a nove anni di reclusione in primo grado. Diceva il giocatore al telefono con alcuni amici dopo il fatto: "Sto ridendo perché non mi interessa, la donna era ubriaca, non sa cosa sia successo...". Damares Alves, ministro brasiliano dei diritti umani, della famiglia e delle donne, non usa mezzi termini: "Deve scontare la sua pena, lì o qui, immediatamente"


Robinho e le risate sullo stupro Il Santos lo licenzia in tronco -  IlGiornale.it

Una settimana. Tanto è durata l'ultima avventura al Santos di Robinho. L'attaccante ex Milan era tornato nel club in cui è cresciuto dopo l’ultima esperienza europea in Turchia con la maglia dell’İstanbul Başakşehir (e pur di farlo aveva accettato uno stipendio di soli 230 euro al mese), ma il contratto con la società di Vila Belmiro è stato sospeso dai bianconeri a causa di una recente sentenza della Giustizia Italiana, che ha condannato Robinho a nove anni di carcere per un episodio di violenza sessuale avvenuto nel 2013, quando giocava nei rossoneri.

"Ho sempre voluto aiutare il Santos, ma se in qualche maniera la mia presenza diventa un problema, meglio andar via, meglio concentrarmi sulle mie vicende personali. Dimostrerò la mia innocenza per i tifosi del 'Peixao' e per chi mi vuole bene", aveva dichiarato qualche giorno più tardi Robinho, che si è sempre professato innocente.

Sulla vicenda però, dopo aver ascoltato le intercettazioni telefoniche del giocatore diffuse la scorsa settimana, è intervenuto anche Damares Alves, ministro brasiliano dei diritti umani, della famiglia e delle donne, che ha usato parole molto forti nei confronti del calciatore e ha annunciato che non farà sconti: vuole che l'attaccante classe 1984 vada in prigione subito. "Non ho altre parole da aggiungere - ha detto Alves - So che c’è ancora un appello, ma adesso c’è anche un audio. Di cosa abbiamo bisogno ancora? Prigione. Nessuno stupratore può essere applaudito“, ha aggiunto a ‘Globoesporte‘ facendo riferimento alla volontà di Robinho di tornare a giocare.

“So che c’è ancora un appello, ma penso che sia tutto molto chiaro - ha detto ancora il ministro brasiliano - Vedere le trascrizioni di ciò che è avvenuto mi ha provocato nausea e voglia di vomitare. È stato molto brutto aver letto quello che ho letto, soprattutto da un calciatore come lui. Parliamo di un crimine e l’aggressore non merita alcuna considerazione. Non dobbiamo fare alcuna concessione solo perché è un giocatore. Deve scontare la sua pena, lì o qui, immediatamente".

 

(Fonte: sportmediaset)

 

Coprifuoco in Campania, De Magistris attacca De Luca: "Se la prende coi cittadini, ma ha fatto errori molto gravi". E accusa anche Conte: "Messaggio ansiogeno e lacerante"

Il sindaco di Napoli contro il governatore: "Ha vietato ai medici di dire la verità. Il virus è fuori controllo, la medicina territoriale è stata smantellata, non prendiamocela con i cittadini". Sull'intervento del premier domenica sera: "Le parole di Conte hanno avuto un effetto devastante, siamo passati dalla pandemia al pandemonio"


Legge Severino è costituzionale, ricorso infondato". De Magistris verso la  sospensione. E anche De Luca trema - Il Fatto Quotidiano

Da agi.it

Coprifuoco in Campania da venerdì. È la richiesta che il presidente della regione, Vincenzo De Luca, si appresta ad avanzare di fronte all'incremento dei contagi da Covid-19.

 "Ci prepariamo a chiedere in giornata il coprifuoco, il blocco delle attività della mobilità da questo fine settimana" annuncia il governatore "Volevamo partire dall'ultimo week end di ottobre, ma partiamo ora, si interrompono le attività e la mobilità alle 23 per contenere l'onda di contagio. Alle 23 da venerdì si chiude tutto anche in Campania come si è chiesto anche in Lombardia".

La decisione vinee nel mezzo di un duro scontro tra De Luca e il sindaco di Napoli. "Penso ci siano stati errori molto gravi della Regione. Non è uno scaricabarile, i numeri parlano da soli" è l'attacco di Luigi de Magistrisai microfoni di Rai Radio1.

"Le persone a casa sono sole, appena aumenta la febbre vanno in ospedale, il virus è fuori controllo, la medicina territoriale è stata smantellata già prima della pandemia. De Luca ha vietato anche ai medici di dire la verità - aggiunge - il tampone viene fatto dopo molti giorni".

Quanto alle norme più restrittive nella regione per le ordinanze di De Luca concentrate sulla movida, per l'ex pm "il problema non sono i ragazzi. Non prendiamocela con i cittadini che hanno avuto in gran parte un atteggiamento responsabile. Andremo sicuramente al lockdown in Campania, sono rimasti 15 posti in terapia intensiva. Che tristezza chiudere le scuole appena riaperte. Adesso il tema centrale è facciamo presto".

Poi però l'invito a "essere uniti", "in questo momento" e un bravo al premier Giuseppe Conte per "la marcia indietro del governo". "La gente sta capendo che bisogna essere responsabili ma non rinunciare subito agli altri diritti".

In realtà anche nei confronti del premier il primo cittadino di Napoli non aveva risparmiato parole taglienti, stamattina in una intervista al quotidiano La Stampa. "Le parole di Conte hanno avuto un effetto devastante, siamo passati dalla pandemia al pandemonio", ha detto de Magistris in riferimento al discorso di Conte di domenica sera. "Senza contare che questi coprifuoco settoriali sono inattuabili".

Il sindaco si dice "sconcertato" e che il modo in cui s'è mosso il governo è "segno di grande superficialità" e, "nella migliore delle ipotesi c'è stata molta approssimazione dal punto di vista della comunicazione". 

"Pandemia? No Pandemonio"

"È stato sbagliato quel messaggio, ansiogeno e lacerante, che rischia di acuire le tensioni sociali: i ragazzi additati come untori, le persone che si lamentano degli assembramenti, i commercianti che vedono la loro attività in crisi. E in quel modo inviti a tutti a rivolgersi al sindaco" e con la polizia municipale "siamo sempre in difficoltà, non abbiamo risorse per assumere nuovo personale".

Poi puntualizza: "Chiudere una piazza non è la soluzione, perché la gente si sposterà in un'altra piazza vicina, come in un grande e inutile gioco dell'oca". E de Magistris conclude: "Siamo qui a parlare di questo perché alla fine nel dpcm c'era poco altro".

 

(Fonte: agi.it)

In barba al Covid cresce l'export del cibo made in Italy: boom della pasta sui mercati esteri, bene anche gli ortaggi e gli oli

Un’elaborazione di Ismea sui dati Istat per comparto, disponibili solo sui primi sette mesi dell’anno, evidenziano "una crescita a doppia cifra per la pasta, con un +30% rispetto al periodo gennaio-luglio 2019"


«Anche nei mesi più critici dell'emergenza epidemiologica – notano dall’Istituto per i servizi per il mercato agricolo alimentare – a causa delle misure restrittive adottate da molti Paesi clienti, le esportazioni di pasta non hanno infatti accusato grossi contraccolpi, a fronte di flessioni anche significative registrate dagli altri comparti nei mesi di aprile e, in particolare, di maggio»

Il dato di agosto conferma, nel complesso, una progressione del food made in Italy sui mercati esteri (+3% sui primi 8 mesi del 2019), per un valore di 29,4 miliardi di euro. I dati per comparto, disponibili solo per i primi sette mesi dell’anno, evidenziano una crescita a doppia cifra per la pasta, con un +30% rispetto al periodo gennaio-luglio 2019.

Secondo le elaborazioni dell'Ismea sui dati Istat, anche nei mesi più critici dell’emergenza epidemiologica, a causa delle misure restrittive adottate da molti Paesi clienti, le esportazioni di pasta non hanno infatti accusato grossi contraccolpi, a fronte di flessioni anche significative registrate dagli altri comparti nei mesi di aprile e, in particolare, di maggio.

Oltre all’ottima performance della pasta e, più in generale, dell’intero comparto dei derivati dei cereali (+13% nel periodo gennaio-luglio), l’analisi dell’Ismea evidenzia il buon andamento degli ortaggi freschi e trasformati (+7,8%), in un contesto positivo anche per gli oli (+5%) e le coltivazioni industriali (+13,7%).

Rimangono stabili il comparto degli animali e carni e quello ittico, mentre accusano una netta flessione il comparto florovivaistico (-10,7%) e quello dei vini e mosti (-3,2%).

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