updated 3:36 PM UTC, Jan 27, 2021

La Disney vieta "Dumbo", "Gli Aristogatti" e "Peter Pan" ai minori di 7 anni: veicolano stereotipi e messaggi razzisti. La "cancel culture" tra il ridicolo e il preoccupante

I film sono stati cancellati dalla sezione Disney+ dedicata ai bambini, ma restano visibili per gli adulti con la "dovuta" nota introduttiva che spiega come i programmi "includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazioni e culture" e quindi "piuttosto che rimuovere questi contenuti, vogliamo riconoscerne l'impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo", come recita il disclaimer che precede i titoli di testa dei film


Il live action di "Peter Pan": nel cast anche Jude Law? - 361magazine

La "cancel culture" come viene definita dai più scettici, che ne contestano le scelte falsamente moraliste, colpisce ancora. Questa volta a cadere sotto la scure della censura sono tre pietre miliari del cinema per bambini "Dumbo", "Gli Aristogatti" e "Peter Pan". Disney ne ha vietata la visione ai minori di sette anni perché veicolerebbero stereotipi e messaggi dannosi e razzisti.

I film sono stati cancellati dalla sezione Disney + dedicata ai bambini, ma restano visibili per gli adulti con la "dovuta" nota introduttiva che spiega come i programmi "includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazione e culture" e quindi "piuttosto che rimuovere questi contenuti, vogliamo riconoscerne l’impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo", come recita il disclaimer che precede i titoli di testa dei film.

Gli aristogatti (1970) - Streaming | FilmTV.it

Ecco perché i tre cartoon sono stati censurati
In pieno clima da "revisionismo storico" la nuova morale di Hollywood, che trova moltissimi in disaccordo, ha deciso di contestare a "Dumbo" i versi di una canzone che suonerebbero irrispettosi verso gli schiavi afroamericani che lavoravano nelle piantagioni (“E quando poi veniamo pagati, buttiamo via tutti i nostri sogni”), 

Peter Pan avrebbe invece denigrato i nativi americani chiamando i membri della propria tribù Giglio Tigrato “pellirosse”, un titolo considerato offensivo. Infine Gli Aristogatti sarebbero colpevoli di aver offeso il popolo asiatico con la caricatura Shun Gon, il siamese con denti spioventi, gli occhi a mandorla e le bacchette.

 

(Fonte: tgcom24)

Ora il virologo vuole fare i palinsesti tv. Renzi sfora e Galli sbotta con la Berlinguer: "Bisognerebbe occuparsi solo del Covid". E Crisanti commenta la crisi di governo (VIDEO)

L'onnipresente direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'ospedale Sacco di Milano protagonista di un siparietto nello trasmissione Rai Caratabianca dopo l'intervista a Matteo Renzi sulla crisi di governo. Il professore, apparso molto scocciato, ha espresso tutto il suo disappunto per il ritardo nel collegamento, commentando anche l'intervento del leader di Italia Viva: "Sono preoccupato dalla serqua di luoghi comuni che ho sentito"


Cartabianca, Bianca Berlinguer si infuria per i rumori in studio mentre  parla Renzi. E Galli per il ritardo: “Sono molto scocciato” - Il Fatto  Quotidiano

Matteo Renzi sfora e il professor Massimo Galli sbotta. L'intervista del leader di Italia Viva, nello studio di Cartabianca, dura circa un'ora. Alle 23, Bianca Berlinguer si collega con Galli. E il professore, responsabile di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, non nasconde il suo malumore. "Ha un'aria un po' scocciata, professore", esordisce la giornalista. "Un po' troppo scocciata, abbia pazienza. Sono in piedi a lavorare dalle 6 di stamattina, faccio a meno... Sono preoccupato per la crisi di governo? Sono preoccupato dalla serqua di luoghi comuni che ho sentito, oltretutto, mi perdoni: forse è il caso che ne parliamo un'altra sera con tranquillità". In studio arriva anche il professor Andrea Crisanti: "La crisi di governo? Non la auspico, crea un vuoto di potere in un momento delicato". "In questo momento bisognerebbe occuparsi in maniera specifica e diretta di questo", dice Galli riferendosi all'emergenza Covid, "e di non molto altro".

Vaccino anti-Covid, Sileri: "Se lo fa solo il 30%, serve l'obbligo". E sul Natale: "Mantenere rigore, altrimenti ci sarà un nuovo picco"

Il viceministro della Salute in tv: "Non possiamo permetterci che il virus continui a circolare. Se oggi c'è qualche no-vax secondo il quale il vaccino non serve dopo 60-70mila morti, e a mio avviso saranno ancora di più fino a quando si arriverà a una protezione di gregge mi dispiace per lui"


Vaccino Covid, Sileri: Se solo 30% lo farà, serve obbligo

“Io credo che la popolazione richiederà il vaccino e non ci saranno problemi. Ma se dopo un anno si sarà vaccinato solo il 30% della popolazione, allora qualche forma di obbligatorietà sarà necessaria, per fermare il virus”. E' quanto ha affermato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto ad 'Agorà' su Rai 3, che "sul vaccino aspetto i risultati dell’Ema". "Sicuramente non avremo la possibilità di vaccinare 30 milioni di italiani in un mese: che vuol dire che dobbiamo continuare a convivere con il virus”, ha aggiunto.

L'obbligo in caso di mancata vaccinazione volontaria, secondo Sileri, sarà necessario perché "non possiamo permetterci che il virus continui a circolare. Se oggi c'è qualche no-vax secondo il quale il vaccino non serve dopo 60-70mila morti, e a mio avviso saranno ancora di più fino a quando si arriverà a una protezione di gregge - riflette il viceministro e medico - mi dispiace per lui". La diffidenza verso il vaccino da parte degli italiani indicata dai sondaggi, spiega, è anche legata al fatto che "se ne parla male. Se se ne parla con i dubbi, se non vengono usate le parole giuste come quando si dice che è stato fatto 'in fretta', questo può far pensare che sia stato fatto male. Bisogna spiegare invece perché è stato fatto in maniera veloce". In questo modo, la percentuale dei diffidenti "si ridurrà". Per Sileri, inoltre, "non posiamo permetterci il rischio di ritardi. Il virus potrebbe certo scomparire, ma potrebbe anche mutare rendendo inefficace il vaccino stesso", conclude sottolineando che, per quanto riguarda la sicurezza e il controllo degli effetti dei vaccini anche dopo la vaccinazione, "la vigilanza che l'Aifa attua dà garanzie serie come per tutti i farmaci disponibili .

Sileri spiega che anche ha avuto il Covid, "mi vaccinerò quando sarà il mio turno. Immagino" però "che avendo già avuto l'infezione sarò fra gli ultimi, e spero che la mia dose iniziale vada a un nonno di 85 anni che così potrà andare avanti nella sua vita e spegnersi naturalmente senza Covid". Se lo augura il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che ad 'Agorà' su Rai 3 spiega perché anche chi è già stato contagiato da Sars-CoV-2 dovrà sottoporsi alla vaccinazione: "Sicuramente più avanti nel tempo, ma andrà fatta. Sarà come una sorta di richiamo", precisa.

In merito all'immunità guadagnata da chi si è ammalato di Covid-19 ed è guarito, "è difficile" avere certezze "perché il virus è nuovo, però sicuramente chi lo ha avuto ha una sorta di immunità che potrà essere più o meno forte, più o meno duratura. Ma sicuramente un ricordo" dell'incontro con il coronavirus "nelle mie cellule immunitarie ci sarà. Quanto poi durerà, francamente non lo sa nessuno ed è per questo - ripete il viceministro e medico - che il vaccino andrà fatto anche a coloro che hanno avuto il Covid".

Quanto al Natale, bisogna mantenere una linea di rigore. "E' presto per dare anticipazioni" sulle eventuali nuove misure anti-Covid allo studio per Natale, "che verrebbero cavalcate e creerebbero sicuramente ulteriore scompiglio nella popolazione". Ma "rimango della mia idea: l'impostazione che abbiamo oggi, in cui avremo spero tutte le regioni gialle per Natale, ma con le chiusure che sono state definite, con il blocco anche" degli spostamenti "fra i Comuni, rimane". Perché già così "il Natale di per sé, anche" festeggiato dentro i confini di uno "stesso Comune, porterà le famiglie a stare insieme e quindi è inevitabile che vi sarà una risalita dei contagi".

"Se sarà una risalita piccola sarà gestibile", però se non lo sarà "ci troveremo con un nuovo picco - è convinto Sileri - che impedirà da gennaio di fare ciò che dobbiamo fare: riaprire le scuole, riaprire i ristoranti, consentire alle persone di andare a sciare, riprenderci la nostra vita". "Fare tutto questo nel periodo natalizio è un rischio", ammonisce, mentre "farlo in maniera diluita a partire dal 7, 8, 10 gennaio è possibile, a patto che i casi non siano 30-40mila come abbiamo osservato un mese fa", osserva Sileri che ricorda quanto accaduto negli Usa dopo la Festa del Ringraziamento. "Non vedo perché dobbiamo andare incontro a una terza ondata", chiosa il viceministro e medico.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Compensi dei virologi in tv, il Condacons vuole sapere quanto costa l'infinito talk show degli ospiti-esperti

L'associazione dei consumatori annuncia una istanza d'accesso a Rai, Mediaset e La7 per conoscere gli eventuali emolumenti percepiti da medici e studiosi che "spesso si contraddicono tra loro e che non sempre contribuiscono a chiarire i dubbi e le preoccupazioni dei cittadini in tema di Covid"


Massimo Galli/ "Farmacie faticano a reperire il vaccino antinfluenzale"

Il Codacons annuncia un'istanza di accesso agli atti a Rai, La7 e Mediaset perché "vuole sapere quanto costano virologi e medici che, oramai da mesi, imperversano sulle reti televisive italiane. Dallo scoppio dell’emergenza coronavirus ad oggi, alcuni virologi hanno visto impennare la propria popolarità e, con ogni probabilità, il proprio conto in banca, grazie ad ospitate continue nei programmi televisivi -spiega l’associazione- Walter Ricciardi, Massimo Galli, Ilaria Capua, Matteo Bassetti, Fabrizio Pregliasco, Alberto Zangrillo, Andrea Crisanti sono nomi oramai conosciuti da tutti gli italiani grazie alla loro onnipresenza in tv, per non parlare di Roberto Burioni, a cui la Rai ha addirittura regalato uno spazio fisso a 'Che tempo che fa'".

Meluzzi: "Sul coronavirus io credo a Zangrillo, non al trio Fazio-Burioni-Littizzetto"  - Secolo d'Italia
"Vogliamo capire però -prosegue l'associazione dei consumatori- se e quanto costino alle varie emittenti gli interventi di tali esperti, che spesso si contraddicono tra loro e che non sempre contribuiscono a chiarire i dubbi e le preoccupazioni dei cittadini in tema di Covid". Per tale motivo l’associazione annuncia una istanza d’accesso a Rai, Mediaset e La7, "per chiedere di avere accesso agli atti su tutti i compensi elargiti da febbraio ad oggi ai medici e virologi Walter Ricciardi, Massimo Galli, Ilaria Capua, Matteo Bassetti, Fabrizio Pregliasco, Alberto Zangrillo, Andrea Crisanti, Roberto Burioni".
Alberto Zangrillo ne ha le palle piene di COVID-19

Le Fiere Zootecniche di Cremona in versione completamente digitale. Parla il direttore De Bellis: "Le nostre manifestazioni a misura d'uomo e altamente specializzate" (VIDEO)

Ai microfoni de ilComizio.it il Direttore Generale di CremonaFiere, Massimo De Bellis. Tema: le Fiere Zootecniche Internazionali che si terranno in modalità esclusivamente digitale a causa dell'emergenza Covid, oltre alle peculiarità d'eccellenza delle manifestazioni fieristiche cremonesi per il legame col territorio e l'elevato livello tecnico che le collocano ai vertici del panorama mondiale - (VIDEO)


Fiere zootecniche internazionali di Cremona, nuove date - AgroNotizie -  Zootecnia

Per far fronte alle esigenze di sicurezza sanitaria, semplificazione logistica, ottimizzazione e visibilità delle aziende, e per ospitare anche quest’anno in una situazione particolarmente difficile una mostra zootecnica d’eccellenza, le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona si riorganizzano. Dal  3 al 5 dicembre i visitatori virtuali, italiani ed esteri, potranno usufruire della rassegna partecipando agli streaming che saranno indicati sul sito http://www.fierezootecnichecr.it tramite dei link di collegamento agli eventi di interesse. La rassegna si svolgerà  in modalità online e proporrà un ampio e articolato programma convegnistico e l’esposizione dei migliori capi di bestiame.

Gli ritirano la patente, torna con una ruspa e ribalta auto dei Carabinieri: arrestato e denunciato per tentato omicidio. Aveva partecipato a "4 ristoranti" di Alessandro Borghese

Alessio Madeddu, 51 anni, ristoratore di Teulada (Sud Sardegna) protagonista di un fatto ai limiti dell'incredibile. Nel 2018 fu tra i concorrenti della nota trasmissione tv condotta dal famoso chef in una puntata dedicata alla cucina marinara sarda


  

Ha rifiutato di sottoposi al test con l'etilometro e gli è stata ritirata la patente e lui per ripicca è tornato sul posto con una ruspa e ha ribaltato l'auto dei carabinieri, cercando anche di travolgerli. È accaduto durante la notte a Teulada, dove è stato arrestato Alessio Madeddu, 51 anni, ristoratore conosciuto anche per aver partecipato alla trasmissione di Alessandro Borghese "4 Ristoranti".

L'uomo è accusato di tentato omicidio, danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. L'episodio è avvenuto lungo la provinciale 71 a Teulada. I carabinieri transitando in zona hanno visto un uomo che camminava al centro della carreggiata. Lo hanno fermato per chiedergli cosa fosse accaduto e lui ha risposto di aver perso il controllo del suo Fiat Ducato perché abbagliato da un altro veicolo ed essere finito fuori strada. I militari non hanno creduto alla storia, sia per il tipo di tracce sull'asfalto, ma anche per il comportamento del 51enne.

Gli hanno chiesto di sottoporsi al test con l'etilometro, ma lui ha rifiutato. È stato quindi denunciato e gli è stata ritirata la patente. Il 51enne, dopo aver minacciato i militari, si è allontanato con un'auto che intanto era venuto a prenderlo. Poco dopo è tornato in zona a bordo di una ruspa, con la quale, nonostante i carabinieri gli intimassero di fermarsi, ha sollevato l'auto dell'Arma, ribaltandola. Infine ha anche tentato di travolgere i militari che si sono rifugiati nel boschetto vicino. L'uomo si è poi allontanato e mentre i carabinieri avviavano le ricerche è tornato accompagnato dal padre, consegnandosi ai militari.

L'auto dei carabinieri distrutta (foto Pili)

Covid, virologi ed esperti fra tristi scenari e giusti richiami. Ma attenzione alla paura, altro virus pericoloso. Gismondo: "I tecnici diano dati, non ricette politiche"

"Un lockdown a Natale è nell'ordine delle cose", ha detto il virologo dell'Università di Padova, Andrea Crisanti. "Un lockdown a Milano? Bisogna ragionare", ha affermato da par suo il professor Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dello stesso ospedale milanese però afferma: "E' un nostro dovere deontologico, nella consapevolezza che da tecnici non possiamo suggerire soluzioni politiche dalle conseguenze incalcolabili, che debbono tener conto di molti fattori, oltre che della scienza" - (LEGGI TUTTO)


Medici e virologi convinti: "Sì, è ora di tornare a giocare" - Corriere  dello Sport

GISMONDO: "Tecnici diano dati, non ricette politiche"

Parla Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano: "Nella lotta contro Covid-19 è il momento della responsabilità di tutti. Noi esperti sui quali si polarizza l'attenzione mediatica abbiamo un compito molto importante: dare poche indicazioni, la verità dei dati, senza cedere a interpretazioni personali con eccesso di pessimismo o ottimismo. E' un nostro dovere deontologico, nella consapevolezza che da tecnici non possiamo suggerire soluzioni politiche dalle conseguenze incalcolabili, che debbono tener conto di molti fattori, oltre che della scienza".

BASSETTI: "Parlare di lockdown a Natale mette solo paura"

"Pensare ad un lockdown a Natale mi pare francamente prematuro. Sparare dicendo che ci sarà una chiusura mette solo tanta paura nella popolazione e tanto allarme per uno dei momenti più belli in un anno che è stato molto difficile. Noi, clinici e medici, dobbiamo stare attenti a fare certe affermazioni, le scelte di una nuova serrata spettano alla politica, che deve decidere in base ai dati e all'andamento della curva epidemiologica". Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, e componente della task force Covid-19 della Regione Liguria.

PREGLIASCO: "Non ci sono condizioni per lockdown Milano"

"In questo momento non ci sono le condizioni per un lockdown di Milano. Quando ho fatto questa ipotesi ho voluto immaginare degli scenari che possono essere anche pesanti". Lo chiarisce il virologo dell'Università degli studi Milano, Fabrizio Pregliasco.

"La città - spiega a Sky Tg24 - ha una densità di popolazione elevatissima, contesti abitativi molto di vicinanza, tantissime attività lavorative e una metropolitana che purtroppo è sotto il livello necessario e dovrebbe essere incrementata. C'è una situazione a rischio, ma ad oggi sotto controllo. Rimango ottimista - sottolinea - ma prepariamoci comunque a scenari che potrebbero essere negativi".

"Prima di parlare di lockdown iniziamo a vedere gli effetti che avrà il nuovo Dpcm nelle prossime settimane - prosegue Bassetti - Si stanno muovendo anche le Regione e le città con misure più strette, ad esempio a Genova da oggi verranno inasprite le norme. Se i numeri in alcune regioni o città dovessero aumentare, è evidente che si dovranno trovare delle strategie di contenimento, ma prima di arrivare alla chiusura vanno presi altri provvedimenti. In altri Paesi Ue non stanno procedendo con lockdown generalizzati, ma con chiusure molto circoscritte e limitate".

  • Pubblicato in Salute

Addio a Gianfranco De Laurentiis, signore del calcio in tv che ha unito generazioni di sportivi

Lo sport perde un'altra sua storica voce. È morto a Roma il giornalista Rai Gianfranco De Laurentiis. Aveva 81 anni. L'omaggio di Roberto Mancini: "Chi vorrà fare il tuo mestiere troverà in te una grande fonte di ispirazione"


È stato di certo tra i volti più noti del piccolo schermo legati al mondo del calcio, che ha raccontato sempre con eleganza e competenza. A partire dal 1977 fino al 1994, ha condotto Eurogol, la rubrica del Tg2 sul panorama delle coppe europee, insieme a Giorgio Martino. Ma soprattutto dal 1987 al 1996 è stato l'anima di Domenica Sprint, che ha guidato assieme ad altri colleghi che gli sono ruotati attorno. Dal 1993 al 1994 è stato il direttore della TGS, la testata sportiva della Rai, e nella stagione 1994-1995 ha condotto La Domenica sportiva.

NON SOLO CALCIO  

Dal 1997 al 2001 ha condotto Pole Position, il programma Rai che va in onda subito prima e subito dopo ogni Gran Premio di Formula 1. Ha poi presentato numerose edizioni di Dribbling, storico rotocalco sportivo dell'emittente di stato, fino a diventarne il volto per antonomasia. Fra gli altri programmi si possono ricordare La giostra del gol, Gol-flash, Diretta sport, Eurogol, Numero 10 con Michel Platini e Stadio Sprint.

IL RICORDO DI GRAVINA 

Tra i primi messaggi di cordoglio per la scomparsa del grande giornalista Rai, quello del presidente Gabriele Gravina e la FIGC: "Salutiamo un amico del calcio che ha raccontato le gesta di tanti campioni con garbo e professionalità. È stato per diversi anni un punto di riferimento per tutti gli italiani".

MANCINI: "SARAI D'ISPIRAZIONE" 

Anche il c.t. Roberto Mancini ha voluto ricordarlo: "Chi vorrà fare il tuo mestiere troverà in te una grande fonte di ispirazione. Gianfranco, grande uomo e professionista". E il ministro dello Sport Spadafora lo ha definito in un post "un volto storico del giornalismo sportivo italiano".

 

(Fonte: gazzetta.it)

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