updated 8:59 AM UTC, Oct 25, 2020

La crisi del coronavirus spinge i media verso i licenziamenti

La forte crisi economica generata dai lockdown per Covid-19, sta mettendo in difficoltà molti media, che si tratti di carta stampata, radio o televisione, e aumentano i licenziamenti.


Cassa integrazione, licenziamenti e tagli agli stipendi dei manager si sono moltiplicati con la crisi portata dal coronavirus, nonostante un forte interesse da parte delle popolazioni per l'informazione, tutto il mondo soffre il crollo del mercato pubblicitario, mentre i social incalzano.

In Francia, il quotidiano regionale "La Marseillaise", è stato duramente colpito dal lockdown stabilito in tutta la Francia è stato messo in liquidazione. "Le Parisien", altro quotidiano francese, prevede di tagliare trenta posizioni e tutte le sue edizioni locali. Prevedendo tre anni di perdite, il quotidiano "L'Equipe" ha chiesto ai suoi dipendenti di ridurre i loro salari. Dopo la liquidazione di “Paris-Normandie”, il suo acquirente belga, il gruppo Rossel, ha annunciato il taglio del 20% della forza lavoro, ovvero 60 posizioni. L'acquirente di "Paris-Turf" ha anche previsto di licenziare un centinaio di dipendenti del gruppo ippico. 

In Italia il nuovo editore della rivista "Grazia" ha annunciato da parte sua l'eliminazione di 31 posizioni di diversi inquadramenti.

Nel Regno Unito, il "Guardian" ha annunciato 180 licenziamenti e la rivista "The Economist" 90. Negli Stati Uniti, il gruppo Conde Nast ("Vogue", "Wired" e "New Yorker"), ha annunciato il licenziamento di un centinaio di dipendenti su 6000. Vox Media ("The Verge", "New York Magazine") licenzierà 72 dipendenti, la maggior parte dei quali in disoccupazione parziale. Il "New York Times" ha licenziato 68 dipendenti del suo comparto commerciale.

Il gruppo familiare McClatchy, che pubblica venti giornali tra cui il "Miami Herald", è stato venduto a un fondo di investimento, dopo essere stato messo in liquidazione. Dall'inizio della crisi, secondo un'analisi del "New York Times", più di 36.000 addetti ai media americani, i cui numeri sono già stati ridotti negli ultimi anni, sono stati colpiti dalla riduzione degli stipendi o al licenziamento. In tutto il paese americano, una cinquantina di redazioni locali, a volte con una storia di oltre 100 anni, hanno chiuso, secondo un elenco aggiornato dal sito di Poynter.

Le informazioni online non vivono migliori momenti. Il gruppo Vice Media prevede di licenziare 55 dipendenti negli Stati Uniti e 100 all'estero. Al di là della crisi sanitaria, i colossi dei social vengono accusati di essere una "minaccia" per le informazioni online e di prendere "non solo la fetta più grande della torta ma l'intera torta", con la conseguente perdita di decine di migliaia di posti di lavoro nel giornalismo.

Il sito di notizie e intrattenimento Buzzfeed, che ha annunciato tagli salariali del 5-25% a seconda del livello di reddito dalla fine di marzo, terminerà anche la sua copertura giornalistica nel Regno Unito e in Australia, dopo aver già abbandonato il territorio francese. Per alcuni, la crisi è un'opportunità per accelerare la transizione verso un modello di business diverso basato prevalentemente su abbonamenti per l'invio del cartaceo o la lettura on-line. È il caso del sito americano di informazione economica Quartz, il cui titolare ha annunciato il licenziamento di circa il 40% della forza lavoro, principalmente nella rete pubblicitaria.

Anche l'industria audiovisiva ha avviato licenziamenti di fronte ai primi effetti della crisi sanitaria. Nel Regno Unito, la BBC ha annunciato che taglierà 520 posti di lavoro su un totale di 6.000 dipendenti, soprattutto nelle redazioni regionali. I giornalisti tratteranno meno argomenti e lavoreranno in team centralizzati invece di concentrarsi su un particolare programma, ha detto il direttore della BBC. Anche negli Stati Uniti, la NBC Universal ha tagliato i salari più alti del 20%.

Secondo Bloomberg il gigante Viacom CBS, prevede di licenziare il 10% dei suoi 35.000 dipendenti in capo alla produzione televisiva. In Francia, BFMTV / RMC ha annunciato un piano sociale che mira in particolare a dimezzare l'utilizzo di personale a tempo determinato, liberi professionisti e consulenti.

Possiamo aspettarci l'inizio di una rivoluzione nel mondo della comunicazione, incominciata alcuni anni fa e accelerata dalla pandemia da coronavirus, un cambiamento che porterà sempre meno notizie fondate e sempre più fake news. 

Calcio, la proposta della Lega: ripartire dai 4 recuperi il 23 giugno, il nuovo via per tutti la settimana successiva. Intanto arriva il protocollo. Spadafora: "Diretta gol in chiaro per tutti". Malagò: "Ripresa non scontata. Serve piano B"

Domani l'assemblea della Lega calcio. Tutto verrà ratificato in quella che, si spera, sarà la data decisiva per capire il futuro del campionato di Serie A e non solo. Il summit tra i vertici del pallone e il Ministro dello Sport, di giovedì, sarà la chiave per capire se e come ripartire


L'idea della Lega calcio è quella di ricominciare con le 4 partite che erano state rinviate, e cioè Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria, Verona-Cagliari e Torino-Parma, il 13 giugno, mentre la giornata intera di serie A, la 27a, ripartirebbe la settimana successiva. Questo piano permetterebbe a tutte le squadre di ripartire alla pari il 20 giugno, senza lasciare indietro nessuna partita da recuperare e ci sarebbe anche la certezza, con due partite a settimana, di riuscire a terminare in tempo per la data richiesta dalla Uefa: e cioè il 2 agosto. Poi, per 5 squadre del nostro campionato, ci sarà spazio per l'Europa. Per una stagione davvero infinita.

Lazio -Juve: Preannunciata un ondata di tifosi bianconeri | L ...

Il calcio va di corsa, il protocollo per la ripresa delle partite è stato inviato al Governo con un giorno di anticipo. Se e quando (13 o 20 giugno) la Serie A ricomincerà a giocare si deciderà giovedì, quando il ministro dello Sport riceverà i vertici di Lega e Federcalcio. "Giovedì prossimo decideremo insieme se e quando riprendere:le date sono 13 o 20 giugno" ha confermato Vincenzo Spadafora, che ha aperto un altro fronte, con Sky, auspicando che trasmetta in chiaro la 'diretta gol', come fa in Germania. "Dovremmo assolutamente pensarci anche in Italia, eviterà assembramenti in luoghi pubblici e bar - ha chiarito Spadafora -. Sono disponibile a mettere nello stesso provvedimento per la riapertura del campionato anche le norme per arrivare anche in Italia ad avere il rispetto verso tifosi e appassionati, consentendo di vedere la diretta gol a chi non è abbonato". Non mancano le difficoltà, anche perché parte delle gare è di Dazn e in alcune finestre potrebbe esserci un solo match. Intanto Spadafora ha ricevuto dalla Figc il protocollo per le partite, su cui si esprimerà il Comitato tecnico scientifico. 

Lazio-Juventus, la coreografia della Nord è un mosaico mozzafiato

Malagò "calcio riparte 13 o 20 giugno? Non è scontato"- "Si parte il 13 o il 20 giugno col campionato? Non è così scontato che tutto vada bene. La partita è aperta. Per questo serve forse anche un piano B". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ospite a Che tempo che fa su Rai3. L'idea della Lega calcio è quella di ricominciare con le 4 partite che erano state rinviate, e cioè Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria, Verona-Cagliari e Torino-Parma, il 13 giugno, mentre la giornata intera di serie A, la 27a, ripartirebbe la settimana successiva. Questo piano permetterebbe a tutte le squadre di ripartire alla pari il 20 giugno, senza lasciare indietro nessuna partita da recuperare e ci sarebbe anche la certezza, con due partite a settimana, di riuscire a terminare in tempo per la data richiesta dalla Uefa: e cioè il 2 agosto. Poi, per 5 squadre del nostro campionato, ci sarà spazio per l'Europa. Per una stagione davvero infinita.

"Faccio Sanremo e chiudo la carriera". Fiorello vuole già andare in pensione? (VIDEO)

"È pesante, non ho il carattere giusto. Ti misurano tutto, le parole, le battute". Con le mani tra i capelli e l'aria abbattuta Fiorello commenta una scelta difficile. Ad Amadeus sono serviti più di 40 minuti di diretta Instagram per convincere Rosario Fiorello a prendere in considerazione la possibilità di replicare l'esperienza sanremese che tanto successo ha avuto nella passata edizione. Alla fine Amadeus sembra averla spuntata, ma Fiorello, rimasto collegato si mostra scoraggiato e preoccupato all'idea di affrontare di nuovo l'Ariston.  Poi, dopo un lungo silenzio, la soluzione (forse): "Ho avuto un'idea: faccio Sanremo e chiudo la carriera. Mica devo arrivare a 80 anni. Largo ai giovani" - (VIDEO)


Fiorello dice no ad un “Sanremo bis” | Radio Bruno 

"Che faccio? E' pesante fare Sanremo... Te ne dicono di tutti i colori... Non ho il carattere giusto, eppure l'ho fatto. Amadeus mi ha convinto e mi convincerà pure stavolta... Potrebbe essere l'ultima cosa. Faccio Sanremo, come va va, e chiudo la carriera": con la testa tra le mani, dopo aver chiuso una lunga diretta su Instagram con Amadeus, Fiorello si lascia andare a questa riflessione e aggiunge: "Mica devo andare avanti fino ad 80 anni. Ho fatto pure troppo. Largo ai giovani. Chiudo e basta".

E Fiorello annuncia: "L'ultimo Sanremo con lui poi stop"

Riflessioni da clausura forzata per l'emergenza coronavirus, pensieri intorno ai 60 anni imminenti (il compleanno sarà il 16 maggio) o una delle sue boutade? A Fiorello piace sorprendere e cambiare continuamente le carte in tavola. Già nel 2017, in un'intervista esclusiva, annunciò la chiusura di Edicola Fiore su Sky e il ritorno in Rai parlando dell'idea di fare "un ultimo show", un varietà di seconda serata intitolato 'L'Ora del Rosario'. Poi il progetto saltò e nacque una nuova idea sperimentale, "Viva RaiPlay", prima del Sanremo dei record al fianco di Amadeus.

E su Instagram Fiorello e Ama scherzano sugli ospiti

Ora il palco dell'Ariston potrebbe rivedere i due amici ancora insieme per il Festival 2021. A sentirli su Instagram sembra già cosa fatta. Fiore chiede una promozione all'Ariston: "Tu sei il presidente del Consiglio, io sono il Di Maio del festival". E poi: "Sarebbe bellissimo avere Vasco Rossi la prima sera che fa un'irruzione sul palco con 'Vita spericolata'" ma anche "richiamare Bugo e Morgan", dice Fiorello, prima di lanciare, dopo la reunion dei Ricchi e Poveri, la proposta di "ricongiungere Benji & Fede, gli 883 e i Lunapop". Anche Vincenzo Mollica non potrà mancare con il suo "balconcino", si dicono i due amici, pronti a candidare al ritorno all'Ariston il giornalista del Tg1, decano del Festival, in pensione da poco.

Amadeus racconta di avere partecipato ieri ad una riunione per presentare l'inaugurazione del Ponte di Genova a luglio. La metafora del ponte è il 'la' per iniziare a parlare del Festival, "un ideale collegamento - dice Ama - tra l'ultimo momento felice di aggregazione e il prossimo". 

Coronavirus, lo striscione ottimista della Raggi: "Andrà tutto bene". Martedì in tv la benevola gaffe sui lavoratori in nero (VIDEO)

Uno striscione bianco con la scritta "Andrà tutto bene". E' questo il messaggio che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha voluto mandare ai cittadini dal balcone del Campidoglio in piena emergenza coronavirus. "Se seguiamo le disposizioni del governo - ha scritto il primo cittadino su Facebook - e cambiamo le nostre abitudini di vita sapremo affrontare la sfida. E vincerla"


La gaffe "solidale" su La7

Ospite a Dimartedì, su La7, la sindaca di Roma Virginia Raggi commenta il primo giorno con le nuove regole per contrastare la diffusione del Coronavirus: "Sono vicina a tutte le persone che in questo momento stanno soffrendo e sono disorientate, sono vicina anche a chi - sembra brutto dirlo - stava facendo un lavoro in nero e ora lo ha perso. Le prime immagini di oggi stanno mostrando una città che sta reagendo in maniera molto seria. Abbiamo fatto i controlli fra i locali ed erano tutti chiusi alle 18".

Coronavirus, Salvini apprezza le misure economiche del governo ma vuole di più sull'emergenza sanitaria: "Chiudere tutto oggi per ripartire più forti domani" (VIDEO)

"Bene che il governo abbia accolto molte delle nostre proposte sul fronte economico. Ma sul fronte dell'emergenza sanitaria serve più coraggio. Si ascolti l'appello disperato dei medici e dei territori. Non è il tempo delle mezze misure, dei dubbi o delle paure". Lo ha detto il leader leghista, Matteo Salvini, in merito alle misure adottate dall'esecutivo di Giuseppe Conte per far fronte alle conseguenze della crisi sanitaria in atto - (VIDEO)


COSA HA DETTO SALVINI AL CORRIERE - "Se l' Europa esistesse, lunedì si costituirebbe una zona rossa europea. E guardi che non lo dico io, ma imprenditori con aziende dai fatturati miliardari". Lo fa sapere in una intervista al Corriere della sera, in edicola mercoledì 11 marzo, Matteo Salvini che non è soddisfatto dopo l'incontro con il premier Giuseppe Conte, proprio per "la mancanza di coraggio" nei confronti "degli italiani e dell' Unione europea. Una misura" spiega il leader della Lega, "per evitare lo squallore delle guerre commerciali che si stanno preparando. C' è chi dice che sui formaggi italiani servano controlli supplementari, chi vuole la disinfezione delle ruote dei tir, chi vuole lo stop all'importazione di mobili e macchinari italiani... 

E un commissario per l' emergenza virus?  "Guardi, a essere onesti, non ho insistito più di tanto. Conoscendo Conte, sappiamo che è facile incorrere nel reato di lesa maestà. E così, dato che non abbiamo nomi da suggerire, non abbiamo insistito. E invece, ci starebbe un commissario all'emergenza carceri. Commissariare Bonafede ci sta, non mi pare normale in un momento come questo l' avere 30 carceri in rivolta con morti, feriti ed evasi".

Coronavirus, la lezione di Diego Fusaro: "L'emergenza ha fatto cadere un castello di menzogne. Ecco i nemici dell'Italia" (VIDEO)

(VIDEO) - L'intervento del filosofo sovranista Diego Fusaro a "Coffee Break" su La7. Considerazioni forti sulla globalizzazione, lo sgretolamento del pubblico in favore del privato, i tagli alla sanità, il ruolo dell'Unione europea. E anche una rivelazione piuttosto sconvolgente: "Gli Stati Uniti anziché aiutarci, ci trattano come una colonia. Dal 5 marzo sono sbarcati 20mila soldati Usa per delle esercitazioni nell'ambito dell'operazione Europe Defence 20"

Coronavirus, la Rai sospende "Porta a Porta" per "colpa" di Zingaretti. Vespa infuriato: "Decisione sconcertante dal sapore politico"

"Nicola Zingaretti è venuto a "Porta a porta" nel pomeriggio di mercoledì scorso e ha manifestato i primi sintomi di positività al virus sabato. Il direttore generale dello Spallanzani, professor Ippolito, mi ha confermato che il rischio si limita alle persone che nelle 48 ore precedenti (e non 72, come nel nostro caso) abbiano avvicinato la persona infetta per più di mezz’ora a meno di un metro di distanza. Questo con Zingaretti non è avvenuto. Non esiste pertanto alcuna ragione sanitaria si cui si fondi il provvedimento". Lo sottolinea Bruno Vespa, in una nota in cui contesta la decisione della Rai di sospendere le trasmissioni di "Porta a Porta"


I dettagli della vicenda

Bruno Vespa è su tutte le furie. La decisione presa dalla Rai di sospendere le trasmissioni di ‘Porta a porta’ dopo la notizia che il segretario Pd e presidente della Regione Lazo, Nicola Zingaretti, è risultato positivo al coronavirus non gli va giù, soprattutto perché, secondo il giornalista, non è legata a ragioni sanitarie. Ma, essendo entrato in contatto con un contagiato. il conduttore dovrà seguire le direttive che il governo ha stabilito per tutti i cittadini italiani nel Dpcm, vale a dire la quarantena.

"È sconcertante che, mentre il Paese chiede sempre più informazione si chiuda una trasmissione importante senza un motivo ragionevole. Debbo purtroppo concludere che la direzione aziendale ha tenuto conto del parere del segretario Usigrai che da sempre considera 'Porta a porta' un abuso. Ma questo dà alla decisione un sapore politico che mi preoccupa", dice Vespa.

 Risultato immagini per vespa zingaretti

"Nicola Zingaretti è venuto a 'Porta a porta' nel pomeriggio di mercoledì scorso e ha manifestato i primi sintomi di positività al virus sabato. Il direttore generale dello Spallanzani, professor Ippolito, mi ha confermato che il rischio si limita alle persone che nelle 48 ore precedenti (e non 72, come nel nostro caso) abbiamo avvicinato la persona infetta per più di mezz'ora a meno di un metro di distanza – sottolinea Vespa in una nota in cui manifesta tutto il suo disappunto -.  Questo con Zingaretti non è avvenuto. Non esiste pertanto alcuna ragione sanitaria si cui si fondi il provvedimento”, prosegue il conduttore che definisce il provvedimento gravissimo e pretestuoso. "Apprendo che la direzione generale della Rai avrebbe deciso di non mandare in onda 'Porta a porta' nelle giornate di oggi, mercoledì, giovedì. Da soldato, sono abituato da sempre a rispettare le decisioni aziendali. Ma questa mi sembra gravissima e pretestuosa".
 
Vespa ha dichiarato di essersi sottoposto al tampone per placare la preoccupazione che si era diffuso tra i lavoratori Rai: "Poiché si è creato un allarme diffuso a via Teulada e tra i personaggi dello spettacolo ospiti della prima serata di venerdì, ho chiesto domenica di poter fare un tampone per tranquillizzare tutto il nostro mondo. Com'era prevedibile, il tampone ha dato esito negativo. Ieri sera il presidente della Società italiana di Pneumologia e ordinario nell'Università Cattolica, professor Richeldi mi ha rilasciato un certificato di buona salute e asintomaticità, ritenendo che io possa andare in onda dal nostro studio. Pronto a ripetere i controlli quando necessario", si legge ancora nella nota.
 
"L'altra sera - aggiunge il conduttore - il presidente dell'Istituto superiore di Sanità, professor Brusaferro, mi ha confermato che l'arco temporale del contagio è tra i 4 e i 7 giorni. Nella settima successiva si manifestano casi poco frequenti. Facendomi carico delle ansie del mondo produttivo del Centro tv di via Teulada, ho chiesto di poter condurre la trasmissione in collegamento da casa mia. Nemmeno questo mi è stato accordato", protesta ancora il giornalista.

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Ieri, il segretario dell'Usigrai, Vittorio Di Trapani, in un post su Twitter era stato molto critico sulle dichiarazioni di Vespa che aveva ammesso di essersi sottoposto volontariamente al test, dopo aver avito Zingaretti ospite in trasmissione. "Vespa si è sottoposto al tampone 'volontariamente'. Cioè? Esiste una procedura volontaria? Io avevo capito che i tamponi sono decisi dal #ssn secondo protocolli precisi. Sono contento che sia negativo. Ma ricordo - a tutela di tutti - che l'incubazione - per tutti - è fino a 14 giorni”.

 

(Fonte: repubblica.it)

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