Auto elettrica, la scelta più sostenibile e conveniente: lo studio che lo dimostra. Altroconsumo: "Necessario potenziare le infrastrutture di ricarica e mantenere gli incentivi per qualche anno"

Un recente studio elaborato dal BEUC e i suoi partner, fra cui Altroconsumo in Italia, e finanziato dalla European Climate Foundation, ha calcolato i costi totali da sostenere per il possesso di varie tipologie di mezzi in base al tipo di alimentazione: benzina, diesel, ibrida, ibrida ricaricabile, elettrica e futuribile idrogeno. Ecco i risultati


Colonnine di ricarica per le auto elettriche — Comune di Maranello

Uno degli argomenti maggiormente discussi degli ultimi anni è la costante e rapida trasformazione del settore della mobilità che, guidato anche dai cambiamenti ambientali in atto e dagli incentivi messi a disposizione, si orienta sempre di più verso scelte maggiormente sostenibili. Al centro di questo dibattito si trovano le auto elettriche, tipologia di veicoli in forte espansione che risulta essere la migliore scelta in termini di sostenibilità ambientale e convenienza per i consumatori.

A dimostrarlo è il recente studio elaborato dal BEUC e i suoi partner, fra cui Altroconsumo in Italia, e finanziato dalla European Climate Foundation, in cui si è andati a calcolare i costi totali da sostenere per il possesso di varie tipologie di mezzi in base al tipo di alimentazione: benzina, diesel, ibrida, ibrida ricaricabile, elettrica e futuribile idrogeno.  
Per andare ad individuare il costo complessivo di ogni tipo di veicolo sono state analizzate diverse voci: la svalutazione nel tempo (incentivi inclusi), l’iva, i rifornimenti di carburante o ricariche di elettricità, le tasse, i costi di assicurazione e di manutenzione ordinaria.

Tenendo conto di questi criteri, l’auto elettrica si piazza al primo posto in termini di convenienza e si stima che lo possa mantenere anche con l’andare del tempo (prossimi 10 anni). Il suo costo medio di possesso è, infatti, pari a circa 74mila euro. Segue l’ibrido ricaricabile (a condizione di effettuare ricariche elettriche frequenti) a 77mila euro, poi il diesel (oltre 78mila euro) e, infine, la benzina (85mila euro). Le analisi sono state effettuate su tre segmenti (auto piccole, compatte e grandi) ma i risultati si presentano omogenei in ogni caso dimostrando che a fare la differenza reale è il tipo di alimentazione e non la grandezza del veicolo. In particolare, i grafici sotto riportati si riferiscono al segmento delle auto “compatte”, o “medie.

Altroconsumo ha, inoltre, analizzato le differenze di costo anche per il mercato dell’usato. Emerge che l’auto elettrica è una scelta che conviene anche se di seconda o terza mano, in quanto presenta valori minori o simili ad alte opzioni più inquinanti e garantisce comunque un risparmio nel tempo con costi delle ricariche più bassi, tasse più leggere e costi di manutenzione minori. 

"La svolta verso una mobilità più sostenibile è un cambiamento fondamentale da attuare per ridurre le emissioni di CO2, e questo studio dimostra come tale transizione sia, non solo possibile ma anche conveniente. Per guidare i consumatori verso le opzioni più green come le auto elettriche, risulta, tuttavia, fondamentale attuare dei cambiamenti a monte e lungo tutta la filiera al fine di rendere più facile, economico e sostenibile l’adozione di questi mezzi", dichiara Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo "In primis è necessario un potenziamento delle infrastrutture di ricarica ancora non sufficientemente diffuse sul territorio. Importante anche puntare sulla produzione di energia da fonti rinnovabili così da ridurre le emissioni prodotte per i rifornimenti e non potenziare un altro problema ambientale. E’ anche importante che, almeno per qualche anno, vengano mantenuti gli incentivi all’acquisto di vetture elettriche, in modo da stimolare l’acquisto, facendo sì che il parco vetture circolante raggiunga quote di elettrificazione significative, con benefici sia ambientali sia economici, anche a lungo termine per il mercato dell’usato, come mostra lo studio".

 

(Fonte: greencity.it)

Vendite auto elettriche, sarà boom mondiale: fino a 230 milioni nel 2030

La previsione sull'andamento del mercato dei veicoli elettrici è dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) nel rapporto Global Electric Vehicle Outlook 2021"


Colonnine di ricarica per le auto elettriche — Comune di Maranello

Le vendite di veicoli elettrici possono avere una grossa spinta nel prossimo decennio: in base alle tendenze e alle politiche attuali, a livello mondiale nel 2030 potrebbero raggiungere quota 145 milioni. Ma la flotta elettrica di auto, furgoni, autocarri pesanti e autobus potrebbe arrivare anche a 230 milioni "se i governi accelerassero gli sforzi per raggiungere gli obiettivi internazionali in materia di clima ed energia", ovvero zero emissioni di gas serra entro il 2050. La previsione sull'andamento del mercato dei veicoli elettrici é dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) nel rapporto"Global Electric Vehicle Outlook 2021".
   

Secondo il Report, tre milioni di nuove auto elettriche sono state immatricolate nel 2020, con un aumento del 40% delle vendite sul 2019, portando il totale delle vetture sulle strade del mondo a 10 milioni. A queste vanno aggiunti un milione di autocarri e bus elettrici.
   

L'anno scorso, a causa della pandemia, il mercato automobilistico globale ha invece subito una contrazione del 16%. Per la prima volta, nel 2020, l'Europa con 1,4 milioni di immatricolazioni (raddoppiate sul 2019) ha superato la Cina che ne ha registrate 1,2 milioni (+9%) e il vecchio continente è diventato il centro del mercato globale delle auto elettriche.
   

Nel primo trimestre 2021, spiega la Iea, é proseguito lo slancio del settore con le vendite che sono state "due volte e mezzo il livello dello stesso periodo dell'anno precedente".
   

Nel 2020 la spesa dei consumatori per le auto elettriche è aumentata di un altro 50% raggiungendo 120 miliardi di dollari, ricorda l'Agenzia osservando che nel contempo gli incentivi del governo hanno raggiunto 14 miliardi di dollari, il quinto anno consecutivo in cui sono diminuiti come quota della spesa totale.
   

Questo dimostra, secondo l'Aie, che "anche se gli stimoli statali restano importanti per la diffusione dei veicoli elettrici, le vendite aumentano soprattutto per scelta dei consumatori". Le case automobilistiche hanno offerto 370 modelli di auto elettriche nel 2020, con un aumento del 40% su base annua. Diciotto dei 20 maggiori produttori di auto (che rappresentano il 90% delle vendite mondiali di auto) hanno annunciato l'intenzione di aumentare ulteriormente il numero di modelli disponibili e la produzione di veicoli elettrici leggeri.
 

Il Global Electric Vehicle Outlook 2021 rileva che i governi l'anno scorso hanno contribuito a tamponare la recessione per le auto elettriche con politiche di sostegno. I veicoli elettrici su strada più diffusi sono a due e tre ruote, dunque motocicli o ciclomotori, con oltre 25 milioni di unità vendute, la maggior parte in Asia. Anche gli autobus urbani elettrificati si stanno diffondendo rapidamente mentre gli autocarri pesanti stanno da poco prendendo piede, proprio per le migliori prestazioni delle batterie. 

 

(Fonte: Ansa)

Auto, cresce l'interesse degli italiani per elettriche e ibride, ma il 60% le ritiene ancora troppo care. Poca informazione sugli incentivi

Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey "Vetture ibride ed elettriche, tu le acquisteresti?", condotta nei primi 10 giorni di gennaio da Areté, azienda leader nella consulenza strategica


Auto elettriche: Vantaggi, tempi di ricarica, durata batteria - Citroën  Italia

La campagna di incentivi messa in piedi dal governo non sembra aver fatto breccia nella gran parte degli automobilisti: il 28% non ha compreso a quanto ammonti il bonus, il 24% ignora quali vetture vi rientrino, il 21% non saprebbe come accedere ai fondi. Solo il 4% dichiara di avere piena consapevolezza dello strumento

Cresce l'interesse degli italiani per le vetture elettriche ed ibride, ma il fattore economico resta un ostacolo decisivo da superare per rendere effettiva la svolta elettrica nel nostro Paese: oltre il 60% degli italiani individua nel costo elevato il principale freno all'acquisto e si dice disponibile a comprarle solo in caso di incentivi più consistenti o di una decisa riduzione del prezzo da parte dei costruttori o di un piano di finanziamento vantaggioso.

Persistono dubbi sull'accesso agli incentivi e sui veicoli coperti dal bonus.

Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey "Vetture ibride ed elettriche, tu le acquisteresti?", condotta nei primi 10 giorni di gennaio da Areté (azienda leader nella consulenza strategica).

La recrudescenza della diffusione del virus spinge sempre più italiani a utilizzare l'auto per i propri spostamenti abituali, preferita dal 75% del campione. Solo il 5% si affida ai mezzi pubblici, oggi considerati possibile veicolo del contagio.

Lo studio approfondisce la conoscenza delle vetture elettriche ed ibride da parte degli italiani. Quanti ne conoscono effettivamente il funzionamento, le modalità di ricarica, le emissioni, i costi di gestione e l'autonomia? Complessivamente a prevalere è l'incertezza su quasi tutte le caratteristiche tecniche di questi modelli, oltre 1 italiano su 2 è indeciso o possiede informazioni non corrette in merito. Ad esempio, il 39% ritiene che tutti modelli ibridi (full, mild, plug-in) ed elettrici siano a emissioni zero, il 61% li reputa tutti in grado di percorrere almeno 50 km in modalità elettrica. Più di 1 su 4 pensa che tutte le vetture elettrificate abbiano bisogno della spina per ricaricarsi. Su due aspetti, gli italiani sembrano avere però le idee chiare: il 70% non le ritiene "noiose da guidare" e la metà è consapevole che i costi di gestione (carburante e manutenzione) di un'auto elettrificata sono inferiori rispetto a quelli di un'auto con motore termico.

Il fattore economico resta un punto decisivo per rendere effettiva la svolta elettrica nel nostro Paese. Nonostante la crescente disponibilità di modelli e i bonus messi in campo dal Governo, oltre il 60% degli intervistati individua nel costo il principale ostacolo da superare e si dice disponibile ad acquistare queste vetture solo in caso di incentivi più consistenti. In generale, più della metà del campione sarebbe disposto a pagarle tra il 10% e il 20% in più rispetto al valore di una vettura con motore termico; un'indicazione, questa, che rende decisamente a portata di acquisto l'ibrido oggi incentivato, meno l'elettrico.

E' interessante notare come, soprattutto per gli e-vehicles l'installazione del sistema di ricarica a casa compreso nel prezzo costituisca un fattore di forte spinta all'acquisto (lo indica il 23% dei rispondenti).

La campagna di incentivi messa in piedi dall'Esecutivo non sembra aver fatto breccia nella gran parte degli automobilisti: il 28% non ha compreso a quanto ammonti il bonus, il 24% ignora quali vetture vi rientrino, il 21% non saprebbe come accedere ai fondi. Solo il 4% dichiara di avere piena consapevolezza dello strumento.

 

(Fonte: Ansa)

Bonus auto elettriche fino al 40%. Macchine ibride e termiche, con rottamazione e non: tutto quello che c'è da spere sugli eco-incentivi 2021

Forte spinta per i veicoli a basse emissioni. Nella Legge di Bilancio prevista anche la rimodulazione degli attuali eco-incentivi. Attenzione però, non ci sono solo buone notizie per gli automobilisti: aumenterà la spesa per la revisione periodica dei veicoli


Misure volte a favorire la mobilità elettrica nel 2019: incentivi auto  elettriche e non solo - e-Station

Un bonus del 40% delle spese sostenute per acquistare una macchina elettrica entro il 2021. È una delle agevolazioni legate al settore auto presenti nella Manovra, che dopo il via libera della Camera, è attesa dal passaggio in Senato prima di entrare in vigore all'inizio del prossimo anno. Al suo interno il testo contiene incentivi, detrazioni e bonus per fronteggiare la crisi economica causata dall'emergenza sanitaria.

AUTO ELETTRICHE

In Manovra sono stati stanziati 250 milioni di euro per il termico euro 6 per acquisti fino al prossimo giugno, 120 milioni per l'elettrico fino a dicembre e 50 milioni per i veicoli commerciali. Il bonus del 40% legato alle auto sostenibili sarà destinato a chi ha un reddito Isee inferiore a 30mila euro, a patto che il prezzo del veicolo acquistato non superi la stessa cifra. Questo incentivo non sarà cumulabile con l'Ecobonus.

NUOVI ECO-INCENTIVI

È prevista inoltre la modifica degli attuali eco-incentivi per l'acquisto di auto nuove con prezzo di listino fino a 50mila euro. In pratica, secondo quanto scritto in Manovra, dovrebbe aumentare il bonus per determinate tipologie di veicoli. Per quelli con emissioni di CO2 fra 0 e 20 g/km, dunque quelli elettrici o ibridi ricaricabili, è previsto un incentivo di 10mila euro con la rottamazione della vecchia auto, che scende a 8000 senza. Invece per le macchine con emissioni fra 21 e 60 g/km, l'agevolazione arriverà fino a 6.500 euro con rottamazione e a 3.500 euro senza. Infine per i veicoli con emissioni fra 61 e 135 g/km, anche con motore termico, è in programma un incentivo di 3.500 euro in caso di rottamazione. Per questa fascia di auto non sono previsti bonus senza rottamaggio. Prevista anche la proroga fino al 2026 per l'agevolazione sull'acquisto di moto elettriche o ibride, pari al 40% con rottamazione o al 30% senza.

REVISIONE PERIODICA

Oltre ai bonus, in Manovra è presente un provvedimento che renderà più costosa la revisione periodica dei veicoli. È previsto infatti un aumento di 9,95 euro della tariffa, che dovrebbe portare a una spesa complessiva, compresa di Iva, diritti di motorizzazione e versamento postale, di 79,02 euro, in aumento rispetto agli attuali 66,88. La misura dovrebbe scattare entro 30 giorni dall'approvazione della Legge di Bilancio.

(Fonte Tgcom24)

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Incentivi auto 2021, tutte le novità. Bonus ed extrabonus confermati per elettriche e ibride, sconto di 1.500 euro anche per benzina e diesel euro 6 di ultima generazione

Il pacchetto auto che sarà inserito in manovra "si basa sul rifinanziamento di quanto già previsto nel decreto rilancio e vede confermato l'extra bonus di 2000 euro per veicoli elettrici e ibridi, aggiuntivi agli incentivi esistenti, e la introduzione di un bonus di 1500 euro per gli euro 6 di ultima generazione. In entrambi i casi in presenza di rottamazione e con uno sconto aggiuntivo di 2000 euro richiesto al venditore"


La maggioranza in Commissione Attività Produttive alla Camera ha chiuso l'accordo sul settore automotive, che verrà recepito in un emendamento alla Manovra. L'accordo, si legge in una nota, prevede il rifinanziamento dell'extra-bonus per gli acquisti di veicoli e elettrici e ibridi per tutto il 2021 e un nuovo incentivo all'acquisto di veicoli a motorizzazione termica tipo euro sei, con contestuale rottamazione di veicoli con almeno 10 anni, per il primo semestre 2021. Per portare aiuto ai settori produttivi più in difficoltà è introdotta una misura per il sostegno all'acquisto, anche mediante rottamazione , di veicoli commerciali.

Sugli incentivi per l'acquisto delle auto, l'intesa di massima prevede una riedizione degli ecobonus già finanziati quest'anno, distinguendo però tra ibride/elettriche e le Euro 6, che sono anche a benzina e diesel. Secondo lo schema individuato dalla commissione Attività produttive saranno stanziati 420 milioni: 120 milioni saranno dedicati alle auto green, 250 milioni alle Euro 6 e 50 milioni per il ricambio dei veicoli commerciali. Per le auto a basse emissioni (da 0 a 60 g/km di Co2) si confermerebbero quindi gli incentivi già previsti che, con rottamazione e sconto del venditore, possono arrivare fino a 10 mila euro. Per le Euro 6, con emissioni da 61 e 135 g/Km di Co2 (finora il massimo era 110 g/km), il nuovo sconto dovrebbe valere per i primi sei mesi del 2021 e arrivare a 3.500 euro (1.500 dello Stato e 2 mila del venditore), sempre a fronte di rottamazione di auto vecchie almeno 10 anni.

Il pacchetto auto che sarà inserito in manovra "si basa sul rifinanziamento di quanto già previsto nel decreto rilancio e vede confermato l'extra bonus di 2000 euro per veicoli elettrici e ibridi, aggiuntivi agli incentivi esistenti, e la introduzione di un bonus di 1500 euro per gli euro 6 di ultima generazione. In entrambi i casi in presenza di rottamazione e con uno sconto aggiuntivo di 2000 euro richiesto al venditore". Lo spiega il capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio, Gianluca Benamati. Sale il limite delle emissioni (61-135 g/Km di CO2), "con un adeguamento ai nuovi standard di misurazione.

"L'inserimento in legge di bilancio di un pacchetto di sostegno all'industria nazionale dell'automobile - sottolinea Benamati - è un'ottima notizia. Il quadro del settore, particolarmente colpito dal covid 19, ma strategico per il futuro del paese ha bisogno di questo impegno". Nell'indicare i dettagli della misura, Benamati spiega che "per i veicoli elettrici ed ibridi (fasce di emissione 0-60 g/Km di CO2), si tratta di una misura valevole per tutto il 2021 e per le motorizzazioni termiche sino a giugno 2021. Per quanto riguarda proprio la fascia termica le emissioni ammissibili vanno dai 61 ai 135 g/Km di CO2, con un adeguamento ai nuovi standard di misurazione previsti, dal momento che ora tutte le nuove automobili vanno sottoposte alla procedura di omologazione europea WLTP. Si propone di introdurre anche incentivi per la sostituzione di veicoli commerciali con un plafond di 50 milioni di cui 10 dedicati all'elettrico". "Da un punto di vista delle risorse sul sistema auto - osserva l'esponente dem - queste iniziano ad essere significanti. Si tratta nel 2021 di circa 500 milioni per il comparto elettrico, con i 120 previsti in legge di bilancio e i 370 già stanziati, e 250 per le motorizzazioni euro 6 di più recente immatricolazione a cui si aggiungono i veicoli commerciali. È una misura che unisce il sostegno a un comparto trainante per l'economia nazionale, ad un forte impatto ambientale per la sostituzione di modelli vecchi con nuovi assai meno inquinati e che può lenire i grandi problema occupazionale che si prospettano nel settore. Una misura trasversale, che accanto agli emendamenti di maggioranza del sottoscritto, del collega Sut del movimento cinque stelle, della collega Moretto di Italia viva vede anche emendamenti delle opposizioni quali ad esempio quelli di Claudia Porchietto di Forza Italia e di Guido Guidesi della Lega che vanno nella stessa direzione strategica. Una priorità condivisa dal parlamento che auspico fortemente sia fatta propria dal governo ed entri in legge di Bilancio per dare respiro a questo settore".

L'accordo sugli incentivi al settore auto raggiunto dalla maggioranza in commissione Attività produttive alla Camera perevede "fondi per 250 milioni di euro per il termico, 120 milioni di euro per l'elettrico (che si sommano ai 370 milioni di euro già stanziati portando i fondi per il 2021 per i veicoli alla spina a 490 mln) e 50 milioni al commerciale (prevedendo 10 milioni destinati interamente all'elettrico), che potrà accedere all'incentivo di rottamazione". E' quanto spiegato in una nota della commissione Attività produttive. L'accordo di maggioranza della Commissione, viene aggiunto, è stato trasmesso ai capigruppo d'aula e al Governo.

 

(Fonte: Ansa)

 

Incentivi auto, nessun rifinanziamento. Niente bonus per benzina e diesel di ultima generazione: così il governo spegne il motore del mercato

Fondi terminati e niente rifinanziamento nella conversione in legge del "decreto Agosto" per le automobili che inquinano tra i 61 e 110 grammi di CO2 al chilometro. In sostanza aiuti finiti per la maggior parte di macchine motorizzate a benzina o diesel di ultima generazione in vendita, oltre ad alcuni modelli Gpl. Unrae, l'Associazione delle case automobilistiche estere, e Federauto, che rappresenta i concessionari protestano: "Si tratta di una scelta che sfiora l’autolesionismo, visto che gli incentivi già varati e presto esauriti non solo hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno prodotto in poche settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al PIL"


Bonus auto, le novità per gli incentivi di Euro6, ibride ed elettriche -  MotorBox

Il programma di incentivi alla rottamazione sembra destinato a una fine prematura dopo poco più di due mesi dall’avvio delle agevolazioni. A dispetto delle indiscrezioni e anche di alcune dichiarazioni pubbliche, l’atteso rifinanziamento non è stato inserito nel testo di conversione in legge del decreto Agosto approvato settimana scorsa dal Senato. 

Il passaggio alla Camera. È ancora possibile una modifica del decreto durante il passaggio alla Camera, ma a oggi le chance sono esigue e alcune associazioni di settore hanno lanciato un allarme sugli effetti di uno stop alle agevolazioni, soprattutto alla luce degli effetti positivi finora riscontrati tra tante difficoltà e molti vincoli. Ad agosto le immatricolazioni sono risultate sostanzialmente stabili nel confronto con l’anno scorso e a settembre hanno messo a segno un consistente rimbalzo proprio grazie alla spinta degli incentivi alla rottamazione. Non sono mancate criticità, tra cui l’ammontare limitato di risorse destinate a particolari fasce di auto (quelle con emissioni di CO2 tra 91 e 110 g/km) e i vincoli imposti ai concessionari nella presentazione delle istanze per accedere al programma. Ecco perché negli ultimi giorni le associazioni di rappresentanza del settore automobilistico hanno spesso chiesto al Governo di intervenire, magari spostando fondi da una fascia all’altra dei veicoli incentivabili dopo l’esaurimento delle risorse. Ora da Roma è arrivato un sostanziale rifiuto ad accogliere le richieste del comparto con la decisione di non inserire il rifinanziamento degli incentivi per lo svecchiamento del parco auto.

L’autolesionismo del Governo. “Si tratta di una scelta che sfiora l’autolesionismo, visto che gli incentivi già varati e presto esauriti non solo hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno prodotto in poche settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al Pil. Le misure, che si sono complessivamente autofinanziate, hanno infatti fruttato ulteriori 58 milioni di euro incrementali in gettito Iva, oltre ai maggiori introiti legati all’immatricolazione dei veicoli, tra cui l’Ipt”, affermano Federauto e Unrae. “I dati diffusi nei giorni scorsi sulla confortante ripresa del mercato grazie agli incentivi - aggiungono le due associazioni - sono la dimostrazione tangibile di quanto sia stato efficace questo strumento. Rispetto al mese di settembre dello scorso anno assistiamo, nello stesso periodo, all’immatricolazione di oltre 13.600 vetture in più (+9,5%) e ad un incremento del 47,4% di auto rottamate. Inoltre, il beneficio ambientale è palpabile: le emissioni medie di CO2 delle vetture immatricolate sono scese a livelli minimi (da 118,4 a 105,6 g/Km), circa l'11% in meno".

Necessario intervenire. Pertanto, secondo Federauto e Unrae, "è necessario un intervento urgente, da parte del governo e della politica", per sostenere un settore, quello dell’auto, che vale il 10% del Pil italiano e sostiene anche "migliaia di piccole e medie aziende, con decine di migliaia di posti di lavoro attualmente a rischio". "In questa fase particolarmente delicata per l’economia nazionale, non rifinanziare una misura così importante sarebbe un errore imperdonabile. Vanno garantite norme efficaci e di lungo periodo che consentano al consumatore la necessaria chiarezza per non deprimerne la propensione all’acquisto e agli operatori del settore un'adeguata pianificazione delle proprie attività produttive e commerciali”, proseguono le due associazioni lanciando, infine, un appello: "Chiediamo, pertanto, al governo di assicurare che i fondi esauriti o in via di esaurimento vengano rifinanziati per i restanti mesi del 2020 con l'obiettivo di non disperdere i volumi incrementali ottenuti con gli incentivi e quindi assicurare un ritorno certo sull'investimento pubblico fatto continuando anche il cammino virtuoso intrapreso di riduzione delle emissioni ambientali". Federauto e Unrae hanno inoltre ribadito la loro disponibilità a condividere con l’Esecutivo le proprie proposte per sostenere la decarbornizzazione del settore e per accompagnare la transizione verso la mobilità a zero emissioni.

 

(Fonte: quattroruote.it)

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