updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

Android Auto finalmente "si apre". Tutte le novità per gli automobilisti che vogliono qualcosa di più dall'infotainment

Su Google Play Store ulteriori applicazioni di navigazione e gestione delle ricariche per i veicoli elettrici e ulteriori release. Dalla funzione split screen ai giochi e gli fondi


Rassegna Stampa:

da motor1.com (di Pietro Paolucci)

Android Auto, il sistema di Google nato per poter interfacciare lo smartphone con l’infotainment dell’auto, nonostante abbia appena festeggiato il suo sesto compleanno ha ancora notevoli margini di miglioramento, non soltanto in termini di stabilità.

Difatti, al fianco delle consuete correzioni di bug e problemi vari, la casa di Mountain View sta implementando via via delle novità volte a migliorarne l’esperienza d’uso. Ecco le più recenti, alcune delle quali già disponibili.

Split screen

Fra le novità più chiacchierate e attese (specie da chi possiede un’auto con uno schermo abbastanza ampio) è la funzione split screen, cioè la possibilità di usare due applicazioni contemporaneamente mostrate affiancate sul display.

Si tratta di un’opzione che permette di suddividere lo schermo in due parti, ma con le proporzioni che, almeno per il momento, sono fisse: il 70% per l’applicazione principale e il restante 30% per quella secondaria. Per inciso, l’ordine delle app è ovviamente intercambiabile.

Un esempio? Poter avere a disposizione la schermata della navigazione di Google Maps o Waze e, nel contempo, gestire la musica con la propria applicazione di streaming preferita.

App di navigazione alternative

L’apertura di Google dello scorso anno verso sviluppatori terzi ha avuto come immediata conseguenza la promessa di una prossima disponibilità su Android Auto di altre app di navigazione alternative alle native Google Maps e Waze.

Come abbiamo anticipato nelle settimane scorse, fra queste troviamo nomi come l’app Sygic GPS Navigazione, TomTom AmiGO, oltre a MapFactor o Chargemap, alcune delle quali già disponibili in beta, altre in arrivo prossimamente.

Sfondi, scorciatoie e giochi

È possibile da alcune settimane anche cambiare lo sfondo di Android Auto, una novità che, assieme alle scorciatoie sulla schermata principale con le quali inserire dei collegamenti rapidi a contatti e azioni di Google Assistant, rappresenta un primo passo verso una maggiore personalizzazione.

Nella stessa occasione in cui Google ufficializzava queste ultime funzioni, annunciava inoltre l’arrivo di alcuni giochi (quiz di cultura ad esempio), attivabili con la voce tramite l’assistente vocale pronunciando un semplice: “Ok Google, facciamo un gioco”.

Disponibilità

Questione disponibilità, alcune delle novità citate sono già disponibili per alcuni utenti, come la possibilità di cambiare lo sfondo o lo split screen. Altre arriveranno a breve, considerando che il roll out è partito già da un po’.

In ogni caso, consigliamo di verificare di avere installato la versione più recente di Android Auto. Per farlo, basta aprire il Google Play Store dallo smartphone, accedere alla sezione “Le mie app e i miei giochi” e controllare la presenza di nuovi aggiornamenti disponibili, e in tal caso installare l’aggiornamento.

Auto elettrica, a che punto siamo? L'Europa (del Nord) va, Italia indietro. Immatricolazioni, incentivi, infrastrutture di ricarica: i numeri di una rivoluzione difficile

Le conclusioni derivanti dall’EV Readiness Index 2021 di LeasePlan, un’analisi completa dello stato di preparazione di 22 paesi europei in vista della rivoluzione dei veicoli elettrici


Auto elettriche, ora possono "rivendere" energia. Il progetto delle utility  europee - Il Fatto Quotidiano

Da un recente studio di LeasePlan  (EV Readiness Index 2021) l’Europa è pronta per la rivoluzione elettrica delle automobili. I Paesi Bassi, la Norvegia e il Regno Unito continuano a essere i paesi più preparati in Europa per la rivoluzione riguardante i veicoli elettrici. L’infrastruttura di ricarica, tuttavia, continua a rappresentare un forte ostacolo, che impedisce l’adozione dei veicoli elettrici nel continente, con un tasso di installazione di stazioni di ricarica che si è addirittura ridotto nel 2020. L’Italia migliora lievemente nel ranking passando dalla 17ma alle 15ma posizione, ma resta comunque indietro nella classifica dei Paesi virtuosi.

Queste sono le conclusioni derivanti dall’EV Readiness Index 2021 di LeasePlan – un’analisi completa dello stato di preparazione di 22 paesi europei in vista della rivoluzione dei veicoli elettrici. L’Indice si basa su tre fattori: le immatricolazioni di veicoli elettrici, la maturità dell’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici e gli incentivi governativi presenti in ciascun paese.

“Il nostro EV Readiness Index mostra che mentre la guida elettrica è più conveniente che mai in tutta Europa, l’infrastruttura pubblica di ricarica è ancora tristemente inadeguata – afferma Tex Gunning, CEO di LeasePlan - In un sondaggio d’opinione realizzato all’inizio di quest’anno, abbiamo già riscontrato come la mancanza di un’infrastruttura di ricarica era considerata un ostacolo significativo all’adozione di veicoli elettrici da parte dei conducenti e l’analisi presente nel nostro EV Readiness Index prova come tali timori siano ben fondati. Per esprimersi senza mezzi termini: il ritmo di miglioramento non è abbastanza veloce e l’Europa non riesce a fornire l’infrastruttura necessaria per una rivoluzione verde della mobilità. I leader e i decisori politici di ciascuno dei 22 paesi oggetto dell’Indice devono assumere iniziative e realizzare investimenti per un’infrastruttura di ricarica universale, economica e sostenibile prima che sia troppo tardi, l’emergenza climatica non può attendere.”

I risultati - Guardando, nello specifico, ai risultati per il 2020, l’analisi evidenzia come quasi tutti i paesi mostrano un miglioramento del punteggio rispetto allo scorso anno, segnalando un aumento della preparazione ai veicoli elettrici nell’insieme del continente. Il tasso di miglioramento, tuttavia, varia significativamente tra le diverse parti d’Europa, con la Romania, la Slovacchia e la Repubblica Ceca, che presentano sia i minori punteggi che i più bassi tassi di miglioramento, evidenziando la costante disparità esistente tra l’Europa occidentale e l’Europa orientale in termini di preparazione alla mobilità elettrica.

Inoltre i il report mostra come i veicoli elettrici non sono mai stati così convenienti. In 11 paesi, i veicoli elettrici sono già più economici dei corrispondenti veicoli con motore a combustione interna sulla base del costo totale di proprietà. I conducenti di veicoli elettrici pagano in media solo il 63% delle imposte corrisposte dai conducenti di veicoli con motore a combustione interna. L’Austria, la Grecia, l’Irlanda, la Polonia, il Regno Unito e l’Ungheria guidano la classifica: in questi paesi i conducenti di veicoli elettrici non pagano alcuna imposta.

L’infrastruttura di ricarica è ancora in ritardo e sarà essenziale per il miglioramento della preparazione ai veicoli elettrici in futuro. Benché alcuni progressi siano stati fatti nel 2020 in merito all’infrastruttura di ricarica, il tasso di miglioramento è in realtà diminuito rispetto allo scorso anno (tasso di aumento del 43% nel 2020 rispetto al tasso di aumento del 73% nel 2019). Anche nei paesi che mostrano i migliori risultati, l’infrastruttura di ricarica è lontana dal rivelarsi adeguata.

Suzuki, il presidente va in pensione (a 91 anni). La lunga storia dell'uomo che sposò la nipote del fondatore e ne prese il cognome

Osamu Suzuki rese grande la Casa giapponese con scelte lungimiranti e grande attenzione agli sprechi di risorse. Eppure cominciò da "raccomandato": la famiglia motoristica non aveva un erede maschio e allora...


Osamu Suzuki: Latest News, Videos and Photos on Osamu Suzuki - DNA News

Il presidente di Suzuki Motors, Osamu Suzuki, dovrebbe lasciare il suo incarico nella società. E' quanto riporta il quotidiano nipponico Nikkei, secondo cui cui Suzuki avrebbe fatto comunicato ad alcuni manager la decisione di lasciare il suo posto in azienda. Interpellato sulla questione, un portavoce dell'azienda ha spiegato che non si tratta di un annuncio comunicato dalla società anche se in precedenza erano stato annunciate per oggi delle comunicazioni relative al management dell'azienda.

Novantuno anni, Osamu Suzuki è entrato nella società nel 1958. Sposato con la nipote del fondatore dell'azienda Michio Suzuki, ha poi assunto il cognome della moglie secondo una pratica abbastanza diffusa tre le famiglie giapponesi più ricche. Nominato presidente nel 1978 ha ricoperto anche l'incarico di Ceo fino al 2016, quando è stato costretto alle dimissioni a causa di alcune irregolarità emerse nei test sui consumi e le emissioni dei propri veicoli.

 

Mobilità sostenibile, entro il 2027 i veicoli a gas naturale avranno un valore pari a 29 miliardi di dollari

Attualmente è l'Europa a guidare il settore dei veicoli a gas naturale con una quota di fatturato dell'8,1% nel 2019, seguita da Asia-Pacifico (APAC) e Nord America. Offerta di veicoli e stazioni di servizio sono in costante crescita in Europa, con identica attenzione al gas naturale compresso e a quello liquefatto, generati anche da fonti rinnovabili (biometano) e gas naturale sintetico


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Secondo un recente studio di Research And Markets i veicoli alimentati con gas naturale raggiungeranno un valore pari a 28,805 miliardi di dollari entro il 2027, con un vero boom rispetto alla situazione del 2019 quando il mercato era stato valutato 17,1 miliardi di dollari.

Attualmente è l'Europa a guidare il settore dei veicoli a gas naturale con una quota di fatturato dell'8,1% nel 2019, seguita da Asia-Pacifico (APAC) e Nord America. Offerta di veicoli e stazioni di servizio sono in costante crescita in Europa, con identica attenzione al gas naturale compresso e a quello liquefatto, generati anche da fonti rinnovabili (biometano) e gas naturale sintetico.

E' soprattutto la crescente produzione di veicoli per trasporto merci e passeggeri a generare la maggiore domanda di mezzi alimentati a gas naturale, un trend accelerato dalla necessità di soddisfare attraverso questa tecnologia le norme sempre più stringenti sulle emissioni.

Negli ultimi cinque anni - segnala lo studio di ResearchAndMarkets.com - gli investimenti nello sviluppo tecnologico sono cresciuti del 6,3% in Europa, raggiungendo i 7,313 miliardi di dollari. Ma l'APAC è diventata la principale Regione nel settore dei veicoli a gas naturale, anche perché il crescente reddito individuale e lo stato dell'economia i hanno trainato le vendite di autovetture e veicoli commerciali negli ultimi anni.

L'APAC è diventata un centro di produzione globale con la presenza di una solida industria automobilistica e dei trasporti. Dal punto di vista delle emissioni inquinanti, i veicoli a gas naturale vantano ottime prestazioni rispetto ai diesel, in particolare per i mezzi pesanti. Si prevede che l'obiettivo di migliorare la qualità dell'aria sarà un fattore importante per la diffusione del gas naturale in diversi Paesi dell'APAC, tra cui India, Malesia, Singapore e Thailandia.

 

(Fonte: Ansa)

Dal 2025, tutte le auto Jaguar saranno elettriche al 100%

Il produttore di Auto di Lusso britannico, ora di proprietà dell'indiana Tata Motors, ha svelato la sua nuova strategia "più verde". Mirando alla fine del carbonio nel 2039. Senza sapere se ci sarà un impatto sui posti di lavoro.


 

Le automobili Tesla non saranno più gli unici modelli di fascia solo elettrica a circolare sulle strade. La britannica Jaguar Land Rover, specialista di fascia alta, ha annunciato che il suo marchio di lusso Jaguar, diventerà completamente elettrico a partire dal 2025. Una nuova strategia "verde" che punta alla neutralità dal carbonio entro il 2039. Questo annuncio arriva subito dopo che in Francia il governo ha liberato 100 M € per raggiungere 100.000 colonnine di ricarica elettrica presenti sulle strade del suo territorio.

Il marchio automobilistico, utilizzato in particolare dal Primo Ministro britannico Boris Johnson, intende offrire solo modelli elettrici entro il 2025. L'azienda inglese, ormai considerata una filiale della Indian Tata Motors, annuncia in un comunicato di volersi “riconvertire”, sotto la guida del suo nuovo amministratore delegato Thierry Bolloré, ex direttore della Renault.

Jaguar Land Rover promette di investire oltre 2,8 miliardi di euro all'anno, gran parte dei quali nel progetto per i modelli elettrici, ma avverte che la sua trasformazione porterà a una significativa riduzione delle sue attività "non produttive" presenti nel Regno Unito.

Tuttavia, il produttore specifica di non voler chiudere alcuna fabbrica. Quella di Solihull, nell'Inghilterra centrale, ospiterà la prima piattaforma Jaguar 100% elettrica. Tuttavia, non vengono forniti maggiori dettagli sulle ripercussioni in termini di occupazione.

Se Jaguar passerà rapidamente alla versione completamente elettrica, non sarà così per Land Rover. Quest'ultima lancerà sei modelli elettrici nei prossimi cinque anni, il primo nel 2024. L'obiettivo è quindi che tutti i modelli di Jaguar e Land Rover siano disponibili al 100% elettrici entro la fine del decennio.

Nel 2019, Jaguar ha vinto il premio European Car of the Year per la sua I-Pace, vettura di lusso completamente elettrica. La prima volta per il marchio inglese, dalla creazione del premio nel 1964. Da evidenziare che è solo la seconda auto elettrica, ad essere stata votata Auto dell'anno, dopo la Nissan Leaf nel 2011.
Altra priorità del gruppo è quella di iniziare la sperimentazione legata allo sviluppo dell'idrogeno, per soddisfare la domanda futura, intende anche collaborare con il gruppo Tata sullo sviluppo di energia pulita e software di automazione e controllo sempre più sofisticati. L'obiettivo è quello di poter tornare a un margine operativo a doppia cifra e un flusso di cassa netto positivo entro il 2025.

Il produttore svela la sua nuova strategia dopo essere stato duramente colpito dalla pandemia, che ha causato il taglio di 1.100 posti di lavoro temporanei nel Regno Unito e si è dovuto rivolgere alle banche cinesi per un prestito di 641 milioni di euro, in quanto non poteva beneficiare di prestiti dalle autorità pubbliche del Regno Unito.

Prima della crisi sanitaria, il gruppo nel 2019 aveva presentato un piano di ristrutturazione, che prevedeva già la riduzione della forza lavoro di 5.000 posti.

Incentivi auto a basse emissioni, già esaurito un terzo dei fondi per benzina e diesel puliti. Più a rilento elettriche e ibride

Gli incentivi per le auto a basse emissioni vanno letteralmente a ruba. A due settimane dall'avvio delle prenotazioni da parte dei concessionari, scattate lo scorso 18 gennaio, i fondi messi a disposizione della legge di bilancio sono andati già esauriti per quasi un terzo per quel che riguarda le vetture a benzina e diesel puliti. Dei 250 milioni stanziati ne rimangono infatti circa 170. Meno gettonati invece gli incentivi per le auto elettriche e ibride: dei 120 milioni stanziati ne sono stati prenotati meno di 10. Secondo i dati del portale Ecobonus del ministero dello Sviluppo economico, per le auto con emissioni tra 61 e 135 grammi di CO2 al km (comprensive quindi di alimentazione a benzina o diesel di ultima generazione) sono stati prenotati circa 75 milioni di euro, mentre per le auto elettriche o ibride, tra 0 e 60 g/km, sono stati prenotati poco più di 8 milioni di euro. 

General Motors, risposta americana a Volvo (e Boris Johnson): auto solo elettriche dal 2035

Svolta verde per General Motors. Il colosso di Detroit prevede di investire 27 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni in auto elettriche e autonome, in aumento rispetto ai 20 miliardi stimati pre-pandemia. L'ambizione è quella di offrire esclusivamente auto elettriche entro il 2035 per poi completare la sua svolta e diventare a 'emissioni zero' entro il 2040.

La svedese Volvo era stata la prima casa automobilistica ad annunciare traguardi ambiziosi sui veicoli elettrici, puntando entro il 2025 a realizzare il 50% dei volumi con visione al 2030 di un 100% della produzione esclusivamente a batteria. Mentre il premier britannico Boris Johnson ha recentemente annunciato la sua rivoluzione green (vedi nostro articolo)


General Motors | KW Parts

GM e Navistar preparano Tir a idrogeno con autonomia 800 km

Ogni veicolo dotato di 2 Power Cube con celle a combustibile

Una autonomia di oltre 800 km e un tempo di rifornimento non superiore a 15 minuti. Ecco gli importanti obiettivi che Navistar - il colosso Usa dei veicoli da trasporto con 118 anni di storia - assieme a General Motors e OneH2 si propone di raggiungere entro il 2024 trasformando i suoi modelli della Serie RH con sistemi di propulsione fuel cell alimentati a idrogeno forniti appunto da GM.

Il progetto sarà inizialmente pilotato da JB Hunt Transport, una mega-azienda di logistica che opera negli Stati Uniti con una flotta di 100mila tra veicoli e semirimorchi, e che utilizzerà già dalla fine del 2022 le prime motrici International Serie RH elettrici alimentati a celle a combustibile (FCEV).

''Siamo entusiasti di offrire ai clienti maggiore flessibilità attraverso un nuovo ecosistema di camion a idrogeno - ha detto Persio Lisboa, presidente e Ceo di Navistar - che combina i nostri veicoli con la tecnologia delle celle a combustibile a idrogeno di General Motors e le capacità di produzione e rifornimento di idrogeno di OneH2. E siamo molto lieti che il nostro cliente JB Hunt si sia impegnato a utilizzare questa soluzione su percorsi dedicati e a condividere con noi le informazioni chiave''.

I veicoli Navistar con propulsore elettrico riceveranno due Power Cube con celle a combustibile GM Hydrotec, che possono essere alloggiati dove oggi sono sistemati i serbatoi per il gasolio. Ogni Power Cube - compito e facile da installare - contiene oltre 300 celle a combustibile a idrogeno insieme ai sistemi di gestione termica e di alimentazione. Il nuovo sistema di propulsione per la serie International RH FCEV sarà caratterizzato da una densità di potenza ottimizzata per i viaggi a corto raggio e un costo di percorrenza che in alcuni segmenti di mercato sarà paragonabile a quello del diesel. ''La visione di GM di un mondo a zero emissioni non si limita alle autovetture - ha detto Doug Parks, vicepresidente esecutivo di GM per lo sviluppo del prodotto globale, gli acquisti e la catena di fornitura - Crediamo nei veicoli elettrici per tutti''.

Auto, cresce l'interesse degli italiani per elettriche e ibride, ma il 60% le ritiene ancora troppo care. Poca informazione sugli incentivi

Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey "Vetture ibride ed elettriche, tu le acquisteresti?", condotta nei primi 10 giorni di gennaio da Areté, azienda leader nella consulenza strategica


Auto elettriche: Vantaggi, tempi di ricarica, durata batteria - Citroën  Italia

La campagna di incentivi messa in piedi dal governo non sembra aver fatto breccia nella gran parte degli automobilisti: il 28% non ha compreso a quanto ammonti il bonus, il 24% ignora quali vetture vi rientrino, il 21% non saprebbe come accedere ai fondi. Solo il 4% dichiara di avere piena consapevolezza dello strumento

Cresce l'interesse degli italiani per le vetture elettriche ed ibride, ma il fattore economico resta un ostacolo decisivo da superare per rendere effettiva la svolta elettrica nel nostro Paese: oltre il 60% degli italiani individua nel costo elevato il principale freno all'acquisto e si dice disponibile a comprarle solo in caso di incentivi più consistenti o di una decisa riduzione del prezzo da parte dei costruttori o di un piano di finanziamento vantaggioso.

Persistono dubbi sull'accesso agli incentivi e sui veicoli coperti dal bonus.

Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey "Vetture ibride ed elettriche, tu le acquisteresti?", condotta nei primi 10 giorni di gennaio da Areté (azienda leader nella consulenza strategica).

La recrudescenza della diffusione del virus spinge sempre più italiani a utilizzare l'auto per i propri spostamenti abituali, preferita dal 75% del campione. Solo il 5% si affida ai mezzi pubblici, oggi considerati possibile veicolo del contagio.

Lo studio approfondisce la conoscenza delle vetture elettriche ed ibride da parte degli italiani. Quanti ne conoscono effettivamente il funzionamento, le modalità di ricarica, le emissioni, i costi di gestione e l'autonomia? Complessivamente a prevalere è l'incertezza su quasi tutte le caratteristiche tecniche di questi modelli, oltre 1 italiano su 2 è indeciso o possiede informazioni non corrette in merito. Ad esempio, il 39% ritiene che tutti modelli ibridi (full, mild, plug-in) ed elettrici siano a emissioni zero, il 61% li reputa tutti in grado di percorrere almeno 50 km in modalità elettrica. Più di 1 su 4 pensa che tutte le vetture elettrificate abbiano bisogno della spina per ricaricarsi. Su due aspetti, gli italiani sembrano avere però le idee chiare: il 70% non le ritiene "noiose da guidare" e la metà è consapevole che i costi di gestione (carburante e manutenzione) di un'auto elettrificata sono inferiori rispetto a quelli di un'auto con motore termico.

Il fattore economico resta un punto decisivo per rendere effettiva la svolta elettrica nel nostro Paese. Nonostante la crescente disponibilità di modelli e i bonus messi in campo dal Governo, oltre il 60% degli intervistati individua nel costo il principale ostacolo da superare e si dice disponibile ad acquistare queste vetture solo in caso di incentivi più consistenti. In generale, più della metà del campione sarebbe disposto a pagarle tra il 10% e il 20% in più rispetto al valore di una vettura con motore termico; un'indicazione, questa, che rende decisamente a portata di acquisto l'ibrido oggi incentivato, meno l'elettrico.

E' interessante notare come, soprattutto per gli e-vehicles l'installazione del sistema di ricarica a casa compreso nel prezzo costituisca un fattore di forte spinta all'acquisto (lo indica il 23% dei rispondenti).

La campagna di incentivi messa in piedi dall'Esecutivo non sembra aver fatto breccia nella gran parte degli automobilisti: il 28% non ha compreso a quanto ammonti il bonus, il 24% ignora quali vetture vi rientrino, il 21% non saprebbe come accedere ai fondi. Solo il 4% dichiara di avere piena consapevolezza dello strumento.

 

(Fonte: Ansa)

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