updated 10:10 AM UTC, Nov 27, 2020

Regno Unito, la rivoluzione green di Boris Johnson: dal 2030 stop alle auto diesel e benzina. Alberi, energia pulita e piste ciclabili, Downing Street stanzia 12 miliardi di sterline

Il traguardo delle "zero emissioni" nocive entro il 2050 passa per la circolazione di solo auto elettriche entro 10 anni. I veicoli ibridi liberi di circolare fino al 2035. La decisione è stata formalizzata dal governo di Londra nel quadro di un piano in 10 punti per "una rivoluzione industriale verde" del Paese


Auto elettrica, in UK diesel e benzina al bando dal 2030? - MotorBox

Il Regno Unito accelera nella politica ambientale e diventa il primo Paese ad annunciare già per il 2030, contro l'obiettivo del 2040 fissato finora, il bando dalla circolazione di tutte le automobili a benzina e diesel per incentivare l'uso di auto elettriche, motori diesel puliti HGV per il trasporto merci. La decisione è stata formalizzata dal governo del premier conservatore Boris Johnson nel quadro di un piano in 10 punti per "una rivoluzione industriale verde" del Paese.

Il piano dovrebbe stimolare la creazione nei prossimi anni di 250mila posti di lavoro e conferma l'impegno della Gran Bretagna verso il traguardo delle "zero emissioni" nocive entro il 2050. Stando a quanto anticipato da Downing Street, i veicoli ibridi potranno comunque continuare a circolare nel Regno fino al 2035.

 Gli investimenti del governo Fra i punti della sua promessa "rivoluzione" verso una nuova "green economy", Boris Johnson mette sul piatto investimenti per 1,3 miliardi di sterline nel prossimo decennio per finanziare l'installazione di postazioni diffuse per il caricamento delle batterie delle auto elettriche presso i caseggiati e lungo le strade, 582 milioni di prestiti a fondo perduto per l'acquisto nella fase intermedia di veicoli a bassa o nulla emissione, 500 milioni in stanziamenti per la riconversione di linee industriali soprattutto nelle fabbriche dell'auto e dell'indotto delle Midlands e del nord-est dell'Inghilterra.

Alberi, energia pulita e piste ciclabili Il governo intende sostenere inoltre lo sviluppo di motori diesel puliti HGV per il trasporto merci e la realizzazione d'impianti di riscaldamento a idrogeno destinati a coprire il fabbisogno di una prima intera città entro fine decennio, ma non senza rilanciare un programma d'impianti di ultima generazione per l'energia nucleare a scopi civili. Oltre a delineare progetti ecologici per piantare nuovi alberi a tappeto, per il risanamento di siti naturalistici e aree verdi, per la moltiplicazione di piste ciclabili e pedonali. Evocata infine pure una futura disponibilità d'impianti domestici alimentati da energia eolica in ogni casa di qui a 10 anni.

L'Alfa Romeo più costosa della storia supera i 15 milioni di dollari

Un lotto composto dalle storiche ma futuristiche Alfa Romeo Bat, creata negli anni '50 dalla famosa azienda italiana con carrozzeria Bertone, è stato messo in vendita il 28 ottobre presso la casa d'aste RM Sotheby's e battuto per 15 milioni di dollari.


Non sono Bugatti, né Rolls-Royce né Porsche, il trio di assi che ha raggiunto una cifra stratosferica all'asta è stato quello composto dalle Alfa Romeo BAT 5, 7 e 9 , tre pezzi da collezione che ogni appassionato di automobilismo sa apprezzare. Questi gioielli, considerati alcuni dei prototipi più rilevanti della storia, sono stati esposti in numerosi eventi negli ultimi sette decenni, quindi non sorprende che abbiano raggiunto la cifra di 15 milioni di dollari (12,7 milioni di euro ) all'asta organizzata a New York da RM Sotheby's il 28 ottobre.

Le Alfa Romeo BAT (Berlinetta Aerodinamica Tecnica) 5, 7 e 9 furono tra i primi esercizi di stile che godettero di grande fama internazionale, oltre ad essere uno degli studi aerodinamici più avanzati che un designer di automobili abbia svolto, questi incredibili progetti, presentati tra il 1953 e il 1955, furono opera del mitico Franco Scaglione quando lavorava per la casa di trasformazione di Nuccio Bertone.

Questi 3 modelli sono opera di Franco Scaglione

La domanda è: perché questi tre modelli sono così importanti? Molto semplice, il loro coefficiente aerodinamico è ancora molto inferiore a quello dei modelli attuali.

Sono uno degli studi aerodinamici più avanzati

Il primo di questi, il BAT 5, con carrozzeria nera, parafanghi posteriori, ruote carenate e vetri curvi per l'abitacolo, fu presentato al Salone di Torino nel maggio 1953 e presentava un CD di solo 0,23 (coefficiente di resistenza aerodinamica, è un coefficiente adimensionale usato per misurare la resistenza aerodinamica di un corpo in moto in un fluido. Comprende, per un corpo generico, i contributi di due tipi di resistenza fluidodinamica, la resistenza di attrito e la resistenza di forma. Per un profilo aerodinamico, il coefficiente di resistenza include anche gli effetti di resistenza indotta).

Un anno dopo, visto il successo del primo veicolo, arrivò il BAT 7 , che migliorava il CD portandolo a 0,19, oltre a dare un nuovo look alla sua finitura allungando i parafanghi posteriori e abbassando il cofano di 5 centimetri. Infine, il BAT 9 è arrivato con un'immagine meno sorprendente, più progettata per colpire la strada. Questo modello aveva un frontale più sottile e ali laterali più piccole per migliorare la visibilità.

I tre modelli sono stati creati con la versione 1900 C Alfa Sprint

Sotto la carrozzeria, i tre modelli nascondono la versione 1900 C dell'Alfa Sprint, con motore a quattro cilindri e 90 CV di potenza associati ad un cambio manuale a cinque marce, caratteristiche che consentono loro, ancora oggi di raggiungere i 200 km/h.

In stile futuristico, quasi fantascientifico, queste tre auto non furono mai esposte insieme negli anni '50 e furono addirittura vendute indipendentemente a diversi collezionisti dopo essere state esposte. 

Era il 1989 quando, dopo essere state esposte al Concours d'Elegance di Pebble Beach, furono acquisite da un unico collezionista che 31 anni dopo ha deciso di metterle all'asta in un unico lotto.

Tutti e tre i modelli sono oggetti da collezione che ogni automobilista vorrebbe avere nel proprio garage

Ducati, miglior trimestre di sempre nonostante il Covid. Vendite record per la casa di Borgo Panigale, ma preoccupa il nuovo scenario: "Proprio adesso che..."

"Nonostante il 2020 sia un anno burrascoso - ha affermato Claudio Domenicali, Amministratore Delegato di Ducati - il terzo trimestre ha registrato le performance migliori di sempre. La situazione sta nuovamente peggiorando, proprio quando stiamo per presentare al mondo le novità del 2021 cui abbiamo lavorato con grande determinazione nonostante le difficoltà introdotte dalla pandemia"


Ducati Superleggera V4, al via la produzione: due "experience" per i  possessori

Miglior terzo trimestre di sempre per le vendite di Ducati, nonostante la complessa situazione globale. La casa di Borgo Panigale ha infatti registrato il miglior terzo trimestre di vendite di sempre con 14.694 moto vendute e il mese di settembre ha confermato il trend di ripresa iniziato a giugno, con la consegna ai clienti di 4.468 moto.

Forte anche del trend positivo del mercato, Ducati ha iniziato il recupero del calo di performance registrato nei primi mesi dell'anno, andando da giugno a colmare parte del differenziale di vendite rispetto all'anno precedente. Nel complesso contesto 2020 Ducati, ha fin da subito adottato tutte le misure preventive necessarie (smart working e fermo produttivo di 6 settimane proprio nel picco di stagione) reagendo in modo flessibile e veloce ai cambiamenti imposti dalla pandemia. La casa motociclistica ha poi sfruttato i sistemi digitali per continuare a servire i propri appassionati (ad esempio con la presentazione virtuale dello Streetfighter V4 e dello Scrambler 1100 PRO). Dal mese di aprile 2020 ha inoltre introdotto un protocollo dedicato, il Ducati Cares, affinché i Ducatisti potessero tornare a visitare i propri concessionari Ducati di fiducia in tutta sicurezza, o potessero interagire digitalmente per prenotare un appuntamento o valutare l'acquisto di una moto da remoto.

"Nonostante il 2020 sia un anno burrascoso - ha affermato Claudio Domenicali, Amministratore Delegato di Ducati - il terzo trimestre ha registrato le performance migliori di sempre. La situazione sta nuovamente peggiorando, proprio quando stiamo per presentare al mondo le novità del 2021 cui abbiamo lavorato con grande determinazione nonostante le difficoltà introdotte dalla pandemia. Ancora una volta ci troviamo costretti a dover ridefinire modalità e processi lavorativi per mantenere alta l'attenzione alla sicurezza dei nostri dipendenti, fornitori e addetti ai lavori. Presentazioni digitali, utilizzo dello smart working e video meeting, ingresso in Azienda solo se strettamente necessario. Il tutto con l'obiettivo di stare il più vicino possibile, nel modo più sicuro, ai Ducatisti di tutto il mondo". I ducatisti ad oggi possono contare su una rete vendita globale che comprende circa 730 concessionari e service point in quasi 90 paesi, comprese le ultime aperture a Rio de Janeiro, Vienna, Wolfsburg e Antwerp.

Ducati Motor Holding conta oggi in totale 1.665 dipendenti.

 

(Fonte: Ansa Motori)

“Tua la Prinz verde, senza ritorno”, la storia di un successo commerciale

Il 30 agosto del 1957 la vettura venne svelata al pubblico: già in quell'occasione la Prinz riscosse parecchio successo presso la popolazione locale e non solo, tanto che già tre giorni dopo divenne uno degli argomenti di maggior grido in tutta la Germania.


Nonostante la strana forma, la sua versione TT ebbe un grande successo nel modo dei rally. Si trattava della versione sportiva della più mite Prinz 1000, con cui condivideva pianale e meccanica. La TT era equipaggiata da un motore da 1177 cm³. Nel febbraio 1967 la versione TT venne sostituita dalla più performante versione TTS, una versione ad alte prestazioni della Prinz 1000 TT, che rinunciò alla denominazione Prinz per offrire invece contenuti tecnici decisamente più spinti e venire incontro anche a chi voleva maggiori prestazioni da una NSU di serie.

Ascoltiamo cosa ci racconta Giorgio Bungaro. (VIDEO)

Al via il Salone Auto e Moto d'Epoca di Padova. Bellezza e stile, i miti eterni dei motori sono arte: "Con la passione alla guida non ci sono risultati impossibili" (VIDEO)

L'attesa è terminata. È il giorno di Auto e Moto d'Epoca a Padova. Uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati ai veicoli storici apre i battenti. Da oggi a domenica 25 ottobre appassionati e curiosi potranno girare tra i padiglioni alla scoperta del mondo delle auto classiche, tra storia, cultura, passione, tecnologia e design. A partire dal genio italiano della mostra dedicata ai bolidi artigianali del dopoguerra, passando per le Moto dei Miti di Genesio Bevilacqua, arrivando ai prototipi da leggenda Porsche


"Un'edizione così non era scontata quest'anno", ha detto l'organizzatore Mario Carlo Baccaglini. "Ma è proprio questa la magia di Auto e Moto d'Epoca: con la passione alla guida non ci sono risultati impossibili"

Apre oggi, giovedì 22, il salone internazionale dedicato a tutti gli amanti delle quattro ruote classiche e non solo. L'inaugurazione ufficiale si terrà il 23 ottobre alle 11.00, ma già durante questa prima giornata cultori e collezionisti incontreranno i dealer, e il mercato delle auto da sogno, cuore dell'evento, inizierà, aprendo le danze della 37esima edizione di Auto e Moto d'Epoca. Sempre all'insegna dell'emozione e della passione. Tre le grandi mostre che faranno battere il cuore degli appassionati: una dedicata al genio italiano che ha prodotto i bolidi del dopoguerra, un'altra sulle moto che hanno fatto la storia dello sport e l'ultima sulle Porsche che trionfarono a Daytona e Le Mans.

Nonostante le incertezze del periodo, gli organizzatori di Intermeeting sono riusciti a raccogliere capolavori del passato e anteprime del futuro che non hanno nulla da invidiare alle edizioni d'antan. Nella retrospettiva L'ordinario diventa straordinario, organizzata insieme ad Aci Storico nel padiglione 3, dieci i modelli unici, modellati dal genio e dalla passione italiana per i motori e provenienti dalle collezioni dei principali musei dell'auto italiani, dal MAUTO di Torino al Museo Nicolis di Verona. Sono presenti il Bisiluro Tarf di Piero Taruffi, il Nibbio di Lurani, la Cisitalia D46 che Nuvolari guidò in corsa senza volante e altre auto comuni che l'estro degli artigiani italiani del dopoguerra ha trasformato in fuoriserie senza paragoni nella storia.

All'epopea delle moto sportive è dedicata, invece, la mostra L'uomo che ha sconfitto i giganti: 20 modelli che hanno cambiato la storia dello sport a due ruote provenienti dalla collezione delle Moto dei Miti di Genesio Bevilacqua. Si celebra la storia dell'Althea Racing, scuderia indipendente che ha saputo tenere testa alle più grandi case motociclistiche laureandosi per cinque volte Campione del Mondo nella categoria Superbike e Superstock.

Terza mostra in programma, quella dedicata ai prototipi da leggenda Porsche che copriranno 30 anni di Porsche a Le Mans a 50 anni dalla vittoria del 1970 che vide le auto di Stoccarda conquistare primo, secondo e terzo posto contemporaneamente.

Gli altri highlights del salone: l'anteprima europea dell'ammiraglia per definizione, la nuova Mercedes classe S. La nuova Bentayga, l'innovativo SUV Bentley dal design mozzafiato. E due veri bolidi McLaren, la 720 Coupé e la 600LT Spyder.

Per il settore moto, da segnalare la crescita anno su anno, coronata dal lancio italiano della possente R 18, la top cruiser per eccellenza e campione della tradizione BMW. E ancora moto sia per la prima partecipazione a Padova dell'Esercito Italiano che per la collezione Morbidelli, di cui ASI ha acquisito oltre 70 esemplari anteguerra.

Tante le curiosità. La vettura più antica? La Bugatti T13 che compie 100 anni. Una delle più rare? La sportiva ASA 1000 GT del 1965, la famosa "ferrarina" nata da un'idea di Enzo Ferrari, telaio di Giotto Bizzarrini, meccanica di Carlo Chiti e carrozzeria Bertone, design di un giovanissimo Giorgetto Giugiaro. Un vero e proprio dream team. E nello stand di Aci Storico una chicca direttamente dalla Presidenza della Repubblica: la Maserati quattroporte blindata del 1983 che accompagnava il Presidente Sandro Pertini durante i suoi impegni istituzionali.

Non manca ovviamente il fulcro di Auto e Moto d'Epoca, che ogni anno attira collezionisti ed appassionati da tutto il globo: il mercato delle auto, che tra dealer specializzati e privati riesce a coprire tutto il mondo della storia e della cultura dei motori. Dalle auto classiche alle instant- classic, passando per le auto che hanno rivoluzionato il settore e quelle che ci hanno fatto sognare. Una carrellata di modelli in esposizione dove storia, cultura, innovazione ed ingegno si fondono e caratterizzano ogni momento della visita. E ancora ricambi ed automobilia. Vecchie targhe, libretti del secolo scorso, cruscotti, volanti, contachilometri, spinterogeni, bulloni, cerchi e insegne: un padiglione intero dedicato ai ricambisti con un'infinità di oggetti da scoprire, acquistare o anche solo ammirare.

E la passione continua e si respira tra i tanti club storici presenti, da sempre uno dei motori del Salone. Padova, quest'anno più che mai, è uno spazio privilegiato dove incontrarsi, presentarsi ai nuovi soci, annunciare raduni e programmi. Dopo l'isolamento e la sospensione di tante attività, il ritrovarsi a Padova acquista un significato in più: vivere assieme la passione comune. Si celebreranno, inoltre, molti anniversari: i 110 anni di Alfa Romeo e gli 85 del marchio Jaguar; i 60 di Lancia Flavia e i 50 di Range Rover, solo per citarne alcuni.

Non mancheranno, infine, le altre anime del Salone: gli stand dedicati al modellismo, gli insostituibili artigiani del restauro e il percorso arts&crafts, tra capi vintage, eleganti bauli storici, abbigliamento sportivo, editoria, oggettistica da collezione.

Si parte dunque giovedì. All'insegna della passione, del coraggio e dei sogni. Un segnale di ripresa per tutto il settore. "Un'edizione così non era scontata quest'anno", ha detto l'organizzatore Mario Carlo Baccaglini. "Ma è proprio questa la magia di Auto e Moto d'Epoca: con la passione alla guida non ci sono risultati impossibili". 

Il Salone Auto e moto d'epoca di Padova si terrà regolarmente: dal 22 al 25 ottobre appuntamento con la bellezza e la storia dei motori (VIDEO)

"Auto e Moto d'Epoca Padova è il più grande mercato di auto e ricambi d’epoca d’Europa, e rappresenta da anni l’appuntamento internazionale più importante per gli appassionati di motori e della più vasta cultura legata all'automotive", si legge sul sito della manifestazione, che, come annunciano gli organizzatori, è confermato, in linea con le ultime disposizioni e nel pieno rispetto dei protocolli sanitari


A seguito del nuovo DCPM del 13 ottobre 2020 con le ultime disposizioni anti coronavirus, Intermeeting Spa, organizzatore del Salone Auto e Moto d’Epoca all’interno del quartiere fieristico Fiera di Padova, sottolinea nuovamente la conferma della manifestazione nelle date 22/25 ottobre 2020.

Evento che si svolgerà nel rispetto delle normative vigenti in tema di sicurezza e nell’adozione dei protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’art. 2 dell’ordinanza 3 febbraio 2020 n. 630.

Per tutte le informazioni vi invitiamo a visitare il sito: www.autoemotodepoca.com

Per la sicurezza e sulle norme anti coronavirus della Fiera di Padova: www.fieradipadova.it/fiera-sicura/

L’organizzazione invita il pubblico di visitatori ad acquistare i biglietti online.

Acquistando il proprio ticket on line – sul sito della fiera – non solo si evitano le file ai desk della biglietteria, ma si ha la possibilità di accedere in fiera attraverso ingressi dedicati, evitando assembramenti e lunghe attese.

Non resta che aspettare il weekend del 22 25 ottobre per andare a visitare Auto e moto d’epoca nella Fiera di Padova.

Incentivi auto, nessun rifinanziamento. Niente bonus per benzina e diesel di ultima generazione: così il governo spegne il motore del mercato

Fondi terminati e niente rifinanziamento nella conversione in legge del "decreto Agosto" per le automobili che inquinano tra i 61 e 110 grammi di CO2 al chilometro. In sostanza aiuti finiti per la maggior parte di macchine motorizzate a benzina o diesel di ultima generazione in vendita, oltre ad alcuni modelli Gpl. Unrae, l'Associazione delle case automobilistiche estere, e Federauto, che rappresenta i concessionari protestano: "Si tratta di una scelta che sfiora l’autolesionismo, visto che gli incentivi già varati e presto esauriti non solo hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno prodotto in poche settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al PIL"


Bonus auto, le novità per gli incentivi di Euro6, ibride ed elettriche -  MotorBox

Il programma di incentivi alla rottamazione sembra destinato a una fine prematura dopo poco più di due mesi dall’avvio delle agevolazioni. A dispetto delle indiscrezioni e anche di alcune dichiarazioni pubbliche, l’atteso rifinanziamento non è stato inserito nel testo di conversione in legge del decreto Agosto approvato settimana scorsa dal Senato. 

Il passaggio alla Camera. È ancora possibile una modifica del decreto durante il passaggio alla Camera, ma a oggi le chance sono esigue e alcune associazioni di settore hanno lanciato un allarme sugli effetti di uno stop alle agevolazioni, soprattutto alla luce degli effetti positivi finora riscontrati tra tante difficoltà e molti vincoli. Ad agosto le immatricolazioni sono risultate sostanzialmente stabili nel confronto con l’anno scorso e a settembre hanno messo a segno un consistente rimbalzo proprio grazie alla spinta degli incentivi alla rottamazione. Non sono mancate criticità, tra cui l’ammontare limitato di risorse destinate a particolari fasce di auto (quelle con emissioni di CO2 tra 91 e 110 g/km) e i vincoli imposti ai concessionari nella presentazione delle istanze per accedere al programma. Ecco perché negli ultimi giorni le associazioni di rappresentanza del settore automobilistico hanno spesso chiesto al Governo di intervenire, magari spostando fondi da una fascia all’altra dei veicoli incentivabili dopo l’esaurimento delle risorse. Ora da Roma è arrivato un sostanziale rifiuto ad accogliere le richieste del comparto con la decisione di non inserire il rifinanziamento degli incentivi per lo svecchiamento del parco auto.

L’autolesionismo del Governo. “Si tratta di una scelta che sfiora l’autolesionismo, visto che gli incentivi già varati e presto esauriti non solo hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno prodotto in poche settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al Pil. Le misure, che si sono complessivamente autofinanziate, hanno infatti fruttato ulteriori 58 milioni di euro incrementali in gettito Iva, oltre ai maggiori introiti legati all’immatricolazione dei veicoli, tra cui l’Ipt”, affermano Federauto e Unrae. “I dati diffusi nei giorni scorsi sulla confortante ripresa del mercato grazie agli incentivi - aggiungono le due associazioni - sono la dimostrazione tangibile di quanto sia stato efficace questo strumento. Rispetto al mese di settembre dello scorso anno assistiamo, nello stesso periodo, all’immatricolazione di oltre 13.600 vetture in più (+9,5%) e ad un incremento del 47,4% di auto rottamate. Inoltre, il beneficio ambientale è palpabile: le emissioni medie di CO2 delle vetture immatricolate sono scese a livelli minimi (da 118,4 a 105,6 g/Km), circa l'11% in meno".

Necessario intervenire. Pertanto, secondo Federauto e Unrae, "è necessario un intervento urgente, da parte del governo e della politica", per sostenere un settore, quello dell’auto, che vale il 10% del Pil italiano e sostiene anche "migliaia di piccole e medie aziende, con decine di migliaia di posti di lavoro attualmente a rischio". "In questa fase particolarmente delicata per l’economia nazionale, non rifinanziare una misura così importante sarebbe un errore imperdonabile. Vanno garantite norme efficaci e di lungo periodo che consentano al consumatore la necessaria chiarezza per non deprimerne la propensione all’acquisto e agli operatori del settore un'adeguata pianificazione delle proprie attività produttive e commerciali”, proseguono le due associazioni lanciando, infine, un appello: "Chiediamo, pertanto, al governo di assicurare che i fondi esauriti o in via di esaurimento vengano rifinanziati per i restanti mesi del 2020 con l'obiettivo di non disperdere i volumi incrementali ottenuti con gli incentivi e quindi assicurare un ritorno certo sull'investimento pubblico fatto continuando anche il cammino virtuoso intrapreso di riduzione delle emissioni ambientali". Federauto e Unrae hanno inoltre ribadito la loro disponibilità a condividere con l’Esecutivo le proprie proposte per sostenere la decarbornizzazione del settore e per accompagnare la transizione verso la mobilità a zero emissioni.

 

(Fonte: quattroruote.it)

Due leggende del rally; la Alpine-Renault e la Lancia Stratos

Due nomi legati indissolubilmente alle imprese sportive, le imprese di queste leggere e compatte due posti sono entrate nella storia dei rally, protagoniste a cavallo degli anni ’70, di grandi duelli anche con Porsche.


La Lancia Stratos è un'auto sportiva prodotta dalla casa automobilistica italiana Lancia. Venne disegnata da Marcello Gandini per Bertone ed equipaggiata con motore e cambio V6 Ferrari Dino espressamente per distinguersi nei rally e superare la prepotenza vincente della Alpine-Renault. Grandi avversarie agguerrite nei rally troviamo anche la Fiat 124 Abarth Rally e la 131 Abarth Rally. La Stratos vincerà poi 3 Campionati del Mondo Rally (1974, 1975, 1976).

La Alpine-Renault destinata a dominare i rally in tutta Europa, dagli anni ‘60 per più di un decennio, la A110 fu capace di battere tranquillamente leggende dello sterrato come la Lancia Fulvia HF. Peso a vuoto, sui 600 kg, niente, le metti le ali e vola, assurdo, a pensarlo oggi, schema “fuoribordo” col motore posteriore a sbalzo e trazione posteriore, da Porsche 911. 

Sentiamo la storia di queste due storiche auto dalla voce di Giorgio Bungaro che al salone Milano AutoClassica, si è soffermato a contemplare queste due regine del passato. (VIDEO)

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