updated 6:28 PM UTC, Oct 30, 2020

Open Arms, Salvini: "Voto politico per processo politico. Ho difeso la patria, ho fatto il mio dovere". E attacca Renzi: "Che triste fine, uno Scilipoti qualunque..." (VIDEO)

"Io stasera torno a casa con un processo ma a testa alta", attacca Matteo Salvini nel corso del suo intervento nell'Aula del Senato prima che venga votata l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il caso Open Arms. Nel mirino di Salvini finisce soprattutto Matteo Renzi, il leader di Italia Viva che, contraddicendo quanto fatto settimane fa in commissione, aveva da poco annunciato il "sì" al processo. Il leader leghista è durissimo: "Preferisco il silenzio del M5S, in imbarazzo, alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia". Salvini ha notato pure l'abbondante presenza in Aula di senatori a vita: "Mi confermo nell'idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni". A margine dell'intervento l'intervista fuori da Palazzo Madama: "Sono orgoglioso di quello che ho fatto" - (VIDEO)


Il Senato vota sull'autorizzazione a procedere nei confronti di ...

"Si è già capito che il voto è politico". Matteo Salvini apre così il suo intervento al Senato nella discussione sul caso Open Arms. "Ringrazio il governo per la sua abbondante presenza. Non era dovuta, ma se la forma è sostanza, ringrazio i banchi vuoti del governo che dimostrano il rispetto per quest'Aula", esordisce il leader della Lega.

"Noto l'abbondante presenza dei senatori a vita e mi riconfermo nell'idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni. Noto il fatto che non sia intervenuto nessuno del M5S, evidentemente questo sottolinea l'imbarazzo. Preferisco il bel tacer del M5S alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia. Con tutto il rispetto per Ugo Tognazzi e Amici miei, più seri di qualche senatore presente in quest'aula", afferma ancora Salvini, richiamato dal presidente Casellati per il linguaggio. "Triste fine passare, per quanto riguarda il senatore Renzi, dall'avere De Gasperi come modello a comportarsi come uno Scilipoti qualunque", prosegue.

Salvini cita l'articolo 52 della Costituzione: "La difesa della patria è sacro dovere del cittadino", dice, prima di affermare che "di questa vicenda, mi rammarico perché dovrò spiegare ai miei due figli che papà non va a processo perché è un delinquente ma perché ha fatto il suo dovere di cittadino e di ministro della Repubblica. Delle critiche politiche mi frega zero". "Quello che è successo è agli atti", dice rivolgendosi al "mancato presidente Grasso", ironizzando sulla mancata nomina dell'esponente di Leu alla presidenza della commissione Giustizia. "Questa è una nave pirata", dice ripercorrendo la vicenda. "Se c'è qualcuno che ha commesso un crimine è il comandante di questa nave pirata".

"Io stasera torno a casa a testa alta, con un processo, ma a testa alta. Io vi ringrazio, mi fate un regalo a mandarmi a processo, vado a testa alta e con la schiena dritta", conclude. "Oggi si manda Salvini a processo politico. Domani, siccome la ruota gira e toccherà a qualcuno di voi, la Lega starà dalla parte delle garanzie e della libertà del Parlamento. Non vi manderemo in un'aula di tribunale, saranno i cittadini a giudicarvi".

Pd-M5S, divisi a Bruxelles e separati in Puglia: tra Mes e Regionali, l'alleanza che sostiene Conte traballa. Scuola, tasse, legge elettorale: tutti gli scontri. E Renzi fa la spina nel fianco

All'Europarlamento i due partiti hanno votato in modo diverso su un emendamento presentato dalla Lega. A Roma posizioni distanti nella maggioranza su scuola e fisco. Il ministro Speranza chiede 20 miliardi per la sanità, mentre il Pd avanza l'ipotesi di una Bicamerale per la regia della spesa. Italia Viva si è schierata con il centrodestra, contro i Dem, per evitare che si esaminasse la riforma della legge elettorale entro l'estate anche in Commissione. E i problemi sono anche sul territorio in vista delle elezioni amministrative. Crimi: "In Puglia correremo da soli. Il contrasto alle politiche di Emiliano non è archiviabile"


Conte, Zingaretti e il settembre fatale - Il Foglio

Pd-5Stelle, quante divergenze. E Conte si preoccupa

Pd e M5S si sono divisi a Bruxelles sul Mes. I due partiti hanno votato in modo diverso sull'emendamento presentato dalla Lega e dal gruppo Identità e democrazia alla risoluzione sulle conclusioni del Consiglio europeo straordinario. L'emendamento, poi bocciato e a favore del quale si sono schierati Lega, Fdi e M5s, chiedeva di respingere un utilizzo del Mes finalizzato a stimolare l'economia in seguito alla crisi della Covid-19. Posizioni distanti nella maggioranza su scuola e fisco. Il ministro Speranza chiede 20 miliardi per la sanità, mentre il Pd avanza l'ipotesi di una Bicamerale per la regia della spesa. Italia Viva si è schierata con il centrodestra, contro i Dem, per evitare che si esaminasse la riforma della legge elettorale entro l'estate anche in Commissione. 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà nell'Aula della Camera il prossimo 29 luglio alle 9.30 comunicazioni sulla situazione del contrasto dell'emergenza Covid e sullo stato di emergenza. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Sulla questione dello Stato d'emergenza torna con nettezza Matteo Salvini: "Non c'è un' emergenza sanitaria in corso, chi vuole prorogare lo stato di emergenza è un nemico dell'Italia. Noi non li facciamo uscire dall'Aula, ci stanno loro chiusi, gli italiani meritano respiro e libertà. Ieri non hanno deciso in Cdm, se vogliono questo non esiste, non c'è motivo".


"Non ci siamo mai sottratti al confronto ma lo facciamo se ci sono i presupposti. Lo so che c'è un dibattito sula Puglia, so che tanti stanno spingendo ma voglio confermare, senza ombra di dubbio che in Puglia corriamo da soli. Ci abbiamo ragionato ,ma le politiche fatte da Emiliano noi le abbiamo contrastate, non possiamo archiviare questo". Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi ai microfoni di Radio anch'io, su RadioUno, sottolineando che dalle Regionali "non ci sarà nessun impatto sul governo".

Intanto Bonetti diffida Emiliano sulla doppia preferenza di genere. "Per quanto riguarda la politica bisogna introdurre principi di parità. Mi duole dire che abbiamo delle regioni che non hanno ancora adeguato la loro legge regionale con la doppia preferenza di genere. Una tra tutte, la Puglia, e come governo siamo stati costretti a mandare una diffida al Consiglio regionale perché si adegui a quella norma. Non si capisce perché non ci si debba adeguare, a meno che non si voglia escludere un pezzo di cittadinanza, quello femminile, da un diritto fondamentale, l'accesso alle cariche elettive. Il presidente Emiliano si assuma la responsabilità d avere ricevuto una diffida dal governo, vada in Consiglio regionale e si voti, a viso aperto, non con voto segreto, una norma di diritto fondamentale". Lo ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Italia Viva Sicilia live.

Sondaggi politici, boom di Giorgia Meloni: sfonda quota 15% e mette nel mirino il M5S. Lega sempre primo partito, stabile il Pd, Renzi non entrerebbe in Parlamento

Lorenzo Pregliasco (YouTrend) presenta la supermedia dei sondaggi elettorali della settimana del 17 luglio: Fratelli d'Italia non solo torna a crescere (+0,5%) ma fa registrare anche un nuovo record, sfondando infine quella soglia "psicologica". Si riavvicina al Movimento 5 Stelle (fermo al 16,0%), da cui lo separa ormai meno di un punto. Lega sempre in testa in lieve calo, i dem rimangono sotto di 5 punti. Italia Viva dell'ex premier sotto il 3%, sorpassata da La Sinistra


Fratelli d’Italia supera il 15% e arriva a un punto dal M5S. La Lega si conferma il primo partito nelle intenzioni di voto, anche se in calo. Piccola flessione anche per il Pd che rimane al secondo posto al 20,2%. È quanto emerge dall’ultima rilevazione della Supermedia dei sondaggi politici elaborata da YouTrend per Agi, che mostra come i primi quattro partiti in Italia siano racchiusi in una forbice di appena 11 punti percentuali.

I dati per ogni partito

La Lega, sempre al primo posto nelle intenzioni di voto, perde altri 4 decimi e va al 25,4%. Seguono il Partito Democratico (20,4%) e il Movimento 5 Stelle (16%). Fratelli d’Italia cresce di mezzo punto e supera per la prima volta il 15%, portandosi a meno di un decimo dal M5S: la distanza tra i due partiti non era mai stata così ristretta. Forza Italia (7,2%) sale di 4 decimi su base bisettimanale, mentre l’area riconducibile alla lista La Sinistra (3%) sorpassa Italia Viva (2,9%). Chiudono il quadro Azione (stabile al 2,7%), +Europa (in crescita al 2,1%) e i Verdi (in lieve calo all’1,6%).

Le aggregazioni per aree parlamentari

Aggregando i risultati sulla base degli attuali equilibri parlamentari, la maggioranza che appoggia il governo Conte otterrebbe il 42,2%, 6 punti e mezzo in meno rispetto all’opposizione di centrodestra (48,7%). Osservando invece le percentuali sulla base delle coalizioni che hanno preso parte alle elezioni politiche del 2018, il centrosinistra avrebbe il 28,1%, più di 20 punti in meno rispetto alla coalizione del centrodestra unito.

Nota metodologica

La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, realizzati dal 2 al 15 luglio dagli istituti Ipsos, Ixè, SWG e Tecnè. La ponderazione è stata effettuata il giorno 16 luglio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale.

Governo bloccato in autostrada: maggioranza divisa sulla revoca della concessione ad Aspi, slitta il Consiglio dei ministri. Il M5S spinge, Conte: "Abbiamo soluzioni". Tensione con i renziani

Ore decisive per il governo sulla revoca della concessione autostradale ad Aspi: il dossier sarà sul tavolo del Cdm, che è slittato e ora è previsto alle 22 di stasera. Conte chiede "una decisione globale", afferma che "se i ponti crollano, bisogna sanzionare i responsabili" e assicura che in caso di revoca "abbiamo le soluzioni". Atlantia pubblica sul suo sito la proposta ed auspica che "le decisioni siano basate solo su aspetti tecnici ed economici"


Autostrade e nomine, M5s nell'angolo - IlGiornale.it

ll Consiglio dei ministri che vedrà sul tavolo l'informativa del premier Giuseppe Conte su Autostrade, a quanto si apprende, si terrà alle 22 di questa sera. La riunione era prevista, inizialmente, per questa mattina alle 11 ma una convocazione ufficiale non era ancora arrivata. Sul tavolo del Cdm ci dovrebbe inoltre essere il Dpcm per le nuove misure di contenimento anti-Covid; quelle attualmente in vigore scadono oggi. 

Sul piatto anche l'ipotesi commissariamento. "E' l'unico modo per avviare la revoca", dice Giancarlo Cancelleri, viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, (M5S) a Rai Radio1 Radio anch'io rispondendo a una domanda sull'ipotesi del commissariamento, che, prosegue il viceministro: "Avviene attraverso la revoca di Aspi per cui non si perde neanche un posto di lavoro". "La società - dice Cancelleri- continuerebbe a lavorare attraverso un commissario governativo. Dopodiché si mette al bando la concessione. Poi c'è il tema dei controlli di sicurezza. Noi come M5s stiamo proponendo che Anas subentri solo nella parte di controlli di sicurezza." E poi ancora: "Io oggi credo che il consiglio dei Ministri sia chiamato a prendere una decisione politica. Gli atti conseguenziali arriveranno dopo. Non dico che ci sia la revoca se dovessero arrivare delle proposte all'ultimo minuto da parte di Aspi che vanno nella direzione che è stata più volte indicata dal premier Conte. Ma questo deve contemplare la fuoriuscita totale dall'azionariato da parte di Benetton" .

Intanto parla il presidente di Edizione. "Quello che è accaduto - dice Gianni Mion - il crollo del ponte di Genova, le vittime e le sofferenze provocate, quello che è emerso dopo la tragedia, rende comprensibile la posizione del Presidente del Consiglio. E' tuttavia nostro dovere difendere le due aziende, Aspi ed Atlantia, ed i loro dipendenti, finanziatori ed azionisti. Mi auguro che si possa trovare una soluzione equa nell'interesse di tutti: cittadini, lavoratori, risparmiatori ed investitori".

Oggi - dunque - il premier farà la sua informativa in Cdm, il rischio della conta è dietro l'angolo.

Perché il dossier Aspi riapre la falla tra Conte e Iv. "No a slogan populisti, la revoca è facile da dire, difficile da fare", sottolinea Matteo Renzi mentre in serata Michele Anzaldi, schierandosi di fatto al fianco di Matteo Salvini che annunciava una segnalazione alla Consob sulle parole del premier, attacca: "il crollo di Atlantia in Borsa ha danneggiato migliaia di piccoli azionisti.E' inevitabile una verifica dell'organo di vigilanza".

Sulla linea dura, oltre a Leu si allinea anche il Pd, e lo fa con Nicola Zingaretti: "La lettera di Aspi è deludente, i rilievi del premier sono giusti", spiega il segretario Dem, che chiede un assetto societario che veda lo Stato al centro di una nuova compagine azionaria. Rilievi, quelli di Conte, che il premier in una doppia intervista a La Stampa e al Fatto Quotidiano, mette nero su bianco: "I Benetton ci prendono in giro, questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull'altare dei loro interessi privati". L'intervista arriva come un macigno nel dibattito politico e sui mercati con il tonfo del titolo di Aspi in Borsa. E la replica dei Benetton non si fa attendere.

"Abbiamo sempre rispettato le istituzioni: quando in passato è stata sollecitata ad entrare in diverse società così come oggi", è il messaggio che filtra da ambienti vicini agli imprenditori veneti. Ma Conte va per la sua strada. E il dossier Autostrade lo "segue" anche al castello di Meseberg, nel bilaterale con la cancelliera Angela Merkel. Fonti qualificate di governo negano che il nodo Aspi sia stato oggetto del colloquio tra Conte e Merkel ma, di certo, è tra i protagonisti della conferenza stampa congiunta che segue al bilaterale. Prima di salutare il suo omologo italiano, la cancelliera si lascia scappare una battuta: "sono molto curiosa di sapere come andrà il Cdm".

Forse perché dentro c'è anche, come socio di minoranza, la tedesca Allianz. Il blitz di Conte, di certo, mette in allarme l'altro socio di minoranza, il fondo cinese Road Silk, che, chiede "notizie" all'ambasciatore italiano a Pechino.

Alle 22, dunque, il dossier ci sarà. "Tutti i ministri saranno nelle condizioni di conoscere i dettagli" della vicenda, "ora è necessaria una decisione", ribadisce il premier. Riunione che non sarà decisiva per le sorti di Aspi ma durante la quale non è esclusa una conta con tanto di nuovo scontro interno al governo. "Non arretreremo", avverte il capo politico Vito Crimi. "Abbiamo massima fiducia nelle parole di Conte", sottolinea Luigi Di Maio attaccando, allo stesso tempo, Matteo Salvini: "falso e ipocrita, al governo era alleato dei Benetton".

"Se sei un uomo delle istituzioni, non fai come al bar, aspetti la magistratura", è invece l'attacco che Renzi, in serata, recapita a Palazzo Chigi. La linea di Conte, al di là delle tensioni, ha tuttavia delle affinità sia con quella del Pd e anche con quella di Iv: la centralità dello Stato, magari attraverso Cdp (citata da Renzi), nella futura società di gestione di Autostrade.

Il nodo sta nella quota che, nelle strategie dei partiti, deve restare nelle mani dei Benetton: Pd - e soprattutto Iv - sono più possibilisti laddove il M5S li vuole letteralmente fuori dal Cda di Aspi. La vicenda, non a caso, viene seguita con attenzione anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che auspica che la questione si risolva nel migliore dei modi e senza contraccolpi nel governo. Contraccolpi che, nel M5S, sono ben evidenti. Tanto che, a sera, un'autorevole fonte pentastellata spiega: "se superiamo lo scoglio Aspi il governo avrà vita lunga, magari con la possibilità di un rimpasto a settembre".

Resta da vedere se davvero il governo arriverà ad imporre una revoca ( o una decadenza del contratto, che potrebbe avere ripercussioni finanziarie minori). Il dl milleproroghe dà a Conte la possibilità di farlo. Le conseguenze economiche e politiche sono tutte da decifrare. "In caso di revoca abbiamo delle soluzioni", assicura il premier gettando acqua sul fuoco dalla Germania.

Conte soddisfatto dei suoi ministri: "Non vedo un rimpasto all'orizzonte". Berlusconi: "Nessuna disponibilità di Forza Italia a sostenere il governo"

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parla alla tv spagnola e fa il punto sul lavoro del governo, ma anche su emergenza Covid, rapporti internazionali e Mes. Intanto Silvio Berlusconi replica alle ipotesi formulate sull'onda delle dichiarazioni di Romano Prodi che non escludeva un ingresso nella maggioranza da parte di Forza Italia: "Noi in prima linea nell'evidenziare l'inadeguatezza dell'attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani"


Un rimpasto nella squadra di governo dopo le regionali fissate a settembre? "No, non vedo all'orizzonte un rimpasto di governo, sono soddisfatto della squadra dei ministri". Lo assicura il premier Giuseppe Conte, in un'intervista all'emittente spagnola Nius. "Abbiamo appena approvato un decreto molto importante per l’Italia, il Dl semplificazioni - prosegue il presidente del Consiglio - che taglia la burocrazia, che consente di accelerare la spesa per gli investimenti, sblocchiamo tantissimi cantieri. Abbiamo individuato circa 130 opere strategiche per le quali vogliamo correre molto speditamente, abbiamo un piano di rilancio condiviso con tutta la società italiana, stiamo lavorando a questo, siamo molto concentrati, non vedo rimpasti all’orizzonte”.

CORONAVIRUS - Una nuova ondata Covid post estate? "Alcuni esperti ragionano, è un dibattito pubblico, ragionano di una seconda ondata. Io non so se arriverà, anche perché non sono uno scienziato, e mi pare capire che essendo questa pandemia un nuovo virus le previsioni son difficili. Dico solamente che se ci dovesse essere una nuova ondata l'Italia è attrezzata per mantenerla sotto controllo". A chi gli domanda se gli italiani abbiano ormai abbassato la guardia sulle misure di contenimento, "ho un atteggiamento di fiducia - risponde il presidente del Consiglio - occorre attenzione ma anche fiducia. In questo momento i cittadini italiani devono affrontare la ripresa delle attività economiche sociali e culturali con tranquillità. Devono rispettare le poche regole di distanziamento, l’utilizzo della mascherina se non c’è distanziamento ma la vita in Italia deve riprendere, tutte le attività devono riprendere. Abbiamo potenziato la risposta del sistema sanitario, fatti milioni di test, abbiamo anche elaborato un piano di monitoraggio molto dettagliato che ci consente di controllare tutte le aree territoriali: sono fiducioso, abbiamo tutte le condizioni per affrontare l’estate e anche l’autunno".

OLANDA - Al presidente olandese Mark Rutte "spiegherò che abbiamo fretta nell'interesse di tutti, non solo nostro ma anche dell'Olanda. Più rischiamo di ritardare più rischiamo di elaborare una risposta inefficace. Se noi lasciamo che si distrugga il mercato unico i danni saranno anche per l'Olanda non solo per Italia, Spagna, Portogallo e Francia. Anche l'Olanda beneficia dal mercato unico, si avvale dell'economia europea. Quindi anche nel loro interesse è una reazione chiara e immediata".

MES - Il ricorso al Mes "non è mai stato un tabù: ho semplicemente detto che non puntiamo sul Mes perché non è la risoluzione dei nostri problemi. Noi abbiamo bisogno del Recovery Fund, dopo valuteremo se nell'interesse dell'Italia usare anche il Mes. E valuteremo in modo trasparente la regolamentazione della linea di credito del Mes".

"Ogni Stato deve misurarsi con la propria opinione pubblica e il proprio Parlamento. Non è che non voglio parlare di Mes per non affrontare il problema e fuggire alle mie responsabilità - assicura il presidente del Consiglio - è che affrontarlo adesso significa fare una battaglia astratta, che addirittura può diventare ideologica. In Italia c'è chi dice sì al Mes per principio e chi dice no al Mes per principio. A me interessa un approccio pragmatico e quel che serve alla comunità nazionale".

"Una volta finito il negoziato avremo gli strumenti, li studieremo uno per uno, aggiorneremo la valutazione anche con i flussi di cassa e io andrò in Parlamento a fare una proposta. Alla luce della situazione attuale, credo che queste sono le proposte e se ci sono delle alternative le proporrò e ne discuterò con il Parlamento in modo molto trasparente. Mi assumerò la responsabilità di fare anche una proposta", assicura.

BERGAMO - Sul lockdown a Bergamo, finito al centro di un'inchiesta giudiziaria, "non ho avuto richieste dalla Confindustria. L'ho letto sui giornali, non è una cosa che mi riguarda, le valutazioni sono state fatte senza ascoltare Confindustria, assolutamente no".

 

FORZA ITALIA: "NESSUNA DISPONIBILIA' A SOSTENERE IL GOVERNO"

"Non vi è né da parte del presidente Berlusconi, né del Movimento Politico Forza Italia alcuna disponibilità a fornire un sostegno politico al governo Conte. La disponibilità alla collaborazione istituzionale, già espressa nella storia di Forza Italia nei confronti dei governi in carica, qualunque essi siano, nei momenti in cui sono in gioco vitali interessi nazionali, non ha in alcun modo il significato di una partecipazione o di un atteggiamento benevolo, oggi o in futuro, verso l’attuale maggioranza o verso altre formule politiche incoerenti con la volontà degli elettori". E' quanto si legge in una nota della segreteria politica di Silvio Berlusconi smentendo un retroscena pubblicato oggi dal 'Fatto quotidiano' su un presunto interessamento del gruppo Mediaset a una Newco di rete.

"Al contrario - si sottolinea - Forza Italia, pur mantenendo un comportamento responsabile e costruttivo, è in prima linea nell’evidenziare l’inadeguatezza dell’attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani".

Taglio dell'Iva, 5Stelle e Pd frenano Conte: "Costa troppo". Gualtieri: "Ipotesi temporanea". Salvini e Meloni all'attacco: "Idea durata 18 ore. Imbarazzante, solo spettacolo"

L'ipotesi lanciata domenica, a conclusione degli Stati generali, da dal premier, Giuseppe Conte, di tagliare l’imposta sui consumi e supportare la ripresa economica ha suscitato perplessità nella maggioranza e in Bankitalia. Tra contestazioni sull'irrilevanza effettiva, sugli effetti onerosi per le casse e la necessità di riformare il fisco in modo strutturale, Palazzo Chigi e il ministero dell'Economia ora valutano alternative e aggiustamenti. L'opposizione dice che abbassare le tasse è una priorità ma critica il metodo propagandistico e la politica degli annunci da parte del presidente del Consiglio


Mes, Travaglio difende Conte: 'Risponde alle calunnie di Meloni e ...

Una 'sforbiciata' dell'imposta sui consumi. Questo quanto sta valutando il governo, con il premier Giuseppe Conte che però ieri ha tuttavia parlato di misura a tempo, correggendo il tiro: "Abbiamo detto che avremmo valutato questa possibilità, è chiaro che un calo dell’Iva costa moltissimo. Si è valutata l’ipotesi - ha chiarito intervistato dal Fatto Quotidiano - di una riduzione per un breve periodo di tempo. A regime si potrebbe valutare un piano cashless, è uno dei miei cavalli di battaglia. Su quello sono un testardo".
Un taglio dell'Iva temporaneo sulla falsariga del modello tedesco è una delle "opzioni" in esame, insieme alle altre sul tavolo, ha ribadito oggi il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri: "E' uno degli strumenti possibili di tipo congiunturale" che va distinto dagli interventi strutturali, spiega. "Noi - aggiunge - stiamo valutando tutti i possibili interventi congiunturali, tenendo anche conto del quadro delle risorse, dello spazio fiscale di cui si dispone e dei vari interventi necessari a luglio e quindi stiamo esaminando tutte le varie opzioni, tra le quali anche  questa, ma siamo a questo stadio ed è quello che ha anche detto anche il presidente del Consiglio". Poi, prosegue Gualtieri, "ho visto che si è animato un dibattito che ci ha tutti un po' divertito, il governo esamina tutti gli scenari e poi prenderà le sue decisioni". 

In ogni caso, l'ipotesi al momento non ha raccolto l'entusiasmo degli alleati, con la reazione del M5S: "Sul tema fiscale - hanno dichiarato in una nota i deputati pentastellati della commissione Finanze - siamo pienamente d'accordo con chi evoca la necessità di una riforma complessiva e di una eventuale riduzione dell'Iva, ma l'urgenza del momento riguarda soprattutto le scadenze di giugno. A partire dalle imposte sui redditi, vale a dire saldo e acconto Irpef e Ires, ma anche in riferimento alla dichiarazione Iva e ad altri adempimenti, è necessario prorogare la scadenza del 30 giugno al 30 settembre, senza esitazioni. Il M5S ha già presentato un emendamento a prima firma Giovanni Currò. Ci auguriamo che tutte le forze politiche convergano per portare a casa il risultato. Decine di migliaia di professionisti ed imprese non aspettano altro che questo".

E un taglio dell'Iva sembra non convincere anche Bankitalia, con il governatore Visco che - senza mai nominare direttamente la riduzione della tassa - ha parlato del bisogno di una revisione del fisco, ma con una "visione complessiva" e senza un approccio "imposta per imposta" per "un piano ben costruito" e studiato per la ripartenza del Paese.

Critica l'opposizione, che punta il dito contro il chiarimento di Conte: "Sull'abbassare le tasse - ha detto stamane il leader della Lega Matteo Salvini - noi siamo sempre a favore, anche se io sono più propenso a tagliare le tasse a famiglie e imprese ma va bene. Però quanto è durata? Diciotto ore e l'ipotesi è già finita. Una situazione imbarazzante".

"Siamo basiti dalla superficialità e dalla confusione con le quali Conte ha lanciato la proposta di riduzione dell’Iva", le parole della presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, che ha aggiunto: "Tagliare le tasse è una priorità e su questo FdI sarà sempre disponibile a parlare, a patto che si faccia con serietà, responsabilità e conti alla mano. L’esatto contrario di quello che ha fatto il Governo, che ha usato questo tema per fare un po’ di spettacolo e propaganda".

LA TERZA VIA - Sulla falsariga del piano tedesco di tagliare l'iva per contribuire a risollevare l'economia dalla crisi del Covid, anche l'Italia ragiona su una possibile riduzione dell'imposta sul valore aggiunto. Un intervento temporaneo come quello tedesco che si estende dal 1 luglio 31 dicembre, avrebbe il beneficio di poter essere finanziato anche con risorse dei piani europei, ma non scioglierebbe il nodo di rendere il sistema più equo e semplice attraverso una più ampia riforma fiscale.

Ma - secondo gli economisti - potrebbe esserci una terza via tra i due schemi, seppur complessa e da costruire con oculatezza: avviare un taglio temporaneo, ma predisponendolo nel quadro di una riforma più ampia.

In Germania, il cui sistema di tassazione Iva è giudicato dagli stessi economisti imperfetto, si è scelta la strada dell'intervento una tantum. Costo dell'operazione 20 miliardi, tra la sforbiciata all'Iva ordinaria dal 19 al 16% e all'Iva ridotta che passa dal 7 al 5%. Ma i precedenti di qualche anno fa in altri partner Ue dimostrano che i risultati possono essere inferiori alle aspettative. E' il caso per esempio della Gran Bretagna: durante la crisi innescata dal crollo di Lehman Brothers nel 2008-09 il Regno Unito ha tagliato temporaneamente l'Iva per 13 mesi.

Un esame dei risultati di tale politica ha evidenziato un iniziale calo dei prezzi, per poi registrare un rialzo di alcuni prodotti già nei due mesi successivi. Le vendite al dettaglio hanno comunque registrato un incremento, (+1%) ma solo l'arco d'intervento. Allo scadere del taglio c'è stata infatti un'inversione di rotta, segno che i consumatori hanno indirizzato gli acquisti nel periodo coperto dalla misura e non c'è stato un effetto traino. Nel caso francese è emerso invece come il taglio dell'imposta non si sia tradotto automaticamente in una riduzione dei prezzi, con il vantaggio fiscale - ad esempio nel caso dei ristoranti - accumulato più dalle imprese che dai clienti.

Un taglio dell'Iva temporaneo è una sorta di doping che aiuta il sistema in termini congiunturali, una misura che si addice dunque alle economie dinamiche e produttive. Nel caso dell'Italia, come indicato dallo stesso governatore Ignazio Visco, serve "una visione complessiva" e "non imposta per imposta".

E di riforma fiscale ha parlato nei giorni scorsi anche il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri al festival dell'Economia di Trento, con un refrain che resta valido, anche di più nell'era post Covid: 'abbassare le tasse a qualcuno e non alzarle a nessuno'.

 

(Fonte: Adnkronos)

Il Movimento 5 Stelle avverte Renzi: "Sfiducia a Bonafede è sfiducia al governo". Crescono malumori e sospetti nella maggioranza

Italia Viva incalza governo e maggioranza, domani possibile incontro con Conte. Alla fine il ministro della Giustizia dovrebbe farcela, ma la tensione resta alta e il pressing dei renziani sta crescendo. M5S e Pd convinti che l'ex premier sia a caccia di poltrone e spinga per un rimpasto, con l'arma della minaccia di una guerriglia parlamentare permanente


"Sono convinto che la maggioranza voterà compatta. Il ministro della Giustizia è il capodelegazione di M5S al governo ed è un ministro importante, se qualcuno nella maggioranza vota la sfiducia ovviamente è una sfiducia al governo, questo è evidente a tutti, ma sono convinto che non ci saranno sorprese". Così il capo politico M5S Vito Crimi a Skytg24 sulla mozione di sfiducia al Guardasigilli, domani al Senato.

Si tratta del primo test per la tenuta del governo nella fase 2. E' in vista di quella data che, in queste ore, Italia Viva sta alzando la posta, chiedendo un nuovo confronto con Giuseppe Conte al quale ha inviato il pacchetto di proposte sul programma di governo.

Iv chiede spazio, legando la sua richiesta alla possibilità che la mozione di sfiducia avanzata dalle opposizioni trovi anche il placet sei senatori renziani.

Possibilità sulla quale fonti di governo spiegano come, a qual punto, Matteo Renzi si prenderebbe la responsabilità della sua scelta. E' una partita a scacchi, insomma, che occuperà Conte da qui a mercoledì mattina, tanto da fargli rinviare l'intervento in Aula alla Camera da martedì a giovedì 21 sul tema delle riaperture. Nessuno, a Palazzo Chigi, per ora conferma un nuovo incontro tra il capo del governo e la delegazione di Iv. Anche perché, come spiega un membro del governo della maggioranza, "se vuoi presentare delle proposte non chiedi un incontro con il presidente del Consiglio ma con i tuoi alleati. Se vuoi incontrare solo Conte vuoi poltrone, non il sì alle tue proposte". Ma il pressing di Iv cresce di ora in ora e l'incontro alla fine, potrebbe esserci domani. "Per il nostro gruppo interverro' io in Aula.

I numeri sono ballerini e Italia Viva potrebbe essere decisiva", scrive Renzi lanciando una sorta di sondaggio dalla sua e-news sull'operato di Bonafede. Nel merito dei contenuti due sono i temi chiave su cui Iv insiste: quella della giustizia (la prescrizione, in particolare) e il piano shock sui cantieri per la ripartenza economica del Paese. Sul secondo punto Conte ha messo in campo una contromossa, assorbendo, in linea di principio, il piano di Iv nel decreto su semplificazioni e investimenti al quale il governo lavorerà nei prossimi giorni.

Giorni in cui, dall'Europa, arriveranno anche le notizie decisive per la definizione del Recovery Fund. E la proposta franco-tedesca sui 500 miliardi di aiuti, in chiave interna, potrebbe dare una mano al premier: si tratta di trasferimenti a fondo perduto e quindi adatti a sostituire quei 36 miliardi che metterebbe in campo il Mes. Una simile ipotesi, in teoria, potrebbe porre Conte nelle condizioni di far votare il Parlamento sull'intero pacchetto specificando la non attivazione del Mes e aggirando la possibile frattura del M5S. Di certo, per il premier, inizia la fase più delicata. Il pressing di Confindustria non accenna a diminuire così come il rischio che le Regioni, sulle aperture, vadano in ordine sparso.

Italia Viva di Renzi agita di nuovo il governo: "Dialogo con Pd e M5S, il problema è Conte". La minaccia sulla mozione contro Bonafede: "Il premier non dia per scontato il nostro voto"

Una voce di peso di Italia Viva raccolta dall'agenzia di stampa Adnkronos rilancia le tensioni nella maggioranza che sostiene Giuseppe Conte e riconsegna al partito di Renzi il ruolo di spina nel fianco dell'esecutivo. Dalla fonte accuse, allusioni e minacce: "Morire per morire almeno lo facciamo tenendo fede ai nostri principi"


Giurano che non è un bluff, assicurano che una valutazione seria è in corso e che, se entro mercoledì, non ci sarà un chiarimento con il premier Giuseppe Conte ogni scenario è aperto. Italia Viva è sul piede di guerra. E la mozione Bonino su Alfonso Bonafede potrebbe essere lo strumento per il redde rationem. "Conte non dia per scontato che tanto votiamo contro", dice un big Iv all'Adnkronos.

C'è irritazione perché dopo l'ultimo incontro a palazzo Chigi con il premier che aveva, pur nelle difficoltà, aperto un canale di dialogo, i rapporti si sono di nuovo interrotti. "Conte è scomparso. C'erano delle questioni aperte sulle quali tornare e invece... per carità, capiamo tutto: il decreto rilancio, le Regioni, le riaperture ma pensiamo che il premier debba anche farsi carico della tenuta del suo governo. Non si illuda che il nostro sia un bluff", prosegue la stessa fonte.

Oggi Maria Elena Boschi dovrebbe vedere il capo di gabinetto di Conte per lavorare sui punti dell'ultimo incontro: una svolta sulle politiche della giustizia in senso garantista, il piano Shock sui cantieri, il piano Bonetti sulla famiglia. "Un incontro importante - si sottolinea - ma non esaustivo. Serve un incontro politico con Conte se vogliamo cambiare passo e andare avanti".

La mozione Bonino su Bonafede è sullo sfondo e Iv in assenza di un chiarimento potrebbe votarla. "Per noi la mozione Bonino è perfetta e tanti di noi sarebbero pronti a votare la sfiducia a Bonafede. Mettiamola così: noi non vorremmo votare quella sfiducia, ma Conte deve darci il modo di farlo. Deve dirci che da domani le cose cambiano", si spiega da Iv.

Il problema, dicono i renziani, non sono i rapporti nella maggioranza ma con Conte. "Noi non pretendiamo che il Pd o i 5 Stelle la pensino come noi ma un dialogo c'è. Il problema è Conte. Persino i rapporti con i 5 Stelle sono migliori di quelli con il premier...". Iv chiede dunque un passo al presidente del Consiglio perché accolga il pacchetto di proposte di cui si è discusso nell'ultimo incontro e perché ci sia un cambio di passo nella 'considerazione' di Italia Viva nella maggioranza.

"Noi abbiamo 17 senatori, il Pd 35. Non è possibile che noi siamo tenuti fuori da ogni decisione della maggioranza. Non è possibile che ogni nostra proposta sia una scocciatura. Non è possibile che da palazzo Chigi - e questo a Conte lo abbiamo detto nell'ultimo incontro - arrivi l'ordine alla Rai di non parlare di Italia Viva, perché se stare in questa maggioranza significa non portare alcun rafforzamento al partito, morire per morire almeno lo facciamo tenendo fede ai nostri principi".

(Fonte: Adnkronos)

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