Auto elettrica, la scelta più sostenibile e conveniente: lo studio che lo dimostra. Altroconsumo: "Necessario potenziare le infrastrutture di ricarica e mantenere gli incentivi per qualche anno"

Un recente studio elaborato dal BEUC e i suoi partner, fra cui Altroconsumo in Italia, e finanziato dalla European Climate Foundation, ha calcolato i costi totali da sostenere per il possesso di varie tipologie di mezzi in base al tipo di alimentazione: benzina, diesel, ibrida, ibrida ricaricabile, elettrica e futuribile idrogeno. Ecco i risultati


Colonnine di ricarica per le auto elettriche — Comune di Maranello

Uno degli argomenti maggiormente discussi degli ultimi anni è la costante e rapida trasformazione del settore della mobilità che, guidato anche dai cambiamenti ambientali in atto e dagli incentivi messi a disposizione, si orienta sempre di più verso scelte maggiormente sostenibili. Al centro di questo dibattito si trovano le auto elettriche, tipologia di veicoli in forte espansione che risulta essere la migliore scelta in termini di sostenibilità ambientale e convenienza per i consumatori.

A dimostrarlo è il recente studio elaborato dal BEUC e i suoi partner, fra cui Altroconsumo in Italia, e finanziato dalla European Climate Foundation, in cui si è andati a calcolare i costi totali da sostenere per il possesso di varie tipologie di mezzi in base al tipo di alimentazione: benzina, diesel, ibrida, ibrida ricaricabile, elettrica e futuribile idrogeno.  
Per andare ad individuare il costo complessivo di ogni tipo di veicolo sono state analizzate diverse voci: la svalutazione nel tempo (incentivi inclusi), l’iva, i rifornimenti di carburante o ricariche di elettricità, le tasse, i costi di assicurazione e di manutenzione ordinaria.

Tenendo conto di questi criteri, l’auto elettrica si piazza al primo posto in termini di convenienza e si stima che lo possa mantenere anche con l’andare del tempo (prossimi 10 anni). Il suo costo medio di possesso è, infatti, pari a circa 74mila euro. Segue l’ibrido ricaricabile (a condizione di effettuare ricariche elettriche frequenti) a 77mila euro, poi il diesel (oltre 78mila euro) e, infine, la benzina (85mila euro). Le analisi sono state effettuate su tre segmenti (auto piccole, compatte e grandi) ma i risultati si presentano omogenei in ogni caso dimostrando che a fare la differenza reale è il tipo di alimentazione e non la grandezza del veicolo. In particolare, i grafici sotto riportati si riferiscono al segmento delle auto “compatte”, o “medie.

Altroconsumo ha, inoltre, analizzato le differenze di costo anche per il mercato dell’usato. Emerge che l’auto elettrica è una scelta che conviene anche se di seconda o terza mano, in quanto presenta valori minori o simili ad alte opzioni più inquinanti e garantisce comunque un risparmio nel tempo con costi delle ricariche più bassi, tasse più leggere e costi di manutenzione minori. 

"La svolta verso una mobilità più sostenibile è un cambiamento fondamentale da attuare per ridurre le emissioni di CO2, e questo studio dimostra come tale transizione sia, non solo possibile ma anche conveniente. Per guidare i consumatori verso le opzioni più green come le auto elettriche, risulta, tuttavia, fondamentale attuare dei cambiamenti a monte e lungo tutta la filiera al fine di rendere più facile, economico e sostenibile l’adozione di questi mezzi", dichiara Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo "In primis è necessario un potenziamento delle infrastrutture di ricarica ancora non sufficientemente diffuse sul territorio. Importante anche puntare sulla produzione di energia da fonti rinnovabili così da ridurre le emissioni prodotte per i rifornimenti e non potenziare un altro problema ambientale. E’ anche importante che, almeno per qualche anno, vengano mantenuti gli incentivi all’acquisto di vetture elettriche, in modo da stimolare l’acquisto, facendo sì che il parco vetture circolante raggiunga quote di elettrificazione significative, con benefici sia ambientali sia economici, anche a lungo termine per il mercato dell’usato, come mostra lo studio".

 

(Fonte: greencity.it)

Vendite auto elettriche, sarà boom mondiale: fino a 230 milioni nel 2030

La previsione sull'andamento del mercato dei veicoli elettrici è dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) nel rapporto Global Electric Vehicle Outlook 2021"


Colonnine di ricarica per le auto elettriche — Comune di Maranello

Le vendite di veicoli elettrici possono avere una grossa spinta nel prossimo decennio: in base alle tendenze e alle politiche attuali, a livello mondiale nel 2030 potrebbero raggiungere quota 145 milioni. Ma la flotta elettrica di auto, furgoni, autocarri pesanti e autobus potrebbe arrivare anche a 230 milioni "se i governi accelerassero gli sforzi per raggiungere gli obiettivi internazionali in materia di clima ed energia", ovvero zero emissioni di gas serra entro il 2050. La previsione sull'andamento del mercato dei veicoli elettrici é dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) nel rapporto"Global Electric Vehicle Outlook 2021".
   

Secondo il Report, tre milioni di nuove auto elettriche sono state immatricolate nel 2020, con un aumento del 40% delle vendite sul 2019, portando il totale delle vetture sulle strade del mondo a 10 milioni. A queste vanno aggiunti un milione di autocarri e bus elettrici.
   

L'anno scorso, a causa della pandemia, il mercato automobilistico globale ha invece subito una contrazione del 16%. Per la prima volta, nel 2020, l'Europa con 1,4 milioni di immatricolazioni (raddoppiate sul 2019) ha superato la Cina che ne ha registrate 1,2 milioni (+9%) e il vecchio continente è diventato il centro del mercato globale delle auto elettriche.
   

Nel primo trimestre 2021, spiega la Iea, é proseguito lo slancio del settore con le vendite che sono state "due volte e mezzo il livello dello stesso periodo dell'anno precedente".
   

Nel 2020 la spesa dei consumatori per le auto elettriche è aumentata di un altro 50% raggiungendo 120 miliardi di dollari, ricorda l'Agenzia osservando che nel contempo gli incentivi del governo hanno raggiunto 14 miliardi di dollari, il quinto anno consecutivo in cui sono diminuiti come quota della spesa totale.
   

Questo dimostra, secondo l'Aie, che "anche se gli stimoli statali restano importanti per la diffusione dei veicoli elettrici, le vendite aumentano soprattutto per scelta dei consumatori". Le case automobilistiche hanno offerto 370 modelli di auto elettriche nel 2020, con un aumento del 40% su base annua. Diciotto dei 20 maggiori produttori di auto (che rappresentano il 90% delle vendite mondiali di auto) hanno annunciato l'intenzione di aumentare ulteriormente il numero di modelli disponibili e la produzione di veicoli elettrici leggeri.
 

Il Global Electric Vehicle Outlook 2021 rileva che i governi l'anno scorso hanno contribuito a tamponare la recessione per le auto elettriche con politiche di sostegno. I veicoli elettrici su strada più diffusi sono a due e tre ruote, dunque motocicli o ciclomotori, con oltre 25 milioni di unità vendute, la maggior parte in Asia. Anche gli autobus urbani elettrificati si stanno diffondendo rapidamente mentre gli autocarri pesanti stanno da poco prendendo piede, proprio per le migliori prestazioni delle batterie. 

 

(Fonte: Ansa)

E' VERO CHE IL PENSIERO CREA LA NOSTRA REALTA?

Credo che negli ultimi anni quasi tutti abbiate sentito questa frase: “il pensiero crea la nostra realtà”.


Vorrei analizzare, insieme a voi, questo concetto, per cercare di capire come questa affermazione possa essere interpretata nel modo giusto. Innanzitutto, vorrei ricordare che, ciò che l'occhio umano riesce a vedere, è solo una infinitesimale fetta di quello che realmente esiste intorno a noi! I nostri occhi traducono in immagine solo una piccola porzione della luce, per es. non catturano i raggi gamma, gli infrarossi, gli ultravioletti e molti altri. Possiamo dire che vediamo solo la punta dell'iceberg, ma in realtà sotto l'acqua c'è la parte più consistente! Il nostro range visivo è limitatissimo. Siamo abituati a chiamare Vita solo quello che vediamo muoversi con i nostri occhi, la verità è che ci potrebbe essere molta più vita, in quelle frequenze della Luce, che i nostri occhi non riescono a tradurre in immagine! Ma come può il pensiero, una cosa invisibile appunto, creare la nostra realtà? Partiamo dal presupposto che “tutto è energia”. E, per energia, non mi riferisco soltanto alla corrente elettrica che viaggia nei cavi di casa e nei tralicci, mi riferisco ai sassi, all'acqua, alle piante, all'aria che respiriamo: ogni cosa è composta da energia condensata in diverse densità e forme! In particolare vorrei soffermarmi su quello spazio che noi chiamiamo VUOTO, l'aria per intenderci. In questo spazio chiamato anche “etere”, la maggior parte di noi pensa che non vi sia nulla, in realtà in questo spazio, che potremmo anche definire “campo quantico”, viaggiano un sacco di INFORMAZIONI. Per esempio Internet, le onde dei telefonini, le onde radio e udite udite anche i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre parole viaggiano in questo “campo quantico” di energia.
Anche il nostro pensiero dunque è energia, un’energia invisibile, ma reale. Questa energia-pensiero può andare a ”qualificare” le particelle di materia invisibile, portandovi cosi le istruzioni che servono a costruire quella forma o attività. Per qualificare si intende “imprimere un’intenzione”! Queste intenzioni possono essere luminose e nobili, come preghiere e affermazioni d'Amore, oppure basse derivanti cioè da sentimenti di rabbia, invidia, gelosia e altro. Per esempio, se io penso auna persona e gli invio buoni o cattivi pensieri, questi verranno trasportati attraverso il “campo quantico” e quindi arriveranno a segno, un po' come accade
con internet. Ricordiamoci che questo potere, però, ha il rovescio della medaglia, la legge del Karma, infatti, nel tempo, ci rimanda indietro le cose “negative” che abbiamo fatto, siamo noi a creare la nostra realtà.
Si legge nei testi sacri: “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli (il verbo) era in principio presso Dio, tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.” Questa citazione racchiude il principio di creazione, ossia che il verbo, inteso come sentimento, pensiero e parola, crea! Mi rendo conto che questi discorsi, essendo piuttosto astratti e complessi, a volte
non sono facili da comprendere, la cosa importante è che ne intuiate il senso. Per semplificare potremmo dire che ci sono quattro livelli principali di densità dell'energia, vediamoli in ordine dal più sottile al più pesante:

1)sentimento
2)pensiero
3)parola
4) materia


La Legge è che il livello più sottile “sottile” domina quello più “pesante”, o anche l'invisibile domina il visibile. Secondo questa legge quindi, si può osservare che: il sentimento domina sul pensiero, la parola domina sulla materia, il pensiero domina sulla parola, il sentimento domina sulla materia e cosi via. Facciamo un es pratico e facile da comprendere: se voglio alzare un braccio, prima lo devo pensare, quindi possiamo facilmente vedere come il pensiero domina la materia. Un altro es è: se dico una cosa, ma non la penso veramente, quello che dirò non avrà potere poiché la parola non è sostenuta dal pensiero e dal sentimento(i livelli più sottili). Questo verrà quasi sicuramente recepito dalla persona con cui sto comunicando, sempre che questa persona sia un minimo sensibile. Per intenderci vi è mai capitato di sentirvi dire “Ti Amo”, ma non sentire veramente quell'amore? Come se quelle parole risuonassero vuote dentro di voi? Questo è spiegato da questo meccanismo! Alla luce di quello che abbiamo appena detto qualcuno potrebbe chiedersi: “ma allora perché se penso a tre lingotti d'oro o ad una macchina nuova, questi non compaiono subito?” In questo caso la concretizzazione non è cosi semplice e immediata.
 Per fare in modo di “materializzare” o di ottenere quello che pensiamo, servono questi ingredienti:
-1) Mantenere quel pensiero per un periodo di tempo sufficiente (alcune cose necessitano anche di anni).
-2) Il pensiero o la parola devono essere sostenuti dal sentimento (che è il livello più sottile), cioè bisogna crederci veramente e intensamente!
-3) Avere FEDE che si realizzino!
-4) I nostri desideri e obiettivi devono essere in linea con i piani Divini. Ossia devono seguire una certa “etica”. Ciò che non è più in linea con dei principi nobili ed elevati, ad oggi, non può più essere creato. Cosa che fino a qualche anno fa invece era possibile. La nuova matrice energetica non lo consente più, come se volessimo appoggiare cose troppo pesanti su un tavolo di sottile e fragile cristallo, ma qui ci caliamo in discorsi un po' piu complessi. Dunque, se uno volesse iniziare un progetto, che non è in linea con i principi del “massimo bene di tutti”, questo progetto o non partirà nemmeno, o avrà vita breve! Questo perchè quel tavolo di cristallo su cui si poggia non lo può energeticamente sostenere e si romperà! Vi sono progetti “pesanti ”(che non sono allineati al massimo bene di tutti) e progetti “leggeri” al servizio della Luce, che sono invece sostenibili da quel “tavolo”. Tutti questi ingredienti creano un’attività che viene definita dall'amico Hector Galicia (uno “sciamano galactico” Mexicano) “PSICOTRONARE”, ossia dirigere coscientemente energia pensiero, per creare consapevolmente la nostra realtà.

Quando iniziamo a “psicotronare” dunque iniziamo a inviare informazioni nell'etere, che fanno in modo di iniziare a muovere quei processi e condizioni, per i quali potrò ottenere una macchina nuova o realizzare un progetto interessante! Spero che possiate aver colto l'importanza di queste informazioni. Se noi siamo i creatori della nostra vita e tutto dipende dai nostri sentimenti/pensieri non vi é nulla di più importante che imparare a governarli. Conoscere questa verità è un’importante responsabilità che ci invita alla MEDITAZIONE, la principale attività che ci permette di imparare a gestire i nostri pensieri e le nostre emozioni!
Dunque buona meditazione a tutti noi, co-creatori consapevoli!


Libro consigliato “Elettroni” Santo Aeolus, Editrice Italica.

General Motors, risposta americana a Volvo (e Boris Johnson): auto solo elettriche dal 2035

Svolta verde per General Motors. Il colosso di Detroit prevede di investire 27 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni in auto elettriche e autonome, in aumento rispetto ai 20 miliardi stimati pre-pandemia. L'ambizione è quella di offrire esclusivamente auto elettriche entro il 2035 per poi completare la sua svolta e diventare a 'emissioni zero' entro il 2040.

La svedese Volvo era stata la prima casa automobilistica ad annunciare traguardi ambiziosi sui veicoli elettrici, puntando entro il 2025 a realizzare il 50% dei volumi con visione al 2030 di un 100% della produzione esclusivamente a batteria. Mentre il premier britannico Boris Johnson ha recentemente annunciato la sua rivoluzione green (vedi nostro articolo)


General Motors | KW Parts

GM e Navistar preparano Tir a idrogeno con autonomia 800 km

Ogni veicolo dotato di 2 Power Cube con celle a combustibile

Una autonomia di oltre 800 km e un tempo di rifornimento non superiore a 15 minuti. Ecco gli importanti obiettivi che Navistar - il colosso Usa dei veicoli da trasporto con 118 anni di storia - assieme a General Motors e OneH2 si propone di raggiungere entro il 2024 trasformando i suoi modelli della Serie RH con sistemi di propulsione fuel cell alimentati a idrogeno forniti appunto da GM.

Il progetto sarà inizialmente pilotato da JB Hunt Transport, una mega-azienda di logistica che opera negli Stati Uniti con una flotta di 100mila tra veicoli e semirimorchi, e che utilizzerà già dalla fine del 2022 le prime motrici International Serie RH elettrici alimentati a celle a combustibile (FCEV).

''Siamo entusiasti di offrire ai clienti maggiore flessibilità attraverso un nuovo ecosistema di camion a idrogeno - ha detto Persio Lisboa, presidente e Ceo di Navistar - che combina i nostri veicoli con la tecnologia delle celle a combustibile a idrogeno di General Motors e le capacità di produzione e rifornimento di idrogeno di OneH2. E siamo molto lieti che il nostro cliente JB Hunt si sia impegnato a utilizzare questa soluzione su percorsi dedicati e a condividere con noi le informazioni chiave''.

I veicoli Navistar con propulsore elettrico riceveranno due Power Cube con celle a combustibile GM Hydrotec, che possono essere alloggiati dove oggi sono sistemati i serbatoi per il gasolio. Ogni Power Cube - compito e facile da installare - contiene oltre 300 celle a combustibile a idrogeno insieme ai sistemi di gestione termica e di alimentazione. Il nuovo sistema di propulsione per la serie International RH FCEV sarà caratterizzato da una densità di potenza ottimizzata per i viaggi a corto raggio e un costo di percorrenza che in alcuni segmenti di mercato sarà paragonabile a quello del diesel. ''La visione di GM di un mondo a zero emissioni non si limita alle autovetture - ha detto Doug Parks, vicepresidente esecutivo di GM per lo sviluppo del prodotto globale, gli acquisti e la catena di fornitura - Crediamo nei veicoli elettrici per tutti''.

Smart working, quanto ci costa lavorare da casa. Bollette e connessioni internet: perché chi ha famiglia è più penalizzato

A fare i conti è l'ultimo report SOStariffe.it, che ha stimato tutte le maggiorazioni di spesa dovute alle attività di studio/lavoro casalingo nel 2020 scoprendo che in media gli italiani hanno speso tra 145 (i single) e 268 euro in più (le famiglie)


Smart working: come funziona il lavoro da casa | Starting Finance

Non solo la salute. Il coronavirus e la pandemia hanno cambiato anche il modo di lavorare di ognuno di noi. E per alcuni il salotto di casa si è trasformato di colpo in un ufficio. La diffusione dello 'smart working' è infatti una delle tante rivoluzioni portate dal virus, una rivoluzione che ha però inciso con dei costi sulle famiglie che hanno dovuto fare i conti con bollette di gas, luce e anche connessione internet lievitate nei mesi. Quanto ci è costato, dunque, finora?

A fare i conti è l'ultimo report SOStariffe.it, che ha stimato tutte le maggiorazioni di spesa dovute alle attività di studio/lavoro casalingo nel 2020 scoprendo che in media gli italiani hanno speso tra 145 (i single) e 268 euro in più (le famiglie).

Sono stati esaminati tre profili di consumatore tipo: il single, la coppia e la famiglia. Si è calcolata la spesa media annuale di ciascuno e, tramite simulazioni, si è potuto stimare l'incremento dei consumi dovuto alle nuove attività da casa. È emerso che, nel complesso, i single hanno speso 145 euro in più, le coppie se la sono cavata aggiungendo 193 euro alle solite bollette e, infine, le famiglie hanno dovuto mettere in conto 268 euro in più. Il costo dello smart working grava soprattutto sulle famiglie

L'indagine, condotta tramite i comparatori SOStariffe.it per le offerte luce e gas e le offerte internet casa, ha evidenziato che svolgere le consuete attività di lavoro e studio da casa, anziché recarsi all'esterno della propria abitazione, comporta un aggravio di costi soprattutto per i nuclei familiari. I single, nel corso del 2020, hanno speso per le tre utenze considerate un totale di 1.116 euro (di cui 719 per luce e gas e 397 per internet). Lo smart working ha fatto loro sborsare in media 145 euro in più. Le coppie, nel complesso, hanno dovuto sostenere, nel 2020, una spesa di 1484 euro per le bollette (che comprende 1087 di luce e gas e 397 di internet).

La permanenza domestica per studio e lavoro ha inciso in media per 193 euro sul bilancio annuale delle coppie. Il profilo di consumatore-tipo che ha risentito di più dei rincari dovuti allo smart working sono proprio le famiglie (quelle considerate dallo studio SOStariffe.it sono composte da due genitori e un figlio). In media i nuclei familiari hanno speso 2058 euro per le bollette nel corso del 2020 (di cui 1661 per la luce e il gas e 397 per la connessione da rete fissa). In questo caso l'incremento di spesa sostenuta in smart working si aggira sui 268 euro. Come risparmiare sulle utenze nel 2021 Lo smart working semplificato, salvo proroghe dovute all'andamento dei contagi e dei vaccini, sarà in vigore fino al 31 marzo.

Cosa fare dunque per risparmiare sulle utenze domestiche? “Un consiglio utile – risponde Alessandro Voci, responsabile Ufficio Studi e Indagini di SOStariffe.it - è passare al mercato libero già da ora e approfittare della migliore offerta luce o gas, magari una promozione di tipo dual fuel (una fornitura congiunta più facile da gestire e spesso piuttosto conveniente). Per quanto riguarda la connessione domestica, invece, possiamo individuare una promozione, magari per la fibra ottica Ftth, spendendo meno di 30 euro mensili”.

Tra le novità in arrivo per le famiglie italiane, segnala quindi SOStariffe.it, c’è anche un bonus smart working. Si tratta di un’agevolazione, che potrebbe essere erogata sotto forma di contributo una tantum, per compensare la rinuncia a straordinari e buoni pasto dovuta al passaggio al lavoro agile. Tale contributo economico dovrebbe coprire, almeno parzialmente, le spese per le utenze necessarie al lavoro domestico.

 

(Fonte: Adnkronos)

Energia, fatture dopo la mancata lettura dei contatori: dall'Antitrust multa da 12,5 milioni per Eni, Enel e Sen

Le società addebitavano agli utenti la responsabilità della mancata lettura dei contatori a fronte dei tentativi di lettura dichiarati dal distributore; ma i tentativi non erano documentati o addirittura smentiti. Enel: "Agito correttamente"


L'Autorità Antitrust ha irrogato una sanzione di 12,5 milioni di euro ad Enel Energia, Servizio Elettrico Nazionale (SEN) ed Eni gas e luce, dopo aver "accertato l'ingiustificato rigetto delle istanze di prescrizione biennale presentate dagli utenti, a causa della tardiva fatturazione dei consumi di luce e gas, in assenza di elementi idonei a dimostrare che il ritardo fosse dovuto alla responsabilità dei consumatori". Le società addebitavano agli utenti la responsabilità della mancata lettura dei contatori a fronte dei tentativi di lettura dichiarati dal distributore; ma i tentativi non erano documentati o addirittura smentiti.

"Con riferimento al procedimento AGCM in materia di prescrizione biennale delle fatture emesse per i consumi di energia elettrica e gas, le società del Gruppo Enel precisano di aver sempre agito nel pieno rispetto della normativa primaria e regolatoria di riferimento, riconoscendo il diritto dei consumatori ad ottenere la prescrizione delle fatture".

E' la risposta di Enel alla multa irrogata dall'Antitrust. Le Società "si riservano sin d'ora ogni azione a propria tutela, confidando di poter dimostrare la piena legittimità e correttezza del proprio operato nelle successive fasi di giudizio".

La micromobilità conquista anche le case automobilistiche: è arrivato il monopattino elettrico di Audi

Ecco l'eScooter del marchio tedesco: 65 chilometri di autonomia e 25 km/h di velocità massima. Il prezzo? Alto ma non sconvolgente


European Commission: the LED lights of your Audi A6 shall save our planet –  The European Sting - Critical News & Insights on European Politics,  Economy, Foreign Affairs, Business & Technology - europeansting.com

Le Case automobilistiche (e anche motociclistiche) ormai inseriscono sempre più spesso a listino anche monopattini elettrici. Quasi come un vezzo, un gadget, o comunque un elemento a integrazione della propria offerta di mobilità. Se parliamo di auto, il monopattino è la naturale prosecuzione per raggiungere la destinazione finale magari parcheggiando la macchina fuori dalle zone a traffico limitato: ma non è solo così, perché l'eScooter è ormai anche un oggetto di divertimento slegato dalle necessità di commuting, oppure un'alternativa più leggera.

Anche Audi in quest'ottica si è lasciata attrarre dalla micromobilità, e ha presentato un monopattino elettrico brandizzato con i celebri "quattro anelli": un mezzo "powered by Segway", che ad un primo sguardo potrebbe essere il MAX G30 (leggi la prova di moto.it). Supposizione confermata anche dai pochi dati diffusi da Audi: il più eclatante ovviamente è l'autonomia dichiarata: 65 km. Oltre al raggio d'azione impressionante, però, il G30 è anche un monopattino estremamente stabile e sicuro, con una velocità massima di 25 km/h.

Il prezzo è di 899 euro. eScooter Audi può essere acquistato anche online.

 

(da: moto.it)

Energia, il futuro è l'idrogeno verde. Eni ed Enel insieme in una sfida tutta italiana per la riduzione delle emissioni nocive

Allo studio due progetti pilota attraverso elettrolizzatori alimentati da energia rinnovabile. Descalzi: "L'obiettivo è quello di accelerare la riduzione della nostra impronta carbonica". Starace: "Stiamo lavorando per avere il primo sistema operativo prima della fine del nostro attuale piano triennale"


Enel ed Eni: insieme per lo sviluppo dell'idrogeno - Affaritaliani.it

Eni ed Enel, società energetiche leader al mondo, stanno lavorando insieme per sviluppare progetti di idrogeno verde attraverso elettrolizzatori alimentati da energia rinnovabile. Gli elettrolizzatori saranno posizionati nelle vicinanze di due delle raffinerie Eni presso cui l'idrogeno verde possa rappresentare la migliore opzione di decarbonizzazione. Ciascuno dei due progetti pilota includerà un elettrolizzatore di circa 10 MW e si prevede che inizino a generare idrogeno verde entro il 2022-2023.

Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Enel, ha spiegato: “Siamo interessati ad esplorare con Eni il promettente settore dell'idrogeno verde. Insieme, abbiamo identificato un paio di siti da cui iniziare con i primi progetti. Il sistema generale che abbiamo in mente funzionerà come un circuito chiuso in cui l'elettrolizzatore alimentato da energia rinnovabile e la raffineria saranno presso lo stesso sito, evitando così la costruzione di complesse infrastrutture di trasporto per l'idrogeno". E ha proseguito: "Desideriamo vedere l'idrogeno verde rifornire i processi di raffineria e bioraffineria di Eni e stiamo lavorando per avere il primo sistema operativo prima della fine del nostro attuale piano triennale”.

Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha dichiarato: “Questa collaborazione per lo sviluppo dell’idrogeno verde rientra nella più ampia strategia di transizione energetica di Eni. Il nostro obiettivo è quello di accelerare la riduzione della nostra impronta carbonica, implementando le migliori soluzioni applicabili a basse emissioni di CO2, verdi o blu, per ridurre le nostre emissioni dirette e fornire prodotti bio ai nostri clienti".     

Nel segmento dell'idrogeno verde, il Gruppo Enel sta sviluppando progetti anche in Spagna, Cile e Stati Uniti. Se i miglioramenti economici attesi nel settore dell'idrogeno verde dovessero essere confermati, il Gruppo prevede di aumentare la sua capacità di produzione di idrogeno verde a oltre 2 GW entro il 2030. Eni sta studiando ulteriori progetti in Italia e nel Regno Unito nel segmento dell’idrogeno. 

 

(Fonti: Agi)

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