updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

Vendite auto elettriche, sarà boom mondiale: fino a 230 milioni nel 2030

La previsione sull'andamento del mercato dei veicoli elettrici è dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) nel rapporto Global Electric Vehicle Outlook 2021"


Colonnine di ricarica per le auto elettriche — Comune di Maranello

Le vendite di veicoli elettrici possono avere una grossa spinta nel prossimo decennio: in base alle tendenze e alle politiche attuali, a livello mondiale nel 2030 potrebbero raggiungere quota 145 milioni. Ma la flotta elettrica di auto, furgoni, autocarri pesanti e autobus potrebbe arrivare anche a 230 milioni "se i governi accelerassero gli sforzi per raggiungere gli obiettivi internazionali in materia di clima ed energia", ovvero zero emissioni di gas serra entro il 2050. La previsione sull'andamento del mercato dei veicoli elettrici é dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) nel rapporto"Global Electric Vehicle Outlook 2021".
   

Secondo il Report, tre milioni di nuove auto elettriche sono state immatricolate nel 2020, con un aumento del 40% delle vendite sul 2019, portando il totale delle vetture sulle strade del mondo a 10 milioni. A queste vanno aggiunti un milione di autocarri e bus elettrici.
   

L'anno scorso, a causa della pandemia, il mercato automobilistico globale ha invece subito una contrazione del 16%. Per la prima volta, nel 2020, l'Europa con 1,4 milioni di immatricolazioni (raddoppiate sul 2019) ha superato la Cina che ne ha registrate 1,2 milioni (+9%) e il vecchio continente è diventato il centro del mercato globale delle auto elettriche.
   

Nel primo trimestre 2021, spiega la Iea, é proseguito lo slancio del settore con le vendite che sono state "due volte e mezzo il livello dello stesso periodo dell'anno precedente".
   

Nel 2020 la spesa dei consumatori per le auto elettriche è aumentata di un altro 50% raggiungendo 120 miliardi di dollari, ricorda l'Agenzia osservando che nel contempo gli incentivi del governo hanno raggiunto 14 miliardi di dollari, il quinto anno consecutivo in cui sono diminuiti come quota della spesa totale.
   

Questo dimostra, secondo l'Aie, che "anche se gli stimoli statali restano importanti per la diffusione dei veicoli elettrici, le vendite aumentano soprattutto per scelta dei consumatori". Le case automobilistiche hanno offerto 370 modelli di auto elettriche nel 2020, con un aumento del 40% su base annua. Diciotto dei 20 maggiori produttori di auto (che rappresentano il 90% delle vendite mondiali di auto) hanno annunciato l'intenzione di aumentare ulteriormente il numero di modelli disponibili e la produzione di veicoli elettrici leggeri.
 

Il Global Electric Vehicle Outlook 2021 rileva che i governi l'anno scorso hanno contribuito a tamponare la recessione per le auto elettriche con politiche di sostegno. I veicoli elettrici su strada più diffusi sono a due e tre ruote, dunque motocicli o ciclomotori, con oltre 25 milioni di unità vendute, la maggior parte in Asia. Anche gli autobus urbani elettrificati si stanno diffondendo rapidamente mentre gli autocarri pesanti stanno da poco prendendo piede, proprio per le migliori prestazioni delle batterie. 

 

(Fonte: Ansa)

Bollo auto 2021, tutto quello che c'è da sapere

Finite le agevolazioni del 2020 sulla tassa di circolazione. Per l'anno in corso non sono state precisate altre novità da quelle fissate per legge. Resta dunque in vigore il fatto che il versamento di questo tributo è sempre di competenza regionale ad eccezione delle Regioni a statuto speciale Sardegna e Friuli Venezia Giulia per le quali la gestione del bollo auto è riservata agli uffici dell'Agenzia delle Entrate. C'è il Cashback di Stato, valido ovunque per ottenere il 10% di sconto


Pagamento bollo auto anche in Posta La novità: non serve compilare moduli -  Cronaca, Bergamo

Nel 2020, per limitare gli effetti della pandemia da Covid-19 erano state emanate varie disposizioni relative ad agevolazioni in materia tributaria - e quindi la riscossione del bollo auto - , come il Decreto Cura Italia (DL 17 marzo 2020, n. 18 convertito con modificazioni dalla L.24 aprile 2020, n. 27), il Decreto Rilancio (DL 19 maggio 2020 n. 34 convertito con modificazioni dalla L.17 luglio 2020, n. 77), il Decreto Agosto (DL 14 agosto 2020, n. 104 convertito con modificazioni dalla L.13 ottobre 2020, n. 126) ed il DL 20 ottobre 2020, n.129. In particolare il Decreto legge n.129/2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 260 del 20 ottobre 2020, recante 'Disposizioni urgenti in materia di riscossione esattoriale' aveva differito al 31 dicembre 2020 il termine finale di sospensione dell'attività di riscossione precedentemente fissato al 15 ottobre 2020 dal Decreto Agosto. Successivamente nella Gazzetta Ufficiale n. 11 del 15 gennaio 2021 è stato pubblicato il Decreto Legge n. 3 'Misure urgenti in materia di accertamento, riscossione, nonché adempimenti e versamenti tributari', entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.

Il Decreto in oggetto ha disposto il differimento dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 dei termini per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari elencati dall'art. 157 del cd. D.L. Rilancio compresi dunque gli atti di accertamento relativi all'addizionale erariale della tassa automobilistica, di cui all'art. 23, comma 21, del D.L. n. 98/2011 (Superbollo) e gli atti di accertamento delle tasse automobilistiche, di cui al TU 5 febbraio 1953 n. 39 ed all'art. 5 del D.L. n. 953/1982, limitatamente alle Regioni Friuli Venezia Giulia e Sardegna, ai sensi dell'art. 17, comma 10, della Legge n. 449/1997. Il provvedimento, inoltre, ha spostato dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 il termine finale di scadenza dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento, nonché dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge, relativi alle entrate tributarie e non, sospesi dall'art. 68, comma 1, del D.L. n.18/2020. Con la scadenza del 31 gennaio 2021 i versamenti avrebbero dovuto essere effettuati entro il mese successivo e, dunque, entro il 28 febbraio 2021.

Per il 2021, però, non sono state precisate altre novità da quelle fissate per legge. Resta dunque in vigore il fatto che il versamento di questo tributo è sempre di competenza regionale ad eccezione delle Regioni a statuto speciale Sardegna e Friuli Venezia Giulia per le quali la gestione del bollo auto è riservata agli uffici dell'Agenzia delle Entrate. Infine nella GU Serie Generale n. 70 del 22.03.2021 è stato pubblicato il D.L. 22 marzo 2021, n. 41 (cd decreto Sostegni) che, all'art. 4, ha disposto la proroga del periodo di sospensione delle attività dell'agente della riscossione (cartelle esattoriali) fino al 30 aprile 2021. Attenzione però alla sanatoria decisa dal Governo. Forse è prudente attendere qualche giorno con la pubblicazione del provvedimento.

Così come per quello del 2020, anche il versamento del bollo auto 2021 segue regole diverse a seconda che si tratti del primo pagamento o di un rinnovo, poiché in questo secondo caso la corresponsione dell'importo è prevista secondo un calendario prestabilito e può essere effettuata entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente. Ad esempio un bollo in scadenza ad agosto 2021 dovrà essere pagato dall'1 al 30 settembre 2021; uno in scadenza a settembre 2021 dall'1 al 31 ottobre 2021; uno in scadenza al dicembre 2021 dovrà essere pagato dall'1 al 31 gennaio 2022. Resta egualmente necessario verificare attraverso il sito web della propria Regione se sono state previste variazioni nel calendario o negli importi da versare. Una vera novità per il 2021, che riguarda al massimo due versamenti pari o al di sotto dei 150 euro in un anno, è quella legata al programma Cashback di Stato, quindi valido per tutte le targhe e Regioni. Salvo modifiche al regolamento ottiene uno sconto del 10% il pagamento del bollo auto presso esercizi commerciali fisici effettuato tramite carte di credito, carte di debito, bancomat o con specifiche App (Satispay e altre in arrivo) presso punti vendita come Sisal o Lottomatica e tramite gli sportelli postali e, naturalmente, le agenzie ACI.

 

(Fonte: Ansa)

Schizzano i prezzi di benzina e diesel: la stangata per gli automobilisti continua. Parliamo di 165 euro e 151 euro in più all'anno

In soli sette giorni un pieno da 50 litri costa 63 cent in più per la benzina e 45 cent per il gasolio. La denuncia dell'Unione Nazionale Consumatori


Non si arresta la corsa dei prezzi dei carburanti" che dura senza soluzione di continuità da metà novembre. In soli sette giorni un pieno da 50 litri costa 63 cent in più per la benzina e 45 cent per il gasolio. Dall'inizio dell'anno, ossia dalla rilevazione del 4 gennaio, un pieno da 50 litri è aumentato di 6 euro e 86 cent per la benzina e di 6 euro e 30 cent per il gasolio, con un rincaro, per entrambi, del 9,5%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 165 euro all'anno per la benzina e 151 euro per il gasolio". E' Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori in una nota.

"Dal 9 novembre, poi, ultima settimana senza rialzi, in poco più di 4 mesi c'è stato un balzo del 14,5% per la benzina e del 15,7% per il gasolio. Su un pieno di 50 litri l'aggravio è di circa 10 euro: 10 euro e 2 cent per la benzina e 9 euro e 81 cent per il gasolio. Su base annua è pari a una bastonata ad autovettura pari a 241 euro all'anno per la benzina e 236 per il gasolio", conclude.

Revisioni auto e patenti scadute, nuova proroga. Altri dieci mesi per mettersi in regola

Da chiarire, a questo punto, quali diritti avranno gli automobilisti sanzionati ora che la Commissione europea ha approvato la proroga delle revisioni scadute anche in quei due mesi di gennaio e di febbraio. Qualcuno (il ministero dell’Interno, la Motorizzazione civile) dovrà far sapere se sarà possibile o meno chiedere un rimborso


Nuova proroga per il rinnovo della patente e la revisione dell'auto. La decisione arriva dalla Commissione europea la quale, in un regolamento appena pubblicato che entrerà in vigore sabato 6 marzo, vista l'emergenza Covid concede altri 10 mesi per mettersi in regola con questi documenti, in modo da evitare assembramenti negli uffici pubblici.

Per quanto riguarda le patenti, spiega laleggepertutti.it, viene prolungata di 10 mesi la validità dei permessi di guida in scadenza tra il 10 settembre 2020 e il 30 giugno 2021. Già lo scorso anno, il decreto Cura Italia aveva chiarito che non ci sarebbe stata alcuna proroga per chi non avesse rinnovato la patente prima della dichiarazione dello stato di emergenza, il 31 gennaio 2020. In questo modo, si guadagna altro tempo rispetto alla scadenza dell’ultima proroga prevista in Italia fino al 30 aprile di quest’anno. Ma non è detto che quella attuale sia l’ultima: il regolamento Ue concede a tutti gli Stati membri la possibilità di chiedere un ulteriore rinvio del termine nel caso in cui non si riesca a smaltire l’arretrato dei rinnovi, purché tale richiesta arrivi entro il 31 maggio.

Sul fronte delle revisioni obbligatorie delle auto, la proroga di 10 mesi interviene sulle verifiche che erano previste sempre tra il 10 settembre 2020 e il 30 giugno 2021. Così facendo, vengono riempiti dei periodi lasciati scoperti dalle precedenti proroghe. C’era, infatti, un problema con le revisioni che avevano la scadenza nei mesi di gennaio e di febbraio scorsi: nessun provvedimento aveva previsto un rinvio e, quindi, chi è stato fermato per strada per un controllo e non aveva fatto il controllo obbligatorio dell’auto ha preso la multa (che va dai 173 a 346 euro), il suo veicolo è stato sospeso dalla circolazione o è finito in fermo amministrativo se l’accertamento è avvenuto in autostrada, provvedimenti che in diversi casi sono ancora attivi. Inoltre, chi è stato trovato al volante di un’auto sospesa dalla circolazione ha pagato la sanzione di circa 2.000 euro oppure se l'è vista sequestrare se recidivo.

Da chiarire, a questo punto, quali diritti avranno gli automobilisti sanzionati ora che la Commissione europea ha approvato la proroga delle revisioni scadute anche in quei due mesi di gennaio e di febbraio. Qualcuno (il ministero dell’Interno, la Motorizzazione civile) dovrà far sapere se sarà possibile o meno chiedere un rimborso.

Capitolo a parte per i veicoli pesanti. La proroga delle revisioni non considera che in Italia questi mezzi possono circolare oltre la scadenza normale se prima del termine viene prenotato il controllo in officina. Ci sarà da capire, a questo punto, se la proroga decisa dall’Ue interviene anche sulle revisioni prenotate prima della scadenza ma fissata per una data successiva.

Proroga di 10 mesi, infine, anche per il rinnovo della Carta di qualificazione del conducente (Cqc) e dei certificati di abilitazione professionale (Cap) per gli autisti professionisti. Il rinvio interessa i documenti che sono scaduti o in scadenza tra il 10 settembre 2020 e il 30 giugno 2021.

Quanto agli autisti di mezzi pesanti o comunque professionisti, Cqc (Carta di qualificazione del conducente) e Cap (certificati di abilitazione professionale) che sarebbero scaduti o scadrebbero nel periodo tra il 1o settembre 2020 e il 30 giugno 2021 si considerano prorogati per 10 mesi.

 

(Fonte: Adnkronos)

Suzuki, il presidente va in pensione (a 91 anni). La lunga storia dell'uomo che sposò la nipote del fondatore e ne prese il cognome

Osamu Suzuki rese grande la Casa giapponese con scelte lungimiranti e grande attenzione agli sprechi di risorse. Eppure cominciò da "raccomandato": la famiglia motoristica non aveva un erede maschio e allora...


Osamu Suzuki: Latest News, Videos and Photos on Osamu Suzuki - DNA News

Il presidente di Suzuki Motors, Osamu Suzuki, dovrebbe lasciare il suo incarico nella società. E' quanto riporta il quotidiano nipponico Nikkei, secondo cui cui Suzuki avrebbe fatto comunicato ad alcuni manager la decisione di lasciare il suo posto in azienda. Interpellato sulla questione, un portavoce dell'azienda ha spiegato che non si tratta di un annuncio comunicato dalla società anche se in precedenza erano stato annunciate per oggi delle comunicazioni relative al management dell'azienda.

Novantuno anni, Osamu Suzuki è entrato nella società nel 1958. Sposato con la nipote del fondatore dell'azienda Michio Suzuki, ha poi assunto il cognome della moglie secondo una pratica abbastanza diffusa tre le famiglie giapponesi più ricche. Nominato presidente nel 1978 ha ricoperto anche l'incarico di Ceo fino al 2016, quando è stato costretto alle dimissioni a causa di alcune irregolarità emerse nei test sui consumi e le emissioni dei propri veicoli.

 

Mobilità sostenibile, entro il 2027 i veicoli a gas naturale avranno un valore pari a 29 miliardi di dollari

Attualmente è l'Europa a guidare il settore dei veicoli a gas naturale con una quota di fatturato dell'8,1% nel 2019, seguita da Asia-Pacifico (APAC) e Nord America. Offerta di veicoli e stazioni di servizio sono in costante crescita in Europa, con identica attenzione al gas naturale compresso e a quello liquefatto, generati anche da fonti rinnovabili (biometano) e gas naturale sintetico


Risultato immagini per gas naturale auto

Secondo un recente studio di Research And Markets i veicoli alimentati con gas naturale raggiungeranno un valore pari a 28,805 miliardi di dollari entro il 2027, con un vero boom rispetto alla situazione del 2019 quando il mercato era stato valutato 17,1 miliardi di dollari.

Attualmente è l'Europa a guidare il settore dei veicoli a gas naturale con una quota di fatturato dell'8,1% nel 2019, seguita da Asia-Pacifico (APAC) e Nord America. Offerta di veicoli e stazioni di servizio sono in costante crescita in Europa, con identica attenzione al gas naturale compresso e a quello liquefatto, generati anche da fonti rinnovabili (biometano) e gas naturale sintetico.

E' soprattutto la crescente produzione di veicoli per trasporto merci e passeggeri a generare la maggiore domanda di mezzi alimentati a gas naturale, un trend accelerato dalla necessità di soddisfare attraverso questa tecnologia le norme sempre più stringenti sulle emissioni.

Negli ultimi cinque anni - segnala lo studio di ResearchAndMarkets.com - gli investimenti nello sviluppo tecnologico sono cresciuti del 6,3% in Europa, raggiungendo i 7,313 miliardi di dollari. Ma l'APAC è diventata la principale Regione nel settore dei veicoli a gas naturale, anche perché il crescente reddito individuale e lo stato dell'economia i hanno trainato le vendite di autovetture e veicoli commerciali negli ultimi anni.

L'APAC è diventata un centro di produzione globale con la presenza di una solida industria automobilistica e dei trasporti. Dal punto di vista delle emissioni inquinanti, i veicoli a gas naturale vantano ottime prestazioni rispetto ai diesel, in particolare per i mezzi pesanti. Si prevede che l'obiettivo di migliorare la qualità dell'aria sarà un fattore importante per la diffusione del gas naturale in diversi Paesi dell'APAC, tra cui India, Malesia, Singapore e Thailandia.

 

(Fonte: Ansa)

Incentivi auto a basse emissioni, già esaurito un terzo dei fondi per benzina e diesel puliti. Più a rilento elettriche e ibride

Gli incentivi per le auto a basse emissioni vanno letteralmente a ruba. A due settimane dall'avvio delle prenotazioni da parte dei concessionari, scattate lo scorso 18 gennaio, i fondi messi a disposizione della legge di bilancio sono andati già esauriti per quasi un terzo per quel che riguarda le vetture a benzina e diesel puliti. Dei 250 milioni stanziati ne rimangono infatti circa 170. Meno gettonati invece gli incentivi per le auto elettriche e ibride: dei 120 milioni stanziati ne sono stati prenotati meno di 10. Secondo i dati del portale Ecobonus del ministero dello Sviluppo economico, per le auto con emissioni tra 61 e 135 grammi di CO2 al km (comprensive quindi di alimentazione a benzina o diesel di ultima generazione) sono stati prenotati circa 75 milioni di euro, mentre per le auto elettriche o ibride, tra 0 e 60 g/km, sono stati prenotati poco più di 8 milioni di euro. 

Motori, l'idrogeno è davvero il futuro insieme all'elettrico? Il dibattito del settore automotive

Un confronto aperto, su un tema tanto delicato quanto spesso sottovalutato. Il primo Special automotive Webinar di #ForumAutoMotive ha affrontato due argomenti di assoluta attualità: il trasporto su gomma e l’idrogeno


Idrogeno nuova frontiera del'automotive, ecco tutto quello che c'è da sapere

"I vantaggi dell’idrogeno sono tanti, a partire appunto dalla sostenibilità ambientale. La reazione chimica di una pila a combustione che utilizza idrogeno infatti, ha il pregio di produrre solo ed esclusivamente acqua. Si elimina così l’annoso problema delle emissioni nocive per l’ambiente e per la nostra salute. In più si ottimizzano i tempi e i costi del rifornimento, essendo un elemento chimico facilmente ritrovabile in natura (basti pensare alla composizione dell’acqua, fatta in parte da idrogeno) e dalle grandi performance"


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Veicoli fuel cell alimentati a idrogeno: cosa c'è da aspettarsi dal futuro? Se ne è parlato nell'ambito di #FORUMAutoMotive, con uno speciale webinar legato a questa tecnologia. In prima linea, per passare dai sogni alla realtà, c’è il settore del trasporto su gomma, già pronto ad affrontare una vera rivoluzione epocale per un comparto che rimane altamente strategico. La filiera del trasporto si sente "pronta" ad affrontare la sfida, ma chiede una strategia mirata e infrastrutture adeguate.


“L’elettrico è un mantra al centro dell’attenzione da anni e l’idrogeno può rappresentare un notevole passo in avanti - ha sottolineato Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive -. Il trasporto pesante è il candidato numero uno per passare dalle parole ai fatti, ma ancora una volta infrastrutture e distribuzione latitano. Ci sono soltanto le linee guida. Ma resta da chiarire un elemento sottovalutato della transizione: se lo Stato dovesse rinunciare alle tasse che gravano sui carburanti convenzionali, dove andrà a recuperare i fondi che oggi sono assicurati dalle accise?”

“Il settore - ha sottolineato Raffaella Paita, presidente della Commissione Trasporti della Camera - ha bisogno di innovazione per ricerca e strategia, quindi è giusto continuare a confrontarsi. In questa fase - sostiene - il recovery plan svolgerà un ruolo molto importante; possiamo ottenere finanziamenti e dobbiamo convogliarli in progetti che coinvolgano l'intera filiera.

“Siamo tutti convinti sul fatto che il futuro sarà a emissioni zero - il commento di Paolo Starace, presidente di Unrae Veicoli Industriali - ma serve una coerenza d’azione perché le problematiche e i colli di bottiglia che ostacolano l’elettrico potrebbero ripresentarsi anche con l’idrogeno”.

Per Giuseppe Marotta, ad di BeMobility, componente della Euopean Clean Hydrogen Alliance “L’Italia si candida come hub internazionale, come già lo è per il gas; la sfida si gioca sull’abbattimento dei costi, con l’obiettivo di arrivare a 2 dollari/kg per l’idrogeno verde. Sarà importante - sottolonea - sincronizzare i progetti e realizzarli in modo razionale per utilizzare i sussidi efficacemente: Lo stanziamento di risorse legate all’idrogeno in Europa è di circa 2.000 miliardi di euro in fase di distribuzione dei singoli Paesi membri. Oggi l’idrogeno è diviso in tre fasce: grigio, ottenuto da un processo da gas naturale che prevede uno scarto di CO2, che costa circa 2 dollari il kg; blu, con residuo di CO2 stoccato; e verde. Quest’ultimo è quello oggi più interessante, prodotto con un totale abbattimento di CO2 e per questo è anche il più costoso, tra i 5 e i 6 dollari/kg”. 

Un mix di alimentazioni è lo scenario più probabile per Gianandrea Ferrajoli, presidente di Federauto Trucks: “Non credo che nel 2030 il gasolio sparirà e l’elettrico sarà l’unica alimentazione. Lo scenario più verosimile per il settore dei trasporti, a quella data, potrebbe essere questo: diesel pulito ancora oltre il 50 per cento, idrogeno 10 per cento, Lng 15 per cento, il resto elettrico per un uso cittadino”.

“Non basta essere innovativi - conclude Domenico De Rosa, ad del Gruppo Smet -  serve accessibilità, con i costruttori che devono essere garanti di accessibilità. Ma la sostenibilità non deve essere solo ambientale, deve essere anche economica per le aziende”.

 

(Fonte: Ansa)

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