Fabio Pasini

Fabio Pasini

Gran Bretagna, Johnson alleggerisce le misure anti-Covid. Dai pub ai ristoranti, dai negozi alle palestre, cosa cambia in vista di un Natale che "non sarà del tutto normale"

Il lockdown nazionale bis anti-coronavirus, imposto in Inghilterra dai primi di novembre per contrastare la seconda ondata di contagi, scadrà come previsto il 2 dicembre, ma sarà sostituito da uno schema complessivamente rafforzato di restrizioni parziali locali - graduate territorio per territorio a seconda dei dati - rispetto al periodo precedente.

Lo riporta la Bbc, anticipando l'annuncio del premier Boris Johnson previsto oggi in video collegamento con la Camera dei Comuni, che comunque delinea un alleggerimento dello scenario, con ok alla riapertura di negozi non essenziali e palestre (se garantito il distanziamento fra le persone e l'uso obbligato della mascherina al chiuso), oltre che di ristoranti e pub: questi ultimi con ripristino del coprifuoco alle 22 in vigore a ottobre come orario limite per le ultime ordinazioni, ma con diritto a rinviare la chiusura alle 23 per consentire agli avventori di consumare ciò che si sia già ordinato. Le nuove norme accompagneranno il Regno fino al periodo di Natale: periodo per il quale il governo Johnson ha concordato ieri con quelli locali di Scozia, Galles e Irlanda del Nord uno schema ad hoc valido per l'intero Regno Unito che dovrebbe prevedere un ulteriore rilassamento limitato a 5 giorni festivi in cui i contatti familiari torneranno a essere autorizzati fra nuclei non conviventi. Sebbene con un tetto massimo di persone e la precisazione di vari ministri che comunque "non sarà un Natale del tutto normale". 

 

(Fonte: Ansa)

Il governo blocca lo sci, le Regioni non ci stanno: "Sarebbe un danno irreversibile all'economia della montagna e dei nostri territori". Da Tomba a Federica Brignone, si mobilitano anche i campioni

Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Province di Trento e Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia chiedono di aprire gli impianti almeno per le festività: "Pronti a stabilire una data comune d'avvio"


La rabbia delle Regioni: "Stagione senza sci sarebbe un suicidio, Conte ci ripensi"

Gli assessori lombardi Caparini e Sertori: "Scelta scriteriata, incomprensibile da parte di un governo disorientato"

E' scontro tra il governo e le Regioni per l'apertura degli impianti sciistici. Se da una parte l'esecutivo sembra deciso a non far partire la stagione per evitare che i contagi da coronavirus aumentino, dall'altra i governatori sono invece pronti a riavviare gli impianti. "Una stagione senza sci sarebbe un suicidio", ha detto Luca Zaia, mentre dalla Lombardia si parla di scelta "scriteriata, il governo ci ripensi".

"Sarebbe un danno irreversibile all'economia della montagna dei nostri territori", ha ribadito anche il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, dopo l'approvazione da parte dei presidenti delle linee guida sullo sci." La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome - ha, infatti, annunciato il governatore della Liguria - ha approvato le linee guida per l'utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte di sciatori amatoriali.

Piste sul ghiacciaio della Val Senales - Impianti sci aperti in Alto Adige

E` un documento che inviamo al governo come contributo propositivo per non compromettere la stagione sciistica e per non creare un danno irreversibile all'economia della montagna dei nostri territori". Tra i governatori in prima linea sulla questione c'è Luca Zaia (Veneto), che ha detto: "Una stagione senza sci sarebbe un suicidio, sul piano economico e social. Lo sci si pratica sulla cresta delle montagne ed è per questo che vorremo un coordinamento europeo perché pensare di vedere che da altre parti si scia mentre noi siamo chiusi è difficilmente giustificabile". Dello stesso avviso Alberto Cirio (Piemonte) che ha aggiunto: "Per lo sci invernale possiamo trovare un punto di equilibrio, come stanno facendo in altri Paesi. E' uno sport e lo si può praticare in sicurezza. Si potrebbe consentire l'attività sciistica, lasciando chiusi bar e ristoranti. E' una strada che dobbiamo percorrere insieme al governo". 

In polemica con il governo anche Davide Caparini e Massimo Sertori, rispettivamente assessore al Bilancio e alla Montagna della Lombardia, che chiedono al premier Conte di rivedere le scelte fatte perché "tenere chiusi gli impianti sciistici vuol dire fare fallire l'economia della montagna. E' una scelta scriteriata, incomprensibile da parte di un governo disorientato". Gli assessori lombardi hanno poi aggiunto che "mentre a Natale si andrà a sciare in Svizzera, in Austria e in Francia secondo il governo da questa parte delle Alpi dovrà essere tutto chiuso". 

"E' necessario - si legge in una nota congiunta degli assessori con delega agli impianti di risalita delle Regioni alpine - darsi una data comune per l'avvio della stagione bianca, tenuto conto del quadro sanitario che andrà a delinearsi nelle prossime settimane". Gli assessori di Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno quindi sottolineato che "molte realtà imprenditoriali legate alla stagione bianca, tra cui scuole di sci, noleggi, aziende di trasporto, hotel e ospitalita' in genere, ecc., aspettano risposte per programmare la stagione invernale

Il Mondo dello sci si mobilita

Covid, Tomba e Brignone, appello al governo: «Le piste da sci devono essere  aperte a Natale»- Corriere.it

Alberto Tomba non ha dubbi. "Lo sci è per eccellenza sport all'aperto ed individuale: in più, visto come ci si veste quando si va a sciare, non "è davvero un problema di mascherine, perché già ora si usano normalmente protezioni della bocca e del viso.

E sciando neppure c'è un problema di distanziamento". Suona come un appello alla riapertura degli impianti - tema al centro del dibattito in ambito covid, con gli operatori del settore che si oppongono alla chiusura voluta dal governo - quello del più famoso campione azzurro dello sci, secondo il quale "le piste dovrebbero dunque essere aperte, anche se ci sono ovviamente degli accorgimenti da prendere".

"Per gli impianti non vedo però problemi particolari: dove c'è un seggiovia a due o tre posti si va da soli, se "è da cinque si va in tre. E si possono benissimo diminuire e segnare anche i posti sulle cabinovie: non c'è dunque problema a mantenere il distanziamento sugli impianti", aggiunge Tomba dalla casa di famiglia di Castel de britti.

"Il problema è, semmai quello dell'apres ski e dei rifugi dove si va a bere e mangiare qualcosa dopo una sciata - spiega poi il bolognese - ma anche in questo caso, come avviene nei ristoranti, si può limitare gli accessi, con mascherina e distanziamento obbligatori".    

"E' molto importante che gli impianti sciistici aprano a Natale, perché sarebbe un segnale positivo per tutti. Altrimenti, con le stazioni chiuse, il danno sarebbe irreparabile". Parlando all'ANSA Federica Brignone, detentrice della coppa del mondo di sci, prende posizione in maniera forte sul dibattito del giorno sul fronte misure anticovid.

Black Friday, Confesercenti scrive a Conte: "Va posticipato, altrimenti i negozi fisici sono svantaggiati rispetto ai colossi dell'e-commerce". La replica di Amazon: "Oltre metà delle vendite da piccole e medie imprese"

Dopo i messaggi inviati nei giorni scorsi, sul tema è tornata Confesercenti, che ha chiesto al presidente del Consiglio Conte un rinvio dell'appuntamento al 4 dicembre. "In Francia - scrive Confesercenti in una lettera a Conte -  si è già intervenuti sulla questione. E dopo la moral suasion del Governo, sia la grande distribuzione organizzata sia Amazon hanno accettato di posticipare la data del Black Friday al 4 dicembre, poco dopo la prevista riapertura dei negozi indipendenti. Una soluzione a nostro avviso opportuna, che dà a tutte le forme di distribuzione una chance di competere per il Black Friday, ormai diventato uno degli eventi commerciali più importanti dell'anno. E che, se fosse applicata anche in Italia - conclude la missiva - avrebbe un grande valore per le piccole imprese, anche simbolico, permettendo loro di recuperare un po' di fiducia"


Black friday online e negozi chiusi «Opportuno posticipare come in Francia»  - Cronaca, Bergamo

La proposta è di posticipare, come già fatto in Francia, la data del 29 novembre alla fine delle restrizioni su larga scala per contenere il contagio. Così piccole imprese e negozi fisici, che riapriranno il 3 dicembre, potranno competere con l'e-commerce

Il 29 novembre arriva il Black Friday, il venerdì di sconti nato negli Usa e diventato anche in Europa un appuntamento atteso da commercianti e consumatori: per tutta la settimana è previsto un boom degli acquisti, con molti clienti che si porteranno avanti per i regali di Natale. Così con buona parte dei negozi chiusi per le restrizioni imposte dal governo per contenere la pandemia di coronavirus, anche in Italia è stata fatta la proposta di posticipare – come già fatto in Francia – la data del 29 novembre alla fine dei lockdown. La riapertura di piccole imprese e negozi fisici è prevista soltanto per il 3 dicembre: rinviando il Block Friday, si darebbe la possibilità di competere con l’e-commerce.

Per questo Confesercenti ha presentato un esposto all’Antitrust per denunciare la disparità di condizioni venutasi a creare tra i negozi tradizionali e gli operatori dell’on-line. “Siamo di fronte ad una distorsione gravissima della concorrenza, che dobbiamo correggere al più presto”, afferma Confesercenti. L’associazione ha anche scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per chiedere che l’Italia segua la soluzione della Francia, dove sia la grande distribuzione organizzata sia Amazon hanno accettato di posticipare la data del Black Friday al 4 dicembre, dopo la prevista riapertura dei negozi indipendenti.

La capogruppo di Forza Italia Mariastella Gelimini si è schierata per spostare a dicembre il venerdì di super sconti, per non favorire i giganti del web. Anche il Consiglio nazionale dei centri commerciali ha evidenziato la “la preoccupante situazione in cui si trova l’Italia”, a differenza degli altri Paesi europei in cui il periodo del Black Friday è stato posticipato “per poter garantire una leale concorrenza”. Al rinvio è contraria invece l’Unione consumatori, che trova la proposta “ridicola” e si chiede a che titolo venga fatto l’esposto all’Antitrust.

Nella questione è intervenuto direttamente il colosso Amazon, sottolineando che oltre la metà delle proprie vendite annuali provengono proprio dalle piccole e medie imprese, che non avrebbero altro modo di raggiungere una platea così vasta di consumatori. “Sin dall’inizio della pandemia abbiamo lavorato duramente per garantire la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti, supportando le 14mila piccole imprese italiane che vendono nel nostro negozio”, chiarisce Amazon Italia, precisando che nel 2019 quasi 600 piccole imprese italiane hanno superato il milione di dollari di vendite sulla piattaforma e-commerce.

Di che colore sarà il Natale? Ipotesi sulle regole delle festività al tempo del Covid

Zone rosse, arancioni e gialle. I dati, i numeri, i parametri dell'epidemia condizioneranno anche le feste di Natale 2020. Tra timori, prudenza e voglia di ritrovare una normalità perduta, sono al vaglio diverse soluzioni per evitare ricadute sanitarie e al tempo stesso restituire un minimo di serenità alle famiglie e dare respiro a un'economia già terribilmente provata


Lettera di Babbo Natale - Telefono Azzurro    

Festività sobrie in arrivo, con un Natale 2020 all'insegna delle restrizioni fra zona rosse e arancioni. Ma, forse e con gli occhi sempre puntati su dati e numeri, con qualche deroga concessa per poter incontrare i parenti più lontani spostandosi fra regioni. A tracciare un primo quadro di come potrebbero essere le imminenti feste per gli italiani e cosa potrebbe cambiare nel corso dei giorni, è stata ieri la sottosegretaria Sandra Zampa ospite di Otto e Mezzo.

Tra gli affetti più cari, ha spiegato infatti la sottosegretaria, l'incontro durante le festività potrebbe avvenire fra "cinque, sei persone al massimo", ma "è ovvio che non sarà possibile controllarlo, quindi a tutti verrà chiesto di limitare il più possibile le persone che si riuniscono. Mancano 40 giorni a Natale e in questo momento i dati epidemiologici ci dicono che non ci si può spostare tra regioni, ma ci aspettiamo che i numeri migliorino e che quindi siano possibili deroghe", ha aggiunto. In ogni caso, ha sottolineato ancora Zampa, "dobbiamo fare lo sforzo di essere davvero il meno numerosi possibile: non è il numero in sé ma più si allarga la cerchia di persone che non si frequenta abitualmente, maggiore è il rischio".

Sul 'capitolo' Capodanno, "non saranno permessi ritrovi in piazza e feste come negli anni passati, saranno adeguatamente normati anche quei giorni. Come governo dobbiamo avere un atteggiamento molto rigoroso e, a differenza di questa estate, non ci saranno deroghe perché non possiamo immaginare una terza ondata", ha affermato quindi la sottosegretaria.

 

(Fonte: adnkronos)

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