Mercato Energetico Italiano 2024: cosa cambierà e come risparmiare con scelte giuste

Avantgardia

Fondamentale monitorare attentamente alcuni elementi per individuare opportunità di risparmio

Il mercato energetico italiano si posiziona al sesto posto in Europa  come costo dell’energia elettrica, con una spesa annuale di 77 euro per l’utilizzo del forno elettrico nelle abitazioni italiane.

Questo importo supera del 42% quello svedese, del 63% quello francese e più che raddoppia (+107%) rispetto a quello spagnolo. La causa principale di questa discrepanza risiede nelle tariffe elettriche applicate. Un’analisi condotta sui dati Eurostat relativi al prezzo medio dell’energia elettrica per i consumatori domestici in Europa ha rivelato che, nella prima metà del 2023, l’Italia figurava tra i paesi con le tariffe più elevate e i redditi da lavoro più bassi.

Nello specifico, all’interno dell’Unione Europea composta da 27 nazioni, l’Italia occupa la sesta posizione per quanto riguarda il costo dell’energia elettrica, con una tariffa media di 0,378 euro/kWh, tasse e oneri inclusi. Solo pochi stati membri dell’UE presentano tariffe superiori; i Paesi Bassi con un +26% rispetto all’Italia, il Belgio con un +15% e la Germania con un +9%. Al contrario, la lista dei paesi con tariffe più basse è di gran lunga più estesa: la Svezia con un -29%, l’Irlanda con un -35%, la Francia e la Grecia entrambe con un -39%, la Spagna con un -52% e, non da ultimo, l’Ungheria, dove la tariffa media per i consumatori residenziali è inferiore del 69%.

Considerando altre attività domestiche, come il lavaggio in lavatrice (220 cicli annui presi come base di calcolo per tutti i paesi), gli italiani spendono circa 111 euro in energia elettrica, mentre i francesi solo 68 euro e in Spagna la spesa scende a 53 euro. Invece tedeschi e belgi sostengono una spesa superiore ai 120 euro. Per quanto concerne il frigorifero, che rimane in funzione quasi ininterrottamente durante tutto l’anno, la differenza di spesa tra i vari paesi europei aumenta: in Italia, il costo annuo per alimentare un normale elettrodomestico di classe B si aggira intorno ai 193 euro, mentre in Irlanda si spendono 126 euro, in Portogallo 105 euro e in Spagna addirittura solo 93 euro. Anche l’utilizzo della lavastoviglie comporta una spesa maggiore in Italia: con un utilizzo a giorni alterni, si spendono 92 euro all’anno, con spesa superiore troviamo i Paesi Bassi dove questa cifra sale a 116 euro, mentre i valori più bassi li troviamo in Grecia e Francia, dove si attestano sui 57 euro, in Spagna sui 45 euro e in Ungheria sui 28 euro.

Anche azioni quotidiane come guardare la televisione o asciugare i capelli hanno un impatto economico diverso a seconda del paese: ad esempio, quattro ore di visione televisiva al giorno costano agli italiani 49 euro all’anno, mentre in Irlanda la spesa si riduce a 32 euro, e l’utilizzo di un asciugacapelli per cinque minuti al giorno comporta una spesa annua di 23 euro in Italia, 14 euro in Francia e soli 7 euro in Ungheria.

Prendendo in considerazione il consumo medio di una famiglia italiana (2.700 kWh) e basandosi sulle tariffe della prima metà del 2023, si stima che la bolletta elettrica in Italia per quest’anno possa ammontare a circa 1.021 euro. Nei paesi europei con costi energetici più elevati, a parità di consumo, la spesa sarebbe di 1.114 euro in Germania e di 1.283 euro nei Paesi Bassi. A partire dal 2024, con la chiusura del mercato tutelato elettrico dal 1° gennaio per il gas e dal 1° aprile per l’energia elettrica, si assisterà a cambiamenti significativi nel nostro settore energetico.

A partire dal 2024 infatti, subirà una trasformazione significativa con la chiusura del mercato tutelato. Dal 1° gennaio per il gas e dal 1° aprile per l’energia elettrica, i consumatori dovranno orientarsi nel mercato libero. Vi sono alcuni aspetti cruciali da monitorare per ottimizzare i costi, iniziando dal confronto tra le diverse offerte dei fornitori. Non esiste una soluzione unica adatta a tutti; infatti, la scelta del fornitore e delle offerte dovrà essere personalizzata in base alle esigenze individuali. Con la fine della tutela del mercato energetico, diventa fondamentale valutare attentamente le opzioni disponibili, considerando che numerose aziende operano nel mercato libero e i prezzi possono variare notevolmente.

Monitoraggio dei prezzi delle materie prime: Il costo dell’energia è l’elemento variabile della bolletta su cui i fornitori potranno competere. Tasse e imposte, invece, sono fisse e stabilite dallo Stato.

Scelta tra prezzo fisso o tariffa indicizzata: La decisione tra una tariffa fissa, dove il prezzo dell’energia rimane invariato per un periodo definito (solitamente 12 o 24 mesi), o una tariffa indicizzata, che varia mensilmente seguendo un indice legato al costo delle materie prime, dipenderà dai prezzi offerti e dalla propensione al rischio dei singoli utenti. Sarà essenziale monitorare la data di scadenza delle tariffe fisse per evitare variazioni inaspettate.

Abitudini di consumo: La scelta della tariffa dovrebbe riflettere le abitudini di consumo di noi utenti. Alcune tariffe offriranno prezzi variabili in base all’orario, mentre altre manterranno un costo fisso. La decisione dovrebbe basarsi sulle necessità specifiche, come una famiglia che trascorre molto tempo in casa potrebbe beneficiare di una tariffa fissa, mentre chi è spesso fuori potrebbe preferire una tariffa con sconti in determinati orari.

Affidabilità dei fornitori: Con l’aumento delle truffe, è importante scegliere fornitori seri e verificare l’autenticità delle offerte, anche quelle che sembrano arrivare direttamente a casa.

Pacchetti combinati: Alcuni fornitori proporranno tariffe vantaggiose per la fornitura combinata di elettricità e gas, ma sarà necessario valutarle in base alle proprie esigenze.

Attivazione gratuita: L’attivazione di una nuova fornitura è sempre gratuita e non comporta il rischio di interruzioni di servizio.

Opzioni per chi non effettua una scelta: Per l’energia elettrica, gli utenti che decideranno di non passare al mercato libero verranno assegnati a un nuovo fornitore attraverso un sistema di asta, entrando nel “Servizio di Tutela Progressiva” per tre anni. Per il gas, chi rimane nel mercato tutelato continuerà con il proprio fornitore ma con una tariffa modificata, nota come “tariffa Placet”, valida per un anno.

Rimane fondamentale monitorare attentamente alcuni elementi per individuare opportunità di risparmio, iniziando dal confronto tra le diverse offerte proposte dai fornitori. Non esiste una soluzione universale, poiché, oltre a determinati fattori chiave, con la conclusione del mercato tutelato energetico, diventerà essenziale selezionare con cura il fornitore e valutare attentamente la varietà di offerte disponibili per soddisfare le esigenze specifiche di ogni consumatore.

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