Medfest 2026 la kermesse culturale tra settembre e ottobre
Dal 6 settembre al 19 ottobre, il Medfest 2026 propone rievocazioni storiche, concerti e laboratori in dodici location
Torna in Lombardia il Medfest 2026, il festival dedicato al Medioevo che ogni anno trasforma città e borghi in palcoscenici di storia viva. Quest’anno, la manifestazione si articola in diciotto appuntamenti distribuiti tra il 6 settembre e il 19 ottobre, offrendo un viaggio tra rievocazioni storiche, concerti, laboratori e percorsi enogastronomici. Una rassegna che unisce rigore storico e intrattenimento di qualità, confermando la Lombardia come uno dei territori italiani più attivi nella valorizzazione del patrimonio medievale.
Un calendario ricco tra castelli e piazze storiche
Il Medfest 2026 si snoda tra dodici location sparse tra le province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza e Brianza, Pavia e Varese. Sei appuntamenti sono concentrati nella sola Bergamo, storicamente al centro della cultura medievale lombarda, mentre gli altri si distribuiscono in altrettanti comuni, ciascuno con un proprio percorso tematico.
«Il Medioevo non è solo un’epoca storica, ma un laboratorio di vita quotidiana», spiega Maria Rossi, direttrice artistica del festival. «Ogni evento è pensato per avvicinare il pubblico a quello che era il mondo medievale, dalle tecniche di assedio dei castelli ai segreti della medicina monastica, passando per i suoni delle corti rinascimentali». Una proposta che punta a superare la semplice rievocazione, per offrire un’esperienza immersiva e formativa.
Tra le principali novità del Medfest 2026 c’è l’introduzione di quattro nuovi siti, il castello di Malpaga, il borgo di Urgnano, la fortezza di Sabbioneta e il centro storico di Brescia. «Si tratta di location che hanno una forte valenza storica e architettonica», sottolinea Rossi. «Pensiamo a Sabbioneta, che con la sua cinta muraria è un esempio unico di città ideale rinascimentale, o a Brescia, dove il Medioevo si intreccia con le sue radici romane».
Un altro elemento distintivo è rappresentato dai laboratori per bambini, pensati per coinvolgere le nuove generazioni. Tra questi, la ricostruzione di un scriptorium monastico, la lavorazione della lana secondo le tecniche medievali e la preparazione di erbe officinali. «Vogliamo che i più giovani tocchino con mano la storia», aggiunge Rossi. «Non basta raccontarla, bisogna viverla».
La Lombardia, terra di Medioevo
La scelta della Lombardia come location principale del Medfest 2026 non è casuale. La regione vanta un patrimonio medievale tra i più ricchi d’Italia, con oltre 2.500 castelli, borghi fortificati e chiese romaniche disseminati sul territorio. «La Lombardia medievale era un crogiolo di culture», spiega Luca Bianchi, storico dell’Università di Milano. «Grazie alla sua posizione strategica, la regione fu al centro di commerci, guerre e scambi culturali che hanno lasciato un segno indelebile nell’architettura e nelle tradizioni locali».
Tra i luoghi simbolo che ospiteranno gli eventi del festival ci sono il castello di Trezzo sull’Adda, residenza viscontea del XIV secolo, e il monastero di Chiaravalle Milanese, fondato nel 1135. Due siti che rappresentano al meglio l’anima religiosa e militare del Medioevo lombardo.
Il Medfest 2026 si rivolge a un pubblico trasversale, dagli appassionati di storia agli amanti della musica, dai turisti ai residenti. Gli ingressi sono a pagamento (5-15 euro), con riduzioni per famiglie e studenti. «Il nostro obiettivo è rendere la cultura accessibile», precisa Rossi. «Per questo abbiamo previsto anche momenti gratuiti, come i concerti nelle piazze e le visite guidate ai borghi».
Tra gli appuntamenti più attesi ci sono il concerto del gruppo musicale “Lauda”, specializzato in musica medievale, e la rievocazione della battaglia di Legnano. «Vogliamo che il Medioevo non sia solo un ricordo del passato, ma un’esperienza che possa ispirare il presente», conclude Rossi.
Il Medfest 2026 si conferma così come uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’autunno lombardo, capace di unire rigore storico e divertimento in un format innovativo e inclusivo.












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